Afasia: significato, sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 7 giorni

Significato

L’afasia è un disturbo causato da danni a parti del cervello preposte al linguaggio. Nella maggior parte dei casi, queste aree sono situate nella parte sinistra dell’encefalo. L’afasia in genere si manifesta all’improvviso, spesso dopo un ictus o un trauma cranico, ma può anche svilupparsi lentamente a seguito di un tumore cerebrale o di una malattia neurologica progressiva.

Il disturbo altera l’emissione e la comprensione del linguaggio, come pure la lettura e la scrittura.

L’afasia può associarsi a disturbi del parlato, come la disartria o l’aprassia, anch’essi conseguenti a lesioni cerebrali.

La maggior parte dei soggetti con afasia è di mezza età o anziana, ma di fatto chiunque può esserne affetto, perfino i bambini piccoli.

Ci sono due categorie maggiori di afasia:

  • fluente,
  • non fluente;

nell’ambito di questi gruppi, si distinguono poi vari sottotipi.

L’afasia di Wernicke, il tipo più comune di afasia fluente, può originare da danni del lobo temporale. I soggetti con afasia di Wernicke possono formulare frasi lunghe e complete prive di significato, aggiungendo parole non necessarie e addirittura parole inesistenti.

Per esempio, un individuo con afasia di Wernicke potrebbe dire “Tu sai che frunghi rositi e che io voglio renderlo rotondo e prendermi cura di lui come vuoi tu prima”.

Di conseguenza, è spesso difficile riuscire a interpretare quello che il soggetto sta cercando di dire. Chi è affetto da afasia di Wernicke è spesso inconsapevole degli errori del proprio eloquio. Altro elemento caratterizzante questo tipo di afasia è la difficoltà nel capire il parlato.

Il tipo più comune di afasia non fluente è l’afasia di Broca. I soggetti affetti sono interessati da lesioni principalmente a carico del lobo frontale del cervello. Spesso manifestano debolezza o paralisi del lato destro del corpo (braccio e gamba) perché il lobo frontale è importante anche per i movimenti motori. I soggetti con afasia di Broca possono capire il parlato e sapere quel che vogliono dire, ma si esprimono di frequente con frasi brevi emesse con grande difficoltà. Spesso, omettono le parole brevi, come articoli e congiunzioni.

Per esempio, un individuo con afasia di Broca potrebbe dire: “Passeggio cane”, intendendo “Porto il cane a fare una passeggiata”; oppure “Libro due tavolo” per dire “Ci sono due libri sul tavolo”. Tipicamente, i soggetti con afasia di Broca capiscono molto bene il parlato degli altri. Di conseguenza, sono spesso consapevoli delle proprie difficoltà e possono facilmente esserne frustrati.

Un altro tipo di afasia, l’afasia globale, consegue a danni di parti estese delle aree cerebrali del linguaggio. Chi è affetto da afasia globale ha gravi difficoltà di comunicazione e può avere capacità di eloquio o di comprensione estremamente limitate. I soggetti con afasia globale possono essere incapaci di dire anche poche parole o possono ripetere incessantemente le stesse parole o frasi. Possono avere problemi a capire anche parole o frasi molto semplici.

Ci sono altri tipi di afasia, ciascuno dei quali dipende da danni a diverse aree cerebrali del linguaggio. Alcuni soggetti possono avere difficoltà a ripetere parole o frasi anche se le capiscono e possono parlare fluentemente (afasia di conduzione). Altri possono avere difficoltà a nominare oggetti anche se in grado di identificarli e di saperne l’uso (afasia anomica).

Talvolta, il flusso di sangue al cervello è temporaneamente interrotto e ripristinato velocemente. In questo tipo di lesione, noto come attacco ischemico transitorio, le capacità del linguaggio possono ritornare entro qualche ora o giorno.

Cause

L’afasia è causata da lesioni di una o più aree cerebrali del linguaggio. Perlopiù, la causa delle lesioni è l’ictus. L’ictus si verifica quando il flusso di sangue a una parte del cervello viene interrotto a causa di un coagulo di sangue o di perdite / rotture di vasi sanguigni.

In assenza del flusso sanguigno, che le rifornisce di ossigeno e altre sostanze, le cellule cerebrali muoiono. Lesioni cerebrali possono essere causate anche da forti colpi alla testa, tumori cerebrali, ferite da armi da fuoco, infezioni cerebrali e disturbi neurologici progressivi, come il morbo di Alzheimer.

Diagnosi

L’afasia è in genere scoperta dal medico che sta trattando il soggetto colpito da lesioni cerebrali.

Nella maggior parte dei casi, il paziente verrà sottoposto a

per confermare la presenza di danni cerebrali e identificarne con precisione la sede. Il medico tipicamente analizzerà anche le capacità di capire e produrre un eloquio, in particolare facendo eseguire ordini, rispondere a domande, nominare oggetti e condurre una conversazione.

Se il medico sospetta un’afasia, viene in genere richiesta la consulenza di un patologo del linguaggio, che condurrà un esame completo delle capacità di comunicazione del paziente. Verranno valutate in dettaglio le capacità di parlare, esprimere idee, conversare, capire il parlato, leggere e scrivere.

Cura

Dopo una lesione il cervello va incontro a dei cambiamenti drammatici, che tuttavia ne aiutano il recupero. Di conseguenza nei primi mesi spesso i soggetti colpiti da afasia migliorano sostanzialmente le proprie capacità di linguaggio e comunicazione anche in assenza di trattamento. In molti casi, però, dopo questo periodo iniziale di recupero persiste qualche grado di afasia. La terapia del linguaggio è usata in queste situazioni per aiutare il paziente a ritrovare le capacità di comunicazione.

La ricerca ha mostrato che le capacità di linguaggio e comunicazione possono continuare a migliorare per diversi anni e sono talvolta associate a nuove attività nel tessuto cerebrale vicino all’area danneggiata. Tra i fattori che possono incidere sull’entità del miglioramento, ci sono le cause del danno cerebrale, l’area colpita (sede e dimensioni del danno), l’età e lo stato di salute del paziente.

La terapia dell’afasia è tesa a migliorare le capacità di comunicazione del soggetto, aiutandolo a usare le capacità residue del linguaggio, recuperare per quanto possibile quelle perse e sviluppare altre modalità di comunicazione, come gestualità, disegni o l’impiego di dispositivi elettronici. La terapia individuale è focalizzata ai bisogni specifici del singolo paziente, mentre la terapia di gruppo offre l’opportunità di impiegare nuove competenze comunicative in gruppi ristretti.

Tecnologie recenti hanno messo a disposizione nuovi strumenti per l’afasia. I patologi del linguaggio forniscono ai pazienti terapie virtuali flessibili e convenienti, fruibili da casa tramite un computer. Anche l’uso di app con generatori di parlato per dispositivi mobili come i tablet può costituire un modo alternativo di comunicare per soggetti che hanno difficoltà di eloquio.

Sempre di più, i pazienti con afasia partecipano ad attività, come circoli di lettura, di tecnologia, di arte e teatro. Queste esperienze aiutano i pazienti a riprendere confidenza e autostima sociale, oltre a migliorare le competenze comunicative. Circoli dell’ictus, gruppi di supporto formati da individui che hanno avuto un ictus, sono disponibili nella maggior parte delle grandi città. Questi circoli possono aiutare il soggetto e la sua famiglia ad adattarsi ai cambiamenti di vita che accompagnano l’ictus e l’afasia.

Il coinvolgimento della famiglia è spesso una componente cruciale del trattamento dell’afasia perché permette di imparare il modo migliore di comunicare con i propri cari.

I famigliari vanno incoraggiati a:

  1. Partecipare alle sessioni terapeutiche.
  2. Semplificare il linguaggio, ricorrendo a frasi corte e non complicate.
  3. Al bisogno, ripetere le parole o scrivere le parole chiave per chiarire il significato.
  4. Mantenere un modo di conversare adeguato a un adulto.
  5. Quando possibile, ridurre al minimo le distrazioni, come radio o televisione ad alto volume.
  6. Includere il soggetto afasico nelle conversazioni.
  7. Richiedere e dare valore all’opinione del soggetto afasico, specie riguardo a questioni di famiglia.
  8. Incoraggiare qualunque genere di comunicazione, che sia parlata, gestuale, indicando o tramite disegni.
  9. Evitare di correggere il soggetto afasico.
  10. Lasciargli tutto il tempo che serve per parlare.
  11. Aiutare il soggetto a farsi coinvolgere in attività extra-domiciliari. Cercare gruppi di supporto, come i circoli dell’ictus.

Fonte: NIH

Adattamento dall’inglese a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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