AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 192 giorni

Introduzione

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.

Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.

L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.

Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.

Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.

Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.

Diffusione

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una  delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.

In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.

Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.

Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.

Sintomi

L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

  1. incubazione,
  2. infezione acuta,
  3. periodo di latenza,
  4. AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

  • febbre,
  • linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
  • faringite (mal di gola),
  • rash (manifestazioni cutanee),
  • mialgia (dolore muscolare),
  • malessere,
  • piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • ingrossamento del fegato/milza,
  • perdita di peso,
  • mughetto,
  • sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)

Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.

Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.

Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Quadro_sintomatologico_dell%27AIDS.PNG

Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:

  • rapida perdita di peso,
  • febbre
  • forte stanchezza,
  • linfonodi ingrossati,
  • diarrea persistente,
  • agitazione e sudorazione notturna,
  • tremore,
  • polmonite.

Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.

Sintomi nei neonati

Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di  manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).

Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.

Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.

Trasmissione

L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:

  1. mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
  2. al momento della nascita,
  3. durante l’allattamento.

Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:

  • rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
  • scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.

In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta e attraverso le trasfusioni di sangue.

Trasmissione sessuale

(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)

Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:

  • sangue,
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma,
  • fluido vaginale,
  • latte materno.

Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.

Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:

  • glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
  • vagina,
  • congiuntiva dell’occhio,
  • interno dell’ano,
  • narici e interno del naso,
  • bocca.

Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.

Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:

  • Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
  • Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.

Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:

Rischio Nullo

  • Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
  • Contatto con sudore.
  • Contatto con lacrime.
  • Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
  • Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
  • Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
  • Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).

Rischio Basso

  • Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
  • Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).

Rischio Medio

  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca.

Rischio Alto

  • Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
  • Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.

Rischio Altissimo

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
  • Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).

Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.

Test

Raccomando di chiedere sempre al medico responsabile del centro a cui ci si appoggia quando fare il test e quando considerarlo definitivo, in quanto la variabilità del periodo finestra è elevatissima a seconda del test in uso (da un mese per i test più recenti fino ad un anno per i test di vecchia generazione).

Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.

Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.

Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).

Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).

Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:

  1. Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
  2. Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
  3. L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.

In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).

Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.

Test precoci

Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test che rileva l’RNA virale attraverso la tecnica della PCR, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.

Durata

Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.

Sebbene tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti con l’HIV alla fine si ammaleranno, recenti progressi medici hanno significativamente apportato un aumento della possibilità di sopravvivenza. Le cure con i farmaci permettono alle persone di vivere con l’HIV senza i sintomi più a lungo e possono migliorare la qualità della vita delle persone con AIDS.

L’HIV si trasforma in AIDS in un tempo variabile, dipendente dal virus dall’ospite e da fattori ambientali; la media è attorno ai 10 anni, ma non devono stupire periodi più brevi o più lunghi.

La sopravvivenza media con terapia antiretrovirale è di 4-5 anni dal momento della diagnosi di AIDS conclamato (e quindi non dalla condizione di sieropositività). Senza il supporto terapeutico la morte sopravviene entro un anno. La maggior parte dei pazienti muore per infezioni opportunistiche dovute al progressivo indebolimento del sistema immunitario.

Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal fissa nuovi termini di sopravvivenza: un ventenne che si infetta oggi può sperare di riuscire a vivere fino a 66 anni se maschio e 76 anni se femmina ed i progressi negli ultimi anni sono dovuti ai progressi della terapia ed alla possibilità di diagnosi precoce.

E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile rallentare la progressione della malattia.

Fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. mario

    buonasera, leggo che si dice che il vacino per l’hiv sia in evoluzione si palra che addirittura possa essere made in italy riguardante la proteina p17 e si teorizza che possa essere pronto alla fine del 2018
    lei cosa ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per ora non illudiamoci, soprattutto sui tempi, anche se in effetti qualcosa di promettente c’è; ricordo a tutti che purtroppo i vaccini in genere garantiscono una buona immunità (cioè protezione), ma non si tratta di cure per chi già fosse sieropositivo.

    2. mario

      la ringrazzio, una mia curiosità allora è come mai leggo propio che per testarlo viene somministrato a dei sieropositivi?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Chiedo scusa, confondevo io con un altro lavoro, ha ragione lei.

  2. Anonimo

    Dottore sono preoccupato. .
    Circa 1 anno fa ho avuto un comportamento a rischio con tanti sintomi che xo fatto i esami di tutte le malattie sessualmente trasmesse sono uscite negative.
    Ora da circa qualche mese avvolte mi bruccia la gola con la di orecchie e il naso attappato, leggendo su internet questi sono sintomi di tumore alla gola, può essere un tumore alla gola o magari e qualcos’altro? Esiste mufa alla gola con questi sintomi?
    Spero che mi tolga qualsiasi dubbio dottore che sono preoccupato.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi viene affatto da pensare ad un tumore alla gola, se non fosse ansia potrebbe per esempio essere reflusso gastroesofageo.

    2. Anonimo

      Certo dottore capisco xo come spiega tutti questi sintomi?condilomi alla gola e mai successo? Poi avvolte la voce mi cambia x qualche minuto.

      Grazie mille dottore, che dio la benedica.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      I sintomi sono molto probabilmente causati dall’ansia di questi mesi, anche se sembra impossibile.

    4. Anonimo

      Grazie dottore ma le assicuro che non è ansia, quindi dottore e possibile condilomi alla gola?

      Grazie mille dottore

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Lei non può sapere se sia ansia o meno, come non posso garantirglielo io; deve parlarne invece con fiducia al medico e non cercare una auto-diagnosi in rete.
      2. I condilomi in gola sono rari ma possibili.

    6. Anonimo

      Grazie dottore ma un suo parere e comodo perché mi fido anche perché sono in rete cmq quali sono i sintomi dei condilomi alla gola dottore? Con una visita dal otorino mi puo dire la diagnosi esatta?

      Grazie mille dottore

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, l’otorino è la scelta migliore; la diagnosi viene fatta di norma valutando visivamente l’escrescenza.

    8. Anonimo

      Certo lo farò dottore xo non mi ha ancora risposto alla domanda che sintomi ha i condilomi alla gola?

      Grazie mille dottore della sua disponibilità.

    9. Dr. Cimurro (farmacista)

      Una piccola protuberanza, un rigonfiamento sulla mucosa.

    10. Anonimo

      Salve dottore, ho fatto la visita dal l’otorino e mi ha detto che non ho niente e mi ha messo un tubicino al naso, a cosa serve? Cosa ne pensa di quello che mi ha detto il dottore?

      Grazie mile dottore.

    11. Dr. Cimurro (farmacista)

      Come le ho già detto a mio parere lei ha un grosso problema di ansia e, finchè non si deciderà a agire in questo senso, potrebbe non venirne più fuori.

    12. Anonimo

      Non centra nulla con la gola? E al naso cosa puoi vedere dottore?

      Grazie mille dottore della sua disponibilità.

    13. Dr. Cimurro (farmacista)

      Serve per verificare che non ci siano problemi a livello nasale, è un esame che fa parte della visita otorinolaringoiatrica.

    14. Anonimo

      Invece il mio dottore mi ha detto che e una tecnica nuova per vedere alla gola e la volevo ringraziare x la sua disponibilità.

  3. Anonimo

    Probabilità di contrarre l’hiv con un bacio con la lingua?
    Affidabilità di un test hiv a 30 giorni?
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Pressochè nullo a meno che non ci sia la presenza di abbondante sangue da parte di entrambi.
      2. Con quelli di ultima generazione oltre il 95%.

  4. Anonimo

    Lei dottore dice che con un bacio il rischio di prendere hiv e nulla preso che una persona perda tanto sangue, ma se una persona perde tanto sangue si sente il sapore in bocca quando baci una persona?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, inoltre dovrebbe avere lei stesso ferite perchè avvenga il contagio.

  5. Ginevra

    Salve dottore ho fatto analisi del sangue con seguenti risultati: S Ab ANTI EPSTEIN BARR IgG < 750.
    Ab anti-EBNA IgG 425
    Posso contrarre ancora il citomegalovirus .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      I valori che mi riporta sono relativi alla mononucleosi, non al citomegalovirus.

  6. claudia

    Buongiorno dottore le volevo chiedere se “PHYTOLASTIL” siero correzione smagliature si può usare in gravidanza, sono al terzo mese .Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Credo di sì, in quanto l’azienda lo pubblicizza a quello scopo, ma non ho esperienza diretta con la Lierac, mi dispiace.

  7. Anonimo

    Buonasera Dottore,
    una settimana fa ho avuto un rapporto protetto con una prostituta in casa durante il sesso orale sentivo tirare il preservativo e mi faceva male ma non si è rotto,tra un rapporto e l’altro l’ho cambiato.A casa ho notato un leggero arrossamento sul glande scomparso dopo 3 giorni.Secondo lei mi devo preoccupare cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il preservativo non si è rotto non mi preoccuperei di un eventuale contagio da HIV.

    2. Anonimo

      Ok grazie della risposta mi ha tranquillizzato farò comunque il test fra 1 mese e fra 3 mesi lei me lo consiglia?

    3. Anonimo

      Comunque secondo lei non devo preoccuparmi troppo giusto?Sarà quasi sicuramente negativo?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se in passato non ci sono stati comportamenti a rischio sì, sarà negativo.

    5. Anonimo

      Ho avuto dei rapporti con prostitute ma sempre protetti ogni tanto faccio il test ed è sempre negativo.Farlo con il preservativo non è un comportamento a rischio giusto?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Giusto, ma è altrettanto corretto sottoporsi periodicamente (per scrupolo) in caso di rapporti con soggetti a rischio; ribadisco che NON ci aspettiamo sorprese.

  8. leo

    Ciaoo dott secondo lei perché le persone siero che non prendono i farmaci arv stanno bene senza alcun sintomo ?? Poi e vero che proprio stessi i farmaci causono aids ??

  9. Jo

    Salve dottore.
    Sono un tatuatore e l’altro giorno mentre pulivo la mia postazione accidentalmente mi sono punto con un ago che in precedenza ho usato.
    La ferita e sulla parte esterna del mignolo mi ricordo che non era sanguinante ma premendo sulla zona punta, usciva del sangue ma in quantità minime se non nulle.
    Usavo i guanti e ho disinfettato subito la ferita con del alcool.
    Mi dica lei come mi devo comportare.
    La ringrazio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo improbabile un contagio da HIV (sia per la ridotta quantità di sangue che per il tempo trascorso), mentre è più plausibile il rischio epatite; contatti già in giornata il suo medico.

    2. Anonimo

      La ringrazio.
      Facendo gli esami del sangue ora, risulterebbero veritieri?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve contattare il medico e pianificare con lui i controlli e le eventuali profilassi post-esposizione (che purtroppo per l’epatite C che io sappia non esiste, ma verrà valutata per altre malattie).

  10. Anonimo

    Se lo facessi al policlinico umberto I di roma?
    É anonimo il test?
    E visto che é anonimo come avviene la distribuzione delle risposte?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non conosco come agisca la struttura in questione.
      In genere la gestione dell’anonimato viene gestita richiedendo per esempio le iniziali od un nome di fantasia.

  11. n

    Dottore Qual é la modalità per contrarre l’hiv con un bacio con la lingua?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Presenza di abbondanti perdite di sangue da parte di entrambi.

  12. Anonimo

    Salve dottore ho letto la domanda appena fattagli sopra, secondo lei nel caso di NON perdita di sangue di entrambi ma nel caso in cui il siero negativo avesse in bocca una microferita , ci sarebbe comunque la possibilità di prendere il virus?
    E lei consiglia , nel caso sopra citato, di effettuare comunque il test?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel dubbio meglio un test in più che uno in meno, ma se il sieropositivo non perde sangue non è necessario.

  13. Anonimo

    É vero che generalmente le risposte al test si hanno dopo 3 -4 giorni?

  14. Anonimo

    Buongiorno Dottore,
    se il preservativo non si rompe ma si creano microrotture si rischia qualcosa?E se si sfila leggermente alla base?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Un uso corretto del preservativo garantisce una protezione quasi assoluta, un uso non corretto espone a rischi.

  15. Anonimo

    Salve dottore volevo chiederle in un ospedale in quale reparto bisogna recarsi per effettuare il test?

  16. Anonimo

    Buongiorno Dottore,
    sono stato con una prostituta in casa e tra sesso orale e sesso vaginale e sesso anale ho cambiato sempre preservativo dice che ho fatto bene?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso il preservativo rimane ad oggi la nostra arma migliore; quanto sta venendo studiato è interessante, ma a mio parere non dovrebbe essere l’obiettivo principe della ricerca su questa malattia (non sto dicendo che sia inutile).

  17. rolando1

    Salve dottore . Ho fatto il test a 90 giorni del comportamento a rischio.
    il test e HIV ad+ag metodo (s) chemiluminescenza abbott .
    Cera scritto: risultato 0.11 .. Unita di misura s/Co.. valore normale <1,00 negativo …
    Vorrei sapere se quel 0,11 e un valore dal qui mi devo preocupare o e normale ..
    E quanto e affidabile questo tipo di test a 90 giorni..
    Grazie dottore …..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Normale, è negativo.
      Mi sembra che sia un test definitivo a 90 giorni, ma lo chieda telefonicamente al laboratorio per conferma.

  18. Anonimo

    salve vorrei sapere come una si deve comportare quando ha un malato di AIDS in casa ??? grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ci sono particolari problemi seguendo le più normali norme igieniche, è soprattutto necessario evitare con il contatto sangue-sangue, per il resto non ci sono particolari rischi; se ha dei dubbi specifici rimango a disposizione.

  19. Anonimo h 01.55 23 luglio

    Buona sera dottore accogliere il pene in bocca con eiaculazione, il rischio di contagio esiste solo per chi accoglie il pene in bocca oppure anche per chi lo matte? La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per il soggetto attivo (chi lo mette) solo se chi lo accoglie ha abbondanti perdite di sangue, diversamente il rischio è molto basso o nullo.

  20. Anonimo

    Salve dottore, sintomo “tumore al cervello” può essere diarrea oltre ad altri sintomi?

  21. andrea

    salve dottore.. qualche mese fa ho fatto qualche tiro dallo spinello di un tossicodipendente di eroina. . se questa persona avesse l’aids me la potrebbe aver passata anche a me ?

  22. Anonimo h 23.24

    Grazie per la sua risposta ( Anonimo h 01.55 ). E complimenti sta facendo un servizio generoso ,!

  23. Luca

    Gentilissimo dottore ho avuto un rapporto a rischio con una trans circa metà luglio dello scorso anno, ovvero non ho usato il preservativo nel rapporto sia orale che anale(passivo) ma solo perché questi non aveva L’HIV perché faceva il test ogni tre mesi ed era sempre negativo mostrandomi anche le carte.Però io ho fatto il test dopo circa 2 mesi di tutte le malattie infettive tipo hiv erpes sifilde ed epatite c. risultate tutte negative e le ho ripetute anche a distanza di 9 10 mesi dopo un lungo periodo all’estero risultate negative. nel frattempo poi ho avuto altri rapporti con donne ma tutti protetti con il preservativo. Secondo lei il primo test poteva già essere definitivo?? Lei al mio posto si sarebbe fidato a farlo senza??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Il test è definitivo.
      2. Assolutamente no, anche ammessa e non concessa la buona fede del partner, potrebbe aver contratto l’HIV subito dopo l’ultimo esame, con la possibilità di trasmetterlo.

    2. Anonimo

      Ok grazie della risposta, ma volevo sapere se anche il primo test poteva essere definitivo o dovevo aspettare per forza il secondo. in futuro starò certamente più attento.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve valutare il periodo finestra presso il suo laboratorio.

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