AIDS e HIV: sintomi, cause, test e trasmissione

Ultimo Aggiornamento: 100 giorni

Introduzione

AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) sta per sindrome da immunodeficienza acquisita, una malattia che rende difficile al corpo contrastare le altre malattie infettive.

Il virus da immunodeficienza umana, conosciuto come HIV, causa l’AIDS infettando e danneggiando parte delle difese del corpo contro le aggresioni esterne, i linfociti, in particolare, che sono un particolare tipo di globuli bianchi che nel sistema immunitario hanno il compito di scacciare i batteri e virus invasori.

L’HIV può essere trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o con i liquidi del corpo di qualcuno che è stato infettato dall’HIV, il contatto di solito avviene scambiandosi aghi o avendo rapporti sessuali non protetti con una persona infetta. Un neonato può contrarre l’HIV dalla madre che è infetta.

Sebbene esistano delle cure per l’HIV e l’AIDS, non esistono vaccini o medicine risolutive; esistono dei comportamenti che, se assunti, permettono di prevenire il contagio.

Il virus HIV attacca specifici linfociti, chiamati cellule T-helper (conosciute anche come cellule T), prende il sopravvento su di esse e si moltiplica. Questo processo continuo distrugge altre cellule T, compromettendo cosi la capacità del corpo di reagire ad insulti esterni attraverso il sistema immunitario.

Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono più predisposte ad altre infezioni e potrebbero contrarre alcuni tipi di cancro che un corpo sano normalmente sarebbe capace di combattere. Questa ridotta immunità (immunodeficienza) è conosciuta come AIDS e potrebbe trasformarsi in gravi infezioni minacciose per la vita, alcune forme di cancro ed il deterioramento del sistema nervoso. Sebbene l’AIDS sia sempre il risultato di un infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. In realtà, gli adulti che hanno contratto HIV possono sembrare sani per anni prima che si ammalino di AIDS.

Diffusione

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HIV_Epidem.png

Il primo caso di AIDS fu riportato nel 1981, ma la malattia potrebbe essere esistita da tanti anni senza essere isolata o riconosciuta. L’infezione da HIV che porta all’AIDS è una  delle principali cause di malattie e morte tra bambini, adolescenti e adulti in tutto il mondo. L’AIDS è stata la sesta causa principale di morte negli Stati Uniti tra i 15 e i 20 anni di età dal 1991.

In anni recenti la percentuale di infezioni da AIDS è aumentata tra gli adolescenti e i giovani, la metà di tutte le nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti si presenta in persone al di sotto dei 25 anni; migliaia di adolescenti contraggono l’HIV ogni anno. La maggior parte dei nuovi casi di HIV nelle persone più giovani provengono da rapporti sessuali non protetti, ed un terzo tramite lo scambio di aghi sporchi, con sangue infetto.

Tra i più giovani invece la maggior parte dei casi di AIDS. e quasi tutte le nuove infezioni da HIV, sono causati dalla trasmissione del virus HIV dalla madre al bambino durante la gravidanza, la nascita o attraverso l’allattamento al seno.

Fortunatamente i farmaci attualmente somministrati alle donne incinta sieropositive hanno ridotto la percentuale di trasmissioni di HIV da madre a figlio. Questi farmaci sono anche usati per rallentare o ridurre alcuni effetti della malattia nelle persone già infette, sfortunatamente queste cure non sono facilmente disponibili in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri gravemente colpiti dall’epidemia. La possibilità di accesso a queste cure salva vita è diventata una questione di importanza mondiale.

Sintomi

L’infezione da HIV passa essenzialmente attraverso 4 stadi principali:

  1. incubazione,
  2. infezione acuta,
  3. periodo di latenza,
  4. AIDS.

L’iniziale periodo di incubazione, totalmente asintomatico (privo cioè di sintomi) dura mediamente da 2 a 4 settimane dal momento del contagio.

Il secondo stadio, l’infezione acuta, dura in media 28 giorni (ma in genere meno) e si manifesta in alcuni casi attraverso sintomi di tipo influenzale:

  • febbre,
  • linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi),
  • faringite (mal di gola),
  • rash (manifestazioni cutanee),
  • mialgia (dolore muscolare),
  • malessere,
  • piccole piaghe in bocca e nell’esofageo.

Più raramente compaiono anche:

  • mal di testa,
  • nausea e vomito,
  • ingrossamento del fegato/milza,
  • perdita di peso,
  • mughetto,
  • sintomi neurologici.

Pochissimi casi al mondo sono stati connessi con lo sviluppo di una paralisi facciale.

La terza fase diventa nuovamente priva di sintomi e può durare da 2 settimane a 20 anni ed oltre, fin quando sopraggiunge la fase dell’AIDS con sviluppo di infezioni e tumori di varia natura (polmonite, micosi, …)

Gli adolescenti e gli adulti che contraggono l’HIV spesso non mostrano alcun sintomo al momento in cui contraggono l’infezione.

Potrebbero passare 10 anni o più prima che si manifestino i sintomi.

Nell’arco di questo tempo possono trasmettere il virus senza nemmeno sapere di averlo.

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Quadro_sintomatologico_dell%27AIDS.PNG

Appena i sintomi dell’AIDS si manifestano possono includere:

  • rapida perdita di peso,
  • febbre
  • forte stanchezza,
  • linfonodi ingrossati,
  • diarrea persistente,
  • agitazione e sudorazione notturna,
  • tremore,
  • polmonite.

Saranno a questo punto più soggetti ad infezioni che mettono in pericolo la vita: infezioni opportunistiche come la polmonite, varie forme di tumore come il Sarcoma di Kaposi, tumori del cervello e linfomi.

Sintomi nei neonati

Sebbene possano non esserci segni fisici immediati dell’infezione da HIV alla nascita, questi segni di infezione potrebbero comparire nel giro di 2 o 3 mesi dopo che il bambino è nato. I bambini nati con HIV possono sviluppare infezioni opportunistiche , che sono malattie in grado di  manifestarsi solo in sistemi immunitari indeboliti, come la polmonite Pneumocysti carinii (PCP).

Un bambino con HIV potrebbe anche avere attacchi più gravi di altre infezioni comuni dell’infanzia, come l’infezione del virus Epstein-Barr (EBV), che generalmente causa malattie leggere nella maggior parte dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la tubercolosi è un problema particolarmente comune e spesso la causa di morte di bambini e adulti.

Un bambino nato con l’infezione da HIV molto probabilmente sembrerà sano, ma nel giro di 2 o 3 mesi dalla nascita potrebbe iniziare ad apparire malato, con insufficiente aumento di peso, ripetute infezioni da fungo alla bocca (mughetto), linfonodi ingrossati, fegato o milza ingrossati, problemi neurologici ed infezioni batteriche multiple, compresa la polmonite.

Trasmissione

L’HIV viene trasmesso attraverso il diretto contatto con il sangue o i liquidi corporei di qualcuno che è affetto dal virus, i tre modi principali con cui l’HIV viene trasmessa ad un ragazzo molto giovane sono:

  1. mentre il bambino si sviluppa nell’utero della madre (intrauterino),
  2. al momento della nascita,
  3. durante l’allattamento.

Tra gli adolescenti il virus è più comunemente diffuso attraverso comportamenti ad alto rischio, e cioè:

  • rapporti sessuali non protetti (sesso orale, vaginale o anale),
  • scambio di aghi usati per iniettare steroidi o droga, tatuaggi e body art.

In casi molto rari l’HIV viene anche trasmesso attraverso il diretto contatto con una ferita aperta di una persona infetta e attraverso le trasfusioni di sangue.

Trasmissione sessuale

(Fonte: Medicitalia.it, Dr. Mario Corcelli)

Il virus dell’HIV si trova in quantità significativamente importante nel:

  • sangue,
  • liquido pre-eiaculatorio e sperma,
  • fluido vaginale,
  • latte materno.

Mentre la saliva non contiene una quantità significativa, a meno di presenza di problemi in bocca che determinino per esempio la fuoriuscita di sangue.

Tutte le mucose dell’organismo sono esposte a rischio di contagio:

  • glande e cute interna del prepuzio (parti anatomiche del pene),
  • vagina,
  • congiuntiva dell’occhio,
  • interno dell’ano,
  • narici e interno del naso,
  • bocca.

Da un punto di vista molto generale possiamo considerare come atteggiamenti sessuali sicuri la masturbazione reciproca, abbastanza sicuri i rapporti protetti da preservativi ed i baci, mentre è ovviamente ad alto rischio un rapporto completo non protetto.

Se durante un rapporto il preservativo si rompesse non c’è modo di annullare il rischio, ma per diminuirlo il più possibile è necessario:

  • Uomo: Interrompere subito il rapporto, lavarsi accuratamente il pene e cercare di urinare;
  • Donna: Non è chiaro se una lavanda vaginale immediata sia benefica od aumenti il rischio di contagio per alterazione del pH vaginale.
  • Se lo sperma o il sangue mestruale finisce in bocca è importante non ingerire ma sputare subito, per sciacquarsi poi accuratamente la bocca.

Più nel dettaglio vediamo il grado di rischio di diverse pratiche sessuali:

Rischio Nullo

  • Rapporti personali, familiari e sociali (abbracciarsi, baciarsi sulla guancia, stringere la mano, condivisione di bicchieri e posate, condivisione del letto o dell’asciugamano, condivisione pettine o spazzola, starnuti o colpi di tosse, giochi di contatto a scuola, … E’ invece da evitare la condivisione di spazzolini da denti e rasoi.).
  • Contatto con sudore.
  • Contatto con lacrime.
  • Bacio (Rischio basso in caso di gengiviti, parodontopatie e ferite sanguinanti).
  • Leccare il corpo del partner, ad esclusione delle parti intime, sia per chi riceve che per chi agisce.
  • Masturbazione maschile per entrambi i soggetti, attivo e passivo. (L’eiaculazione nella mano o su altre parti non intime del corpo non comporta alcun rischio, perché la pelle è una efficace barriera protettiva. E’ ovviamente necessario lavarsi accuratamente le mani o la parte del corpo con traccie di sperma prima di tornare a toccare le parti intime od altre mucose come la bocca e gli occhi. In presenza di mani con pelle non del tutto integra il contatto con lo sperma ha rischio basso.)
  • Masturbazione femminile dal punto di vista di entrambi i soggetti, attivo e passivo (in presenza di mani con pelle non del tutto integra si ha rischio basso).

Rischio Basso

  • Fellatio passiva (porre il pene in bocca al partner): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus passivo (ricevere stimolazione della vagina con la lingua): il rischio nasce solo nel caso di ferite aperte e sanguinanti in bocca al partner.
  • Cunnilingus attivo (stimolazione della vagina con la lingua); rischio superiore per il soggetto attivo, la probabilità di contagio aumenta sensibilmente nel caso di mestruazioni e/o presenza di gengiviti, ferite, … in bocca.
  • Anilingus (rapporto orale “bocca-ano”) Rischio nullo o molto basso per chi lo riceve (anche se ci sono dubbi in proposito, in condizioni particolari il rischio può diventare non trascurabile), rischio basso o molto basso per il soggetto attivo a seconda delle fonti consultate (naturalmente le probabilità di contagio cambiano di conseguenza nel caso di sanguinamento orale/anale).

Rischio Medio

  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) senza eiaculazione in bocca.

Rischio Alto

  • Rapporto vaginale, dal punto di vista maschile. (Nel caso di presenza di mestruazioni il rischio aumenta sensibilmente)
  • Eiaculazione sulla faccia per il soggetto che viene a contatto con lo sperma (nel caso di contatto del liquido seminale con la mucosa della bocca e degli occhi).
  • Fellatio attiva (accogliere il pene in bocca) con eiaculazione in bocca.

Rischio Altissimo

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile, il rischio è maggiore per la presenza di sperma in vagina per molte ore/giorni.
  • Rapporto anale, per entrambi i partner (anche se il rischio per il partner passivo è più che doppio).

Si ricorda infine che, oltre all’AIDS, a seguito di rapporti sessuali od altri tipi di contatti si possono contrarre numerose altre malattie.

Test

Raccomando di chiedere sempre al medico responsabile del centro a cui ci si appoggia quando fare il test e quando considerarlo definitivo, in quanto la variabilità del periodo finestra è elevatissima a seconda del test in uso (da un mese per i test più recenti fino ad un anno per i test di vecchia generazione).

Il test attualmente più utilizzato per rilevare un eventuale contagio da HIV è il test “HIV Ab”, in grado di rilevare la presenza di anticorpi prodotti dall’organismo in risposta al virus. Di norma il test HIV Ab viene eseguito con il metodo ELISA, per questo motivo di solito si parla genericamente di test ELISA.

Quando può essere eseguito il test? Dopo quanto tempo dal rapporto? Questo test non può essere eseguito subito dopo il possibile contagio.

Nel momento in cui il virus contagia l’ospite, questo non è in grado di produrre immediatamente gli anticorpi; si parla quindi di periodo finestra in cui il contagio è avvenuto, è possibile contagiare nuovi partner, ma non si sono ancora formati gli anticorpi (non si è ancora sieropositivi ma, ripetiamo, si è già contagiosi).

Il periodo finestra dura mediamente da 4 a 6 settimane per il test ELISA di vecchia generazione (Ministero della Sanità), tecniche più recenti permettono di accorciarlo fino a 22 giorni, tuttavia in alcuni soggetti possono passare fino a 6 mesi prima che venga prodotta una quantità rilevabile di anticorpi; oltre il 99% dei contagi sono però rilevabili dopo 3 mesi e, un periodo di 6 mesi, è sì possibile ma raro e consente di includere tutti i soggetti (recentemente le linee guida italiane ritengono definitivo il test a 3 mesi, ma alcuni organismi internazionali come l’OMS suggeriscono la rara possibilità di sieroconversioni tardive).

Durante questo periodo il test ELISA è quindi negativo (nonostante si sia stati infettati), anche se in realtà il soggetto è stato contagiato. Per considerare definitivo il risultato è quindi necessario ripetere il test a 3 mesi dal rapporto a rischio, generalmente l’iter seguito è il seguente:

  1. Il primo test viene eseguito dopo un mese (oltre cioè la durata media del periodo finestra): questo permette di riprendere tranquillità in caso di esito negativo o di agire precocemente in caso di esito positivo.
  2. Un secondo test è effettuato dopo 3 mesi: un esito negativo ha valore definitivo.
  3. L’esito a 6 mesi in Italia non è in genere più richiesto, occasionalmente può essere suggerito solo nel caso di rapporto o comportamento a rischio con un soggetto sicuramente sieropositivo.

In genere a seguito di un test Elisa positivo si procede con un test di conferma basato su una tecnica diversa (Western Blot).

Nella maggior parte dei Centri italiani è possibile effettuare il test in completo anonimato, nei restanti per legge il test ed il risultato sono strettamente confidenziali; nelle strutture pubbliche inoltre il test è gratuito.

Test precoci

Sono sempre più diffusi ed utilizzati dei test precoci, per esempio il test che rileva l’RNA virale attraverso la tecnica della PCR, in grado di fornire un risultato praticamente definitivo ben prima dei classici 3 mesi; si consiglia in ogni caso di affidarsi al giudizio di un medico esperto in malattie sessualmente trasmesse, che guiderà nella scelta dei modi e dei tempi da seguire per arrivare ad una corretta esclusione o diagnosi della malattia.

Durata

Non esistono al momento cure per la guarigione dall’HIV o dell’AIDS: i bambini che contraggono l’HIV alla nascita sviluppano AIDS prestissimo e tendono ad avere complicazioni più gravi rispetto agli adulti con il virus.

Sebbene tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti con l’HIV alla fine si ammaleranno, recenti progressi medici hanno significativamente apportato un aumento della possibilità di sopravvivenza. Le cure con i farmaci permettono alle persone di vivere con l’HIV senza i sintomi più a lungo e possono migliorare la qualità della vita delle persone con AIDS.

L’HIV si trasforma in AIDS in un tempo variabile, dipendente dal virus dall’ospite e da fattori ambientali; la media è attorno ai 10 anni, ma non devono stupire periodi più brevi o più lunghi.

La sopravvivenza media con terapia antiretrovirale è di 4-5 anni dal momento della diagnosi di AIDS conclamato (e quindi non dalla condizione di sieropositività). Senza il supporto terapeutico la morte sopravviene entro un anno. La maggior parte dei pazienti muore per infezioni opportunistiche dovute al progressivo indebolimento del sistema immunitario.

Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal fissa nuovi termini di sopravvivenza: un ventenne che si infetta oggi può sperare di riuscire a vivere fino a 66 anni se maschio e 76 anni se femmina ed i progressi negli ultimi anni sono dovuti ai progressi della terapia ed alla possibilità di diagnosi precoce.

E’ infine stato confermato che il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile rallentare la progressione della malattia.

Fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Losmi

    Caro dottore, ebbi un rapporto purtroppo cn una prostituta il 19 dicembre fin ad oggi 16 Aprile nn ho mai avuto un sintomo. Però oggi sulla lingua mi si è formato un piccolo granellino al centro della lingua, toccandolo se ne è venuto. Io in quel rapporto ho usato il preservativo e nn si è rotto. Io ora non so più cosa è reale in un certo senso. Ogni volta che mi faccio male o faccio una ferita penso solo all’Hiv e inizio a diventare molto ansioso cn degli attacchi di panico. Può essere hiv? O degli attacchi d’ansia? La lingua sta bene nn ho nessuna afte o piaga. Ce l’ho un po’ bianca ma poco cn dei piccoli puntini rossi, ma piccoli e c’è poco bianco. Mi aiuti, grazie in anticipo

    1. Losmi

      Ovviamente toccandolo ripetutamente se n’è venuto, può essere anche la cattiva igiene orale? Io non mi lavo tanto i denti. Nn ho mai avuto nessuno dei sintomi da lei scritti e faccio sollevamento pesi 3 v. a settimana

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sicuramente c’è ansia.
      Un rapporto protetto da preservativo ci permette una certa sicurezza nei confronti dell’HIV, quindi stia sereno.

    3. Losmi

      Grazie mille dottore per la comprensione e soprattutto per la velocitá della sua risposta GRAZIE

  2. anonimo

    Salve dottore, dopo un rapporto a rischio,anche orale,se poi si bacia il seno di una donna non coinvolta nel rapporto,ci sn rischi di HIV?..saluti..

    1. anonimo

      Quindi anke se ho avuto rapporti orali…baciando il seno nn c’e riskio giusto?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rapporto orale non protetto potrebbe essere a rischio, il bacio no.

    3. anonimo

      Grazie dottore…ma se il bacio al seno viene dato ad una persona ke nn centra con il suddetto rapporto….nn c’e rischio nemmeno x la donna…anke se sn stato passivo giusto?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni se sarò diretto, ma spero che così possa capire.

      Le ha posto il suo pene in bocca alla prima partner senza usare il preservativo; il rischio di HIV è quasi nullo (a meno che non abbia trovato sul pene tracce di sangue dopo il rapporto), ma è possibile essere contagiati per sifilide, gonorrea, herpes e HPV.

      In un secondo momento ha baciato sul seno una seconda partner, ma in questo caso non c’è rischio di trasmissione.

    5. anonimo

      Si più o meno e’ andata cosi….anke nella mia bocca quindi x la seconda partener nn c’e riskio di trasmissione…nei suoi confronti giusto…?…di HIV….baciando il suo seno…

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il secondo rapporto non è a rischio per nessuno dei due.

    7. anonimo

      Grazie dottore….invece se due i partern sn sani…anke se uno dei due è vergine….nn ci può essere trasmissione di hiv giusto?

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se i due partner sono sani non ci può essere alcuna trasmissione.

    9. anonimo

      Grazie dottore. …x.kiudere la questione sul bacio al seno…anche se si ha avuto rapporti orali omosessuali…nn ci sn riski x entrambi i parterner giusto?

    10. anonimo

      Si ho letto dottore….ma volevo una sua risposta x stare sicuro…nn c’e rischio di trasmissione giusto?…

  3. anonimo

    Per fare il tampone per esame gonorrea deve prescriverlo il medico o si può fare senza perché comincio ad avere sintomi molto preoccupanti o posso prendere qualcosa per passare la notte grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In modo privato può farlo anche senza prescrizione; mi dispiace, ma non posso prescrivere farmaci.

  4. anonimo

    Sono sempre io se dal tampone risulta gonorrea vuol dire anche pericolo hiv o non centra niente

  5. antonio

    Salve ho avuto um rapporto sessuale nn protettoo.. sei mesi fà x accertarmi basta una semplice analisi del sangue?

  6. Simon

    Salve dottore, ho avuto un rapporto a rischio circa 2 mesi e mezzo fa (rottura preservativo) ,essendosi gonfiati i linfonodi laterocervicali e ascellari mi sono rivolto al medico e ho effettuato i test compreso hiv (elisa) con esito negativo,la mia domanda è se i linfonodi si fossero gonfiati a causa di un infezione hiv il test l’avrebbe rivelato anche prima dei 3 mesi( periodo finestra)? Grazie per l attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ciò non toglie che il test vada ripetuto a tre mesi.

  7. anonimo

    Salve dottore sono il ragazzo di prima sul bacio sul seno…..posso stare tranquillo sul secondo rapporto….me lo comferma?..saluti

  8. david

    Sera dottore volevo un consiglio visto il mio problema e non dormo più secondo lei uno psicologo mi può essere d’aiuto?

  9. fantasma

    Vorrei sapere se un sieropositivo in cura con farmaci retrovirali è più contagioso, meno contagioso, o contagioso uguale.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Molto dipende dalla carica virale, diciamo che a parità di condizioni ci sono più probabilità che il paziente in cura abbia una carica più bassa.

  10. anonimo

    A una settimana da un rapporto a rischio avere mal di gola e già un sintomo ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, ma ciò non toglie che il test vada fatto e se ci sono stati rapporti orali in cui è stato il soggetto attivo segnali questo mal di gola al medico perchè ci sono altre malattie sessualmente trasmesse che possono causare mal di gola.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, e poi ripetuto a tre mesi (ma chieda conferma in laboratorio, i tempi possono cambiare in caso di test diversi).

  11. anonimo

    Bruciore mentre faccio pipi sintomo grave di gonorrea o può essere qualcosa meno grave

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere anche solo cistite, ma serve ugualmente un parere medico.

  12. Anonimo

    Salve dottore, in anzitutto mi complimento con lei x il servizio che offre poi le volevo fare una domanda stupida.
    Dottore se una donna e infetta di gonorrea e fa il pap test si vedrebbe che nel pap test che lei abbia la gonorrea?

  13. ultras

    sera dottore e senta io avuto molti rapporti scoperti e ora dopo 4 o 5mesi da questi rapporti mi e u scito una palla sotto l’ascella ke dopo certe cure mi è uscito del liquido giallo e si era sgonfiato ed era rimasto una macchia nera e ho smesso le cure e mi e uscito dinuovo poi dopo aver fatto sesso anale con la mia raga sempre scoperto mi sn usciti molti puntini rossi sulla cappella skusate il termine ke si e fatta pure un po biana . ke mi consigliate di fare??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per il problema sotto l’ascella qual è stata la diagnosi?

    2. ultras

      non lo so perche non ho fatto nessuna radiocrafia xerò ora si è risgonfiata ed e rimasta una macchia nera ma voi ke dite questi sono sintomi dell’aids ?? e voi che mi conosgliate di fare ??

    3. ultras

      dottore sn sempre io quello del problema della scella e dei puntini rossi sul pene ,volevo dire ma dopo quanto tempo uno ha questi sintomi di alta febbre di ingrossamento dei linfonodi etc etc ??? e voi ke dite questa cosa sotto la ascella sara un ingrossamento dei linfonodi ,aiutatemi non sto trovando pace

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’AIDS non c’entra nulla (ma il test deve farlo se ha avuto rapporti non protetti), deve tuttavia rivolgersi ad un dermatologo per la diagnosi di questi sintomi.

  14. anonimo

    Scusi Dottore, ma se il pene sfiora la vagina,sapendo che tutti e due gli organi non presentano alcuna ferita aperta, c’ é rischio di trasmissione?

  15. Anonimo

    salve dottore, ho bruciore agli testicoli e ho fatti la visita urulogica e mi ha detto il dottore che e: varicococele subclinico a sinistra, perfavore me lo puo spiegare lei dottore in parole semplice che sono molto in ansia.

    1. Anonimo

      E grave dottore? Posso rimanere sterile? In questo caso cosa devo fare? Che dio la benedica

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Trova tutto descritto nell’articolo che le ho linkato.

    3. Anonimo

      Dottore questa cosa puo venire perché magari uno abbia avuto l’uritrite e un comportamento a rischio?

    4. Anonimo

      Ho capito dottore ma quasi sempre ho i testicoli caldi e non e una bella cosa.

  16. anonimo

    Salve venerdì 11 presunto rapporto a rischio mi può indicare più o meno quando posso fare gli esami di gonorrea sifilide a parte hiv so che li bisigna aspettare un mese se non sbaglio grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In realtà per l’HIV sarebbe opportuno farne uno subito per essere certi dell’attuale situazione, per tutti gli altri consiglierei una visita dermatologica fra un paio di settimane.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se si riferisce all’HIV no, non è attendibile per il rapporto avuto, ma ci serve per stabilire con certezza se al momento del rapporto fosse o meno sieropositivo (da precedenti rapporti, se ce ne fossero stati).

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      La profilassi di emergenza la si decide nei primi tre giorni.

      Un test lo si fa subito per sapere se si era contratto in passato il virus.

  17. fernando

    salve dottore. ho avuto un rapporto sessuale con una escort .rapporto vaginale e orale coperto al 100 per 100. pero dopo aver fatto sesso orale, per capirci dopo aver leccato la sua vagina mi sono accorto di avere la gengiva sanguinante. niente baci niente sesso anale. sono forse a rischio di contagio da hiv . se si quanto tempo dopo il rapporto deve passare per potere fare un test hiv attendibile . la ringrazio anticipatamente per la disponibilita

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio è minimo, ma fa bene a verificare per togliersi ogni dubbio.
      Test subito se ci sono stati in passato altri comportamenti a rischio, poi ad un mese (affidabilità ad oltre il 95%) e conferma a tre mesi (chieda in ogni caso in laboratorio il tempo finestra del test in uso).

  18. tommaso

    buongiorno dottore , il test fatto 40 giorni dopo il rapporto che affidabilità ha in percentuale?(premetto che il rapporto è stato protetto)

    grazie

  19. Nunzio

    Buongiorno dottore. Volevo togliermi un dubbio: si può essere contagiati toccando le maniglie delle porte e avendo le pellicine delle dita delle mani alzate? Mi è successo stamattina, sono andato in un negozio e dopo aver aperto la porta, mi sono accorto che avevo le pellicine delle dita alzate, in cui in una si vedeva un pochino di sangue secco. Rischio qualcosa? Grazie in anticipo.

    1. Nunzio

      Anche se avessi toccato la maniglia della porta con le dita i cui vi erano le pellicine non rischio nulla?

  20. Lucia

    Buongiorno dottore schiacciando una zanzarona mi sono ritrovata un sacco di sangue sulla mano… Mi sono subito lavata le mani. E a quanto mi sembra la mia pelle è integra.

  21. ciccio

    un paio di anni fa ho avuto un rapporto non protetto con una massagiatrice l’anno scorso ho avuto una broncopolmonite con focolai sparsi quarita bene con gli antibiotici,pero mi sento sempre stanco e da qualche mese ho male ai muscoli e articolazioni delle gambe puo essere qualche sintomo ho no
    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’entra nulla con l’HIV, per cui deve comunque fare il test per verificare.

  22. albi

    buonasera una donna mi ha preso in bocca il pene senza presevativo
    ê pericoloso , aspetto una sua risposta grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non per l’HIV, ma ci sono altre malattie potenzialmente trasmissibili (gonorrea, sifilide, HPV).

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