AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 249 giorni

Introduzione

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.

Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.

L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.

Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.

Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.

Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.

Diffusione

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una  delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.

In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.

Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.

Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.

Sintomi

L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

  1. incubazione,
  2. infezione acuta,
  3. periodo di latenza,
  4. AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

  • febbre,
  • linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
  • faringite (mal di gola),
  • rash (manifestazioni cutanee),
  • mialgia (dolore muscolare),
  • malessere,
  • piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • ingrossamento del fegato/milza,
  • perdita di peso,
  • mughetto,
  • sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)

Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.

Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.

Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Quadro_sintomatologico_dell%27AIDS.PNG

Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:

  • rapida perdita di peso,
  • febbre
  • forte stanchezza,
  • linfonodi ingrossati,
  • diarrea persistente,
  • agitazione e sudorazione notturna,
  • tremore,
  • polmonite.

Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.

Sintomi nei neonati

Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di  manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).

Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.

Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.

Trasmissione

L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:

  1. mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
  2. al momento della nascita,
  3. durante l’allattamento.

Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:

  • rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
  • scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.

In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta e attraverso le trasfusioni di sangue.

Trasmissione sessuale

(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)

Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:

  • sangue,
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma,
  • fluido vaginale,
  • latte materno.

Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.

Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:

  • glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
  • vagina,
  • congiuntiva dell’occhio,
  • interno dell’ano,
  • narici e interno del naso,
  • bocca.

Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.

Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:

  • Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
  • Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.

Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:

Rischio Nullo

  • Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
  • Contatto con sudore.
  • Contatto con lacrime.
  • Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
  • Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
  • Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
  • Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).

Rischio Basso

  • Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
  • Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).

Rischio Medio

  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca.

Rischio Alto

  • Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
  • Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.

Rischio Altissimo

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
  • Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).

Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.

Test

Raccomando di chiedere sempre al medico responsabile del centro a cui ci si appoggia quando fare il test e quando considerarlo definitivo, in quanto la variabilità del periodo finestra è elevatissima a seconda del test in uso (da un mese per i test più recenti fino ad un anno per i test di vecchia generazione).

Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.

Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.

Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).

Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).

Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:

  1. Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
  2. Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
  3. L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.

In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).

Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.

Test precoci

Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test che rileva l’RNA virale attraverso la tecnica della PCR, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.

Durata

Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.

Sebbene tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti con l’HIV alla fine si ammaleranno, recenti progressi medici hanno significativamente apportato un aumento della possibilità di sopravvivenza. Le cure con i farmaci permettono alle persone di vivere con l’HIV senza i sintomi più a lungo e possono migliorare la qualità della vita delle persone con AIDS.

L’HIV si trasforma in AIDS in un tempo variabile, dipendente dal virus dall’ospite e da fattori ambientali; la media è attorno ai 10 anni, ma non devono stupire periodi più brevi o più lunghi.

La sopravvivenza media con terapia antiretrovirale è di 4-5 anni dal momento della diagnosi di AIDS conclamato (e quindi non dalla condizione di sieropositività). Senza il supporto terapeutico la morte sopravviene entro un anno. La maggior parte dei pazienti muore per infezioni opportunistiche dovute al progressivo indebolimento del sistema immunitario.

Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal fissa nuovi termini di sopravvivenza: un ventenne che si infetta oggi può sperare di riuscire a vivere fino a 66 anni se maschio e 76 anni se femmina ed i progressi negli ultimi anni sono dovuti ai progressi della terapia ed alla possibilità di diagnosi precoce.

E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile rallentare la progressione della malattia.

Fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    dottore ho tentato d avere un rapporto anale con una persona che conosco da 5 anni. è appena entrato ma poi si è tolto subito poiché avevo male. la sera pulendomi bene ho visto una macchiolina di sangue piccola. rischio molto? la ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tanto o poco il rischio esiste, anche se ovviamente la scarsa durata del rapporto depone a nostro favore; il test rimane comunque indispensabile.

  2. Anonimo

    Salve dottore volevo un informazione da lei…quando uno fa sesso anale e se usiamo un gel apposta la ragazza ha meno dolori? O e uguale con gel o senza?× il gel e x sesso anale. ×

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sicuramente una lubrificazione esterna facilita di molto il rapporto, soprattutto alle prime esperienze; è comunque necessaria delicatezza (la mucosa anale è molto delicata) e di norma anche una fase di preparazione.

      Le ricordo ovviamente che il preservativo rimane indispensabile in caso di rapporto occasionale, ma anche consigliabile in caso di rapporto con partner abituale, in quanto l’uomo rischia di manifestare fastidiose uretriti.

  3. Anonimo

    dottore se una persona ha un rapporto un una persona malata che percentuale ha di ammalarsi (senza protezione)?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi piace parlare di numeri, perchè danno un falso senso di sicurezza; preferisco sottolineare invece che basta anche solo un unico rapporto per ammalarsi, solo uno.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In caso di esito positivo del test è l’ospedale stesso a fornire una consulenza medica, perchè prima di tutto si ripete l’analisi con un test diverso per avere la conferma.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      I controlli iniziano subito, la cura non è detto.
      Prevalentemente compresse.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutte le persone del mondo sono destinate a morire e, se la diagnosi è precoce e lo scrupolo nel curarsi elevato, alle persone con HIV in genere non succede prima degli altri.

  4. Ragazzoanonimo87

    Buongiorno,caro Dott vorrei un informazione, vorrei sapere se un rapporto orale ricevuto e protetto purtroppp ricevuto da una prostituta può aver causaro rischio di trasmissione di hiv? Consiglia di fare il test? Le spiego perchè, se nel togliere il preservativo la saliva è venuta a contatto con lo sperma? Oppure se il preservito ha subito una microlesione? Questi casi qualora ci fossero stati rientrabo nel contagio? La ringrazio saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se è stato usato il preservativo a mio parere non c’è alcun rischio.

  5. anne

    buon pomeriggio dottore. leggendo i sui commenti ho capito come la pensa. volevo farle una domanda. ho letto nell’articolo che se compaiono ma non è detto i sintomi vi sono dopo 2-4 settimane dal contagio e durano circa un mese o meno e poi nulla per molto tempo. la domanda è se qualche sintomo si manifesta 4-5 mesi da un ipotetico rapporto a rischio questi non sono dovuti ad una ipotetica infezione giusto?

  6. lori

    salve. due anni fa ho fatto il test ad un mese e mezzo e uscito negativo. cinque mesi dopo mi è venuta una placchetta sul palato che poi è venuta via. può essere dovuto all’hiv?

    1. ina001

      Ma nn dimostra che c’è un problema con i globuli bianchi oppure la presenza di corpi estranei nel sangue o sbaglio..

  7. Anonimo

    dottore sono un uomo di 51 anni. da 7 anni non faccio sesso. quando ero giovane ho frequentato 3 volte delle prostitute con preservativo. e poi ho avuto altre relazioni. sono un soggetto a rischio?

    1. Anonimo

      rapporti protetti. non ho mai avuto rapporti anali. il rapporto che praticavo non protetto era il rapporto orale con le mie compagne

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente non c’è alcun rischio, ma se vuole togliersi il dubbio con il test non ci sono controindicazioni.

    3. Anonimo

      con i rapporti orali non protetti verso una donna esiste il rischio? o è comunque minore di un rapporto vaginale o anale? in 7 anni avrei già qualche sintomo?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      I rapporti orali sono a basso rischio, a parte il caso in cui sia presente sangue mestruale.
      Ai sintomi non dia peso.

  8. anonimo

    Buongiorno dottore. Ho avuto un rapporto sessuale protetto nel 99% della sua durata (tranne nella fellatio passiva). C’è stato un momento nel quale il preservativo non è stato usato ma è durato circa 30 secondi, dopo l’ho rimesso, la mia ipocondria ha avuto la meglio. Nella peggiore delle ipotesi, considerando la mia parter ad alto rischio di malattie sessualmente trasmissibili, se la sente di escludere un contagio da hiv? O 30 secondi rappresentano un potenziale rischio? Grazie mille.

  9. luce

    buongiorno dottore volevo chiederle una informazione. i sieropositivi possono assumere i medicinali normali es antinfiammatori, sciroppi antibiotici o no? poiché ho notato che su alcuni bugiardini è specificato che non possono e su altri non cè scritto nulla. la ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In effetti si valuta caso per caso, sia per singolo farmaco che per stato di salute (un sieropositivo può assumere farmaci che un caso di AIDS conclamato ed avanzato non può).

    2. Anonimo

      poiché una persona può avere l hiv senza saperlo e continuare ad assumere farmaci

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Io la vedo al contrario, ci vuole molto coraggio ed incoscienza a temere un contagio e non fare il test.

  10. ari

    dottore. da circa qualche settimana ogni tanto mi capita che mi gira la testa e ho tremori. sono una persona molto ansiosa. possono essere sintomi da hiv o è solo ansia?

    1. Anonimo

      dottore l’ansia può portare anche a creare delle afte in bocca, prurito sulla pelle e senso di oppressione?

    2. Anonimo

      leggendo i sintomi dell’hiv me li sento tutti. ho veramente solo una piccola piaghetta in fondo al palato. ho sofferto fino a qualche anno fa di depressione. ma a volte mi torna l’agitazione e non riesco a mangiare

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      È ansia, ma non per questo deve essere sottovalutata; lasciata a se stessa non può che peggiorare.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Relativamente all’HIV assolutamente no, ma è chiaro che va sottoposta al medico per capire di cosa si tratti.

    5. Anonimo

      andrò dal medico di famiglia. mi ha molto sollevato. l’hiv è la malattia che mi ha sempre spaventato

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi faccia sapere cosa le dirà il medico ma, le garantisco, l’AIDS non c’entra nulla.

    7. Anonimo

      per me è una sconfitta ma vorrei anche chiedere aiuto ad uno psicologo…quando avevo 10 anni (ora 23) ho frequento una psicologa per 2 anni e qualche anno fa sono stata in cura per un anno in un centro per le malattie legate ai disturbi dell’alimentazione poiché ho sempre sofferto di una sorta di pallina in gola, avevo sempre paura di soffocare e mangiavo poco. ma non sono mai stata ne bulimica ne anoressica. ho paura di tutte le malattie e l’unica cosa che mi aiuta è l’informazione. è importante conoscere queste malattie gravi. la ringrazio di cuore per avermi ascoltato e rassicurato. ripeto dopo aver letto sopra delle piaghe mi è salita l’agitazione. domani andò dal medico e le farò sapere

    8. Anonimo

      le volevo porre un’altra domanda. un anno e mezzo fa ho avuto pochi secondi di rapporto anale senza preservativo ma praticamente la penetrazione non c’è stata nel senso che non avendolo mai fatto ho provato dolore e la cosa si è conclusa. ovviamente mi è salita una paura da non dormire la notte e dopo 42 giorni ho fatto il test negativo. posso stare tranquilla?

    9. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se ritiene che il partner fosse a rischio la certezza si ha a 90 giorni, anche se onestamente non mi aspetterei sorprese.

    10. Anonimo

      la ringrazio veramente di cuore. le auguro una buona serata e la ringrazio per il lavoro che fa.

    11. Anonimo

      buongiorno caro dottore. sono appena uscita dal medico. mi ha notato un altra piccola piaghetta speculare a quella che già avevo notato io. mi ha detto che posso averle sempre avute poiché sono molto nascoste e non me ne sono mai accorta. in più non ho mai avuto febbre e linfonodi ingrossati. fosse stato grave avrei avuto la febbre giusto? e mi ha dato in vista della stagione invernale un farmaco che rinforza le difese immunitarie. non mi ha dato l’antibiotico poiché non mi danno fastidio. non ha parlato di hiv. posso stare tranquilla?

    12. Anonimo

      anche per il rapporto avuto un anno e mezzo fa? o dovrei rifare il test? se le piaghe fossero state sintomo di hiv avrei avuto la febbre e stata male?

    13. Anonimo

      la ringrazio per il suo aiuto e per la sua pazienza. mi ha molto tranquillizzato. mi perdoni per essere così ansiosa

    14. Dr. Cimurro (farmacista)

      I sintomi non contano nulla quando si ha un rapporto a rischio; se desidera la certezza assoluta su un rapporto serve un test a 3 mesi (a meno che in laboratorio non usino un test con periodo finestra inferiore).

    15. Anonimo

      dottore in un anno è mezzo potrei già avere la sindrome da immunodeficenza e quindi evitare di assumere certi farmaci o è troppo presto per averla?

  11. Anonimo

    Dottore e da una settimana che mi fanno male le ovvaie, può essere un sintomo di tumore dato che il mio ragazzo aveva hpv e io un po di mesi fa ho fatto l’esame dal ginecologo e sono uscita negativo, cosa ne pensa?

    1. Anonimo

      Le spiego dottore…ha mal di schiena e avvolte gli ha le nausee,gli fa male il buco della vagina, e ogni volta che lo facciamo gli fanno male le ovvaie poi il ciclo nn e regolare…cosa ne pensa ora dottore?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Serve una visita ginecologica per escludere problemi come cisti o piaghetta.

    3. Anonimo

      C’è il rischio che sia pure tumore? Con una visita ginecologa hai subito la risposta di cosa sia?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di pensare ad un tumore; se il ginecologo dispone di un ecografo è probabile che la risposta l’avrà al termine della visita.

    5. Anonimo

      Se nn dovesse disporsi di un ecografia potrebbe dirlo lo stesso l’esito della visita?

    6. Anonimo

      Allora dottore oggi e andata a fare la visita la mia ragazza e ha detto la dottoressa che il male che ha nn sono le ovvaie e il collo del utero e ok e poi ha fatto ecografia ed era tutto apposto.il pap test ha fatto e la risposta è tra 40 giorni xo la dottoressa ha detto che nn e niente di preoccupante aspettiamo il pap test, cosa ne pensa?

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      Premesso che non capisco davvero tutta questa ansia, in quanto non ci sono i presupposti per pensare ad un tumore, l’ecografia riuscirebbe ad individuare solo tumori in fase avanzata.

  12. Anonimo

    Salve dottore, io ho avuto tutti i sintomi hiv possibili ed epatite e ho fatto x un anno e un mese test hiv e epatite con esito negativo.
    E possibile che tra qualche mese che andrò a farlo posso uscire positivo magari il periodo finestra del mio corpo e più lungo dei altri? Dovrei stare sereno al 100%?

  13. Anonimo

    Ciao dottore…sono vergine, le vergini posso andare a fare la visita dal ginecologo anche se nn hanno avuto rapporti?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente sì, è ovviamente importante segnalarlo al ginecologo al momento dell’anamnesi (quando cioè all’inizio della visita si parla del problema per cui si è preso l’appuntamento).

  14. lucia

    salve. volevo chiederle leggendo dall’articolo sopra. se i sintomi persistono anche dopo i due mesi (cioè uno senza sintomi e uno con i sintomi) vuol dire che non sono dovuti all’hiv. è così? la ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sì, ma dei sintomi deve disinteressarsi; se c’è stato un comportamento a rischio va fatto il test.

  15. Anonimo

    Salve Dottore qualche anni fa per sbaglio mi sono punto con una siringa mentre ero in stazione, dice che potrei essere a rischio?

  16. Max

    Salve dottore, vorrei tanto il suo parere circa il comportamento che ho adottato qualche giorno fa…ho assunto sostanze per via endovenosa in compagnia di un altro ragazzo. ho usato siringa e fiala nuove ma siccome ha preparato il tutto l’altro ragazzo mi è sorto un dubbio; se questo ragazzo ha usato una siringa già usata in precedenza solo per aggiungere una piccola quantità d’acqua nella fiala, è possibile che io utilizzando la mia siringa nuova posso aver contratto il virus. La prego mi risponda .domani vado a fare i test ma non riesco a star tranquillo…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Grave nel senso di pericoloso no, ma va affrontato con un otorino perchè è un disturbo che se non viene risolto appena compare è possibile che non si riesca più a guarire.

    2. Anonimo

      1) e un sintomo di tumore da qualche parte della testa?
      2) uno se nn lo cura puo diventare sordo?

  17. Anonimo

    Buongiorno Dottore,
    Circa un mese fa ho avuto un rapporto completo protetto con una prostituta in oriente, ma prima ci sono stati dei contatti fortuiti tra parti intime (non molto rilevanti secondo me), oggi ho eseguito il test, e avrò l’esito la settimana prossima, secondo lei comprovando tra altri 3 mesi (quindi 4mesi dal rapporto in questione) posso stare tranquillo qualora risultassero negativi entrambi??o per esserne certo assolutamente devono passare 6mesi (cioè 7 dal suddetto rapporto)??le chiedo questo perché attualmente sto frequentando un’altra persona seriamente!!
    La ringrazio anticipatamente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dal tipo di test usato, ma con quello un uso dalla maggior parte dei laboratori a 3 mesi dal rapporto si ha la certezza.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, ma deve chiedere il periodo finestra relativo al test HIV in uso presso il suo laboratorio.

  18. Pascale

    Gent. dott Cimurro,
    ho 55 anni e da esattamente 25 non assumo più droghe. Mai frequentato prostitute in vita mia e mai rapporti a rischio di nessun genere. Da 25 anni sono “fanatico” dell’ igiene e preferisco cibi biologici garantiti. Però ho epatite cronica da virus C (genotipo 1b) e anche epatite B.
    Recentemente, da esami di routine della condizione epatica, mi è stata riscontrata un’area di cm 3 a livello del III segmento.
    Ho trascorso 8 giorni in ospedale d’ eccellenza e, dopo aver eseguito biopsia, siamo in attesa del risultato istologico.
    Passo ai quesiti e la ringrazio per le gentili risposte:
    1. I medici mi hanno richiesto il test per l’hiv, in quanto potrebbe essere causa di quest’ area da identificare. E’ corretto?
    2. quanto tempo impiega un laboratorio a fornire i risultati relativi all’ hiv?
    3. Negli ultimi 25 anni non ho mai sofferto di nulla ( influenza stagionale 1/2 volte e raffreddore stagionale 2/3 volte). Qualunque altro sintomo proprio dell’hiv, nulla. Mia moglie, unica donna da trent’anni, non ha mai fatto uso di droghe ed ha una condizione fisica ottimale e, così, nostra figlia. Oltre a quanto comunicato sopra riguardo la questione epatica, devo preoccuparmi anche dell’ hiv?
    Mi scusi la lungaggine ma ho scritto il minimo che ho potuto.
    Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Corretto verificare; negli ultimi 25 anni è già stato fatto o è la prima volta?
      2. Qualche giorno.
      3. Data la descrizione sommaria della sua vita non mi aspetto sorprese dal test, ma come detto prima è imperativo verificare.

  19. anonima

    Salve dottore volevo un chiarimento, io ho fatto il test HIV a sei mesi dall’ultimo rapporto e lo fatto fare anche al mio ragazzo a 7 mesi dall’ultimo rapporto entrambi negativi ora dal mese di settembre dell’anno scorso ho de linfonodi retrocervicali ingrossati sono andata dalla mia psicologa che è anche medico chirurgo e mi ha detto che non sono ghiandole ma tessuti muscolari un po ingrossati non convinta sono andata dal mio medico di base e mi ha detto che sono ghiandole e forse sono ingrossare perché ho qualche infezione al cuoio capelluto.io sinceramente non so a chi credere e cosa fare Lei cosa mi consiglia.grazie anticipatamente

    1. anonima

      Dottore però le ghiandole si sono ingrossate dopo il rapporto, devo comunque stare tranquilla?..grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non ci sono più stati comportamenti a rischio il test ci permette di stare tranquilli.

    3. anonima

      No dottore non ci sono più stati,l’unico rapporto e stato con il mio ragazzo che ha fatto anche lui il test a 7 mesi dall’ultimo rapporto..secondo lei lo devo ripetere? ho posso assieme al mio ragazzo considerarlo definitivo e stare tranquilli? Grazie mille

  20. Niko

    Salve, sono preoccupato x che in un mese ho avuto due erpes labiale e anche le ghiandole sotto la mandibola gonfie può essere un sintomo hiv? Grazie

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