Raffreddore ed Influenza: farmaci e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 66 giorni

Introduzione

Influenza e raffreddore sono i classici disturbi invernali, ma non solo, che nella maggior parte dei casi possono essere efficacemente trattati anche con farmaci da automedicazione; in caso di febbre persistente o sintomi gravi è indispensabile rivolgersi al proprio medico, ma per forme leggere esistono numerosi medicinali e rimedi in grado di alleviarne i sintomi principali.

Proviamo quindi a fare un po’ ci chiarezza tra le alternative disponibili per l’automedicazione dei sintomi influenzali.

Alcuni dei seguenti farmaci, nonostante possano essere venduti senza ricetta medica, possono presentare effetti collaterali anche molto gravi, è quindi buona norma rivolgersi sempre al proprio farmacista prima di assumere un farmaco per la prima volta.

Farmaci per influenza e febbre

L’influenza è un’infezione virale che esordisce bruscamente con febbre continua ed elevata (38 – 40 °C) accompagnata da brividi ed altre manifestazioni che portano ad un malessere generale:

Con la febbre compaiono precocemente sintomi simili al raffreddore come

  • aumento delle secrezioni nasali e bruciore agli occhi,
  • mal di gola,
  • bruciore al torace,
  • tosse secca e stizzosa.

I sintomi tendono a guarire nel giro di 4-5 giorni, a parte la tosse che può persistere più a lungo.

Detto che la cura più importante è il riposo, proviamo a vedere quali farmaci possono venire in aiuto per alleviare i sintomi più fastidiosi.

I principali farmaci antifebbre sono il paracetamolo (Tachipirina, per esempio) ed acido acetilsalicilico (Aspirina, Vivin C, …).

Il paracetamolo ha spiccata azione antifebbrile ed antidolorifica, non irrita lo stomaco e raramente è causa di reazioni allergiche; una dose eccessiva può però avere gravi ripercussioni su fegato e reni, tanto da sconsigliarne l’uso nei forti bevitori od in coloro con problemi a questi organi.

Il paracetamolo è spesso utilizzato in associazioni con altre sostanze per migliorarne l’efficacia contro i sintomi di raffreddore ed influenza.

Le principali formulazioni spesso associano altri principi attivi per ampliare lo spettro d’azione sui diversi sintomi influenzali:

  • vitamina C (acido ascorbico) per stimolare le difese immunitarie (anche se con riscontri dubbi in letteratura);
  • pseudoefedrina e fenilefrina, utili decongestionanti nasali;
  • acido acetilsalicico o propifenazone come antinfiammatori, con aumentato potere antidolorifico ed utili contro il mal di gola;
  • prometazina, clorfenamina, difenidramina, feniramina che sono antistaminici, efficaci contro la congestione nasale ed i sintomi comuni al raffreddore;
  • caffeina, usata per esaltare l’efficacia antidolorifica sul mal di testa e, in alcuni casi, bilanciare la sonnolenza provocata dagli antistaminici.

Alcuni esempio di queste associazioni sono:

  • Actidue giorno e notte (paracetamolo/pseudoefedrina e paracetamolo difenidramina),
  • Tachifludec (paracetamolo/acido ascorbico/fenilefrina),
  • Zerinol e ZerinolFlu (paracetamolo/clorfenamina e vitamina C nel solo ZerinolFlu).

L’acido acetilsalicilico è molto usato per influenza e dolori (chi non ha mai associato l’uso dell’aspirina ai sintomi influenzali?); il principale e più frequente effetto collaterale è il mal di stomaco, ma non sono rare reazioni allergiche e sanguinamenti dal naso. L’acido acetilsalicico non va mai somministrato sotto i 16 anni.

Questa sostanza è talvolta associata a vitamina C, per le difese immunitarie, o sostanze protettrici per lo stomaco.

Farmaci per il mal di gola

Quello che chiamiamo comunemente mal di gola è molto spesso un’infiammazione della faringe, il dolore avvertito è invece sintomo della reazione messa in atto dall’organismo.

Un mal di gola particolarmente persistente in un bambino potrebbe essere anche segno di varicella, morbillo o scarlattina, ma ovviamente in questi casi comparirebbero altri sintomi.

Di norma il mal di gola virale, il più comune, tende spontaneamente a guarire nel giro di qualche giorno, esistono tuttavia alcuni farmaci che possono alleviare i sintomi.

Le caramelle da sciogliere in bocca contengono sostanze disinfettanti, antimicrobiche, antisettiche od antibatteriche: questi termini possono essere considerati equivalenti nella pratica comune, poichè l’azione esplicata è fondamentalmente di ridurre in modi diversi l’eventuale proliferazione batterica.

Fanno parte di questa sterminata categoria diversi farmaci senza obbligo di ricetta, i più famosi sono: Benagol, Neoborocillina, Dequadin, Antoral, Golafair, Neoformitrol, …

Azione ed efficacia simile manifestano farmaci sotto forma di spray, mentre più controverso è l’uso dei colluttori per sciacqui.

Poichè il mal di gola è caratterizzato da infiammazione e dolore locale si rivelano particolarmente efficaci antinfiammatori, locali o sistemici.

Fanno parte degli antinfiammatori locali Benactiv Gola, caramelle, spray e colluttorio tutti a base di flurbiprofene (o i numerosi equivalenti, come Tantum Activ Gola, Froben, NeoBorocillina GolaDolore, …); altrettanto conosciuta è la linea Tantum Verde, a base di benzidamina, che vanta una spiccata azione analgesica (antidolorifica).

Passando ad analizzare gli antinfiammatori sistemici, da assumere cioè per bocca, ricordiamo Nurofen Influenza e Raffreddore (utile anche contro il raffreddore per la presenza di pseudoefedrina), e la stessa Aspirina, …

Da non dimenticare che questa categoria di farmaci presenta un maggior rischio di effetti collaterali, principalmente tipici degli antinfiammatori:

  • mal di stomaco,
  • emorragie gastriche,
  • innalzamento della pressione,

Si ricorre infine all’uso degli antibiotici esclusivamente dietro consiglio del medico.

Raffreddore

Il raffreddore è essenzialmente un’infezione virale acuta delle mucose di naso e gola, molto comune nella stagione invernale.

I virus coinvolti hanno di norma tempo d’incubazione da 1 a 4 giorni, dopodichè il raffreddore esordisce con sensazione di gola secca ed infiammata, starnuti ed un’aumentata secrezione nasale: in principio acquosa, in seguito densa e giallastra. A questo punto compare il classico “naso chiuso”, eventuale lacrimazione e mal di testa, tosse ed in alcuni casi febbre.

Dopo 6-7 giorni il raffreddore tende a risolversi da solo, è tuttavia possibile alleviare i sintomi più fastidiosi ricorrendo ad un uso consapevole di farmaci da banco.

I decongestionanti nasali sono disponibili come rimedi locali (spray e gocce) o sistemici (ossia da prendere per bocca come compresse, compresse effervescenti, sciroppi,…). I decongestionanti nasali spray sono molto rapidi nella loro azione, ma l’uso deve essere limitato a pochi giorni di terapia; farmaci da prendere per bocca manifestano azione più lenta ma più duratura nel tempo, con minori effetti collaterali.

Tra gli spray più conosciuti ricordiamo Actifed, NeoRinoleina, Otrivin, Rinazina, RinoCalyptol, Rinogutt, Vicks Synex, Rinofluimucil.

Una menzione a parte la meritano i prodotti che presentano invece diverse associazioni di due o più sostanze, che oltre a consentire una migliore respirazione permettono di trovare sollievo da sintomi di mal di testa e dolore diffuso. Ricordiamo associazioni di decongestionanti con antinfiammatori (Nurofen influenza e raffreddore, Vicks Flu Action), decongestionanti con antidolorifici (Zerinol, ZerinolFlu, Tachifludec, …).

Tosse

La tosse è un meccanismo protettivo finalizzato all’espulsione di agenti nocivi dalle vie aeree e può essere riflessa o volontaria. Lo stimolo a tossire è indotto dalle terminazioni nervose distribuite tra la laringe e i bronchi, che veicolano il segnale elettrico al centro della tosse situato nel midollo allungato, dove il riflesso è soggetto a controllo corticale.

La tosse può essere un sintomo di patologie più o meno gravi: a partire dalle infiammazioni stagionali dell’apparato respiratorio, la tosse può derivare anche da bronchite, polmonite o pertosse e in alcuni casi gravi da carcinoma polmonare, o ancora può essere un effetto collaterale dei farmaci come gli ACE inibitori o può essere dovuta ad una reazione allergica.

Data la possibile varietà di cause possibili ricorrere sistematicamente ai farmaci sedativi della tosse è sconsigliabile, in quanto potrebbero mascherare una patologia ancora da diagnosticare.

I farmaci sedativi per la tosse agiscono tutti sul sintomo, a livello centrale o periferico: riducono o sopprimono la tosse alleviando anche i disturbi collaterali come dolore al torace, mal di testa, mal di schiena e malessere generale.

Fluidificanti, espettoranti e mucolitici

In  caso di tosse produttiva, questa serve ad eliminare l’eccesso di muco presente, che oltre ad ostacolare la respirazione diventa terreno di coltura di agenti patogeni.

In questo caso vegnono spesso assunti mucolitici ed espettoranti, di cui tuttavia non esistono ad oggi evidenze di reale efficacia.

Sedativi della tosse

Nel caso in cui la tosse non sia produttiva (tosse secca) è sufficiente un farmaco bechico (sedativo) che interferisce sui meccanismi nervosi della tosse.

I farmaci bechici possono essere suddivisi in base al loro sito di azione: quelli che agiscono a livello centrale come il destrometorfano (molto documentato nella letteratura scientifica) e il butamirato; quelli che agiscono a livello periferico come l’oxolamina, cioè quelli che inibiscono la responsività delle terminazioni nervose delle vie aeree ed infine quelli che agiscono ad entrambi i livelli come la dropropizina ed il pipazetato.

  • Destrometorfano (Aricodil tosse, Bechilar, Bronchenolo compresse, Broncofama, Formitrol Tosse, HoneyTuss, Lisomucil Sedativo, Metorfan, Neoborocillina  tosse, Tossoral, Tussycalm, Vicks Tosse).
  • Butamirato (Butiran, Lenistar, Lexosedin, Sinecod Sedativo).
  • Oxolamina (Tussibron).
  • Dropropizina (Domutussina).
  • Cloperastina (Seki, Nitossil, Danka)

Il destrometorfano è il principio attivo più utilizzato e soprattutto documentato nella letteratura medica e farmacologica. Agisce a livello centrale, sul centro della tosse situato nel midollo allungato. Se assunto secondo la posologia consigliata è ben tollerato senza dare effetti simili a quelli indotti dagli oppioidi, tuttavia se le dosi superano quelle consigliate si può avere euforia, disforia ed allucinazioni che rendono il profilo tossicologico simile a quello di chetamina e fenciclidina, usate come sostanze di abuso.

Fra gli adolescenti il destrometorfano è abbastanza conosciuto proprio per la sua capacità di indurre euforia, considerato anche il basso costo e la facilità di reperibilità. L’abuso di destrometorfano può dare origine a fenomeni di dipendenza tipo crisi di astinenza.

Raramente, il suo uso cronico in alte dosi, può produrre tossicità da bromuri con effetti a livello gastrointestinale, cutaneo e del sistema nervoso centrale, come letargia, debolezza muscolare ed alterazione dello stato di coscienza.

L’altro principio attivo che agisce a livello centrale, il butamirato, presenta lo stesso profilo farmacologico del destrometorfano alle dosi consigliate, e però a differenza di quest’ultimo non ha effetti narcotici o depressivi.

Di contro la dropropizina, ad azione sia periferica che centrale, ha un effetto sedativo che può influire negativamente sull’attività scolastica dei bambini e sulla capacità di guida o lavorativa degli adulti.

La levodropropizina (Levotuss), isomero levogiro della dropropizina, non superando la barriera ematoencefalica, non presenta gli stessi effetti collaterali della dropropizina pur possedendo inalterate le stesse capacità antitussive.

La cloperastina (Seki) è un composto di sintesi dotato di attività antitosse a livello centrale, nonché di attività antiedema e rilassante la muscolatura bronchiale. L’attività è risultata sempre superiore a quella del destrometorfano. A differenza della codeina, la cloperastina è sprovvista di attività narcotica, agisce direttamente sul centro della tosse, è sprovvista di attività anestetica locale, non deprime il centro del respiro ed è molto utilizzata anche nella prima infanzia.

Facciamo un’ultima considerazione sugli eccipienti dei farmaci antitosse, che spesso sono essi stessi dei principi attivi che contribuiscono, ognuno peculiarmente, a sedare la tosse.

Gli eccipienti sono sostanze sapide come zucchero, spezie, miele o amare come l’acido citrico: il gusto dolce o amaro induce una salivazione riflessa ed una secrezione di muco nelle vie aeree che può anche essere prolungata grazie a preparazioni ad alta viscosità come gli sciroppi, che tra i farmaci OTC risultano quelli più venduti in assoluto.

Alcune sostanze eccipienti esercitano anche un’azione emolliente come lo zucchero o le saponine dell’edera, che lubrificando faringe e laringe contribuiscono a ridurre la tosse con effetto espettorante.

Il miele poi è risultato paragonabile al destrometorfano nel diminuire la frequenza, la gravità ed il fastidio della tosse ed è un prodotto naturale e senza effetti collaterali (va tuttavia evitato nei bambini con meno di 12 mesi).

Fra gli eccipienti solo il mentolo (alcol terpenico) è stato testato sperimentalmente: i suoi vapori, rilasciati nel cavo orale, hanno un effetto rinfrescante a cui si aggiungono proprietà anestetiche locali e di inibizione dei canali del calcio, proprietà questa che contribuisce al rilassamento della muscolatura liscia.

Altri eccipienti usati sono gli oli essenziali come quello di eucalipto, di pino e di timo che oltre ad essere efficaci anestetici locali esercitano anche un’azione antimicrobica ed inoltre se somministrati a livello orale stimolano la mucocinesi nei polmoni.

Gli oli essenziali tuttavia, soprattutto in età pediatrica, devo essere usati con criterio, in quanto alcuni di essi possono dare effetti collaterali spiacevoli come nausea, vomito e laringospasmo come è possibile che avvenga per l’eucalipto e la canfora; quest’ultima poi è assolutamente sconsigliata in gravidanza perché in grado di attraversare la placenta.

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    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Se ha la febbre alta (>38) può assumere Tachipirina, se l’ha già presa in passato, non è allergica e la tollera tranquillamente, per il resto micolitici, fare aerosol terapia e blandi infiammatori possono aiutare, sono terapie sintomatiche e non curative, senta eventualmente il suo medico per un consiglio specifico in base ai sintomi.

  1. Anonimo

    salve ho dato a mia figlia di 5 anni antalfebal posso dare anche mucosulvan sciroppo grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Dovrebbe sentire il pediatra, e somministrare farmaci solo se prescritti e non in base a decisione propria.

  2. Anonimo

    Buonasera. Ho un forte raffreddore ed un orecchio tappato. Mi è stato dato dal medico Nebulgen. Posso prendere anche Fluimucil (compresse effervescenti) per fluidificare il muco? Grazie.

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