Aderenze addominali: cause, sintomi, cura e pericoli

Ultimo Aggiornamento: 1104 giorni

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Introduzione

Le aderenze addominali sono zone di tessuto che si formano tra i tessuti e gli organi addominali; normalmente i tessuti e gli organi interni hanno una superficie scivolosa, che permette loro di muoversi facilmente seguendo i movimenti del corpo, le aderenze fanno invece incollare i tessuti e gli organi tra loro.

Di solito le aderenze non provocano sintomi né problemi, però in alcuni casi possono causare dolore addominale o pelvico cronico; le aderenze inoltre sono una delle cause principali delle ostruzioni intestinali e dell’infertilità femminile.

Cause

La causa più frequente delle aderenze addominali sono gli interventi chirurgici: quasi tutti i pazienti che si sottopongono a un intervento nella zona addominale soffriranno di aderenze, tuttavia il rischio è maggiore in seguito ad interventi sulla parte bassa dell’addome e sulla zona pelvica (ad esempio gli interventi all’intestino e gli interventi ginecologici).

Con l’andare del tempo le aderenze possono ingrandirsi e indurirsi, causando problemi anche ad anni di distanza dall’operazione.

Tra le cause chirurgiche delle aderenze addominali ricordiamo:

  • incisioni dei tessuti, soprattutto quelli degli organi interni,
  • manipolazione degli organi interni,
  • asciugamento dei tessuti e degli organi interni,
  • contatto dei tessuti interni con corpi estranei, come garze, guanti chirurgici e punti di sutura,
  • sangue o coaguli non perfettamente puliti durante l’intervento.

Tra le cause meno frequenti delle aderenze addominali ricordiamo l’infiammazione dovuta a cause non collegate all’intervento chirurgico; ad esempio:

  • appendicite, e in particolare rottura dell’appendice,
  • radioterapia,
  • infezioni ginecologiche,
  • infezioni addominali.

In rari casi le aderenze addominali si formano senza un motivo apparente.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi le aderenze addominali sono asintomatiche, ma il sintomo più frequente è il dolore addominale o pelvico cronico, che spesso assomiglia a quello provocato da altri disturbi come l’appendicite, l’endometriosi e la diverticolite.

Pericoli

Aderenze addominali e ostruzioni intestinali

Le aderenze intestinali possono spostare l’intestino od esercitare pressione su di esso, causando un’ostruzione intestinale. L’ostruzione intestinale impedisce completamente o parzialmente il movimento degli alimenti o delle feci nell’intestino, è una situazione pericolosissima per la quale è necessario ricorrere immediatamente al medico e spesso anche all’intervento chirurgico.

Tra i sintomi dell’ostruzione intestinale ricordiamo:

  • dolore o crampi addominali severi,
  • vomito,
  • sensazione di gonfiore o di “aria ferma” nella pancia,
  • pancia che brontola,
  • gonfiore addominale,
  • costipazione.

Chi soffre di questi sintomi dovrebbe rivolgersi immediatamente al medico.

Aderenze e infertilità femminile

Le aderenze intestinali causano l’infertilità femminile perché impediscono agli ovuli fecondati di raggiungere l’utero, dove dovrebbe svilupparsi il feto. Le aderenze possono far torcere o spostare le tube (i tubicini che permettono il passaggio degli ovuli dall’ovaio, dove vengono conservati, all’utero).

Diagnosi

Per diagnosticare le aderenze purtroppo non esiste alcun esame specifico: le aderenze, infatti, non possono essere diagnosticate con gli esami tradizionali come le radiografie o le ecografie.

Nella maggior parte dei casi vengono scoperte durante l’intervento chirurgico; le ostruzioni intestinali, tuttavia, possono essere diagnosticate con le radiografie

Cura e terapia

La maggior parte delle aderenze addominali non causa alcun problema e quindi non richiede alcuna terapia.

L’intervento chirurgico attualmente è l’unico modo per eliminare le aderenze che provocano dolore, ostruzioni intestinali o problemi di fertilità, però fa aumentare il rischio di formazione di nuove aderenze e quindi dovrebbe essere evitato a meno di assoluta necessità.

Per l’ostruzione intestinale completa normalmente è necessario un intervento chirurgico d’urgenza; l’ostruzione parziale, in alcuni casi, può essere alleviata ricorrendo a una dieta liquida o povera di scorie. La dieta povera di scorie è povera di latte e derivati e fibre, e composta principalmente da alimenti facilmente digeribili.

Prevenzione

È molto difficile prevenire le aderenze addominali, tuttavia alcune tecniche chirurgiche sono in grado di minimizzare il rischio.

La laparoscopia è una tecnica chirurgica che evita di praticare incisioni vistose sull’addome, l’addome viene gonfiato con un gas, mentre gli strumenti chirurgici e la videocamera vengono inseriti attraverso alcune piccole incisioni. Il gas serve per gonfiare l’addome e per aumentare lo spazio di manovra del chirurgo.

Se invece si deve procedere con un intervento tradizionale, alla fine dell’operazione può essere inserita una sorta di pellicola (Seprafilm®) tra gli organi oppure tra gli organi interni e l’incisione addominale. La pellicola, simile alla carta oleata, verrà riassorbita dall’organismo nel giro di una settimana.

Per diminuire il rischio di aderenze durante gli interventi chirurgici è anche possibile:

  • usare guanti senza amido né lattice,
  • maneggiare con prudenza i tessuti e gli organi,
  • diminuire la durata dell’intervento,
  • non permettere ai tessuti di disseccarsi.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. romaswiss

    Buon giorno dottore, vorrei un consiglio.. Ho da pochi giorni fatto il test di gravidanza e risulta positivo. Non ho nessun sintomo, sto molto bene.. (4 figlio). Tra due settimane ho in programma un intervento chirurgico per un’ernia addominale. La mia ginecologa è assente fino a settimana prossima.. volevo sapere se era secondo lei possibile subire l’intervento o se è meglio / possibile aspettare alla fine della gravidanza.. Cosa mi consiglia? Saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente il chirurgo, che è la persona da interpellare più che non la ginecologa, le suggerirà di rimandare, ma molto dipende dalla gravità dell’ernia.

  2. natashia 75

    buona sera dottore….,le scrivo nel dover spiegare che sono nella ricerca di un bimbo.Ho avuto due gravidanze senza nessun problema di concepimento e un aborto volontario nel 2008.Il problema nasce da circa tre mesi nel dover concepire una nuova gravidanza.Mi rivolgo al ginecologo nel quale espongo il mio problemi:cicli con flussi di massimo 2 giorni con comparsa ematica scarsa,dolori forti giorni premestruali e il primo giorno,e la non riuscita di rimanere incinta.Durante la intravaginale tutto ok….,mentre alla visita mi dice che il collo dell’utero è stretto ed è per questo che ho dolori durante il ciclo.La ginecologa sostiene che molto probabilmente sia dovuto al raschiamento effettuato(aborto volontario alla 6 settimana)quindi alle aderenze del tessuto,che ostacolano il flusso e la non riuscita al concepimento.Mi ha consigliato di provare ancora per altri tre mesi e successivamente provare con l’intervento per dilatare il collo.Secondo me è normale che io abbia il collo chiuso perchè ho solo avuto gravidanze con cesario,ma non è da escludere neanche la sua ipotesi,dalla ginecologa sono andata il secondo giorno del ciclo ed era chiuso,infatti il ciclo era terminato prima dei due giorni.Ha provato a dilatarlo,molto lievemente per paura di non sentire il dolore,e mi ha detto di doverlo farle in sala operatoria.Quanto deve essere dilatato il collo dell’utero con il ciclo mestruale e senza?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo è una situazione su cui non ho competenze.

  3. lina

    buon giorno dottore!
    ho 35 anni e 4 anni fa ho subito un intervento all’intestino.
    oggi sono alla 30 settimana di gravidanza e
    volevo sapere se le aderenze che si sono formate nella zona dell’ansa sinistra del colon possono essere pericolose per il parto naturale.

  4. pasquale

    Caro dottore, tre mesi fa mi sono operato di diverticoli con quattro fori e un taglio di circa 15 cm sopra il bupe. tutto bene fino a qualche giorno fa. dal 3 gg. ho un dolore quando mi muovo o tossisco alla ferita, ormai rimarginata, soprattutto alla fine del taglio/cicatrice. Può trattarsi di aderenza? <grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, possibile, non aspetti troppo e ne parli con il chirurgo.

    2. vincenzo perciavalle

      caro dottore un operazione x le aderenze non serve aniente oppure mi aiutano gli auguro buone feste

  5. vincenzo perciavalle

    e 4 anni che misono operato a un tumore all pangraes e mi sono venute le aderenze mi fanno stare male e poi o senpre la pancia a prontolare dotttore la scungiuro non ce la faccio più se non tovo il rmedio la faccio finita mi levo dal mondo x favore mi sto arranpicando sucli specchi ma scivolo senpre più inbasso non ce la faccio più

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo concretamente non posso fare nulla per aiutarla.

  6. roberta

    Salve dottore,
    Ho avuto un secondo cesareo 4 mesi fa, mi hanno anche tolto le aderenze che mi si erano create con il primo TC di urgenza.a distanza di 4 mesi io sento dolore alla’ addome e spesso ho sensazioni di vomito e soffro di stipsi, mi chiedevo se fosse normale …e se non fosse a chi devo rivolgermi…se fare un ecografia o analisi specifiche? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Inizierei con una prima visita dal medico di base, per una prima diagnosi di massima.

  7. Elisa

    Dottore,
    ho 35 anni e sono obesa (13 kg per 1,68 cm)
    Posso rivolgerle alcune domande sull’argomento:
    1) Se uno è stato operato da piccolo (9 anni) di appendicite, è possibile che i sintomi da aderenze compaiano 25 anni dopo?
    2) Se uno ha queste aderenze, è comunque possibile che vada in bagno in modo regolare?
    3) Può essere che i sintomi delle aderenze si manifestino solo 3-4 volte al mese e che nel resto del mese uno stia bene?
    Le pongo queste domande perché a volte mi viene mal di pancia forte con crampi, e ci sono due cose che mi fanno chiedere se potrebbe trattarsi di aderenza:
    - Da piccola sono stata operata di appendicite e mi hanno cucito male i punti, nel senso che “tirano” un po’ la pelle dellla zona in cui si trovano. Per spiegarle meglio, sono molto sovrappeso e nella zona dei punti la pancia forma un buco all’indentro.
    - A volte quando mi piego per lavarmi o depilarmi sento che la parte della pancia in cui ci sono i punti è come se si “incastrasse” per un attimo, non so come spiegarle, ma poi quando mi tiro su il fastidio sparisce. Mi succede da qualche anno.
    Non so se queste due cose c’entrino con i sintomi, anche perché sono stata operata da piccola.
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. A mio parere no.
      2. Sì.
      3. Poco probabile; i sintomi sono in qualche modo legati al ciclo mestruale? Magari alla mestruazione e/o all’ovulazione?

    2. Elisa

      No, i crampi mestruali sono differenti e mi vengono subito prima del ciclo. Questo dolore, invece, mi viene in periodi differenti.
      Però è simile come tipo di dolore, è come se sentissi tirare e torcere verso il basso. Di recente ho effettuato un’ecografia transvaginale e hanno rilevato una possibile cisti sull’ovaia dx. Però non so se questa possa essere causa del dolore, né vedo come possa essere collegata alla diarrea…

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ipotesi del medico qual è stata? Colon irritabile?

  8. Elisa

    Il medico a suo tempo disse che i dolori erano collegati all’intolleranza da lattosio, e mi disse di non assumerlo più. Ora non gli ho ancora chiesto parere su questi dolori di recente data, perché conoscendolo mi chiederebbe se consumo lattosio attualmente e poi mi direbbe che la causa è quella. Pensavo di provare a smettere di assumere latticini per qualche mese e vedere se il dolore continua, e in caso affermativo potrei andare dal medico per lo meno con la certezza che la causa non è quella…
    Dottore, ma se si fosse trattato di endometriosi ad esempio, la ginecologa l’avrebbe visto con l’ecografia transvaginale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Ok, ma consideri che bastano 2-3 settimane per renderci conto se sia la strada giusta.
      2. No, non se ne sarebbe accorta.

    2. Elisa

      E allora come si fa a capire se e quando uno soffre di endometriosi?
      Perché ho letto che causa crampi forti tipo mestruali anche in periodi fuori ciclo, e siccome il dolore che ho io è simile a quello mestruale…
      Comunque, proverò a stare senza latticini per un paio di settimane e a vedere come va.
      Posso anche chiederle cosa può essere quando mi piego e sento quel pezzo di pancia che è come se per un attimo si “incastrasse”? Qualche aderenza dovuta al grasso?
      Grazie di cuore per la disponibilità, è sempre molto gentile :)

  9. laura

    Buongiorno…un anno fa sono ststa operata per una gravidanza extra uterina ora una settimana dopo il ciclo tutti i mesi soffro di un dolore lancinante a sx dove han tolto la tuba, il mio medico lo attribuisce ad una aderenza…quale potrebbe essere il rimedio per stsre lievementee meglio senza dover assumere antispastici ogni mese? Geazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il fatto che compaia in modo così periodico rispetto al ciclo mestruale mi fa pensare a qualcosa di strettamente legato alle variazioni ormonali; la prenda in ogni caso come ipotesi.

  10. perciavalle vincenzo

    dottore o le aderenze allo stomaco o avuto una operazione di un tumore al pangraes pero or a mi sento dirare anche dietro cosa devo fare sara meglio che mi operi x farmele togliere x favore mi dia un consiglio lei grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’intervento è una possibilità, ma prima di prendere questa decisione ne parlerei con un chirurgo.

  11. Lali

    Gentile dottore, dopo un intervento in laparoscopia, per l’asportazione di una sactosalpinge, mi fu rimossa una tuba. Dopo l’intervento, ho iniziato ad avvertire dolori all’addome e difficoltà nell’evacuazione. Cortesemente, mi può aiutare a capire se ciò è dovuto all’intervento? La ringrazio in anticipo.

  12. aderenze.addominali@facebook.com

    Salve Dottore,
    vorrei ringraziarla per i consigli e le spiegazioni. Purtroppo il nostro problema viene sottovalutato, non se ne parla abbastanza e i medici non forniscono informazioni né prima né dopo un intervento chirurgico. Soffrendo in prima persona delle varie conseguenze provocate dalle aderenze, ho creato una pagina facebook e sto cercando di “lottare” raggruppando persone con la stessa sindrome e coinvolgendo dei medici. Le scrivo perché mi preme combattere la disinformazione che non aiuta chi soffre come me: a tale scopo secondo me sarebbe importante precisare, negli articoli che si trovano in rete, che bisogna seguire un’alimentazione pressoché liquida, senza scorie e assumere almeno due litri di acqua al giorno, una settimana prima e almeno una settimana dopo aver subito l’intervento chirurgico. Vorrei anche sottolineare l’importanza dell’alimentazione quotidiana, quando si soffre a causa delle aderenze, che non deve essere priva di fibre: assumere fibre con prudenza è importante per la motilità intestinale a mio avviso. Con prudenza significa che non bisogna mai esagerare, che, se l’intestino non tollera le fibre derivanti dagli alimenti, bisognerebbe provare, per esempio, con i semi di psillyum e infine, cosa più importante, è fondamentale bere molta acqua durante il giorno (minimo due litri). Aspetto una sua risposta a queste mie affermazioni. Rinnovo i miei ringraziamenti. Cordialmente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido e la ringrazio di cuore per le precisazioni.

  13. aldo

    Buongiorno dott sono un ragazzo di 27 anni e sn stato operato 4 volte di ernia inguinale due volte a dx e due volte a sx dopo 5 anni dall yltima operazione mi sono comparse delle aderenze a sx con dolori all inguine cosa posso fare per star meglio? bisogna seguire una dieta ? grazie per la ris

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non si può fare nulla, se non operare nuovamente.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’unica terapia risolutiva per le aderenze è chirurgica.

  14. aldo

    Dott ma cosi nn se ne formano delle altre? a me hanno consigliato un bravo osteopata che ne dite? grazie x la ris

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Purtroppo ogni volta che si apre il rischio esiste.
      2. Può sicuramente provare, personalmente sono un po’ scettico (ma è una mia opinione).

  15. federico

    Volevo chiederle se è vero che, passati i 6 anni da un’intervento chirurgico addominale, le aderenze diventano meno pericolose e l’intestino si adatta stabilmente: Premetto che so bene che le aderenze sono imprevedibili e che non bisogna mai dire mai, ma mi interessava sapere (naturalmente in linea di massima) se è vero quello che passando gli anni i rischi diminuiscono.
    la ringrazio.

    Federico

    1. Federico

      Sintomi importanti no, ho subito numerose operazioni per morbo di crohn ed ogni volta fecevano le la lisi per tenaci aderenze. Ho avuto di tutto, peritoniti, occlusioni, etc…ma sempre nell’immediato post-operatorio. In questi ultimi 10 anni mi è capitato un solo episodio subocclusivo, a distanza di 3 anni dall’intervento, nel 2008. Il chirurgo dice che ad oggi, passati 10 anni, dall’intervento e sei dalla subocclusione, i rischi sono notevolmente inferiori. Lui sostiene che poi l’intestino si adatta (fermo restando, appunto, che sono sempre imprevedibili) e che trova una sua stabilizzazione fisiologica.
      Vorrei anche sapere se è vero che non è la quantità di aderenze il vero pericolo, ma come esse si dispongono. Mi hanno appunto anche detto di non preoccuparmi dell’enorme numero di aderenze che posso avere, non è quello il vero pericolo. Secondo lei anche questo è vero?
      Grazie
      Federico

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      In linea di massima sì, condivido entrambe le teorie.

  16. miracolo.8

    Buonasera, mi chiamo Giovanni e sette mesi fa ho subito un intervento in urgenza in seguito ad un infortunio sul lavoro., che mi ha provocato uno shock emorragico.Trattasi di sutura di lacerazione epatica trasversale Adesso accuso spesso dei dolori all addome verticale e orizzontale e , visto, che sono conseguenti dell’operazione subita, tutti i medici consultati mi dicono che ci devo convivere per un pò , in quanto non ci sono cure adeguate.Possono essere considerate aderenze? E, in tal caso, cosa mi suggerisce di fare? Grazie.Aspetto sue notizie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sì, sono aderenze, e temo che non sia nulla da fare.

  17. Marina

    Buon giorno dott.gentilmente le chiedo una sua opinione professionale riguardo il mio caso. Più di 10 anni fa ho subito un intervento chirurgico all’utero per l’asportazione di molti miomi di varia natura. Gli anni succ tutto bene,con ecografie e visite ginecologiche periodiche si evidenziava peró la difficoltà di visualizzare l’ovaia sx secondo il medico probabilmente a causa di aderenze! Tre anni fa altra eco e stesso problema! Arriviamo ad oggi ! Fatta eco e l’ovaia sx perfettamente visibile presenta ciste corpuscolata di cm 2,50 ca. !prescrizione: analisi del sangue con ricerca marker tumorali CA 125 e ovviamente panico! Ora le chiedo ,se possibile che aderenze causino cisti o formazioni simili in organi interni! Specifico che sono in menopausa con assenza totale del ciclo da tre anni! Grazie per la sua disponibilità cordiali saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, che io sappia le aderenze non causano cisti, ma non deve in ogni caso saltare a conclusioni; aspettiamo gli esiti degli esami.

  18. Giuseppe

    Nel 1989 ho subito la ricostruzione del duodeno per perforazione causa farmaci(cortisone, fans), nel 2007 emicolectomia dx. Dall’ultima operazione mi dissero che avevano tolto delle aderenze allo stomaco (ma io mangiavo bene e senza grossi disturbi e ho impiegato due anni per stare decentemente) ma dall’anno scorso soffro di reflusso gastroesofageo, non riesco a bere 2 lt di acqua, salto i pasti ed ora ho avuto una colicistite acuta con un calcolo da 1,3 mm. Il chirurgo dice di operare. Suppongo vi siano aderenze stabilizzate. Il Deursil da 300mg. che prendo 3 volte al di dopo i pasti mi sollecita il reflusso, è possibile o sono solo le aderenze?

  19. noemi

    Caro dottore,sono una ragazza di 23 anni. Giorno 17 marzo 2014 , sono stata operata, inizialmente per appendicite, ma aprendomi si sono accorti che avevo una emorreggia interna causata da una ciste ovarica scoppiata…mi hanno dovuta ripulire internamente ed hanno bloccato l’emorreggia.. da qualche giorno a questa parte ho dolori addominali e fitte è causa di aderenze…? E una volta k i punti si saranno asciugati, posso, senza problemi, praticare sport o fitness?
    Aspetto sua risposta… Grazie anticipatamente…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere un po’ presto per le aderenze, segnalerei i dolori al medico.

      Le confermo invece che a guarigione completa potrà riprendere gli sport praticati.

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