Influenza 2016-2017: sintomi, cura e altri rimedi

Ultimo Aggiornamento: 12 giorni

Introduzione

L’arrivo dell’influenza stagionale 2016-2017 è atteso come di consueto per i mesi invernali, con la comparsa verso il periodo natalizio (per il freddo e per l’aumento del numero di situazioni a rischio, come le cene ed i veglioni festivi); in particolare i medici di famiglia del SIMG prevedono il picco dell’infezione per la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

Non è possibile prevedere con certezza come sarà questa stagione influenzale, anche se iniziano a registrarsi i primi casi. La diffusione dell’influenza avviene annualmente, ma tempistica, gravità e lunghezza della stagione variano di anno in anno. Le ultime ipotesi parlano di una possibile forma più aggressiva rispetto alla passata stagione 2015-16, per la presenza di due virus mai diffusi in passato.

Prima di entrare nel dettagli, ricordiamo alcuni aspetti poco noti:

  • È periodicamente una delle principali cause di assenza dal lavoro, consulto medico e ricovero ospedaliero; in Italia è a tutt’oggi con 8000 decessi l’anno la terza causa di morte per malattie infettive, preceduta da tubercolosi ed AIDS.
  • I pazienti più colpiti saranno i neonati ed i soggetti con più di 65 anni di età: queste sono infatti le fasce di popolazione con un sistema immunitario rispettivamente non ancora sviluppato o debilitato, che rischiano quindi anche lo sviluppo di complicazioni come polmoniti e/o bronchiti.

Sintomi

Per sapere se sei malato, puoi provare a fare il nostro test:

I sintomi compaiono generalmente da 1 a 4 giorni dopo il contagio.

I sintomi principali dell’influenza sono comuni a diverse altre patologie da raffreddamento, ma quest’anno si segnalano molti casi in cui si manifestano sintomi gastrointestinali:

Dal punto di vista medico la definizione di malato influenzale prevede una sintomatologia respiratoria comparsa improvvisamente, febbre oltre i 38°, almeno uno tra i seguenti sintomi:

  1. cefalea,
  2. malessere diffuso,
  3. sudorazione,
  4. brividi,
  5. mancanza di appetito;

ed almeno uno dei  seguenti sintomi respiratori:

  1. tosse,
  2. mal di gola,
  3. congestione nasale.

Influenza nei bambini

Sintomi

Nei bambini l’influenza si manifesta più rapidamente di un raffreddore e con sintomi più forti. I bambini con il raffreddore hanno di solito abbastanza energia per continuare a giocare e mantenere le loro attività quotidiane mentre con l’influenza, in genere, stanno a letto.

I sintomi influenzali tipici sono:

  • febbre improvvisa,
  • brividi e tremori,
  • cefalea,
  • dolori muscolari,
  • fatica estrema,
  • tosse secca e mal di gola,
  • perdita di appetito.

I bambini contagiati possono avere quindi gli stessi sintomi di un adulto, ma ci possono essere differenze:

  • Neonati e lattanti possono avere inspiegabili febbri molto alte, senza altri segni di malattia.
  • I bambini piccoli in genere hanno temperature sopra 39,5°C e possono avere convulsioni.
  • Fastidi e dolori gastrici, vomito e diarrea sono frequenti nei bambini più piccoli.
  • Sono anche frequenti dolori alle orecchie e occhi rossi.
  • In alcuni casi, braccia e gambe possono essere estremamente dolenti per l’infiammazione muscolare.

Complicazioni

La maggior parte dei soggetti in giovane età in salute guarisce dall’influenza senza alcuna conseguenza. Febbre e dolori muscolari in genere durano solo 2 – 4 giorni, ma la tosse e la stanchezza possono protrarsi per 1 – 2 settimane o più.

Nei bambini più piccoli l’influenza può causare

  • crup (un’infezione della gola e delle corde vocali che dà raucedine, tosse canina, respiro rumoroso),
  • polmonite (infezione dei polmoni)
  • e bronchiolite (infezione delle piccole vie aeree che portano ai polmoni, con conseguenti sibili e difficoltà respiratorie).

L’influenza può indebolire il sistema immunitario, favorendo infezioni batteriche di

  • orecchie (otite),
  • polmoni (polmonite)
  • o seni paranasali (sinusite).

La malattia è più grave nei bambini con meno di due anni e in bambini con alcune condizioni croniche come problemi cardiaci, polmonari o neurologici.

Raramente, l’influenza può interessare il cervello o il cuore.

Ricorrere al medico se…

Consultare un medico o portare al pronto soccorso il bambino se ha meno di 6 mesi e:

  • respira male,
  • non mangia o vomita,
  • oppure ha la febbre (temperatura rettale di almeno 38,5°C).

Consultare il medico o portare al pronto soccorso il bambino con 6 mesi o più se:

  • respira rapidamente o sembra respirare con difficoltà,
  • ha dolore toracico o tossisce materiale (denso o liquido) sanguinolento,
  • tossisce così tanto da soffocare o vomitare,
  • beve molto poco e non urina almeno ogni 6 ore quando sveglio,
  • vomita per più di 4 ore o ha tanta diarrea,
  • è molto più assonnato del solito, non mangia e non gioca, è lamentoso e inconsolabile,
  • non migliora entro 5 giorni e continua ad avere febbre, oppure dopo essere migliorato sviluppa improvvisamente una nuova febbre, o mostra segni dell’influenza e soffre di una grave malattia cronica.

Portare subito il bambino al pronto soccorso o chiamare il 118 se:

  • ha gravi difficoltà respiratorie o le labbra blu,
  • è fiacco o non riesce a muoversi,
  • è difficile da svegliare o non risponde,
  • ha il collo rigido,
  • sembra confuso,
  • ha convulsioni.

Cura e terapia per i bambini

  1. Mettere il bambino più a suo agio possibile. Proporgli spesso da bere e piccoli pasti nutrienti.
  2. Se ha la febbre, vestirlo con abiti leggeri e mantenere la temperatura ambiente intorno a 20°C.
  3. Per ridurre la sofferenza, i dolori o la febbre, se superiore a 38,5°C, usare il paracetamolo. L’ibuprofene può essere somministrato a bambini con più di 6 mesi. A meno di indicazioni mediche diverse, somministrare la dose raccomandata sulla confezione ogni 4 ore fino a riduzione della temperatura. Non somministrare acido acetilsalicilico (aspirina), o composti che lo contengono, a bambini e adolescenti con il raffreddore perché può determinare danni cerebrali ed epatici (sindrome di Reye).
  4. Non dare farmaci da banco per la tosse o per il raffreddore a bambini sotto i 6 anni di età a meno di prescrizione medica.
  5. Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di somministrare farmaci da banco a bambini o a individui in cura con altre medicine o affetti da malattie croniche.
  6. Leggere attentamente le istruzioni a corredo della confezione. Non aumentare la dose rispetto a quanto raccomandato.
  7. La tosse aiuta a eliminare il muco dal torace. Molti prodotti da banco per la tosse o per il raffreddore contengono elementi che la attenuano. In genere, contengono destrometorfano (anche detto DM o DXM) e/o difenidramina. La maggior parte degli studi su questi composti è stata fatta negli adulti. I pochi condotti su bambini non mostrano benefici.
  8. Gargarismi con acqua tiepida aiuteranno a ridurre il mal di gola. Nei bambini di almeno 3 anni in grado di succhiare caramelle dure senza strozzarsi si possono usare caramelle dure senza zucchero o pastiglie a base di miele, erbe o pectina. Le pastiglie per la tosse a base di farmaci che attenuano la sensibilità della gola (diclonina, benzocaina, esilresorcinolo, mentolo e fenolo) non dovranno essere date a bambini piccoli perché possono risultare troppo difficili da inghiottire.

Fonte: CaringForKids

Trasmissione

I malati di influenza possono contagiare gli altri nel raggio di circa 2 metri. Molti esperti ritengono che i virus dell’influenza si diffondano principalmente tramite le goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando. Queste goccioline possono arrivare in bocca o nel naso di individui vicini o essere eventualmente inalate nei polmoni.

Meno spesso, un soggetto potrebbe infettarsi toccando prima una superficie o un oggetto contaminati dal virus influenzale e poi la propria bocca o il proprio naso.

Per evitare il contagio, si dovrebbe stare lontano dagli ammalati e stare a casa se colpiti in prima persona. È importante anche lavarsi le mani spesso con acqua e sapone. Se acqua e sapone non sono disponibili, si possono usare salviettine a base di alcool. Biancheria, posate e piatti degli ammalati non dovranno essere condivisi senza averli prima lavati con attenzione. Le posate possono essere lavate o in lavapiatti o a mano con acqua e sapone, non occorre lavarle separatamente. Inoltre, superfici di casa, lavoro e scuola, toccate spesso, dovranno essere pulite e disinfettate, specie in presenza di ammalati.

La maggior parte degli adulti sani può trasmettere l’influenza dal giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 5-7 giorni dopo. I bambini possono trasmettere il virus per più di 7 giorni.

I sintomi iniziano 1-4 giorni dopo l’ingresso nel corpo del virus. Ciò significa che si può essere contagiosi prima di sapere di essersi ammalati, nonché durante il decorso. Alcuni possono infettarsi ma non sviluppare sintomi. In tale periodo, possono però trasmettere il virus ad altri.

I virus resistono particolarmente bene anche nell’ambiente e la trasmissione è facilitata da ambienti affollati, situazioni di bassa temperatura ed alta umidità.

Pericoli

La maggior parte dei soggetti colpiti da influenza guarisce in qualche giorno (meno di due settimane), salvo alcuni che sviluppano complicanze.

L’infezione da virus influenzale del tratto respiratorio superiore (passaggi nasali, gola) e inferiore (polmoni) può causare una varietà di complicanze.

Mentre chiunque può ammalarsi di influenza anche in modo grave, alcuni soggetti hanno maggiori probabilità di contrarre la malattia in forma grave.

  • Bambini piccoli,
  • soggetti sopra 65 anni,
  • donne incinte
  • e persone con alcune affezioni croniche

rientrano nei gruppi a maggior rischio di complicanze influenzali gravi, anche tali da richiedere il ricovero ospedaliero e talvolta addirittura mortali. Ad esempio, i soggetti con malattie polmonari croniche sono più a rischio di sviluppare polmoniti.

Infezioni dei seni paranasali e delle orecchie sono esempi di complicanze moderate dell’influenza, mentre la polmonite è una conseguenza grave che può originare sia dal solo virus influenzale sia da un’infezione concomitante di altri virus o batteri.

Altre possibili complicanze gravi scatenate dall’influenza comprendono

  • infiammazioni di cuore (miocarditi),
  • cervello (encefalite)
  • o muscoli (miositi, rabdomiositi)
  • e insufficienza multi-organo (ad esempio, insufficienza respiratoria e renale).

L’infezione virale influenzale del tratto respiratorio può determinare reazioni infiammatorie estreme dell’organismo e condurre a sepsi, una risposta potenzialmente fatale a un’infezione.

L’influenza peggiora anche problemi medici cronici, ad esempio, individui affetti da asma possono avere attacchi durante l’influenza, così come persone con cardiopatie croniche possono peggiorare in seguito all’infezione.

Durata

Il periodo di incubazione è variabile da 1 a 4 giorni, la  durata è al massimo di 7 giorni per gli adulti e fino a 10 per i bambini.

Quando rivolgersi al medico

In pazienti altrimenti sani e in salute, quindi per esempio nella maggior parte dei soggetti adulti non anziani, non è in genere necessario l’intervento del medico.

Il rimedio migliore è restare a casa, al caldo, e mantenersi idratati per evitare che l’organismo si disidratati sotto l’effetto della febbre. Si può eventualmente ricorrere a farmaci da automedicazione per alleviare i disturbi più fastidiosi.

Nella maggior parte dei casi in un settimana si è in grado di tornare al lavoro o a scuola.

È invece consigliabile fare riferimento al curante nel caso di:

  • pazienti con più di 65 anni,
  • donne in gravidanza,
  • pazienti affetti da patologie croniche (diabete, cardiopatie, malattie polmonari, renali o neurologiche),
  • pazienti con sistema immunitario indebolito (da HIV, chemioterapia, trapianti, …),

o nel caso in cui

  • comparisse uno o più dei seguenti sintomi:
    • dolore al petto,
    • mancanza di fiato o difficoltà a respirare,
    • sangue nell’espettorato (con la tosse).
  • i sintomi peggiorassero sensibilmente o non migliorassero dopo una settimana.

In queste situazioni potrebbe essere necessario un intervento mirato per trattare o prevenire le possibili complicazioni.

Gravidanza

Nelle gestanti l’influenza può essere più grave e causare complicazioni più severe. I cambiamenti del sistema immunitario, del cuore e dei polmoni durante la gravidanza rendono le gestanti più soggette all’influenza ed alle sue complicazioni.

I figli delle gestanti che contraggono l’influenza corrono un rischio maggiore di soffrire di problemi tutt’altro che banali: l’influenza infatti può causare il parto pretermine.

Il vaccino antinfluenzale proteggerà la gestante e il bambino, quest’ultimo anche dopo la nascita, ed è la protezione migliore dall’influenza; può essere somministrato durante la gravidanza e si è dimostrato essere in grado di proteggere sia la madre sia il bambino (fino ai 6 mesi d’età).

Fino ad oggi non si sono registrati problemi né alle gestanti né ai bambini, quindi è fondamentale che chi aspetta un figlio si faccia vaccinare.

Altre misure preventive

Oltre a farsi vaccinare, le gestanti dovrebbero seguire le altre misure di prevenzione classiche, descritte al fondo dell’articolo.

Se avvertite i sintomi dell’influenza chiamate immediatamente il medico e, se necessario,  vi prescriverà un farmaco antivirale.

Quando andare al pronto soccorso

Se avete uno qualsiasi dei sintomi qui elencati, chiamate immediatamente l’ambulanza o fatevi accompagnare immediatamente al pronto soccorso:

  • Difficoltà a respirare o fiato corto,
  • Dolore o senso di costrizione a livello del torace o dell’addome,
  • Vertigini improvvise,
  • Stato confusionale,
  • Vomito prolungato o abbondante,
  • Febbre alta che non scende nemmeno assumendo il paracetamolo (Tachipirina® o equivalenti),
  • Sentite che il bambino si muove meno del solito o non si muove.

Cura e terapia

Gli unici farmaci efficaci con il virus dell’influenza sono gli antivirali, che tuttavia:

  • Non sono un’alternativa alla vaccinazione,
  • devono essere assunti solo dietro parere medico,
  • devono essere assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi.

Nei soggetti non considerati a rischio si consiglia al contrario il ricorso a medicinali sintomatici (farmaci per la cura dei sintomi), per esempio paracetamolo (Tachipirina®) per la febbre.

I rimedi della nonna

Attingendo alla tradizione popolare sembra che alcuni alimenti di uso quotidiano offrano realmente una qualche protezione dal virus: nel brodo di pollo vi sono proteine che accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e di altre cellule del sistema immunitario e, consumato caldo, ha effetto fluidificante su muco e catarro.

Cipolla ed aglio hanno dimostrato di possedere proprietà antisettiche ed espettoranti (amici e parenti ringraziano…); il miele, oltre a favorire la fluidificazione del catarro, può servire a calmare crisi di tosse e lenire le mucose in caso di raucedine.

Respirare i vapori caldi da una pentola con acqua in ebollizione in cui siano state disciolte essenze balsamiche è uno dei rimedi più conosciuti per tosse produttiva o raffreddore caratterizzato da ostinata congestione nasale.

E’ infine utile ricordare il beneficio di un’assunzione costante di frutta e verdure che, ricche di vitamine e sali minerali, contribuiscono a mantenere in perfetta efficienza i meccanismi di difesa dell’organismo.
(Fonte: influenza.it )

Altre risorse

Vaccino e prevenzione

L’ECDC (European Centre of Disease Prevention and Control) ha ribadito che le misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza sono:

  1. Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) Fortemente raccomandato
  2. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) Raccomandato
  3. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale Raccomandato
  4. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale Raccomandato.

Sebbene il lavarsi le mani sia sottovalutato, rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta ed è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni, anche negli ospedali.

Lo strumento d’elezione per la prevenzione rimane tuttavia il vaccino: la composizione, aggiornata annualmente, in questa stagione 2016-2017 è già stata definita dall’OMS:

  • un virus tipo A/California/7/2009 (H1N1) pdm09;
  • un virus tipo A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2);
  • un virus tipo B/Brisbane/60/2008.

L’OMS raccomanda, nel caso dei vaccini quadrivalenti, l’inserimento del virus B/Phuket/3073/2013-like virus, in aggiunta ai tre precedenti.

L’efficacia è stimata dal 70% al 90% a seconda delle annate ed è consigliato per tutti i soggetti che non abbiano specifiche controindicazioni alla somministrazione; sarà possibile acquistare il vaccino in farmacia, ma i seguenti gruppi di soggetti potranno accedere gratuitamente alla vaccinazione:

  • Età pari o superiore a 65 anni,
  • Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi ed adulti affetti da patologie gravi (malattie respiratorie, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, diabete, malattie metaboliche, malattie renali, tumori, …),
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  • Donne che all’inizio della stagione influenzale 2014-2015 siano al secondo o terzo trimestre di gravidanza,
  • Soggetti di qualsiasi età ricoverate in strutture per lungodegenti,
  • Medici e personale sanitario di assistenza,
  • Famigliari a contatto di soggetti ad alto rischio,
  • Addetti a servizi pubblici di interesse e sicurezza per il mantenimento dei servizi essenziali,
  • Allevatori, trasportatori di animali vivi, macellatori, veterinari, …

In ogni caso si raccomanda di parlare con il proprio medico per dipanare eventuali dubbi.

Se nel caso dei bambini si rimanda al parere del proprio pediatra (di norma si procede alla somministrazione di 2 dosi per i bimbi con età pari od inferiore ai 9 anni), un adulto necessita di un’unica dose del vaccino, somministrata con iniezione nel braccio (muscolo deltoide).

L’inserimento dei bambini sani di età compresa tra 6 mesi e 24 mesi (o fino a 5 anni) nelle
categorie a rischio è un argomento tuttora molto dibattuto dalla comunità scientifica, soprattutto per l’attuale mancanza di studi clinici controllati di efficacia. Ciò non significa che vi siano controindicazioni alla vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta.

In Italia sono disponibili diversi tipi di vaccini:

  • vaccini a subunità sono in genere meno aggressivi rispetto agli altri e sono quindi indicati per bambini e adulti che abbiano presentato reazioni ed effetti collaterali a precedenti vaccinazioni;
  • vaccino split, contenente virus influenzali frammentati;
  • vaccini stagionali adiuvati con MF59 sono registrati per l’uso in soggetti di età pari o superiore ai 64 anni. La funzione degli adiuvanti utilizzati è quella di potenziare la risposta immunitaria alla vaccinazione, ossia la loro efficacia, in soggetti con sistema immunitario poco rispondente;
  • vaccino intradermico (con un ago incredibilmente corto, di pochi millimetri) sfrutta i particolari meccanismi immunitari che si attivano appena al di sotto dello strato di pelle.

Dalla stagione 2016/2017 il vaccino inattivato prodotto in colture cellulari non sarà più disponibile.

Una sola iniezione antinfluenzale è sufficiente qualsiasi sia il vaccino scelto, a parte per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, per cui si consigliano due dosi a distanza di almeno quattro settimane l’uno dall’altro.

Il periodo consigliato dal Ministero per la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica e in base all’osservazione degli anni passati, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre, anche se personalmente consiglio metà novembre per essere coperto dall’arrivo del virus (metà dicembre) fino alla sua scomparsa (primavera); il vaccino infatti inizia ad esercitare il suo effetto protettivo dopo due settimane dall’inoculazione e per non più di 6-8 mesi.

Per approfondire è disponibile una pagina dedicata al vaccino antinfluenzale.

Il vaccino per l’influenza non deve essere somministrato a:

  • Lattanti sotto i 6 mesi,
  • soggetti allergici al vaccino,
  • soggetti con malattia di medio-grave severità.

Non è una controindicazione l’allergia alle proteine dell’uovo, così come non è controindicato nelle seguenti fasce di popolazione:

  • malattie acute di lieve entità,
  • allattamento,
  • infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite

L’effetto collaterale più frequente è dolore e gonfiore dov’è avvenuta l’iniezione e febbre o dolore diffuso a partire da 6-12 ore a seguito della somministrazione per 24-48 ore.

Un recente studio dell’Università di Milano e pubblicato sul Journal of Clinical Gastroenterology sembra suggerire che l’utilizzo regolare di probiotici prevenga le infezioni respiratorie, fra cui l’influenza. Assumendo probiotici simbiotici, cioè quelli in associazione come il Bifivir® (composto da due specie di Lattobacilli e una di Bifidobatteri) si arriva a ridurre la probabilità di infezione fino al 72%, bambini compresi. Devono essere assunti la mattina, lontano dai pasti (almeno 1 ora prima od almeno 2 ore dopo) e si può continuare anche fino a 3 mesi senza particolari controindicazioni. (Fonte: humanitasalute)

Quanto saranno efficaci i vaccini antinfluenzali per questa stagione?

L’efficacia dei vaccini antinfluenzali può cambiare di anno in anno tra gruppi di età e rischio diversi, e perfino per tipo di vaccino. L’efficacia dipende in parte dalla correlazione tra il virus usato per produrre il vaccino e quello che sta causando la malattia.

Non è possibile prevedere senza margine di errore quali saranno i virus maggiormente circolanti durante la stagione in fieri.

Aggiornamenti

05 ottobre

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Determina dell’AIFA che autorizza i vaccini influenzali per la stagione 2016-2017.

30 settembre

Secondo gli esperti l’influenza di quest’anno potrebbe essere più severa di quella passata e colpire fino a 7 milioni di italiani, in quanto due nuove varianti di virus sono in arrivo rispettivamente dall’Asia e dall’Australia. Questi virus non si sono mai diffusi e questo farà sì che l’influenza sia più aggressiva.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Mary

    Salve dottori, lunedì ho vaccinato mio figlio di 7anni. Ora è possibile che sia infettato dagli altri non vaccinati. E se si viene più leggera

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio di contagio è MOLTO più basso ed effettivamente nel caso di malattia spesso viene in forma più leggera.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo no, previene solo e soltanto l’influenza stagionale.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Può essere causato da qualcosa che ha mangiato o da un virus, stia a riposo, dieta leggera e beva tanta acqua, eventualmente chieda consiglio al suo medico appena può.

  2. LUCIA

    Buona sera dott.,
    ho fatto vaccino antinfluenzale in data odierna (perchè affetta da bronchiectasie basale), da premettere che questo tipo di vaccino è la prima volta che lo faccio. ho fatto sempre altri tipi di vaccino tipo biomunil o antistaminico come pafinur….premesso che il vaccino ha bisogno di 15 gg per produrre i suoi effetti, nel caso in cui mi dovessi ammalare prima dei 15 gg si può ricorrere a qualche medicinale oppure no?grazie

  3. Anonimo

    ho assunto per 2 gg augumentin per problema denti ora sospeso da 3 gg quando posso fare il vaccino antinfluenzale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente anche subito, ma la decisione spetta al suo medico.

  4. Anonimo

    Salve, sono un ragazzino di 16 anni. Scrivo perchè mi ammalo abbastanza spesso, spiego meglio: la prima volta i primi di ottobre, avevo febbre max 38.5 leggero raffreddore e spossatezza, poi 15 gg fa ho passato 3/4 giorni non sentendomi in forma ma senza febbre e con mal di gola che andava e veniva, e stessa cosa ora, precisamente da domenica, ho gli stessi sintomi di 15 gg fa…io non capisco perché mi ammalo cosí continuamente, mi riguardo anche dal non prendere freddo, etc…voi che cosa ne pensate? Io sinceramente ho paura che ci sia qualcosa di fondo…ringrazio anticipatamente.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non mi sembrano sintomi preoccupanti, purtroppo siamo tutti in costante contatto con agenti patogeni, e considerando anche il periodo è normale avere qualche mal di gola in più. Se ci fosse qualcosa di importante avrebbe comunque altri sintomi.

    2. Monica

      Gentile Dott.ssa
      Le scrivo per avere un suo parere, mercoledì ho avuto febbre, dolori molto forti alle ossa, tremori e brucciore nello sterno.
      Mi sono ostianata ad uscire comunque è al mio rientro ala febbre è arrivata a 39 e mezzo e oggi 38, 2.
      Lunedì devo iniziare un nuovo lavoro ma ho paura di non reggere e non mi va di mettermi in malattia dopo 3 giorni, dati che a Novembre ho giá avuto febbre altri 3 giorni.
      Lei cosa mi consiglia?quanti giorni a casa?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, purtroppo l’influenza di questo periodo è particolarmente virulenta, dura fino a una settimana, portandosi strascichi di raffreddore e sintomi parainfluenzali anche oltre, per cui consiglio di stare a riposo almeno 5 giorni e seguire idonea terapia.

  5. francesco

    Buongiorno dottori,sono due giorni che ho mal di pancia e dissenteria,stamattina ho preso una pastiglia di imodium vorrei sapere quanto può durare questo virus intestinale,dovrei rivolgermi al medico non ho febbre,ma solo mal di pancia e dissenteria grazie,in questo periodo è normale avere dissenteria devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, si è molto probabile che possa trattarsi di influenza intestinale. Solitamente i sintomi durano 4 – 5 giorni. Può essere utile assumere qualche prodotto per riequilibrare la flora intestinale. saluti

    2. francesco

      Buongiorno,la dissenteria è passata dottore però le feci non sono più liquide ma sono ancora molli,da ieri sera ho cominciato ad assumere 2 volte al giorno entorogermina,pero ho ancora lo stomaco in subbuglio,e ieri avevo un senso di spossatezza e dolori articolari è normale dottore

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sì è il normale decorso, tra qualche giorno starà molto meglio.

  6. Alice

    Salve, sono una ragazza di 29 anni. Sabato mattina ho avuto alterazione febbrile con mal di gola che è peggiorata lungo la giornata. Al pomeriggio avevo 38 di febbre e ho assunto una Tachipirina 500. La febbre è scesa e nel giro di un paio di giorni mi è rimasta solo pochissima alterazione, poi più nulla. Mi è però venuta quella che il medico ha diagnosticato come laringotracheobronchite e la gola continua a farmi male, specialmente a destra, dove ho anche gocciolamento della narice destra, nonostante fin da sabato sera io abbia subito iniziato Amoxicillina una al mattino e una alla sera. Cerco di mangiare miele e infusi di malva e abbino anche qualche spruzzo di Froben Gola, ma per ora nessun cambiamento. Tossisco, ho catarro e non riesco a parlare bene. Il problema è che devo assolutamente stare bene per sabato perché devo essere ai seggi. Il medico mi ha consigliato Deflazacort, ma io sono intollerante al cortisone (Medrol, Bentelan…) a causa, probabilmente, dell’insulino-resistenza e ho paura che potrei avere un’altra reazione di intolleranza, che in genere comprende forte tachicardia, sudorazione, vampate, colorito molto rosso e difficoltà a respirare. Secondo lei proseguo ancora con l’antibiotico e il froben gola, abbinando qualcos’altro (cosa?) o devo obbligatoriamente tentare la fortuna con questo Deflazacort, che fra l’altro costa 22 euro? Perché questo mal di gola non mi passa mai? Naturalmente sono sempre al chiuso in casa al calduccio. Le dico anche che sono un soggetto che si fa sempre 3-4 bronchiti ogni anno fin dal liceo, ho i bronchi deboli. Grazie e buona serata.

    1. Alice

      P.S.: E se prendessi della banale Tachipirina 500? Ho letto che il paracetamolo è più utile contro il mal di gola, se è di natura virale, rispetto all’antibiotico, che invece andrebbe usato solo in caso di affezione batterica. Forse, se sto ancora male dopo diversi giorni di terapia antibiotica, è perché la mia condizione non è causata da un batterio… la butto lì, non sono un’esperta!

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è una condizione virale, per cui l’antibiotico serve a poco, utile solo se ha placche alla gola con febbre alta. Purtroppo il virus del periodo è particolarmente aggressivo, e i soliti rimedi possono risultare poco efficaci. A mio parere è utile in questi casi l’aerosol terapia, a base di cortisonici e mucolitici, che è l’unica che agisce direttamente sulle zone interessate dall’infiammazione. Si può considerare l’uso di antinfiammatori classici per il mal di gola, per quanto possa durare l’effetto. E’ comunque una situazione che tende a guarire nel giro di una settimana.

    3. Alice

      Buonasera, purtroppo, come spiegavo nel mio commento precedente, sono intollerante ai cortisonici, ho avuto delle brutte reazioni “allergiche” che non desidererei rischiare di riprovare. La ringrazio però molto per i consigli, credo che allora da domani interromperò l’antibiotico e prenderò della semplice tachipirina, stasera l’ho presa e, nonostante la sonnolenza, la gola va già un pochino meglio. Aggiungerò anche del fluimucil. Grazie e buona serata.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, ma purtroppo non posso consigliare farmaci.

  7. Max

    Buonasera, gentilmente posso avere un consiglio su come debellare questa influenza? Sono ammalato da 7 gg, inizialmente i sintomi erano un banale raffreddore, dopo due gg di aspirina e la comparsa di febbre 37,6 – 37,8 ho pensato di rivolgermi al medico di famiglia e, nonostante 4 gg di antibiotico 2 compr. al giorno di Macladin 500 mg. La situazione si è aggravata con l’aumento della cefalea e infiammazione alla cervicale, ma, quel che è peggio un dolore lancinante alla schiena nella zona lombare, da non dormire più neppure la notte, nonostante tre notti a Tachipirina 1000 che davano sollievo solo per qualche ora, ma con sudate alle gambe e aumento del mal di testa e alla schiena… Disperato richiamo il medico e mi sospende gli antibiotici e mi consiglia Voltaren + Muscoril. Sembrava essersi fermato il dolore, ma a distanza di 12 ore la febbre è tornata a 37,2, così come il dolore alla testa e alla schiena… E quando scrivo dolore alla schiena, vuol dire che a stento riesco a stare in piedi e ora sarò costretto a rifare il mix Voltaren + Miorilassante… Sono preoccupato, non posso andava avanti così… Grazie per qualsiasi consiglio! Cortesemente Max

  8. sym

    buongiorno scrivo perché da mercoledì ho un gran dolore muscolare diffuso a gambe e braccia, sto prendendo bustine di ibuprofene tre volte al di,il dolore si calma ma poi torna e ancora oggi ho dolori forti. la febbre si è presentata solo il primo giorno in forma lieve a 37.2 con brividi di febbre..non ho né mal di gola né raffreddore né febbre,solo male ai muscoli. è una forma influenzale? grazie.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Dovrebbe farsi valutare dal medico, evitando di assumere tutto questo ibuprofene senza una diagnosi, è un farmaco con diversi effetti collaterali.

  9. Anonimo

    Buongiorno sono un ragazzo di 15 anni 3 giorni fa ho iniziato ad avere un po’ di febbre(37,5/37,8)mal di gola e congestione nasale, stamane avevo 39,2 ho preso la tachipirina da 1000 mg ma è scesa solamente di mezzo grado.
    Potrebbe trattarsi comunque dell’influenza stagionale.
    Grazie in anticipo

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sì, certo, consiglio comunque di sentire il medico per l’eventuale terapia.

  10. Genny

    Buona sera

    Ma la nuova influenza si presenta cin mal di testa debolezza febbre alta che dura SOlo un giorno e dissenteria? Ma quanto può durare? Vero che e molto virulenta questa nuova influenza?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se si parla di un solo giorno di febbre probabilmente non è l’influenza stagionale, ma un virus parainfluenzale.

  11. Marco94

    Salve a tutti vorrei chiedere un parere . Ho febbre alta da 7 giorni quasi (iniziata con 37 e mezzo per un massimo di 38 e 3) il dottore mi ha prescritto tachipirina all’occorrenza però la situazione sembra peggiorare anziché migliorare ! Ho freddezza al petto e dolori muscolari e pressione dietro la nuca ! Da ieri sto prendendo antibiotici.. cosa posso fare ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’antibiotico inizierà a lavorare fra oggi e domani, a questo punto serve solo pazienza.

  12. Anonimo

    Buongiorno, sono un ragazzo di 16 anni. Oggi a scuola un mio compagno è venuto lo stesso a scuola pur avendo forte raffreddore e febbre, io ho cercato di evitarlo per sicurezza, l’unica cosa è che questo mio compagno mentre parlava con un’altra persona deve avere innavertitamente emesso un piccolo sputo che mi è finito in faccia, precisamente tra il naso e la bocca, per dirla in parole povere dove ci sono “i baffi”. io mi sono asciugato per quel che ho potuto, ma poi muovendo le labbra nel corso della giornata devo avere diciamo leccato anche quella zona dove mi era arrivato lo sputo.
    Spero di essere stato comprensibile. Secondo voi è possibile un contagio così, rischio di ammalarmi anch’io?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Rischia tutte le volte che parla con qualsiasi persona, a prescindere da eventuali sintomi, quindi non darei troppo peso all’accaduto.

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