Pacemaker al cuore: intervento, controindicazioni ed altro

Ultimo Aggiornamento: 817 giorni

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Introduzione

Il pacemaker è un piccolo dispositivo impiantato nel torace o nell’addome che:

  • aiuta a tenere sotto controllo le anomalie del battito cardiaco,
  • usa gli impulsi elettrici per far battere il cuore a un ritmo normale.

I pacemaker sono usati per curare le aritmie, cioè le anomalie della frequenza o del ritmo cardiaco: durante gli episodi di aritmia il cuore può battere:

  • troppo in fretta,
  • troppo lentamente,
  • in modo irregolare.

Quando il battito è troppo veloce si ha la tachicardia, mentre il battito troppo lento è detto bradicardia.

Durante gli episodi di aritmia il cuore può non essere in grado di pompare una sufficiente quantità di sangue nell’organismo, si possono quindi avvertire sintomi come

  • l’affaticamento,
  • il fiato corto,
  • la sensazione di svenimento.

Le aritmie gravi sono in grado di danneggiare gli organi vitali e possono addirittura causare la perdita di conoscenza od il decesso.

Il pacemaker serve per alleviare alcuni dei sintomi dell’aritmia, ad esempio l’affaticamento e la sensazione di svenimento; inoltre può aiutare chi soffre di anomalie del battito cardiaco a riprendere uno stile di vita più attivo.

L’attività elettrica del cuore

Il cuore è dotato di un sistema elettrico interno che controlla la frequenza e il ritmo cardiaco; a ogni battito un segnale elettrico si diffonde dalla sommità del cuore e raggiunge la parte inferiore dell’organo, il passaggio del segnale fa sì che il cuore si contragga e riesca a pompare il sangue.

I segnali elettrici di solito hanno origine in un gruppo di cellule dette nodo senoatriale (SA), questo segnale, diffondendosi dalla parte superiore a quella inferiore dell’organo, coordina l’attività delle cellule del cuore.

Per prima cosa si contraggono le due cavità superiori del cuore (gli atri) che pompano il sangue nelle due cavità inferiori (i ventricoli); poi si contraggono i ventricoli che pompano il sangue nel resto dell’organismo. L’insieme delle contrazioni degli atri e dei ventricoli dà il battito cardiaco.

Aritmie

Le aritmie sono provocate da anomalie dei segnali elettrici del cuore e il pacemaker, quindi, crea degli impulsi elettrici di intensità minima per superare questo problema. I pacemaker sono in grado di:

  • Velocizzare il battito cardiaco troppo lento.
  • Tenere sotto controllo il battito irregolare o troppo veloce.
  • Far contrarre normalmente i ventricoli, quando gli atri non battono con un ritmo normale (disturbo definito fibrillazione atriale).
  • Coordinare l’attività elettrica tra le cavità superiori e quelle inferiori.
  • Coordinare l’attività elettrica tra i ventricoli. I pacemaker in grado di svolgere questa funzione, sono detti pacemaker per la resincronizzazione cardiaca (CRT). I CRT sono usati per la terapia dell’insufficienza cardiaca.
  • Prevenire le aritmie provocate dalla sindrome del QT lungo.

I pacemaker, inoltre, sono in grado di monitorare l’attività elettrica del cuore e il ritmo cardiaco; wuelli di ultima generazione, inoltre, controllano la temperatura del sangue, la frequenza respiratoria e altri fattori ed adeguano il battito cardiaco a seconda della maggiore o minore intensità dell’attività fisica.

I pacemaker possono essere temporanei oppure definitivi, quelli temporanei sono usati per curare i problemi temporanei, ad esempio il rallentamento del battito provocato dall’infarto, da un intervento chirurgico al cuore o da un’overdose di farmaci.

I pacemaker temporanei, inoltre, possono essere usati nelle situazioni di emergenza, prima dell’impianto di un pacemaker definitivo o finché il disturbo transitorio non scompare. Se vi è stato impiantato un pacemaker temporaneo, dovrete rimanere ricoverati in ospedale finché non vi sarà tolto.

I pacemaker permanenti, invece, sono usati per curare i problemi cardiaci di lunga durata: in questo articolo, se non altrimenti specificato, descriveremo questo tipo di pacemaker.

Le aritmie possono anche essere curate con un altro tipo di dispositivo, detto cardioverter defibrillatore impiantabile (ICD). Questi dispositivi sono simili ai pacemaker, ma, oltre a emettere impulsi elettrici di lieve intensità, possono anche emetterne di più forti, per curare alcune forme pericolose di aritmia.

A chi serve

I medici impiantano i pacemaker per diversi motivi, primi fra tutti la bradicardia e il blocco cardiaco.

  • La bradicardia è la situazione in cui il battito cardiaco è più lento del normale;
  • il blocco cardiaco, invece, è un problema dell’attività elettrica del cuore, in cui il segnale elettrico, durante l’attraversamento del cuore, risulta rallentato o interrotto. Il blocco cardiaco può essere causato dall’invecchiamento, dalle lesioni al cuore dovute a un infarto, da altri disturbi che interferiscono con l’attività elettrica del cuore oppure da disturbi a carico dei nervi e dei muscoli, come la distrofia muscolare.

Il medico può inoltre consigliare il pacemaker se:

  • L’età o i disturbi cardiaci impediscono al nodo senoatriale di far battere il cuore correttamente. Questo tipo di disturbo, detto sindrome del nodo seno atriale, può far battere il cuore più lentamente del normale oppure causare lunghe pause tra un battito e l’altro (come ricordato in precedenza), oppure ancora alternare un ritmo troppo lento e uno troppo veloce.
  • Vi siete sottoposti a un intervento per curare la fibrillazione atriale, una forma particolare di aritmia. Il pacemaker può aiutarvi a tenere sotto controllo il battito dopo l’intervento.
  • Dovete assumere particolari farmaci per il cuore, come i betabloccanti, che potrebbero rallentare troppo il battito cardiaco.
  • Svenite o avvertite altri sintomi della bradicardia. I sintomi possono comparire, ad esempio, se l’arteria principale del collo, quella che porta il sangue al cervello, è troppo sensibile alla pressione: se girate velocemente il collo, il cuore può iniziare a battere più lentamente del normale, rallentando anche l’afflusso di sangue al cervello e facendovi avvertire il capogiro, svenire o collassare.
  • Siete affetti da problemi del muscolo cardiaco che rallentano la diffusione dei segnali elettrici all’interno del muscolo (il pacemaker è fondamentale per la terapia di re sincronizzazione cardiaca).
  • Siete affetti dalla sindrome del QT lungo, che vi fa rischiare episodi pericolosi di aritmia.
  • Per i bambini, gli adolescenti e tutti coloro che soffrono di disturbi cardiaci congeniti può essere necessario il pacemaker. I pacemaker possono anche essere impiantati a seguito di un trapianto di cuore.

Prima di consigliarvi il pacemaker, il cardiologo esaminerà tutti i sintomi dell’aritmia, ad esempio le vertigini, gli svenimenti senza causa apparente o la mancanza di fiato. Terrà anche in considerazione gli eventuali disturbi cardiaci di cui avete sofferto in passato, i farmaci che assumete abitualmente e i risultati degli esami del cuore.

Diagnosi

Per diagnosticare le aritmie esistono diversi esami, il medico potrà prescrivervi uno o più degli esami seguenti.

Elettrocardiogramma (ECG)

L’elettrocardiogramma è un esame facile e indolore che registra l’attività elettrica del cuore. L’esame visualizza la velocità e il ritmo (regolare o irregolare) del battito.

L’ECG registra inoltre la forza e la frequenza dei segnali elettrici che attraversano il cuore. Quest’esame è utile per diagnosticare la bradicardia e il blocco cardiaco, le due cause più frequenti di impianto del pacemaker.

L’ECG standard registra il battito solo per pochi secondi, e quindi è del tutto inutile per diagnosticare gli episodi di aritmia che non avvengono nel corso dell’esame.

Per diagnosticare le anomalie ricorrenti, invece, il medico può prescrivervi un elettrocardiogramma dinamico, basato su un monitor portatile. I due tipi più diffusi di monitor portatili per l’ECG sono l’Holter e l’event monitor.

Monitor Holter ed event monitor

L’Holter registra l’attività elettrica del cuore per un periodo di 24-48 ore. Lo si indossa nel corso della giornata, mentre si svolgono le normali attività: grazie all’Holter è possibile tenere sotto controllo il cuore per un periodo più lungo rispetto a un normale elettrocardiogramma.

L’event monitor è simile all’Holter, perché lo si può indossare svolgendo le attività quotidiane, tuttavia registra l’attività elettrica del cuore solo in momenti ben precisi.

Nella maggior parte degli event monitor, il paziente può premere un pulsante per iniziare la registrazione soltanto quando avverte i sintomi. Altri tipi di event monitor, invece, si attivano automaticamente quando avvertono un ritmo cardiaco anomalo.

L’event monitor può essere indossato continuamente per un mese o due, oppure finché non si avvertono i sintomi e non li si registra.

Ecocardiografia

L’ecocardiografia usa le onde sonore per creare un’immagine in movimento del cuore. L’esame fornisce informazioni sulle dimensioni e sulla forma del cuore, nonché sul funzionamento delle cavità e delle valvole cardiache.

L’ecocardiografia, inoltre, è in grado di capire se ci sono zone del cuore in cui l’afflusso di sangue è più scarso, zone del muscolo cardiaco che non si contraggono normalmente oppure lesioni al muscolo cardiaco causate da un insufficiente afflusso di sangue.

Studio elettrofisiologico

In quest’esame viene inserito un tubicino flessibile in una vena dell’inguine o del braccio: il dispositivo viene poi diretto verso il cuore, dove registra l’attività elettrica del muscolo cardiaco.

Il medico usa il tubicino per inviare impulsi elettrici che stimolano il cuore: in questo modo si riesce a capire come risponde il sistema elettrico del cuore e a individuare con precisione eventuali zone danneggiate.

Prova da sforzo

Alcuni disturbi cardiaci sono più facili da diagnosticare se il cuore è sotto sforzo e batte più velocemente del normale; durante la prova da sforzo dovete compiere uno sforzo fisico (oppure, se non siete in grado, vi vengono somministrati farmaci appositi), per far lavorare intensamente il cuore e farlo battere più velocemente: durante lo sforzo vengono effettuati esami specifici, come l’elettrocardiogramma o l’ecocardiografia.

Come funziona

Pacemaker

Pacemaker (http://it.wikipedia.org/wiki/File:St_Jude_Medical_pacemaker_with_ruler.jpg)

Il pacemaker è un dispositivo composto da una batteria, da un generatore computerizzato e da piccoli cavi muniti di sensori (elettrodi) a un’estremità. La batteria fornisce energia al generatore, e il tutto è racchiuso in un piccolo contenitore metallico. I cavi collegano il generatore al cuore.

Il pacemaker serve per monitorare e tenere sotto controllo il battito cardiaco, gli elettrodi registrano l’attività elettrica del cuore e, grazie ai cavi, inviano i dati al processore contenuto nel generatore.

Se il ritmo cardiaco è anormale il computer comunica al generatore di inviare impulsi elettrici al cuore. Gli impulsi, quindi, percorrono i cavi e raggiungono il cuore.

I pacemaker di ultima generazione sono anche in grado di monitorare la temperatura del sangue, il ritmo respiratorio e altri fattori, in modo da adeguare il battito alla maggiore o minore intensità dell’attività fisica.

Il processore del pacemaker, inoltre, può tenere traccia dell’attività elettrica e della frequenza cardiaca. Il medico, quindi, può usare i dati ricavati per adattare il pacemaker alle vostre necessità.

Il medico è in grado di programmare il processore del pacemaker con un dispositivo esterno, senza entrare in contatto direttamente con il pacemaker.

I pacemaker possono avere da uno a tre cavi, ciascuno collocato in una cavità diversa del cuore.

  • I cavi del pacemaker a camera singola di solito fanno passare gli impulsi elettrici dal ventricolo destro (la cavità superiore destra del cuore) al generatore.
  • I cavi del pacemaker a doppia camera permettono il passaggio degli impulsi tra l’atrio destro (cavità superiore destra del cuore), il ventricolo destro e il generatore. Gli impulsi servono per coordinare la contrazione delle due cavità.
  • I cavi del pacemaker biventricolare permettono il passaggio degli impulsi tra un atrio, i due ventricoli e il generatore. Gli impulsi servono per coordinare l’attività elettrica dei due ventricoli. Il pacemaker di questo tipo è anche detto dispositivo per terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT).
Pacemaker nel torace

Pacemaker nel torace

Nella figura possiamo vedere una sezione di un torace con un pacemaker:

  • la Figura A illustra la posizione e le dimensioni di un pacemaker a doppia camera, impiantato nella parte alta del torace. I cavi con gli elettrodi sono inseriti nell’atrio destro e nel ventricolo destro attraverso una vena del torace.
  • In Figura B troviamo gli elettrodi che stimolano il muscolo cardiaco.
  • Infine, nella figura C, vediamo la posizione e le dimensioni di un pacemaker a camera singola, impiantato nella parte alta del cuore. Il cavo con l’elettrodo è inserito nel ventricolo destro, attraverso una vena della parte alta del torace.

Come viene programmato

Il pacemaker può essere programmato in due modi, esistono infatti

  • pacemaker a domanda,
  • pacemaker a risposta in frequenza (rate-responsive).

Il pacemaker a domanda monitora il ritmo cardiaco e invia gli impulsi elettrici al muscolo cardiaco solo se il cuore batte troppo lentamente o perde un battito.

Il pacemaker a risposta in frequenza (rate-responsive) velocizza o rallenta la frequenza cardiaca a seconda dell’attività che state compiendo; deve quindi monitorare la frequenza del nodo senoatriale, la temperatura del sangue, la frequenza respiratoria e altri fattori per capire qual è il vostro livello di attività.

La maggior parte dei pazienti che ha necessità di un pacemaker in grado di adeguare continuamente la frequenza cardiaca dovrà farsi impiantare un pacemaker a risposta in frequenza.

L’intervento

L’impianto del pacemaker è un intervento tutto sommato semplice, che di solito viene eseguito in ospedale od in una clinica specializzata nella terapia dei disturbi cardiaci. Prima dell’intervento viene collocata una flebo in una delle vene per somministrarvi appositi farmaci che vi rilasseranno e vi indurranno uno stato di torpore.

L’intervento è eseguito in anestesia locale: il medico somministra l’anestetico nella zona in cui impianterà il pacemaker, in modo da non farvi avvertire alcun dolore. Il medico, inoltre, può somministrarvi gli antibiotici per prevenire le infezioni.

Per prima cosa il chirurgo raggiunge una vena con una specie di lungo ago: la vena di solito è una delle vene della spalla opposta alla mano dominante. L’ago serve per guidare i cavi del pacemaker prima nella vena, e poi verso la posizione definitiva.

Il chirurgo è guidato da un filmato radiografico, che riprende i cavi all’interno della vena e del cuore. Quando i cavi raggiungono la posizione corretta, viene realizzata una piccola incisione nella pelle del torace o dell’addome.

La “scatoletta” metallica del pacemaker è inserita sottopelle nell’incisione e viene connessa ai cavi collegati al cuore. La scatoletta contiene la batteria e il generatore del pacemaker.

Una volta posizionato, il pacemaker viene provato, per accertarsi che funzioni correttamente. Il chirurgo infine sutura l’incisione. L’intervento dura alcune ore.

Dopo l’intervento

Dovrete mettere in conto di rimanere ricoverati per una notte in ospedale, in modo che gli infermieri possano controllare il battito cardiaco e accertarsi che il pacemaker funzioni correttamente. Vi consigliamo di chiedere a qualcuno di farvi riaccompagnare a casa, perché probabilmente il medico vi dirà di non guidare.

Per alcuni giorni o settimane dopo l’intervento, la zona in cui è stato impiantato il pacemaker potrà far male, essere gonfia o dare fastidio. Il dolore di solito non è intenso e può essere alleviato ricorrendo ai farmaci da banco. Prima di assumere un qualsiasi antidolorifico, però, chiedete consiglio al vostro medico.

Il chirurgo vi consiglierà di evitare gli sforzi fisici e di non sollevare pesi per circa un mese dopo l’intervento. La maggior parte dei pazienti può ritornare alle normali attività entro alcuni giorni dall’intervento.

Rischi e complicazioni

Il rischio di complicazioni dopo l’intervento di impianto del pacemaker è minimo. Tra gli eventuali problemi possiamo comunque ricordare:

  • Gonfiore, sanguinamento, lividi o infezioni nella zona in cui è stato impiantato il pacemaker.
  • Lesioni ai vasi sanguigni o ai nervi.
  • Collasso polmonare.
  • Reazione allergica ai farmaci usati durante l’intervento.

Stile di vita dopo l’intervento

Una volta impiantato il pacemaker, dovrete cercare di non stare troppo vicini alle apparecchiature elettriche o ai dispositivi che producono forti campi magnetici. Dovrete tenervi a distanza e cercare di non rimanere a lungo nelle vicinanze di apparecchiature come:

  • Telefoni cellulari e lettori di MP3 (ad esempio l’iPod).
  • Elettrodomestici, ad esempio i forni a microonde.
  • Cavi ad alta tensione.
  • Metal detector.
  • Forni industriali.
  • Generatori elettrici.

Queste apparecchiature sono in grado di disturbare l’attività elettrica del pacemaker, impedendogli di funzionare correttamente. Probabilmente non sarete in grado di capire se il pacemaker è stato danneggiato.

La probabilità di disturbo del pacemaker dipende dalla lunghezza dell’esposizione e dalla vicinanza dell’apparecchiatura al pacemaker.

Per evitare problemi, alcuni esperti consigliano di non mettere il cellulare o il lettore MP3 accesi nei taschini della camicia o della giacca dal lato del pacemaker.

Vi consigliamo inoltre di appoggiare il telefonino dal lato opposto rispetto al pacemaker. Se fissate il lettore MP3 al polso, mettetelo nel braccio opposto rispetto al lato in cui è stato impiantato il pacemaker.

Potrete comunque continuare a usare gli elettrodomestici, ma evitate di stare troppo vicini e per troppo tempo, perché potrebbero interferire con il pacemaker.

Potete attraversare i sistemi di sicurezza normalmente. Potete anche farvi controllare con il metal detector, a patto che il dispositivo non sia tenuto troppo a lungo nelle vicinanze della zona in cui è stato impiantato il pacemaker. Vi consigliamo di non stare troppo a lungo seduti o in piedi vicino ai metal detector fissi. Durante i controlli in aeroporto, fate sempre presente che siete portatori di pacemaker.

State ad almeno cinquanta centimetri di distanza dai forni industriali o dai generatori elettrici.

Alcuni interventi ed esami medici possono interferire con il pacemaker. Tra di essi ricordiamo:

  • Risonanza magnetica (MRI).
  • Litotrissia ad onde d’urto (terapia contro i calcoli renali).
  • Elettrocauterizzazione per arrestare il sanguinamento durante gli interventi chirurgici.

In occasione delle visite mediche, degli appuntamenti dal dentista e degli esami, comunicate al personale sanitario che vi segue che siete portatori di pacemaker. Il cardiologo può rilasciarvi un tesserino su cui è indicato il tipo di pacemaker che vi è stato impiantato: tenetelo sempre nel portafoglio. In alternativa potete indossare un braccialetto o una collana su cui è indicato che siete portatori di pacemaker.

Attività fisica

Nella maggior parte dei casi il pacemaker non causa particolari limitazioni per quanto riguarda lo sport e l’esercizio fisico, nemmeno per le attività più intense.

È però consigliabile evitare gli sport di contatto, ad esempio il calcio, perché potrebbero danneggiare il pacemaker o spostare i cavi all’interno del cuore. Chiedete comunque consiglio al vostro medico su quali attività possono essere praticate in sicurezza nella vostra situazione.

Follow-up

Il medico controllerà il pacemaker a cadenza regolare (ogni tre mesi circa). Con il passare del tempo il pacemaker può smettere di funzionare correttamente, perché:

  • I cavi si spostano o si rompono.
  • La batteria si scarica o non funziona più perfettamente.
  • Il disturbo cardiaco si aggrava.
  • Altri dispositivi interferiscono con i segnali elettrici.

Per mantenere il pacemaker in perfetto stato, il medico potrà consigliarvi di effettuare diverse visite di controllo all’anno. Alcune funzioni del pacemaker possono essere controllate anche a distanza, via telefono o mediante un computer connesso a Internet.

Il medico, inoltre, potrà prescrivervi un elettrocardiogramma (ECG) di controllo per escludere eventuali alterazioni dell’attività elettrica del cuore.

Sostituzione delle batterie

Le batterie dei pacemaker possono durare dai 5 ai 15 anni (in media durano 6 o 7 anni), a seconda dell’attività del dispositivo. Il medico sostituirà il generatore e la batteria, prima che quest’ultima inizi ad esaurirsi.

L’intervento di sostituzione del generatore e della batteria è meno delicato di quello di impianto del pacemaker. Se necessario, possono essere sostituiti anche i cavi del dispositivo.

Il medico è in grado di comunicarvi con congruo anticipo se il pacemaker o i cavi devono essere sostituiti, in occasione delle visite di follow-up.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Mario

    Ho 60 anni, 2 mesi fa mi hanno impiantato un pacemaker per un BAV completo parossistico a risoluzione spontanea. Tale diagnosi è stata potuta fare poicchè nel momento in cui stavo male è passata un’ambulanza, e in diretta l’ECG ha evidenziato il BAV. Ho avuto sincopi per 4 anni e visto che i 3 cardiologi da me consultati hanno refertato che avevo un cuore sano, mi sono rivolto ad un neurologo che mi ha curato come epilettico. In questi 4 anni ho preso tanti di quei farmaci antiepilettici, ma puntualmente ogni 2-3 mesi mi veniva una sincope. Documentandomi ho capito che se
    l’ECG lo si fa anche mezz’ora dopo aver avuto il BAV, non ci si accorge di niente. Dico questo per evitare a chi mi legge di non incappare nella diagnosi “cuore sano”, ma di fare holder per un periodo abbastanza lungo.

    1. valeria

      salve dottore….non so come contattarla quindi scrivo qui sotto .. e chiedo scusa se mi sono intromessa…ma dottore volevo chiederle..un mio amico e´ stato operato al cuore per sette volte ( a cuore aperto ) e ha una valvola meccanica e prende a vita delle medicine ( soppressori ) questo mio amico e´ in grado di poter fare figli? prendendo i giorni di ovulazione della donna? .. e quante probabilita´ ha? grazie e chiedo ancora scusa per l´ intrusione.

  2. Esperto

    Per chi fosse interessato all’argomento Pacemaker o Defibrillatore, vi segnalo che esiste una applicazione per iPhone o iPad con tutte le raccomandazioni sulla vita quotidiana, su interferenze, imprevisti, durata batteria, ecc.

    1. Anonimo

      Io ho fatto l’ impianto pec meker , 15 giorni fà, come mi devo comportare? Mi è stato cambiato il farmaco x la pressione, perchè mi hanno detto che l’altro abbassava troppo i battiti, ho 62 anni, in casa come mi devo comportare? Posso fare qualcosa? Si può fare una passeggiata? E si può andare in macchina, non guidando io. La ringrazio.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      A meno di diverse indicazioni mediche può più o meno fare una vita del tutto normale, ma in ogni caso senta anche il parere del suo medico.

    3. Mabbo

      Sono portatore di defibrillatore “Quadra Assura” della St Jude Medical e Le sarei davvero grato se volesse darmi indicazioni (o fonti informative) o soluzioni per evitare pericoli derivanti dalla letture (lunga) dell’APPLE IPAD mini al letto

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Al suo posto contatterei l’azienda produttrice, nessuno meglio di loro potrà darle informazioni in merito.

  3. etna1

    salve . dopo circa 4 anni di tribolamenti ,ieri 21 -02-2013 sono stato operato e mi è stato impiantato un pace maker..in passato ho avuto svariati casi di sincopi(vagali) il fatto è che io non sono convinto che questo impianto -pace maker possa essere la panacea di tutti i miei disturbi. il neurologo che aveva diagnosticato sincopi vagali //aveva colpito nel segno? .
    domanda:espressamente cosa si sà in merito alle sincopi vagali?

  4. Anonimo

    Mio padre ha avuto due interventi al cuore per cui 8baypass adesso il battito cardiaco ogni tanto rallenta per cui gli anno consigliato un pace meker. Volevo sapere se ci sono controindicazioni o pericolo avendo il cuore malandato .? Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se gliel’hanno consigliato è perchè i vantaggi sono sicuramente superiori ai rischi; in altre parole, probabilmente, corre un pericolo maggiore senza che mettendolo.

  5. figlia preoccupata

    a mia mamma 84 anni è stato messo il pacemaker da 15 gg siamo andate a un primo controllo urgente per fatica a respirare di notte , come prima, e gran difficoltà a salire le scale,prima no. ora buon respiro notturno ma ancora difficoltà a salire le scale che deve fare per forza. cosa mi consiglia’ come mai succede così.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      I medici al controllo hanno trovato tutto nella norma?

      Consideri in ogni caso che ha subito un intervento non indifferente, quindi potrebbe servire tempo prima di riprendersi completamente.

  6. figlia preoccupata

    grazie x la sua risposta. oggi nuovo disturbo, male ai polpacci e come da quando uscita dall’ ospedale ancora inappetenza , prima dell’intervento era una mangiona, anche se non si capiva dove andava il cibo,essendo magra. dice che secondo lei ogni giorno va peggio. sono preoccupata e avvilita. per favore mi consigli. grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Proverei a fare il punto con il medico di base che, a differenza del cardiologo, dovrebbe dedicare maggiore attenzione anche a questi aspetti; valuterei per esempio di aiutarla un po’ (ma senta il preventivo parere del medico) con sali minerali.

    2. figlia preoccupata

      purtroppo mamma ricoverata da ieri x scompenso cardiaco può dirmi qualcosa in merito mi dispiace dottore non abitare nello stesso posto, avrei tante cose da chiederle a voce grazie ancora

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Io la ringrazio per la fiducia, ma in quanto farmacista non ho purtroppo la preparazione adatta per affrontare queste situazioni; probabilmente i sintomi che lei ha correttamente segnalato potevano indurre al dubbio i medici, ma mi rendo conto che non sia sempre facile distinguerli dalla normale convalescenza.

      Mi tenga al corrente.

  7. Pasquale

    Mio padre, 61 anni, ha avuto un arresto cardiaco a metà febbraio. Diagnosi ospedaliera: ipersensibilità del seno carotideo. I controlli all’ospedale dimostra(va)no piena salute del cuore e della principali arterie-vene. E’ stata re-indotta la sincope con la pressione/stimolo del seno carotideo e l’arresto misurato dall’ECG è durato ben 7,5 secondi. Ha installato un pacemaker, poichè prospettato come unica soluzione. A 7 giorni dalla installazione del PMK, a causa di forti disturbi, fastidi, bruciori, un controllo ha rivelato che il PMK non era stato tarato/regolato. Ora sono 15 giorni che accusa sintomi sempre più frequenti di tachicardia e cambiamenti repentini del battito. Sempre da 15 giorni avverte un dolore/fastidio, talvolta forte, talvota a mò di tremolio, al centro del torace. Oggi il professore che ha curato l’installazione del PMK ha verificato che “..non ha un battito uguale agli altri..” e c’è il rischio di una fibrillazione. Dunque la prescrizione dell’Almaritm 100mg.
    Domanda: è possibile che un cuore sano che ha avuto rari episodi di aritmia (prima dell’installazione del PMK), mostri tachicardia pronunciata COME REAZIONE dell’installazione del PMK? Conoscete un forum ad-hoc per casi e domande di questo tipo?
    Grazie sin d’ora al dr. Cimurro e quanti potranno rispondermi.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’applicazione di pacemaker può alterare la normale funzione cardiaca, quindi se qualcosa è andato nel verso sbagliato (applicazione, regolazione, …) è possibile.

      Sicuramente sapranno essere più precisi su medicitalia.it.

    2. Anonimo

      La ringrazio per il riscontro immediato. Ho provveduto ad inserire una richiesta di consulto su Medicitalia.it. Cordiali saluti

  8. enzo

    il 21 3 2013 mi hanno messo un pace maker,perche il mio cuore mentre svenivo si fermava,sapete dirmi il perché si fermava il cuore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, ma sicuramente il cardiologo che l’ha seguita avrà fatto gli approfondimenti necessari (esami) per risponderle.

  9. nuccy

    La mia mamma ha quasi 98 anni e per alcuni giorni ha avuto i battiti cardiaci rallentati, 30 min., lei non ha mai superato i 60.
    Ora si è ripresa, e direi molto bene, ma i medici pensano all’applicazione di un pacemaker.
    Mi date un consiglio? A me sembra che alla sua età un intervento al cuore….
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono in grado di risponderle direttamente, ma al suo posto farei queste domande al cardiologo:

      1. Se non interveniamo qual è l’aspettativa di vita relativamente ad eventuali problemi cardiaci?
      2. Qual è la probabilità di complicazioni fatali legate all’intervento?
      3. Se l’intervento riesce qual è l’aspettativa di vita relativamente ad eventuali problemi cardiaci?

      Questa valutazioni, unite all’attuale stato di salute e qualità di vita della signora, le permetteranno una valutazione per prendere una decisione.

  10. pino ronchi

    sono portatore di PM da diversi anni e vorrei sapere che farmaci posso prendere per dolori artrosici; è vero che non posso prendere
    FANS?
    GRAZIE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Premesso che NON posso prescrivere farmaci, che medicinali assume per il cuore?

    2. pino ronchi

      Tiklid o cardioaspirina
      Ladix e Luvion

      non chiedo nomi di farmaci ma di molecole

      grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il mio impedimento alla prescrizione/suggerimento di farmaci non deriva dai nomi commerciali, ma dal fatto che non sono medico e soprattutto il rapporto è informatico.

      L’assunzione quotidiana di Cardioaspirin è il motivo per cui non può assumere FANS, ma questo non significa che il suo medico non possa prescriverle antidolorifici appartenenti a classi diverse.

  11. aldo

    circa un anno fa mi è stato impiantato un pacemaker bicamerale dell’ultima generazione.. Verso il basso (bradicardia) funziona perfettamente, mentre non interviene quando ho tachicardia. Il mio cariologo vuole fare funzionare un solo elettrodo e regolare il ritmo cardiaco ad u livello accettabile. È giusto levare un elettrodo (solo interromperlo, rimettendolo in fuzione immediatamente se necessario):. è una soluzione accettabile? Garzie infinite e cordiali saluti.

  12. Graziano

    Salve ho 74 anni da aprile ho impiantato il pace maker e mi sto trovando bene ma da qualche giorno quando sto supino o seduto sulla poltrona percepisco i battiti cardiaci sopra il pace maker come se rimbalzassero i battiti proprio li come di riflesso ,mi devo preoccupare?grazie

  13. Laura

    Gentilissimo dott Cimurro vorrei un suo parere riguardo al mio problema alcuni anni fa mi è stata diagnosticata la patologia del QT lungo ho avuto spesso episodi sincopali con perdita di coscienza sono stata ricoverata più volte in cardiologia al reparto UTIC mi è stato prescritto un beta bloccante lo prendo da più di un anno ma continuo a stare male e ad avere episodi sincopali con perdita di conoscenza mi sono state inoltre tachiaritmie ventricolari secondo lei con l impianto del pacemacker posso risolvere il mio problema e stare meglio grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non me la sento di prendere posizione su un caso come il suo.

    2. luci 18

      sono portatore di pacemaker (il tapis roulant magnetico, può danneggiarlo?) grazie..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Con i modelli recenti di pace-maker non dovrebbero esserci problemi perchè il campo magnetico prodotto è assolutamente ridotto, ma non mi sento di garantirglielo e le raccomando una conferma da parte del cardiologo.

  14. Figlia dubbiosa

    Salve Dottore,
    ho un terribile dubbio che mi assale e vorrei delle delucidazioni in merito, visto che non ho ancora avuto modo di chiederle ai medici che hanno seguito mia madre ricoverata d’urgenza in ospedale per un episodio di fibrillazioni.
    Purtroppo è deceduta 10 giorni dopo aver impiantato un pacemaker. Non aveva mai avuto problemi di cuore prima se non un lieve rigurgito della valvola mitralica. L’elettrofisiologo ed il cardiologo che l’hanno seguita avevano pareri discordanti in merito all’impianto dell’apparecchio, l’ho capito dopo aver ascoltato un loro confronto a bassa voce in seguito ad una visita fatta a mia madre. Il farmaco anticoagulante riusciva a controllare i picchi alti della sua aritmia ma non quelli bassi. Le premetto che non mi ero documentata sulle complicanze del pacemaker, affidandomi a quelli che dovrebbero essere gli “esperti” in materia. Lei era affetta da una BPCO ed ho visto che una delle complicanze è il colasso polmonare, non sarebbe stato meglio non metterlo? Se possibile, gradirei una Sua considerazione in merito per aiutare a sciogliere il mio dubbio, magari, anche preventivo per coloro che ci leggono e che si trovano a dover far fronte allo stesso problema. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non sento di aver le competenze per rispondere.

  15. carlotta

    ho 61 anni da 7 giorni un bravo cardiologo ha capito la fonte del mio problema per cui dopo l’ultimo ps dove ho rischiato di lasciarci la pelle .Sono stata ricoverata in UTIC e il giorno dopo mi è stato impiantato un pm di ultima generazione col quale ,mi ha detto il cardiologo,posso anche fare la risonanza magnetica.Ho ancora i punti di sutura che toglierò fra qualche giorno poi mi applicheranno un holter per controllare che tutto sia regolare.Prima che succedesse questo mi ero iscritta ad un corso di ginnastica dolce perchè soffro di artrosi diffusa e fibromialgia,credo che possa servirmi per tenere l’elasticità della muscolatura perciò la mia domanda è:quanto tempo devo lasciar passare prima di poter frequentare il corso che continuerà fino a maggio 2014?I farmaci che attualmente uso sono un ipertensivo50mg, due bisoprololo 125mg e unbetabloccante100mg . Posso usare al bisogno ,per i miei doloriarticolari quando sono insopportabili ,qualche antiinfiammatorio? Resto in attesa di risposta e ringrazio infinitamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Probabilmente appena se la sente può tornare a frequentare il corso, ma ovviamente l’ultima parola spetta al medico.
      2. Eviterei gli antinfiammatori, ma ci sono antidolorifici che non dovrebbero darle problemi (non posso però consigliare o prescrivere farmaci).

  16. jose'

    salve dottore vorrei una delucidazione. o 52 anni peso 90 .e 1,70 di altezza.io due mesi fa’ mi sono sottoposto a implantologia di pacemeker per bradicardia di terzo grado. tutto bene..prendo farmaci consigliati..tutto a posto.solo che nella vita quotidiana di tutti i giorni avverto un fastidio quanto faccio movimenti oppure quando vado in moto!.. ad esempio le vibrazioni mi danno fastidio..o parlato con medico dice che e normale..bho!! ho fatto il controllo dopo un mese del pacemaker e risulta tutto a posto..cosa puo’ essere?..la ringrazio per la sua delucidazione!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente il cardiologo ha ragione, non è la prima volta che mi vengono riferiti, ma purtroppo non so spiegarle i motivi esatti.

  17. anna

    mio marito ha peismacher–e vero che non devi giudare la macchina???persone di gueste condizioni dicono che devi dare dietro suo patente di giuda—vero????grazie per la risposta

  18. luciano

    il mio nome e’ LUCIANO – DI PIACENZA.
    ho avuto aritmie e mi hanno rimesso il ritmo, con 2 scosse in anestesia totale, – dall’ultima aritmia circa 15 mesi fa sono stato molto bene e mi son messo a dieta da 151 kg sono sceso a 133 kg, come terapia mi hanno prescritto il coumadin, che tengo sotto controllo con la mia macchinetta portatile.
    ora sono in africa, posso continuare a starci o e’ meglio che venga in italia, visto che da 3 mesi mi e’ saltata fuori ancora l’aritmia, (dopo che ho avuto un’incazzatura con del personale), per via di un furto che ho subito, e tutte le volte mi e’ successo l’aritmia sotto un attacco di nervosismo. mi ha detto che la mia aritmia non e’ pericolosa, ora se faccio 50+50 mt mi fanno male i muscoli e mi fa male il cuore, non parliamo a far le scale, — soffro di artrosi alle ginocchia e di ipertensione, ed ho avuto un esaurimento nervoso. ci sono dei giorni che vado bene, ma sempre piu’ rari. – il problema che solo distante dai cibi calo di peso. – grazie dottore.

  19. gaetana

    mio padre 75 anni 3 giorni fa gli è stato inserito un pace maker ma ha la mano sx molto gonfia è normale . grazie

  20. reverberi arnaldo

    egregio dottore volevo sapere se gli elettrocateteri del pacemaker attraversano le valvole
    grazie.

  21. elvira 65

    vorrei sapere se mia suocera può sopportare un intervento di un pacemaker,a 83 anni e con grave malattia al fegato cirrosi, con anemia,ferro basso,reni milza non in ottimo stato.grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma solo i medici che la seguono possono darle una risposta.

  22. stefania

    salve!!mio padre di 75 anni è da 6-7 mesi che soffre una forma di prurito..può essere il pacemaker la causa di prurito??? e se è così quali sono le possibili cure per alleviare questo prurito??

    1. stefania

      lo avverte sulle braccia dietro la schiena sulle gambe praticamente su tutto il corpo anche vicino al pacemaker ma non sempre ,ma non ce l’ha sempre su tutto il corpo si sposta..

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Escluderei che possa essere il dispositivo.
      2. Non posso purtroppo prescrivere farmaci.

  23. ANNA MARIA

    HO 76 ANNI, MI E’ STATO IMPIANTATO UN PM DA 12 GIORNI, DOPO QUANTI GIORNI POTRO’ USARE LA BICICLETTA MIO USUALE MEZZO DI TRASPORTO. grazie se mi potrà rispondere. A

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere anche da subito, ma l’ultima parola spetta al medico.

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