Per una sintesi delle informazioni visitare la pagina Influenza dei suini in pillole: cosa bisogna sapere.

L’influenza dei suini non fa più paura come qualche mese fa;  se in data 11 giugno è stato proclamato dall’OMS lo stato di pandemia (livello 6), l’andamento del numero di casi registrati in Italia è in linea con quanto previsto e la mortalità si è confermata al di sotto della tradizionale influenza stagionale.

Con l’arrivo di dicembre i casi sono poi drasticamente diminuiti, anche se non si esclude al momento una possibile seconda ondata in concomitanza delle festività natalizie.

L’Unità di Crisi attivata per pianificare le strategie di contrasto verso la nuova influenza conferma la volontà di perseguire la strada della vaccinazione di massa con particolare attenzione alle categorie a rischio ed al personale sanitario; anche se al momento la popolazione non ha aderito come sperato al piano vaccinale il sistema sanitario di allerta e di gestione dell’emergenza ha retto piuttosto bene la prevista prima ondata influenzale.

E’ invece controcorrente l’autorevole voce del farmacologo Garattini (Ansa, 24 luglio), che ritiene la vaccinazione di massa non necessaria se il virus non subirà mutazioni decisive in grado di aumentarne l’aggressività (e le ultime mutazioni rilevate non lo sono); l’attuale nuova influenza suina non ha una virulenza tale da destare grandi preoccupazioni per la salute pubblica, ma la sua gravità è essenzialmente legata alla gravità delle malattie di cui si è affetti od all’età.

Il vaccino per l’influenza suina in Italia verrà offerto alle seguenti categorie in ordine di priorità:

  • personale sanitario, medici ed infermieri, per garantire l’assistenza sanitaria(al momento restano probabilmente escluse le strutture private), forze di pubblica sicurezza e protezione civile, personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurano i servizi pubblici essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc), i donatori di sangue periodici;
  • donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;
  • soggetti a maggior rischio di complicanze, ossia malati affetti da patologie croniche gravi, tra i 6 mesi ed i 65 anni;
  • bambini di età superiore ai 6 mesi che frequentano l’asilo nido e bambini istituzionalizzati;
  • persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni;
  • persone tra i 18 e 27 anni.

La vaccinazione, che mira a coprire il 40% della popolazione, sarà probabilmente articolata in diverse fasi coincidenti con l’arrivo delle diverse disponibilità di vaccino.
Il vaccino per la nuova influenza suina prevede sarà gratuito e raccomandato, ma non obbligatorio, e le ricerche condotte finora mostrano che una sola dose è sufficiente a immunizzare l’individuo entro 10 giorni; fanno eccezione i bambini con 9 anni o meno cui si dovranno somministrare 2 dosi come per l’influenza stagionale. Non sarà probabilmente mai possibile l’acquisto in farmacia del farmaco, ma verrà unicamente trattato dalle ASL e da altre strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

Si prevedeva che almeno nelle fasi iniziali l’offerta del vaccino sarebbe stata inferiore alla domanda, al contrario l’adesione è stata molto ridotta e l’obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione al di sotto dei sessantacinque anni di età non sarà pertanto raggiungibile a breve termine. La distribuzione nelle diverse regioni avverà sulla base delle percentuali indicate e su altri fattori socio-demografici allo studio.

Per approfondire è possibile fare riferimento alla pagina dedicata al vaccino per l’influenza A.

A partire da ottobre verrà parallelamente condotta, in questo caso con le modalità tradizionali, la campagna di vaccinazione verso l’influenza stagionale 2009-2010.

22 luglio, integrazione del 26 agosto (Ministero della Salute) e del 1° di dicembre

Una pandemia è una epidemia la cui diffusione interessa diverse aree del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata. Al momento tuttavia l’OMS considera ancora il virus responsabile di un rischio moderato e non raccomanda la chiusura delle frontiere ne’ la restrizione ai movimenti di persone, beni e servizi. Un rischio moderato significa che:

  1. La maggior parte delle persone guariscono senza necessità di ospedalizzazione
  2. La severità degli episodi registrati nei diversi Paesi combacia con quelli registrati annualmente a causa dell’influenza stagionale
  3. Ospedali e strutture sanitarie riescono a gestire in tranquillità le richieste di assistenza.

Il vero pericolo attuale è il rischio di una mutazione che possa causare un aumento di mortalità e severità dei sintomi.

Il virologo dell’universita’ Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, ipotizzava qualche mese fa che ci saranno in totale tra i 10 e i 15 milioni di italiani messi a letto dall’influenza suina  (saremo probabilmente a 6 milioni a fine dicembre) e, a causa delle complicanze, moriranno 10-15 mila persone (a titolo di paragone lo scorso inverno 2008-09 sono morti circa 5000 persone a causa delle complicanze dell’influenza australiana); è necessario tuttavia chiarire, sottolinea il virologo, che la malattia sarà molto diffusa ma al momento risulta piuttosto blanda in quanto a sintomi.

Le ultime disposizioni ministeriali (30 aprile 2009) prevedono che in caso di sospetto di influenza suina, il ricovero in ospedale non è consigliabile perché la forma dell’infezione che si può manifestare in Italia (come negli Stati Uniti), non dovrebbe essere diversa dall’influenza stagionale e quindi non dovrebbe prevedere particolari complicazioni tali da richiedere l’ospedalizzazione. Al momento inoltre si pensa che un’eventuale ospedalizzazione potrebbe risultare un fattore scatenante di epidemia per trasmissione della malattia ad un numero elevato di pazienti e operatori sanitari. Per lo stesso motivo si dovrebbe riservare l’uso dei farmaci antivirali ai soli casi a rischio di gravi complicazioni.

Influenza dei suini: sintomi e caratteristiche

L’influenza A (era influenza dei suini) è una malattia respiratoria virale molto contagiosa che colpisce con una bassa percentuale di mortalità (dall’uno al quattro per 10000 casi). La trasmissione avviene per via  aerea attraverso piccole gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate da secrezioni respiratorie ed il periodo di incubazione è in genere di qualche giorno. Esistono portatori sani del virus non riconoscibili.

Il paziente infettato è contagioso da 2-3 giorni prima della comparsa dei sintomi e per i 4-5 giorni successivi; si stima che ogni nuovo contagiato sia pronto ad infettare 1.5 persone nei tre giorni precedenti alla comparsa di febbre, tosse e degli altri sintomi della febbre suina, in altre parole ogni giorno che il malato inconsapevole trascorre al lavoro, a scuola, in metro,  è causa di un’altra mezzo contagio. Alcune categorie, bambini sopratutto, possono rimanere contagiosi anche per 10 giorni o più.

Il criterio clinico per riconoscere un caso di influenza suina prevede di rilevare un brusco esordio di patologia respiratoria con febbre uguale o superiore a 38° ad almeno uno dei seguenti sintomi:

  • cefalea,
  • malessere,
  • sensazione di febbre (brividi, sudorazione)
  • astenia (stanchezza, spossatezza)

ed almeno una delle seguenti condizioni

  • tosse,
  • naso che cola,
  • mal di gola.

E’ comunque possibile che si manifestino altri sintomi, tra cui raffreddore, nausea, vomito e diarrea.

Influenza suina e bambini

Nei bambini più piccoli, incapaci di descrivere i sintomi, questi si possono manifestare con irritabilità, pianto, mancanza di appetito.

Nel lattante l’influenza è spesso accompagnata di vomito, diarrea e solo eccezionalmente febbre.

Nei bambini in età prescolare spesso compaiono occhi arrossati e congiuntivite.

Nel bambino tra 1 e 5 anni spesso è associata a mal di gola, bronchite e febbre elevata.

Erano sporadicamente stati segnalati in passato contagi suino-uomo: i sintomi si presentavano nell’uomo simili alla tradizionale influenza, ma la casistica riporta anche estremi come soggetti asintomatici e soggetti deceduti per complicazione insorte a causa dell’influenza, come la polmonite.

E’ stata avanzata l’ipotesi che il paziente 0, il primo ad aver manifestato i sintomi dell’attuale febbre suina, sia stato un bambino di 4 anni (Edgar), residente in piccolo paesino di 3000 anime (La Gloria); i concittadini di Edgar, ammalatosi i primi giorni di aprile, sono convinti che la causa vada ricercata nell’allevamento locale di maiali, uno dei più grandi del mondo e di proprietà di una azienda statunitense. Nonostante le vibranti proteste che si sono susseguite in passato a causa di cattivi odori e scarsa igiene, l’allevamento incriminato potrebbe aver contaminato, a detta degli abitanti, le acque e l’aria.

Generalmente l’uomo viene contagiato direttamente dall’animale infetto, ma si ipotizzano casi di contagio a causa dell’ambiente che aveva ospitato maiali infetti. Il contagio uomo-uomo era possibile, ma molto raro e circoscritto a particolari circostanze.

La situazione attuale è invece considerata molto grave perchè una nuova variante del virus è in grado di trasmettersi da uomo a uomo.

L’OIE, organizzazione mondiale per la salute degli animali, interviene sottolineando che il virus responsabile di quella che definiamo influenza suina non è in realtà mai stato isolato in un animale nella stessa variante.

Al momento si ritiene che non sia possibile il contagio con il consumo di carne infetta, perché il virus non sopravvive alle temperature superiori ai 70° tipiche della cottura (ed inoltre l’Italia non importa da almeno 10 anni carne suina dal Messico) mentre tra uomini il contagio può essere facilitato dagli stessi fattori di rischio dell’influenza tradizionale: strette di mano, starnuti, luoghi chiusi ed affollati, … Si tratta di un virus molto sensibile e non e’ piu’ presente nei salumi, anche crudi, sottoposti ad essicazione e maturazione.

Non esiste al momento in  commercio un vaccino efficace per il virus dell’influenza suina e non deve essere usato nessun antivirale o peggio, antibiotico in via preventiva. Il vaccino è in produzione è sarà reso disponibile con le modalità sopra indicate appena disponibile.

E’ notizia del 12 maggio che alcuni ospedali americani e messicani segnalano i primi fenomeni di resistenza del virus all’Oseltamvir (Tamiflu®), il farmaco specifico antivirale; la comparsa di resistenza rende quindi necessario accelerare i tempi per la produzione di grandi quantità del vaccino specifico per l’influenza A suina.

L’infezione non è più circoscritta agli Stati Uniti e al Messico, ma la diffusione è ormai mondiale; in Italia al momento i casi sono particolarmente ridotti se paragonati a nazioni come l’Inghilterra, ma ci si aspetta prima o poi un aumento dei casi anche nel Belpaese.

Nel caso in cui stiate tornando da uno dei Paesi più colpiti è necessario:

  • tenere sotto controllo eventuali sintomi nei successivi 7-10 giorni,
  • in caso di comparsa di sintomi influenzali (faringite, tosse secca, mal di testa, dolori muscolari,…) e necessario contattare immediatamente assistenza medica.
  • a causa dell’elevata facilità di trasmissione e dell’assenza di immunità nella popolazione italiana lo Stato invita tutti i cittadini che rientrano dal Messico e che lavorano in ambienti chiusi e a contatto con collettività, fra cui gli studenti ed i bambini, a rimanere a casa per sette giorni a partire dalla data di rientro dal Messico.
  • Attivati i controlli alle frontiere per intercettare chi torna dal Messico, prendere nota delgli estremi anagrafici e comunicarla alla Asle.

Se invece fosse necessario andare in zone a rischio per ridurre il rischio di contagio si consiglia di:

  1. Coprire bocca e naso con un fazzoletto di carta quando si starnutisce gettandolo subito dopo,
  2. evitare luoghi molto affollati,
  3. aerare spesso gli ambienti dove si soggiorna,
  4. non portare le mani a contatto con le mucose con occhi, naso e bocca,
  5. lavarsi spesso le mani con detergenti alcolici o sapone,
  6. usare una mascherina a maglie fini di tipo industriale,
  7. isolamento volontario da soggetti malati,
  8. in caso di temperatura corporea maggiore di 38 ° C, tosse, mal di gola,malessere, rivolgersi ad un medico,
  9. non considerare sufficiente il vaccino antinfluenzale tradizionale.

Si definisce caso sospetto di influenza A una persona che risponda ai sintomi sopra descritti e che sia venuta in contatto con un’area interessata o con un caso confermato.

Cura e farmaci

In caso di malattia il Ministero ed i medici di famiglia invitano di non recarsi in Pronto Soccorso (a meno di sintomatologia particolarmente grave), in ambulatorio od in farmacia, ma di contattare preventivamente il proprio medico di famiglia.

E’ molto importante assumere abbondanti liquidi non alcolici per evitare la disidratazione (acqua, infusi e tisane, brodo, succhi di frutta, spremute, integratori di sali minerali per attività sportive).

Come per quanto riguarda gli antibiotici (vedi l’articolo influenza ed antibiotici) la maggior parte delle persone non necessita di farmaci specifici (antivirali, acquistabili solo dietro presentazione di ricetta medica), ma può essere di sollievo l’utilizzo di farmaci sintomatici per alleviare le manifestazioni più debilitanti come la febbre e la sensazione di dolore diffuso: l’aspirina (acido acetilsalicilico) non deve essere usata nei bambini e nei ragazzi al di sotto dei 18 anni per il rischio di sindrome di Reye, mentre possono essere somministrati paracetamolo (ad esempio Tachipirina®) od ibuprofene (ad esempio Moment® o Nureflex® sciroppo che però richiede ricetta medica), entrambi acquistabili senza ricetta medica.

Ai bambini al di sotto dei 5 anni non vanno somministrati farmaci se non dietro consiglio del pediatra, mentre la cura migliore per i bambini al di sotto dei 2 anni è l’uso regolare di un umidificatore e l’aspirazione del muco dalle cavità nasali.

Negli adulti è possibile ricorrere all’Aspirina, anche se i farmaci di prima scelta rimangono paracetamolo ed antinfiammatori come l’ibuprofene.

Secondo l’Oms non tutti i farmaci antivirali oggi disponibili sono efficaci: sensibile all’Oseltamivir (Tamiflu® in Italia) e Zanamivir (Relenza®), mentre sembra resistente all’amatadina e alla rimantidina. Per il trattamento dei casi di influenza il sottosegretario alla Salute Fazio spiega che serve un ciclo di Oseltamvir con con 2 capsule al giorno per 5 giorni.

Il Ministero della Sanità ha diffuso le nuove linee guida (22 luglio) per gli operatori sanitari che illustrano nel dettaglio i criteri di scelta ed i protocolli per la profilassi ed il trattamento dei casi di influenza A. Di seguito le principali considerazioni:

  • Le future necessità potrebbero essere maggiori delle attuali, è quindi indispensabile valutare criticamente caso per caso senza procedere sistematicamente all’uso degli antivirali.
  • Il vaccino non garantirà l’immunità.
  • Bambini con più di 2 anni, adolescenti ed adulti non necessitano di norma alcuna terapia antivirale, in quanto l’influenza A si è dimostrata essere autolimitante.
  • Nelle persone anziane, ossia con più di 65 anni, è invece consigliabile valutare attentamente la situazione clinica per decidere se ricorrere o meno a farmaci antivirali, sopratutto nei soggetti a forte rischio di complicanze (bambini con meno di 2 anni, malattie polmonari, cardiovascolari ma non gli ipertesi, diabetici, HIV, …).
  • Il trattamento è sempre raccomandato nelle donne in gravidanza, negli asmatici, negli obesi con Indice di Massa Corporea superiore a 30.
  • Anche in allattamento è possibile l’utilizzo dei farmaci antivirali, poichè i vantaggi per il lattante sono superiori ai trascurabili rischi.
  • Il trattamento, quando deciso, dev’essere iniziato il prima possibile e portato sempre a termine a meno di effetti collaterali.
  • Il ciclo completo prevede 5 giorni di terapia, 2 somministrazioni al giorni (cioè ogni 12 ore) qualsiasi sia il farmaco scelto (Oseltamivir o Zanamivir, cioè Tamiflu® o Relenza®).
  • La durata del trattamento preventivo è invece di 10 giorni, sempre con doppia somministrazione giornaliera, dal momento dell’ultima esposizione.

Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Eurosurveillance, ha dimostrato che in molti bambini trattati a scopo profilattico con Oseltamivir si sono presentati effetti collaterali quali nausea, vomito, diarrea, incubi e insonnia.

I medici di famiglia consigliano, in caso di contagio, di:

  1. non uscire da casa fino a quando non sia trascorso un giorno intero senza febbre,
  2. sostare sempre nella stessa stanza,
  3. se possibile usare un bagno diverso dagli altri membri del nucleo famigliare,
  4. avere contatti con un unico famigliare,
  5. evitare contatti non strettamente necessari con familiari e amici e ancor più con i bambini e donne in stato di gravidanza,
  6. coprire bocca e naso con fazzoletto di carta in caso di tosse o starnuti,
  7. smaltire i fazzoletti in sacchetti chiusi immediatamente dopo l’uso.

E’ invece importante che in casa gli altri membri della famiglia:

  1. provvedano ad arieggiare gli ambienti;
  2. si lavino accuratamente e frequentemente le mani con acqua calda e sapone dopo ogni contatto con il malato;
  3. evitino il contatto diretto con le diverse secrezioni ed escrezioni del malato, in caso di necessità a seguito del contatto è consigliabile lavarsi le mani o le altre parti del corpo, cambiare gli indumenti e lavarli come di consueto;
  4. evitare di portare le mani a contatto con le mucose degli occhi, del naso e della bocca;
  5. fare uso di guanti usa e getta per la pulizia dei materiali usati dal malato e/o contaminati da secrezioni e/o escrezioni del malato (fazzolettini, pigiami, biancheria) e lavarsi sempre le mani dopo la rimozione dei guanti che vanno smaltiti ogni volta e non riutilizzati.
  6. prima di riutilizzare asciugamani, posateria, bicchieri, indumenti, lenzuola, coperte e federe usate dal malato è necessario procedere al consueto lavaggio a caldo (temperatura superiore a 70°);

Si consiglia invece di rivolgersi al Pronto Soccorso se il malato presenta uno o più dei seguenti sintomi:

  • difficoltà di respiro,
  • segni di disidratazione come vertigini, scarsa pipì, assenza di lacrime nei bambini,
  • dolore toracico,
  • vomito persistente,
  • colorito blu o violaceo delle labbra,
  • convulsioni,
  • confusione,
  • svenimento.

Prevenzione

  • Lavarsi frequentemente le mani
  • Coprire bocca e naso quando si starnutisce
  • isolamento volontario dalle persone con malattie respiratorie febbrili
  • uso di mascherine.

Mantenere un’adeguata distanza (circa 1 m) tra persona e persona è considerata una misura efficace per prevenire la trasmissione dell’influenza (17.Glass RJ et al. Targeted social distancing design for pandemic influenza. EmergInfect Dis 2006; 12:1671-81)

Gravidanza

La società italiana di ginecologia ed ostetricia tranquillizza le donne in gravidanza spiegando che le terapie antivirali disponibili sono assolutamente sicure anche per il feto.

Si consiglia in ogni caso di rivolgersi prontamente al ginecologo in caso di dubbi, in modo da valutare la possibilità di ricorrere ad una terapia preventiva  in caso di sintomi sospetti (Fonte: SIGO), anche perchè secondo recenti ricerche sembra che le donne incinte siano maggiormente esposte al rischio di complicazioni gravi.

Il momento più pericoloso in caso di infezione da nuova influenza sembra essere il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza, anche perchè le donne incinte si rivelano essere facile bersaglio del virus dell’influenza suina; come in tutti i pazienti a rischio, anche le donne in gravidanza possono e devono ricorrere dietro parere medico al trattamento, anche preventivo, con antivirali. Al momento esistono maggiori studi relativi all’uso in gravidanza dell’oseltamvir rispetto allo zanamivirir, quindi il primo è da preferire (fonte Gravidanza e nuova influenza, Canadian Medical Association Journal).

Entrambi i farmaci sono inoltre indicati anche in caso di allattamento al seno, perché solo piccole ed innocue quantità passano nel latte materno.

In Australia, dove i casi sono particolarmente numerosi anche a causa dell’attuale stagione invernale, viene consigliato alle donne incinta di evitare di uscire da casa per diminuire il rischio di contagio; al momento in Europa, a maggior ragione in Italia, non si ritiene necessario un così stretto controllo che potrà diventare eventualmente un utile strategia preventiva nel caso di un aumento della possibilità di contagio.

Aggiornamenti

26 agosto 2009

Confermato il piano vaccinale di massa a partire dal momento in cui il vaccino sarà reso disponibile (vedi articolo per i dettagli).

Dall’Unione Europea arrivano indicazioni sulle cosiddette categorie che per prime dovrebbero essere vaccinate, da cui al momento mancano i bambini:

  • le donne incinte,
  • i lavoratori del settore sanitario,
  • persone con problemi medici cronici

Resta tuttavia di competenza nazionale la scelta di aderire o meno a tali indicazioni.

23 agosto 2009

L’OMS ipotizza una seconda ondata di infezioni, sulla base dell’osservazione di quanto accaduto nelle precedenti pandemie.

19 luglio 2009

Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio che il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini comunicano che al momento non ha fondamento la notizia di uno spostamento della data di apertura delle scuole a seguito di un possibile aumento dei casi di influenza suina.

13 luglio 2009

La pandemia di influenza A (influenza suina) e’ inarrestabile ed è per questo tutti i paesi hanno bisogno del vaccino contro questo nuovo virus“. Questa dichiarazione è stata  rilasciata dalla  direttrice del programma di ricerca sui vaccini dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ a seguito dell’attuale situazione mondiale.

11 giugno 2009

L’OMS ha innalzato il livello a 6, è stata cioè dichiarata pandemia. La decisione, probabilmente a seguito dell’improvviso aumento di casi in Australia, non ha al momento connotazione di particolare gravità ma solo indice di diffusione: in altre parole la nuova influenza è ormai una realtà a livello mondiale, ma al momento non comporta particolari rischi per la salute.

27 maggio 2009

Il conteggio italiano dei casi di influenza A sale a 25, ultimi in ordine di tempo 2 studenti romani. In Europa sono circa 419 i casi accertati, di cui oltre la metà suddivisi tra Spagna e Gran Bretagna.

22 maggio 2009

Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio ha disposto la chiusura di 2 scuole romane per 7 giorni a seguito della comparsa di 8 casi di influenza A. I ragazzi, da poco rientrati da New York, non sono in pericolo di vita e la maggior parte di loro sono già rientrati a casa.

10 maggio 2009

Salgono a 9 i casi italiani.

09 maggio 2009

Il conto dei casi in Italia sale a 7, di cui 1 che è il primo caso di trasmissione tra uomini nel nostro Paese: un uomo di 70 anni è stato contagiato dal proprio nipotino che nei giorni scorsi era rientrato dal Messico.

06 maggio 2009

Dall’Istituto Superiore di Sanità non escludono un’esplosione di casi in autunno, anche se al momento è troppo presto per qualsiasi previsione.

05 maggio 2009

Prima morte di un cittadino americano

Ad oggi sono 5 i casi registrati in Italia, ma l’allarme si sta affievolendo anche in virtù delle pronte guarigioni dei pazienti italiani colpiti dalla nuova influenza suina.

03 maggio 2009

“L’epidemia di influenza A in Messico e’ in fase calante.” Con queste parole il ministro della Sanita’ del Messico Cordova ha detto che l’epidemia di H1N1 ha superato il suo picco ed ora l’evoluzione è in fase discendente.

E’ stato segnalato e confermato il secondo caso italiano, anche in questo caso il paziente (di Roma) è già guarito. L’aumento dei casi previsto nei giorni scorsi dal Ministero non desta al momento preoccupazione, ma viene considerato fisiologico. Al momento si contano 787 casi accertati nel mondo, di cui 49 in Europa.

Si segnala infine il contagio di alcuni maiali in Canada da parte del loro allevatore, di ritorno dal Messico.

02 maggio 2009

E’ stato accertato oggi il primo caso italiano; una persona di rientro dal Messico, in provincia di Massa. Il paziente è già guarito.

29 aprile 2009

Una bimba italiana di 21 mesi e’ ricoverata in un ospedale in Messico con sintomi simili a quelli della  influenza A da suini. Intanto salgono a 236 i casi accertati nel mondo.

L’Oms ha da poco dichiarato il ivello cinque, su una scala di sei, del livello di allerta sul rischio di pandemia per l‘influenza A.  La fase 5 è quindi l’ultimo gradino prima della pandemia (livello 6), caratterizzata dalla trasmissione del virus da uomo a uomo in almeno 2 nazioni. Si pensa che una pandemia sia imminente. (Fonte: ANSA)

Sono una ventina i casi sospetti in Italia.

Primo morto negli Stati Uniti, è un bambino di poco meno di 2 anni. (fonte CDC, CNN)

“Non si chiamerà più influenza da suini, ma abbiamo deciso di chiamarla “Nuova influenza”; così ha parlato la commissaria europea alla Sanità, Androulla Vassiliou, spiegando che “la definizione influenza da suini dava un’idea sbagliata nei confronti della carne di maiale, il cui consumo è sicuro purchè sia cotta”.

Segnalato un caso sospetto nel Salernitano, sono in corso le analisi per determinare se si tratti del primo caso di influenza suina.

E’ stato invece accertato il primo caso in Germania, un turista di rientro dal Messico.

Intanto in Messico sale il conto dei morti a 159, di cui solo 7 accertati per il virus.

28 aprile 2009
In Emilia Romagna 6 persone rientrate dal Messico sono state sottoposte a test per la febbre suina, al momento i primi 3 esiti risultano negativi.

152 morti in totale, sempre solo in Messico; crescono tuttavia i Paesi con casi sospetti.

Sono al momento in corso diversi esami su pazienti italiani, ma al momento non esistono casi in Italia.

Sembra che ci siano oltre 100 casi a New York tra gli studenti di una scuola del Queens appena tornati da un viaggio in Messico.

27 aprile 2009

Il sospetto caso a Venezia ha fornito esito negativo ai test di laboratorio, quindi ancora nessun caso in Italia.

L’OMS ha elaborato una scala di allerta applicabile ad emergenze sanitarie come l’attuale; al momento è indicata una fase di livello 4, innalzata da pochi minuti dalla precedente 3. La fase 4 prevede una limitata trasmissione da uomo a uomo. Nonostante il peggioramento del livello di pericolo non si parla ancora di pandemia perchè i focolai sono ancora localizzati.

Sono stati raggiunti i 149 morti in Messico e l’influenza suina è sbarcata in Europa, 2 sono i casi segnalati in Scozia ed 1 in Spagna.

Una donna veneziana è ricoverata in Ospedale, di ritorno dalla California, per sospetta influenza suina: non è al momento in pericolo di vita.

Pietro Crovari, professore ordinario di Igiene generale e applicata dell’Universita’ di Genova ha dichiarato che questa influenza arriverà in Italia, ma non sarà una tragedia, poichè al momento si ipotizza un’eventuale epidemia estesa e non una pandemia. (Fonte: AGI)

Al contrario Giorgio Palù, ordinario di Virologia all’Università di Padova, pensa che il rischio pandemia sia concreto, ma per fortuna i 2 antivirali disponibili sembrano essere efficaci sul virus (Fonte: Kataweb)

Salgono a 103 i decessi e 1614 i ricoveri ospedalieri collegati all’influenza suina in Messico, nuovi casi confermati in Australia, 10 casi sospetti in Nuova Zelanda, mentre ancora nessun caso confermato in Europa.

In Italia non sono ancora attivi provvedimenti preventivi alle frontiere e presto verrà attivato un numero verde del Ministero a disposizione dei cittadini.

Keiji Fukuda, vicedirettore generale dell’Oms, ha affermato che “il mondo non è mai stato così pronto ad affrontare una potenziale pandemia, grazie agli enormi sforzi compiuti negli ultimi cinque anni.”, mentre la dottoressa Anne Schuchat, del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitense, ha confermato che le autorità sanitarie americane si stanno preparando ad una propagazione della influenza suina oltre ai 20 casi, avanzando timori relativamente alla possibilità di subire dei decessi.

26 aprile 2009

Sono 126 i casi di influenza suina nel mondo, la maggior parte in Messico dove sono decedute 81 persone (20 sicuramente collegate al virus, sospette le altre, tra i 25 e i 45 anni.). Al momento non si registra nessun caso nè in Italia nè in Europa. In Nuova Zelanda 10 giovani potrebbero avere contratto virus dell’influenza suina, dopo essere rientrati sabato dal Messico, 2 casi sospetti anche in Francia e uno in Israele, ma tutti da confermare. 4 i casi certi in Canada.

Sono stati stanziati dal governo messicano fondi per 450 milioni di dollari per far fronte all’emergenza sanitaria dell’influenza da suini, mentre a New York sono stati disposti dei controlli a seguito di 48 casi di malessere in un liceo del Queen.

Nelle ultime 24 ore non ci sono state più morti ascrivibili all’influenza suina, tuttavia la Farnesina sconsiglia di mettersi in viaggio verso le zone a rischio.

Fonti: Who.org, CNN

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Commenti e domande

  1. Beppe
    15 settembre 2009, 13:31

    Buongiorno,
    di ritorno dalle vacanze in luglio (Grecia) prima una mia amica e successivamente io abbiamo avuto febbre alta (sui 38°C), tosse, spossatezza e una forte sudorazione notturna (sudare con la febbre è normale, ma questa volta è stato diverso dal solito, bagnavo proprio le lenzuola).
    Il medico non mi ha fatto fare il tampone, ma mi ha curato ad antibiotici.
    Dopo circa 5 giorni sono guarito ma mi rimane il dubbio se sia stata o no influenza suina. Nessun mio familiare è stato contagiato da me, pur vivendo insieme.
    C’è un modo per capire, ora, cos’è stata? (Es: esami particolari). Non so se procedere al vaccino o no.
    Ho 27 anni.
    Cordiali saluti.

  2. admin
    15 settembre 2009, 13:55

    Non c’è modo di capire oggi se sia stata o meno influenza suina, o meglio non c’è modo per un privato cittadino; per quanto riguarda il vaccino personalmente sono favorevole a priori, ma questa è solo la mia posizione personale. Consiglio quindi di valutare con il suo medico l’opportunità, se fa parte delle categorie interessate, di accedere al vaccino o meno.

  3. Beppe
    15 settembre 2009, 15:49

    La ringrazio per la risposta, quindi a suo giudizio anche fare il vaccino pur avendo (teoricamente) avuto l’influenza suina non ha controindicazioni.

  4. admin
    15 settembre 2009, 16:18

    Esatto, a mio parere nel dubbio meglio farlo.

  5. Valmi
    16 settembre 2009, 08:41

    Salve io sono tre giorni che ho la febbre che balla a seconda della tachipirina tra 37,5/38,2 ma non ho mal di gola e raffreddore ogni tanto starnutisco ma ho effettivamente solo la febbre e in queste ultime due notti è stata stabile a 38 con parecchia sudorazione e brividi con dolori forti alle articolazioni soprattutto la zona lombare…tra l’altro ho fatto la settimana scorsa quasi tutti i giorni con una leggera influenza che variava tra i 37/37,5 con dolori articolari….ho 23 anni….secondo lei è l’influenza a?….grazie per l’attenzione

  6. admin
    16 settembre 2009, 10:03

    A mio parere no, manca qualche sintomo all’appello e sopratutto nel giro di 5-6 giorni al massimo l’influenza A si esaurisce; in ogni caso se la febbre non passasse suggerirei un parere del suo medico.

  7. vale 85
    16 settembre 2009, 10:20

    ciao a tutti ho 24 anni sono mamma di una bimba di 2 e mio marito ne ha 27 quindi tutti e tre siamo soggetti a questa influenza… che tra l ‘altro mi spaventa tantissimo…stamattina mio marito si è svegliato con febbre alta e mal essere è stato a contatto con sua sorella tornata dal messico solo 2 settimane fa…. quindi sfido chiunque a non essere spaventato come me… mi riferisco a tutti que personaggi come il sig.ivan che dice di stare tranquilli… forse lui non ha bambini e non può capire cosa si prova…. ormai non credo più a niente e a nessuno ho solo tanta paura!!!!!

  8. marilena
    16 settembre 2009, 11:18

    salve,ho 53 anni purtroppo ho una cardiopatia dilatativa,sono seguita periodicamete da cardiologi, prendo già molti medicinali,quasi ogni anno prendo l’influenza anche se in forma leggera delle volte, non ho mai fatto vacini fin’ora,certo penso anch’io sia il caso quest’anno di farlo ma
    cos’altro potrei fare per prevenire o almeno per essere un pò piu coperta di diffese immunitarie,confesso che ho tanta paura ……non vorrei morire di influenza (scusate la schietezza) che aggrava le condizioni di una patologia che non ho scelto certo io….accetto ogni tipo di consiglio, grazie per l’attenzione.

  9. massimiliano
    16 settembre 2009, 11:19

    Salve, è da 10 giorni che ho un mal di gola e tosse, ho iniziato a prendere ceporex 1mg, poi le placche le ho tolte da solo con un cucchiaio. a tutt’ oggi ho ancora tosse, proseguo una terapia con propoli spray, ma di febbre nessun segnale.
    Spero che la nuova influenza, sia stata questa, così quelle che si dicono sono solo parole e non altro che preoccupazione. Saluti.

  10. admin
    16 settembre 2009, 13:02

    @Vale85

    A meno di problemi di salute preesistenti vedrà che, anche se fosse suina, non ci saranno complicazioni; consiglio comunque di contattare telefonicamente il suo medico ed evitare ogni contatto non indispensabile con sua figlia.

    @Marilena

    Oltre al vaccino le strategie pratiche consigliate sono elencate a http://www.farmacoecura.it/influenza/influenza-dei-suini-in-pillole-cosa-bisogna-sapere/#prevenzione.

    In aggiunta potrebbe valutare con il suo medico eventuali immunostimolanti, che non sono però universalmente condividi dal mondo medico; in ogni caso servirebbero a limitare le possibili complicazioni batteriche e non ad evitare l’influenza.

    @Massimiliano

    Senza febbre difficilmente si è trattata di suina; mi permetto inoltre di ricordare che è fondamentale portare a termine una terapia antibiotica iniziata e MAI interromperla a metà senza parere medico.

  11. Walter
    17 settembre 2009, 11:22

    Buongiorno, il 7 di settembre a nostro figlio di 2 anni e mezzo viene il raffreddore anticipato da scariche di starnuti e alcuni colpi di tosse.
    Poi la settimana fino a venerdì11 si svolge tra febbre 38,8 tosse grassa e naso chiuso e inappetenza. Interveniamo con Sciroppo 1 cucchiaio mattino e uno sera ( lisomucil). Nel frattempo anche a me viene la tosse e raffreddore e poi verso il 12 mi viene anche la febbre max 39,2 e inappetenza. Oltre i 38 decidiamo di prendere tachipirina sia per me che per il bambino.La febbre piano piano scompare il piccolo domenica 13 non ha più febbre mentre al padre ( che sta scrivendo ) la febbre perdura fino al 15 settembre, Ora sia io che il piccolo abbiamo quasi assenza totale di raffreddore, la febbre è sparita ma permane una tosse molto fastidiosa poco frequente di giorno ma continua la notte che ci impedisce di dormire nonostante facciamo l’aereosol con soluzione fisiologica, quanto potrebbe durare ancora la tosse ?
    Intanto è sopraggiunta al piccolo una complicanza di vomito durante alcuni attacchi di tosse ( ha già avuto 2 manifestazioni negli ultimi 3 giorni ).
    Volevo far notare che mia moglie ha avuto in queste ultime 2 settimane un po di raffreddore e male alle ossa ma senza febbre. Che ne pensa potrebbe essere la tipo A e comunque il vomito del bambino è da considerare nell’iter di rientro influenzale ? Grazie

  12. admin
    17 settembre 2009, 14:11

    Non si può escludere che fosse suina, anche se nutro dei dubbi a riguardo ed in ogni caso al momento è ininfluente; mentre per quanto riguarda le persone adulte si può intervenire con sedativi della tosse, la loro efficacia e sicurezza in pediatria è più discussa e di competenza del pediatra.

    In altre parole consiglierei la sospensione dell’aerosol, un sedativo della tosse per l’adulto che può essere consigliato dal suo farmacista ed una visita pediatrica per suo figlio per escludere complicazioni. Mi permetto poi di consigliare di rivolgersi al pediatra in caso di febbre ed inappetenza, se per la maggior parte delle volte si tratta di scrupoli eccessivi, in alcuni casi potrebbe rivelarsi determinante.

  13. erika
    19 settembre 2009, 08:31

    BUONGIORNO, IO HO LA MIA PICCOLINA 4 ANNI CHE DA DUE GIORNI HA FEBBRE, TOSSE CON MOLTO CATARRO, RAFFREDDORE E MI DICE CONTINUAMENTE CHE SISENTE MALE, ANCHE SE SONO MOLTO SCETTICA IN TUTTO, LA COSA COMINCIA A PREOCCPARMI, I SINTOMI SONO QUELLI DEI MALI DI STAGIONE, MA COME POSSO FARE PER ACCERTARE CHE SIA COSI’? LA SERA PIUTTOSTO PREFERISCO GUARDARE BOING CON LE MIE BIMBE, IL TELEGIORNALE MI ANGOSCIA, MA ORA SONO DAVVERO SPAVENTATA, IMMAGINO CHE MAGARI VOI POTETE AIUTARMI, MI CONSIGLIATE DI ANDARE AL PRONTO SOCCORSO E FARLA CONTROLLARE, O DATO CHE OGGI E’ SABATO ASPETTARE LUNEDI’ CHE CI SIA IL MIO PEDIATRA? OPPURE ANCHE LA GUARDIA MEDICA, ANCHE SE SONO SICURA MI INVIEREBBE AL PRONTO SOCCORSO, VI RINGRAZIO MOLTO.

  14. cristina
    19 settembre 2009, 09:54

    buongiorno, io ho due bambini di 4 e due anni. da due giorni la bambima di 4 anni ha manifestato febbre per 24 ore e poi basta, subito dopo una forte tosse secca e nasino che cola. ieri sera ha iniziato anche il piccolino di due anni. sinceramente comincio a essere preoccupata. I sintomi sono quelli del male di stagione dovuto a sbalzi di temperature, pero la cosa che mi allarma di piu e che il piccolino non aveva niente fino a ieri. mi consigliate di andare al pronto soccorso e farli controllare, visto che oggi e sabato e il mio pediatra non cè. vi ringrazio molto e aspetto una vostra risposta quanto prima.

  15. giuseppe
    19 settembre 2009, 14:33

    anche io come VALMI al punto 65: tre giorni di ferbbre alta, non uno sternuto o un colpo di tosse .corsa in ospedale, rx al torace e diagnosi di polmonite.
    . all’ospedale volevano ricoverarmi, ho rifiutato. ma non mi hanno fatto il tampone AH1N1. Eravamo a domenica 30 agosto.
    terapia casalinga con glazidim intramuscolo e altro antibiotico orale. in due giorni si è tolta la febbre e a distanza di 5 giorni dai primi sintomi (in effetti la sola febbre) sono riuscito a buttare giù un boccone. ora sto meglio, ho ancora problemi al polmone dx, ma cosa grave è non so cosa ho avuto e se l’ho trasferito ad altri.

  16. admin
    19 settembre 2009, 19:03

    @Erika e @Cristina

    L’ideale sarebbe stata farla vedere alla pediatra, in ogni caso se non ci sono sintomi particolarmente severi o febbre molto alta ritengo si possa aspettare fino a lunedì; in caso di dubbio invece Pronto Soccorso, ma solo se davvero c’è qualche sintomo preoccupante, indipendentemente dal discorso suina.

    @Giuseppe

    L’importante sono le condizioni attuali, per quanto riguarda cosa ha avuto non è a mio parere rilevante ad oggi e sopratutto non poteva fare diversamente per preservare gli altri, quindi non deve in alcun modo sentirsi in colpa.

  17. Davide
    21 settembre 2009, 19:52

    Salve a tutti,
    se qualcuno potesse rispondere alla domanda che sto per porgere ne sarei veramente felice. Da poco si è verificata (a quanto sento dai Tg) la prima vittima accertata della nuova influenza A. A quanto pare la povera defunta, prima del contagio, era stata in vacanza con i parenti, i quali avevano mostrato sintomi influenzali già durante la vacanza. Al ritorno dalla vacanza la signora aveva cominciato a sentirsi male ed il peggioramento si è protratto nei successivi 20 giorni (se nn sbaglio). Ora la domanda che pongo io è la seguente: come mai i parenti, i quali ripeto avevano già mostrato sintomi influenzali prima di lei, non hanno avuto peggioramenti al contrario della povera signora? è possibile che siano stati contagiati anche loro dal virus H1N1 senza mostrare però quel brusco peggioramento?
    E poi, un secondo quesito: ci possiamo fidare al 100% dei vaccini? saranno affidabili?
    Grazie per lo spazio, Davide.

  18. admin
    21 settembre 2009, 22:02

    Premesso che non ho seguito a fondo il caso in oggetto, da questi primi mesi di pandemia sembra però che in alcuni (pochi) soggetti il virus riesca a penetrare in modo molto aggressivo fino ai polmoni, dove diventa causa di una severa polmonite che se non trattata precocemente può mettere a rischio la vita. La situazione pare quindi essere la riproduzione in piccolo di ciò che sta avvenendo nel mondo, ossia la malattia si trasmette molto facilmente da una persona all’altra e di norma diventa causa di blandi sintomi influenzali. In pochissimi casi al contrario la sintomatologia è molto più grave e pericolosa per la vita.

    Per quanto riguarda i vaccini personalmente sono assolutamente favorevole: la copertura ipotizzata parla di circa 80% di immunità (come la stagionale), certamente non sono da escludere effetti imprevisti data la rapidità della sperimentazione.

  19. lucio
    22 settembre 2009, 09:31

    Salve a tutti,
    Mia figlia ( 4 anni ) circa 10 gg fà ha avuto forte dissenteria e vomito ( 1 solo episodio) e senza febbre, dopo 3 gg di notte si sveglia piangendo x forte mal di testa e irritabilità, l’indomani presenta febbre che permane da 4 gg. , febbre mediamente sui 37. 3. Cosa mi consiglia

  20. admin
    22 settembre 2009, 10:11

    Per i bimbi è tassativo ricorrere al pediatra in caso di febbre, irritabilità, … che non resti episodico.

  21. Rosa
    22 settembre 2009, 15:34

    Salve!
    3 giorni fa mi è iniziata una leggera emicrania ,leggeri sintomi di nausea e di disturbi intestinali, naso colante , qualche starnuto e qualche brivido.Da questa mattina il tutto è più eccentuato e i dolori si spostano da una parte all’altra del corpo, da una parte all’altra della testa e un po’ di più sulla fronte sulle fosse o setto nasale e sulle tempie . Non ho inappetenza. Niente febbre. Preciso che raramente l’influenza normale la prendo in modo forte. Di solito prendo una Vivincin. Posso prenderla ora? O se fosse l’ influenza A sarebbe controindicata? E’ il caso di fare l’ analisi? Che mi consiglia? Grazie!

  22. admin
    22 settembre 2009, 17:11

    Può tranquillamente assumere Vivin C se lo usa abitualmente, sembra una semplice malattia da raffreddamento; a meno di peggioramento o di comparsa di febbre alta non ritengo debba preoccupare. Consigliato, se possibile, riposo.

  23. Diana
    23 settembre 2009, 14:32

    Buongiorno , sono una ragazza di 27 anni, mi e’ stata diagnosticata una tonsillite cronica dallo specialista ed ho seguito la cura prescrittami di benzilpenicillina, devo farla x 3 mesi (fino a dicembre 2 punture al mese), secondo lei sono un soggetto a rischio? il vaccino posso farlo anche se sono sotto antibiotico?

  24. admin
    23 settembre 2009, 14:50

    A mio parere è un soggetto a rischio ma, per quanto riguarda l’opportunità e la possibilità di fare il vaccino, le consiglio di fare riferimento allo specialista.

  25. Tom
    23 settembre 2009, 17:58

    Sono tornato il 19/09 da Londra, dove ho passato 4 giorni, e dal giorno successivo al mio ritorno ho cominciato ad accusare un leggero maldigola (è anche vero che ho passato la notte all’aperto). Nei giorni successivi (sotto consiglio del medico, che non crede sia influenza suina, rimango a casa), ho accusato sintomi quali mal di gola, tosse, spossatezza, naso che cola, tutti in forma lieve. In più, non ho MAI avuto febbre (compresa sempre tra i 36.6 e 37 esterni). Io non mi sento così male. Il dottore mi ha prescritto mezzo efferalgan laddove ne sentissi il bisogno. Posso considerarmi fuori pericolo?

  26. enza
    23 settembre 2009, 18:14

    ma per essere contagiati dall’ influenza A bisogna avere per forza la febbre?????????o comunque per forza una temperatura pari o superiore ai 38°???????????????’

  27. admin
    23 settembre 2009, 22:13

    @Tom

    Condivido l’opinione del suo medico e penso che ormai i sintomi difficilmente peggioreranno.

    @Enza

    Il caso clinico tipo prevede un esordio brusco di febbre, almeno un sintomo respiratorio ed almeno un sintomi sistemico (per esempio dolore diffuso); in realtà poi esistono probabilmente forme molto lievi che possono quasi passare inosservate, ma in questo caso non destano preoccupazione.

  28. marzia
    24 settembre 2009, 12:08

    Salve, la setimana scorsa ho avuto una forte otite, prendendo x 3 gg. agumentin e vivin c sono migliorata, Durante il trattamento mi è venuta anche la febbre e mal di gola,che dopo un giorno si è tolto. Quindi sono uscita mi sentivo abbastanza bene. Ieri mio marito ha avuto febbre 38(siccome è un soggetto allergico) ho telefonato al medico di famiglia che è venuto lo ha visitato ed ha prescritto tachipirina1000 e nel caso la febbre non scenda Agumentin x 5 gg. Lui ha gola arrossata e febbre che con tachipirina è scesa a 37.3 . Quindi stà prendendo antibiotico. Io invece ho forti crampi pancia da ieri , no febbre mal di gola e dolori per tutto il corpo, chiamando il medico mi ha detto che devo prendere anche io Agumentin ex 5 gg. Inoltre ci ha data Froben. Ci dobiamo preoccupare per influenza di tipo A ? Che precauzioni dobbiamo prendere? Grazie

  29. Lello
    24 settembre 2009, 13:45

    Da l’altro ieri pomeriggio sono in casa con febbre superiore ai 39° (picchi a 39.8), sono un tipo che difficilmente mi ammalo.
    Vivendo solo, e ancora incerto sul livello di febbre per mancanza di termometro, sono andato dal mio medico (non lo conoscevo dal giorno della scelta del 25 Marzo) il quale dopo i convenevoli iniziali per meglio conoscerci, passa a visitarmi spalle e petto. Diagnosi: (esclusa l’influenza A) laringite cronica con tracce di catarro ai bronchi. Terapia: 6 gg di antibiotico CEDAX 400mg e FLUIMUCIL 600mg, e TACHIPIRINA oltre i 38°.
    Oggi, 2 giorno ho ancora febbre a 39.5°, cefalea, dolori muscolari, tosse secca e bruciore di gola

  30. admin
    24 settembre 2009, 14:02

    @Marzia

    A meno che non sia stata espressamente prescritta da un medico, prendere per 3 giorni Augmentin è un delitto…Il medico era a conoscenza del fatto che Lei l’avesse già assunto pochi giorni prima?

    In ogni caso non ritengo ci siano sintomi preoccupanti, eviterei l’esposizione a bambini e soggetti a rischio in generale.

    @Lello

    Vedrà che entro breve l’antibiotico (Cedax) comincerà a manifestare i suoi effetti sulla febbre e sintomi correlati. Se a 72 ore (3 giorni) dall’inizio di Cedax avesse ancora febbre alta consiglierei una rivalutazione.

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