AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 33 giorni

Introduzione

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.

Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.

L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.

Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.

Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.

Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.

Diffusione

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una  delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.

In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.

Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.

Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.

Sintomi

L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

  1. incubazione,
  2. infezione acuta,
  3. periodo di latenza,
  4. AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

  • febbre,
  • linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
  • faringite (mal di gola),
  • rash (manifestazioni cutanee),
  • mialgia (dolore muscolare),
  • malessere,
  • piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • ingrossamento del fegato/milza,
  • perdita di peso,
  • mughetto,
  • sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)

Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.

Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.

Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Quadro_sintomatologico_dell%27AIDS.PNG

Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:

  • rapida perdita di peso,
  • febbre
  • forte stanchezza,
  • linfonodi ingrossati,
  • diarrea persistente,
  • agitazione e sudorazione notturna,
  • tremore,
  • polmonite.

Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.

Sintomi nei neonati

Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di  manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).

Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.

Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.

Trasmissione

L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:

  1. mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
  2. al momento della nascita,
  3. durante l’allattamento.

Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:

  • rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
  • scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.

In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta e attraverso le trasfusioni di sangue.

Trasmissione sessuale

(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)

Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:

  • sangue,
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma,
  • fluido vaginale,
  • latte materno.

Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.

Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:

  • glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
  • vagina,
  • congiuntiva dell’occhio,
  • interno dell’ano,
  • narici e interno del naso,
  • bocca.

Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.

Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:

  • Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
  • Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.

Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:

Rischio Nullo

  • Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
  • Contatto con sudore.
  • Contatto con lacrime.
  • Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
  • Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
  • Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
  • Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).

Rischio Basso

  • Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca. Secondo alcuni infettivologi il rischio sarebbe nullo.
  • Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
  • Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).

Rischio Alto

  • Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
  • Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.

Rischio Altissimo

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
  • Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).

Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.

Rapporti con pazienti sieropositivi in terapia

È stato dimostrato che una persona sieropositiva in terapia antiretrovirale, con viremia stabilmente nulla da almeno sei mesi, è fortemente improbabile che possa contagiare i propri partner sessuali, indipendentemente dal tipo di rapporto avuto.

L’incipit dello studio afferma:

Quante probabilità ha una persona con carica virale non rilevabile di trasmettere l’HIV al partner
sessuale? “Per noi, la stima più attendibile è zero”, hanno dichiarato i ricercatori che hanno
presentato i risultati dei primi due anni di uno studio, denominato PARTNER, che indaga la
trasmissione del virus in coppie in cui un partner è sieropositivo e l’altro no.

I ricercatori sono convinti che l’efficacia del trattamento come prevenzione dei contagi si attesti praticamente al 100%, anche se, come hanno sottolineato i principali autori dello studio, probabilmente non sarà mai possibile dimostrare con certezza matematica che il rischio di trasmissione da parte di una persona che assume una ART efficace sia completamente azzerato.

Nel concreto però NON si sono avute infezioni nelle 1110 coppie sierodiscordanti partecipanti allo studio, di cui quasi il 40% sono coppie omosessuali.

Questo studio terminerà nel 2017 e va a confermare i dati del precedente studio HTPN 052.

Questo non significa certamente che sia possibile avere rapporti sessuali con un partner sconosciuto senza preservativo perchè “forse se sieropositivo assume la terapia”,

  • in primis perchè non tutti i sieropositivi sanno di esserlo e quindi non si curano (la maggior parte delle infezioni, anzi, deriva da questa causa),
  • poi perchè non tutti i sieropositivi consapevoli si curano immediatamente,
  • infine perchè non è detto che uno sconosciuto che sia sieropositivo assuma le sue pillole ogni giorno, e quindi, adeguatamente.

Allo stesso modo non significa che una persona sieropositiva possa avere rapporti sessuali occasionali non protetti soltanto perchè si cura, in quanto la scelta spetterà sempre al partner consenziente negativo.

Questi studi servono invece:

  • nell’ambito di coppie sierodiscordanti, ovvero formate da un partner sieronegativo ed un altro sieropositivo, laddove per esempio la coppia voglia avere Gravidanza in caso di HIV;
  • alla coppia sierodiscordante monogama ,etero o gay, che consapevolmente decida di avere rapporti sessuali senza l’uso del preservativo;
  • alla coppia sierodiscordante, laddove si decida di continuare ad usare il preservativo, per una maggiore tranquillità in caso di incidenti (rottura del condom).

Fonte studio partner: Efficacia della ART nella prevenzione della trasmissione per via sessuale dell’HIV in partner omo- ed eterosessuali

Test

Raccomando di chiedere sempre al medico responsabile del centro a cui ci si appoggia quando fare il test e quando considerarlo definitivo, in quanto la variabilità del periodo finestra è elevatissima a seconda del test in uso (da un mese per i test più recenti fino ad un anno per i test di vecchia generazione).

Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.

Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.

Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).

Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).

Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:

  1. Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
  2. Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
  3. L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.

In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).

Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.

Test precoci

Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test che rileva l’RNA virale attraverso la tecnica della PCR, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.

Durata

Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.

I recenti progressi ottenuti grazie ai nuovi farmaci hanno permesso di garantire ai pazienti sieropositivi in terapia un’aspettativa di vita pari a quella di chiunque altro ed anche nel caso di diagnosi ritardata la sopravvivenza media è spesso di qualche decennio.

E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile garantire un’aspettativa pari a soggetti sani, tanto che nei Paesi sviluppati si parla ormai di malattia cronica e non più mortale.

Fonti:

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Toto

    Salve ho avuto rapporto con una cubana di 26 anni una settimana fa purtroppo mi si è rotto il profilattico.. Poi ho seguitato a fare il rapporto completo senza adesso mi sto preoccupando tantissimo… Che mi consiglia di fare ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non possiamo fare altro che il test.
      Se in passato ci sono stati altri comportamenti a rischio faccia un test subito, poi tra un mese e infine tra tre mesi, se è il primo comportamento a rischio della sua vita a un mese e poi a tre mesi.

  2. Anonino

    Dottore e possibile che se uno e in cura con gli antiretrovirali e possibile che il test esca negativo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Può risultare negativo solo in caso di AIDS talmente avanzato da aver severamente intaccato il sistema immunitario, se il paziente sta bene il test risulta positivo anche se in cura.

  3. Anonimo

    Dottore buonasera a sei mesi dall’ultimo rapporto a rischio potrebbe essere già troppo tardi per iniziare a curarsi in caso di esito positivo,si potrebbe essere già in AIDS così avanzato da non poter più vivere grazie,perche ho scoperto solo ora dopo sei mesi dall’ultima volta che ho avuto un rapporto con la ragazza che è sieropositiva domani farò il test se dovesse essere positivo crede che possa ancora curarmi,oppure il mio sistema immunitario è già compromesso grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi, ci sarebbe comunque tutto il tempo per intervenire efficacemente.

  4. Jack

    Dottore buonasera
    Stasera mi è successo un fatto che mi ha scosso..
    In pratica ho baciato con la lingua in ragazzo.. durante il bacio per sbaglio gli ho provocato con il dente una piccola ferita nella gengiva e poi mi sono accorto che e uscito del sangue e nella carta c era un Po di sangue. Io non avevo ferite..
    Lui mi ha assicurato di essere sano al 100%. Cosa devo fare dottore sono preoccupato…Posso aver contratto lhiv.?
    Io nn avevo tagli o altro tutte le mucose integre

  5. amalia

    Scusi dottore, io 1 mesr e mezzo fa ho avuto un rapporto.orale non protetto, con eiaculazione in bocca e mi sono accorta che dopo aver sputato subito ho sputato anche sangue dalle mie gengive e per questo sono preoccupata, quanto rischio?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio è considerato medio; proceda al test, da ripetere poi a tre mesi.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Per un’eventuale diagnosi precoce e per sua tranquillità (il risultato attuale è definitivo in oltre il 95% dei casi).

    3. Amalia

      Si scusi.ma una diagnosi precoce poi a cosa serve? Ti fa guarire se presa in tempo?cioe dopo.un.mese e mezzo rispetto a tre? Grazie

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non fa una differenza enorme, ma si preferisce saperlo il prima possibile anche per evitare comportamenti a rischio che possano esporre al rischio di contagio altre persone.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere da 2 a 4 settimane, ma alcuni pazienti non manifestano alcun sintomo, per questo consiglio di non darei mai troppo peso. Conta solo il test.

    6. Anonimo

      Mi scusi dottore 2/4settimane non e’ il periodo di incubazione della.malattia?dopo due settimane dal contagio si.manifestano dunque I sintomi influenzali giusto?

    7. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, si l’incubazione è di circa 2- 4 settimane, per cui dopo tale periodo possono presentarsi dei sintomi simil-influenzali.Saluti

    8. amalia

      Scusi dottore io ho avuto il rapporto a rischio un mese e venti giorni fa e ho avuto mal di gola e linfonodi ingrossati mi sento stanca e ho avuto x un giorno temperatur che si alzava fino a 37 e poi dopo dieci min .si riabbassava x due volte solo in un giorno e anche un po di rush cutaneo al petto. Ora noto.che se mi.muovo troppo e corro mi fa male il fegato io soffro anche di steatosi e ho un po il fegato ingrossato. Oggi ho fatto il test risulta attendibile il risultato test anti hvi ad oggi.?inoltre soffro.di mal di testa da pii tempo del presunto contatto cosa puo essere?

    9. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il test andrà ripetuto a 90 giorni, ma se quello fatto oggi sarà negativo è poco probabile che cambi nei restanti giorni (e soprattutto significherebbe che i sintomi descritti NON sono legati a un eventuale contagio).

  6. tino

    Buongiorno dottore ho sentito il numero verde per hiv ,per chiedere il loro parere se devo sottopormi al test,l’oro mi hanno detto che per quello che è successo non serve che mi sottoponga al test,ora le spiego durante un incontro di calcetto mi sono scontrato con una persona ed accidentalmente si è tagliato e un pò di sangue è finito sulla mia maglietta e non so se questo sangue possa essere finito anche in bocca,ora è passato un mese e mezzo da questo scontro è sono andato dal mio medico di base per fare vedere una ghiandola che mi si è gonfiata sul collo e lui mi ha detto che non è un linfonodo ma è solo una ghiandola gonfia poi mi ha guardato in gola e dice che ho la gola un pò arrossata,per lui è il reflusso gastroesofageo e mi ha dato le pillole per lo stomaco,poi specchiandosi oggi ho visto un po’di arrossamento sulla parte destra del petto,io dopo questi sintomi ho pensato subito all’HIV ma il mio dottore non ha ritenuto necessario che mi sottoponga al test,vorrei sapere a proposito il suo parere,non è il caso che mi sottoponga al test,perche io vorrei farlo ma ho molta paura,mi scusi se mi sono allungato nella descrizione

  7. tino

    Dottore mi può spiegare perché per lei i sintomi non sono riconducibili all hiv,l’arrossamento alla pelle è come il rush cutaneo oppure il rush cutaneo è altra cosa?grazie sono molto ansioso

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      I sintomi sono troppo vaghi e potenzialmente correlati a molte altre cause, solo il test permette di verificare con certezza; nel suo caso tuttavia il problema non si pone, come le hanno spiegato al telefono.

  8. Anonimo

    Salve dottore..vorrei un suo parere..6 giorni fa ho partecipato ad una festa e da ubriaco purtroppo ho fatto sesso con una prostituta..prima sesso orale da parte sua con preservativo e poi sesso vaginale sempre con preservativo..siccome nn ho avuto un erezione completa x via dell alcool o della situazione la mia paura e che il preserv. si sia sfilato e nn me ne sono accorto in quanto ubriaco..il rapporto vaginale e durato circa 1 minuto..e possibile essere contaggiati da hiv in cosi poco tempo??

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, non possiamo escluderlo a priori, non è tanto una questione di tempo, ma delle condizioni per l’eventuale infezione. Per massima tranquillità comunque ne parli col suo medico per sottoporsi al test. Saluti.

    2. Anonimo

      Quindi dal momento del rapporto se sono stato infettato,ankio da subito posso infettare avendo rapporti nn prottetti(anke solo dopo 3/4 ore dal contaggio)??e poi e possibile avere i sintomi tipo eruzioni cutanee,un po di febbriciatola,dolori alle ossa e fastidio alla gola solo dopo 3 o 4 giorni..??xk sinceramente sono molto in paranoia o ho tantissima paura..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. No, a tre ore da un eventuale contagio lei non sarebbe ancora contagioso.
      2. No, dopo 3-4 giorni non può comparire alcun sintomo.

  9. valeria

    Dottore, durante il periodo acuto cioe durante la sintomatologia e si effettua il test anti hiv questo risulta attendibile?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A 30 giorni dal comportamento a rischio il test è affidabile per oltre il 95%, a 3 mesi è definitivo.

      Se durante i sintomi il test è negativo significa che quella sintomatologia NON è legata a un eventuale contagio.

    2. marco

      ho stimolato il clitoride di una ragazza straniera per qualche secondo, circa 20 giorni fa, e da 2 giorni non ho avuto alcun sintomo se non una leggera sudorazione notturna e leggeri sbandamenti ogni tanto quando vado in giro a passaggiare, devo fare il test?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se lo ha fatto manualmente può stare tranquillo

    4. marco

      no, l’ho fatto con la lingua ma non penso di aver ingerito nessun liquido, dopo ho anche sputato la saliva, ma se qualche goccia fosse scivolata e se questa ragazza fosse positiva (non lo so, non la conosco) che rischio c’è, non so se ho stanchezza ma mi sembra se abbasso la testa ho sbandamenti e una tosse d 10 giorni e nientaltro,

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Rischio basso, “medio” se la ragazza avesse avuto le mestruazioni.

      Ai sintomi non dia peso (troppo vaghi e generici), con un test si toglie ogni dubbio (a 30 e poi a 90 giorni).

    6. marco

      come ha detto lei i sintomi troppo vaghi oltretutto il mal di gola è sopraggiunto dopo 5-6 giorni e a distanza di 15 giorni ho solo tosse e leggera spossatezza, se una settimana di farmaci prescritti dal mio medico dovrebbero aver efficacia su tosse è possibile che quindi escluda l’aver contratto il virus?

    7. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ragiono mai sui sintomi quando si parla di HIV, troppo generici; se c’è il dubbio sempre meglio toglierselo con il test.

  10. vittorio

    Salve in passato ho avuto qualche rapporto a rischio, tre giorni fa mi hanno diagnosticato un erpes zoster, posso aver contratto hiv.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, non possiamo escluderlo, dipende ovviamente dalla situazione però; per togliersi il dubbio dovrebbe fare il test. Saluti.

  11. anna

    Salve dott, le ho scritto un mese fa. Appena abbiamo scoperto che mio marito ha contratto l hiv ho effettuato in ospedale tutti i possibili test compresi quelli molecolari risultati negativi..dopo un mese e mezzo dai precedenti controlli ripetuto test anticorpale: Negativo. Premetto che da quasi due anni abbiamo solo rapporti protetti al fine di evitate gravidanze inaspettate.le chiedo se secondo lei è opportuno ripetere il test a distanza o dopo due esiti negativi posso stare tranquilla? Grazie, buona giornata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Premesso che può stare tranquilla, è possibile che l’infettivologo le consigli di ripetere il test a distanza di 6 mesi dall’ultimo rapporto, anche se protetto.

      In ogni caso NON si aspettiamo sorprese.

    2. Anonimo

      Dottore, ieri ho contattato l infettivologa e mi ha ribadito che posso stare tranquilla soprattutto perché abbiamo effettuato oltre all anticorpale anche il molecolare già 50 giorni fa.Mi ha detto che sarebbe inutile continuare ad effettuare il test perché la mia negatività al virus e’ confermata. E’ solo per un motivo di protocollo che mi ha suggerito di sottopormi al test tra qualche mese senza ansia e timore perché l esito sarà sempre Negativo

  12. david

    Buongiorno dottore,ho avuto un rapporto orale con una ragazza praticato,circa 40giorni fa,settimana prossima mi sottoporre al test,e da qualche giorno che si è gonfiato un linfonodo al collo non è la prima volta,sono soggetto a linfonodi gonfi,ho un pò di gola arrossata così mi ha detto il mio medico e ho una parte del collo con pelle irritata,volevo sapere gentilmente da lei i sintomi descritti sono riconducibili alla conversione grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, salve purtroppo i sintomi/segni riferiti sono molto aspecifici e possono essere dovuti a molte patologie a partire da una banale influenza con faringite, per cui non è possibile sapere se si tratti di un problema legato al rapporto che ha avuto. Diciamo che comunque solitamente i sintomi si presentano effettivamente dalle 2 alle 4 settimane, ma il test è la cosa migliore da fare. Saluti

  13. Anonimo

    Salve dottore le scrissi tempo fa che feci una fibrolaringoscopia apparentemente non disinfettata, ho il terrore che la persona che lo abbia fatto prima di me fosse infetto, e vivo con questo tormento, ho tanta paura.. Lei cosa ne pensa? Dovrei fare il test?

    1. Anonimo

      Sono scossa per la negligenza di alcuni dottori data la morte di una mia parente, per la malasanità, mettiamo il caso che il tubo del laringoscopio fosse infetto, il virus dura poco, anche in una calda giornata? Mi scusi l’insistenza..

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso non potrebbe comunque trasportare una sufficiente carica virale, che peraltro non sarebbe sopravvissuta nel tempo intercorso tra lei e il precedente paziente.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso sì, poi ovviamente l’ultima parola spetta sempre al medico.

  14. Paranoico

    Salve,circa 15 giorni fa ho avuto un rapporto sessuale vaginale con una prostituta.
    Prima del rapporto vaginale c’è stato un rapporto orale.
    Entrambi i rapporti sono stati protetti da profilattico.
    L’unico errore che ho fatto è staro quello di non controllare alla fine del rapporto se non c’erano buchini finissimi che facessero pensare a una fuoriuscita di sperma.
    Sono sicuro che fino al mio orgasmo fosse tutto ok,sia lei che io lo abbiamo tenuto mentre uscivo dalla vagina per far si che non si sfilasse,dopo ricordo di essermelo tolto e messo subito nei fazzolettini.
    Mi domando,qualora fosse stato rotto me ne sarei accorto?
    È possibile che ci siano microfori e che possa avere avuto contatti con la donna?
    Oggi ho chiamato la signora e si è sorpresa dicendomi di stare tranquillo perchè a lei non si è mai rotto con nessun cliente e che se fosse successo se ne sarebbe accorta.
    In piu mi ha detto che lei è sana.
    Ora dico posso stare tranquillo secondo lei?
    Ripeto che fino alla mia uscita dopo l’orgasmo l’ho tenuto con le dita per non farlo sfilare e sicuramente l’anello e l’asta erano per bene anche perchè sennó avrei sentito che il profilattico era “moscio” e non in tensione,stessa cosa se si fosse rotto sul glande lo avrei visto?
    Cosa pensa lei?
    Attendo risposta grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se si fosse rotto se ne sarebbe sicuramente accorto, non si preoccupi.

    2. Paranoico

      Ma nella peggiore delle ipotesi in cui ci siano stati dei microfori e la signoria sia sieropositiva quante probabilità ho di aver preso l’hiv?
      Comunque io pensandoci sono quasi sicuro al 100% che quando l’ho tolto era tutto a posto anche perchè sennó avrei dovuto accorgermene no?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Certo se ne sarebbe accorto! Inoltre in caso di microfori sarebbe uscito dello sperma, ma il rischio per lei sarebbe comunque pressoché nullo.

  15. Anonimo

    Buongiorno,
    scrivo perché alcune sere fa, dopo una serata con amici tornando a casa mi sono lasciato tentare e sono andato per la prima volta con una prostituta di strada.
    Il rapporto è stato completamente protetto, ma ho letto che alcune prostitute “riciclano” i preservativi.. e io sinceramente non ricordo da dove l’abbia tirato fuori. Alla fine del rapporto me lo sono tolto io e lei non me l’ha richiesto indietro o cose simili quindi non penso avesse quest’abitudine, ma vorrei chiedere quali rischi correrei nel caso di un riciclo di preservativo.
    In ogni caso mi ha fatto davvero schifo e non capiterà più, inoltre queste paranoie me le voglio evitare.
    Grazie per l’attenzione.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo davvero improbabile che venga riciclato un preservativo, direi che può stare tranquillo.

    2. Anonimo

      Anche io, ma purtroppo ho letto un articolo di cronaca al riguardo, risalente ad un anno fa circa.
      Per cui, pur improbabile, si tratterebbe di una situazione a rischio? Cioè, sarebbe possibile una trasmissione del virus anche attraverso eventuali tracce di sperma altrui in un preservativo?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Improbabile, il virus dell’HIV non ha fortunatamente grande capacità di sopravvivenza.

  16. david

    Grazie mille per l’informazione mi sottoporro al test settimana prossima,vorrei sapere se avessi contratto il virus,la mia vita sarebbe finita?stravolta?grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’aspettativa di vita rimarrebbe esattamente la stessa.

  17. luigi

    salve dottre ho 18 anni e venerdi ho avuto un rapporto occasionale con una ragzza, il tutto si è svolto con il profilattico, l’unica cosa che mi spaventa è che ho praticato la stimolzione della sua vagina….. Il dubbio mi è sorto quando il giorno dopo avevo un po di muchi fermi tanta che la domenica mi è venuta u npo di febbriciattola,(però devo dire che la sera prima mi sono addormentato con l’aria condizionta accesa e infatti da li mi sono sentito un forte raffreddore ) infatti non mi sono preouccupato.. mi sono iniziato a impaurirmi oggi che siamo a lunedi che dopo una msturbazione del mio pene è uscito sangue mi faceva un pochino male mentre praticvo la stimolazione ma ho continuato tanto che appena finito ho visto sangue (è ucito poco sangue) ….. secondo lei questo sangue può essere sintomo di qualche mst contratta compresa hiv oppure rottura del frenulo del pene visto che ero ancora vergine ?? che percentuale mi darebbe ?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se la stimolazione l’ha fatta manualmente il rischio è praticamente nullo. I sintomi/segni che ha avuto non sono legati ad una eventuale infezione da hiv in quanto il periodo di incubazione è di minimo 2 settimane. Saluti

    2. luigi

      ok… no la stimolazione l’ho fatt anche con la lingua, quindi questi non sono sintomi di hiv (immaginavo), ma potrebbero essere secondo lei sintomi per le altre mst opuure anche i sintomi delle mst compaiono dopo 2 settimane ?? grazie mille scusi l’ignoranza

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio in caso di cunnilingus (stimolazione della vagina con la lingua) è considerato basso, diventa medio-alto se praticato durante la mestruazione.

      Il sangue dal pene andrebbe comunque verificato con il medico, anche se fosse il frenulo.

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