Farmaco e Cura

Operazione a tonsille ed adenoidi

Ultima modifica: 13 gennaio 2010    Tag: , , ,    
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Introduzione

La tonsillectomia è l’intervento chirurgico di asportazione delle tonsille.

L’adenoidectomia è la rimozione chirurgica delle adenoidi.

La tonsillectomia, in alcuni casi accompagnata dall’adenoidectomia, è un intervento chirurgico molto comune e sicuro. È il secondo intervento in ordine di frequenza nei bambini, ma in alcuni casi si rivela necessario anche per i pazienti adulti. L’intervento può contribuire alla prevenzione dei mal di gola frequenti e può anche far diminuire la probabilità di infezioni dell’orecchio medio. La tonsillectomia e l’adenoidectomia non vengono sempre eseguite in un unico intervento, a seconda dei casi può essere necessaria solo una delle due procedure.

Questo articolo vi aiuterà a capire meglio che cosa sono e come possano contribuire alla buona salute vostra e dei vostri famigliari.

Anatomia

Le tonsille sono due ghiandole collocate sui lati della parte posteriore del palato, fanno parte del sistema immunitario ed aiutano a combattere le infezioni.

Le adenoidi sono collocate sul retro del palato molle, la parte muscolare che si trova nel retro della cavità orale e ne costituisce la volta. Anche le adenoidi fanno parte del sistema immunitario e aiutano a combattere le infezioni.

Anche l’ugola si trova nella parte posteriore della cavità orale e sporge dal centro del palato molle, dietro l’ugola c’è un condotto che mette in comunicazione il naso e la bocca. Le trombe di Eustachio collegano l’orecchio medio al retro della cavità nasale e impediscono che la pressione all’interno dell’orecchio vari repentinamente. Il gonfiore e l’infiammazione delle adenoidi possono ostruire le trombe di Eustachio e quindi l’orecchio medio può riempirsi di pus. in questo modo si formano le infezioni o l’infiammazione dell’orecchio medio. In alcuni casi questa situazione può portare alla diminuzione dell’udito.

Cause

Nella maggior parte dei casi la tonsillectomia viene eseguita perché ci sono stati episodi ripetuti di tonsillite, l’infezione della gola o, più precisamente, delle tonsille. La tonsillite di solito provoca un mal di gola grave e la febbre. La deglutizione diventa molto dolorosa e difficile.

La tonsillite è considerata cronica o grave se si sono verificati:

  • Cinque o più episodi nell’arco di un anno,
  • Tre o più episodi all’anno, nell’arco di due anni,
  • Episodi che non hanno risposto alla terapia antibiotica.

Le tonsille possono gonfiare talmente tanto da arrivare a toccarsi: in questo caso si dice che le tonsille sono ipertrofiche.

Un altro motivo per cui si può ricorrere alla tonsillectomia è la presenza di un ascesso che circonda le tonsille (gli ascessi sono piccole sacche piene di pus). Quest’eventualità è piuttosto rara, ma comunque è una delle cause della tonsillectomia.

Nei bambini le infezioni ricorrenti dell’orecchio medio, dovute al gonfiore delle adenoidi e all’ostruzione delle trombe di Eustachio, possono portare alla diminuzione dell’udito che, in alcuni casi, può causare disturbi della parola. Per contribuire alla prevenzione delle infezioni dell’orecchio medio è possibile eseguire l’adenoidectomia.

Pericoli

I rischi e le complicazioni sono quelli normalmente collegati all’anestesia e agli interventi chirurgici. Il tecnico anestesista o l’infermiere vi illustreranno con maggior precisione i rischi dell’anestesia. Tra i rischi specifici dell’intervento di tonsillectomia e/o adenoidectomia troviamo l’emorragia e le infezioni che, tuttavia, sono estremamente rare.

Chiamate immediatamente il medico se:

  • la cicatrice sanguina per più di uno, due minuti, con sangue di colore rosso vivo,
  • Il paziente ha la febbre a più di 38 °C,
  • il dolore è continuo e non viene alleviato dai farmaci.

Diagnosi

Per la terapia della tonsillite e delle infezioni dell’orecchio di solito sono necessari gli antibiotici, se non viene curata la tonsillite potrebbe danneggiare altri organi, ad esempio il cuore o i reni. La tonsillectomia è l’intervento chirurgico di asportazione delle tonsille, mentre l’adenoidectomia è l’asportazione delle adenoidi. Le due operazioni possono aver luogo in un unico intervento oppure il chirurgo può optare per una sola delle due.

Questi interventi contribuiranno a ridurre il numero di infezioni della gola e dell’orecchio medio. Prima dell’intervento il medico potrà prescrivervi un esame del sangue per scoprire se:

  • il vostro sangue si coagula normalmente,
  • il livello di piastrine nel sangue è normale.

Gli esami del sangue aiutano il medico a capire se è possibile che si verifichi un’emorragia dopo l’intervento. La cavità orale è più soggetta a sanguinamento rispetto alle altre zone dell’organismo: se il sangue non riesce a coagularsi normalmente o se il livello di piastrine è basso, c’è un maggior rischio di emorragia.

Intervento

L’intervento di tonsillectomia e/o adenoidectomia viene eseguito in anestesia generale, cioè il paziente viene addormentato.

Il chirurgo può asportare le tonsille e/o le adenoidi in diversi modi, se dovete ricorrere all’intervento il chirurgo vi illustrerà il metodo che intende usare: non esiste un metodo in assoluto migliore. Alla fine dell’intervento viene arrestata l’emorragia e il paziente viene spostato nella sala post operatoria.

Dopo l’intervento, quando si trova nella sala post operatoria, il paziente viene risvegliato. Gli vengono somministrati farmaci antidolorifici in grado di combattere il gonfiore. Quando il paziente è completamente sveglio può essere dimesso. È importante che il paziente non ritorni a casa guidando la propria macchina: guidare non sarebbe sicuro, quindi è opportuno che si faccia accompagnare da un famigliare o da un amico.

Dopo l’intervento

I bambini affetti da disturbi della coagulazione hanno maggiori probabilità di emorragia dopo l’intervento, quindi di solito si consiglia una giornata di ricovero in ospedale per tenerli sotto osservazione.

Durante le prime 24 ore dopo l’intervento spesso si soffre di problemi di stomaco e in alcuni casi si può anche vomitare.

Dopo l’intervento, per tenere sotto controllo l’emorragia, possono essere somministrati per endovena (con una flebo) alcuni farmaci: questi medicinali sono fondamentali per il processo di guarigione, quindi vostro figlio rimarrà in ospedale finché non sarà in grado di assumerli per via orale oppure finché non si troverà un modo per somministrarglieli per endovena a domicilio.

Dopo l’intervento a vostro figlio saranno somministrati anche degli analgesici. I bambini affetti da disturbi della coagulazione NON devono assumere né l’aspirina né gli antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene (Nurofen febbre e dolore®, Antalfebal®, Siniprev®)). Queste medicine, infatti, fanno aumentare il rischio di emorragia.

Per combattere il dolore e l’infiammazione (gonfiore) i bambini con disturbi della coagulazione possono assumere il paracetamolo (Tachipirina®), l’associazione tra paracetamolo e codeina (Tachidol®, Lonarid®) oppure altri.

Se avete qualche dubbio su queste medicine, chiedete chiarimenti al medico o agli infermieri.

L’intensità del dolore è variabile, può essere maggiore al mattino e diminuire nel corso della giornata, quando si assumono gli analgesici e si mantiene la gola idratata alimentandosi e bevendo. Il dolore spesso peggiora di nuovo alla sera, soprattutto nei primi tre giorni dopo l’intervento. Il mal di gola può durare fino a due settimane, soprattutto quando si deglutisce. Può sembrare quasi scomparso dopo alcuni giorni, ma dopo può ripresentarsi quando la ferita si rimargina. Se il mal di gola impedisce di assumere i farmaci vi consigliamo di contattare il medico o l’ospedale.

La voce di vostro figlio potrebbe modificarsi leggermente dopo l’intervento, perché nella gola si libera lo spazio in precedenza occupato dalle tonsille e dalle adenoidi. Il cambiamento della voce potrebbe essere definitivo, oppure la voce potrebbe ritornare alla normalità dopo un po’ di tempo.

Dopo l’intervento, molti pazienti soffrono anche di mal d’orecchie, soprattutto quando deglutiscono. Questo avviene perché l’orecchio e la gola hanno in comune un nervo sensoriale e c’è un condotto che collega l’orecchio alla gola, all’interno del quale passa l’aria. Possono inoltre verificarsi gli spasmi mascellari (movimenti incontrollati della mascella), perché i muscoli di quella zona sono stati coinvolti durante la preparazione e l’intervento. Masticare un chewing-gum può contribuire ad alleviare il dolore alla mascella.

Molti pazienti lamentano dolore ai muscoli del collo dopo l’intervento di adenoidectomia. Il fastidio può durare fino a una settimana.

Vostro figlio, finché la gola non sarà completamente guarita, potrà avere l’alito cattivo per alcune settimane.

Dopo l’intervento, se la gola è gonfia, si può iniziare a russare, ma questo fastidioso effetto collaterale dovrebbe scomparire nel giro di due settimane. Dormire su un cuscino più alto e usare un umidificatore sono due strategie utili per diminuire il gonfiore alla gola.

A casa

Bere

Fate bere a vostro figlio una quantità sufficiente di liquidi, ricordandovi sempre quali sono consentiti dal vostro medico e quali invece sconsigliati. Tenere la gola idratata diminuisce il dolore e il disagio e previene la disidratazione (ovvero la perdita eccessiva di liquidi dell’organismo, una condizione davvero pericolosa). Se il bambino vomita non somministrategli liquidi per un’ora e consigliategli di mettersi a riposo nel letto. Dopo un’ora potrete ricominciare a dargli liquidi, in piccole quantità.

Farmaci

Per prevenire l’emorragia vostro figlio potrebbe aver bisogno di continuare la terapia con farmaci anche dopo le dimissioni.

Prima di somministrare qualsiasi analgesico chiedete a vostro figlio di dare un voto al suo dolore: usare questa specie di “termometro” aiuterà vostro figlio a comunicarvi meglio l’entità del proprio dolore. Tenete nota dell’intensità del dolore di vostro figlio, in rapporto al momento della giornata e alla dose di farmaci somministrata. In questo modo voi e vostro figlio riuscirete a sapere con sicurezza se l’analgesico funziona.

Gli analgesici vanno somministrati al momento giusto: è importante somministrarli ogni 4-6 ore (di giorno e di notte), come prescritto dal medico, per i primi 2, 3 giorni. Le ricerche dimostrano che, se le dosi sono regolari, si riesce a tenere sotto controllo meglio il dolore anziché aspettare che il male si aggravi per cercare di combatterlo. Le medicine andrebbero somministrate mezz’ora o 45 minuti prima dei pasti, in modo da lasciar loro il tempo di funzionare e di facilitare la deglutizione.

Gli analgesici sono disponibili anche in supposte per i bambini più piccoli che spesso rifiutano di inghiottire le medicine.

Per aiutare gli analgesici a funzionare meglio, è possibile usare altri metodi non farmacologici: distrarsi, guardare un film, ascoltare musica o un buon massaggio possono essere utili.

Altri modi per aiutare vostro figlio

È possibile usare un umidificatore (soprattutto di notte) per diminuire la sensazione di gola secca e il mal di gola che compaiono al mattino. Fate dormire il bambino su diversi cuscini: con la parte superiore del corpo sollevata, respirerà e riuscirà a deglutire meglio.

Per prevenire le emorragie è consigliabile evitate di tossire, soffiare il naso, schiarirsi la gola e sputare. Se necessario pulite il naso con un fazzoletto, senza farlo soffiare. Se starnutisce consigliategli di farlo a bocca aperta ed emettendo un suono, per prevenire l’eccessiva pressione all’interno della gola.

Evitate di stare a contatto con altre persone che hanno l’influenza, il raffreddore o una qualche infezione in corso.

Alimentazione e dieta

Consigliategli di bere liquidi non gasati, leggeri e non troppo zuccherati, ad esempio:

  • succo di mela o succo d’uva,
  • Gatorade®,
  • Caramelle gelatinose senza zucchero,
  • Ghiaccioli,
  • Bevande effervescenti (agitare per eliminare le bollicine),
  • Acqua (usatela solo se state già assumendo abbastanza calorie con gli altri liquidi o alimenti).

Se vostro figlio ha mal di stomaco dategli piccole quantità di liquido molte volte al giorno.

Nota:Se il bambino vomita dopo aver assunto una bevanda di colore rosso, il vomito sarà rosso. Non allarmatevi!

Quando vostro figlio avrà più appetito aggiungete alimenti morbidi o a base di latte, ad esempio:

  • Mele grattugiate o ridotte in purea,
  • Cereali ammorbiditi nel latte,
  • Gelato,
  • Frullati (per berli usate un cucchiaio e non una cannuccia),
  • Purè di patate,
  • Budino,
  • Yogurt bianco.

I liquidi sono più importanti degli alimenti. Accertatevi che vostro figlio beva abbastanza da urinare almeno una volta nell’arco di 8 ore.

Quando vostro figlio vorrà mangiare qualcos’altro chiedetevi: “È facile da masticare? Una volta masticato diventa morbido? È liscio? È privo di parti che potrebbero irritare la gola?” Se la risposta a tutte queste domande è affermativa con buone probabilità vostro figlio riuscirà ad assumere quell’alimento.

Assicuratevi di tagliare tutto in pezzi molto piccoli e consigliate a vostro figlio di masticare bene. Continuate questa dieta per due settimane dopo l’intervento o fino alla completa guarigione.

Evitate gli agrumi e i succhi di agrumi, come il succo d’arancia e la limonata, perché potrebbero far bruciare la gola. Evitate inoltre gli alimenti caldi o molto speziati.

Ecco alcune idee di alimenti facilmente masticabili.

Consigliato Sconsigliato
Pane morbido Pane tostato
Focaccine morbide o pane tostato (senza crosta), inzuppati nel latte o nello sciroppo Focaccine o fette biscottate croccanti
Uova strapazzate o sode Alimenti fritti
Farina d’avena, altri cereali inzuppati nel latte Cereali croccanti
Minestra o minestrone
Pasta, riso, panini al formaggio
Hamburger teneri; carne rossa, carne bianca o pesce bolliti Carne rossa, carne bianca o pesce, tagliati spessi e troppo cotti
Latte Biscotti
Budino, mousse, crema pasticciera Cracker
Gelato Salatini
Frullati, frappé Patatine
Yogurt bianco Popcorn
Ricotta Noci
Panini (senza crosta):

  • burro e marmellata

  • formaggio molle
  • tonno
Toast
Verdure cotte Verdura e pomodori crudi
Purè di patate, patate bollite
Mele grattugiate o ridotte in purea Agrumi
Banane, frutta sciroppata, anguria senza semi Frutta fresca croccante
Succhi di frutta Spremute di agrumi
Bevande non gasate Bevande gasate
Caramelle gelatinose senza zucchero

Che cos’altro devo sapere?

Il rischio di emorragia è maggiore in due momenti: subito dopo l’intervento e da 7 a 10 giorni dopo l’intervento, quando la crosta può staccarsi. Ricordatevi di ritornare all’ospedale per la visita di controllo, che di solito verrà fissata da 6 a 8 giorni dopo l’intervento.

Non allontanatevi troppo dalla zona in cui opera il pediatra per due settimane.

Per una completa guarigione sono necessarie da due a tre settimane. La guarigione completa si ha quando non c’è più alcuna crosta nella parte posteriore della gola. Il medico vi mostrerà alcune immagini che vi indicheranno come sarà la gola di vostro figlio una volta guarita.

Consigliate al bambino di non andare fuori a giocare per i primi 3, 5 giorni dopo l’intervento. Di solito i bambini possono ritornare a scuola o all’asilo dopo una settimana. Evitate tutte le attività che si svolgono a testa in giù (ginnastica, quadro svedese, ecc) per tre settimane dopo l’intervento: in questo modo diminuirete considerevolmente il rischio di emorragia.

Quando chiamare il medico

Recatevi al pronto soccorso se:

  • si verifica un’emorragia,
  • c’è del sangue nel vomito o il vomito è di colore rosa,
  • il naso sanguina,
  • il dolore impedisce di assumere i farmaci,
  • avete problemi ad assumere i farmaci prescritti.

Chiamate il medico se:

  • I farmaci analgesici, somministrati seguendo la prescrizione, non sono efficaci.
  • Il bambino ha mal di stomaco o vomita per più di un giorno.
  • Il bambino ha la febbre a più di 38.3° C.
  • Il bambino presenta i sintomi della disidratazione:
    • Occhi infossati
    • Labbra secche e incollate
    • Non urina da più di otto ore
    • Non piange perché non ha lacrime

A cura di Elisa Bruno

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