AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 339 giorni

Introduzione

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.

Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.

L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.

Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.

Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.

Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.

Diffusione

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una  delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.

In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.

Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.

Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.

Sintomi

L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

  1. incubazione,
  2. infezione acuta,
  3. periodo di latenza,
  4. AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

  • febbre,
  • linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
  • faringite (mal di gola),
  • rash (manifestazioni cutanee),
  • mialgia (dolore muscolare),
  • malessere,
  • piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • ingrossamento del fegato/milza,
  • perdita di peso,
  • mughetto,
  • sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)

Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.

Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.

Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Quadro_sintomatologico_dell%27AIDS.PNG

Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:

  • rapida perdita di peso,
  • febbre
  • forte stanchezza,
  • linfonodi ingrossati,
  • diarrea persistente,
  • agitazione e sudorazione notturna,
  • tremore,
  • polmonite.

Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.

Sintomi nei neonati

Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di  manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).

Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.

Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.

Trasmissione

L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:

  1. mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
  2. al momento della nascita,
  3. durante l’allattamento.

Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:

  • rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
  • scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.

In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta e attraverso le trasfusioni di sangue.

Trasmissione sessuale

(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)

Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:

  • sangue,
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma,
  • fluido vaginale,
  • latte materno.

Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.

Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:

  • glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
  • vagina,
  • congiuntiva dell’occhio,
  • interno dell’ano,
  • narici e interno del naso,
  • bocca.

Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.

Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:

  • Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
  • Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.

Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:

Rischio Nullo

  • Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
  • Contatto con sudore.
  • Contatto con lacrime.
  • Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
  • Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
  • Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
  • Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).

Rischio Basso

  • Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
  • Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).

Rischio Medio

  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca.

Rischio Alto

  • Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
  • Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.

Rischio Altissimo

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
  • Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).

Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.

Test

Raccomando di chiedere sempre al medico responsabile del centro a cui ci si appoggia quando fare il test e quando considerarlo definitivo, in quanto la variabilità del periodo finestra è elevatissima a seconda del test in uso (da un mese per i test più recenti fino ad un anno per i test di vecchia generazione).

Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.

Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.

Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).

Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).

Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:

  1. Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
  2. Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
  3. L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.

In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).

Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.

Test precoci

Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test che rileva l’RNA virale attraverso la tecnica della PCR, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.

Durata

Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.

Sebbene tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti con l’HIV alla fine si ammaleranno, recenti progressi medici hanno significativamente apportato un aumento della possibilità di sopravvivenza. Le cure con i farmaci permettono alle persone di vivere con l’HIV senza i sintomi più a lungo e possono migliorare la qualità della vita delle persone con AIDS.

L’HIV si trasforma in AIDS in un tempo variabile, dipendente dal virus dall’ospite e da fattori ambientali; la media è attorno ai 10 anni, ma non devono stupire periodi più brevi o più lunghi.

La sopravvivenza media con terapia antiretrovirale è di 4-5 anni dal momento della diagnosi di AIDS conclamato (e quindi non dalla condizione di sieropositività). Senza il supporto terapeutico la morte sopravviene entro un anno. La maggior parte dei pazienti muore per infezioni opportunistiche dovute al progressivo indebolimento del sistema immunitario.

Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal fissa nuovi termini di sopravvivenza: un ventenne che si infetta oggi può sperare di riuscire a vivere fino a 66 anni se maschio e 76 anni se femmina ed i progressi negli ultimi anni sono dovuti ai progressi della terapia ed alla possibilità di diagnosi precoce.

E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile rallentare la progressione della malattia.

Fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. anonimo

    Mi può assicurare allora che non ho avuto nessun pericolo? La ringrazio dottore mi ha tolto un grandissimo peso

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso non corre rischi di HIV, a meno che la partner non abbia lasciato abbondante sangue sul preservativo o che questo non si sia rotto.

  2. N,

    Salve Dottore, volevo chiederle un’ informazione. Da un ‘esame del sangue normale si puo’ capire se una persona ha bisogno di un test specifico o meno? Si notano valori “strani”?

    1. anonimo

      No no sangue non se ne visto…poi e stato tuttoo sicuro l’unica paura che avevo e che il preservativo prima che me lo mettesse ce lo aveva in bocca e poi me lo ha messo con la sua bocca!!!

  3. N.

    Grazie. Volevo chiederle un’altra cosa poi. Io ho rapporti da circa otto anni, con una media di due persone l’anno, con le quali per metà ho avuto rapporti protetti, gli altri no perché rapporti “duraturi” (anche se spesso mi hanno tradita ed ho contratto la candida una volta). Ora ho una relazione da circa un’anno e mezzo, ma prima di lui frequentavo un ragazzo che ho scoperto facesse uso di cocaina, ma non per endovena. Lo ricoverarono. Se fosse stato contagiato, essendo l’unica persona presente, mi avrebbero informata? Da allora sono passati quasi tre anni. In questi tre anni, (o otto dalla mia prima relazione),non mi sono mai sentita male.. a parte qualche raffreddore normale. Sono un po’ anemica di mio. Crede che mi sarei resa conto se fossi stata contagiata o meno? Se chiedessi al mio attuale ragazzo di eseguire il test, e si mostrasse negativo dopo un anno e mezzo, vorebbe dire che pure io sono negativa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi sembra di capire che nel tempo ci siano stati diversi partner, al suo posto mi toglierei ogni dubbio facendo personalmente un test.

  4. Anonimo

    salve dottore.. qualche giorno fa ho praticato sesso orale con una prostituta ovviamente con preservativo, rischio qualcosa ?

  5. Pasquale

    Salve! vorrei chiedere un’informazione: sono gay, ho 51 anni e sono passivo. La sera di giovedì, 11 Dicembre, ho avuto il mio primo rapporto sessuale in macchina con un uomo di 45 anni, attivo. Vorrei sapere quando potrei fare le analisi del sangue. Nell’attesa di una sua risposta, porgo distinti saluti, Pasquale

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se ci sono stati rapporti a rischio anche in passato ne faccia uno subito per conoscere la situazione attuale, poi in ogni caso ad un mese e tre mesi.

    2. Pasquale

      La ringrazio molto, però solo giovedì sera, 11 Dicembre, ho avuto il mio primo vero rapporto sessuale in tutta la mia vita.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, in questo caso ad un mese e poi a tre mesi; le raccomando in futuro l’uso del preservativo, sia che sia attivo o passivo.

  6. alina91

    salve volevo kiedervi un informazione io ho avuto tante storie di una notte e via faccendo sesso scoperto ho conosciuto un uomo piu’ grande di me che ho avuto una relazione era un ex tossico dipendende ….. si faceva di eroina invece da dieci anni fa uso di cocaina ci potrebbeessere il problema k avrei presso qlk malatia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio di contrarre l’HIV esiste con ogni partner non conosciuto, ma il partner che mi ha descritto sembra particolarmente a rischio di HIV ed epatite C.

  7. anonimo

    Salve mesi fa ho avuto un rapporto orale non protetto dopo 2 mesi ho fatto gli esami era tutto negativo oggi però mi sono accorto di avere un brufolo sul pene potrebbe essere qualcosa tipo sifilide grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se è una partner abituale ed il rapporto è monogamo probabilmente possiamo escludere anche la sifilide, senta comunque il parere del medico.

  8. daniela

    Buonasera dottore ,

    il mio patner prima del rapporto ha stimolato il mio ano con la lingua , poi il rapporto è stato protetto, secondo lei devo fare il test ?

    grazie

  9. adri

    dottore salve volevo chiederle un informazioni tre giorni ero ubriaco e sono andato da una prostituta con amici e ricordo che la prostituta ha preso un preservativo prima se lo è messo in bocca e dopo di che con la bocca stessa me lo a messo sul pene dopo ciò abbiamo fatto tutto con il preservativo ma ho paura che dentro il preservativo mi ha lasciato tracce di saliva visto che me lo ha messo con bocca!!! finito il rapporto ho tolto il preservativo e adesso ho paura che togliendo il preservativo con le mie mani dopo mi sono potuto mettere le mani in bocca purtroppo non mi ricordo visto che ero un po’ brillo ricordo solo che non mi sono lavato le mani e resto con il dubbio che dopo che ho toccato il preservativo mi sono messo le mani in bocca… ce qualche pericolo di contagio in questi due occasioni ???cioè la prima del preservativo in bocca della prostituta e dopo sul mio pene (probabili tracce di saliva non soo)…e la seconda togliendomi il preservativo mi sono potuto mettere dopo le mani in bocca( non ricordo)!!! premetto che era la prima volta che vado da una prostituta quindi in precedenza (facendo sempre sesso con preservativo) non ho avuto altri pericoli di essere contagiato…adesso dottore secondo lei corro qualche pericolo di contagio???

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere no, ma non posso darle garanzie per ovvi motivi di responsabilità.

  10. anonimo

    Buona sera dottore, sono 1ragazzo di 20anni, fino ad ora ho avuto solo 2rappirti con 2donne diverse, entrambi protetti dall’ utilizzo del preservativo, ee non ho mai fatto uso di alcun tipo di droghe.
    Secondo lei corro il rischio di avere contratto qualche tipo di malattia come ad esempio l’HIV..??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      HIV no, mentre altre malattie purtroppo non possiamo escluderle al 100% ma, in assenza di sintomi, possiamo nutrire un ragionevole ottimismo.

  11. anonimo

    Buonasera dottore, e da quasi 2 anni che ho i linfonodi del collo, inguine, ascelle,pancia, schiena e cosce ingrossati il mio medico mi ha fatto fare delle analisi generali tra qui EMOCROMO e LINFOCITI sono usciti tutti nella norma quasi perfetti quindi vuol dire che in realtà non ho nessun linfonodo ingrossato ed è solo una mia fissa? Ho fatto 3 test HIV e lo fatto fare anche al mio fidanzato tutti negativi. Lei cosa pensa e solo una mia fissa in realtà non ho nessun linfonodo ingrossato e dovrei fare qualche altra analisi?
    grazie anticipatamente!

    1. anonimo

      No non li ha toccati ha detto solo di farmi queste analisi ora sono uscite tutte perfette secondo lei vuol dire che non sono linfonodi?

  12. anonimo

    Salve dottore ieri sera ho avuto un rapporto sessuale con un transessuale io ero attivo ora sono un po preoccupato perché il preservativo si è rotto, rischio qualcosa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se in passato ci sono stati altri comportamenti a rischio subito, altrimenti fra un mese.

  13. Anonimo

    Buonasera Dottore , ho avuto 2 rapporti con 2 prostitute il 7 ottobre .
    Con una un rapporto brevissimo orale e vaginale tutto protetto e con un’altra un rapporto orale non protetto e vaginale ovviamente protetto.
    Nel dubbio , aspettando un mese , 8 novembre , ho fatto il test ed è risultato negativo . A suo parere devo rifare il test in futuro ? Quando ? E si può contrarre l’Hiv utilizzando il preservativo o si è fuori pericolo ? Vorrei essere tranquillo , Attendo sue risposte e la ringrazio in anticipo . Distinti saluti .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per come sono fatto lo ripeterei a tre mesi per scrupolo, ma non mi aspetto sorprese; il rapporto orale non è considerato a rischio (se non vengono lasciate abbondanti tracce di sangue sul pene) ed il preservativo è in genere un’efficace barriera.

  14. anonimo

    E capitato con una prostituta che sono venuto, e ho continuato, ma quando ho tolto il pene dalla vagina ero senza preservativo, anche questo può essere pericoloso?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si è rotto non sa quando, oppure si è sfilato solo nel momento in cui ha estratto il pene?

  15. Anonimo

    Quindi il test lo devo rifare dopo 3 mesi dal rapporto o dopo 3 mesi dal primo esito negativo ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio è sicuramente basso, ma al suo posto farei comunque i test nei tempi soliti.

  16. anonimo

    Salve dottore poche ore fa ho avuto per la 1 volta un rapporto con una escort. Sia per il sesso orale che per la vagina ho usato il preservativo solo che alla fine del rapporto ci siamo accorti che il preservativo si era rotto ..abbiamo provveduto entrambi nell’immediatezza a pulirci bene le parti intime e sinceramente sono molto preoccupato….le volevo chiederle ma se faccio subito un esame del sangue del HIV sarebbe attendibile come esito? E poi mi consiglia ugualmente tra un mese di fare il test visto che a quanto ho capito nn si vedrebbe subito un esito ..grazie anticipatamente

  17. Dennis

    Buon giorno D’ottore,
    vorrei sapare un informazione che da un po di giorni mi sta mandando in tilt!
    tempo fa provai a fare sesso con la mia ex ragazza dato che entrambi eravamo vergini ma purttroppo senza protezione, come provai usci un po di sangue come normalmente accade e da li non se ne fece niente altro.
    poi da quella sera mi e uscito tipo una crosta bianca sul bene ma senza farci molta attenzione, poi da un po di settimane che mi sn uscite altre croste nere con una macchia rossa circondata e anche mi sta gonfia, poi qurante una masturbazione di sti giorni della mia attuale ragazza dopo il fuoriuscita dello sperma mi accorsi dallo specchio del bagno che tutto il mio petto,faccia, pancia a e la schiena sono fuoriuscite delle macchie molto rosse e anche le altre volte ma non pensavo che era grave, ma e due giorni che mi sto preoccupato molto se ho qualcosa di molto grave la prego spero che mi aiuti in una buona risposta le sarei molto grato.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha tuttora queste macchie?
      Il rapporto con la sua ex quando è avvenuta?

  18. Anonimo

    sisi le ho ancora e non anno intenzione di andarsene via, ho consultato il medico di famiglia tempo fa mi ha detto che era solo un fungo ma non e cosi, poi il problema piu grave e che sono da quasi 1 mese e mezzo in germania per lavoro stagionale e con il tedesco sono negato non so dove andare a chi rivolgere.
    Dopo quel rapporto alla mia ex ragazza aveva molto prurito alla vagina e ha fatto dei controlli lei dicendoli che aveva delle cisti e ha fatto alcune cure di circa 3 mesi e lei e guarita, cosa che purttroppo non lo presa seriamente nemmeno io

    1. Anonimo

      si dottore sono cosi ma molto meno pero questa forma e questo colore spero tanto che non sia grave anche se ne dubito molto

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Molto probabilmente ha ragione il medico e si tratta di fungo, ma sentirei comunque un dermatologo per una diagnosi certa; se davvero la partner era vergine e non ci sono stati altri rapporti a rischio tenderei ad escludere malattie sessualmente trasmissibili.

  19. anonimo

    Buona sera dottore , vorrei chiederle un informazione..
    se faccio uso del profilattico durante un rapporto, possono avere la sicurezza di nn contrarre l’HIV anche se il partner del è positivo..??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Finchè non si rompe… Sottolineo poi per completezza che in caso di rapporti frequenti con soggetti ad alto rischio il Ministero consiglia per scrupolo periodici test.

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