AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 46 giorni

Introduzione

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.

Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.

L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.

Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.

Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.

Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.

Diffusione

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una  delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.

In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.

Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.

Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.

Sintomi

L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

  1. incubazione,
  2. infezione acuta,
  3. periodo di latenza,
  4. AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

  • febbre,
  • linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
  • faringite (mal di gola),
  • rash (manifestazioni cutanee),
  • mialgia (dolore muscolare),
  • malessere,
  • piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • ingrossamento del fegato/milza,
  • perdita di peso,
  • mughetto,
  • sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)

Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.

Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.

Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Quadro_sintomatologico_dell%27AIDS.PNG

Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:

  • rapida perdita di peso,
  • febbre
  • forte stanchezza,
  • linfonodi ingrossati,
  • diarrea persistente,
  • agitazione e sudorazione notturna,
  • tremore,
  • polmonite.

Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.

Sintomi nei neonati

Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di  manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).

Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.

Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.

Trasmissione

L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:

  1. mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
  2. al momento della nascita,
  3. durante l’allattamento.

Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:

  • rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
  • scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.

In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta e attraverso le trasfusioni di sangue.

Trasmissione sessuale

(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)

Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:

  • sangue,
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma,
  • fluido vaginale,
  • latte materno.

Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.

Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:

  • glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
  • vagina,
  • congiuntiva dell’occhio,
  • interno dell’ano,
  • narici e interno del naso,
  • bocca.

Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.

Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:

  • Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
  • Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.

Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:

Rischio Nullo

  • Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
  • Contatto con sudore.
  • Contatto con lacrime.
  • Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
  • Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
  • Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
  • Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).

Rischio Basso

  • Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca. Secondo alcuni infettivologi il rischio sarebbe nullo.
  • Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
  • Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).

Rischio Alto

  • Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
  • Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.

Rischio Altissimo

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
  • Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).

Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.

Test

Raccomando di chiedere sempre al medico responsabile del centro a cui ci si appoggia quando fare il test e quando considerarlo definitivo, in quanto la variabilità del periodo finestra è elevatissima a seconda del test in uso (da un mese per i test più recenti fino ad un anno per i test di vecchia generazione).

Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.

Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.

Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).

Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).

Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:

  1. Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
  2. Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
  3. L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.

In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).

Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.

Test precoci

Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test che rileva l’RNA virale attraverso la tecnica della PCR, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.

Durata

Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.

I recenti progressi ottenuti grazie ai nuovi farmaci hanno permesso di garantire ai pazienti sieropositivi in terapia un’aspettativa di vita pari a quella di chiunque altro ed anche nel caso di diagnosi ritardata la sopravvivenza media è spesso di qualche decennio.

E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile garantire un’aspettativa pari a soggetti sani, tanto che nei Paesi sviluppati si parla ormai di malattia cronica e non più mortale.

Fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. gianni

    Buonasera. ho avuto un rapporto omosessuale anale oggi pomeriggio, con uno sconosciuto. Ho visto che aveva parte dell’ano rivolto in fuori quindi penso che sia abituato ad avere questo tipo di rapporti.
    Non ci sono stati sanguinamenti all’apparenza, poi ho eiaculato nella sua bocca.
    Posso essere stato contagiato de lui fosse positivo?
    Ho letto che si può assumere un farmaco, entro tre giorni dal rapporto, per scongiurare eventuali contagi.
    Quando dovrò fare il test , dopo un mese?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, il contagio è possibile per il rapporto anale, ovviamente se lui fosse sieropositivo.
      2. Sì, confermo l’esistenza della PPE.
      3. Subito se ha già avuto in passato comportamenti a rischio, a 30 giorni per un’affidabilità di oltre il 95%, a tre mesi per averlo definitivo.

    2. Andrea

      Salve dottore ho fatto rapporto con una ragazza senza profilato 3 mesi fa però ho vuoto mala di testa anche di petto pure di cola costola sono andato pronto soccorso 10 giorni fa ho preso sangue analizzare il dottore ha detto che non na, niente io ancora paura

    3. Andrea

      Loro prezzo il mio sangue dopo il dottore a detto che io nonché niente malattia c’è io preso freddo

  2. pensieroso

    Dottore buongiorno,un informazione io ho avuto un rapporto orale attivo con una ragazza,mi sorge un dubbio la secrezione vaginale può trasmettere l’hiv perché da quello che ho letto,su vari siti compresa il sito della,mi è sembrato capire che se non ci sono mestruazioni il rischio,non sussiste perché il virus introdotto in bocca sarebbe in quantità minime,da non crea nessun problema,farò lo stesso il test a 3 mesi per sicurezza,ma vorrei sapere se devo preoccuparmi o posso stare sereno grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Secondo alcune fonti il rischio non è nullo, benchè molto basso.

  3. pensieroso

    Dottore un ultima informazione in caso di esito positivo,sarei destinato ad una vita breve e sofferta,oppure potrei avere una vita più o meno normale,vorrei sapere il suo parere perché sono preoccupato spero presto di avere il risultato del test

    1. dani

      Salve dottore ho fatto analisi uscito positivo voglio sapere ho 24 anni si a cura quanto tempo posso vivere ancora dimi la verità

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si può guarire, almeno per ora, ma l’aspettativa di vita è assolutamente pari a qualsiasi ragazzo della sua età.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Perchè non ci sono farmaci che permettano l’eradicazione del virus dall’organismo.

    4. dani

      Salve dottore io voglio iniziare la trattamento dove sei posso andare

    5. dani

      Scusa dottore io lavoro in Campania posso continuare a lavorare con questo malattia

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. No, non al PS, ma nel reparto di malattie infettive; probabilmente per accedervi serve l’impegnativa del medico di base.
      2. Assolutamente sì, potrà continuare a svolgere la sua vita esattamente come adesso.

  4. preoccupato

    Slave dottore circa 3 mesi fa ho avuto un rapporto orale con una donna durato 5 secondi, dove la parte interessata era la parte alta del pube quindi nn ho praticato un rapporto orale interno ma superficiale, da quel giorno ho avuto strani sintomi tipo dolore al fianco destro, mal di schiena e altro. Ho eseguito diverse analisi del sangue ma tutte nella norma, dopodiché ho effettuato un test hiv a 25 giorni con ricerca p24 hiv1/2 e taq man rna hiv 1 ed un altro a 60 giorni, entrambi risultati negativi. Ritiene che posso stare tranquillo? Premetto che sono diversi giorni che ho un forte raffreddore con dolori muscolari e lieve mal di gola durato solo 2 giorni ma tt senza febbre.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dato il tipo di rapporto ed i test fatti a mio parere può stare tranquillo, ovviamente senta anche il parere di uno specialista.

  5. Anonimo

    Dottore.. ho un test hiv negativo a circa 100 giorni (poco piu di 14settimane) di terza gen. e valore 0.32. (Inferiore a 0.9)

    Avevi fatto anchr un test a circa 80 gg di 4 gen.e valore 0.26 (inf.a 0.9)

    Cio che mi preoccupa è l aumento dei cut off (da 0.26 a 0.32) e che oggi , a piu di 100 gg dall evento a rischio (ultima fellatio attiva no eiaculazione) ho la febbre. Ma il dottore , all ultimo test mi ha detto di nin fare altri test. Lei che dice? È un indice di sieroconversione ? Grazie

  6. Franco

    Buongiorno,

    ho lavorato in un paese a rischio ed avuto una relazione stabile con una ragazza del posto. Ha fatto un test usa e getta che è risultato negativo. Dopo un certo periodo di tempo ho avuto rapporti non protetti sicuro della situazione, purtroppo è comparso un gonfiore genitale che mi ha preoccupato, che subito sembrava STD ma che però non ha avuto esiti positivi dalle analisi.. Dal primo possibile contagio sono passati circa 20 giorni e mi è stato fato un test “Ab/Ag” che è risultato negativo, e mi è stato detto che l’esito era definitivo. Il possibile contagio è avvenuto a fine agosto/inizio settembre. A metà gennaio mi è cominciata una tosse secca che non ho potuto curare prontamente (per circa 2 settimane) che stava diventando una bronchite, poi ho cominciato con aereosol e antibiotici, la tosse si è ingrassata e temporaneamente sparita (ora va e viene con uso di sciroppi ma è stranamente spesso presente).
    Un paio di giorni fa ho cominciato ad avere dolori lombari e alle ginocchia.
    Dalle 2 alle 4 settimane dal contagio ero in una condizione asintomatica.

    Mi può dare un parere sul mio grado di rischio?

    Ringrazio molto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ai sintomi non do peso, ma il test a 20 giorni è improbabile che sia definitivo.

    2. Franco

      Ringrazio molto,

      posso chiedere perché non da peso ai sintomi? Perché si instaura un meccanismo psicologico?o per la varietà di altre patologie con queste caratteristiche?

      Gentilmente

    3. Franco

      Chiedo venia per l’ultima domanda, vorrei capire quando mediamente comincia il periodo di latenza come definito da questa pagina web. Nell’ipotesi di contagio effettivo io ora cadrei proprio in questa fase, ma ho trovato molti riferimenti: dai 2 ai 10 anni, ma anche pochi mesi. Chiedo scusa ancora perché torno sui sintomi ma vorrei capire se è possibile sviluppare sintomi della “fase finale” a sei mesi, o anche qualsiasi sintomo in generale.

      Ringrazio moltissimo per il supporto.

    4. Franco

      Chiedo scusa ancora intendevo quando finisce il periodo di latenza e non quando comincia.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, impossibile che compaiano a 6 mesi in pazienti altrimenti sani.

    6. Franco

      Quindi a sei mesi dal contagio non si comincia a perdere peso e sudorazioni notturne se capisco bene.

      Ringrazio molto e buona continuazione.

  7. Anonimo

    Salve dottore chiedo scusa. Io prima ho fatto sesso orale con la mia ragazza( fidanzato da 9 anni) attivo leccabdogli la vagina…dopo un pò mi ha detto di avere il ciclo…ora corro il rischio di ammalarmo di hiv o non avendolo lei posso stare tranquillo?

  8. preoccupato

    Buonasera dottore, circa una settimana fa ho avuto un rapporto completo con un ragazza senza usare precauzioni… Sono preoccupato perche da tre giorni ho placche alla gola, oggi ho cominciato ad avere forti dolori sotto la pancia ,dal mio pene delle volte escono piccole quantita di liquido e se stiro in basso la pelle si sente un odore nauseabondo…
    Sono davvero preoccupato, volevo sapere se potevano essere sintomi da hiv o altre malattie simili preoccupanti..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sembra HIV, che andrà comunque verificato nei tempi soliti (test a 30 e 90 giorni), ma può essere senza dubbio un’infezione sessualmente trasmessa e CURABILE; si rivolga appena possibile ad un dermatologo.

    2. Anonimo

      Sono stato ora dal medico di famiglia e mi ha dato delle pillole per le placche alla gola da prendere una la mattina e una la sera (clavulin), per i dolori alla pancia mi ha detto che puo essere uno strappo muscolare…ora prendo appuntamento da un dermatologo

    1. Anonimo

      Capisco…oggi appena tornato a casa ho lavato con sapone neutro, 10 minuti fa ho controllato e il cattivo odore per ora non è presente, per le perdite certe volte ho quella sensazione ma controllando non sono presenti… Mi consiglia di riandare comunque dal medico e dirgli del problema?

    2. Anonimo

      Dottore mi scusi io gli ultimi rapporti sessuali con una ragazza li o avuti nel 2009 e spesso facevo sesso anale con lei e sapevo che andava anche con altri uomini,ma da allora non o avuto più rapporti sessuali per motivi religiosi,e ora siamo nel 2015 quindi in questi 6 anni ancora adesso scoppio di salute quindi non o sintomi,ma posso ora fare il test?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quanto tempo è trascorso dal comportamento a rischio?

  9. meno ansioso

    Salve dottore ci siamo sentiti circa un mese fà, ho fatto sesso orale con una escort non protetto e nel l’atto sessuale mi ha tagliato la cappella coi denti, senza presenza di sangue dalla bocca di lei.
    Preoccupato ho chiesto consiglio a lei che mi ha detto di fare il test hiv a 30 giorni.
    Ho fatto il test a 40 giorni corellato col le varie epatiti ed il risultato è stato altamente negativo in tutto.
    Il medico di famiglia mi ha detto che è pressochè definitivo, lei cosa mi dice,conferma?

    1. meno ansioso

      Salve dottore poi volevo sapere che tipo di altri virus si rischia di contrarre con un sesso orale come descitto prima.
      Grazie.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Come le avevo già detto allora non avendo visto tracce di sangue della partner sul pene il contagio era altamente improbabile, quindi tutto sommato condivido con il suo medico che sia definitivo.

      Sifilide, gonorrea, herpes, … ma in assenza di sintomi e probabile che non abbia contratto queste malattie.

  10. meno ansioso

    Grazie dottore in compenso ho guadagnato un ifezione al colon per stato d’ansia.
    Comunque lo dico a tutti ” usate il preservativo”…

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