- Introduzione
- Diffusione
- Sintomi
- Trasmissione (e calcolo del rischio)
- Test
- Durata
Introduzione
AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.
Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.
L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.
Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.
Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.
Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.
Diffusione
Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.
In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.
Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.
Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.
Sintomi
L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:
- incubazione,
- infezione acuta,
- periodo di latenza,
- AIDS.
L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.
Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:
- febbre,
- linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
- faringite (mal di gola),
- rash (manifestazioni cutanee),
- mialgia (dolore muscolare),
- malessere,
- piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.
Più raramente compaiono anche:
- mal di testa,
- nausea e vomito,
- ingrossamento del fegato/milza,
- perdita di peso,
- mughetto,
- sintomi neurologici.
Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.
La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)
Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.
Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.
Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.
Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:
- rapida perdita di peso,
- febbre
- forte stanchezza,
- linfonodi ingrossati,
- diarrea persistente,
- agitazione e sudorazione notturna,
- tremore,
- polmonite.
Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.
Sintomi nei neonati
Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).
Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.
Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.
Trasmissione
L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:
- mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
- al momento della nascita,
- durante l’allattamento.
Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:
- rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
- scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.
In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta (il virus potrebbe introdursi attraverso un taglio o una lacrima nel corpo di una persona sana) e attraverso le trasfusioni di sangue.
Trasmissione sessuale
(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)
Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:
- sangue,
- liquido pre-eiaculatorio e sperma,
- fluido vaginale,
- latte materno.
Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.
Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:
- glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
- vagina,
- congiuntiva dell’occhio,
- interno dell’ano,
- narici e interno del naso,
- bocca.
Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.
Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:
- Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
- Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
- Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.
Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:
Rischio Nullo
- Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
- Contatto con sudore.
- Contatto con lacrime.
- Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
- Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
- Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
- Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).
Rischio Basso
- Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
- Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
- Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
- Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).
Rischio Medio
- Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca.
Rischio Alto
- Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
- Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
- Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.
Rischio Altissimo
- Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
- Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).
Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.
Test
Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.
Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.
Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).
Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).
Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:
- Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
- Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
- L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.
In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).
Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.
Test precoci
Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test dell’antigene p24, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.
Durata
Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.
Sebbene tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti con l’HIV alla fine si ammaleranno, recenti progressi medici hanno significativamente apportato un aumento della possibilità di sopravvivenza. Le cure con i farmaci permettono alle persone di vivere con l’HIV senza i sintomi più a lungo e possono migliorare la qualità della vita delle persone con AIDS.
L’HIV si trasforma in AIDS in un tempo variabile, dipendente dal virus dall’ospite e da fattori ambientali; la media è attorno ai 10 anni, ma non devono stupire periodi più brevi o più lunghi.
La sopravvivenza media con terapia antiretrovirale è di 4-5 anni dal momento della diagnosi di AIDS conclamato (e quindi non dalla condizione di sieropositività). Senza il supporto terapeutico la morte sopravviene entro un anno. La maggior parte dei pazienti muore per infezioni opportunistiche dovute al progressivo indebolimento del sistema immunitario.
Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal fissa nuovi termini di sopravvivenza: un ventenne che si infetta oggi può sperare di riuscire a vivere fino a 66 anni se maschio e 76 anni se femmina ed i progressi negli ultimi anni sono dovuti ai progressi della terapia ed alla possibilità di diagnosi precoce.
E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile rallentare la progressione della malattia.
Fonti:
- kidshealth.org
- Wikipedia (EN)
Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.
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mi sto facendo mille paranoie mentali essendo un tipo molto anzioso!! e de fossi positivo come mi devo comportare?? praticamente sono rovinato a vita!!!! e non potrò mai avere una ragazza??
Chi lo dice
se si fanno le analisi tradizionali non ci si vede nulla?? in teoria se qualcosa non va dovrebbero essere sballate.. mi sbaglio??
1. Per ora non si fasci la testa, probabilmente accanto a lei ci sono molti sieropositivi che hanno una vita del tutto normale.
2. Dalle analisi tradizionali non si vede nulla.
va bene grazie ancora
Dopo quanto si inattiva il virus all aria aperta ciao
Relativamente poco, ma dipende anche molto dalle condizioni ambientali.
Ho sentito parlare di secondi……
A me non piace generalizzare in questi casi, perchè non si può garantire nulla in questo senso se non in condizioni di laboratorio; a seconda della quantità di sangue, della temperatura, dell’umidità, della carica virale, del fatto che sia esposto all’aria od in siringa, … la sopravvivenza del virus può variare.
Sicuramente non è elevata, sicuramente l’epatite C è molto più resistente, ma per il resto è difficile quantificare; probabilmente si parla di secondi o minuti, ma non creda a numeri esatti.
Luca lei cosa ne pensa…..grazie dott cimurro x il servizio che offre
salve dottore lingrosamento legero dei linfonodi potrebbe essere causato da eccesivi svorzi giornalieri scusi la mia ingnoranza?
In linea di massima no, perchè in genere l’ingrossamento dei linfonodi è segno del sistema immunitario che lavora.
B giorno a voi,dott.e luca…
Diciamo che nell arco di questi 2 anni ho avuto rapporti con 2 trans,con la prima sei sette volte e con l altra giusto una..a volte protetto e a volte non…
L ultimo 10 giorni fà…
Ora ho la febbre da 5 giorni ad intermittenza sn andato dal medico di fiducia e mi ha riscontrato una cistite acuta e un lieve arrossamento del glande e del filetto.puó essere questa la causa di questa febbre o devo preoccuparmi per qualcos’altro??grazie anticipato
Avendo avuto rapporti a rischio precedentemente all’ultimo corso 10 giorni fa, è bene che si sottoponga a test per verificare le sue condizioni attuali e successivamente a,1 mese e a 100 giorni. La febbre non è sintomo di alcuna MST. Buongiorno a lei.
Io faró comunque il test,solo che in ospedale mi hanno detto che lo fanno solo a chi è un paziente e nn a chi biene da fuori(cosa stranissima) comunque ho deciso di farlo privato se riesco a trovare un lab di analisi che lo effettua.
Avrei sempre una domanda..questa cistite che ha riscontrato il mio dottore ha potuto causarmi questa febbre?? Lui mi ha detto di si,ma io vorrei un parere anche da voi!! Grazie
Confermo, la cistite può essere causa di febbre.
Certamente potrebbe.Ma questo non esclude il fatto che ha avuto rapporti a rischio e deve fare il test, perché sicuramente il medico che l’ha visitata non era al corrente di quello che hai detto a noi.
Caro dottore e luca,ho fatto il test hiv-
Anticorpi anti hiv – Assenti
Metodo immunoenzimatico con rilevazione in chemiluminescenza…
È il metodo che si usa normalmente?? Mi posso fidare??sempre grazie
Sì, si può fidare! Sono felicissimo di leggerlo, perchè la so più tranquillo. Ovviamente ora sarà importante verificare ancora a 30 e poi a 90 giorni dall’ultimo rapporto a rischio.
buona sera.. sono due giorni che quando vado al bagno per fare le feci.. mi esce un po’ di sangue.. e vado stitico.. potrebbe essere un campanello di allarme di aids??
No.
grazie!!
Buonasea dottore e Luca il conttato indiretto e anche tramite un oggetto …..tipo sangue oggetto bocca
Se non ricordo male Luca ricordava che al mondo non sono documentati casi simili di contagio, ma ovviamente è bene mantenere un minimo di attenzione anche per altre malattie.
Esattamente, il contatto indiretto non causa il contagio dell’HIV perchè il virus si inattiva all’esterno del corpo umano, tuttavia è bene sempre rispettare le più comuni normi igieniche in quanto ci sono virus come l’HBV e HCV che resistono di più all’esterno.
buona sera circa un’ora fa mi si è gonfiata una palpebra e mi dava prurito può essere un sintomo?? grazie
No.
grazie ancora.. e scusi se le faccio tutte queste domande stupide.. però un po’ sono preoccupato anche se può darsi che quella persona è sana veramente!! anche se è una prostituta.. poi le posso dire che ho avuto tanti altri rapporti con altre ragazze (non prostitute) della mia città e gran parte delle volte non protetto.. e non mi sono mai fatto tutte queste paranoie.. scusi, ma ho bisogno si parlarne con qualcuno
Non si preoccupi, siamo qui anche per questo; l’importante è che rimanga lucido, in modo da non farsi prendere dall’ansia o, peggio, dal panico.
Dottore buongiorno. Ho deciso di fare il test. Nel frattempo paranoia naturalmente. Come lLe spiegavo in un altro post: rapporto orale attivo a rischio quasi un anno fa. Due settimane dopo una bella lombalgia acuta e ora, a distanza di mesi, disturbi alla pancia (diarrea che va e viene da diversi giorni), febriciattola, sensazione di stanchezza, ancora un po’ di dolori articolari. Mi chiedo: al di là che mi risponderà di fare il test per chiuderla lì (e ok, sono daccordo con Lei), ritiene questi ultimi sintomi significativi (mel senso che sono la spia di qualcosa che si muove nel mio corpo)? La ringrazio.
Bravissimo condivido la scelta di fare il test; relativamente ai sintomi, se proprio vogliamo fare dei ragionamenti, il mal di schiena è indipendente, gli altri sintomi sono comparsi troppo in là nel tempo, probabilmente.
La storia medica di una persona è complessa da riportare in modo esauriente. Comunque problemi di reflusso gastrico ed episodi di diarrea (credo dovuti al colon) li ho da anni. Solo che mi sembra durino un po’ troppo qs volta. Abuso ancora della sua pazienza: secondo Lei febbriciattola (37 – 37,2°), diarrea, fastidio alla bassa schiena,. si possonn tranquillamente spiegare come un post episodio di reflusso gastrico (problema che mi attanaglia da parecchio). Prometto che non la disturbo più e vado a fare il test. Ma nel frattempo…
La febbre in genere non è causata dal reflusso, ma a distanza di mesi è difficilmente correlabile ad una sieroconversione.
Speriamo. Grazie Dottore.
buongiorno dottore. una curiosità. se un uomo è andato con prostitute 20 anni fa, qualora avesse preso l’ aids ora dopo 20 anni sarebbe già morto? o presenterebbe sintomi? quali? la ringrazio
20 anni sono molti e con tutta probabilità sarebbero già emersi sintomi e patologie riconducidibili all’AIDS
http://www.farmacoecura.it/malattie/aids-hiv-sintomi-cause-e-trasmissione/comment-page-59/#sintomi
Consiglio comunque in ogni caso un test, non ha controindicazioni e ci togliamo il dubbio.
Caro dottore e luca,ho fatto il test hiv-
Anticorpi anti hiv – Assenti
Metodo immunoenzimatico con rilevazione in chemiluminescenza…
È il metodo che si usa normalmente?? Mi posso fidare??sempre grazie
Sì, si può fidare! Sono felicissimo di leggerlo, perchè la so più tranquillo. Ovviamente ora sarà importante verificare ancora a 30 e poi a 90 giorni dall’ultimo rapporto a rischio.
Sicuramente lo rifaró,anche per un controllo personale e sicuramente nn rifaró gli stessi errori fatti in passato…in un periodo un pó squieto!!grazie per la cordialità e la disponibilità data…
Noi ragazzi abbiamo un cervello che a volte nn usiamo la vita é una sola godiamocela nn roviniamocela!!!!!
Uno dei migliori in test in circolazione che ha un alto indice di attendibilità, superiore al 99% dopo già 31 giorni.
buon giorno ho sentito dire che per prenderti l’aids con un persona affetta ci devi andare più volte.. è vero??
La verità è che non si può prevedere se e quando avverrà il contagio, potrebbe avvenire al primo rapporto o, paradossalmente, non avvenire mai.
grazie ancora una volta per la risposta
Buongiorno dottore, volevo sapere per favore se si rischia qualche malattia con baci sulla bocca con lingua
Ho questo dubbio perché quando mi spazzolo i denti a volte mi esce del sangue e a volte mal di gola
Premetto che ho quasi 18 anni e sono alle mie prime esperienze sessuali
Grazie mille e spero in una sua risposta
No, nessun rischio, a meno che la partner non abbia a sua volta abbondanti perdite di sangue.
Il contatto indiretto e sempre non a rischio….per quale motivo
Il contatto indiretto è privo di rischi poiché il virus si disattiva subito all’esterno del corpo umano.Lo schizzo di sperma nell’occhio o in bocca è da considerarsi un contatto diretto.
Scusami se il tramite e un oggetto…..?????
Tramite un oggetto diventa contatto indiretto; mi permetto solo di aggiungere che non si devono mai dimenticare le normali norme igieniche, per esempio lo scambio di giochi sessuali è e rimane sconsigliato (non fosse altro che per il rischio di trasmissione di altre malattie).
Quello che Luca sta cercando di spiegare è che non bisogna temere per i piccoli contatti che possono accadere nel quotidiano.
Esattamente.Il contatto indiretto non è a rischio ma come le ha detto il Dott. Cimurro occorre sempre rispettare le più comuni norme igieniche: la non condivisione di rasoi, spazzolini, forbicette ecc. Il virus dell’HIV viene trasmesso mediante tre modi principali: sangue-sangue( trasfusioni,scambio di siringhe infette tra tossicodipendenti,per effetto della micro trasfusione e non della puntura accidentale dell’ago,che non comporta rischi per HIV, stretto e diretto contatto tra due ferite profonde e sanguinanti, schizzo di sangue nelle mucose);
2 da madre a figlio durante il parto o l’allattamento al seno;
3 sessuale,quello più diffuso nel mondo: rapporti penetrativi vaginali, anali e orogenitali praticati e basta!
Zanzare, bagni pubblici, piscine, palestre, treni,baci alla francese ( esiste il rischio teorico) ma non abbiamo attualmente 1 solo caso al mondo di trasmissione dell’HIV mediante questo metodo.
Il rapporto sessuale invece va protetto dall’inizio della penetrazione alla fine,perché anche un solo secondo,senza il preservativo è da considerarsi a rischio! In linea di massima questo è un riassunto breve su come si trasmette il virus, il resto sono film da fantascienza!
Dunque se il virus viene espoosto all area aperta e inagibile
Entro poco tempo, ma non è così per altri virus pericolosi come l’epatite C.
la candiosi o mughetto quando si presenta in un malato di aids
Quando è già avvenuto il passaggio da HIV ad AIDS.
e come si fa ariconoscerla
Non mi è chiara la sua situazione, ma credo di non sbagliare consigliandole di sottoporsi semplicemente al test.
Caro Dr Cimurro, ho avuto dei rapporti anali attivi con il pene protetto da preservativo idoneo per questi rapporti, il preservativo non si e rotto e non ha dato segni di deterioramento e perdite , ma se non era infilato fino alla base, che rischio ho corso , supponendo che la partner possa essere s+?
A distanza di 3-4 gg dal rapporto ho prurito è un particolare sintomo o è solo una mia fissazione
Il prurito potrebbe essere una fissazione od una piccola irritazione locale, ma sicuramente non è causato da un eventuale contagio; per rispondere alla sua prima domanda, anche se non è facile, se non c’è stato contatto tra l’orifizio anale e l’asta del pene probabilmente non c’è alcun rischio.
Salve, oggi sono andata a fare una visita dall’otorino per un problema di catarro, mi ha visita senza presidi di sicurezza (guanti, ecc) e soprattutto con attrezzi esposti sul suo tavolo aperti (dentro un sacchetto che sicuramente hanno subito sterilizzazione) dico questo perché il medico prima di me ha visitato un paziente con HIV positivo, e gli ha fatto anche una biopsia, finito il tutto l’ho sentito urlare, perché un po’ di sangue gli era finito sulla mano e non aveva letto nell’impegnativa e nn era stato informato dal pazienza della malattia. Il dottore dopo avermi visitato, mi riferisce appunto che il paziente prima era HIV positivo e che era stato a contatto con questo sangue, ma la sua pelle era integra, di era lavato più volte!
Io ho capito, ma se per caso dei sangue fosse schizzato sugli altri strumenti aperti sul tavolo?! O dull’attrezzo (che nn so come si chiami) che mi ha infilato dal naso alla gola per farmi la visita?! Se nelle STE mani o suo vestiti ci fossero stati dei residui?! All’inizio oltre al fastidio che ho generalmente a vedere medici/infermieri che nn infossano guanti non avevo dato molto conto alla cosa, ma adesso col passare delle ore inizio a farmi mille domande e paranoie, cosa devo fare???
Grazie mille.
Stia serena, sono sicuro che il medico abbia adottato tutte le misure necessarie; inoltre è impossibile che tracce di sangue non visibili ad occhio nudo possano essere causa di contagio da HIV.
buon giorno dottore vorrei raccontarle la mia storia un anno fa ho fatto del sesso protetto con una prostituta circa a 10 mesi ho fatto un test ab anti hiv 1 2 assenti e lo ripetuto al 12 mese con esito sempre negativo circa il 9 mese ho avvertito forti dolori articolari e un dolore al cuore quando respiro il mio medico mi disse che era dovuto a dei malanni autunnali posso stare tranquillo e chiudere il discorso hiv li ho effettuati in una clinica privata convenzionata con il ssn aspetto una sua risposta grazie
Discorso chiuso al 100%.
grazi dottore un altra domanda i laboratori privati convenzionati devono rispettare delle norme come gli ospedali giusto?grazie ancora
Assolutamente sì.
buona sera volevo fare una domanda.. se una persona è infetta di aids lo può fare sesso protetto? o è meglio di no?
Credo che non ci sia una risposta a questa domanda, perchè si intrecciano medicina, etica ed amore. Dal mio punto di vista ritengo indispensabile che il partner sia messo a conoscenza, ma quando la carica virale è tenuta sotto controllo ritengo che sia una strada assolutamente praticabile.
la ringrazio per la risposta
Dottore buongiorno.A inizio febbraio 2013 ho effettuato un cunnilingus ad una prostituta e poi resto del rapporto tutto protetto. Ora negli ultimi 15 -20 giorni ho avuto nell’ordine stanchezza, dolori articolari, febbriciattola, linfonodi ingrossati in fondo alla lingua e stamattina dopo la doccia un rush cutaneo di circa 10 minuti sul tronco e schiena. Lunedì vado a fare il test. Nel frattempo cosa ritiene? Il rush di qs mattina può essere l’atto finale della sieroconversione? Esistono altre possibili spiegazioni dato che la finestra dal possibile contagio sembra larga?
Stia sereno, un contagio tramite cunnilingus è un’ipotesi remota (a meno di presenza di sangue mestruale); la sintomatologia è quindi da riferire ad altra causa (ansia?).
Eh, non sono sereno per niente Dottore. Ma è vero che i sintomi, nel caso percepiti, dovrebbero farsi vivi tra le 3 e le 6 settimane? Qui si parla di almeno 12 settimane. E qs è l’unica cosa che mi da speranza al momento.
In genere entro quattro settimane, che è il periodo di sieroconversione più comune.
buonasera quanto sangue occorre per infettarsi tramite mucosa della bocca
Nessuno potrà mai darle una risposta certa, perchè dipende da troppe variabili; se vuole descrivere la situazione potremo invece cercare di aiutarla.
In genere la quantità paragonata dai CDC è l’equivalente di una tazzina di caffè perché la saliva contiene una sostanza che disattiva il virus,tuttavia bisogna essere veramente sfortunati in questa situazione perché devono combaciare molti fattori!
No una tazza forse l eqivalente di neanche una goccia ke e stata all aria x almeno 2 minuti
buona sera dottore sto insieme a una ragazza da circa 10 mesi li e stata diagnosticata una condilomatosi perianale senza mai aver avuto rapporti anali preso dal panico abbiamo fatto tutti e due lo screening hiv in un laboratorio privato con esito assente possiamo ritenerlo attendibile??
Certamente.