AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 24 giorni

Introduzione

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.

Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.

L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.

Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.

Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.

Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.

Diffusione

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una  delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.

In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.

Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.

Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.

Sintomi

L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

  1. incubazione,
  2. infezione acuta,
  3. periodo di latenza,
  4. AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

  • febbre,
  • linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
  • faringite (mal di gola),
  • rash (manifestazioni cutanee),
  • mialgia (dolore muscolare),
  • malessere,
  • piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • ingrossamento del fegato/milza,
  • perdita di peso,
  • mughetto,
  • sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)

Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.

Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.

Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Quadro_sintomatologico_dell%27AIDS.PNG

Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:

  • rapida perdita di peso,
  • febbre
  • forte stanchezza,
  • linfonodi ingrossati,
  • diarrea persistente,
  • agitazione e sudorazione notturna,
  • tremore,
  • polmonite.

Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.

Sintomi nei neonati

Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di  manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).

Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.

Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.

Trasmissione

L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:

  1. mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
  2. al momento della nascita,
  3. durante l’allattamento.

Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:

  • rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
  • scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.

In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta e attraverso le trasfusioni di sangue.

Trasmissione sessuale

(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)

Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:

  • sangue,
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma,
  • fluido vaginale,
  • latte materno.

Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.

Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:

  • glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
  • vagina,
  • congiuntiva dell’occhio,
  • interno dell’ano,
  • narici e interno del naso,
  • bocca.

Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.

Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:

  • Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
  • Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.

Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:

Rischio Nullo

  • Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
  • Contatto con sudore.
  • Contatto con lacrime.
  • Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
  • Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
  • Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
  • Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).

Rischio Basso

  • Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca. Secondo alcuni infettivologi il rischio sarebbe nullo.
  • Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
  • Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).

Rischio Alto

  • Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
  • Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.

Rischio Altissimo

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
  • Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).

Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.

Test

Raccomando di chiedere sempre al medico responsabile del centro a cui ci si appoggia quando fare il test e quando considerarlo definitivo, in quanto la variabilità del periodo finestra è elevatissima a seconda del test in uso (da un mese per i test più recenti fino ad un anno per i test di vecchia generazione).

Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.

Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.

Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).

Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).

Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:

  1. Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
  2. Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
  3. L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.

In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).

Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.

Test precoci

Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test che rileva l’RNA virale attraverso la tecnica della PCR, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.

Durata

Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.

I recenti progressi ottenuti grazie ai nuovi farmaci hanno permesso di garantire ai pazienti sieropositivi in terapia un’aspettativa di vita pari a quella di chiunque altro ed anche nel caso di diagnosi ritardata la sopravvivenza media è spesso di qualche decennio.

E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile garantire un’aspettativa pari a soggetti sani, tanto che nei Paesi sviluppati si parla ormai di malattia cronica e non più mortale.

Fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. anonimo

    Salve dottore circa un mese fa o avuto in rapporto non completo e adesso sono comparse piaghe in bocca cosa che prima non mi era mai successo…. Esattamente sono 25 giorni volevo sapere se potrei fare il test già domani o aspettare altri 5 giorni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo faccia pure (se il sintomo fosse legato all’HIV, ed io non credo, il test sarebbe positivo); mi aspetto che venga negativo, quindi faccia poi vedere le piaghe al medico.

      Ripeta poi il test a 90 giorni.

  2. anonimo

    Buongiorno dottore dimenticavo il rapporto che ho avuto è sesso orale ricevuto e poi una breve penetrazione durata proprio poco è che ho paura di queste piaghe che ho in bocca visto che ho letto che è uno dei sintomi più diffusi

  3. Anonimo

    Buongiorno a tutti gli utententi e soprattutto a lei dottore, mi scusi se mi permetto, ma vorrei rassicurare parecchi utenti che si sentono sintomi strani e che collegano a del sesso a rischio…
    Vorrei semplicemente dire che da un mese a questa parte gira in Italia un virus influenzale, che quando colpisce da gli stessi simtemi che può dare un’infezione da hiv, ovvero: dissenteria continua , sensi di vomito, mal di testa, mal di gola , mal di pancia, stanchezza e dolori alle ossa.
    Non tutti lo prendono allo stesso modo , qualcuno lo può prendere in forma lieve e altri no.
    Quello che voglio dire è di stare tranquilli e aspettare i tempi maturi per fare il test…
    Altrimanti si rischia di ammalarsi prima ma no di hiv ma di stato d’ansia e depressione…
    Grazie a tutti e me scusi ancora dottore se mi sono permesso di spendre queste parole.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non deve assolutamente scusarsi, anzi, condivido parola per parola e la ringrazio per l’intervento.

  4. Anonimo

    ho fatto il test per hiv e mi hanno chiamato per rifarlo perchè non riescono a leggerlo. non riescono a leggerlo vuo, dire che non riescono a leggerlo e basta o è un modo per dire qualcos’altro?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non riescono a leggerlo, qualcosa è probabilmente andato storto nella raccolta del prelievo o durante il test.

  5. Paranoico

    Buongiorno dottore, circa 1 mese fa ho fatto sesso orale con una escort non coperto ( lei a me ) e non c’erano traccie di sangue sul pene, vorrei fare dei test per sapere se c’è qualche minaccia di virus.
    La domanda è, a distanza di più di un mese si riesce a vedere dalle analisi se sono stato contagiato da virus come hiv, epatite b,c, o cos’altro, mi dica lei.
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      HIV con affidabilità di oltre il 95%, epatiti forse è un po’ presto; in ogni caso il tipo di rapporto non presenta un grande rischio per queste patologie.

    2. Davide

      Sul sito anlaids ed helpaids dove rispondono dei medici c’é scritto che in assenza di sangue evidente sul pene, anche se la fellatio ricevuta è stata scoperta, non c è rischio per hiv

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo, infatti è l’opinione più comune, la stessa riportata anche dal Ministero.

    4. Paranoico

      Ovviamente il sangue deve essere di chi lo fa e no di chi riceve vero?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Esatto, il sangue deve provenire dalla bocca.

  6. anonima

    Buonasera dottore,
    Ho 23 anni e nella vita mi è capitato di avere dei rapporti non protetti, ovviamente si parla di più di un mese fa, forse anche di anni, la mia domanda è: è possibile che io abbia contratto il virus e che io conduca comunque una vita molto sana? ovvero senza mai ammalarmi nemmeno di influenza? Qui c’è scritto che i sintomi possono rimanere latenti anni, ma è veramente possibile che una persona affetta da HIV scoppi sempre di salute??

    1. anonima

      in ogni caso, nel corso degli anni ho sempre fatto visite di controllo, quali pap test, tampone, esami del sangue, ecc ecc io penso che se ci fosse stato qualcosa, sarebbe risultata qualche anomalia no??
      mi consiglia di fare comunque il test?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Al suo posto lo farei se avessi avuto rapporti non protetti con partner occasionali.

  7. Jack

    Buonasera dottore, le spiego cosa mi è capitato per quanto squallido lo ritenga.
    Non sto attraversando un bel periodo e ieri sera in un momento di debolezza sono andato con una prostituta. Le ho praticato il cunnilingus senza protezione alcuna per meno di un minuto dopodiché infilato il preservativo mi ha praticato sesso orale poi l’ho penetrata. Tornato a casa mi sciacquo la bocca e sputando nel lavandino noto un po’ di sangue nel lavello, proveniva da una piccolissima ferita sulla lingua di cui non mi ero accorto prima forse provocata dai peli della vagina (prima di uscire sono certo che non c’era) Sono a rischio? È tutto il giorno che ci penso e non mi do pace…che fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non siamo qui per giudicare, di questo non si preoccupi.
      2. Il rischio legato alla pratica del cunnilingus è basso, ma le consiglio ugualmente per sicurezza i test nei tempi soliti.

  8. Anonimo

    buongiorno dottore, difese immunitarie basse di fronte a un esame del sangue posso dire che si tratta d hiv ma che in realtà si tratta di qualcos’altro?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi è chiarissima la domanda, ma la diagnosi di HIV può essere fatta solo con il test specifico.

  9. Mirko

    Salve Dottore, ma se ho mal di gola e gola infiammata, e bacio una persona per un bel po’ con lingua ovviamente….posso rischiare di prendere HIV??
    Mi scusi per la domanda ma sono alle mie prime esperienze sessuali.
    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, a meno che il/la partner non perda sangue in modo molto abbondante.

    2. Mirko

      Grazie Dottore, mi sono spaventato perché dopo 3 settimane mi è venuto raffreddore, tosse, male alle ossa, dissenteria, faringite, tanta stanchezza ma non ho mai superato i 37 per quanto riguarda la febbre….
      Che dice??

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ai sintomi non do mai alcun peso, soprattutto in inverno.

  10. C

    Test a più di 6 mesi dal rapporto a rischio :
    HIV Ag/Ab (score) 0,12
    HIV Ab/Ag negativo
    Possibilità di sbaglio?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      C’è un valore di riferimento per lo score?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per darle conferma dovrei vederlo, in ogni caso mi sembra negativo ed avendolo fatto a 6 mesi può stare tranquillo.

  11. marco

    Salve la ringrazio in anticipo , vorrei sapere se la pep influisce sul periodo finestra visto che ho un test a 3 mesi dal fatto negativo , posso considerarlo definitivo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere sì, può considerarlo definitivo, ma senta comunque anche il parere di un infettivologo perchè occasionalmente leggo ancora che per rapporti con pazienti sicuramente sieropositivi (non so però se sia il suo caso) si effettua ancora per scrupolo un test a 6 mesi.

  12. Anonimo

    Salve dottore, le ho già scritto un paio di giorni fa sottoponendole la mia preoccupazione di fronte a un test che dava come risultato “lettura incerta”. Il giorno dopo mi sono recato in due laboratori analisi privati (che tra l’altro sono rimasto colpito dal fatto che a loro non interessa niente della mia storia di salute, comunque vabbè) ed entrambi mi hanno dato la medesima risposta cioè difficoltà nella lettura e risultato incerto. In passato ho avuto la mononucleosi, ho una malformazione all’intestino dalla nascita, da qualche mese sto prendendo allopurinolo 300 per acido urico alto e gli ultimi esami del sangue dicono globuli bianchi e piastrine leggermente al di sotto dei valori minimi (globuli binachi 3.96). Ho un compagno da oltre due anni col quale ho rapporti protetti ma rapporti orali non protetti e lui è risultato hiv-negativo al test fatto una settimana fa. Questi elementi potrebbero influire sulla lettura del mio test hiv?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non vedo fattori che potrebbero influire sulla lettura del risultato.

  13. Andrea

    Buonasera dottore, è possibile che a una settimana da un rapporto orale ricevuto ci siano già i sintomi di un eventuale contagio? Io ho tosse, febbre, vampate di calore e gola infiammata però senza dolore. Sono molto preoccupato. Non ho visto sangue sul mio pene ma ho paura di essere stato contagiato. Ho anche usato il preservativo ma non ho fatto caso se a fine rapporto era integro. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Ai sintomi non dia mai peso.
      2. Il rapporto orale è già di per sè praticamente non a rischio, con il preservativo poi…

      Stia sereno! :-)

  14. anomino

    Salve, io sono stato con una prostituta però ho usato 2 preservativi. Dopo 20 giorni tenevo dei mal di testa e mi grattavo e questi sintomi sono durati 4 giorni. Poi 1 mese dopo ho preso l’augmentin e il giorno dopo mi è venuta la dierrea è passata 1 settimana l’augmentin ho smesso di prenderlo però la dierrea non mi è passata. C’è un test che mi dia subito la risposta perchè non vivo più.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. L’uso contemporaneo di due preservativi non è consigliabile, in quanto il materiale di cui è fatto non è studiato a questo scopo ed aumenta il rischio di rottura (di cui comunque si sarebbe accorto).
      2. Se il preservativo non si è rotto non c’è motivo di temere, ma mi sembra di capire che siano passati circa 2 mesi e può quindi fare il test classico con un’affidabilità pressochè assoluta.

  15. Anonimo

    Salve, tra i sintomi di contagio da hiv c’è anche la comparsa di puntini rossi sulla lingua?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ai sintomi non dia alcun peso in ottica HIV, soprattutto quelli così generici con un eventuale rossore sulla lingua.

  16. anonimo

    Vorrei sapere se quando faccio le analisi per HIV devo stare a digiuno o se facendo colazione possa influire sul esito

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi risulta che influisca, ma presentandosi a digiuno non sbaglia mai.

  17. anonimo

    Buona sera dottore secondo lei e attendibile il test dopo solo 26 giorni? Vorrei sapere se mi conviene farlo dopo i trenta giorni o aspettare i novanta. Grazie per la sua disponibilità e buona serata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A questo punto aspetterei i 90 siamo già sicuramente vicini al 95% ed oltre del test fatto a 30 giorni.

  18. Riders46

    Buonasera dottore: io ho fatto il test settimana scorsa e sono negativo, solo che ieri ho avuto un rapporto orale con questa ragazza che non conoscevo.
    Praticamente le ho messo il mio pene in bocca ma NON ho eiaculato, e lo anche baciata, io avendo piccolissimo taglio all interno dellla bocca ero un po preoccupato. Secondo lei sono a rischio?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non ha visto tracce di sangue sul pene non è a rischio.

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