Adenovirus: sintomi e cura in bambini e adulti

Ultimo Aggiornamento: 90 giorni

Introduzione

La famiglia degli adenovirus è stata identificata come agente patologico dell’uomo nel 1953.

Comprende circa 100 diversi sierotipi, di cui circa la metà in grado di attaccare l’uomo; sono virus a DNA, a elevato potere patogeno, e ampiamente diffusi nell’intera popolazione mondiale.

Le manifestazioni cliniche di infezione da adenovirus sono varie e dipendono dal sierotipo con cui si viene a contatto, ciascuno dei quali si va a localizzare in uno specifico distretto dell’organismo. Sono quindi in grado di causare numerosi disturbi di varia natura e un individuo che entri in contatto con uno specifico sierotipo rimane comunque successivamente soggetto ad infezioni provocate da altri virus della stessa famiglia.

Nella maggior parte dei casi i sintomi sono quelli tipici delle malattie da raffreddamento (infezioni respiratorie), ma altri ceppi possono essere responsabili di altre malattie come gastroenterite, congiuntivite, cistite e, meno frequentemente, infezioni neurologiche.

I neonati e i pazienti con sistema immunitario indebolito sono i soggetti a più alto rischio di sviluppare complicazioni, oltre a rimanere contagiosi per diverse settimane o più.

Sintomi

Gli adenovirus si rendono responsabili di numerose infezioni virali:

Più raramente vengono colpiti anche altri organi tra cui

Gli adenoviruses raramente causano malattie gravi e ancora più raramente hanno esiti fatali, ma

  • neonati,
  • soggetti con sistema immunitario indebolito,
  • pazienti cardiopatici o con altre malattie croniche,

sono più soggetti a contrarre infezioni severe e sviluppare complicazioni.

Trasmissione

La trasmissione di un adenovirus può essere

  • interumana (i virus si trasmettono per via aerea, tra un soggetto infetto e uno sano),
  • indiretta.

Il contagio può quindi avvenire attraverso

  • ravvicinati contatti personali,
  • aria e in particolare le goccioline espulse con tosse e starnuti,
  • toccando un oggetto o una superficie contaminata dal virus e portando poi le mani alla bocca, al naso o agli occhi prima di essersi lavati le mani.

Alcuni ceppi possono diffondersi attraverso le feci di un paziente infetto, ad esempio, durante il cambio del pannolino, oppure ancora attraverso l’acqua (per esempio in piscina), ma questa è una situazione sicuramente meno comune.

Un soggetto può continuare a diffondere il virus anche per molto tempo dopo la guarigione, soprattutto in caso di sistema immunitario indebolito; questo “spargimento del virus” si verifica quindi anche senza più alcun sintomo.

Gli adenovirus sono virus particolarmente resistenti e possono permanere a lungo su asciugamani, strumenti medici e chirurgici, in luoghi pubblici come i mezzi di trasporto, …

È possibile il contagio anche per via alimentare, poiché questi virus resistono all’ambiente acido dello stomaco e agli enzimi presenti.

Epidemiologicamente è stata riscontrata una stagionalità caratteristica, anche se poco comune in Italia: il maggior numero di casi si presenta tra la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate; in estate invece è comune l’infezione all’occhio.

Diagnosi

La diagnosi di laboratorio è semplice e poco invasiva, ma è raro che sia necessario farvi ricorso.

È sufficiente prelevare un tampone faringeo o congiuntivale, oppure esaminare l’aspirato naso-bronchiale, urina o feci.

Molto raramente si fa ricorso a biopsie.

Cura e rimedi

Non esiste una terapia specifica per infezioni da adenovirus; sono disponibili vaccini, ma non per uso civile, mentre altri sono in fase di sviluppo.

La terapia utilizzata è sintomatica e di sostegno: si cerca di alleviare il fastidio dei singoli sintomi (ad esempio con antipiretici per abbassare la febbre), ma in assenza di complicanze il riposo a letto è sufficiente per permettere all’organismo di contrastare ed eradicare l’infezione.

Prevenzione

Non esiste ad oggi un vaccino che sia disponibile per la popolazione, mentre esiste una formulazione usata dall’esercito americano e in pochi altri casi in grado di proteggerei dagli adenovirus 4 e 7.

La prevenzione è quindi più che altro comportamentale, attraverso pochi piccoli accorgimenti igienici:

È possibile proteggere se stessi e altri da adenovirus e altre malattie respiratorie seguendo alcuni semplici passi:

  • Lavare le mani spesso e con sapone e acqua (o con disinfettanti a base alcolica se non fosse disponibile l’acqua).
  • Coprire la bocca e il naso quando si tossisce/starnutisce.
  • Evitare di toccare occhi, naso o bocca con le mani non lavate.
  • Evitare un contatto stretto con persone malate.
  • Rimanere a casa quando si è malati.

Un lavaggio frequente e accurato delle mani è particolarmente importanti in contesti sociali come strutture sanitarie e dedicate all’infanzia.

Fondamentale è la clorazione delle piscine per impedire la diffusione degli adenovirus e altri agenti patogeni.

Fonte principale: CDC

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  1. Anonimo

    egregio “signor” Silvio lei è una persona dalla dubbia intelligenza e lo si nota da quello che scrive, se in parte ha ragione sulle speculazione farmaceutiche e purtroppo viviamo nella corruzione in ogni campo ,lei pero’ se la prendo con una persona che gentilmente si presta a spiegare e commentare cose che noi mamme siamo all’oscuro ed è x questo che esiste internet quindi se ne stia zitto e se la prenda con chi di dovere e se cè l’ha col mondo ………..e un grazie al gentile dott Cimurro ‘

  2. Anonimo

    bei dottori con tutti i soldi che vengono istanziati per la ricerca sapete solo dire sport e bere tanta tanta aqua, ma che vi paghiamo a fare piu tosto ma che avete anche studiato per essere cosi ignoranti
    fate compassione andate a zappare la terra invece di sfruttare persone che lavorano
    vergognaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Accetto volentieri la sua critica, anche se è incredibile notare come nel giro di 2-3 giorni abbia ricevuto due critiche diametralmente opposte: la sua e questa

      http://www.farmacoecura.it/malattie/dermatite-seborroica-cause-e-rimedi/comment-page-2/#comment-224031

      Quindi mi chiedo, dobbiamo consigliare farmaci a pagamento oppure rimedi sullo stile di vita? 😉

      Nel mio piccolo cerco di consigliare modifiche allo stile di vita quando ritengo che queste siano realmente in grado di fare la differenza, anche quando comportano dei sacrifici (per esempio a livello di dieta) da parte del paziente. Questo significa sfruttare le persone? Non credo, ma accetto ugualmente la sua critica.

    2. Anonimo

      continuo a criticarla e , come dice lei un piccolo consiglio visto che io sarei superbo, si dimetta al piu presto la gente a bisogno di cure vere non di piccoli rimedi casalinghi, (specialmene i piu piccoli ) quindi visto che lei avrà anche una laurea glielo dico proprio apertamente lei e un medicore di massa
      poi siamo dietro a uno schermo magari lei nella vita sarà un barbire o un operaio ,comunque glilo ripeto perchè non se lo scordi abbiamo tutti bisogno di cure migliori che effetivamente gia esistono ma voi
      che siete tutti daccordo con rappresentanti di medici di famiglia vi torna molto piu comodo vendere medicine e tenere persone sane
      tenerle un pò malate per cosi sfruttarele quindi fra voi e lostato non ce molta differenza siete anche voi esattori di tasse ma sulla salute e questo non e giusto io da cittadino italiano continuero a diffondere le mie informazioni e continuerò fin che avrò vita la mia guerra personale contro il vostro sistema ipocrita e mensognero non mollerò mai

  3. Anonimo

    anche mia figlia di 3 anni e mezzo ha contratto l’adenovirus ad aprile, in ospedale in attesa delle risposte colturali per sospetta meningite è stata curata con bombe di antibiotici, ora sono trascorsi due mesi dalle dimissioni ma è ancora molto molto stanca e non riesce piu a contenere la pipì della notte, il pannolino le è stato tolto da più di un anno….
    Cìè qualche correlazione? Si può fare qualcosa per aiutarla a riprendersi? Quanto dura no i postumi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Alimentazione più corretta possibile, bere molto ed offrirle la possibilità (senza forzarla) di attività che la distraggano; non dia peso con la bimba agli incidenti notturni, ma se proprio persistessero ne parli con la pediatra.

  4. Anonimo

    Salve, ho una bambina di 8 anni e lo scorso anno,all’inizio dell’estate, ha contratto l’adenovirus. Dopo il ricovero ospedaliero per la cura( necessario a causa della forte febbre e dell’insorgere di una forte chetonemia) la mia piccola tutt’ora oggi sembra non aver del tutto debellato il virus e ancora accisa stanchezza. Come posso aiutarla a stare meglio?

    1. Anonimo

      salve, ha una costante presenza di occhiaie (molto più evidenti perchè di carnaggione chiara) . Ho chiesto al medico se riteneva opportuno aiutarla con delle vitamine,ma lui non è molto favorevole! Vorrei farle un controllo con un esame del sangue… cosa mi consiglia di fare …dato che all’ultimo controllo a settembre lei presentava ancora un’ anomalia al valore relativo agli anticorpi che segnalano un’infezione.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido lo scetticismo del medico verso i multivitaminici, più utile farla bere molto e possibilmente farle assumere molta frutta e verdura; sono piuttosto sicuro che con la primavera migliorerà decisamente.
      Gli esami del sangue potrebbero essere interessanti, ma sicuramente non sono fondamentali.

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