Indipendente dall’influenza Australiana, qualcuno ipotizza una nuova emergenza mondiale causata dall’influenza suina, per cui è stata preparata una pagina separata presso cui verrà seguita l’evoluzione della malattia.

Sintomi dell’influenza Australiana

Generalmente l’influenza di quest’anno esordisce con febbre alta per 24-48 ore, ma gli strascichi durano spesso per diversi giorni con mal di gola, tosse, problemi intestinali.

I sintomi più spesso avvertiti quindi sono:

  • febbre sino a 39,5 °C,
  • dolori muscolari,
  • un diffuso e fastidioso senso di stanchezza
  • brividi,
  • malessere generale,
  • mal di testa,
  • mancanza di appetito,
  • sintomi respiratori (come tosse, mal di gola, congestione nasale)
  • congiuntivite in rari casi.

Molto spesso è possibile rilevare anche

  • sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea), specialmente nei bambini.
  • Nelle persone anziane può comparire stato confusionale.

Per ulteriori dettagli è possibile riferirsi alla pagina dedicata all’influenza.

Cura

Aggiornamenti

I casi diminuiscono

Aggiornamento 09 febbraio

Finalmente ci siamo: il peggio è ormai alle spalle ed i casi di influenza sono in diminuizione.

Dopo aver colpito più di 2 milioni di italiani l’influenza australiana ha finalmente segnato un calo nei casi registrati la scorsa settimana: questo non significa che l’influenza sia passata, ma che colpirà sempre con minor frequenza. L’Istituto Superiore di Sanità comincià a tirare le prime somme e sottolinea che:

“L’incidenza dell’attuale stagione influenzale si attesta, quindi, ad un livello intermedio tra quella registrata nella stagione 2004-05 in cui ha raggiunto il massimo livello e quella registrata nella stagione influenzale 2005-06 in cui l’incidenza ha raggiunto il livello di minimo storico”.

Ci avviciniamo al picco

Aggiornamento 31 gennaio

Il conto continua a salire, siamo a quasi 2 milioni di italiani colpiti dall’influenza australiana.

Continua ad essere colpita principalmente la fascia di età da 0 a 4 anni e l’andamento prevede 100.000 casi in più ogni settimana rispetto alla precedente, quindi il picco epidemico deve essere ancora raggiunto.

La regione piu’ colpita sono le Marche, seguita dal Veneto e dal Friuli.

La regione piu’ “immune” all’epidemia influenzale risulta il Molise, seguito dalla Sicilia con 3 casi su mille.

I rimedi della nonna

Aggiornamento 23 gennaio

  • CONTRO MAL DI GOLA: Fare gargarismi con succo di 2 limoni diluiti in mezzo bicchiere d’acqua e sale.
  • PER GOLA INFIAMMATA: Fare dei gargarismi con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco.
  • CONTRO LA RAUCEDINE : Centrifugato di carote fresche e 1 cucchiaino di miele. Bere durante la giornata.
  • PER SEDARE LA TOSSE : Bere il succo di 1 limone con 1 cucchiaio di miele.
  • MAL DI TESTA: Tagliare delle fette di patata e metterle sulla fronte fermate con un foulard.
  • PER LA CONVALESCENZA : Mangiare pomodori crudi molto maturi o berne il succo.

(Fonte: coldiretti)

Siamo ad 1.3 milioni di italiani colpiti

Aggiornamento 22 gennaio

Sono oltre 1300000 gli italiani che sono stati colpiti dall’influenza fino ad oggi, di cui 350000 nell’ultima settimana; i più colpiti continuano ad essere i più piccoli (da 0 a 4 anni), mentre le regioni più colpite sono quelle del centro Italia.

Più in generale siamo ancora nella fase ascendente della curva di diffusione della malattia.

Photo Credit: Influnet

Influenza boom! 250.000 italiani a letto in una settimana

Aggiornamento 14 gennaio

Nell’ultima settimana si è registrato una notevole impennata di casi d’influenza e, secondo alcuni esperti, questo confermerebbe l’alta virulenza dell’Australiana.

Si avvicina il picco, inizialmente previsto per i primi di febbraio, ma che visti i numeri gia’ importanti potrebbe essere anticipato alla seconda meta’ di gennaio.

Mezzo milione di italiani colpiti entro l’Epifania

Aggiornamento 02 gennaio

L’influenza Australiana ha colpito in meno di 3 mesi più di 450.000 persone, con una crescita rilevante di contagi nelle ultime settimane; complici il freddo e le feste, occasione di riunioni famigliari fertile terreno per le infezioni, tra Natale e Capodanno sono più di 80.000 gli italiani colpiti dall’influenza.

Al momento ci si aspetta un ulteriore crescita di casi con la riapertura delle scuole, ma le prime previsioni piuttosto allarmistiche sono state ridimensionate: più diffusa degli scorsi anni, ma con sintomatologia classica e, salvo complicazioni, non particolarmente severa.

Influenza Australiana 2009: facciamo il punto

Aggiornamento 26 dicembre

Secondo il Centro Studi della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) gli italiani vaccinati per l’influenza australiana 2008-2009 sono circa 13,5 milioni, su una popolazione totale di circa 60 milioni di persone.

Intanto in Gran Bretagna il quotidiano The Guardian, citando l’ordine dei medici inglesi, titola che l’influenza che ha colpito la nazione è la peggiore da 8 anni a questa parte; buone notizie però per quanto riguarda l’efficacia della vaccinazione, che sembra aver sortito gli effetti sperati nella fascia anziana della popolazione.

In Italia sono circa 100.000 le persone a letto colpite dall’influenza australiana in questi giorni di festa: si ipotizza che nel giro di una settimana, per capodanno, saranno  fino a 500.000 gli italiani colpiti da influenza, per avvicinarsi al picco atteso tra metà gennaio e fine febbraio quando saranno fino a 7 milioni gli italiani colpiti. Ad essere interessata in maniera più frequente è la fascia dei bambini da 0 a 4 anni.

Secondo il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco l’influenza australiana è causata da un virus “aggressivo, cattivo per la sua diffusione ma i cui sintomi saranno nella casistica classica: febbre alta, dolori muscolari, un diffuso e fastidioso senso di stanchezza, inappetenza. Raccomandazioni? In primis, trattare la febbre con accortezza e prudenza usando gli antipiretici per abbassarla e non per stroncarla”. E poi, “non prendere antibiotici, star al caldo, mangiare leggero, a esempio brodini ricchi di proteine e richiedere l’intervento del medico solo se dopo 4-5 giorni i sintomi non sono passati per evitare ogni eventuale complicanza”. (Fonte AGI)

A favorire la diffusione del virus influenzale contribuirà in maniera decisiva il grande freddo di questi giorni: anche in considerazione di questo il Ministero della Salute ha pubblicato un decalogo per difendersi correttamente dal freddo:

Difendiamoci dal Freddo:

  1. Regolate la temperatura degli ambienti interni. In assenza di irraggiamento, con un abbigliamento idoneo e svolgendo un’attività sedentaria, si consigliano, per il microclima dell’abitazione, i seguenti valori ottimali:
    - temperatura 19 ÷ 22°C
    - umidità relativa 40 ÷ 50%
    - velocità dell’aria 0,10 ÷ 0,15 m/s
  2. Curate l’umidificazione degli ambienti di casa riempiendo le apposite vaschette dei radiatori: una casa troppo fredda e un’aria troppo secca possono costituire un’insidia per la salute.
  3. Curate l’isolamento di porte e finestre, riducete gli spifferi con appositi nastri o altro materiale isolante.
  4. Se usate stufe elettriche o altre fonti di calore (come la borsa di acqua calda) evitate il contatto ravvicinato con le mani o altre parti del corpo.
  5. Prestate particolare attenzione ai bambini molto piccoli e alle persone anziane non autosufficienti, controllando anche la loro temperatura corporea.
  6. Assumete pasti e bevande calde (almeno 1 litro e ½ di liquidi), evitate gli alcolici perché non aiutano contro il freddo, al contrario, favoriscono la dispersione del calore prodotto dal corpo.
  7. Uscite nelle ore meno fredde della giornata: evitate, se possibile, la mattina presto e la sera soprattutto se si soffre di malattie cardiovascolari o respiratorie.
  8. Indossate vestiti idonei: sciarpa, guanti, cappello, ed un caldo soprabito, sono ottimi ausili contro il freddo.
  9. Passando da un ambiente freddo ad uno caldo abbiate cura di spogliarvi, per evitare di sudare e di raffreddarvi quando uscirete di nuovo.
  10. Se viaggiate in automobile non dimenticate di portare con voi coperte e bevande
    calde.

Sito Influenza Australiana

Aggiornamento 18 dicembre

Il Ministero del Lavoro, il Ministero della Salute ed il Ministero delle Politiche Sociali hanno appena reso disponibile un sito dedicato all’influenza Australiana. Il sito, denominato “Influenza: prevenzione interattiva“, si occupa di prendere in esame ogni aspetto legato all’influenza di quest’anno per rendere disponibile alla popolazione tutte le informazioni necessarie a prevenire ed eventualmente curare l’influenza.

L’influenza è arrivata a Milano

Aggiornamento 18 dicembre

Veloce segnalazione per l’arrivo dell’influenza australiana a Milano, isolato da una bimba di 4 anni dal pediatra Roberto Marinello. (Fonte)

50.000 italiani a letto

Aggiornamento 11 dicembre

L’influenza australiana si sta gradualmente diffondendo su tutto il territorio italiano; in otto settimane ha colpito 230 mila italiani, principalmente bambini tra gli 0 e 4 anni, con un picco di 50.000 persone nell’ultima settimana.

Nonostante l’influenza sia arrivata con la fama di “cattiva”, al momento è legata a sintomi paragonabili a quelli delle precedenti stagioni influenzali. (Fonte Ansa)

Aumentano i casi d’influenza tra i bambini

Aggiornamento 29 novembre

I dati epidemiologici forniti dal sistema IssFlu sembrano indicare un rilevante aumento del numero di casi d’influenza nella popolazione più giovane; l’andamento molto simile agli anni passati sembra suggerire che il picco si rileverà nuovamente fra i mesi di gennaio e febbraio.

Prevenzione e vaccino per i bambini

Aggiornamento 27 novembre

Il Ministero della Salute ha pubblicato un breve fascicolo, dal titolo “Proteggi te stesso e gli altri, contro l’influenza scegli la prevenzione“, che riassume efficacemente tutto quello che è necessario conoscere sull’influenza; questa scelta è probabilmente figlia dei timori di un’influenza Australiana particolarmente aggressiva e severa; un’indicazione nuova è quella che suggerisce l’uso dei fazzoletti di carta, invece che di stoffa, per limitare la diffusione del virus.

L’ACP raccomanda il vaccino antinfluenzale solo per i bambini ad alto rischio; ad esempio, bambini con determinate malattie che compromettono seriamente il loro sistema immunitario di difesa oppure con malattie croniche quali cardiopatie che li mettono a rischio in caso di forme influenzali gravi. Si raccomanda in ogni caso di rivolgersi al proprio pediatra per la valutazione del singolo caso, poichè a questo proposito esistono differenti correnti di pensiero.

Aggiornamenti

Aggiornamento 22 novembre

Affaritaliani.it ha contattato la dottoressa Stefania Salmaso, Direttore del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della SaluteISS

  • Per ora in Italia sono stati isolati alcuni virus dell’influenza solo in modo sporadico.
  • Al momento non sussistono elementi per aspettare una influenza più aggressiva degli anni scorsi.
  • Non ci si aspetta un numero particolarmente superiore agli anni passati di pazienti colpiti dall’influenza.
  • In base all’esperienza fatta negli anni passati ci si aspetta un aumento esponenziale dei casi verso fine anno, circa alla fine dicembre. L’ondata epidemica in genere arriva a metà gennaio e raggiunge l’acme verso febbraio. Quindi è ancora presto. Ed ecco perché questo è ancora un momento utile per vaccinarsi.

E’ arrivata l’influenza in Italia

Aggiornamento 21 novembre

L’influenza 2009, l’Australiana, è ufficialmente arrivata in Italia: i tre ceppi attesi, tutti facenti parte della cosiddetta “Australiana”, sono stati isolati per la prima volta sul territorio nazionale dal Laboratorio dell’Universita’ di Parma da 3 soggetti non vaccinati (due bambini ed un adulto).

Essendo stati isolati i 3 ceppi attesi diventa ancora più importante e sicura la vaccinazione antinfluenzale, per contenere quella che si annuncia l’influenza più severa e diffusa degli ultimi anni.

Antibiotici ed influenza

Aggiornamento 11 novembre

Come descritto in un articolo precedente gli antibiotici NON hanno efficacia sull’influenza; pur essendo talvolta prescritti per la cura di complicazioni influenzali (bronchite, polmonite, …) non devono MAI essere assunti per propria scelta, ma dev’essere sempre il medico a valutare il rapporto rischio-beneficio.

A questo proposito è recentissima la pubblicazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità di un sito, antibioticoresponsabile.it, dedicato a questo argomento; tra le idee più utili proposte una serie di 5 semplici regole sull’uso consapevole degli antibiotici:

  1. Non prenderli in caso di raffreddore e influenza
  2. Prendili solo dietro prescrizione medica
  3. Segui esattamente tempi e modi indicati dal medico
  4. Non interrompere il trattamento
  5. Non cambiare spontaneamente antibiotico

I dati dell’AIFA parlano dell’Italia come paese europeo con il più alto tasso di consumo di antibiotici dopo Francia, Grecia e Cipro.

Mal di gola e raffreddore, nausea e vomito, ma non è influenza

Aggiornamento 3 novembre

Non ancora influenza: con i primi freddi sono arrivati i primi malanni stagionali, mal di gola, raffreddore, tosse, nausea, vomito, stanchezza e poco appetito. 700 mila persone sono messe a letto da quello che scientificamente prende il nome di enterovirosi e la cui diffusione è dovuta al brusco arrivo del freddo a seguito delle miti temperature delle scorse settimane.

Questa sindrome parainfluenzale colpisce principalmente le vie respiratorie e l’apparato digerente: l’esordio avviene di norma con nausea, vomito e poco appetito, in seguito compaiono dolori addominali diarrea acquosa. L’esito è naturalmente benigno, tuttavia si consiglia particolare attenzione a bambini ed anziani a rischio disidratazione.

Influenza ed enterovirosi si distinguono facilmente perchè l’influenza esordisce con febbre alta, brividi e sudorazione, mentre le sindromi parainfluenzali hanno decorso più graduale e abbreviato.

Il dr. Italo Farnetani, dalle pagine de “Il Giornale“, specifica che spesso i dolori addominali nei bambini provocati dall’enterovirosi possono essere scambiati per appendicite; il trucco per discriminarli è il seguente: “I crampi causati dal virus di solito portano il piccolo a dimenarsi nel letto, il dolore per l’appendicite, invece, li paralizza”. Da queste premesse nasce la prova del salto: “se il bambino, nonostante il dolore riesce a saltare non si tratta di appendicite, altrimenti, è meglio correre dal medico”.

Influenza da Natale a fine febbraio

Aggiornamento 1° novembre

Si parla di quasi 7 milioni di italiani colpiti dall’influenza tra Natale e la fine di febbraio: è questa la previsione del dr. Giorgio Ciprandi, allergologo del San Martino di Genova, ascoltato sull’influenza 2009: l’australiana.

Ciprandi continua sottolineando l’importanza del vaccino, in grado di abbattere drasticamente il numero dei decessi di cui ogni anno è responsabile l’influenza direttamente o per complicanze, ben 8000 solo in Italia; oltre al vaccino vengono suggeriti ulteriori accorgimenti utili a limitare la diffusione del virus, come smog e fumo, luoghi troppo umidi e troppo caldi ed il freddo.

Fonte: AGI Influenza

Vaccino e bambini,

Aggiornamento 30 ottobre

La circolare ministeriale relativa al controllo e alla prevenzione dell’influenza 2008-2009 (australiana) riporta chiaramente che “la vaccinazione antinfluenzale su larga scala dei bambini sani di età superiore ai sei mesi, pur potendo essere effettuata, non trova attualmente un sostegno scientifico evidente e non è praticata dalla gran parte dei Paesi europei”. Lo sottolinea la Confederazione italiana pediatri, il sindacato nazionale dei medici pediatri di famiglia italiani: “Anche quest’anno l’offerta gratuita del vaccino deve ritenersi prioritaria per le sole categorie a rischio, stimato il numero limitato di vaccino disponibile”.

Sul sito ministeriale EpiCentro è possibile leggere ulteriori precisazioni sulla vaccinazione antinfluenzale dei bambini, tra cui:

  • Su 1000 bambini di età inferiore a 5 anni, l’influenza è responsabile di 95 visite mediche, 46 episodi di otite acuta media e di 8 infezioni alla basse vie aree, con percentuali più alte per il bambini con meno di 2 anni, che presentano inoltre un tasso di ospedalizzazione di 3-4 ogni 1000 (Neuzil K.M. JID 2002;185: 147-152).
  • L’otite acuta è complicanza che si osserva nel 36% dei bambini sotto i 3 anni con influenza, nel 16,7% tra 3 e 6 anni, nel 3,6% tra 7 e 12 anni. (Heikkinenen T. Congresso ESPID, Vilnius Maggio 2002 ).
  • La vaccinazione antinfluenzale si è dimostrata efficace nel prevenire l’otite nella fascia di età sotto i 36 mesi in una percentuale analoga (Clements ML, J Infect Dis 1996;173 :44-51).
  • Inoltre l’influenza A è responsabile del 35-44% dei ricoveri per convulsioni febbrili (Chiu S, Pediatrics vol 108, October 2001:1-7).
  • La vaccinazioni nei bambini e la conseguenza ridotta circolazione del virus porta ad una drammatica riduzione di mortalità nell’anziano.
  • L’epidemia influenzale fa parte di un impegnativo contesto epidemiologico stagionale che mette a seria prova (ed il più delle volte manda in crisi!) il sistema di organizzazione delle cure primarie in Italia.

In conclusione si rileva che studi (come quelli sopra citati) indicano che se vaccinati un significativo numero di bambini (soprattutto sotto i 3-6 anni) ne avrebbe giovamento, mentre la vaccinazione al bambino sano garantirebbe anche riflessi positivi sulla salute complessiva della società con riduzione di costi e di mortalità, non solo infantile.

Si segnala infine che l’influenza in Europa è responsabile ogni anno di qualcosa come 40–220 mila morti, a seconda della gravità dell’epidemia.

Sindromi parainfluenzali,

Aggiornamento 16 ottobre

Questa settimana sono ben 240 mila gli italiani a letto e, stando alle previsione, per fine mese saranno almeno il doppio: tosse, mal di gola, febbre e raffreddore sono le conseguenze dei continui sbalzi termici e non dell’influenza in arrivo non prima della fine di novembre.

Il dr. Bussi, docente di Otorinolaringoiatria all’università Vita-Salute San Raffaele e direttore dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria all’Irccs meneghino, ci ricorda che “per parlare di influenza reale bisogna trovarsi in presenza di febbre alta abbinata a problemi respiratori e a disturbi generalizzati come dolore o stanchezza” patologica. Al contrario, se il termometro segna appena poche linee di febbre e sugli altri acciacchi prevalgono le difficoltà respiratorie, “allora si tratta di parainfluenza”.

Il vaccino è disponibile nelle farmacie,

Aggiornamento 07 ottobre

Fra ieri ed oggi sono iniziate le consegne dei nuovi vaccini antinfluenzali nelle farmacie italiane. Si ricordi che, una volta acquistato, dev’essere conservato in frigorifero fino al momento della somministrazione.

L’offerta gratuita della vaccinazione e’ prioritaria per i soggetti di eta’ pari o superiore a 65 anni, per i bambini di eta’ superiore a 6 mesi e ragazzi e adulti affetti da malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, diabete, malattie renali, tumori, malattie degli organi emopoietici, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunodepresione da farmaci o Hiv, malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali.

Quando vaccinarsi?

Aggiornamento 05 ottobre

Per proteggersi da quella che sembra essere la più aggressiva influenza degli ultimi anni è sufficiente vaccinarsi, prima possibile, e comunque “al massimo entro l’inizio di dicembre, per permettere al nostro organismo di sviluppare gli anticorpi”. Sono le parole del prof. Gualtiero Ricciardi, segretario generale della Societa’ Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanita’ pubblica, al termine del suo quarto Congresso Nazionale a Bari.

“L’influenza arriva piu’ o meno sempre nello stesso periodo – continua Ricciardi – ed e’ possibile saperlo con anticipo, perche’ nasce in Oriente e poi si sviluppa da noi. Il picco epidemico e’ previsto per gennaio-febbraio. Per questo entro la fine di novembre ci si deve vaccinare“.(Fonte: AGI)

I primi malesseri di stagione,

Aggiornamento 24 settembre

Con gli sbalzi di temperatura degli ultimi giorni circa centomila italiani sono già a letto con febbre, naso chiuso che cola, tosse e malessere generalizzato. I virus responsabili non sono tuttavia quelli dell’influenza, attesi per la fine di dicembre, bensì rinovirus, adenovirus e coronavirus che come ogni autunno contagiano moltissime persone avvantaggiandosi del brusco abbassamento delle temperature, al contrario dell’influenza che invece sfrutta una temperatura bassa per molto tempo.

I sintomi manifestati sono infatti piu’ lievi di quelli influenzali ed interessano le prime vie respiratorie con naso chiuso e colante, tosse e soprattutto una febbre moderata intorno ai 38 gradi senza insorgenza brusca come nell’influenza e, soprattutto, con una sensazione di malessere generale leggera che permette di norma la prosecuzione delle attività lavorative.

La durata si attesta intorno ai 7-8 giorni.

Fonte: AGI

Importanza della vaccinazione

Aggiornamento 18 settembre

Sono state diffuse oggi le parole pronunciate da Giancarlo Icardi, responsabile del Dipartimento di igiene dell’Universita’ di Genova, dal summit di Vilamoura, in Portogallo: è indispensabile quest’anno per le categorie a rischio – gli over 65, i bambini di eta’ superiore a 6 mesi, le persone affette da diabete o malattie cardiovascolari – vaccinarsi entro la fine dell’anno. Quest’anno infatti “circoleranno tre virus influenzali completamente nuovi rispetto a quelli della stagione precedente, tanto che l’Oms ha deciso di modificare il vaccino in tutte le sue tre componenti” continua Icardi.

Il vaccino antinfluenzale e’ trivalente, costituito cioè da tre tipi di virus influenzali, e quando il vaccino viene modificato di norma si sostituiscono al più due ceppi. Quest’anno invece è stato necessario sostituire tutti e 3 i ceppi e il fatto che i virus siano completamente nuovi aumenta il rischio di pandemia.

Influenza australiana: severa e diffusa

Aggiornamento 15 settembre

Gli esperti ritengono che la prossima epidemia sarà causa di sintomi particolarmente severi e colpirà fino ad una persona su quattro in Europa: in grado di diffondersi in maniera particolarmente rapida, l’Australiana sarà caratterizzata da 3 ceppi di virus nuovi, di cui uno particolarmente virulento in arrivo proprio dall’Australia.

Gli epidemiologi riunitisi ad Altamura, in Portogallo, per la terza conferenza europea sull’Influenza, sono convinti che quest’anno più che mai sarà sarà di fondamentale importanza vaccinarsi, poichè “la prossima pandemia potrebbe essere imminente”.

Per la prima volta negli ultimi vent’anni, il vaccino antinfluenzale per la stagione 2008-2009 conterrà tre nuovi ceppi rispetto a quello dell’anno precedente. Questa nuova composizione include il nuovo ceppo A/H3N2 e altri due nuovi ceppi A e B (A/Brisbane e B/Florida).

Si segnalano infine alcuni documenti pubblicati attraverso il Ministero della Salute relativi al nuovo piano nazionale contro l’influenza 2008 – 2009:

Influenza in arrivo a Natale

Aggiornamento 11 settembre

L’influenza australiana non anticiperà i tempi ed i casi registrati nei giorni scorsi sono “isolati e sporadici”. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, informa che nonostante il virus sia stato isolato nei giorni scorsi in alcuni ospedali del nord in pazienti stranieri, la previsione del picco massimo di casi d’influenza rimane fissato per il periodo di Natale.

Prime Previsioni

Aggiornamento 29 agosto

Le prime previsioni relative all’influenza in arrivo nella stagione invernale 2008-2009 parlano di un ceppo portatore di una forma influenzale dai sintomi piuttosto intensi. La previsione, fatta dal virologo Fabrizio Pregliasco dell’Universita’ Statale di Milano, si basa sui 3 ceppi individuati come responsabili della prossima epidemia influenzale: 2 di essi provengono dall’Australia, mentre il terzo è stato isolato per la prima volta in Florida durante lo scorso inverno, quando ha creato diversi disagi alla popolazione a causa dei sintomi piuttosto severi di cui è responsabile.

Si attende il vaccino per ottobre.

Fonte: AGI

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Commenti e domande

  1. Paola
    14 febbraio 2009, 20:06

    Sono tre giorni che mi sveglio con dolori muscolari in tutto il corpo, ma ho continuato lo stesso a lavorare. Ieri stavo male ma non avevo una gran febbre : 37,2. La cosa che mi preoccupa è il senso di nausea e vomito e la colite che non mi permettono da un giorno e mezzo di mangiare.
    Ieri ho preso l’EFFERALGAN ma oggi sentendo questi sintomi e non avendo febbre non ho preso più nulla.
    Cosa devo fare oltre a stare a casa al caldo a riposare?
    Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Paola

  2. admin
    14 febbraio 2009, 21:41

    Purtroppo quest’anno, forse più spesso del solito, si manifestano i sintomi da Lei descritti; può eventualmente intervenire con farmaci sintomatici per nausea e colite, ma tutto tenderà a risolversi naturalmente nel giro di 3-4 giorni al massimo.

    Se la nausea Le impedisce di assumere farmaci per bocca, il suo medico/farmacista potrà consigliarLe rimedi sotto forma di supposte.

  3. Marcos
    18 febbraio 2009, 09:36

    Non ricordo di essere mai stato così male in vita mia!!! Tutto è iniziato con un dolore alla trachea e tosse ma pensavo che fosse un’infiammazione momentanea infatti sono uscito come sempre. La sera mi è salita velocemente con brividi la febbre a quasi 40 cosa che non ricordo di aver mai avuto! Ora sono tre giorni che ho la febbre alta minimo 38.3 max 39.8 e accuso forti mal di testa, fatica a respirare, sudorazione continua, debolezza a livelli mai raggiunti prima, cioè ogni tanto quando mi alzo mi cedono proprio le gambe ….incredibile!!
    Io direi che questa influenza è proprio BASTARDA!!!! Spero che mi passi al più presto perchè non ne posso più, puoi solo stare a letto senza riuscire a far niente, infatti mi da fastidio anche guardare adesso il monitor, per scrivere queste righe ho fatto davvero molta fatica.
    Marcos

  4. max
    28 febbraio 2009, 13:13

    non sono ancora completamente guarito dall’influenza. sono costretto a prendere ancora qualche tachipirina non tanto per febbre ma per dolori in tutto il corpo. da ieri ho un nuovo problema: difficoltà a chiudere bene le mani e disturbo alle caviglie, come si trattasse di una forma reumatica. Qualcuno può darmi qualche suggerimento in merito? Grazie, Max

  5. Sisì
    3 marzo 2009, 12:58

    Salve a tutti,
    anch’io sono stata (e sono ancora purtroppo) vittima dell’australiana.
    Tutto è cominciato nella notte tra lunedì e martedì scorsi, quando ho cominciato ad avvertire brividi di freddo insoliti!
    La mattina quando mi sono svegliata avevo la febbre intorno ai 37,5 che poi durante il giorno è salita, il secondo, terzo e quarto giorno la febbre si è mantenuta sui 38,5 con picchi anche a 39 accompagnata da una sostanziale inappetenza, una congestione nasale fortissima, tosse, dolori vari e tanta spossatezza. Al quarto giorno poichè la febbre non accennava a diminuire (per tutto il tempo l’ho curata solo con la tachipirina) il medico mi ha prescritto un antibiotico da prendere per altri 4 giorni. Il giorno dopo la febbre era finalmente passata ma tutto il resto c’era ancora: congestione nasale, tosse, stanchezza…
    Ora sono appunto senza febbre da sabato ma con forti dolori addominali e lieve diarrea (cominciati proprio sabato e che comunque non mi permettono di tornare a lavorare serenamente), sono ancora molto raffreddata e sinceramente stanca e stufa…ma quanto dura questo calvario??? E’ normale che abbia avuto tutto ed in modo così pesante? Non posso permettermi di stare in casa 2 settimane, ma non ne vedo ancora la fine ed in più ora in famiglia c’è un’altra persona che se l’è presa e di certo io non vorrei ricominciare tutto da capo un’altra volta!!!

  6. Ilaria Baglivo
    4 marzo 2009, 17:22

    Salve a tutti, davvero mi dispiace per tutti noi… Io sono stata una settimana a casa per una caduta da cavallo, poi sabato scorso sono iniziati dolori allo stoamco, nausea, vomito e diarrea. Avevo avuto questi sintomi già alla fine di gennaio, per cui inizialmente non ho pensato di nuovo all’influenza, piuttosto mi sono preoccupata che dipendesse dalla caduta, così sono andata in ospedale. Ci sono rimasta per oltre 6 ore, e dopo tutti gli accertamenti, durante i quali continuavo a vomitare, mi hanno detto che doveva essere una sindrome influenzale. Ora sono preoccupata perchè a gennaio i sintomi acuti sono andati via entro 24 ore, mentre questa volta sono già 4 giorni ed ho ancora dolori all’addome, diarrea, nausea, spossatezza, inappetenza. Dopo un miglioramento nel pomeriggio di ieri, di sera di nuovo diarrea. Mi sento proprio depressa e spesso piango, non ce la faccio più a stare a casa. Cmq sentendo voi pare he possa durare molto questo stato anche in persone forti che non si ammalavano così da tempo. Mi sa che mi tocca tenere duro… Un in bocca al lupo a tutti noi…

  7. Maristella
    5 marzo 2009, 12:32

    Buongiorno,mi chiamo Maristella e sono un pochino preoccupata:premetto che agli inizi di febbraioi avevo già preso l’influenza che però aveva raggiunto al massimo i 38ct,questo lunedì invece mi sono svegliata molto stanca,con dolori ossei ed un fortissimo mal di testa,alchè misuro la febbre ed avevo 37.5 che poi nel pomeriggio è arrivata a 39ct,il giorno dopo alle 7di mattina avevo già 38.5ct che poi prendendo una tachipirina è scesa completamente tanto che per il resto della giornata e gran parte anche del giorno successivo non avevo più febbre(non avevo più preso alcun farmaco)ieri sera invece mi è tornata alterazione e stamattina mi sono svegliata alle 8.30 con 39.1di febbre….ma è normale una cosa del genere?ho paura che non siano i sintomi di qualcosa di piu grave,tipo un infezione…attendo una risposta perchè sono veramente molto preoccupata,grazie

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