Anestesia spinale: rischi, pericoli e procedura

Ultimo Aggiornamento: 1458 giorni

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Introduzione

Colonna spinale

Colonna spinale (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Spinal_column_curvature.png)

L’anestesia spinale, anche detta anestesia subaracnoidea, è un tipo di anestesia locale o regionale, che consiste nell’iniezione dell’anestetico all’interno del liquido cefalorachidiano, fluido corporeo che si trova nel sistema nervoso centrale. L’iniezione di solito viene praticata nella regione lombare, nello spazio tra la seconda e la terza vertebra lombare, oppure in quello tra la terza e la quarta vertebra lombare, come illustra la figura.

Quando viene usata

L’anestesia spinale ha diversi vantaggi:

  1. è semplice da praticare,
  2. agisce rapidamente,
  3. ha una percentuale di fallimento molto bassa,
  4. comporta un’assunzione minima di farmaci e si dimostra estremamente efficace nel rilassare i muscoli.

È la procedura d’elezione sia per i tagli cesarei volontari sia per quelli che avvengono in situazioni d’emergenza, quando non è possibile posizionare un catetere epidurale. Per questo motivo, l’anestesia spinale è usata nei casi seguenti:

  • Interventi chirurgici nella parte inferiore dell’addome, ad esempio interventi a carico dell’apparato genitale o urinario o interventi di ernia, oppure interventi a carico degli arti inferiori;
  • Taglio cesareo.

In genere quindi la differenza tra anestesia spinale ed anestesia epidurale è che mentre la prima viene usata per gli interventi di parto cesareo, la seconda è scelta d’elezione per ridurre il dolore nei parti naturali.

Procedura

L’anestesia spinale è una tecnica rapida e completa usata prima degli interventi chirurgici o degli interventi di taglio cesareo: provoca un blocco reversibile dei nervi del canale vertebrale che servono sia i tessuti superficiali sia quelli profondi. Grazie all’anestesia il dolore non viene trasmesso al cervello, quindi il cervello non lo percepisce durante l’intervento e il paziente non lo avverte.

Se l’anestesia spinale è usata durante il parto, un’ostetrica o un infermiere competente deve essere presente per almeno 20 minuti dopo ciascuna iniezione: deve monitorare la pressione sanguigna della madre e il battito cardiaco del feto a intervalli di cinque minuti ed accertarsi che l’anestesia sia arrivata ad agire fino all’altezza corretta. Se l’anestesia spinale viene usata durante un intervento chirurgico di tipo diverso, deve comunque essere seguito lo stesso protocollo di verifica della respirazione, della pressione sanguigna e del battito cardiaco.

Tra gli anestetici locali usati per l’anestesia spinale ricordiamo: la bupivacaina cloridrato, la ropivacaina cloridrato e la lignocaina cloridrato.

  • Bupivacaina cloridrato: La bupivacaina è un anestetico locale che stabilizza la membrana neuronale e impedisce la formazione e la trasmissione degli impulsi nervosi. Si tratta di un farmaco molto potente, quattro volte più potente della lignocaina, l’effetto anestetico è rapido e durevole. La bupivacaina serve per provocare una paralisi epidurale continua.
  • Ropivacaina cloridrato: La ropivacaina agisce esattamente come la bupivacaina ma, oltre all’effetto anestetico, ha anche effetto analgesico. Se assunta a dosaggi maggiori provoca un’anestesia chirurgica con blocco motorio, mentre a dosi inferiori provoca il blocco sensoriale, che comprende l’analgesia, e un effetto paralizzante minimo.
  • Lignocaina cloridrato: La lignocaina ha lo stesso meccanismo anestetico della bupivacaina e della ropivacaina.

Precauzioni

Prima della somministrazione dell’anestesia locale dovrete firmare il foglio di consenso informato e comunicare al medico, all’anestesista o al ginecologo se soffrite di uno o più dei disturbi seguenti:

  • Precedenti di ipersensibilità o allergia a qualsiasi farmaco, compresi gli anestetici;
  • Infiammazioni o infezioni locali;
  • Deformità della colonna vertebrale (o se in passato avete subito un intervento chirurgico a carico della colonna vertebrale);
  • Disturbi della coagulazione;
  • Malattie cardiovascolari come ad esempio insufficienza cardiaca, ischemia cardiaca, ipertensione o ipotensione e/o altri disturbi cardiaci;
  • Malattie a carico del sistema nervoso;
  • Disturbi neuromuscolari, come la miastenia gravis;
  • Malattie o disturbi di altro genere.

Inoltre, se state assumendo farmaci di qualsiasi tipo, dovete informare il medico prima dell’intervento: alcuni anestetici locali, infatti, sono in grado di interagire con gli altri farmaci, provocando complicazioni anche gravi.

Pericoli

Di solito gli anestetici locali sono sicuri, se usati alle dosi consigliate, tuttavia la maggior parte delle complicazioni è connessa non tanto ai farmaci usati, quanto alle tecniche di anestesia, che possono provocare tossicità sistemica, oppure alle conseguenze della paralisi motoria. Nel seguito elencheremo alcune possibili complicazioni.

Complicazioni a carico del sistema nervoso centrale

Gli anestetici locali, in caso di iniezione accidentale o involontaria, sono una delle cause delle convulsioni che avvengono in sala parto. Il medico prenderà in considerazione tutte le probabili cause alternative di questo sintomo, ad esempio l’ipertensione o la ritenzione idrica dovuta alla tossicità dell’ossitocina (l’ormone rilasciato durante il parto), una possibile epilessia preesistente, la glicemia bassa (in caso di diabete) o la presenza di infezioni.

In caso di tossicità a carico del sistema nervoso centrale, il chirurgo e l’anestesista prenderanno questi provvedimenti:

  • Mantenimento in efficienza delle vie respiratorie per garantire una corretta ossigenazione.
  • Ventilazione meccanica, se necessaria.
  • Protezione delle vie respiratorie dall’aspirazione, anche mediante intubazione.
  • Terapia anticonvulsivante appropriata: se le convulsioni sono protratte è opportuno usare il diazepam, il clonazepam o il tiopentone.
  • Analisi di tutte le altre possibili cause e adeguamento della terapia.
  • Possibilità di un parto pretermine, concordato con la paziente e l’ostetrica.

Complicazioni a carico dell’apparato cardiovascolare

Le principali complicazioni a carico dell’apparato cardiovascolare sono:

  • l’ipotensione (bassa pressione sanguigna),
  • le aritmie (irregolarità del battito cardiaco),
  • l’arresto cardiaco.

Interventi contro l’ipotensione

Se si verifica una diminuzione improvvisa della pressione sanguigna il medico deve intervenire in questo modo:

  • Controllare manualmente la pressione.
  • Alzare le gambe del paziente.
  • Assicurare un’adeguata ossigenazione.
  • Posizionare il paziente su un lato e somministrare una flebo rapida sotto la direzione dell’anestesista

Se la paziente è incinta la sua pressione sanguigna e il battito cardiaco del feto dovrebbero essere monitorati attentamente. Se il problema di ipotensione continua, è opportuno somministrare l’efedrina pura (efedrina solfato).

Anestesia spinale totale

L’anestesia spinale totale si ha quando l’iniezione viene praticata involontariamente nel luogo sbagliato: è una complicazione rara ma molto grave. L’anestesia spinale totale è caratterizzata da:

  • ipotensione improvvisa,
  • paralisi motoria che progredisce rapidamente,
  • insufficienza respiratoria temporanea,
  • perdita di conoscenza,
  • dilatazione delle pupille.

È preceduta da distress respiratorio causato dal blocco di alcune cellule nervose.

Strategie di intervento

Il medico e l’anestesista prenderanno i seguenti provvedimenti:

  • Mantenimento in efficienza delle vie respiratorie, ossigenazione, posizionamento del paziente su un lato per prevenire l’aspirazione delle secrezioni.
  • Ventilazione meccanica mediante mascherina o dispositivo di ventilazione.
  • Protezione delle vie respiratorie dall’aspirazione, eventualmente tramite intubazione.
  • Intervento contro l’ipotensione, mediante farmaci appropriati come l’efedrina.
  • Aumento del battito cardiaco con farmaci appropriati.

La perdita di conoscenza e la dilatazione delle pupille dovrebbero cessare, una volta che l’apparato respiratorio e quello cardiovascolare siano stati supportati.

Nelle donne incinte, è opportune controllare attentamente le condizioni del feto: può rivelarsi necessario il parto pretermine se il distress respiratorio del feto è molto grave o se la rianimazione risulta difficile.

Ostruzione delle vie aeree superiori

I sintomi collegati all’ostruzione delle vie aeree superiori sono la congestione nasale e la difficoltà a respirare.

Strategie di intervento

Se si verifica questa situazione, il medico prenderà questi provvedimenti:

  • Rassicurerà il paziente e gli spiegherà che cosa sta succedendo.
  • Curerà l’ipotensione con farmaci appropriati come l’efedrina.
  • Aumenterà il battito cardiaco con farmaci adeguati.
  • Rimarrà insieme al paziente.
  • Se la pressione materna è bassa, aiuterà la donna a stare in piedi.
  • Controllerà attentamente le condizioni del feto.

Mal di testa post anestesia

Il mal di testa post anestesia dovuto al contatto accidentale con la membrana aracnoide o con il midollo spinale durante l’anestesia subaracnoidea o spinale è la complicazione neurologica più frequente di questo tipo di anestesia.

Il mal di testa post anestesia di solito inizia da 12 a 36 ore dopo il parto. Questo tipo di mal di testa è caratterizzato da un dolore lancinante in corrispondenza della fronte, anche se può colpire altre zone della testa e del collo; diminuisce se si sta sdraiati, e questo sta a indicare che è scatenato da cause posturali.

Strategie di intervento

Il medico vi darà molti consigli relativi alle possibili complicazioni e alle strategie di gestione del dolore, oltre naturalmente a controllarvi con regolarità. Questo tipo di mal di testa nella maggior parte dei casi regredisce velocemente, tuttavia se si ripresenta, si deve agire in questo modo:

  • Il medico vi consiglierà di assumere molti liquidi e i normali analgesici orali, e vi suggerirà di rimanere a letto a riposo.
  • Il medico effettuerà un esame neurologico per evidenziare possibili cause alternative del mal di testa.
  • Se soffrite di nausea e vomito, potrebbe rivelarsi necessario il reintegro dei liquidi tramite flebo.
  • I farmaci a base di caffeina potrebbero essere efficaci per curare il mal di testa post anestesia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. ale

    Grazie dottore Ora ne parlero con Il Mio medico ma secondo lei SI puo fare qualcosa esiste Una cura oppure ormai ne soffriro sempre?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ho la speranza che con il tempo il problema regredisca.

  2. Anonimo

    Mi sono operato ad una ernia giorni fa in sala operatoria appena mi hanno fatto la spinale mi sono sentito male giramento di testa quasi da perdere i sensi difficoltà respiratorie poi passato tutto ho iniziato a prudermi tutto normale può capitare mi hanno detto ! Vero ?

  3. Sonia

    Dopo tre giorni dall’intervento e un forte mal di testa , nausea , e dolore alle spalle ,ora mi sento molto meglio anche se penso che l’anestesia spinale non sia proprio adatta a me , in quanto dopo l’operazione ed eravamo in 7 a fare la stessa ,solamente io ho avuto questi disturbi veramente terribili!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Grazie della sua testimonianza, le auguro una rapida ripresa.

  4. Raffaele

    Salve dottore io sono stato operato di ernia inguinale con anestesia spinale e a 8 giorni dall’intervento ho la pressione arteriosa a volte basso e a volte un po alta la minima e un senso lieve giramento di testa puo essere ancora l’anestesia da smaltire visto che prima dell’intervento tutto questo non mi capitava

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente lo stress post-operatorio, se rimane alta la minima le raccomando di segnalarlo al medico.

  5. laura

    lo vedo come un momento in cui vivrò gioia e dolori immensi! non vedo l’ora di vedere che effetto mi farà il mio parto cesareo.

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