Influenza Aviaria H7N9 e H5N1: sintomi, cura, pericoli

Ultimo Aggiornamento: 220 giorni

Introduzione

Aggiornamento 24 maggio 2013: A seguito della comparsa dei recenti casi di influenza H7N9 in Cina ho provveduto ad una revisione dell’articolo inserendo alcune considerazioni specifiche; benchè le informazioni su questo ceppo virale siano ancora scarse, la maggior parte delle considerazioni fatte sul ceppo H5N1 possono comunque essere estese anche all’attuale.

L’influenza aviaria è una patologia virale infettiva che colpisce gli uccelli (soprattutto quelli acquatici selvatici, come le anatre e le oche), e spesso non dà alcun sintomo evidente. I virus dell’aviaria, in alcuni casi, possono contagiare il pollame domestico e causare gravi epidemie su larga scala; è stato scoperto che alcuni ceppi di virus dell’aviaria sono in grado di superare le barriere tra le specie e causare patologie o infezioni subcliniche negli esseri umani e in altri mammiferi.

Influenza Aviaria

Influenza Aviaria (http://www.geograph.org.uk/photo/338394)

I virus dell’influenza aviaria sono classificati in due gruppi a seconda della loro capacità di provocare malattie negli uccelli: possono essere ad alta patogenicità o a bassa patogenicità.

I virus ad alta patogenicità causano alte percentuali di decessi (fino al 100% di mortalità entro le 48 ore) in alcune specie di uccelli, mentre i virus a bassa patogenicità, invece, pur provocando epidemie nel pollame, in genere non causano patologie gravi.

Relativamente al ceppo H7N9 non si erano mai segnalati casi di pazienti umani colpiti, fino ai casi recenti (aprile 2013) in Cina.

Cause

Il sottotipo H5N1 del virus dell’aviaria è un virus ad alta patogenicità che ha colpito per la prima volta la specie umana nel 1997 durante un’epidemia scoppiata ad Hong Kong; dopo l’ulteriore diffusione mondiale nel 2003 e 2004, questo ceppo di virus dell’aviaria si è diffuso dall’Asia verso l’Europa e l’Africa e si è radicato nel pollame di diversi paesi, causando migliaia di casi di influenza aviaria, alcune centinaia di casi nella specie umana e molti decessi.

Le epidemie di aviaria negli uccelli hanno influenzato profondamente la vita quotidiana, l’economia e il commercio internazionale nei paesi colpiti; l’attuale diffusione del virus negli uccelli, specie quand’è endemica, continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica, perché entrambi i tipi di virus sono in grado di causare gravi patologie negli esseri umani e potrebbero mutare in una forma maggiormente trasmissibile tra gli esseri umani (al momento non ci sono casi di trasmissione di H7N9 fra umani).

Fattori di rischio

Il principale fattore di rischio per l’infezione della specie umana sembra essere l’esposizione diretta o indiretta al pollame (vivo o morto) o all’ambiente contaminato; controllare la diffusione del virus H5N1 nel pollame è fondamentale per diminuire il rischio di infezione nella specie umana.

Data la resistenza del virus H5N1 in alcune popolazioni di pollame, il controllo richiederà un impegno a lungo termine delle autorità sanitarie nazionali e uno stretto coordinamento tra le autorità sanitarie e veterinarie.

Non ci sono prove che il virus H5N1 possa trasmettersi alla specie umana con il consumo di pollame o uova preparati secondo attente norme igieniche, anche se alcuni casi di contaminazione umana si sono dimostrati connessi al consumo di piatti a base di sangue di pollame crudo e contaminato. Al contrario la macellazione ed il contatto con le carcasse di pollame infetto, nonché la preparazione dello stesso per il consumo, specie se casalinga, probabilmente sono fattori di rischio.

Sintomi

La percentuale di decessi dovuti alle infezioni da virus H5N1 e H7N9 negli esseri umani è molto più alta rispetto a dei virus dell’influenza stagionale.

In molti pazienti le patologie causate da questi virus hanno un decorso insolitamente aggressivo, con un peggioramento rapido e un alto tasso di mortalità; come nel caso di molte altre malattie comparse di recente, non si sa ancora molto dell’influenza provocata dal virus H5N1.

Nel caso della N7N9 la maggior parte dei pazienti va incontro a polmonite o sindrome da distress respiratorio.

Il periodo di incubazione dell’influenza aviaria probabilmente è più lungo rispetto a quello della normale influenza stagionale, che è pari a due o tre giorni; i dati attuali riferiti all’infezione da H5N1 indicano un periodo di incubazione variabile tra i 2 e gli 8 giorni (per la H7N9 si parla di 10 giorni), che però potrebbe arrivare fino ai 17 giorni. L’OMS (Organizzazione mondiale per la sanità) attualmente indica al personale sanitario di prendere come riferimento un periodo di incubazione di 7 giorni per gli studi epidemiologici e il monitoraggio dei contatti avuti dai pazienti.

I sintomi iniziali comprendono:

  • febbre alta, di norma con una temperatura maggiore di 38 °C,
  • tosse,
  • mancanza del respiro,
  • altri sintomi para-influenzali.

Alcuni pazienti hanno anche riferito, come sintomi iniziali:

Una caratteristica comune a molti pazienti è lo sviluppo di disturbi delle basse vie respiratorie già nelle prime fasi della malattia, sulla base dei dati finora raccolti si evince che i problemi respiratori si sviluppano circa cinque giorni dopo la comparsa dei primi sintomi.

I pazienti riportano con frequenza:

  • distress respiratorio,
  • raucedine,
  • rumori simili a scricchiolii durante l’inalazione.

La produzione di catarro non ha caratteristiche univocamente determinate, anche se a volte può essere presente del sangue.

Recenti evidenze suggeriscono una mortalità di circa il 20% dei soggetti colpiti da H7N9.

Cura e terapia

Le prove finora raccolte indicano che alcuni antivirali, come l’oseltamivir (Tamiflu®) sono in grado di diminuire la durata della replicazione virale e di migliorare le probabilità di sopravvivenza.

Quando si sospetta un caso di aviaria, l’oseltamivir dovrebbe essere prescritto il prima possibile (idealmente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi) per massimizzare i benefici terapeutici; tuttavia, dati i significativi tassi di mortalità attualmente connessi con le infezioni da H5N1 e l’evidenza di una replicazione virale prolungata, si dovrebbe valutare la somministrazione del farmaco anche a quei pazienti che presentano sintomi in fasi successive della malattia.

In caso di infezione grave da H5N1 o da H7N9 si dovrebbe valutare un aumento della dose giornaliera e/o della durata della terapia.

In caso di pazienti gravemente ammalati o di pazienti affetti da sintomi gastrointestinali gravi, l’assorbimento del farmaco potrebbe essere compromesso. È necessario tenere in considerazione questa possibilità se ci si ritrova ad affrontare situazioni di questo genere.

Prevenzione

Posso essere contagiato dall’influenza aviaria se mangio il pollame o le uova?

È impossibile essere contagiati dall’influenza aviaria se si mangiano pollame o uova adeguatamente preparati: se si scoprisse un caso di influenza aviaria negli Stati Uniti od in altro paese occidentale, la probabilità che il pollame o le uova infette entrino nella catena alimentare sarebbe minima, perché il pollame manifesta immediatamente i sintomi e le misure sanitarie sono molto rigide, e comprendono ispezioni ed esami sugli animali.

Le galline colpite dai virus dell’aviaria di norma, tra i primi sintomi, smettono di deporre uova e le poche uova che pur vengono deposte di solito non superano i lavaggi e le varie misurazioni, perché i gusci sono fragili e malformati. Inoltre la produzione di uova di un’azienda viene interrotta al primo sospetto di epidemia di aviaria, senza attendere ulteriori conferme diagnostiche. Pertanto è praticamente impossibile che le uova che arrivano sul mercato siano contaminate dall’aviaria.

Le misure fondamentali per prevenire il virus sono la cottura del pollame, delle uova e dei prodotti derivati a una temperatura adeguata e la prevenzione della contaminazione incrociata. Tutti dovrebbero seguire le precauzioni indicate per la prevenzione di altre contaminazioni alimentari, ad esempio per la salmonella.

  1. Lavatevi le mani con acqua tiepida e sapone per almeno 20 secondi prima e dopo essere entrati in contatto con pollame e uova crudi.
  2. Pulite le superfici della cucina e gli utensili con detersivo/sapone e acqua calda per impedire al pollame o alle uova di contaminare gli altri alimenti.
  3. I taglieri dovrebbero essere disinfettati usando una soluzione con un cucchiaio di candeggina e 3,5 litri d’acqua.
  4. Cuocete il pollame finché non raggiunge una temperatura interna pari ad almeno 70-75 °C. Si può comunque cuocere il pollame a una temperatura maggiore, se si preferisce così.
  5. Cuocete le uova finché sia il tuorlo sia l’albume sono ben sodi. I piatti a base di uova dovrebbero essere cotti a una temperatura superiore ai 70 °C.
  6. Per cucinare piatti a base di uova crude o poco cotte, usate le uova trattate contro la salmonella con la pastorizzazione o con un altro metodo approvato; tra questi piatti ricordiamo la salsa per la Caesar salad e il gelato fatto in casa. La maionese in vendita al supermercato, i condimenti e le salse a base di uova pastorizzate sono sicuri.

Rischio di pandemia nella specie umana

Le pandemie influenzali (epidemie su larga scala) sono eventi imprevedibili ma ricorrenti, che possono avere conseguenze sanitarie, economiche e sociali pressoché ovunque. Si ha una pandemia influenzale se si verificano contemporaneamente due fattori:

  1. emerge un virus influenzale in grado di trasmettersi con continuità all’interno della specie umana,
  2. la maggior parte delle persone ha difese immunitarie molto basse o assenti per quel virus.

Nel mondo globalizzato di oggi un’epidemia localizzata è in grado di trasformarsi rapidamente in pandemia, lasciando poco tempo per organizzare la macchina sanitaria che dovrebbe contrastarla.

Il virus H5N1 dell’aviaria è uno dei virus influenzali potenzialmente in grado di provocare una pandemia, perché continua a diffondersi ampiamente in alcune popolazioni di pollame, la maggior parte delle persone non ha difese immunitarie contro di esso ed è in grado di provocare patologie gravi e il decesso degli esseri umani.

Oltre all’H5N1, ci sono altri sottotipi di virus dell’influenza animale che in passato hanno colpito gli esseri umani; tra di essi ricordiamo i virus H7 e H9 dell’aviaria e i virus H1 e H3 dell’influenza suina. Anche i virus H2 potrebbero provocare una pandemia influenzale, quindi i piani sanitari dovrebbero tenere in considerazione i rischi connessi ai diversi sottotipi virali, provenienti da diverse fonti.

Intervento dell’OMS

Le agenzie di salute veterinaria e le autorità veterinarie nazionali sono responsabili del controllo e della prevenzione delle patologie animali, e quindi anche dell’influenza. L’OMS, l’OIE (World Organisation for Animal Health) e la FAO collaborano in diversi modi per monitorare e valutare i rischi dei virus dell’influenza animale sulla salute pubblica e per intervenire sui rischi al momento del contatto tra la specie umana e quelle animali, in qualsiasi parte del mondo.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Aggiornamento del 24 aprile 2013

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  1. Anonimo

    ciao,vorrei fare una domanda!
    quale e la cura del virus aviaria?
    grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si usano antivirali (Tamiflu e Relenza se non ricordo male), a patto di usarli entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il principale fattore di rischio per l’infezione della specie umana sembra essere l’esposizione diretta o indiretta al pollame (vivo o morto) o all’ambiente contaminato.

  2. Anonimo

    Salve dottore volevo fare i complimenti per il servizio che io trovo davvero eccezionale! e volevo fare una domanda. Ma se io prendo uova e carne dal contadino e chiaramente cuocendole benissimo se l’animale è infetto con la cottura ho rischio lo stesso di contrarre il virus? O è meglio se evito carne uova del contadino? Grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Io non rinuncerei mai alle uova di cascina… A parte questa opinione personale, in realtà per avere la certezza di non rischiare nulla sarebbe necessario mangiarle solo sode, ma al momento la probabilità di portare a casa uova a rischio è praticamente trascurabile per i motivi descritti nell’articolo.

  3. Anonimo

    Quali esami posso fare, e dove, qui a napoli per sapere se ho contratto il virus?
    Grazie

  4. Anonimo

    salve ho un poblema. vivo in messico e qui ancora si usano contenitori per l’acqua che distribuiscono l’acqua nella casa e generalmente sono posti sui tetti delle case.
    oggi non caricandosi stranamente l’acqua abbiamo controllato il nostro contenitore che aveva perduto il tappo e un uccello vi e’ morto dentro.
    ora io sono spaventatissima.
    quest’acqua la usiamo per lavarci i denti, per cucinare e per lavarci.
    e’ possibile che abbiamo contratto qualche malattia?
    per favore fatemi sapere!

    1. Anonimo

      mi dicono di stare tranquilla, ma io non lo sono.
      ho fatto disnfettare tutto con cloro.
      per ora stiamo bene, lei che esami mi consiglia di fare? qui la sanita’ non e’ tra le migliori.
      possiamo essere a rischio di aviaria?
      la ringrazio tantissimo. alessandra

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Una buona soluzione potrebbe essere di rimanere in vigile attesa, ossia segnalare prontamente al medico qualsiasi sintomo anomalo.

  5. Anonimo

    Mi scusi se la disturbo dottore ma le devo chiedere una cosa urgente. Uno dei miei polli ha le gambe rotte,un’arruffamento delle penne e qualche problema respiratorio.non so cosa fare? E cosa ha?

  6. Anonimo

    buonasera dottore,vorrei chiedere questo,se si ha una relazione e si ha sesso senza precauzioni con una persona affetta da aviaria è pericoloso?cioè può contaggiare?grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Al momento si considera la trasmissione fra due persone improbabile.

  7. Anonimo

    Caro dottore, all’incirca 4-5 giorni fa durante il mio lavoro nei campi ho rimosso una tortora morta da un fusto dell’acqua, l’animale attacato alla zampa aveva un anello , io facendo collezzione di cianfrusaglie varie non ho saputo resistere e l’ho rimosso dalla zampa. Succesivamente dopo averlo lavato nel fusto dove ho rinvenuto il corpo e l’ho rimaneggiato più volte. Oggi ho come un nodo alla gola e da qualche parte sul web ho letto che a volte uno dei sintomi dell’aviari è la difficoltà a deglutire e ora temo che questo semplice nodo diventi una difficoltà a deglutire. Lei cosa ne pensa dottore? Preciso anche che ho un allevamento di merli e turdidi.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra solo un po’ di ansia, ma se persistesse il sintomo senta anche il parere del medico.

  8. Anonimo

    salve,per ora ho dei pulcini che sono malati di influenza sembra
    strarnutiscono,il naso gli colae sembra che hanno i catarri.
    cosa devo fare? si possono curare o li devo abbattere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo segnali al veterinario, probabilmente non c’è motivo di abbatterli.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non salti a conclusioni e contatti il veterinario, senza una diagnosi esatta (che potrebbe essere più banale di quanto pensa) non è possibile fare alcuna considerazione.

  9. Anonimo

    Salve dottore o le mie galline influenzate già da qualche mese……anno starnuti e poi catarro….e a qualche gallina li si gonfia la gola e dimagriscono cosa posso darle???una cosa efficace…la ringrazio

    1. Anonimo

      Ho comprato un gufetto di polistirolo ricoperto di piume vere ( sembrano di pollo ) . Corro qualche rischio? grazie x la sua attenzione buona giornata.

  10. Anonimo

    Buon giorno dottore volevo chiedere una cosa molto importante sono stato in contatto con una persona che e infetto dalla virus aviaria e un collega che attualmente e ricoverato nella sala di rianimazione dell’ospedale monaldi di napoli. Chiedevo cosa posso fare attualmente se posso fare un test e come si chiama visto che la mia azienda non sta facendo nulla per la prevenzione e la tutela del personale
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È sicuro che si tratti di aviaria?

      In ogni caso prenderei contatti con l’ospedale che sta seguendo il suo collega per valutare con loro se e cosa fare a livello di prevenzione.

  11. Anonimo

    salve dottore avrei una domanda io vivo in Germania ieri ho comprato del pollo lo tagliato e lo pulito per bene poi oggi leggendo i giornale e su interent ho scpoerto che ci sono state due persone con il virus ma io posso aver rischiato ?CI SONO PERICOLI DI CONTAGGIO ?SONO MOLTO PREOCUPATA ASPETTO UNA SUA RISPOSTA

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia tranquilla, si accerti semplicemente di cuocerlo bene prima di consumarlo.

  12. Anonimo

    Gentile dottore, ho letto del consiglio diffuso dalla BBC: tenere gli animali da cortile (galline, polli ecc) chiusi / isolati ì, per almeno 30 giorni… Bene, io vivo in Italia nella provincia di lecco e ho tue araucane che solitamente lascio razzolare nel giardino; queste hanno circa 4 mesi. Il posto dove tengo la mangiatoria è riparato con della rete fitta. Cosa faccio, le tengo isolate e impedisco loro per 30 giorni di brucare erba? Grazie mille per la risposta che vorrà darmi

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non mi risulta che la zona sia a rischio, non avrebbe molto senso isolarli solo per 30 giorni se ci fosse comunque pericolo di contrarre il virus, ci sarebbe comunque e non solo per 30 giorni, e non si contagiano brucando l’erba.

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