Ernia inguinale: sintomi, intervento e dolore

Ultimo Aggiornamento: 1430 giorni

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L’ernia inguinale è una condizione in cui il grasso intra-addominale o una parte dell’intestino tenue, chiamato anche il piccolo intestino, si insinua attraverso un punto debole nella parte inferiore dei muscoli addominali. L’ernia inguinale compare nella zona inguinale, tra l’addome e le cosce.

Si presenta come un rigonfiamento su uno o entrambi i lati dell’inguine, può nascere in qualsiasi momento dalla prima infanzia fino all’età adulta ed è molto più comune nei maschi che nelle femmine. Le ernie inguinali tendono ad aumentare di voume con il passare del tempo.

La testimonianza di chi si è operato

Riporto di seguito la testimonianza ricevuta in un commento da parte di un paziente che si è sottoposto all’intervento, a beneficio di chi sta valutando se procedere.

Lunedì 23 agosto sono stato sottoposto ad intervento chirurgico di ernia inguinale sinistra doppia. Sono entrato alle 9 e 30 e alle 14 ero già seduto accanto alla mia accompagnatrice che mi riportava a casa. Non ho avvertito dolori durante l’intervento, avvenuto in anestesia locale, per non parlare del post-operatorio… assolutamente nessun fastidio! Forse il terrore che avevo prima dell’intervento si è trasformato in una tale gioia che non percepivo nessuna sensazione negativa. Mi dispiace per i chirurghi e i loro assistenti per lo stress che deve aver causato loro un paziente così impaurito. Sono stati gentilissimi ed hanno fatto molto per rassicurarmi. Ho dormito bene e onestamente ho continuato a non avere fastidi nè limitazioni nei movimenti. Preciso che io vivo da solo e che dal momento in cui sono rientrato a casa, precedentemente pulita a fondo, ho personalmente fatto tutto ciò che normalmente si fa per vivere, senza nessun problema. Non ho assunto antidolorifici e anche dopo la totale scomparsa degli effetti dell’anestesia e della gioia post-operatoria continuo a non sentire dolore o fastidio.  Mi muovo con cautela cercando di non fare sforzi inutili ma unicamente perchè mi è stato consgliato al momento delle dimissioni.
Preciso inoltre che sono andato ad operarmi dietro consiglio medico pur non avendo dolori neppure prima dell’intervento.
S. S.

Le cause

Ernia inguinale indiretta

Le ernie inguinali indirette sono congenite e molto più comuni nei maschi a causa del tipo di sviluppo nel grembo materno: in un feto di sesso maschile il funicolo spermatico ed i due testicoli, partendo da una posizione intra-addominale, scendono attraverso il canale inguinale nello scroto, la sacca che conterrà i testicoli. A volte l’ingresso del canale inguinale non si chiude correttamente, lasciando una porzione di tessuto particolarmente debole nella parete addominale. Parti di intestino tenue scivolano attraverso la debolezza all’interno del canale inguinale provocando un’ernia.

Nel sesso femminile un’ernia indiretta inguinale è causata dallo scivolamento di una porzione di un organo facente parte del sistema genito-urinario oppure del piccolo intestino attraverso una debolezza nella parete addominale.

Le ernie indirette sono il tipo più comune di ernia inguinale. I neonati prematuri sono particolarmente soggetti ad ernia inguinale indiretta perché c’è meno tempo perché il canale inguinale si chiuda.

Ernia inguinale diretta.

L’ernia inguinale diretta è causata da una degenerazione del tessuto connettivo dei muscoli addominali, che ne provoca un indebolimento: si verifica solo nei maschi. L’ernia coinvolge parti di grasso o di intestino tenue che trovano spazio attraverso i deboli muscoli dell’inguine. Un’ernia diretta si sviluppa progressivamente a causa del continuo stress sui muscoli, uno o più dei seguenti fattori possono causare pressione sui muscoli addominali e peggiorare l’ernia:

  • improvvise torsioni, strappi muscolari,
  • sollevamento di oggetti pesanti,
  • tensione da stipsi,
  • aumento di peso,
  • tosse cronica.


Le ernie inguinali dirette ed indirette di solito si spostano in avanti e indietro spontaneamente attraverso il canale inguinale e spesso possono rientrare nel ventre con una leggera pressione.

I sintomi

I sintomi di ernia inguinale sono:

  • un piccolo rigonfiamento in uno o entrambi i lati dell’inguine che possono aumentare in termini di dimensioni e che scompaiono quando si sta sdraiati; nei maschi si può presentare come un gonfiore o allargamento dello scroto;
  • fastidio o dolore dovuto alla tensione durante il sollevamento di pesi o l’esercizio fisico. Migliora stando a riposo;
  • senso di debolezza o di pressione all’inguine;
  • bruciore, gorgoglii, o dolore da rigonfiamento.

Ernie inguinali strozzate ed incarcerate

L’ernia inguinale incarcerata è un’ernia che si blocca nell’inguine o nello scroto e non può essere riportata nell’addome. Un’ernia incarcerata è caratterizzata da gonfiore e può portare a un’ernia strozzata, in cui l’afflusso di sangue al piccolo intestino viene compromesso. Un’ernia strangolata è una condizione grave e richiede attenzione medica immediata. I sintomi di un’ernia strozzata comprendono:

  • estrema debolezza e arrossamento nella zona del rigonfiamento,
  • improvviso dolore che peggiora in un breve periodo di tempo,
  • febbre,
  • aumentata frequenza cardiaca.

Se non trattata, si manifestano nausea, vomito e si possono verificare gravi infezioni. Se non viene eseguito un intervento chirurgico immediato, può essere letale. Deve essere rimossa anche una porzione di intestino.

Diagnosi

Per la diagnosi dell’ernia inguinale, il medico si avvale di un’approfondita anamnesi ed una visita medica. Alla persona può essere richiesto di sdraiarsi o tossire per permettere al medico di sentire l’ernia, ossia come questa si muove nell’inguine o nello scroto. Il medico controlla per vedere se l’ernia può essere massaggiata delicatamente e riportata alla nella posizione corretta dell’addome.

Cura

Negli adulti, le ernie inguinali che si ingrossano o diventano strozzate devono essere trattate chirurgicamente. Nei neonati e nei bambini le ernie inguinali sono sempre operate per prevenire l’incarcerazione. Il tempo di recupero varia a seconda delle dimensioni dell’ernia, della tecnica utilizzata, dall’età e dalla salute del paziente.

I due principali tipi di intervento chirurgico per l’ernia, sono:

  • Negli interventi a cielo aperto per l’asportazione dell’ernia una persona viene sottoposta ad anestesia locale o spinale. La zona dell’addome si può intorpidire, si può ricorrere anche all’anestesia generale per indurre la persona al sonno, o una combinazione delle due. Il chirurgo pratica un’incisione nell’inguine, fa rientrare l’ernia nella sua sede addominale e rafforza la parete muscolare con punti di sutura. Di norma l’area muscolare indebolita viene rinforzata con una maglia di fibre sintetiche per fornire un sostegno supplementare (ernioplastica).
  • La chirurgia laparoscopica viene eseguita utilizzando l’anestesia totale. Il chirurgo, con diverse piccole incisioni nel basso addome, inserisce un laparoscopio (un tubo sottile con una piccola telecamera collegata ad un filo) che invia un’immagine ingrandita dell’interno del corpo ad un monitor; il chirurgo ha così una visione dell’ernia e del tessuto circostante. Durante la visualizzazione si utilizzano appositi strumenti per riparare l’ernia utilizzando maglie sintetiche.

Le persone che si sottopongono a chirurgia laparoscopica hanno un tempo di recupero minore, tuttavia il medico può considerare che la chirurgia laparoscopica non sia la scelta migliore se l’ernia è molto grande o la persona abbia subito interventi di chirurgia pelvica.

Generalmente vengono assunti antidolorifici nei giorni successivi all’operazione; il sollevamento di carichi e attività pesanti sono limitate per diverse settimane. Nei bambini e nei neonati generalmente si ottiene un recupero più rapido e meno doloroso.

L’operazione è relativamente sicura e le possibili complicazioni sono rare, in ogni caso conoscere i possibili rischi permette ai pazienti di valutare con maggiore sicurezza eventuali sintomi postoperatori:

  • Rischio legato all’anestesia generale, possibili sopratutto in pazienti anziani o con problemi di salute pregressi; legati a quest’aspetto si verificano talvolta nausea, vomito, ritenzione urinaria, mal di gola e mal di testa. Complicazioni più gravi e rare sono infarto, ictus, polmonite e coaguli di sangue nella circolazione delle gambe (trombosi). Per ridurre il rischio di trombosi e polmonite è utile alzarsi dal letto il più presto possibile a seguito dell’operazione.
  • E’ possbile che l’ernia ricompaia alcuni anni dopo l’operazione: questa è la complicazione più comune.
  • Si verificano in circa il 2% dei casi sanguinamenti che necessitano di ulteriore intervento chirurgico.
  • Altrettanto rare, ma comunque possibili, sono le infezioni alla ferita chirurgica: più comuni negli adulti che nei bambini, possono provocare febbre, rossore, gonfiore e dolore alla ferita.
  • Talvolta la cicatrice può diventare causa di dolore, che generalmente scompare con il tempo.
  • Estremamente rari sono complicazioni ad organi interni vicini al distretto operato: intestino, vescica, reni, nervi, vasi sanguigni, organi dell’apparato riproduttore.

Traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Campana


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. mirko

    Gentile dottore, mi sono operato all’ernia inguinale dx con posizionamento di rete in prolene sec.Lichtenstein 4 giorni fa. Volevo sapere se i dolori alla ferita sono normali se sto in piedi e camino e dopo 10 min mi devo subito distendere o stare seduto e spariscono subito. Mi è stato detto dal mio medico che mi devo muovere ma non so come fare. Guardando nei forum secondo le testimonianze delle persone che hanno effettuato lo stesso tipo di intervento i dolori sono spariti dopo 3 o 4 giorni.
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dal giorno dell’intervento i dolori sono aumentati o diminuiti?
      La zona della ferita è molto calda/rossa/gonfia?

    2. mirko

      Buonassera , in realta i dolori sono diminuiti anche se di pochissimo e voglio precisare che ci sono solo quando sto in piedi e peggiorano se camino oviamente a passo di lumaca perche piu veloce non ce la facio. La zona non e ne calda e nemeno gonfia e rossa.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Continui gradualmente a cercare di abituarsi al movimento, ogni giorno dovrebbe essere meglio del precedente.

    4. Anonimo

      Buongiorno dottore, oggi sto gia meglio. Ho avuto una sensazione di solievo gia dal momento quando ho medicato la ferita. Non so se avevo messo il ceroto un po streto o se la ferita aveva bisogno di essere medicata. La ringrazio per le risposte e
      le auguro buona giornata.

  2. franco

    buongiorno dottore sono un ‘uomo di 50 anni cio un ernia da piu’ di 30 anni,e diventata grossa come una palla di boccia se non di piu’,ma ricoperto il testicolo sinistro,cio tanta paura di essere operato,me lo porto dalll’infanzia,quando avevo 8 anni fui operato dalla parte destra,e mi sono svegliato in sala operatoria quando mi stavano operando,lascio a lei immaginare,ora penso che sia piu’ complicata l’operazione,che consiglio mi puo dare ringrazio con fede..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Poniamo anche che la dimensione renda l’intervento più “complicato” (cosa non necessariamente vera), ma la invito a riflettere che sono passati più di 40 anni dal primo intervento e le tecniche chirurgiche ed anestetiche sono completamente diverse e più sicure.

  3. franco

    grazie del suo incoraggiamento dottore,si e un problema da risolvere,io abito a torino dovro ugualmente farmi coraggio,e scegliere in quale ospedale essere operato,e che dio mi dia il coraggio di affrontare senza darmi tanta agitazione,la ringrazio in fede

  4. luigi

    sono stato operato di ernia inguinale 18 anni fa, adesso ho un gonfiore in corrispondenza della cicatrice senza particolari disturbi,
    cosa mi consiglia di fare?
    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Visita medica, il curante potrà effettuare una prima valutazione.

    2. edoardo

      Salve Dottore ho 50anni è devo essere operato di ernia inguinale bilaterale .In Sicilia però non è più convenzionata l’intervento lapafoscopico ma solo a cielo aperto. Presumo che quest’ultimo sia più fastidioso e sarei tentato di effettuare l’intervento in altra regione lei cosa mi consiglia.
      Grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ho grande esperienza chirurgica, ma in tutta onestà condivido.

  5. Ilculturista

    Buonasera dottore! Ho 20 anni , e faccio bodybuilding da 4! Una settimana fa spostandomi per casa ho iniziato ad avvertire un dolore al testicolo sinistro e toccando sembra che ci sia una piccola “massa” morbida scesa vicino al testicolo! Qst settimana non sono riuscito a fare ne gambe ne alcuni esercizi per la schiena a causa dello strano “fastidio” che mi da(come se mi verrebbe stretto il testicolo) ! Intervento sarebbe l unica soluzione?? mi interessa riuscire a riallenarmi al 100% il prima possibile xke gareggio e il tempo off mi metterebbe veramente i bastoni tra le ruote! grazie mille e buona serata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non salterei a conclusioni affrettate sulla diagnosi, ma proprio per velocizzare i tempi sarebbe consigliabile una visita medica appena possibile; per quanto possibile tenga a riposo la muscolatura addominale fino alla visita.

  6. loris

    Salve dott. Cimurro vorrei un suo parere, ringraziandola anticipatamente, su quanto le scrivo : a fine febbraio 2014 sono stato operato di ernia inguinale dx per una “punta d’ernia” che da circa un anno mi dava ogni tanto un po di fastidio. a livello visivo esterno non si notava nulla..ma solo attraverso ecografia e visita chirurgica il chirurgo è riuscito ad intravedere! faccio bodybuilding da circa 20 anni a livello hobbystico e ho 40 anni. l’intervento è stato ok…solo un po di dolore post intervento nei giorni successivi. parlando con il chirurgo per “ricominciare ad allenarmi” mi diceva che volendo gia dopo un mese potevo riprendere in modo molto moderato! dopo un mese dall’intervento però la ferita esterna mi duoleva ancora un po e quindi ho preferito aspettare piu tempo x riprendere gli allenamenti. ho dunque ripreso dopo 3 mesi quando praticamente non avevo piu nessun fastidio! adesso mi alleno da circa 2 mesi con moderazione ma aimè da circa 7-10 giorni ho ricominciato a sentire gli stessi sintomi che avevo prima dell’intervento cioè bruciore e come un “ago che punge” ma esternamente non si vede nulla di anormale. il mio intervento è stato “a cielo aperto” cioè apertura, sistemazione ernia e applicazione della rete (mi scusi ma il nome esatto dell’intervento non lo ricordo e non è stato in laparoscopia). secondo lei è possibile che l’ernia sia ritornata come prima dell’intervento? potrebbe essersi rotta o spostata la rete? cosa potrebbe essere successo? la ringrazio nuovamente e mi scusi per il divulgamento ma volevo essere piu chiaro possibile.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sono sensazioni normali dovute all’ernia che spinge (trattenuta) sulla rete; ovviamente senta anche e soprattutto il parere del chirurgo.

  7. Antonio

    Buongiorno dottore,circa20 gg fa’sono stato operato di ernia inguinale sx,con protesi(rete),adesso vedo un piccolo gonfiore all’inizio della ferita.E’ normale,o devo prendere qualche provvedimento.Saluti grazie

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