Circoncisione maschile del pene

Ultimo Aggiornamento: 77 giorni

Introduzione

Nell’uomo la circoncisione consiste nella rimozione chirurgica del prepuzio, la piega cutanea retrattile che ricopre la punta del pene. In pratica, è la continuazione della pelle che riveste tutto il pene.

L’intervento di circoncisione in genere non fa male.

Può essere praticata per:

  • ragioni mediche, in caso di un prepuzio stretto e non retrattile, condizione nota come fimosi; talvolta però, vengono privilegiati trattamenti alternativi come gli steroidi topici
  • motivi religiosi e culturali – la circoncisione è una pratica comune tra le comunità ebraiche e islamiche, ma è adottata anche in molte comunità africane; nella maggior parte di questi casi, la circoncisione viene eseguita in età infantile.
  • prevenzione dell’HIV, esistono dati a sostegno del fatto che la circoncisione riduca il rischio di contrarre l’HIV nei maschi eterosessuali; la circoncisione viene quindi incoraggiata come parte dei programmi di prevenzione dell’infezione in alcuni paesi africani ad alta prevalenza di HIV.

Cause mediche

Negli uomini la circoncisione viene talvolta presa in esame come possibile trattamento delle condizioni seguenti:

  • fimosi, condizione in cui il prepuzio è troppo stretto per ritirarsi e liberare il glande (la testa del pene); ciò può causare dolore durante l’erezione e, in casi rari, ostacolare il passaggio dell’urina.
  • balanite ricorrente, prepuzio e glande sono soggetti a frequenti infiammazioni e infezioni.
  • parafimosi, una volta retratto, il prepuzio non riesce a riprendere la sua posizione originale, causando gonfiore e dolore del glande; è necessario un immediato trattamento per evitare complicanze gravi, come un ridotto apporto di sangue al pene.
  • balanite xerotica obliterante, una condizione che causa fimosi e, in alcuni casi, colpisce anche la testa del pene, che va incontro a cicatrici e infiammazioni.
  • cancro del pene, un tipo di cancro maschile molto raro, in cui una formazione ulcerosa o simil-condilomatosa rossa compare sul glande o sotto il prepuzio.

Perlopiù, la circoncisione sarà indicata solo dopo aver inutilmente tentato altri trattamenti, meno invasivi e meno rischiosi.

  • Casi lievi di fimosi possono essere curati con steroidi topici (cortisone) per aiutare ad ammorbidire la pelle e favorire così la retrazione del prepuzio.
  • Nella parafimosi, il medico proverà ad applicare un gel anestetico locale sul glande per aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione. Può quindi esercitare una pressione sul glande spingendo al contempo il glande in avanti.
  • Nei casi gravi di parafimosi, il gel anestetico locale può venire applicato sul pene, mentre un piccola fessura sul prepuzio sarà utile ad alleviare la pressione.
  • Balanite e balanite xerotica obliterante possono talvolta essere risolte con unguenti, gel o creme a base di corticosteroidi, creme antibiotiche o antifungine.
  • In caso di cancro del pene, esistono fondamentalmente tre approcci terapeutici:
    • chirurgia per rimuovere le cellule cancerose e, talvolta, i tessuti circostanti.
    • chemioterapia.
    • radioterapia-

Se le indicazioni alla circoncisione sono di tipo medico, conviene valutare le possibili alternative terapeutiche con il proprio curante o con uno specialista.

Prepuzio nei ragazzi

È del tutto normale che il prepuzio di un bambino non si riesca a retrarre nei primi anni di vita; intorno all’età di due anni, o in alcuni casi anche più avanti, il prepuzio dovrebbe iniziare a separarsi naturalmente dalla testa del pene (glande). La separazione completa si verifica nella maggior parte dei ragazzi verso l’età di cinque anni.

Per alcuni il prepuzio può richiedere più tempo, a volte anche fin dopo l’adolescenza, ma questo non significa che ci sia necessariamente un problema.

È davvero indispensabile evitare qualsiasi manovra invasiva con l’intento di forzare il distacco del prepuzio, perché le conseguenze possono essere dolorose e causa di danni.

Prevenzione dell’HIV

Diversi studi condotti in Africa hanno dimostrato che i soggetti circoncisi sono meno a rischio di contrarre il virus HIV da donne infette, ma non chiaro se la circoncisione maschile possa aiutare anche a prevenire altre malattie trasmesse sessualmente (MTS).

Sono stati condotti vari studi sulla circoncisione maschile e rischi di altre MTS, ma i dati a oggi risultano inconcludenti e conflittuali.

Procedura

Si tratta di una procedura ambulatoriale. Significa che il paziente viene operato lo stesso giorno del ricovero ospedaliero e non deve passare la notte in ospedale.

Il paziente dovrà stare a digiuno e astenersi dal bere a partire da 6 ore prima dell’intervento se è prevista l’anestesia generale.

Una volta ammesso in ospedale il paziente viene visitato dal personale del team medico che eseguirà la procedura, compresi chirurgo e anestesista.

È il momento giusto per esprimere eventuali preoccupazioni e dubbi su qualunque aspetto della procedura. Il paziente dovrà inoltre firmare un consenso informato per autorizzare l’intervento chirurgico.

L’intervento potrà svolgersi in anestesia generale (il paziente non è mai cosciente durante la procedura) o locale, ossia con un’iniezione che addormenta il pene e la zona circostante.

In alcuni casi, potrebbe essere utilizzata l’anestesia spinale, procedura che elimina la sensibilità dalla vita in giù.

La circoncisione è un intervento relativamente semplice. Viene rimosso il prepuzio appena dietro il glande, tramite un bisturi o una forbice chirurgica.

Eventuali sanguinamenti vengono fermati con il calore (cauterizzazione) e i lembi della pelle residua vengono cuciti insieme tramite punti riassorbibili.

Convalescenza

Il paziente viene dimesso dall’ospedale con tutte le indicazioni sui termini della convalescenza a casa, tra cui quando riprendere a guidare, ritornare al lavoro e riavere rapporti sessuali.

In genere servono una decina di giorni perché il pene guarisca dall’intervento. Viene perlopiù prescritto un congedo dal lavoro di almeno una settimana.

Sarà bene astenersi da rapporti sessuali per almeno quattro settimane dall’intervento.

Di solito il team medico fornisce un contatto telefonico da chiamare in caso di problemi o dubbi. Sarà anche stabilita la data per una visita di controllo, che può svolgersi in ospedale o presso un ambulatorio.

Dopo l’intervento, per tre o quattro giorni il glande può dare fastidio e andare incontro a gonfiori. Prima di lasciare l’ospedale, verranno forniti analgesici come paracetamolo o ibuprofene, per ridurre questa sintomatologia.

Il medico andrà comunque contattato in caso di febbre, rossore in aumento, sanguinamenti, dolore persistente o pulsante del pene, tutti possibili segni di infezione.

La vaselina, applicata intorno al glande impedirà che il pene si appiccichi alla biancheria intima. Anche indossare biancheria leggera e larga per due o tre giorni dopo l’intervento aiuterà a evitare irritazioni locali mentre il pene guarisce.

Il passaggio dell’urina non dovrà risultare né doloroso né fastidioso; in caso contrario, è necessario segnalarlo al medico.

Rischi

Nei paesi con standard sanitari avanzati le complicanze dopo circoncisioni eseguite su motivazione medica sono rare; nella maggior parte dei casi, non ci sono problemi significativi.

Superato il gonfiore iniziale, sanguinamenti e infezioni sono i due problemi più comuni associati alla circoncisione. Le probabilità di svilupparle sono da 1 su 10 a 1 su 50 casi.

Altre possibili complicanze sono:

  • riduzione permanente della sensibilità del glande, particolarmente durante manipolazioni sessuali intorno alla cicatrice,
  • necessità di rimuovere punti che non si sono riassorbiti,
  • occasionalmente, la necessità di un secondo intervento per rimuovere altra pelle dal glande.

È del tutto normale che a seguito della circoncisione si avverta nei primi giorni un’aumentata sensibilità sul glande e sulla punta del pene; si tratta di una sensazione fastidiosa, non dolorosa, che andrà a sparire in poche settimane.

Fonte principale: NHS, licensed under the OGL

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