Ernia inguinale: sintomi, intervento e dolore

Ultimo Aggiornamento: 1339 giorni

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L’ernia inguinale è una condizione in cui il grasso intra-addominale o una parte dell’intestino tenue, chiamato anche il piccolo intestino, si insinua attraverso un punto debole nella parte inferiore dei muscoli addominali. L’ernia inguinale compare nella zona inguinale, tra l’addome e le cosce.

Si presenta come un rigonfiamento su uno o entrambi i lati dell’inguine, può nascere in qualsiasi momento dalla prima infanzia fino all’età adulta ed è molto più comune nei maschi che nelle femmine. Le ernie inguinali tendono ad aumentare di voume con il passare del tempo.

La testimonianza di chi si è operato

Riporto di seguito la testimonianza ricevuta in un commento da parte di un paziente che si è sottoposto all’intervento, a beneficio di chi sta valutando se procedere.

Lunedì 23 agosto sono stato sottoposto ad intervento chirurgico di ernia inguinale sinistra doppia. Sono entrato alle 9 e 30 e alle 14 ero già seduto accanto alla mia accompagnatrice che mi riportava a casa. Non ho avvertito dolori durante l’intervento, avvenuto in anestesia locale, per non parlare del post-operatorio… assolutamente nessun fastidio! Forse il terrore che avevo prima dell’intervento si è trasformato in una tale gioia che non percepivo nessuna sensazione negativa. Mi dispiace per i chirurghi e i loro assistenti per lo stress che deve aver causato loro un paziente così impaurito. Sono stati gentilissimi ed hanno fatto molto per rassicurarmi. Ho dormito bene e onestamente ho continuato a non avere fastidi nè limitazioni nei movimenti. Preciso che io vivo da solo e che dal momento in cui sono rientrato a casa, precedentemente pulita a fondo, ho personalmente fatto tutto ciò che normalmente si fa per vivere, senza nessun problema. Non ho assunto antidolorifici e anche dopo la totale scomparsa degli effetti dell’anestesia e della gioia post-operatoria continuo a non sentire dolore o fastidio.  Mi muovo con cautela cercando di non fare sforzi inutili ma unicamente perchè mi è stato consgliato al momento delle dimissioni.
Preciso inoltre che sono andato ad operarmi dietro consiglio medico pur non avendo dolori neppure prima dell’intervento.
S. S.

Le cause

Ernia inguinale indiretta

Le ernie inguinali indirette sono congenite e molto più comuni nei maschi a causa del tipo di sviluppo nel grembo materno: in un feto di sesso maschile il funicolo spermatico ed i due testicoli, partendo da una posizione intra-addominale, scendono attraverso il canale inguinale nello scroto, la sacca che conterrà i testicoli. A volte l’ingresso del canale inguinale non si chiude correttamente, lasciando una porzione di tessuto particolarmente debole nella parete addominale. Parti di intestino tenue scivolano attraverso la debolezza all’interno del canale inguinale provocando un’ernia.

Nel sesso femminile un’ernia indiretta inguinale è causata dallo scivolamento di una porzione di un organo facente parte del sistema genito-urinario oppure del piccolo intestino attraverso una debolezza nella parete addominale.

Le ernie indirette sono il tipo più comune di ernia inguinale. I neonati prematuri sono particolarmente soggetti ad ernia inguinale indiretta perché c’è meno tempo perché il canale inguinale si chiuda.

Ernia inguinale diretta.

L’ernia inguinale diretta è causata da una degenerazione del tessuto connettivo dei muscoli addominali, che ne provoca un indebolimento: si verifica solo nei maschi. L’ernia coinvolge parti di grasso o di intestino tenue che trovano spazio attraverso i deboli muscoli dell’inguine. Un’ernia diretta si sviluppa progressivamente a causa del continuo stress sui muscoli, uno o più dei seguenti fattori possono causare pressione sui muscoli addominali e peggiorare l’ernia:

  • improvvise torsioni, strappi muscolari,
  • sollevamento di oggetti pesanti,
  • tensione da stipsi,
  • aumento di peso,
  • tosse cronica.


Le ernie inguinali dirette ed indirette di solito si spostano in avanti e indietro spontaneamente attraverso il canale inguinale e spesso possono rientrare nel ventre con una leggera pressione.

I sintomi

I sintomi di ernia inguinale sono:

  • un piccolo rigonfiamento in uno o entrambi i lati dell’inguine che possono aumentare in termini di dimensioni e che scompaiono quando si sta sdraiati; nei maschi si può presentare come un gonfiore o allargamento dello scroto;
  • fastidio o dolore dovuto alla tensione durante il sollevamento di pesi o l’esercizio fisico. Migliora stando a riposo;
  • senso di debolezza o di pressione all’inguine;
  • bruciore, gorgoglii, o dolore da rigonfiamento.

Ernie inguinali strozzate ed incarcerate

L’ernia inguinale incarcerata è un’ernia che si blocca nell’inguine o nello scroto e non può essere riportata nell’addome. Un’ernia incarcerata è caratterizzata da gonfiore e può portare a un’ernia strozzata, in cui l’afflusso di sangue al piccolo intestino viene compromesso. Un’ernia strangolata è una condizione grave e richiede attenzione medica immediata. I sintomi di un’ernia strozzata comprendono:

  • estrema debolezza e arrossamento nella zona del rigonfiamento,
  • improvviso dolore che peggiora in un breve periodo di tempo,
  • febbre,
  • aumentata frequenza cardiaca.

Se non trattata, si manifestano nausea, vomito e si possono verificare gravi infezioni. Se non viene eseguito un intervento chirurgico immediato, può essere letale. Deve essere rimossa anche una porzione di intestino.

Diagnosi

Per la diagnosi dell’ernia inguinale, il medico si avvale di un’approfondita anamnesi ed una visita medica. Alla persona può essere richiesto di sdraiarsi o tossire per permettere al medico di sentire l’ernia, ossia come questa si muove nell’inguine o nello scroto. Il medico controlla per vedere se l’ernia può essere massaggiata delicatamente e riportata alla nella posizione corretta dell’addome.

Cura

Negli adulti, le ernie inguinali che si ingrossano o diventano strozzate devono essere trattate chirurgicamente. Nei neonati e nei bambini le ernie inguinali sono sempre operate per prevenire l’incarcerazione. Il tempo di recupero varia a seconda delle dimensioni dell’ernia, della tecnica utilizzata, dall’età e dalla salute del paziente.

I due principali tipi di intervento chirurgico per l’ernia, sono:

  • Negli interventi a cielo aperto per l’asportazione dell’ernia una persona viene sottoposta ad anestesia locale o spinale. La zona dell’addome si può intorpidire, si può ricorrere anche all’anestesia generale per indurre la persona al sonno, o una combinazione delle due. Il chirurgo pratica un’incisione nell’inguine, fa rientrare l’ernia nella sua sede addominale e rafforza la parete muscolare con punti di sutura. Di norma l’area muscolare indebolita viene rinforzata con una maglia di fibre sintetiche per fornire un sostegno supplementare (ernioplastica).
  • La chirurgia laparoscopica viene eseguita utilizzando l’anestesia totale. Il chirurgo, con diverse piccole incisioni nel basso addome, inserisce un laparoscopio (un tubo sottile con una piccola telecamera collegata ad un filo) che invia un’immagine ingrandita dell’interno del corpo ad un monitor; il chirurgo ha così una visione dell’ernia e del tessuto circostante. Durante la visualizzazione si utilizzano appositi strumenti per riparare l’ernia utilizzando maglie sintetiche.

Le persone che si sottopongono a chirurgia laparoscopica hanno un tempo di recupero minore, tuttavia il medico può considerare che la chirurgia laparoscopica non sia la scelta migliore se l’ernia è molto grande o la persona abbia subito interventi di chirurgia pelvica.

Generalmente vengono assunti antidolorifici nei giorni successivi all’operazione; il sollevamento di carichi e attività pesanti sono limitate per diverse settimane. Nei bambini e nei neonati generalmente si ottiene un recupero più rapido e meno doloroso.

L’operazione è relativamente sicura e le possibili complicazioni sono rare, in ogni caso conoscere i possibili rischi permette ai pazienti di valutare con maggiore sicurezza eventuali sintomi postoperatori:

  • Rischio legato all’anestesia generale, possibili sopratutto in pazienti anziani o con problemi di salute pregressi; legati a quest’aspetto si verificano talvolta nausea, vomito, ritenzione urinaria, mal di gola e mal di testa. Complicazioni più gravi e rare sono infarto, ictus, polmonite e coaguli di sangue nella circolazione delle gambe (trombosi). Per ridurre il rischio di trombosi e polmonite è utile alzarsi dal letto il più presto possibile a seguito dell’operazione.
  • E’ possbile che l’ernia ricompaia alcuni anni dopo l’operazione: questa è la complicazione più comune.
  • Si verificano in circa il 2% dei casi sanguinamenti che necessitano di ulteriore intervento chirurgico.
  • Altrettanto rare, ma comunque possibili, sono le infezioni alla ferita chirurgica: più comuni negli adulti che nei bambini, possono provocare febbre, rossore, gonfiore e dolore alla ferita.
  • Talvolta la cicatrice può diventare causa di dolore, che generalmente scompare con il tempo.
  • Estremamente rari sono complicazioni ad organi interni vicini al distretto operato: intestino, vescica, reni, nervi, vasi sanguigni, organi dell’apparato riproduttore.

Traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Campana


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. GIOVANNI

    Dottore è possibile quantificare la convalescenza dopo l’intervento di ernia inguinale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La degenza dopo questo tipo di intervento dipende dalla modalità dell’intervento stesso che dipende dalla gravità della situazione.
      L’intervento di riparazione di una ernia inguinale, infatti, qualora si tratti di un difetto erniario di prima insorgenza e non vi siano fattori di rischio operatorio (cardiopatie ecc), può essere eseguito in regime di chirurgia ambulatoriale o Day Surgery. In questo caso la degenza è brevissima in quanto, una volta eseguito l’intervento in anestesia locale, dopo poche ore si torna al proprio domicilio, dove si trascorre la convalescenza postoperatoria.
      Nel caso in cui, invece, sia necessario eseguire l’intervento in anestesia generale per ragioni diverse per le condizioni generali, oppure per la tipologia di ernia (ad esempio nel caso del difetto bilaterale o recidivo, in cui può essere indicato un intervento laparoscopico) la degenza può essere prolungata fino a 24 o 48 ore.
      In ogni caso è opportuno che, in presenza di una corretta indicazione, la decisione sul tipo di anestesia e di intervento venga presa con il proprio curante, che potrà fornire ulteriori e più dettagliate informazioni.

      Fonte: http://www.pazienti.it/risposte/degenza-post-operatoria-ernia-inguinale

  2. silvio2

    Circa 18 anni orsono sono stato operato di ernia inguinale sx. Da due giorni, nel rigirarmi nel letto avverto dei dolori,
    Proprio nella regione dove avvenne l’operazione e con gli steessi lancinanti dolori dell’ernia. Non ho il classico gonfiore dell’ernia e nemmeno al tatto avverto rigonfiamentiiamenti, ma se tossisco o ster nuto avverto dolore. È possibile avere un a cortese risposta?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’assenza del gonfiore non fa pensare ad una recidiva, ma se il dolore è forte è una situazione che va sottoposta al medico (che potrà visitarla).

    2. niki60

      e possibile che da quando mi sono operato di ernia inguinale non ho una erezione di una volta? p.s / 4 anni fa ho avuto un infarto

  3. carlo

    Volevo un consiglio siccome io cio un inizio di ernia inguinale mi posso operare o devo aspettare che si fa più grande

  4. Anonimo

    Mi sono operato 3 giorni fa a una ernia diretta ho dolori forti è normale ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il dolore è molto severo no, potrebbe non essere normale.

  5. Anonimo

    Ok tutto bene sono tornato all ospedale la ferita era gonfia con una siringa mi hanno fatto uscire un po di sangue ora sto bene ho pochissimo dolore !!

  6. Anonimo

    Buonasera dottore, il mio chirurgo mi ha detto che ho una punta d’ernia inguinale; mi ha detto che non è operabile perchè non è fuoriuscita dal canale. Mi ha detto di fare rinforzo muscolare della zona inguinale, quindi ho rinforzato i muscoli adduttori e addominali bassi ( anche se quest’ultimi non li ho forzati troppo perchè avevo paura che l’ernia peggiorasse). Comunque, da quando ho iniziato ad allenare e rafforzare i muscoli della zona inguinale e basso ventre, non avverto più fastidio e dolore. E’ possibile ciò? E’ possibile che facendo queste serie di esercizi la punta d’ernia sia rientrata? In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente non è rientrata, ma il potenziamento delle fasce muscolari permette di contenerla meglio.

  7. donato

    buongiorno e buona pasqua volevo 1 informazione il 6 marzo 2014 mi anno operato di ernioplastica destra il problema che mi è venuto 1 testicolo enorme varicelle ce l avevo però non mi dava fastidio fatto tac ecografie con forti flogiosi ispessimento con funicolo infiamatto girato ospedale anche quello di verona ma nessuno mi vuole operare perche dicono che ce 1 nervo intrapollatto incarcerato ecc io non ce la faccio piu 2 voltaren all giorno però non lo scrivono ora andrò medico legalee vedere il mio caso il problema problemi artrosi ernie lungo la rachide spondilistesi problemi urinari muscolo tensiva volevo chiedere se qualche dottore è disposto a seguire il mio caso perche non ce la faccio piu andare avanti cosi grazie se volete contattarmi 3317654731

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