AIDS e HIV: cura, pericoli, prevenzione e diagnosi

Ultimo Aggiornamento: 26 giorni

Questa è la seconda parte della disamina sul virus HIV, per altre informazioni (cause, sintomi, trasmissione, …) clicca qui.

Pericoli

L’effetto caratteristico del virus HIV nell’organismo umano è quello di indebolire il sistema immunitario, non stupisce quindi che le complicazioni ne siano una conseguenza diretta sotto forma di infezioni ed altre malattie da cui il corpo non riesce più a difendersi.

Da notare che in genere seguendo con scrupolo la terapia l’organismo riesce a mantenere un sistema immunitario attivo e vigile e quindi la probabilità di incorrere in queste conseguenze risulta drasticamente ridotta.

Infezioni opportunistiche

Le infezioni opportunistiche (le infezioni che approfittano del sistema immunitario indebolito di una persona) rappresentano la complicazione più comune dell’HIV/AIDS e comprendono tutte quelle aggressioni da cui l’organismo ci difende ogni giorno senza che nemmeno ce ne accorgiamo:

  • Candidosi: Si tratta di un’infezione causata da una specie di fungo molto comune e di norma innocuo (candida); se il fungo non trova ostacoli alla proliferazione può essere causa di infezioni a pelle, unghie e mucose in tutto il corpo. Le persone con infezione da HIV hanno spesso problemi con Candida, in particolare in bocca e vagina, ma diventa un problema serio solo quando infetta l’esofago (tubo digerente) o il tratto respiratorio inferiore, come ad esempio la trachea e bronchi, o il tessuto polmonare più profondo.
  • Carcinoma invasivo della cervice uterina: Questo tumore colpisce inizialmente la cervice, che è la parte terminale dell’utero che sporge in vagina, per poi diffondersi ad altre parti del corpo.
  • Coccidioidomicosi: Questa malattia è causata dal fungo Coccidioides immitis; il contagio avviene di norma per inalazione di spore fungine che possono causare polmonite, ma si tratta di una patologia comune più che altro in Sud America.
  • Criptococcosi: Questa malattia è causata dal fungo Cryptococcus neoformans, che penetra in genere attraverso i polmoni e può causare polmonite. Può arrivare a diffondersi al cervello, causandone un pericoloso gonfiore. Può infettare qualunque parte del corpo.
  • Criptosporidiosi: Questa malattia diarroica è causata dal protozoo parassita Cryptosporidium. I sintomi includono crampi addominali e una  grave diarrea acquosa.
  • Citomegalovirus: Si tratta di un virus che normalmente non causa particolari sintomi nell’organismo sano, ma che invece rappresenta una seria minaccia in caso di sistema immunitario indebolito. Può essere causa di polmonite, gastroenterite, encefalite, retinite, …
  • Encefalopatia HIV-correlata: La causa esatta è tuttora sconosciuta, ma si tratta di una grave infiammazione del cercello.
  • Herpes simplex: Il virus herpes simplex (HSV) è un virus molto comune che per la maggior parte delle persone non è causa di grossi problemi, salvo una fastidiosa febbre sul labbro o una manifestazione erpetica genitale. L’HSV è generalmente acquisito per via sessuale o da una madre infetta durante il parto. Nella maggior parte delle persone con sistema immunitario sano il virus è per la maggior parte del tempo inattivo, salvo in occasionali situazioni di stress. Nelle persone con un sistema immunitario gravemente danneggiato l’HSV può causare bronchite, polmonite ed esofagite.
  • Istoplasmosi: Questa malattia è causata dal fungo Histoplasma capsulatum, in grado di infettare polmoni e causare una sintomatologia simile a influenza o polmonite. Le persone con un sistema immunitario indebolito rischiano un grave coinvolgimento anche di altri organi.
  • L’isosporiasi è una malattia infettiva a carattere parassitario che coinvolge l’intestino, l’epidemiologia è aumentata soprattutto dopo la diffusione del virus HIV.
  • Sarcoma di Kaposi: Questo tumore è causato da un virus chiamato Herpesvirus umano 8. Causa la crescita anomala e incontrollata di piccoli vasi sanguigni, potenzialmente ovunque nel corpo, che si manifestano sotto forma di macchie rosa o viola. Diventa pericolosa per la vita quando colpisce gli organi interni come polmone, linfonodi o intestino.
  • Linfoma: Si tratta di tumori che colpiscono linfonodi e il sistema linfatico in genere, come ad esempio il linfoma non-Hodgkin e linfoma di Hodgkin.
  • Tubercolosi: Si tratta di un’infezione causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis. La tubercolosi si diffonde a livello aereo, con l’emissione del batterio quando una persona con tubercolosi attiva tossisce, starnutisce o parla. Respirare i batteri può portare a infezioni nei polmoni. I sintomi della tubercolosi nei polmoni comprendono tosse, stanchezza, perdita di peso, febbre e sudorazioni notturne. Sebbene la malattia di solito si verifichi nei polmoni, può colpire anche altre parti del corpo, più spesso la laringe, linfonodi, cervello, reni e ossa.
  • Mycobacterium avium complex (MAC): Il Mycobacterium Avium Complex è una grave malattia provocata da batteri comuni che è in grado di copire polmoni, intestino, midollo osseo, fegato e milza. I batteri responsabili sono molto diffusi si possono trovare in acqua, nel terreno, nella polvere e nel cibo. Sono quindi presenti nel corpo della maggior parte delle persone. Un sistema immunitario sano è in grado di tenere sotto controllo imicrorganismi che causano una MAC, ma chi ha il sistema immunitario molto indebolito può sviluppare questa malattia.
  • Polmonite da pneumocystis carinii e polmoniti ricorrenti in genere.
  • Leucoencefalopatia multifocale progressiva: Si tratta di una malattia virale rara e per lo più fatale caratterizzata da un danno progressivo o da un processo di infiammazione della mielina in posizioni multiple, andando quindi a danneggiare cervello e midollo spinale.
  • Salmonellosi: I batteri appartenenti al genere Salmonella di solito entrano nel corpo attraverso l’ingestione di cibo o acqua contaminati. L’infezione da salmonella (salmonellosi) può colpire chiunque e di solito provoca una malattia auto-limitata con nausea, vomito e diarrea; nei pazienti con sistema immunitario indebolito possono essere causa di infezioni molto più gravi con il rischio di causare una pericolosa setticemia (infezione del sangue).
  • Toxoplasmosi del cervello: La toxoplasmosi è un’infezione che, con l’esclusione delle donne in gravidanza, non causa in genere grossi problemi e si limita a manifestarsi con sintomi influenzali per pochi giorni; nei soggetti con sistema immunitario indebolito può invece essere causa di conseguenza ben più gravi con importanti complicazioni a carico degli organi interni.
  • Sindrome da deperimento da AIDS, caratterizzata dalla perdita involontaria di più del 10% del peso corporeo a causa di diarrea e febbre prolungate, in grado di causare un’importante perdita della massa magra.

Cura e terapia

Ad oggi non si può guarire dall’HIV, ma esistono terapie che consentono a molti soggetti affetti dal virus di vivere una vita piena e lunga, con aspettativa pari a quella di chiunque altro.

Farmaci per il trattamento di emergenza (PEP)

Se si ritiene di essere stati infettati nelle ultime 72 ore (3 giorni), l’assunzione di farmaci anti-HIV può impedire il contagio. Per essere efficace il trattamento noto come PEP deve essere avviato entro 72 ore dal contatto con il virus, preferibilmente entro le prime 24 ore. È consigliato solo in caso di alto rischio, in particolare in caso di rapporti sessuali con partner positivo.

Prima viene avviata la profilassi e meglio è, idealmente anche entro poche ore dal supposto contatto con il virus. Più si aspetta, minori sono le speranze che funzioni.

La profilassi PEP è stata ingannevolmente pubblicizzata come “pillola del giorno dopo per l’HIV”, creando un parallelo con la prevenzione d’emergenza di una gravidanza dopo sesso non protetto. La descrizione non è però accurata, perchè la PEP richiede un mese di trattamento, con possibili effetti collaterali importanti e un’efficacia non garantita. Il trattamento richiede l’assunzione degli stessi farmaci prescritti ai soggetti positivi per l’HIV. Questo trattamento viene in genere prescritto e seguito dal Pronto Soccorso, in collaborazione con il reparto ospedaliero di malattie infettive. I soggetti affetti da HIV possono rivolgersi al proprio centro di cura nel caso la profilassi riguardi un proprio partner sessuale.

Se il test è positivo

In caso di diagnosi di HIV, sarà necessario sottoporsi periodicamente a esami del sangue per monitorare l’andamento dell’infezione prima di avviare il trattamento. Questo comporta il controllo della quantità di virus nel sangue (viremia) e degli effetti del virus sul sistema immunitario. Quest’ultimo elemento richiede la conta dei linfociti CD4+ nel sangue. Queste cellule sono fondamentali nel combattere le infezioni.

L’obiettivo della terapia è la riduzione dei livelli di HIV nel sangue, la ricostituzione del sistema immunitario e la prevenzione di qualunque malattia conseguente al virus.

Se in trattamento, i livelli del virus nel sangue (viremia) in genere sono molto bassi e le probabilità di infettare qualcuno ridotte.

Farmaci antiretrovirali

L’HIV viene curato con gli antiretrovirali (ARV); questi farmaci agiscono bloccando la replicazione del virus nell’organismo, consentendo così al sistema immunitario di ricostituirsi e prevenendo ulteriori danni.

Questi medicinali vengono somministrati in combinazione, perché l’HIV può mutare rapidamente e diventare resistente al singolo farmaco. Tipicamente, vengono somministrati tre o più ARV. Il trattamento è noto come terapia combinatoria o antiretrovirale (ART, dall’inglese AntiRetroviral Theraphy).

Esistono già combinazioni antiretrovirali in un’unica pillola, note come “combinazioni a dose fissa”, quindi nei soggetti con diagnosi recente di HIV il trattamento più frequentemente adottato richiederà l’assunzione soltanto di una o due pillole al giorno.

Nei singoli individui, combinazioni ARV diverse hanno effetti diversi; la terapia andrà adattata al caso specifico.

Una volta in terapia per l’HIV il trattamento andrà verosimilmente proseguito per tutta la vita. Perché mantenga efficacia, sarà necessario assumerlo ogni giorno con regolarità. Il trattamento può fallire se la terapia ARV non viene assunta regolarmente.

Molti dei farmaci impiegati per il trattamento dell’HIV hanno interazioni con altri medicinali di uso frequente, prescrivibili o da banco; ci possono essere interazioni anche con rimedi erboristici come l’iperico e altre sostanze assunte a scopo ricreativo.

Controllare sempre con i propri referenti medici prima di assumere qualunque farmaco o integratore.

Gravidanza

È disponibile un trattamento ARV che previene la trasmissione materno-fetale del virus HIV.
Senza terapia le probabilità di contagiare il neonato sono di 1 a 4. Con il trattamento, il rischio diventa inferiore all’1%.

Grazie ai progressi nella terapia non sussistono grandi rischi di contagiare il neonato durante un parto vaginale, ma la scelta tra parto naturale e cesareo andrà valutata volta per volta in base alla carica virale e altri fattori.

Se affetta da HIV, la puerpera non dovrà allattare al seno, perché il latte materno può trasmettere il virus.

Se uno dei due genitori ha l’HIV, consultarsi con un medico esperto in materia su come rimanere incinta senza esporre a rischio di infezione il partner. Per approfondire clicca qui.

Omissione di una dose

Il trattamento anti HIV è efficace solo se le pillole vengono assunte con regolarità ogni giorno. Saltare anche solo poche dosi aumenta il rischio che la terapia non sia efficace. Sarà necessario organizzare il proprio quotidiano il modo che l’assunzione dei farmaci sia perfettamente integrata nel proprio stile di vita.

Effetti collaterali

La terapia ARV può dare effetti collaterali. In caso di effetti gravi (evento poco comune), si potrà tentare combinazioni ARV differenti.

Tra gli effetti collaterali frequenti, ci sono:

  • nausea,
  • diarrea,
  • eruzioni cutanee,
  • disturbi del sonno.

Cure a lungo termine di bambini con HIV o AIDS

I casi di infezione da HIV e AIDS nei bambini sono complicati e devono essere seguiti da personale sanitario esperto. Questi bambini avranno bisogno di avere i piani delle loro cure monitorati molto attentamente e aggiustati regolarmente. Ogni infezione che potrebbe diventare minacciosa per la vita dovrebbe essere presto individuata e curata.

Le medicine vengono regolate in base alla condizione del bambino. Anche la salute viene monitorata con frequenti misurazioni del livello delle cellule T, perché queste sono le cellule che il virus dell’HIV distrugge. Un buon numero di cellule T è un segno positivo su cui le cure mediche stanno lavorando per mantenere la malattia sotto controllo.

Questi bambini necessiteranno di essere visitati spesso dal loro personale medico per esami del sangue, visite mediche e discussioni su come essi e le loro famiglie fanno fronte socialmente ad ogni stress derivante dalla loro malattia. Un bambino il cui sistema immunitario è gravemente compromesso non riceverà vaccini contro i virus attivi che includono morbillo-orecchioni-rosolia e varicella. Tutte le altre immunizzazioni di routine vengono effettuate come di consueto ed è inoltre raccomandato un vaccino contro l’influenza.

Se una famiglia cercherà delle cure mediche nel reparto di emergenza di un ospedale, i genitori dovranno assicurarsi di dire all’infermiera che riceve il bambino della condizione di l’HIV. Ciò permetterà al personale medico di cercare attentamente tutti i segni di malattie da infezioni opportunistiche fornendo le migliori cure possibili.

Prevenzione

La prevenzione dell’HIV è una questione di importanza mondiale. Nonostante le molte ricerche non esiste un vaccino che previene l’infezione da HIV.

L’HIV si può evitare soltanto evitando comportamenti rischiosi.

Il modo migliore di prevenire l’HIV consiste nell’utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali e nel non condividere mai dispositivi di iniezione (siringhe, lame, tamponi). Se affetti da HIV un rapporto sessuale non protetto o la condivisione di aghi, siringhe o altri dispositivi di iniezione può essere causa di trasmissione dell’infezione.

Il trattamento dell’HIV con l’ART riduce notevolmente il rischio di trasmettere l’infezione ad altri.
È importante conoscere il proprio stato HIV e quello del partner e, se a rischio di contagio, sottoporsi con regolarità al test.

L’evitare l’alcol e le droghe è anche importante nel prevenire la diffusione dell’HIV, non perché una persona può contrarre l’HIV direttamente bevendo e facendo uso di droghe, ma perché queste abitudini spesso portano a condurre o ad assumere comportamenti rischiosi (come l’avere rapporti sessuali non protetti o scambiarsi gli aghi).

L’HIV non è diffuso attraverso:

  • contatto casuale, come abbracci o strette di mano,
  • bevendo dallo stesso bicchiere,
  • starnuti,
  • tosse,
  • zanzare o altri insetti,
  • asciugamani,
  • sedute del water,
  • pomelli.

Sesso

Il virus può essere trasmesso per via vaginale o anale in assenza di preservativo. Esiste anche un rischio associato al sesso orale, ma le probabilità di contagio sono molto inferiori.

L’HIV può essere contratto anche utilizzando giocattoli sessuali precedentemente usati da soggetti ammalati.

Il modo migliore di prevenire l’HIV e altre malattie trasmissibili sessualmente è l’impiego di preservativi nei rapporti con penetrazione e di una diga interdentale (dental dam) nel sesso orale.

Il preservativo è la più efficace forma di protezione da HIV e altre malattie trasmissibili sessualmente. Può essere usato nel sesso anale, vaginale e, nei maschi, nel sesso orale.
L’HIV può trasmettersi prima dell’eiaculazione, attraverso secrezioni pre-orgasmo e vaginali, e dall’ano. È molto importante che il preservativo venga messo prima di qualunque contatto tra pene, vagina, bocca o ano.

I lubrificanti sono usati spesso per aumentare il piacere sessuale e la sicurezza, perché contribuiscono a umettare la vagina o l’ano durante il rapporto. I lubrificanti possono aumentare la sicurezza riducendo il rischio di lacerazioni vaginali o anali dovute a secchezza o frizione; possono anche prevenire la rottura del preservativo. Con i preservativi, dovranno essere usati solo lubrificanti acquosi, non oleosi (come vasellina e olio per neonati), questi ultimi indeboliscono infatti il materiale di cui è fatto il preservativo (lattice) e possono causarne la rottura.

L’educazione sessuale è quindi estremamente importante per aiutare a prevenire la trasmissione dell’HIV, cosi come le altre malattie a trasmissione sessuale (STD), incluse la clamidia, herpes genitale, gonorrea, epatite B, sifilide, e verruche genitali. Molte STD causano irritazioni, piaghe, o ulcere della pelle e delle mucose attraverso cui viene trasmesso il virus, se si ha una STD, come l’herpes genitale ad esempio, è stato dimostrato che aumenta il rischio di una persona di contrarre l’HIV se lui o lei ha un rapporto sessuale non protetto con qualcuno che è HIV positivo.

Condivisione di dispositivi di iniezione

Se consumatori di droghe iniettabili, non riusare aghi, siringhe, cucchiai, tamponi o altri dispositivi di iniezione, perché potrebbero esporre all’HIV e ad altri virus a trasmissione ematica, come l’epatite C.

Molte strutture pubbliche e farmacie offrono programmi di sostituzione degli aghi, dove si possono avere aghi nuovi in cambio di quelli usati.

Nei soggetti eroinomani, considerare i programmi a base di metadone. Il metadone può essere assunto sotto forma di liquido, riducendo così i rischi di contrarre l’HIV.

Il medico curante o strutture dedicate al trattamento delle tossicodipendenze (come i SERT) saranno in grado di fornire le necessarie informazioni sui programmi di sostituzione degli aghi e a base di metadone.

Per tatuaggi o piercing, è fondamentale che siano usati aghi puliti e sterili.

Screening per l’HIV in gravidanza

L’esame per l’HIV viene proposto a tutte le donne incinte come parte della routine di screening prenatale. Se non trattata, l’infezione può essere trasmessa durante la gravidanza dalla madre al feto, durante il parto e successivamente con l’allattamento.

Diagnosi

L’unico modo per scoprire se si è affetti da HIV è sottoporsi ad apposito test, poiché i sintomi della malattia possono non comparire per diversi anni.

L’esame per l’HIV è disponibile gratuitamente per chiunque tramite il SSN in qualsiasi ospedale e in forma anonima. Sono da poco disponibili anche kit per l’auto-esame in farmacia.

Chiunque ritenga di poter aver contratto l’infezione dovrà sottoporsi al test.

Alcuni gruppi di individui sono particolarmente a rischio; in questi gruppi, si raccomanda la ripetizione periodica dell’esame, per esempio in caso di rapporti occasionali non protetti.

Consultare tempestivamente un medico se si ritiene di potere aver contratto la malattia. Prima viene diagnosticata, prima viene iniziato il trattamento, prevenendo così l’insorgenza di complicanze gravi.

Alcuni esami per l’HIV dovranno essere ripetuti uno o tre mesi dopo esposizione all’infezione, ma non si deve aspettare così a lungo per rivolgersi al medico. Il medico curante (o uno specialista in malattie trasmissibili sessualmente) può spiegare l’approccio diagnostico e discutere l’opportunità di una terapia d’emergenza.

Tipi di esame per l’HIV

Ci sono tre tipi principali di esami per l’HIV:

  • Esame del sangue completo: viene prelevato un campione di sangue che viene quindi mandato a un laboratorio per il test. I risultati sono in genere disponibili nell’arco di qualche giorno. A seconda della tipologia di test (Elisa, NAT, …) questo andrà ripetuto da 1 a 3 mesi dopo l’ultimo comportamento a rischio.
  • Esame “point-of-care”: vengono prelevati un campione di saliva o una goccia di sangue dal dito presso un centro. Il campione non richiede l’invio a un laboratorio; i risultati sono disponibili entro pochi minuti.
  • Kit per l’auto-prelievo a casa: il soggetto si preleva direttamente un campione di saliva (kit disponibili solo in alcuni Paesi esteri) o di sangue e dopo pochi minuti è possibile avere il risultato senza muoversi da casa. Questi kit sono in genere disponibili in farmacia. È fondamentale verificare che l’eventuale kit sia marcato CE e che ne sia autorizzata la distribuzione, poiché esistono vari sottoprodotti di scarsa qualità. Se il test non rileva tracce di infezione, fornirà un risultato “negativo”. Se rileva tracce di infezione, il risultato sarà “positivo”.

L’esame del sangue completo è il test più accurato e può dare risultati attendibili a partire da un mese dall’infezione. Gli altri test tendono a essere meno accurati e potrebbero dare risultati poco affidabili per periodi maggiori dopo l’infezione (questo periodo è detto “periodo finestra”).

Per tutti questi test, anche il test Elisa in ospedale, un risultato positivo dovrà essere validato con un esame del sangue Western Blot. Se anche quest’ultimo risulta positivo, il soggetto deve essere preso in carico da un centro specializzato per ulteriori esami e per l’impostazione del trattamento.

Screening per l’HIV in gravidanza

L’esame per l’HIV viene proposto a tutte le donne incinte come parte della routine di screening prenatale.
Se non trattata, l’infezione può essere trasmessa durante la gravidanza dalla madre al feto, durante il parto e successivamente con l’allattamento. Il trattamento in gravidanza riduce fortemente il rischio di trasmettere l’HIV al neonato.

Fonti principali:

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  1. Anonimo

    Ciao dottore mio fratello ha fatto il test ed è risultato positivo adesso vorrei sapere cosa riscontra con i farmaci che deve prendere cioè quali sono i disturbi prendendoli?può cambiare il suo aspetto fisico se si in che modo?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, i farmaci attuali sono spesso ben tollerati e non modificano l’aspetto fisico. Tuttavia è bene che si faccia rassicurare e faccia tutte le domande specifiche del caso al medico specialista che seguirà suo fratello per questo problema. saluti

  2. Anonimo

    Ciao dottore. … ho avuto un contatto con una persona che ha il HIV ho usato il preservativo ma sfortunatamente si è rotto e successo 2 giorni fa ho preso una pillola che dovrei fare in questo caso …. Grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, deve andare in PS e raccontare bene come è avvenuto il rapporto, saranno loro a spiegarle cosa dovrà fare ( controlli nel tempo o inizio di terapia profilattica). saluti

  3. Anonimo

    Buon giorno, vorrei sapere se i farmaci per curare l’hiv in Italia sono gratuiti o hanno un costo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere gratuiti (a meno di ticket), perchè passati dalla mutua.

  4. Anonimo

    Salve,

    effettuo il test dell Hiv da anni, per fortuna sempre con esiti negativi. L’ultimo un mese fa.

    Purtroppo,scioccamente,una settimana fà ho avuto un rapporto occasionale a rischio senza protezione.

    Si è trattato di un rapporto anale di tipo insertivo (io attivo quindi) Il rapporto non è stato affatto violento ed è durato pochi minuti.

    Attendo il periodo finestra di 40 gg per effttuare il test ospedaliero in modalità chemiluminescenza.

    Ad oggi accuso un dolore muscolare al braccio dx, torcicollo,lieve mal di schiena e lieve senso di malessere diffuso. Nessun altro sintomo.

    No febbre,no linfonodi ingrossati.

    Vorrei sapere, nel malaugurato caso di contagio, se dopo soli 8 giorni dall’evento del rapporto a rischio, è possibile

    accusare già dei sintomi di immunoconversione. Per ora non ho febbre ne linfonodi ingrossati.

    Grazie,saluti.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è corretto che si sottoponga al test, ma verosimilmente i sintomi che ha non sono correlati al rapporto avuto, è passato troppo poco tempo. saluti

  5. Anonimo

    salve,
    ho 47 anbi e a fine agosto ho avuto febbre a 39,5 con forti dolori al petto e schiena, dopo 3 giorni la febbre é passata ma il dolore é aumentato, sono andato al pronto soccorso e hanno trovato i valori degli enzimi del cuore molto alti, mi hanno ricoverato per una sospetta miocardite, dopo 3 giorni i valori erano tornati nella norma e ora sto bene ma mi hanno detto che una delle cause principali e il virus da hiv, ciò significa che ho alte possibikitá di aver contratto il virus? premetto che ho avuto solo qualche rapporto orale a rischio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non parlerei di una delle cause principali, al limite una delle cause possibili.
      Con un test in ogni caso si toglie il dubbio.

    2. Anonimo

      si dottore ho fatto il test e ritirerò il risultato domani, la cosa che mi preoccupa un pò e che mi hanno detto che in genere a chi viene la miocardite é perché ha il virus

    3. Anonimo

      la ringrazio molto dottore per il suo chiarimento e ci tengo a precisare che non é stato un medico a darmi queste informazioni non del tutto corrette,
      le auguro una buona serata

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