AIDS e HIV: cura, pericoli, prevenzione e diagnosi

Ultimo Aggiornamento: 808 giorni

Pericoli

Infezioni opportunistiche

Le infezioni opportunistiche (le infezioni che approfittano del sistema immunitario indebolito di una persona) rappresentano la complicazione più comune dell’HIV/AIDS. A volte gli adulti malati potrebbero contrarre un’infezione da germi che normalmente non causano malattie in una persona sana (come il cryptococcus). Le persone con AIDS (soprattutto i ragazzi) possono contrarre una grave forma di una più comune infezione, come la salmonella (un tipo di batterio che causa la diarrea) e varicella.

Nei ragazzi con HIV, le infezioni opportunistiche più frequenti sono:

  • infezioni virali come una forma di polmonite ambulante cronica (LIP), il virus herpes simplex, l’herpes zoster, e l’infezione da citomegalovirus,
  • infezioni causate da parassiti come un tipo di polmonite causata dalla Pneumocisti carinii, un microscopico parassita che non può essere scacciato a causa dell’indebolito sistema immunitario, e la toxoplasmosi.
  • Infezioni batteriche serie come meningiti batteriche,tubercolosi e salmonellosi.
  • Infezioni da fungo come l’esofagite (un’infiammazione dell’esofago), e la candidosi o il mughetto.

Altre complicazioni

I malati da HIV sono anche esposti ad un più alto rischio di alcune forme di cancro a causa del loro sistema immunitario indebolito. I linfomi associati all’infezione del virus Epstein-Barr (EBV) sono più comuni nei malati di AIDS.

Le condizioni più difficili da curare sono le atrofie (l’incapacità di sostenere il peso corporeo a causa dello scarso appetito a lungo termine e altre infezioni relative all’HIV) e l’encefalopatia da HIV (dovuta all’infezione da HIV del cervello che causa gonfiore e danni ai tessuti del cervello nel corso del tempo).

L’encefalopatia da HIV degenera in una demenza da AIDS, soprattutto negli adulti.

L’atrofia a volte può essere alleviata con consigli nutrizionali e quotidianamente con integratori ad alto contenuto calorico, ma resta estremamente difficile prevenire l’encefalopatia da HIV.

Cura e terapia

Due importanti progressi nelle cure dell’HIV e dell’AIDS sono stati fatti negli ultimi 20 anni.

  • Uno riguarda lo sviluppo dei farmaci che inibisce la crescita del virus, prevenendo o ritardando i sintomi iniziali dell’AIDS e permettendo alle persone con HIV di non avere sintomi più a lungo.
  • L’altro è lo sviluppo di medicine che si sono rivelate importanti nel ridurre la trasmissione del virus da una madre affetta da HIV a l suo bambino.

Poiché la conoscenza a proposito delle modalità con cui il virus invade il corpo e si moltiplica all’interno delle cellule è aumentata, sono stati sviluppati dei farmaci che ne ostacolano la crescita e ne rallentano la diffusione. La cura con farmaci per l’HIV e l’AIDS è complicata e costosa, ma altamente efficace nel rallentare la riproduzione del virus e prevenire o ridurre alcuni effetti della malattia.

I farmaci per curare l’HIV e l’AIDS utilizzano principalmente tre strategie:

  1. Interferendo con la riproduzione del materiale genetico dell’HIV,
  2. interferendo con gli enzimi di cui l’HIV ha bisogno per prendere il comando su alcune cellule del corpo,
  3. interferendo con la capacità dell’HIV di trasformare il suo materiale genetico in un codice virale di cui l’HIV ha bisogno per riprodursi.

Poiché agiscono in modi diversi i medici generalmente prescrivono una combinazione di farmaci (cocktail) che vengono assunti ogni giorno. Questo regime è conosciuto come cura HAART (HAART sta per terapia antiretrovirale altamente attiva). I dottori potrebbero anche prescrivere farmaci per prevenire alcune infezioni opportunistiche, ad esempio alcuni antibiotici che aiutano a prevenire la PCP, soprattutto nei bambini.

In mancanza di questa terapia, il passaggio da HIV all’AIDS si registra in un arco di tempo dai 9 ai 10 anni e la durata media di sopravvivenza da questo momento è mediamente di 9.2 mesi. La HAART aumenta notevolmente il tempo che intercorre dalla diagnosi alla morte mentre continua la ricerca volta allo sviluppo di nuovi farmaci e di vaccini.

Sebbene molte medicine siano disponibili per curare l’infezione da HIV e ritardare i sintomi iniziali dell’AIDS, a meno che non vengano assunte e somministrate correttamente ventiquattrore su ventiquattro in orario, il virus può velocemente diventare resistente a questo particolare mix di medicine. L’HIV è molto adattabile e trova modi per superare le cure mediche che non vengono seguite correttamente.

Questo significa che se le medicine prescritte non vengono assunte nei giusti orari ogni giorno, presto non riusciranno più a impedire all’HIV di riprodursi e prevalere su tutto il corpo.

Quando accade ciò, occorrerà stabilire un nuovo regime con farmaci differenti. E se questo nuovo mix di medicine non viene assunto correttamente, il virus probabilmente diverrà resistente anche ad esso.

Oltre alla difficoltà di riuscire a far prendere ai bambini le loro medicine nell’orario stabilito, queste medicine comportano altri problemi: alcuni comportano spiacevoli effetti collaterali, come un disgustoso sapore, altre invece sono disponibili solo in pillole, le quali potrebbero risultare difficili da inghiottire per i bambini. I genitori che necessitano di somministrare queste medicine ai loro bambini dovrebbero chiedere al dottore o al farmacista dei consigli per rendere più facile la loro assunzione. Alcune farmacie offrono aromatizzanti che possono essere aggiunti alle medicine che hanno un brutto sapore, oppure il dottore potrebbe consigliare di mischiare le pillole con salsa di mele o budino.

Poiché il numero di questi tipi di farmaci sopra descritti è ancora limitato, una grsossa preoccupazione è data dal fatto che se ci si dimentica di prendere le medicine come prescritto (anche solo poche dosi), il virus potrebbe facilmente sviluppare resistenza ai farmaci, rendendo difficile o impossibile la cura.

Molte nuove medicine che combattono l’infezione da HIV sono costose. Una delle maggiori sfide che devono affrontare i singoli individui, le famiglie, le comunità, e le nazioni è come rendere facilmente disponibili queste medicine a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Prevenzione della trasmissione dell’HIV da madre a figlio

Quando una donna incinta infetta da HIV riceve delle buone cure mediche dall’inizio e assume degli antivirali regolarmente durante la gravidanza, la possibilità che trasmetta l’HIV al suo bambino viene drasticamente ridotta.

E’ importante che ogni donna incinta che sa di essere sieropositiva inizi le cure prenatali al più presto possibile in modo da trarne il massimo profitto: più presto la madre riceve le cure, maggiore sarà la probabilità che il suo bambino non contragga l’HIV.

Una madre infetta da HIV può ricevere cure mediche:

  • prima della nascita del suo bambino: cure antivirali date alla madre nel terzo trimestre possono aiutare a prevenire la trasmissione dell’HIV al suo bambino,
  • al momento della nascita: degli antivirali possono essere dati sia alla madre che al neonato per ridurre il rischio della trasmissione dell’HIV che può avvenire durante il parto (il quale espone il neonato al sangue e ai liquidi della madre); inoltre alla madre sarà consigliato l’allattamento artificiale piuttosto che l’allattamento al seno poiché l’HIV può essere trasmesso al bambino attraverso il latte materno.
  • durante l’allattamento: poiché l’allattamento al seno è sconsigliato tra le madri infette dato HIV, questo tipo di trasmissione è rara negli Stati Uniti. Comunque, in quei posti nel mondo dove il latte artificiale non è disponibile, sia la madre che il bambino possono essere curati con dei farmaci per ridurre il rischio dell’infezione da HIV per il bambino allattato al seno.

In passato, prima che gli antivirali venissero dati comunemente, quasi il 25% dei bambini nati da madri infette da HIV sviluppavano la malattia e morivano verso i 24 mesi di età. Recenti studi hanno mostrato che le madri con HIV o AIDS che ricevono buone cure prenatali e assumono regolarmente gli antivirali nel corso della gravidanza hanno una possibilità di meno del 5% di trasmettere l’HIV ai loro figli.

Se anche questi bambini contraggono il virus dell’HIV, tendono a nascere con una condizione meno grave e con essa na maggiore possibilità di sopravvivenza a lungo termine.

Cure a lungo termine di bambini con HIV o AIDS

I casi di infezione da HIV e AIDS nei bambini sono complicati e devono essere seguiti da personale sanitario esperto. Questi bambini avranno bisogno di avere i piani delle loro cure monitorati molto attentamente e aggiustati regolarmente. Ogni infezione che potrebbe diventare minacciosa per la vita dovrebbe essere presto individuata e curata.

Le medicine vengono regolate in base alla condizione del bambino. Anche la salute viene monitorata con frequenti misurazioni del livello delle cellule T, perché queste sono le cellule che il virus dell’HIV distrugge. Un buon numero di cellule T è un segno positivo su cui le cure mediche stanno lavorando per mantenere la malattia sotto controllo.

Questi bambini necessiteranno di essere visitati spesso dal loro personale medico per esami del sangue, visite mediche e discussioni su come essi e le loro famiglie fanno fronte socialmente ad ogni stress derivante dalla loro malattia. Un bambino il cui sistema immunitario è gravemente compromesso non riceverà vaccini contro i virus attivi che includono morbillo-orecchioni-rosolia e varicella. Tutte le altre immunizzazioni di routine vengono effettuate come di consueto ed è inoltre raccomandato un vaccino contro l’influenza.

Se una famiglia cercherà delle cure mediche nel reparto di emergenza di un ospedale, i genitori dovranno assicurarsi di dire all’infermiera che riceve il bambino della condizione di l’HIV. Ciò permetterà al personale medico di cercare attentamente tutti i segni di malattie da infezioni opportunistiche fornendo le migliori cure possibili.

Prevenzione

La prevenzione dell’HIV è una questione di importanza mondiale. Nonostante le molte ricerche non esiste un vaccino che previene l’infezione da HIV.

L’HIV si può evitare soltanto evitando comportamenti rischiosi.

Negli U.S.A. , la trasmissione dell’HIV tra adolescenti e adulti è quasi sempre il risultato di un rapporto sessuale non protetto con una persona infetta o lo scambio di aghi contaminati. L’infezione si può prevenire non scambiandosi mai gli aghi e astenendosi da rapporti sessuali orali, vaginali o anali.

Il rischio può essere sostanzialmente ridotto usando sempre i preservativi per tutti i tipi di rapporti sessuali, ed evitando contatti con il sangue, lo sperma, liquidi vaginali e latte materno di una persona infetta.

Recenti evidenze suggeriscono che l’utilizzo di farmaci antiretrovirali nelle persone sane ma potenzialmente a rischio, ovvero chi frequenta partner sieropositivi, è in grado di abbassare drasticamente il contagio dal virus dell’HIV (fino al 60% in meno) (Fonte: Fondazione Veronesi).

L’evitare l’alcol e le droghe è anche importante nel prevenire la diffusione dell’HIV, non perché una persona può contrarre l’HIV direttamente bevendo e facendo uso di droghe, ma perché queste abitudini spesso portano a condurre o ad assumere comportamenti rischiosi (come l’avere rapporti sessuali non protetti o scambiarsi gli aghi).

Il modo più importante per prevenire l’HIV e l’AIDS nell’infanzia è sottoporre al test per l’HIV tutte le donne incinta. Se il risultato è positivo bisognerà immediatamente iniziare le cure prima che nasca il bambino per prevenire la trasmissione dell’HIV.

Tra gli adolescenti l’HIV è diffuso per la maggior parte attraverso rapporti sessuali non protetti con una persona infetta o scambiandosi aghi. L’educazione dei ragazzi è quindi estremamente importante per aiutare a prevenire la trasmissione sessuale dell’HIV, cosi come le altre malattie a trasmissione sessuale (STD), incluse la clamidia, herpes genitale, gonorrea, epatite B, sifilide, e verruche genitali. Molte STD causano irritazioni, piaghe, o ulcere della pelle e delle mucose attraverso cui viene trasmesso il virus, se si ha una STD, come l’herpes genitale ad esempio, è stato dimostrato che aumenta il rischio di una persona di contrarre l’HIV se lui o lei ha un rapporto sessuale non protetto con qualcuno che è HIV positivo.

L’HIV non è diffuso attraverso:

  • contatto casuale, come abbracci o strette di mano,
  • bevendo dallo stesso bicchiere,
  • starnuti,
  • tosse,
  • zanzare o altri insetti,
  • asciugamani,
  • sedute del water,
  • pomelli.

Negli Stati Uniti sono stati riportati solo una manciata di casi in cui l’infezione da HIV è stata trasmessa da un bambino ad un’altra persona, tutti questi casi riguardano il diretto contatto con il sangue all’interno della famiglia. Le tipiche secrezioni di un bambino (urina, saliva, vomito, feci, …) non sembrano trasmettere il virus, cosi le cure di routine dei bambini con HIV sono da considerare sicure.

Nonostante le generali preoccupazioni, non sono state riportate trasmissioni di HIV all’interno della scuola o nei luoghi di assistenza pediatrica. Poiché il rischio di trasmettere l’HIV riguarda il diretto contatto con il sangue, il personale nelle scuole dovrebbe usare in modo abituale i guanti quando un bambino abbia un taglio, un graffio, o stia sanguinando.

Parlando dell’HIV e dell’AIDS con i figli

Parlare dell’HIV e dell’AIDS significa parlare anche di rapporti sessuali, e non è sempre facile per i genitori parlare di questi argomenti con i propri figli. Allo stesso modo non è sempre facile per gli adolescenti aprirsi o credere che problemi come l’HIV o l’AIDS possano riguardarli.

I dottori e i consulenti suggeriscono di affrontare il discorso del sesso e altre difficili questioni prima possibile, anche prima dell’adolescenza. Dopo tutto gli argomenti in questione, la conoscenza del corpo e della sessualità, l’assumere comportamenti sani, rispettando gli altri, gestire i sentimenti, sono argomenti significativi a tutte le età ( benché il modo di esprimersi con i propri figli varierà in base all’età e alla capacità di intendere). Un’aperta comunicazione e capacità d’ascoltare sono d’importanza vitale per genitori e figli.

Le scuole possono aiutare. Ogni stato richiede che le scuole provvedano alle appropriate informazioni sull’HIV e l’AIDS intese ad educare i ragazzi sulla malattia. Gli studi mostrano che tale educazione fa una grandissima differenza nel fermare comportamenti a rischio tra i giovani.

I genitori ben informati su come prevenire l’HIV e che parlano con i loro figli abitualmente di comportamenti salutari, sentimenti, e sessualità assumono un ruolo importante nella prevenzione dell’HIV e dell’AIDS.

Diagnosi

I ragazzi, gli adolescenti e gli adulti vengono esaminati per l’infezione da HIV con un test ELISA per rilevare la presenza di anticorpi HIV nel sangue. Gli anticorpi sono delle specifiche proteine che il corpo produce per combattere le infezioni; gli anticorpi specifici dell’HIV vengono prodotti in risposta all’infezione. Quelli con gli anticorpi contro l’HIV sono HIV-positivi (sieropositivi). Se il test ELISA è positivo, è sempre confermato da un altro test chiamato Western blot. Se entrambi questi test sono positivi, il paziente è quasi sicuramente infetto da HIV.

Gravidanza e HIV

Ogni donna incinta dovrebbe sottoporsi al test per l’HIV per avere una maggiore possibilità di prevenire la trasmissione al suo futuro bambino. Se una donna sa di essere infetta da HIV e ha già dei bambini è necessario fare le analisi per l’HIV a tutti i suoi figli, anche se ha dei bambini più grandi che sembrano essere sani.

Quando nasce un bambino da una madre infetta da HIV non c’è un modo immediato per sapere se è stato infettato dal virus, questo perché se la madre è infetta un test risulterà quasi sempre positivo. Questi bambini avranno gli anticorpi HIV della madre ,trasmessi al bambino attraverso la placenta, anche se non sono infetti da HIV. Questi bambini potrebbero continuare ad avere gli anticorpi HIV fino a 18 mesi dopo la nascita, anche se non sono infetti: in questo caso gli anticorpi materni spariranno gradualmente dal loro sangue prima che compiano i 2 anni di età. Ogni esame del sangue eseguito dopo questo periodo dovrebbero risultare negativo all’HIV.

Una più accurata diagnosi dell’infezione da HIV nella prima infanzia si può avere eseguendo delle analisi che mostrino la presenza del virus (non anticorpi HIV) nel corpo. Questi test includono coltura virale dell’HIV e PCR, un’esame del sangue che ricerca il DNA del virus.

Fonte: kidshealth.org


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Alfredo

    Salve,

    ho avuto un rapporto anale ricettivo con una persona sieropositiva. Dopo qualche bacio mi ha praticato una fellatio di 1 minuto circa e del rimming anale per altri 3/4 minuti. Io non ho effettuato alcun tipo di rapporto orale su di lui. La penetrazione è avvenuta interamente con preservativo (lo abbiamo anche cambiato una seconda volta durante il rapporto) e lubrificante a base d’acqua. Non è avvenuta nessuna eiaculazione ne da parte mia ne da parte sua.
    Ho corso qualche rischio?
    Grazie
    Alfredo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Considero il rischio molto basso, ma poichè il rapporto è avvenuto con soggetto sicuramente sieropositivo il test lo farei ugualmente; se fosse il partner abituale lo programmerei in modo periodico, a giudizio del medico, ogni 6-12 mesi per scrupolo.

  2. Anonimo

    Dottore buonasera scusi il disturbo ho una domanda da porle. Ho avuto un rapporto orale passivo con una donna che ho conosciuto una sera. Ho letto che il rischio hiv e basso. Io cmq il test lo farò lo stesso. Cmq il rischio è veramente basso o devo preoccuparmi? Grazie della disponibilità.

    1. Anonimo

      Se non c’era sangue non si corre rischi vero? Io non ne ho visto. Speriamo in bene.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel dubbio meglio un test in più che uno in meno, ma le confermo che il rischio è bassissimo.

  3. Anonimo

    Dottore ma se dopo 12 giorni si hanno delle fitte alla pancia e si ha diarrea potrebbe essere un sintomo?

    1. Anonimo

      Il problema e che li ha la mia compagna. Se fossi stato io sarebbe stata ansia. Così non so cosa pensare.

    2. Anonimo

      Lo so che lei mi ha detto che il rischio è basso. Ma non sò proprio cosa fare.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lei sa di essere sieropositivo?
      Ha avuto rapporti con partner a rischio?

    4. Anonimo

      Ho avuto un rapporto orale non protetto con una escort. Ma sarà durato meno di un minuto e poi tutto il resto con preservativo.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Faccia un test lei e si toglie ogni dubbio, ma torno a ripetere che ai sintomi non deve dare peso.

    6. Anonimo

      Dottore ma se si bacia una persona che potrebbe avere hiv si corrono dei rischi di contagio?

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      Relativamente all’HIV solo nel caso in cui entrambi presentino gravi perdite di sangue.

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono sicuro che le ha già capitato di succhiare il suo sangue da un piccolo taglietto, ma in ogni caso le garantisco che se ne sarebbe accorto se durante il bacio ci fosse stato.

    9. Anonimo

      Dottore scusi l’ignoranza ma per avere un contagio tramite bacio sia io e la persona che si bacia dobbiamo avere ferite aperte? Sebdel sangue infetto finisse nello stomaco?

    10. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ma il virus penetrerebbe dalle mucose della bocca, non dallo stomaco.

    11. Anonimo

      Quindi se uno dei due non ha ferite aperte(sanguinanti) non c’è rischio di contagio giusto?

    12. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Per quanto riguarda l’HIV è così.
      2. Sollecitare le risposte non serve, leggo gli interventi e rispondo in ordine cronologico.

    13. Anonimo

      Dottore ho letto che esistono dei test che a 22 giorni potrebbero già dare un responso valido. Cosa ne pensa

    14. Dr. Cimurro (farmacista)

      Alcuni test di ultimissima generazione in effetti possono dare risultati già molto affidabili attorno ai 30 giorni o poco prima, ma sono quelli più comunemente usati in ospedale.

    15. Anonimo

      E sugli articoli che dicono che siamo vicini a una cura definitiva cosa ne pensa?

    16. Anonimo

      Dottore quindi se io eseguissi un test a 25 giorni potrebbe già essere valido?

    17. Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve accertarsi del tipo di test usato, altrimenti rischia di farsi idee sbagliate.

    18. Anonimo

      Dottore buonasera ho una domanda da farle. Fare feci quasi gialle e molli potrebbe essere un sintomo dovuto all’hiv oppure solo ansia? Grazie per la disponibilità.

    19. Dr. Cimurro (farmacista)

      Relativamente all’HIV ai sintomi non do mai alcun peso.

    20. Anonimo

      Dottore buongiorno volevo chiederle un altra cosa:i giorni che si devono contare dal rapporto a rischio prima di fare il test iniziano dal giorno stesso o dal giorno dopo?

  4. ale

    Salve dottore sono una ragazza l 1 novembre ho avuto un rapporto con una donna nel senso che c e stato un contatto fisico ” bagnate e luna sopra l altra” senza nessun rapporto orale . Ho dei rischi ?
    A maggio ho fatto un esame ed era tutto ok , me ne dovrei fare un altro ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso rischio nullo, a meno che la partner non avesse le mestruazioni.

  5. Frá

    Salve, dottore ho praticato rapporto orale in forma attiva ad uno sconosciuto ma in maniera superficiale meno di ventina di secondi (costui infatti non è nemmeno giunto all’erezione n’è prodotto liquido seminale, tuttavia Stamattina ho fatto una pulizia dei denti, secondo il suo parere qual è il grado di rischio? Dovrô fare dei controlli?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Rischio probabilmente nullo, ma al suo posto il dubbio con un test me lo toglierei.

  6. gio

    Dottore ho conosciuto un ragazzo che ha febbre tutti giorni da tre anni gli ho chiesto se ha ads ma lui mi ha detto che havuna malattia ereditaria che aveva anche sua madre.

  7. gio

    Oltre ads esistono altre malattie che hanno sintomi che vanno a colpire le difese immunitarie? Grazie dottore.

  8. sara

    Egregio dottore vorrei sapere per favore se quando si ha una polmonite con ricovero ospedaliero i medici si accertano da cosa essa possa dipendere.ho avuto la polmonite. pensavano al linfoma ed hanno indirizzato le indagini su questo con esito neg x fortuna.sono andata in ospedale perche avevo febbre oltre i 39 e dall emocromo presentavo le piastrine basse.ho paura delle malattie.mi hanno dimessa dopo due settimane per far salire le piastrine. Ho fatto ancora dppo controlli era tutto apposto ma spesso le piastrine sono basse.

  9. Anonimo

    Dottore mi scusi ma quando i linfonodi sn reattivi la causa potrebbe essere anche l’hiv? O con l hiv i linfonodi nn sono reattivi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è alcun motivo di pensare all’HIV con questo sintomo, ma ovviamente se ci sono stati dei comportamenti a rischio è indispensabile il test a prescindere dai sintomi.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per assoluta sicurezza sì, anche se è improbabile trovare sorprese.

  10. m

    salve dottore, le volevo chiedere se, a suo avviso, un rapporto protetto anale insertivo con persona sicuramente sieropositiva che culmina con la rottura del preservativo al quale segue l’immediata interruzione del rapporto, è a rischio alto o basso? grazie mille

    1. m

      anche se si trattasse di un rapporto vaginale avrebbe la stessa difficoltà nel valutare il rischio in una situazione analoga?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, perchè si conosce il rischio di un rapporto non protetto, ma questi casi sono vie di mezzo che non è possibile valutare (e probabilmente non ha senso, anche se ovviamente capisco la sua paura).

    3. m

      ho fatto il test a circa 50 gg dal rapporto a rischio, ma non ho il coraggio di andare a ritirare l’esito. ormai sono due settimane che mi aspetta nel reparto di infettivologia dell’ospedale, ma un prurito che appare e scompare sul dorso della mano e una leggera follicolite bilaterale sulla zona dei tricipiti mi stanno terrorizzando impedendomi di prendere coraggio e ritirare questo maledetto esito. non ne sapevo niente, ma successivamente alla comparsa ho letto che una follicolite eosinofila può capitare in pazienti malati di aids, è corretto? può capitare anche agli stadi iniziali (intendo a 8 settimane da un contagio)?
      con la domanda che le avevo posto inizialmente speravo di ottenere una risposta favorevole al fine di spronarmi e andare in ospedale con qualche speranza in più.
      ma così non ce la faccio, mi convinco sempre più che queste manifestazioni cutanee siano la prova del contagio e io non voglio leggerlo nero su bianco perché non saprei accettarlo. preferisco non sapere e tormentarmi da solo paradossalmente con la speranza di essere sano.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Forse riesco a convincerla ugualmente; al momento del prelievo le hanno chiesto il numero di telefono?

    5. m

      no, dissi che sarei passato personalmente la settimana seguente, come ero intenzionato a fare. perché? in tal caso chiamano solo a esito negativo (cioè, sieropositivo)?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Esatto, in ogni caso domani vada a ritirarlo e mi faccia sapere subito. Sono fiducioso che sarà tutto OK.

  11. m

    i ritiri sono previsti solo il lunedì e il mercoledì, quindi eventualmente domani. ma non ce la faccio, temo il peggio e preferisco solo ipotizzarlo lasciando una porta aperta alla speranza, piuttosto che leggerlo nero su bianco e rassegnarmi.
    cosa la fa essere fiducioso? lo dice per tentare di spronarmi e darmi coraggio al fine di ritirare l’esito e prendere coscienza, oppure il mio caso non le pare poi così a rischio? e cosa pensa di quella che presumo sia una leggera follicolite sulla zona dei tricipiti e il prurito che appare e scompare sul dorso della mano?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ai sintomi non do alcun peso, sono sicuramente causati dallo stress dell’ansia; se il rapporto è stato interrotto subito probabilmente il rischio non è così elevato.

  12. Raul

    Salve!
    Ho avuto un rapporto orale ( cunnilingus ) con una ragazza che solo dopo mi ha svelato essere affetta da una patologia.
    Non so bene come definirla perché lei non è italiana: ha però cercato di spiegarmelo nel migliore dei modi.
    Si tratta di una patologia dovuta ad un eccessiva risposta del sistema immunitario ed è in cura con dei farmaci. Mi ha chiarito che non è affetta da nessuna patologia come HIV o Epatiti. Il problema che sollevava nel dialogo successivo è che non può assolutamente restare incinta perché la cosa potrebbe compromettere la sua salute e forse vita.
    In casi del genere devo preoccuparmi?
    Grazie in anticipo per la risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Credo di no, ma francamente non mi è chiarissima la malattia; forse è una patologia autoimmune, ma è solo un’ipotesi.

  13. A

    Buongiorno Dottore, porgendo una penna ad una persona che sapevo infetta da HIV l’unghia di questo mi ha provocato una piccolissima ferita senza uscita di sangue sul mio dito.
    Dopo circa 20/25 giorni giorni ho fatto il test che è risultato essere negativo. Il medico vedendomi molto agitato mi ha consigliato di ripetere il test fra un mese. Sono molto preoccupato soprattutto a causa della comparsa nelle ultime due settimane dei seguenti sintomi: 1 ingrossamento delle emorroidi (problema che avevo avuto anche anni a dietro)
    2 herpes labiale
    Ritiene che possa aver contratto la malattia?
    La ringrazio anticipatamente.

  14. redek

    Salve Dott.l’anno scorso ebbi un rapporto orale passivo con una ragazza di strada per pochi secondi senza iaculazione.Premesso che sono un donatore avis e feci subito il test dopo 4 mesi risultando negativo,tra 10anni o piu’dovrei preoccuparmi e rifare il test sebbene sia controllato?grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo ripeta a 6 mesi (che mi sembra di capire siano già passati) per chiudere il discorso.

    2. redek

      inoltre ho gia’donato dopo quel fatto risalente al 29 luglio 2013.E infine riguardo ai dieci anni di distanza puo’comparire qualcosa?Potrei gia’avere o in futuro l’AIDS?grazie mille e scusi la paranoia

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, a 10 anni non può comparire nulla se i test prima sono negativi.

  15. redek

    un ultima cosa,dopo il test negativo all’hiv ammesso che sia possibile..si puo’avere l’AIDS?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se avesse l’AIDS conclamato i sintomi sarebbero più che sufficienti alla diagnosi.

  16. Anonimo

    Dottore buongiorno sono un ragazzo e ho una domamda. Se si ha un rapporto orale passivo con preservativo e poi finito il rapporto tocco il preservativo con la mano. Potrei essere a rischio contagio hiv? Grazie e buona giornata.

    1. Anonimo

      Buon giorno dottore,
      Sto per morire davvero,ieri ho fatto il test per l’HIV.La mia domanda e:entro qunto tempo mi chiameranno e possibile che non mi chiamano?Il mio ragazzo e stato ricoverato in ospedale 4 anni fa da broncopolmonite ,stava per morire,gli hanno detto che malattia è lo streptococco.C’e rischio? E possibile di essere sieropositivo?
      Sono incinta e in questo momento sto per impazzire…..
      La ringrazio ….

    2. Anonimo

      in questo caso gli avrebbero fatto il test hiv?Ho letto che in caso il resultato sara o negativo o pure indestinto…
      La ringrazio ancora

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni, ma non mi è chiara la situazione; ritiene che il suo ragazzo sia sieropositivo?

    4. Anonimo

      non vorrei crederlo pero…ho tanta paura,Volevo chiederLe se e in ospedale in questi condizioni gli possono fare il test per il Hiv ?E secondo Lei mi devono conttare per telefono se c’e qualchecosa e dopo quato tempo ,
      e possibile non contattarmi nel mio caso in gravidanza?
      Grazie millle

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Comprendo il suo spavento, ma purtroppo questa paura rende poco chiare le sue domande; probabilmente non ha nulla di cui temere e, se non dovessero chiamarla prima del ritiro del referto, è perchè è tutto OK.

      Mi tenga al corrente.

    6. Anonimo

      Grazie ,pero vorrei sapere ma mi chiamano subito dopo quanto tempo minimo?Non posso trovarmi posto sto per impazzire……

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per quando le hanno detto che sarebbero stati pronti per il ritiro?

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, se per venerdì/sabato non l’avessero chiamata potrebbe essere buon segno.

    9. Anonimo

      Buongiorno Dottore,
      mi scusi di nuovo ma venerdi sono andata in ospedale a fare ecografia e ho chiesto al mio ginecologa se nel caso che ho i resultati positivi del test mi avrebbero avvertita al telefono?Mi ha rispoto assulatamente di no ……Io continuo a credere a Lei ,pero riesco a trovarmi il posto.Ancora non ho ricevuto nessuna tefonata pero sto tremando dalla paura……E possibile veramnete che nessuno ti chiama se qualcosa non va?
      Grazie

    10. Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia serena e mi faccia sapere una volta avuto il referto.

    11. Anonimo

      Buon giorno Dottore,
      dopo la paura sono andata oggi a ritirare referto c’e scritto negativo ,mi sono messa a piangere sono felicissima non posso crederci ancora….
      La ringrazio ancora
      Cordiali saluti

  17. Anonimo

    Salve Dottore, sono un ragazzo di quasi vent’anni, quest’estate ho avuto una rapporto con una ragazza di diciassette, anale e protetto e recentemente mi ha contattato che ha fatto un test per HIV, l’esito arriverebbe domani. Sono abbastanza tranquillo,razionalmente parlando, perchè sono sempre stato responsabile (rapporti non protetti solo durante relazioni stabili e nemmeno frequenti). La mia parte emotiva tuttavia mi spaventa. Lei che dice? Correrei qualche rischio, se lei risultasse positiva?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rapporto è stato protetto, a mio avviso può stare tranquillo.

  18. Anonimo

    Buon giorno Dottore,
    dopo la paura sono andata oggi a ritirare referto c’e scritto negativo ,mi sono messa a piangere sono felicissima non posso crederci ancora….
    La ringrazio ancora
    Cordiali saluti

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