Isterectomia totale: intervento, conseguenze, convalescenza

Ultimo Aggiornamento: 114 giorni

Introduzione

L’isterectomia è la rimozione chirurgica dell’utero (dal latino, “ister” significa utero e “ectomia” significa rimozione).

L’utero è l’organo femminile che accoglie l’embrione quando una donna è incinta, l’intervento quindi preclude qualsiasi possibilità di gravidanza futura e con essa anche le mestruazioni mensili, che non compariranno più. Durante l’operazione si procede talvolta anche alla rimozione di ovaie e tube di Falloppio, in questo caso la donna andrà incontro a menopausa.

L’intervento può essere consigliato in caso di:

L’intervento di isterectomia è sicuramente invasivo, sia da punto di vista fisico che psicologico, ma in realtà come vedremo molto spesso si rivela essere la scelta giusta per la paziente, che può finalmente trovare sollievo da sintomi severi e debilitanti (se non addirittura pericolosi) da cui non possibile trovare pace in altro modo.

Anatomia

Può essere utile effettuare innanzi tutto una rapida panoramica dell’apparato riproduttore femminile, che include:

  • vagina,
  • utero,
  • tube di Falloppio,
  • ovaie.

Questi organi si trovano nella pelvi, tra la vescica e il retto.

Apparato riproduttore femminile

Apparato riproduttore femminile (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Genitali_femminili.gif)

L’utero è un organo a forma di pera che misura approssimativamente 7.5 cm in lunghezza ed è fatto di tre strati: lo strato più interno è detto endometrio. Durante il ciclo mestruale il corpo della donna sessualmente matura fa aumentare le dimensioni dell’endometrio per accogliere l’ovulo in caso di fecondazione; una volta al mese, se non ci sono gravidanze e se le ovaie stanno funzionando correttamente, viene espulso dal corpo la gran parte del tessuto prodotto sotto lo stimolo ormonale attraverso le mestruazioni.

Le ovaie sono invece responsabili della regolazione del ciclo mestruale e, soprattutto, sono il luogo dove avviene l’ovulazione e il conseguente rilascio dell’ovulo disponibile alla fecondazione.

Quando un ovocita viene rilasciato scende verso l’utero attraverso le tube di Falloppio, dove è disponibile per circa 24-36 ore al mese all’incontro con gli spermatozoi.

  • Se non avviene concepimento l’ovocita e lo strato interno dell’utero sono espulsi dal corpo durante il flusso mestruale, che si verifica circa 14 giorni dopo.
  • Se invece l’ovulo viene fecondato prosegue la sua discesa verso l’utero, dove andrà a impiantarsi dando l’inizio alla gravidanza e dove si svilupperà fino alla nascita. L’utero è capace di aumentare in modo considerevole le proprie dimensioni e lo strato muscolare intermedio dell’utero è responsabile delle contrazioni a cui segue la nascita del bambino.

La parte più bassa dell’utero, che si apre nella vagina, è detta cervice. La vagina si apre all’esterno tra l’uretra, che è l’ apertura della vescica urinaria, e il retto.

La menopausa si verifica quando le ovaie smettono di produrre ormoni e di rilasciare ovociti e, quando si avvicina, i cicli diventano irregolari e alla fine cessano del tutto.

Cause

Molte sono le condizioni che possono richiedere un’isterectomia, ricordiamo le principali:

  • Fibromi uterini, che sono tumori benigni che crescono nella parete dell’utero. In alcune donne sono causa di dolori e intensi sanguinamenti.
  • Sanguinamento vaginale abbondante e/o imprevedibile. Cambiamenti nei livelli ormonali, infezioni, tumori o fibromi possono causare sanguinamenti intensi e prolungati.
  • Prolasso uterino, che si verifica quando l’utero scivola più in basso, verso la vagina, rispetto alla sua posizione naturale. Questo evento è più comune nelle donne che hanno avuto diversi parti vaginali, ma può accadere anche a seguito di menopausa o di obesità. Il prolasso può portare a problemi urinari e intestinali, nonché a pressione pelvica.
  • Endometriosi e adenomiosi, condizioni che si verificano quando il tessuto che normalmente riveste l’utero cresce anche all’esterno, su ovaie e altri organi; questo è causa di dolori e sanguinamento intermestruale.
  • Malattia infiammatoria pelvica, una grave infezione del sistema riproduttivo femminile che se diagnosticata con ritardo può causare complicazioni importanti.
  • Cancro e lesioni precancerose di utero, ovaie, cervice. L’isterectomia può essere l’opzione migliore in caso di tumore in questi distretti anatomici, in alternativa o in associazione a chemioterapia e radioterapia.

È importante tenere a tenere a mente che potrebbero esserci soluzioni alternative all’intervento per trattare il disturbo; l’isterectomia è un intervento importante, che quindi va valutato con attenzione soppesando rischi e benefici.

Conseguenze

  • Dopo un’isterectomia una donna non può più rimanere incinta ed è uno degli aspetti più importanti da valutare con il proprio ginecologo prima di procedere all’intervento.
  • L’isterectomia non influenza invece le sensazioni sessuali, i rapporti possono essere ripresi entro alcune settimane aspettandosi lo stesso piacere di sempre (potrebbe al limite subentrare una leggera secchezza vaginale in caso di menopausa). Molte donne riferiscono una vita sessuale più soddisfacente dopo l’isterectomia, grazie al sollievo dal dolore o dai frequenti sanguinamenti vaginali.
  • Le malattie trasmesse sessualmente possono invece ancora essere contratte, è quindi molto importante praticare sesso sicuro anche dopo l’intervento.
  • A seguito di isterectomia spariranno le mestruazioni e:
    • in caso di rimozione contemporanea delle ovaie la donna andrà incontro a menopausa e relativi sintomi (in alcuni casi severi, essendoci un’interruzione improvvisa della produzione di estrogeni, anzichè graduale attraverso la pre-menopausa),
    • in caso di mantenimento delle ovaie tecnicamente potrebbe ancora avvenire ovulazione e quindi potrebbero essere avvertiti alcuni sintomi mestruali (come irritabilità, nervosismo, …) fino all’entrata naturale in menopausa.

È importante sottolineare che la convalescenza necessaria richiede qualche settimana, ma per la maggior parte delle donne il cambiamento più importante è il miglioramento della qualità di vita.

Alcune donne possono andare incontro a sofferenza psicologica e/o depressione per la perdita della fertilità e il cambiamento percepito; non si deve aver paura di parlare con il medico in caso di disagio, compresi eventuali sentimenti di tristezza, perdita di interesse e diminuzione di energia.

Alternative

L’isterectomia è un intervento chirurgico maggiore e talvolta può essere indispensabile, ma in altri casi è auspicabile provare prima trattamenti meno invasivi che possono ovviamente variare sensibilmente in base alle cause.

Ricordiamo per esempio:

  • Vigile attesa, per esempio in caso di fibromi si potrebbe pensare di aspettare la menopausa, quando tendono a rimpicciolirsi naturalmente.
  • Esercizi di Kegel, che nel caso di prolasso uterino potrebbero aiutare a recuperare tono muscolare.
  • Farmaci, utili per esempio in caso di endometriosi per trattare il dolore (antinfiammatori) e il sanguinamento (attraverso una contraccezione ormonale, con pillola, anello, cerotto, …).
  • Pessario vaginale, un dispositivo ad anello utile a sostenere l’utero in caso di prolasso.
  • Interventi chirurgici per la rimozione del tessuto anomalo cresciuto a causa dell’endometriosi, dei fibromi, …

Procedura

Esistono diverse tipologie di intervento:

  • Isterectomia totale, in cui vengono rimossi utero e cervice uterina (la soluzione più comune).
  • Isterectomia subtotale, in cui la cervice viene lasciata in posizione.
  • Isterectomia totale con annessiectomia bilaterale, in cui vengono asportati utero, cervice, tube e ovaie.
  • Isterectomia radicale, simile alla totale ma in cui vengono rimosse anche la parte superiore della vagina e delle ghiandole linfatiche pelviche (si tratta di un’opzione a cui si ricorre in caso di tumori invasivi).

L’operazione può avere luogo con diverse modalità, prese in considerazione in base alla natura del problema:

  • Isterectomia vaginale (colpoisterectomia), in cui l’utero viene rimosso attraverso un taglio nella parte superiore della vagina (non rimangono quindi cicatrici visibili),
  • Isterectomia addominale, effettuato attraverso un taglio nell’addome inferiore, che può essere verticale sulla linea mediana o trasversale (incisione “bikini”). Entrambe le incisioni di solito guariscono lasciando una cicatrice molto piccola.
  • Isterectomia laparoscopica (laparoisterectomia), che richiede solo piccoli fori addominali.

L’operazione per via vaginale causa generalmente meno complicazioni rispetto all’isterectomia addominale o laparoscopica, così come la convalescenza richiesta può rivelarsi più breve; è quindi la prima scelta, ovviamente nei casi in cui possibile.

La paziente operata di isterectomia rimane in genere in ospedale per alcuni giorni e viene poi dimessa dopo essere stata istruita sull’impostazione domestica della convalescenza.

Pericoli

Questa procedura è ormai molto sicura, si tratta di uno degli interventi di chirurgia maggiore più sicuri, ma esistono comunque diversi possibili rischi e complicanze, sebbene poco probabili:

  • reazioni all’anestesia:
    • allergie,
    • danni ai nervi.
  • complicazioni dell’intervento:
    • sanguinamento,
    • danni all’uretere (il canale dove passa l’urina), complicazione che si verifica in un caso su 100 e viene in genere posto rimedio durante l’intervento stesso,
    • danni a vescica e/o intestino (che in genere vengono riparati contestualmente), che potrebbero causare
      • infezioni,
      • incontinenza,
      • aumento della frequenza di minzione,
    • infezioni trattabili con antibiotici,
    • trombosi (il cui rischi diminuisce drasticamente riprendendo rapidamente a camminare),
    • problemi vaginali,
    • insufficienza ovarica (nel caso in cui vengano lasciate le ovaie), a causa della riduzione del flusso ematico,
    • eventuali sintomi legati all’entrata in menopausa (vampate, sudorazione, secchezza vaginale, disturbi del sonno, osteoporosi, …).

Migliore è lo stato di salute della paziente, minori saranno i rischi cui andrà incontro.

Convalescenza

Il recupero da una isterectomia richiede tempo; ci si deve aspettare un po’ di dolore nei primi giorni, che tuttavia verrà tenuto sotto controllo con farmaci efficaci.

Altrettanto utili saranno gli assorbenti (non interni!), che verranno consigliati per qualche tempo a causa di possibili leggeri sanguinamenti e perdite, che potranno durare per qualche settimana.

Comune è la comparsa di stitichezza, così come effetti più o meno gravi dal punto di vista emotivo; non è raro sentirsi depressi e incapaci di sopportare i bambini a seguito dell’intervento, ma in genere con il supporto di amici, famigliari ed eventualmente del medico si tratta di sentimenti che vengono superati facilmente. Molte donne, al contrario, manifestano immediato sollievo dalla risoluzione definitiva di sintomi e rischi che le accompagnavano da mesi/anni.

La maggior parte delle donne rimane in ospedale per uno o due giorni dopo l’intervento chirurgico, ma in alcuni casi la dimissione può avvenire anche prima (soprattutto se la causa che ha portato all’intervento non è la presenza di un tumore).

È auspicabile alzarsi dal letto il prima possibile dopo l’intervento, ivi compreso riuscire ad andare in bagno autonomamente (anche se in alcuni casi potrebbe essere necessario il ricorso a un piccolo catetere per 1-2 giorni).

Il tempo necessario per tornare alle attività normali dipende dal tipo di intervento chirurgico:

  • La chirurgia addominale può richiedere da quattro a sei settimane,
  • La chirurgia vaginale, laparoscopica o robotica permette invece un recupero generalmente più rapido (3-4 settimane).

In queste settimane si consiglia di riposare e di evitare sforzi, ma è importante NON rimanere a letto tutto il giorno e aumentare gradualmente il movimento un giorno dopo l’altro; anche i rapporti sessuali verranno permessi dal ginecologo non prima di 5-6 settimane.

Per il resto il tempo di convalescenza dipenderà anche dallo stato di salute prima dell’intervento e dalla reazione, diversa per ogni donna, alla chirurgica.

Si consiglia infine di:

  • ritornare al lavoro in base a quando ci si sente di farlo (in assenza di sforzi fisici è possibile anche dopo circa 4 settimane),
  • guidare non prima di essere in grado di allacciarsi la cintura ed effettuare, se necessario, una frenata di emergenza; in genere servono 3-8 settimane ed è comunque opportuno valutarlo con il chirurgo.

Quando chiamare il medico

Si raccomanda di contattare il chirurgo in caso di :

  • febbre,
  • perdite vaginali maleodoranti (segno di infezione vaginale),
  • fuoriuscita di materiale dall’incisione (segno di infezione),
  • severo dolore alle gambe (possibile trombosi),
  • qualsiasi altro sintomo anomalo o inaspettato.

Fonte principale:

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

  1. Anonimo

    Sono stata operata di isterectomia totale circa 20 giorni fa. Mi sento bn ma mi è rimaasto un prurito ai genitali esterni. Sto usando un detergente ma si potrebbe usare una crema che allievi in qulche modo questo fastidio? Una mia amica mi ha detto di usare Elazor ma non so se va bn. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Deve chiedere direttamente a chi l’ha operata, non possiamo avallare l’uso di farmaci, e non è detto che la crema che andava bene per la sua amica vada bene anche per lei.

  2. Anonimo

    un mese sono stata operata e ho fatto l’isterictomia dell’utero senza annessi per un prolasso di terzo grado è normale che oggi ho avuto delle perdite di sangue ? grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non è detto che sia un problema, ma le consiglio comunque di farsi controllare per sicurezza.

  3. Anonimo

    sono stata operata di isterectomia totale 2 mesi fa,va tutto bene tranne la presenza di linfonodi grossi e dolenti all’inguine dx…..non capisco se sia normale?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non è detto che siano dovuti all’intervento, ma è bene comunque che si faccia controllare da chi l’ha operata.

  4. Anonimo

    Mia madre é stata operata 20 giorni fa…ma ha ancora del sangue é normale?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Ha fatto un’isterectomia? sangue dove? non dovrebbe sanguinare, in caso deve farsi valutare dal medico che l’ha operata o in PS.

    2. Anonimo

      Ho fatto l’intervento di isteroctomia e cistopessi da 22 giorni tutto ok ho avuto perdite di sangue poi basta ora da 5 giorni di nuovo il mio medico mi. Ha dato gli ovuli ma non passa è normale? Grazie Edda

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Si può essere normale, se si è fatta rivalutare e il medico non ha riscontrato problemi particolari può stare tranquilla.

  5. Anonimo

    Ho un fibroma gigantesca, la dottoresa mi ha consigliatto per fare isterectomia e salpingectomia profilattica, ma mi capitato di avere anemia molto basa ferro – 10 e ferritina – 2, adesso mi sono curata. Ho portato tutti documentI in Ospedale e devo aspetare che mi chiama. In messe di September mi ha scoperto fibroma, ho fatto anche ecografia transvaginala dove ha trovato due fibroma grose. Mi puo succedere qualcosa di grave si sto cosi tanto a aspetare? Ha detto che mi chiama dopo le feste. Scuze per come ho scritto. Sono rumena. Grazzie.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, attenda che la chiamino, se ci fosse stata la necessità di intervenire subito glie lo avrebbero detto durante la visita. saluti

  6. Anonimo

    Dovrò purtroppo essere operata di isterectomia, ma mi verranno lasciate le ovaie; non ho capito se andrò in menopausa o meno e se mi verrà ancora il ciclo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non andrà in menopausa se le ovaie verranno lasciate in sede, ma non ci saranno più flussi mestruali perchè l’utero verrà rimosso.

La sezione commenti è attualmente chiusa.