AIDS e HIV: cura, pericoli, prevenzione e diagnosi

Ultimo Aggiornamento: 938 giorni

Pericoli

Infezioni opportunistiche

Le infezioni opportunistiche (le infezioni che approfittano del sistema immunitario indebolito di una persona) rappresentano la complicazione più comune dell’HIV/AIDS. A volte gli adulti malati potrebbero contrarre un’infezione da germi che normalmente non causano malattie in una persona sana (come il cryptococcus). Le persone con AIDS (soprattutto i ragazzi) possono contrarre una grave forma di una più comune infezione, come la salmonella (un tipo di batterio che causa la diarrea) e varicella.

Nei ragazzi con HIV, le infezioni opportunistiche più frequenti sono:

  • infezioni virali come una forma di polmonite ambulante cronica (LIP), il virus herpes simplex, l’herpes zoster, e l’infezione da citomegalovirus,
  • infezioni causate da parassiti come un tipo di polmonite causata dalla Pneumocisti carinii, un microscopico parassita che non può essere scacciato a causa dell’indebolito sistema immunitario, e la toxoplasmosi.
  • Infezioni batteriche serie come meningiti batteriche,tubercolosi e salmonellosi.
  • Infezioni da fungo come l’esofagite (un’infiammazione dell’esofago), e la candidosi o il mughetto.

Altre complicazioni

I malati da HIV sono anche esposti ad un più alto rischio di alcune forme di cancro a causa del loro sistema immunitario indebolito. I linfomi associati all’infezione del virus Epstein-Barr (EBV) sono più comuni nei malati di AIDS.

Le condizioni più difficili da curare sono le atrofie (l’incapacità di sostenere il peso corporeo a causa dello scarso appetito a lungo termine e altre infezioni relative all’HIV) e l’encefalopatia da HIV (dovuta all’infezione da HIV del cervello che causa gonfiore e danni ai tessuti del cervello nel corso del tempo).

L’encefalopatia da HIV degenera in una demenza da AIDS, soprattutto negli adulti.

L’atrofia a volte può essere alleviata con consigli nutrizionali e quotidianamente con integratori ad alto contenuto calorico, ma resta estremamente difficile prevenire l’encefalopatia da HIV.

Cura e terapia

Due importanti progressi nelle cure dell’HIV e dell’AIDS sono stati fatti negli ultimi 20 anni.

  • Uno riguarda lo sviluppo dei farmaci che inibisce la crescita del virus, prevenendo o ritardando i sintomi iniziali dell’AIDS e permettendo alle persone con HIV di non avere sintomi più a lungo.
  • L’altro è lo sviluppo di medicine che si sono rivelate importanti nel ridurre la trasmissione del virus da una madre affetta da HIV a l suo bambino.

Poiché la conoscenza a proposito delle modalità con cui il virus invade il corpo e si moltiplica all’interno delle cellule è aumentata, sono stati sviluppati dei farmaci che ne ostacolano la crescita e ne rallentano la diffusione. La cura con farmaci per l’HIV e l’AIDS è complicata e costosa, ma altamente efficace nel rallentare la riproduzione del virus e prevenire o ridurre alcuni effetti della malattia.

I farmaci per curare l’HIV e l’AIDS utilizzano principalmente tre strategie:

  1. Interferendo con la riproduzione del materiale genetico dell’HIV,
  2. interferendo con gli enzimi di cui l’HIV ha bisogno per prendere il comando su alcune cellule del corpo,
  3. interferendo con la capacità dell’HIV di trasformare il suo materiale genetico in un codice virale di cui l’HIV ha bisogno per riprodursi.

Poiché agiscono in modi diversi i medici generalmente prescrivono una combinazione di farmaci (cocktail) che vengono assunti ogni giorno. Questo regime è conosciuto come cura HAART (HAART sta per terapia antiretrovirale altamente attiva). I dottori potrebbero anche prescrivere farmaci per prevenire alcune infezioni opportunistiche, ad esempio alcuni antibiotici che aiutano a prevenire la PCP, soprattutto nei bambini.

In mancanza di questa terapia, il passaggio da HIV all’AIDS si registra in un arco di tempo dai 9 ai 10 anni e la durata media di sopravvivenza da questo momento è mediamente di 9.2 mesi. La HAART aumenta notevolmente il tempo che intercorre dalla diagnosi alla morte mentre continua la ricerca volta allo sviluppo di nuovi farmaci e di vaccini.

Sebbene molte medicine siano disponibili per curare l’infezione da HIV e ritardare i sintomi iniziali dell’AIDS, a meno che non vengano assunte e somministrate correttamente ventiquattrore su ventiquattro in orario, il virus può velocemente diventare resistente a questo particolare mix di medicine. L’HIV è molto adattabile e trova modi per superare le cure mediche che non vengono seguite correttamente.

Questo significa che se le medicine prescritte non vengono assunte nei giusti orari ogni giorno, presto non riusciranno più a impedire all’HIV di riprodursi e prevalere su tutto il corpo.

Quando accade ciò, occorrerà stabilire un nuovo regime con farmaci differenti. E se questo nuovo mix di medicine non viene assunto correttamente, il virus probabilmente diverrà resistente anche ad esso.

Oltre alla difficoltà di riuscire a far prendere ai bambini le loro medicine nell’orario stabilito, queste medicine comportano altri problemi: alcuni comportano spiacevoli effetti collaterali, come un disgustoso sapore, altre invece sono disponibili solo in pillole, le quali potrebbero risultare difficili da inghiottire per i bambini. I genitori che necessitano di somministrare queste medicine ai loro bambini dovrebbero chiedere al dottore o al farmacista dei consigli per rendere più facile la loro assunzione. Alcune farmacie offrono aromatizzanti che possono essere aggiunti alle medicine che hanno un brutto sapore, oppure il dottore potrebbe consigliare di mischiare le pillole con salsa di mele o budino.

Poiché il numero di questi tipi di farmaci sopra descritti è ancora limitato, una grsossa preoccupazione è data dal fatto che se ci si dimentica di prendere le medicine come prescritto (anche solo poche dosi), il virus potrebbe facilmente sviluppare resistenza ai farmaci, rendendo difficile o impossibile la cura.

Molte nuove medicine che combattono l’infezione da HIV sono costose. Una delle maggiori sfide che devono affrontare i singoli individui, le famiglie, le comunità, e le nazioni è come rendere facilmente disponibili queste medicine a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio

Quando una donna incinta infetta da HIV riceve delle buone cure mediche dall’inizio e assume degli antivirali regolarmente durante la gravidanza, la possibilità che trasmetta l’HIV al suo bambino viene drasticamente ridotta.

E’ importante che ogni donna incinta che sa di essere sieropositiva inizi le cure prenatali al più presto possibile in modo da trarne il massimo profitto: più presto la madre riceve le cure, maggiore sarà la probabilità che il suo bambino non contragga l’HIV.

Una madre infetta da HIV può ricevere cure mediche:

  • prima della nascita del suo bambino: cure antivirali date alla madre nel terzo trimestre possono aiutare a prevenire la trasmissione dell’HIV al suo bambino,
  • al momento della nascita: degli antivirali possono essere dati sia alla madre che al neonato per ridurre il rischio della trasmissione dell’HIV che può avvenire durante il parto (il quale espone il neonato al sangue e ai liquidi della madre); inoltre alla madre sarà consigliato l’allattamento artificiale piuttosto che l’allattamento al seno poiché l’HIV può essere trasmesso al bambino attraverso il latte materno.
  • durante l’allattamento: poiché l’allattamento al seno è sconsigliato tra le madri infette dato HIV, questo tipo di trasmissione è rara negli Stati Uniti. Comunque, in quei posti nel mondo dove il latte artificiale non è disponibile, sia la madre che il bambino possono essere curati con dei farmaci per ridurre il rischio dell’infezione da HIV per il bambino allattato al seno.

In passato, prima che gli antivirali venissero dati comunemente, quasi il 25% dei bambini nati da madri infette da HIV sviluppavano la malattia e morivano verso i 24 mesi di età. Recenti studi hanno mostrato che le madri con HIV o AIDS che ricevono buone cure prenatali e assumono regolarmente gli antivirali nel corso della gravidanza hanno una possibilità di meno del 5% di trasmettere l’HIV ai loro figli.

Se anche questi bambini contraggono il virus dell’HIV, tendono a nascere con una condizione meno grave e con essa na maggiore possibilità di sopravvivenza a lungo termine.

Cure a lungo termine di bambini con HIV o AIDS

I casi di infezione da HIV e AIDS nei bambini sono complicati e devono essere seguiti da personale sanitario esperto. Questi bambini avranno bisogno di avere i piani delle loro cure monitorati molto attentamente e aggiustati regolarmente. Ogni infezione che potrebbe diventare minacciosa per la vita dovrebbe essere presto individuata e curata.

Le medicine vengono regolate in base alla condizione del bambino. Anche la salute viene monitorata con frequenti misurazioni del livello delle cellule T, perché queste sono le cellule che il virus dell’HIV distrugge. Un buon numero di cellule T è un segno positivo su cui le cure mediche stanno lavorando per mantenere la malattia sotto controllo.

Questi bambini necessiteranno di essere visitati spesso dal loro personale medico per esami del sangue, visite mediche e discussioni su come essi e le loro famiglie fanno fronte socialmente ad ogni stress derivante dalla loro malattia. Un bambino il cui sistema immunitario è gravemente compromesso non riceverà vaccini contro i virus attivi che includono morbillo-orecchioni-rosolia e varicella. Tutte le altre immunizzazioni di routine vengono effettuate come di consueto ed è inoltre raccomandato un vaccino contro l’influenza.

Se una famiglia cercherà delle cure mediche nel reparto di emergenza di un ospedale, i genitori dovranno assicurarsi di dire all’infermiera che riceve il bambino della condizione di l’HIV. Ciò permetterà al personale medico di cercare attentamente tutti i segni di malattie da infezioni opportunistiche fornendo le migliori cure possibili.

Prevenzione

La prevenzione dell’HIV è una questione di importanza mondiale. Nonostante le molte ricerche non esiste un vaccino che previene l’infezione da HIV.

L’HIV si può evitare soltanto evitando comportamenti rischiosi.

Negli U.S.A. , la trasmissione dell’HIV tra adolescenti e adulti è quasi sempre il risultato di un rapporto sessuale non protetto con una persona infetta o lo scambio di aghi contaminati. L’infezione si può prevenire non scambiandosi mai gli aghi e astenendosi da rapporti sessuali orali, vaginali o anali.

Il rischio può essere sostanzialmente ridotto usando sempre i preservativi per tutti i tipi di rapporti sessuali, ed evitando contatti con il sangue, lo sperma, liquidi vaginali e latte materno di una persona infetta.

Recenti evidenze suggeriscono che l’utilizzo di farmaci antiretrovirali nelle persone sane ma potenzialmente a rischio, ovvero chi frequenta partner sieropositivi, è in grado di abbassare drasticamente il contagio dal virus dell’HIV (fino al 60% in meno) (Fonte: Fondazione Veronesi).

L’evitare l’alcol e le droghe è anche importante nel prevenire la diffusione dell’HIV, non perché una persona può contrarre l’HIV direttamente bevendo e facendo uso di droghe, ma perché queste abitudini spesso portano a condurre o ad assumere comportamenti rischiosi (come l’avere rapporti sessuali non protetti o scambiarsi gli aghi).

Il modo più importante per prevenire l’HIV e l’AIDS nell’infanzia è sottoporre al test per l’HIV tutte le donne incinta. Se il risultato è positivo bisognerà immediatamente iniziare le cure prima che nasca il bambino per prevenire la trasmissione dell’HIV.

Tra gli adolescenti l’HIV è diffuso per la maggior parte attraverso rapporti sessuali non protetti con una persona infetta o scambiandosi aghi. L’educazione dei ragazzi è quindi estremamente importante per aiutare a prevenire la trasmissione sessuale dell’HIV, cosi come le altre malattie a trasmissione sessuale (STD), incluse la clamidia, herpes genitale, gonorrea, epatite B, sifilide, e verruche genitali. Molte STD causano irritazioni, piaghe, o ulcere della pelle e delle mucose attraverso cui viene trasmesso il virus, se si ha una STD, come l’herpes genitale ad esempio, è stato dimostrato che aumenta il rischio di una persona di contrarre l’HIV se lui o lei ha un rapporto sessuale non protetto con qualcuno che è HIV positivo.

L’HIV non è diffuso attraverso:

  • contatto casuale, come abbracci o strette di mano,
  • bevendo dallo stesso bicchiere,
  • starnuti,
  • tosse,
  • zanzare o altri insetti,
  • asciugamani,
  • sedute del water,
  • pomelli.

Negli Stati Uniti sono stati riportati solo una manciata di casi in cui l’infezione da HIV è stata trasmessa da un bambino ad un’altra persona, tutti questi casi riguardano il diretto contatto con il sangue all’interno della famiglia. Le tipiche secrezioni di un bambino (urina, saliva, vomito, feci, …) non sembrano trasmettere il virus, cosi le cure di routine dei bambini con HIV sono da considerare sicure.

Nonostante le generali preoccupazioni, non sono state riportate trasmissioni di HIV all’interno della scuola o nei luoghi di assistenza pediatrica. Poiché il rischio di trasmettere l’HIV riguarda il diretto contatto con il sangue, il personale nelle scuole dovrebbe usare in modo abituale i guanti quando un bambino abbia un taglio, un graffio, o stia sanguinando.

Parlando dell’HIV e dell’AIDS con i figli

Parlare dell’HIV e dell’AIDS significa parlare anche di rapporti sessuali, e non è sempre facile per i genitori parlare di questi argomenti con i propri figli. Allo stesso modo non è sempre facile per gli adolescenti aprirsi o credere che problemi come l’HIV o l’AIDS possano riguardarli.

I dottori e i consulenti suggeriscono di affrontare il discorso del sesso e altre difficili questioni prima possibile, anche prima dell’adolescenza. Dopo tutto gli argomenti in questione, la conoscenza del corpo e della sessualità, l’assumere comportamenti sani, rispettando gli altri, gestire i sentimenti, sono argomenti significativi a tutte le età ( benché il modo di esprimersi con i propri figli varierà in base all’età e alla capacità di intendere). Un’aperta comunicazione e capacità d’ascoltare sono d’importanza vitale per genitori e figli.

Le scuole possono aiutare. Ogni stato richiede che le scuole provvedano alle appropriate informazioni sull’HIV e l’AIDS intese ad educare i ragazzi sulla malattia. Gli studi mostrano che tale educazione fa una grandissima differenza nel fermare comportamenti a rischio tra i giovani.

I genitori ben informati su come prevenire l’HIV e che parlano con i loro figli abitualmente di comportamenti salutari, sentimenti, e sessualità assumono un ruolo importante nella prevenzione dell’HIV e dell’AIDS.

Diagnosi

I ragazzi, gli adolescenti e gli adulti vengono esaminati per l’infezione da HIV con un test ELISA per rilevare la presenza di anticorpi HIV nel sangue. Gli anticorpi sono delle specifiche proteine che il corpo produce per combattere le infezioni; gli anticorpi specifici dell’HIV vengono prodotti in risposta all’infezione. Quelli con gli anticorpi contro l’HIV sono HIV-positivi (sieropositivi). Se il test ELISA è positivo, è sempre confermato da un altro test chiamato Western blot. Se entrambi questi test sono positivi, il paziente è quasi sicuramente infetto da HIV.

Gravidanza e HIV

Ogni donna incinta dovrebbe sottoporsi al test per l’HIV per avere una maggiore possibilità di prevenire la trasmissione al suo futuro bambino. Se una donna sa di essere infetta da HIV e ha già dei bambini è necessario fare le analisi per l’HIV a tutti i suoi figli, anche se ha dei bambini più grandi che sembrano essere sani.

Quando nasce un bambino da una madre infetta da HIV non c’è un modo immediato per sapere se è stato infettato dal virus, questo perché se la madre è infetta un test risulterà quasi sempre positivo. Questi bambini avranno gli anticorpi HIV della madre ,trasmessi al bambino attraverso la placenta, anche se non sono infetti da HIV. Questi bambini potrebbero continuare ad avere gli anticorpi HIV fino a 18 mesi dopo la nascita, anche se non sono infetti: in questo caso gli anticorpi materni spariranno gradualmente dal loro sangue prima che compiano i 2 anni di età. Ogni esame del sangue eseguito dopo questo periodo dovrebbero risultare negativo all’HIV.

Una più accurata diagnosi dell’infezione da HIV nella prima infanzia si può avere eseguendo delle analisi che mostrino la presenza del virus (non anticorpi HIV) nel corpo. Questi test includono coltura virale dell’HIV e PCR, un’esame del sangue che ricerca il DNA del virus.

Fonte: kidshealth.org


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Gabriele

    Salve dottore, io ho avuto ieri sera un rapporto con una escort. Rapporto orale con preservativo e poi rapporto vaginale sempre con lo stesso preservativo. Arrivato a casa la sera ho iniziato ad avere le paranoie in quanto la prostituta, appena finito, mi ha messo delle salviette sopra al pene che aveva ancora il profilattico e poi lo ha tolto.. (quasi a nasconderlo!) io al momento non ho sentito nulla e questo ha avvalorato la mia tesi che si fosse rotto il preservativo e non avesse voluto farmelo vedere? E in questo caso (sono in panico) quando dovrei fare il test? Ho letto a 30gg dal rapporto e poi a tre mesi per finire a sei mesi.. É corretto? Io non riesco ad aspettare tanti mesi dottore.. Mi aiuti.. Questa notte la sto passando insonne perché ho una fifa assurda.. Grazie in anticipo, spero mi possa calmare..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Corretti i tempi, ma stia tranquillo perchè il preservativo sembra stato usato correttamente e la partner non avrebbe avuto motivo di nascondere una rottura.

    2. Gabriele

      Va bene dottore, grazie mille per questa rassicurazione. Mi sento meglio, ma se volessi effettuare i test di diagnosi precoce cosa dovrei fare? A chi mi dovrei rivolgere? Sapevo che per quanto riguarda il PCR qualitativo il tempo é di 8gg dal rapporto.. E conviene farlo? Grazie per la pazienza e scusi il disturbo..

    3. Gabriele

      Se lei me lo sconsiglia o comunque non lo farebbe al posto mio, aspetto il classico test ELISA a 30gg dal rapporto. La ringrazio comunque della rassicurazione, mi ha aiutato molto, per tutta la notte ho avuto paranoie e pensieri negativi. All’inizio ero tranquillo, ma subito dopo essermi messo a letto ho avuto fortissimi dubbi e una paura fuori dal comune.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi tenga al corrente, ma vedrà che non ci saranno sorprese.

    5. Gabriele

      Va bene dottore, grazie mille ancora. Le farò sapere tra 30 giorni. Buona giornata.

  2. Franco

    Buongiorno Dottore,
    volevo chiedere se il contatto dello sperma con il glande altrui comporta un rischio anche se è stato lavato con l’acqua subito dopo.
    Grazie mille,
    Buona giornata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In teoria il rischio non è nullo, ma onestamente non saprei dire se si siano mai verificati casi di contagio in questo modo.

  3. Anonimo

    salve dottore un po di tempo fa ho avuto un rapporto solamente orale con una prostituta ovviamente con preservativo dall’inizio alla fine , ora però sono in ansia , secondo lei corro qualche rischio ?

  4. mirco 74

    Salve dottore ieri ho avuto un rapporto con una donna senza preservativo lei mi ha garantito che non ha alcuna malattia pero io non sono tranquillo cosa dice e meglio se faccio il test ?

  5. mirco 74

    Ok nel caso tocchiamo ferro fosse positivo esiste una cura ? Il test lo posso fare in una comune asl ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Per guarire no, per tenere sotto controllo la malattia assolutamente sì.
      2. Ospedale e/o centri prelievi.

    2. mirco 74

      Mille grazie dottore quindi se si viene infettati non si guarisce piu ? Un ultima cortesi a dopo quanti giorni va fatto il test dal rapporto ?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Purtroppo al momento non c’è modo di eradicare il virus dall’organismo.
      2. 30 giorni (affidabilità 95%) e poi a 90 per averlo definitivo; questo con la maggior parte dei test attualmente disponibili.

  6. Daniele

    Salve dottore, è più di un mese che ho diarrea e stitichezza un lo a giorni alterni d la dottoressa oltre ad avermi dato dei fermenti lattici mi ha prescritto di sua volontà il test HIV 1-2 (sapendo che sono bisessuale). Ho avuto pochi rapporti sessuali con il mio ragazzo, nemmeno uno completo ma alcuni con eiaculazione in bocca. Quello che voglio sapere è se è possibile che (nel caso Si sieropositivo) abbia l’HIV dalla nascita senza saperlo. Mia madre ha subito molti interventi con trasfusioni di sangue in Argentina tra circa trent’anni fa (e anche da più giovane). È possibile che con la trasfusione di sangue, nonostante fosse in ospedale, abbia preso l’HIV e di conseguenza trasmessoa me vverticalmente? La ringrazio in anticipo, aspetto una sua risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo poco probabile un contagio verticale, sarebbe già emerso.

  7. Daniele

    Capisco! La mia domanda deriva dal fatto che sono sempre stato debole di salute, mi sono sempre ammalato molto spesso e dagli esami del sangue che ho fatto qualche anno fa è risultato che ho pochi globuli bianchi e pochi anticorpi. Quindi secondo lei è una coincidenza e se dovessi essere sieropositivo l’HIV mi è per forza stato trasmesso dal mio ragazzo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni la domanda, la sua mamma è ancora viva ed in buona salute?

    2. Daniele

      Sì.. ha anche una pallottola nella pancia da quando ha 16 anni, anche in quel caso ha fatto trasfusione di sangue. Ha 58 anni e ha solo problemi di schiena e collo per via di un incidente in auto qualche anno fa. Ma per il resto sta bene

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di pensare che sia sieropositiva e, quindi, escluderei un contagio prenatale; se quindi emergesse una sieropositiva il contagio sarebbe sicuramente successivo.

  8. farfallina

    Dott io ho avuto rapporto sessuale con mio ragazzo due volte in un mese senza preservativo anche rapporto orale secondo lei bisogno che faccio il test hiv per la certezza che non sono infetta con virus? Mi risponda la prego non sapendo se e sieropositivo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La cosa migliore è andare a fare il test insieme, così da vivere più liberamente la sessualità di coppia.

      Mi perdoni la domanda, assume la pillola per prevenire gravidanze indesiderate?

  9. farfallina

    Volevo precisare che il primo rapporto lo avuto il 10 gennaio e secondo il 9 febbraio occoro rischio cosa devo fare la prego mi risponda grazie mille nn ho nessun sintomo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Ai sintomi non dia peso; come detto la cosa migliore e fare insieme il test, in modo da vivere la storia più serenamente.
      2. Sterile in base alla diagnosi di un andrologo?

  10. farfallina

    Chiedo scusa io l ho proposto di fare il test ma mio ragazzo rifiuta dicendomi vai a farti da sola se nn hai fiducia e vivi qon questa paura mi aiuti la prego quali sono primi passi che li devo fare? Grazie mille aspetto la sua risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il primo passo è fare il test e, se c’è il dubbio, dovrebbe usare il preservativo.

  11. farfallina

    Faccio prima di chiudere la storia lui preservativo nn la voglie usare ma se lui mi ha trasmesso il virus io ss distrutta .il test si puo fare in ospedale? Grazie di tutto e quanto ticket si paga per il test?

  12. farfallina

    Ho tanta paura perché tre giorni fa avevo mal di gola e da ieri ho una tosse secca persistente cosa vuol dire che puo essere uno di tanti altri sintomi? Se mi rispondi è un grande aiuto per me per poter capire meglio là situazione grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ai sintomi non dia alcun peso, sono vaghi e più probabilmente legati a malanni di stagione.

  13. giulio

    buonasera.
    stamane ho eseguiti un test a circa,tre mesi da ultimo rapporto protetto. il risultato e stato negativo.
    posso fidarmi? avrei avuto un solo rapporto orale protetto con preservativo. posso cinsuderarlo a,rischio zero?

  14. Anonimo

    salve dottore avrei una domanda da porle , e rischioso avere rapporti sessuali con persone sieropositive utilizzando il profilattico ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Finchè non si rompe e si usa correttamente la maggior parte degli esperti concordano nel ritenerlo una barriera efficace e sicura.

  15. Diego

    Salve dottore ho un mio parenti che purtroppo è resultato positivo, e vorrei che lei parlasse un po’ di come possiamo aiutalo in questo caso, lui sta facendo la cura e sembra più tosto in forma! Ho fatto qualche ricerca secondo lei i nuovi medicamenti che stano provando in Francia e America riusciranno a veramente a trovare una cura difinitiva all HIV, è più o meno in quanto tempo potrebbe essere disponibile nel caso dovesse funzionare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per ora non facciamoci illusioni sulle prossime generazioni di farmaci, ma abbiamo la sicurezza che già quelli attuali permettono un’aspettativa di vita pari a quella di chiunque altro.

  16. Anonimo

    Ho 29 anni e ho sempre avuto la paura dell’HIV. Per questo non ho mai avuto rapporti non protetti. Ultimamente però mi ero rilassata anche con l’aiuto di una psicologa e negli ultimi tre anni ho avuto degli strusciamenti pre rapporto (quindi con la presenza di liquido pre-spermatico nel partner). Credevo che il rischio fosse nullo o quasi, ma ora ho da un mese male alle orecchie e ghiandole gonfie, ma soprattutto prurito ai polpacci, nella zona del tendine d’Achille e sul dorso del piede, soprattutto in acqua. Non so se sia perché mi sono grattata, ma sono comparse ance macchie rosse e la pelle è come in rilievo in certi punti e molto secca in altri. Ho provato a mettere della crema idratante ma mi fa peggio. Secondo lei potrei avere l’HIV? Non penso proprio di avere il coraggio di fare un test se la situazione non peggiora, però non riesco nemmeno a stare tranquilla

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi permetta di provare a ragionare in modo laterale; il partner è fisso? Si fida della sua fedeltà?

  17. Anonimo

    Quello attuale si. Però cobtinuo con il preservativo perché era sposato e la moglie aveva un altro di cui non si sa nulla. A me preoccupa il mio passato. E il prurito ai piedi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha mai pensato di far sottoporre anche lui al test?

      Se negativo non ci sarebbe più alcun rischio per lei perchè:

      1. Sarebbero (immagino) passati più 3 mesi dall’ultimo rapporto con la ex-moglie, quindi sapremmo per certo che lui non potrebbe in alcun modo trasmettere il virus.
      2. Per lei la stessa cosa, se sono passati più 3 mesi dall’ultimo rapporto a rischio il test sarebbe definitivo.

  18. Anna

    Lui mi ha detto che lo farà, ma suona un pochino alla campa cavallo. Io invece non ho il coraggio di farlo. Nel 2006 ne facevo uno ogni due mesi per paranoie assurde e per me non farlo è diventato un successo. Ora sono all’estremo opposto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, per quanto mi riguarda che il prurito al piede non c’entra nulla con l’HIV, quindi non dia peso in questo senso.

    2. Anonimo

      Nonè prurito… È uno sfogo con macchie rosse su entrambi i piedi… Ultimamente sono anche molto arrabbiata perché non mi pagano da dicembre, potrebbe essere questa la causa? Posso tentare col gel all’aloe? Già se mi passasse sarei più tranquilla forse

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, assolutamente possibile che la causa sia quella.
      2. Verifichi in ogni caso con il medico, nei piedi spesso sono funghi.

  19. Mirko

    Buongiorno
    sono affetto hiv da 7 anni e lo sono in cura da altrettanto, quali sarebbero le conseguenze se volessi chiudere con le cure??

    1. Nunzio

      Salve ho saputo da 3 giorni di essere positivo al test HIV. Ho sicuramente contratto il virus nell’ultimo anno e mezzo, poichè prima risultavo negativo. Il 22 ho la prima visita. Sono molto impaurito. Mi consiglia di anticipare la visita e che cibi o vitamine mi consiglia di assumere?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se possibile la anticipi, ma più per un discorso di sua tranquillità che altro; per il resto faccia semplicemente una vita sana (anche dal punto di vista dell’alimentazione), non servono integratori.

      L’infettivologo le spiegherà tutto nei dettagli, ma mi preme sottolineare fin d’ora che avrà una vita del tutto normale e soprattutto un’aspettativa di vita normale.

  20. anonimo 2

    scusi dottore , ho saputo un mese fa di essere siero+ da esami di routine , gli ultimi a luglio 2013 erano negativi , da allora solo 3 rapporti e pure protetti , ho tolto il condom solo qualche minuto ogni volta … mi dicono che i cd4 sono solo 300 e devo cominciare la cura con evilpera …. mi sembra impossibile solo così pochi cd4 in così poco tempo e mi sento in gran forma … secondo lei devo iniziare la cura ?? e quali problemi mi darà questo farmaco , ho molta paura e mi trovo nella disperazione più totale , se interrompo la terapia dopo un po’ , potrei peggiorare di più che se non la prendessi ?? eppure anche adesso , come sempre mi sento in ottima forma , in passato non mi ammalavo mai , cosa mi succederà adesso?? gli effetti collaterali a breve e lungo termine ?
    cosa ne pensa , mi risponda la prego , sono disperato ….. che sia il caso di confrontare l’esito in un altro centro ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non ho l’esperienza clinica per consigliarle sul farmaco, mi dispiace; può eventualmente sentire un secondo parere specialistico, ma se venisse confermata la terapia non indugi. La malattia si può fermare completamente, a patto di essere scrupolosi con la cura.

    2. Anonimo

      la ringrazio ……. purtroppo , sono entrato in un tunnel buio e senza fine ………

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Attenzione che il tunnel è l’ansia/paura, NON l’HIV; non mi fraintenda, chiunque sarebbe spaventato al suo posto (io compreso!), ma è importante capire che ormai questa malattia non è più mortale, è una malattia cronica che richiederà farmaci per tutta la vita (magari a periodi alterni) ma che non pregiudicherà la sua sopravvivenza.

    4. anonimo 2

      La ringrazio di nuovo …. cercherò di reagire ….. vivere attaccato ai farmaci mi fa molta paura .. sia per gli effetti collaterali , sia a causa di questa crisi economica che potrebbe portare a non trovare più disponibiltà gratuita , stiamo passando un terribile momento a rischio rivoluzione .. non voglio pensare cose ancora più brutte in anticipo , ma ….. se mancassero i farmaci sarei spacciato . grazie di nuovo !

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se mancassero i farmaci sarebbero spacciati (e più rapidamente di lei) i diabetici, i cardiopatici, … Tutto può succedere, ma onestamente al momento si spera che sia un’ipotesi più che remota.

  21. anonimo

    Salve Dott. Sono sempre io quello del sangue sul preservativo e dell escoriazione senta mi hanno detto che se faccio il test dell’RNA si può sapere subito se ho contratto il virus dell HIV

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono alcuni test (costosi) che accorciano i tempi a poco meno di un mese, ma ne parli prima con un infettivologo, credo che la tranquillizzerà in merito.

  22. Fede

    ciao dotto io Hiv test fato 5 mesi 26 gorini dopo negativo laboratorio diceva ch fino un anno devi fare test poso fare o definitivo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dal tipo di test usato, la maggior parte dei test che si usano oggi sono definitivi a 3 mesi; se però il medico le ha parlato di un anno si attenga all’indicazione ricevuta.

  23. Anonimo

    prima di avere rapporti sessuali con partner e facendo tutti le analisi e
    risulta to negativi si possono avere rapporti sicuri ho si devono aspettare
    i tre mesi prima di avere rapporti sessuali?
    Grazie Dott. Cimitero
    Aspetto la sua risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tecnicamente si dovrebbe fare il test a tre mesi dall’ultimo rapporto, ma nel frattempo si può usare il preservativo.

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