AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 32 giorni

Introduzione

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.

Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.

L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.

Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.

Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.

Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.

Diffusione

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una  delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.

In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.

Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.

Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.

Sintomi

L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

  1. incubazione,
  2. infezione acuta,
  3. periodo di latenza,
  4. AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

  • febbre,
  • linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
  • faringite (mal di gola),
  • rash (manifestazioni cutanee),
  • mialgia (dolore muscolare),
  • malessere,
  • piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • ingrossamento del fegato/milza,
  • perdita di peso,
  • mughetto,
  • sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)

Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.

Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.

Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Quadro_sintomatologico_dell%27AIDS.PNG

Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:

  • rapida perdita di peso,
  • febbre
  • forte stanchezza,
  • linfonodi ingrossati,
  • diarrea persistente,
  • agitazione e sudorazione notturna,
  • tremore,
  • polmonite.

Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.

Sintomi nei neonati

Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di  manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).

Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.

Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.

Trasmissione

L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:

  1. mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
  2. al momento della nascita,
  3. durante l’allattamento.

Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:

  • rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
  • scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.

In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta e attraverso le trasfusioni di sangue.

Trasmissione sessuale

(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)

Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:

  • sangue,
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma,
  • fluido vaginale,
  • latte materno.

Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.

Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:

  • glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
  • vagina,
  • congiuntiva dell’occhio,
  • interno dell’ano,
  • narici e interno del naso,
  • bocca.

Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.

Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:

  • Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
  • Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.

Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:

Rischio Nullo

  • Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
  • Contatto con sudore.
  • Contatto con lacrime.
  • Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
  • Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
  • Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
  • Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).

Rischio Basso

  • Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca. Secondo alcuni infettivologi il rischio sarebbe nullo.
  • Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
  • Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).

Rischio Alto

  • Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
  • Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.

Rischio Altissimo

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
  • Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).

Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.

Rapporti con pazienti sieropositivi in terapia

È stato dimostrato che una persona sieropositiva in terapia antiretrovirale, con viremia stabilmente nulla da almeno sei mesi, è fortemente improbabile che possa contagiare i propri partner sessuali, indipendentemente dal tipo di rapporto avuto.

L’incipit dello studio afferma:

Quante probabilità ha una persona con carica virale non rilevabile di trasmettere l’HIV al partner
sessuale? “Per noi, la stima più attendibile è zero”, hanno dichiarato i ricercatori che hanno
presentato i risultati dei primi due anni di uno studio, denominato PARTNER, che indaga la
trasmissione del virus in coppie in cui un partner è sieropositivo e l’altro no.

I ricercatori sono convinti che l’efficacia del trattamento come prevenzione dei contagi si attesti praticamente al 100%, anche se, come hanno sottolineato i principali autori dello studio, probabilmente non sarà mai possibile dimostrare con certezza matematica che il rischio di trasmissione da parte di una persona che assume una ART efficace sia completamente azzerato.

Nel concreto però NON si sono avute infezioni nelle 1110 coppie sierodiscordanti partecipanti allo studio, di cui quasi il 40% sono coppie omosessuali.

Questo studio terminerà nel 2017 e va a confermare i dati del precedente studio HTPN 052.

Questo non significa certamente che sia possibile avere rapporti sessuali con un partner sconosciuto senza preservativo perchè “forse se sieropositivo assume la terapia”,

  • in primis perchè non tutti i sieropositivi sanno di esserlo e quindi non si curano (la maggior parte delle infezioni, anzi, deriva da questa causa),
  • poi perchè non tutti i sieropositivi consapevoli si curano immediatamente,
  • infine perchè non è detto che uno sconosciuto che sia sieropositivo assuma le sue pillole ogni giorno, e quindi, adeguatamente.

Allo stesso modo non significa che una persona sieropositiva possa avere rapporti sessuali occasionali non protetti soltanto perchè si cura, in quanto la scelta spetterà sempre al partner consenziente negativo.

Questi studi servono invece:

  • nell’ambito di coppie sierodiscordanti, ovvero formate da un partner sieronegativo ed un altro sieropositivo, laddove per esempio la coppia voglia avere Gravidanza in caso di HIV;
  • alla coppia sierodiscordante monogama ,etero o gay, che consapevolmente decida di avere rapporti sessuali senza l’uso del preservativo;
  • alla coppia sierodiscordante, laddove si decida di continuare ad usare il preservativo, per una maggiore tranquillità in caso di incidenti (rottura del condom).

Fonte studio partner: Efficacia della ART nella prevenzione della trasmissione per via sessuale dell’HIV in partner omo- ed eterosessuali

Test

Raccomando di chiedere sempre al medico responsabile del centro a cui ci si appoggia quando fare il test e quando considerarlo definitivo, in quanto la variabilità del periodo finestra è elevatissima a seconda del test in uso (da un mese per i test più recenti fino ad un anno per i test di vecchia generazione).

Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.

Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.

Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).

Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).

Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:

  1. Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
  2. Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
  3. L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.

In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).

Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.

Test precoci

Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test che rileva l’RNA virale attraverso la tecnica della PCR, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.

Durata

Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.

I recenti progressi ottenuti grazie ai nuovi farmaci hanno permesso di garantire ai pazienti sieropositivi in terapia un’aspettativa di vita pari a quella di chiunque altro ed anche nel caso di diagnosi ritardata la sopravvivenza media è spesso di qualche decennio.

E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile garantire un’aspettativa pari a soggetti sani, tanto che nei Paesi sviluppati si parla ormai di malattia cronica e non più mortale.

Fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. teresa

    Salve, ho un grave problema. Ho fatto un tatuaggio con ago e china ad una ragazzo che fa uso di droghe (da iniettare in vena attraverso sitinghe) costantemente. Il tatuaggio sanguinava. L ho pulito con una salviettina umifificata. Avendo le mani sporche di china, mi sono pulita sulla salviettina sporca del suo sangue, avendo piccole ferite sulle mani (pellicine staccate che hanno provocato la fuoriuscita di sangue). In caso ci gosse stato un contatto di sangue,p otrei aver contratto l’ HIV?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se le sue ferite sulle dita sono effettivamente tali, e non solo pellicine, il rischio esiste; se è appena successo contatti urgentemente il PS per valutare la profilassi post esposizione.

    2. sandro

      si dottore 8 mesi fà ho avuto un rapporto orale con una prostituta senza preservativo !!!! sono un mese che ho perso un pò di kili ( faggio una dieta vegetariana solo pesce) e ho i globuli bianchi a 4.2 negli ultimo mese mi sono abbassati di 3.000 ho sempre stanchezza alle gambe !!! grazie||

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ai sintomi non dia peso, si tolga il dubbio con un test.
      Le ricordo che in genere il rapporto orale passivo non è considerato a rischio, quindi niente panico.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi scrive in questa pagina perchè ha avuto comportamenti a rischio? Quando?

  2. Antonio

    Salve dottore ho avuto con una prostitute un rapporto orale e in questi giorni o proprio sonno sono a rischio?? Ho qualche possibilità di avere preso qualcosa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se le è stato praticato il rapporto e non ha visto sangue sul pene un contagio è improbabile. Ai sintomi non dia peso in ogni caso.

    2. Anonimo

      io nn ho visto nulla mi sono lavoro subito dopo devo stare tranquillo dottore?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere (anzi, secondo le più recenti linee guida) sì.

    4. Anonimo

      Grazie dottore ma se c’erano delle gocce e nn mi sono accorto corro il rischio?

  3. alberto

    Dottore siamo nel 2015 e abbiamo tutti i macchinari possibile siamo arrivati ad un certo punto che le auto vanno dasole ma una cura per sta brutta malattia un vaccino qualcosa per curare nn esiste ancora? Quanto tempo ci vorrà ancora mesi? Anni? Perché nn anno ancora trovato una cura???

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Abbiamo già raggiunto enormi risultati, perchè l’aspettativa di vita di un sieropositivo è ormai pari a quella di chiunque altro, speriamo che si arrivi presto ad una cura per la completa eradicazione della malattia.

  4. roberto

    Dottore,buongiorno vorrei un suo parere,ho avuto un rapporto orale attivo con una ragazza,circa 60 giorni fa,ho fatto il test dopo un mese risultato negativo,però è una 10 di giorni che mi sento un Po spossato più del solito e ho bruciore di stomaco e tra circa un mese dovrò fare l’esame dell’elicobatter,però nella prima fase di contagio ho letto che potrebbe essere asintomatica,da quello che ho letto la seconda fase potrebbe passare solo 15 giorni,e questo che mi preoccupa la sensazione di stanchezza potrebbe indicare che il virus è entrato già nella seconda fase,grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non corra con la fantasia; la partner aveva le mestruazioni?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In questo caso il rischio è basso, si sottoponga al test e ci togliamo ogni dubbio (a 60 giorni è ormai quasi definitivo).

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, assolutamente possibile, ma domani ne parli con il medico a prescindere dal discorso HIV.

  5. giorgio

    Salve dottore il test hiv elisa fatto a 27 giorni e attendibile come a 28 giorni?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non quantifico mai, posso solo dirle che a 30 giorni è di oltre il 95%.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In linea di massima sì, 30 e poi 90 giorni come suggerito dalle linee guida.

  6. franco

    Dottore chiedo a lei quanto ci vuole prima che se ne vanno via dal corpi i puntini ?

  7. Andrea

    Buongiorno,

    Ho avuto un rapporto considerato a rischio con una prostituta. Sebbene non abbia praticato cunnilingus attivo, mi sono ritrovato del sangue mestruale della ragazza in bocca (il corpo ne era sporco). Non so indicarne la quantita, ma a sufficenza per avvertirne il sapore. Non credo di aver deglutito, ma non ne sono certo, poi ho subito sciacquato la bocca diverse volte.
    Sono impossibilitato al fare il test per almeno due mesi e, nell’attesa, vorrei cercare di capire il livello di rischio in relazione al le diverse pratiche sessuali sopra esposto.

    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      C’è stato anche un rapporto vaginale non protetto?

    2. Andrea

      No, il rapporto e’ stato protetto, ma avendo lei (a mia insaputa) le mestruazioni, il corpo della ragazza (la pancia) era visibilmente sporca del suo sangue. Quando ho avvertito il chiaro sapore del sangue in bocca mi sono allarmato ed allontanandomi me ne sono accorto.
      Non so come il sangue possa essermi finito in bocca (forse lei aveva le mani sporche o forse accidentalmente ho avvicinato la bocca alla parte sporca).
      Non so indicarne la quantita, ma ne ho chiaramente avvertito il sapore.
      Vorrei cercare di capire quale sia il livello di rischio (basso, alto, altissimo) associabile all’evento (sangue in bocca) in base alla classificazione descritta in precedenza.

      Grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Difficile quantificare non sapendo le quantità, quindi posso solo limitarmi a dire che è esiste il rischio.

    4. Andrea

      Semplicemente, per sua esperienza, volevo capire se secondo lei l’evento puo essere assimilato ad un “Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.”.
      Ed indipendentemente da cio’, il rischio puo’ essere equivalente a quello di un rapporto scoperto o piu?

      Non soffro di gengivite ma ho frequenti sanguinamenti quando mi lavo i denti.

      Grazie ancora.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vorrei davvero poterle dare una risposta, ma temo non sia possibile quantificare.

  8. luca

    buongiorno Dottore ho avuto un rapporto sessuale con una prostituta
    dopo dieci minuti mi sono accorto che non mi aveva messo il preservativo e gli ho eiaculato tenendo il pene fuori dalla vagina
    c’e’ il pericolo contagio?

  9. gio

    Dottore buongiorno un informazione io ho avuto un rapporto orale con una ragazza,per me senza mestruazioni, ho letto che è a basso rischio,ma volevo sapere se aveva le mestruazioni mi sarei accorto,oppure è possibile non accorgessi delle mestruazioni,il test lo farò lo stesso,però il mio dubbio è possibile fare un rapporto orale attivo con una ragazza con le mestruazioni,oppure se aveva le mestruazioni mi sarei accorto di sicuro,grazie

  10. marco

    Una ragazza in un nighit club mi ha graffiato con le unghie il dito c’è solo il graffio ma non sangue rischio hiv

  11. frank

    salve ho avuto un rapporto con un trans io da attivo sia orale che anale scoperto con venuta finale nel suo ano che devo fare? grz

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se è appena successo (3 giorni) si rechi urgentemente in PS per valutare la profilassi post-esposizione, diversamente test a 30 e poi a 90 giorni.

    2. frank

      a questo punto devo fare il test. se malaguratamente si presentasse positivo qual e’ la prassi ?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se positivo verrà verificato con un secondo test (western-blot), in caso di conferma verrà seguito da un infettivologo che modulerà la terapia.

  12. jiulo

    Dott ho fatto in ospedale il test hiv dopo 5 mesi dal rapporto a rischio risultato negativo pero o leto su internet di test nuovi con un metodica molto piu affidabile di quella in uso oggi volevo sapere se lei ne era a conoscenza e se posso stare tranquillo sul test che mi anno fatto in ospedale non so di che tipo e il test pero ce scritto non reattivo hiv 1e2

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il test che ha fatto è assolutamente definitivo.
      Esistono in effetti alcuni test (più costosi) che danno una risposta definitiva prima di quelli normalmente disponibili.

  13. enzo

    Dottore qlk mese fa ho fatto accendere una sigaretta a una persona ma poike tirava vento lui sokkiuse le sue mani vicino alle mie.pero notai che vicino ai pollici aveva delle piccole ferite rosse sangue e anke io avevo la pellicina mordikkiata e si vedeva la carne viva. Ora mi domando mi ha potuto trasmettere qualkosa

    1. Anonimo

      Pero da qlk settimana mi sento un po strano stanco dolori alle ascelle e all inguine ho avuto per 24/36h la febbre 37,5 e dolori al faringe – gola

  14. enzo

    Dottore qlk mese fa ho fatto accendere una sigaretta a una persona ma poike tirava vento lui sokkiuse le sue mani vicino alle mie.pero notai che vicino ai pollici aveva delle piccole ferite rosse sangue e anke io avevo la pellicina mordikkiata e si vedeva la carne viva. Ora mi domando mi ha potuto trasmettere qualkosa
    .ora sn qlk settimana che ho dolori sotto le ascelle e l inguine senza
    @nfonodi gonfi e dolori al tratto trachea- faringe. In piu ho avuto per 24/36h la febbre a 37,5 8

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