Influenza 2016-2017: sintomi, cura e altri rimedi

Ultimo Aggiornamento: 0 giorni

Introduzione

L’arrivo dell’influenza stagionale 2016-2017 è atteso come di consueto per i mesi invernali, con la comparsa verso il periodo natalizio (per il freddo e per l’aumento del numero di situazioni a rischio, come le cene ed i veglioni festivi) e l’apice verso la fine di gennaio.

Non è possibile prevedere con certezza come sarà questa stagione influenzale. La diffusione dell’influenza avviene annualmente, ma tempistica, gravità e lunghezza della stagione variano di anno in anno. Le ultime ipotesi parlano di una possibile forma più aggressiva rispetto alla passata stagione 2015-16, per la presenza di due virus mai diffusi in passato.

Prima di entrare nel dettagli, ricordiamo alcuni aspetti poco noti:

  • È periodicamente una delle principali cause di assenza dal lavoro, consulto medico e ricovero ospedaliero; in Italia è a tutt’oggi con 8000 decessi l’anno la terza causa di morte per malattie infettive, preceduta da tubercolosi ed AIDS.
  • I pazienti più colpiti saranno i neonati ed i soggetti con più di 65 anni di età: queste sono infatti le fasce di popolazione con un sistema immunitario rispettivamente non ancora sviluppato o debilitato, che rischiano quindi anche lo sviluppo di complicazioni come polmoniti e/o bronchiti.

Sintomi

Per sapere se sei malato, puoi provare a fare il nostro test:

I sintomi compaiono generalmente da 1 a 4 giorni dopo il contagio.

I sintomi principali dell’influenza sono comuni a diverse altre patologie da raffreddamento, ma quest’anno si segnalano molti casi in cui si manifestano sintomi gastrointestinali:

Dal punto di vista medico la definizione di malato influenzale prevede una sintomatologia respiratoria comparsa improvvisamente, febbre oltre i 38°, almeno uno tra i seguenti sintomi:

  1. cefalea,
  2. malessere diffuso,
  3. sudorazione,
  4. brividi,
  5. mancanza di appetito;

ed almeno uno dei  seguenti sintomi respiratori:

  1. tosse,
  2. mal di gola,
  3. congestione nasale.

Trasmissione

I malati di influenza possono contagiare gli altri nel raggio di circa 2 metri. Molti esperti ritengono che i virus dell’influenza si diffondano principalmente tramite le goccioline emesse tossendo, starnutendo o parlando. Queste goccioline possono arrivare in bocca o nel naso di individui vicini o essere eventualmente inalate nei polmoni.

Meno spesso, un soggetto potrebbe infettarsi toccando prima una superficie o un oggetto contaminati dal virus influenzale e poi la propria bocca o il proprio naso.

Per evitare il contagio, si dovrebbe stare lontano dagli ammalati e stare a casa se colpiti in prima persona. È importante anche lavarsi le mani spesso con acqua e sapone. Se acqua e sapone non sono disponibili, si possono usare salviettine a base di alcool. Biancheria, posate e piatti degli ammalati non dovranno essere condivisi senza averli prima lavati con attenzione. Le posate possono essere lavate o in lavapiatti o a mano con acqua e sapone, non occorre lavarle separatamente. Inoltre, superfici di casa, lavoro e scuola, toccate spesso, dovranno essere pulite e disinfettate, specie in presenza di ammalati.

La maggior parte degli adulti sani può trasmettere l’influenza dal giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 5-7 giorni dopo. I bambini possono trasmettere il virus per più di 7 giorni.

I sintomi iniziano 1-4 giorni dopo l’ingresso nel corpo del virus. Ciò significa che si può essere contagiosi prima di sapere di essersi ammalati, nonché durante il decorso. Alcuni possono infettarsi ma non sviluppare sintomi. In tale periodo, possono però trasmettere il virus ad altri.

I virus resistono particolarmente bene anche nell’ambiente e la trasmissione è facilitata da ambienti affollati, situazioni di bassa temperatura ed alta umidità.

Pericoli

La maggior parte dei soggetti colpiti da influenza guarisce in qualche giorno (meno di due settimane), salvo alcuni che sviluppano complicanze.

L’infezione da virus influenzale del tratto respiratorio superiore (passaggi nasali, gola) e inferiore (polmoni) può causare una varietà di complicanze.

Mentre chiunque può ammalarsi di influenza anche in modo grave, alcuni soggetti hanno maggiori probabilità di contrarre la malattia in forma grave.

  • Bambini piccoli,
  • soggetti sopra 65 anni,
  • donne incinte
  • e persone con alcune affezioni croniche

rientrano nei gruppi a maggior rischio di complicanze influenzali gravi, anche tali da richiedere il ricovero ospedaliero e talvolta addirittura mortali. Ad esempio, i soggetti con malattie polmonari croniche sono più a rischio di sviluppare polmoniti.

Infezioni dei seni paranasali e delle orecchie sono esempi di complicanze moderate dell’influenza, mentre la polmonite è una conseguenza grave che può originare sia dal solo virus influenzale sia da un’infezione concomitante di altri virus o batteri.

Altre possibili complicanze gravi scatenate dall’influenza comprendono

  • infiammazioni di cuore (miocarditi),
  • cervello (encefalite)
  • o muscoli (miositi, rabdomiositi)
  • e insufficienza multi-organo (ad esempio, insufficienza respiratoria e renale).

L’infezione virale influenzale del tratto respiratorio può determinare reazioni infiammatorie estreme dell’organismo e condurre a sepsi, una risposta potenzialmente fatale a un’infezione.

L’influenza peggiora anche problemi medici cronici, ad esempio, individui affetti da asma possono avere attacchi durante l’influenza, così come persone con cardiopatie croniche possono peggiorare in seguito all’infezione.

Durata

Il periodo di incubazione è variabile da 1 a 4 giorni, la  durata è al massimo di 7 giorni per gli adulti e fino a 10 per i bambini.

Gravidanza

Nelle gestanti l’influenza può essere più grave e causare complicazioni più severe. I cambiamenti del sistema immunitario, del cuore e dei polmoni durante la gravidanza rendono le gestanti più soggette all’influenza ed alle sue complicazioni.

I figli delle gestanti che contraggono l’influenza corrono un rischio maggiore di soffrire di problemi tutt’altro che banali: l’influenza infatti può causare il parto pretermine.

Il vaccino antinfluenzale proteggerà la gestante e il bambino, quest’ultimo anche dopo la nascita, ed è la protezione migliore dall’influenza; può essere somministrato durante la gravidanza e si è dimostrato essere in grado di proteggere sia la madre sia il bambino (fino ai 6 mesi d’età).

Fino ad oggi non si sono registrati problemi né alle gestanti né ai bambini, quindi è fondamentale che chi aspetta un figlio si faccia vaccinare.

Altre misure preventive

Oltre a farsi vaccinare, le gestanti dovrebbero seguire le altre misure di prevenzione classiche, descritte al fondo dell’articolo.

Se avvertite i sintomi dell’influenza chiamate immediatamente il medico e, se necessario,  vi prescriverà un farmaco antivirale.

Quando andare al pronto soccorso

Se avete uno qualsiasi dei sintomi qui elencati, chiamate immediatamente l’ambulanza o fatevi accompagnare immediatamente al pronto soccorso:

  • Difficoltà a respirare o fiato corto,
  • Dolore o senso di costrizione a livello del torace o dell’addome,
  • Vertigini improvvise,
  • Stato confusionale,
  • Vomito prolungato o abbondante,
  • Febbre alta che non scende nemmeno assumendo il paracetamolo (Tachipirina® o equivalenti),
  • Sentite che il bambino si muove meno del solito o non si muove.

Cura e terapia

Gli unici farmaci efficaci con il virus dell’influenza sono gli antivirali, che tuttavia:

  • Non sono un’alternativa alla vaccinazione,
  • devono essere assunti solo dietro parere medico,
  • devono essere assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi.

Nei soggetti non considerati a rischio si consiglia al contrario il ricorso a medicinali sintomatici (farmaci per la cura dei sintomi), per esempio paracetamolo (Tachipirina®) per la febbre.

I rimedi della nonna

Attingendo alla tradizione popolare sembra che alcuni alimenti di uso quotidiano offrano realmente una qualche protezione dal virus: nel brodo di pollo vi sono proteine che accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e di altre cellule del sistema immunitario e, consumato caldo, ha effetto fluidificante su muco e catarro.

Cipolla ed aglio hanno dimostrato di possedere proprietà antisettiche ed espettoranti (amici e parenti ringraziano…); il miele, oltre a favorire la fluidificazione del catarro, può servire a calmare crisi di tosse e lenire le mucose in caso di raucedine.

Respirare i vapori caldi da una pentola con acqua in ebollizione in cui siano state disciolte essenze balsamiche è uno dei rimedi più conosciuti per tosse produttiva o raffreddore caratterizzato da ostinata congestione nasale.

E’ infine utile ricordare il beneficio di un’assunzione costante di frutta e verdure che, ricche di vitamine e sali minerali, contribuiscono a mantenere in perfetta efficienza i meccanismi di difesa dell’organismo.
(Fonte: influenza.it )

Altre risorse

Vaccino e prevenzione

L’ECDC (European Centre of Disease Prevention and Control) ha ribadito che le misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza sono:

  1. Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) Fortemente raccomandato
  2. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) Raccomandato
  3. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale Raccomandato
  4. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale Raccomandato.

Sebbene il lavarsi le mani sia sottovalutato, rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta ed è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni, anche negli ospedali.

Lo strumento d’elezione per la prevenzione rimane tuttavia il vaccino: la composizione, aggiornata annualmente, in questa stagione 2016-2017 è già stata definita dall’OMS:

  • un virus tipo A/California/7/2009 (H1N1) pdm09;
  • un virus tipo A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2);
  • un virus tipo B/Brisbane/60/2008.

L’OMS raccomanda, nel caso dei vaccini quadrivalenti, l’inserimento del virus B/Phuket/3073/2013-like virus, in aggiunta ai tre precedenti.

L’efficacia è stimata dal 70% al 90% a seconda delle annate ed è consigliato per tutti i soggetti che non abbiano specifiche controindicazioni alla somministrazione; sarà possibile acquistare il vaccino in farmacia, ma i seguenti gruppi di soggetti potranno accedere gratuitamente alla vaccinazione:

  • Età pari o superiore a 65 anni,
  • Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi ed adulti affetti da patologie gravi (malattie respiratorie, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, diabete, malattie metaboliche, malattie renali, tumori, …),
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  • Donne che all’inizio della stagione influenzale 2014-2015 siano al secondo o terzo trimestre di gravidanza,
  • Soggetti di qualsiasi età ricoverate in strutture per lungodegenti,
  • Medici e personale sanitario di assistenza,
  • Famigliari a contatto di soggetti ad alto rischio,
  • Addetti a servizi pubblici di interesse e sicurezza per il mantenimento dei servizi essenziali,
  • Allevatori, trasportatori di animali vivi, macellatori, veterinari, …

In ogni caso si raccomanda di parlare con il proprio medico per dipanare eventuali dubbi.

Se nel caso dei bambini si rimanda al parere del proprio pediatra (di norma si procede alla somministrazione di 2 dosi per i bimbi con età pari od inferiore ai 9 anni), un adulto necessita di un’unica dose del vaccino, somministrata con iniezione nel braccio (muscolo deltoide).

L’inserimento dei bambini sani di età compresa tra 6 mesi e 24 mesi (o fino a 5 anni) nelle
categorie a rischio è un argomento tuttora molto dibattuto dalla comunità scientifica, soprattutto per l’attuale mancanza di studi clinici controllati di efficacia. Ciò non significa che vi siano controindicazioni alla vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta.

In Italia sono disponibili diversi tipi di vaccini:

  • vaccini a subunità sono in genere meno aggressivi rispetto agli altri e sono quindi indicati per bambini e adulti che abbiano presentato reazioni ed effetti collaterali a precedenti vaccinazioni;
  • vaccino split, contenente virus influenzali frammentati;
  • vaccini stagionali adiuvati con MF59 sono registrati per l’uso in soggetti di età pari o superiore ai 64 anni. La funzione degli adiuvanti utilizzati è quella di potenziare la risposta immunitaria alla vaccinazione, ossia la loro efficacia, in soggetti con sistema immunitario poco rispondente;
  • vaccino intradermico (con un ago incredibilmente corto, di pochi millimetri) sfrutta i particolari meccanismi immunitari che si attivano appena al di sotto dello strato di pelle.

Sono stati autorizzati inoltre:

  • un vaccino con antigene di superficie, inattivato, prodotto in colture cellulari (nome commerciale Optaflu).
  • un vaccino antinfluenzale costituito da virus vivi attenuati, da somministrare per via nasale (nome commerciale Fluenz, registrato, ma non in vendita almeno per ora).

Una sola iniezione antinfluenzale è sufficiente qualsiasi sia il vaccino scelto, a parte per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, per cui si consigliano due dosi a distanza di almeno quattro settimane l’uno dall’altro.

Il periodo consigliato per la vaccinazione è quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre, anche se personalmente consiglio metà novembre per essere coperto dall’arrivo del virus (metà dicembre) fino alla sua scomparsa (primavera); il vaccino infatti inizia ad esercitare il suo effetto protettivo dopo due settimane dall’inoculazione e per non più di 6-8 mesi.

Per approfondire è disponibile una pagina dedicata al vaccino antinfluenzale.

Il vaccino per l’influenza non deve essere somministrato a:

  • Lattanti sotto i 6 mesi,
  • soggetti allergici al vaccino,
  • soggetti con malattia di medio-grave severità.

Non è una controindicazione l’allergia alle proteine dell’uovo, così come non è controindicato nelle seguenti fasce di popolazione:

  • malattie acute di lieve entità,
  • allattamento,
  • infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite

L’effetto collaterale più frequente è dolore e gonfiore dov’è avvenuta l’iniezione e febbre o dolore diffuso a partire da 6-12 ore a seguito della somministrazione per 24-48 ore.

Un recente studio dell’Università di Milano e pubblicato sul Journal of Clinical Gastroenterology sembra suggerire che l’utilizzo regolare di probiotici prevenga le infezioni respiratorie, fra cui l’influenza. Assumendo probiotici simbiotici, cioè quelli in associazione come il Bifivir® (composto da due specie di Lattobacilli e una di Bifidobatteri) si arriva a ridurre la probabilità di infezione fino al 72%, bambini compresi. Devono essere assunti la mattina, lontano dai pasti (almeno 1 ora prima od almeno 2 ore dopo) e si può continuare anche fino a 3 mesi senza particolari controindicazioni. (Fonte: humanitasalute)

Quanto saranno efficaci i vaccini antinfluenzali per questa stagione?

L’efficacia dei vaccini antinfluenzali può cambiare di anno in anno tra gruppi di età e rischio diversi, e perfino per tipo di vaccino. L’efficacia dipende in parte dalla correlazione tra il virus usato per produrre il vaccino e quello che sta causando la malattia.

Non è possibile prevedere senza margine di errore quali saranno i virus maggiormente circolanti durante la stagione in fieri.

Aggiornamenti

30 settembre

Secondo gli esperti l’influenza di quest’anno potrebbe essere più severa di quella passata e colpire fino a 7 milioni di italiani, in quanto due nuove varianti di virus sono in arrivo rispettivamente dall’Asia e dall’Australia. Questi virus non si sono mai diffusi e questo farà sì che l’influenza sia più aggressiva.

Approfondimenti

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Salve dottore, sono un ragazzo di 16 anni, ho avuto l’influenza fino a ieri; è durata una settimana. Sto prendendo l’antibiotico. Oggi mi è venuta la nausea e forte mal di testa. Cosa potrebbe essere?
    Scusi per il disturbo.

  2. Anonimo

    Salve dottore, volevo sapere gli antidepressivi possono influenzare sul risultato delle urine? grazie

    1. Anonimo

      duloxetina 30 mg per 7 gg poi 60 mg per 2 mesi. urine ,urinocultura +abg.grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Può influire su alcuni valori ematici (sangue), ma non mi risulta sulle urine.

  3. Mario

    Da una settimana ho avuto l’influenza, senza febbre ma con il naso sempre gocciolante, ho usato la Rinazina per poter respirare ma se una volta con un’influenza normale mi liberava il naso per quattro ore con questa influenza durava solo due o meno ore, adesso dopo tre giorni è passata ma mi è rimasto il catarro che mi costringe a soffiarmi il naso per tutto il giorno e sembra essere sempre pieno, inoltre mi sale un saporaccio dalla gola che non so cosa sia, bè dopo una settimana sono ancora ammalato.. non so che fare.
    grazie.

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