MST (malattie sessualmente trasmissibili), quello che DEVI sapere

Ultimo Aggiornamento: 106 giorni

Introduzione

Il termine MST (malattie sessualmente trasmesse) identifica un gruppo di malattie che si trasmettono da un soggetto all’altro durante coito, sesso orale o altre forme di giochi erotici. Tali malattie possono essere causate da

  • batteri,
  • virus,
  • lieviti
  • o parassiti;

il contagio avviene tramite contatto sessuale con pene, vagina, bocca o ano.

Le MST vengono anche chiamate malattie veneree o IST. Gli operatori sanitari preferiscono parlare di “infezioni” piuttosto che di “malattie”, perché è possibile che un soggetto, benché asintomatico, sia portatore di batteri o virus e necessiti di trattamenti. La comunità scientifica ha identificato oltre 20 diverse MST/IST.

Chiunque abbia avuto o stia avendo rapporti sessuali o orali, o abbia/stia partecipando a un gioco erotico, è per definizione a rischio di MST/IST. Per fortuna, è possibile ridurre il proprio rischio di contagio praticando sesso protetto e/o conoscendo lo stato MST/IST proprio e del/della partner.

Sintomi

Chi è affetto da MST/IST può sentirsi malato e riportare alcuni dei seguenti segni e sintomi:

  • perdite anomale da pene o vagina,
  • ulcere o verruche nell’area genitale,
  • minzione dolorosa e frequente,
  • prurito e arrossamenti dell’area genitale,
  • vesciche o ulcere in o intorno alla bocca,
  • odore vaginale anomalo,
  • prurito, dolore o sanguinamento anali,
  • dolore addominale,
  • febbre.

In alcuni casi le MST/IST non provocano alcun sintomo o, se presenti, possono migliorare spontaneamente nel tempo; è per questo purtroppo molto comune che un soggetto sia affetto da MST/IST e contagi i propri partner senza esserne consapevole.

Consultare il medico se si ritiene di essere affetti da, o avere un partner con, MST/IST. Anche in assenza di sintomi è possibile che la salute sessuale propria o del partner richieda il trattamento di un’eventuale malattia sessualmente trasmissibile.

Causa

Le cause più comuni delle malattie veneree sono quattro:

  • batteri, tra cui clamydia, gonorrea e sifilide,
  • virus, tra cui HIV/AIDS, virus herpes simplex, virus del papilloma umano (HPV), virus dell’epatite B (HBV) e citomegalovirus (CMV),
  • lieviti e protozoi, come Trichomonas vaginalis,
  • parassiti e/o insetti come piattole o acari della scabbia.

Tutte le malattie sessualmente trasmesse possono diffondersi tramite un rapporto sessuale; alcune si trasmettono anche con i rapporti orali e i giochi erotici.

Si noti che non deve necessariamente esserci eiaculazione per trasmettere una MST/IST. Anche condividere aghi contaminati per inocularsi droghe o impiegare strumenti infetti per piercing e tatuaggi può veicolare infezioni, per esempio HIV, epatite B e C.

Alcune malattie (CMV e mollusco contagioso) possono essere sessualmente trasmesse, ma si diffondono anche tramite un contatto ravvicinato non sessuale. A prescindere dalle modalità di esposizione, una volta infettati si diventa fonte di contagio per altri soggetti con il sesso orale, vaginale o anale, anche se asintomatici.

Le malattie veneree sono oggetto di preoccupazioni particolari nelle donne incinte, perché alcune infezioni possono essere trasmesse al neonato prima della nascita o durante il parto. Il rischio di trasmissione madre-figlio può essere tuttavia diminuito, donde l’importanza di controllare ogni donna in gravidanza.

Per esempio l’HIV può essere trasmesso al neonato durante la gravidanza prima della nascita, al momento del parto o dopo il parto durante l’allattamento al seno. Il contagio può essere prevenuto con l’assunzione di alcuni farmaci durante la gravidanza e all’avvicinarsi del parto. Dopo la nascita, una donna con HIV può molto spesso procedere a un allattamento esclusivo, a patto di garantire alcune piccole attenzioni per azzerare o ridurre il rischio di contagio.

In altri casi, se la madre è affetta da infezioni come gonorrea o herpes, in cui il rischio di contagio è alto durante il parto, esistono altre contromisure da mettere in atto per ridurre le probabilità di infezione del neonato. In questi casi il medico può trattare la malattia nella donna durante la gravidanza prima del parto o ricorrere al parto cesareo invece di quello vaginale.

Il citomegalovirus infetta circa 1% di tutte le nascite. Una donna gravida contagiata da CMV può trasmettere il virus al feto in utero, durante il parto o tramite l’allattamento al seno. Potrebbe contaminare il figlio dopo la nascita anche per contatto con i propri liquidi corporei (saliva, urina,…) contenenti il virus. In presenza di una sospetta infezione da CMV durante la gravidanza, la salute del feto viene studiata con l’ecografia, esami del sangue e altri test. La maggior parte dei bambini infettati durante la gravidanza non ha alcun problema dopo la nascita. Una percentuale del 10 – 20% avrà però sequele maggiori, tra cui sordità e disabilità intellettuali. Alcune donne scelgono di interrompere la gravidanza se i test fetali mostrano un rischio aumentato di problemi gravi. La comunità scientifica sta studiando farmaci antivirali, trattamenti immunitari e altri approcci medici per controllare l’infezione in gravidanza. Alcune ricerche si focalizzano sull’impiego di vaccini per prevenire l’infezione da CMV.

Terapie

Virus come

  • HIV,
  • herpes genitalis,
  • citomegalovirus

causano MST/IST che non possono essere guarite.

Esistono invece specifici trattamenti per la cura di malattie veneree causate da batteri, lieviti o parassiti, tipicamente antibiotici.

In genere questi vengono assunti per bocca. In alcuni casi, invece, vengono iniettati o applicati direttamente sulla zona colpita. Qualunque sia l’infezione e a prescindere dalla rapidità con cui i sintomi si risolvono dopo aver iniziato il trattamento, il soggetto colpito dovrà assumere tutti i farmaci prescritti dal medico per avere la sicurezza di eradicare completamente la malattia.

Nonostante trattamenti, complicanze e prognosi varino a seconda del tipo specifico di virus causante l’MST/IST (HIV, herpes genitalis, papillomavirus umano, epatite o citomegalovirus), esistono comunque trattamenti in grado di ridurre sintomi e progressione della maggior parte delle infezioni virali. Per esempio, esistono farmaci in grado di limitare frequenza e gravità delle recidive di herpes genitalis, riducendo al contempo il rischio di contagiare gli altri.

I soggetti affetti da HIV devono assumere farmaci antiretrovirali specifici, in grado di tenere sotto controllo la quantità di virus in circolo (carica virale). Questi medicinali, complessivamente noti come terapia antiretrovirale altamente efficace o HAART (dall’inglese Highly Active Antiretroviral Therapy), permettono di vivere più a lungo e in migliori condizioni di salute. I farmaci possono anche ridurre le probabilità che una donna con HIV, una volta incinta, trasmetta il virus al feto o al neonato.

Screening e trattamento delle MST/IST sono particolarmente importanti in gravidanza perché alcune infezioni sono trasmissibili durante o dopo gravidanza o parto. È importante la ricerca di MST/IST nelle prime fasi della gravidanza, in modo da poter intraprendere contromisure valide per la nascita di un neonato sano. Il tipo di trattamento dipenderà dalla particolare malattia venerea.

Prevenzione

Il modo più sicuro di evitare di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile è di astenersi dal contatto sessuale o avere rapporti monogami e stabili con un partner di cui sia noto lo stato di salute. Le seguenti misure possono inoltre essere di ulteriore aiuto:

  1. Conoscere lo stato MST/IST del partner e la sua storia medica.
  2. Informarsi sui rischi e sottoporsi regolarmente ai test per le MST/IST.
  3. Vaccinarsi contro i virus dell’epatite A e B (HAV, HBV) e del papilloma umano (HPV).
  4. Usare correttamente e coerentemente profilattici di comprovata qualità.

Ricordarsi comunque che nonostante i profilattici riducano notevolmente il rischio di contrarre alcune MST/IST, non offrono la certezza assoluta di prevenzione da tutte le malattie veneree, perché i virus e alcuni batteri possono essere trasmessi per contatto cutaneo nell’area genitale non protetta dal profilattico.

Schede riassuntive

Pratiche e rischio di contagio

  • Scambio di biancheria intima:
    • herpes,
    • papilloma virus,
    • piattole,
    • scabbia.
  • Contatti cutanei e petting:
    • scabbia,
    • piattole,
    • papilloma virus,
    • herpes.
  • Baci:
    • clamidia,
    • cytomegalovirus,
    • gonorrea,
    • herpes,
    • papilloma virus,
    • sifilide.
  • Tutti i tipi di contatto sessuale:
    • HIV,
    • candidosi,
    • clamidia,
    • cytomegalovirus,
    • gonorrea,
    • herpes,
    • papilloma virus,
    • sifilide.
  • Rapporti vaginali:
    • HIV,
    • candidosi,
    • cytomegalovirus,
    • clamidia,
    • gardnerella,
    • epatiti B e C,
    • gonorrea ,
    • herpes,
    • papilloma virus,
    • sifilide,
    • ulcera molle,
    • tricomoniasi.
  • Rapporti anali:
    • HIV,
    • candidosi,
    • cytomegalovirus,
    • clamidia,
    • epatiti B e C,
    • gonorrea,
    • herpes,
    • papilloma virus,
    • sifilide,
    • ulcera molle.
  • Anilingus:
    • candidosi,
    • cytomegalovirus,
    • clamidia,
    • epatite A,
    • gonorrea,
    • herpes,
    • papilloma virus,
    • sifilide.

AIDS e HIV
(sintomi, cause, test e trasmissione
cura, pericoli, prevenzione e diagnosi)

  • Sintomi
    • Attenzione: quasi tutti i sintomi dell’AIDS sono aspecifici e possono indicare la presenza di molte malattie diverse. Se uno dei seguenti sintomi vi preoccupa, vi consigliamo di rivolgervi al pronto soccorso o alla divisione malattie infettive più vicino a voi.
    • Nelle donne e negli uomini: dimagrimento rapido e inspiegabile, tubercolosi attiva, tosse secca continua, sudorazione notturna, diarrea continua, linfoadenopatia (gonfiore dei linfonodi), candidosi a carico della mucosa orale, inspiegabili perdite di memoria a breve termine, noduli colorati in bocca o sulla pelle.
    • Nelle donne: tra i primi sintomi comuni troviamo la malattia infiammatoria pelvica ricorrente, la candida e alcune forme pretumorali a carico della cervice.
  • Incubazione
    • Virus HIV: da due settimane a 6 mesi (generalmente meno di un mese).
    • AIDS: da 2 a 10 anni (in media 5, 7 anni).
  • Cause
    • Virus dell’immunodeficienza umana.
  • Contagio
    • Attività sessuali che comportano lo scambio di fluidi corporei.
    • Contatto con sangue infetto, ad esempio quando si usano droghe iniettabili condividendo la stessa siringa.
    • Contagio dalla madre infetta al neonato.
  • Cura
    • Non è ancora stata scoperta alcuna cura definitiva, ma le terapie attualmente disponibili garantiscono una sopravvivenza praticamente pari a soggetti non sieropositivi.
    • Terapie diverse per le altre malattie dovute alla soppressione del sistema immunitario.
  • Prognosi
    • Malattia grave, ma oggi non più mortale grazie alla terapia.

Vaginosi batterica

  • Sintomi
    • Nelle donne: perdite vaginali, cattivo odore, prurito, bruciore.
    • Negli uomini: non applicabile.
  • Incubazione
    • Sconosciuta.
  • Cause
    • Interazione di diversi batteri.
  • Contagio
    • Di solito si trasmette durante i rapporti vaginali, ma può verificarsi anche durante i periodi di astinenza.
  • Cura
    • Antibiotici orali.
  • Prognosi
    • La gravità di questa malattia è sconosciuta: forse potrebbe avere un ruolo nelle infezioni post parto e nella malattia infiammatoria pelvica.

Clamidia

  • Sintomi
    • Nelle donne: perdite vaginali, mestruazioni irregolari, irritazione dell’uretra, sintomi della malattia infiammatoria pelvica. Nei 2/3 delle donne la malattia rimane asintomatica.
    • Negli uomini: perdite dal pene, prurito, bruciore. In 1/3 degli uomini la malattia rimane asintomatica.
  • Incubazione
    • Dai 7 a i 21 giorni.
  • Cause
    • Chlamydia trachomatis (batterio).
  • Contagio
    • Rapporti vaginali ed anali, più raramente orali.
  • Cura
    • Antibiotici orali. Deve essere curato anche il partner ed è opportuno usare il preservativo.
  • Prognosi

Piattole e pidocchi del pube

  • Sintomi
    • Nelle donne e negli uomini: prurito e irritazione nella zona pubica. I pidocchi spesso sono visibili a occhio nudo nella biancheria o attaccati al corpo: sono grandi all’incirca come una capocchia di spillo. Le uova impiegano una settimana per schiudersi e due settimane per maturare.
  • Incubazione
    • Trasmissione diretta ed immediata.
  • Cause
    • Phthirus pubis (parassita).
  • Contagio
    • Di solito si trasmettono durante i rapporti sessuali oppure tramite il contatto corporeo.
    • Modalità di trasmissione frequenti di natura non sessuale: condivisione di lenzuola, asciugamani e vestiti infetti.
  • Cura
    • Lozioni e shampoo per uso topico. Lavaggio accurato di tutti gli oggetti infetti.
  • Prognosi
    • Non grave. Il prurito può continuare anche dopo la cura.

Gonorrea

  • Sintomi
    • Nelle donne: perdite vaginali, mestruazioni irregolari, sintomi della malattia infiammatoria pelvica. Nel 25% delle donne la malattia rimane asintomatica.
    • Negli uomini: perdite dal pene o dall’ano, prurito, bruciore. Nel 5-10% dei casi la malattia rimane asintomatica.
  • Incubazione
    • Dai 2 ai 7 giorni.
  • Cause
    • Neisseria gonorrhea (batterio).
  • Contagio
    • Rapporti vaginali o anali. Rapporti orogenitali (provocano infezioni orali).
  • Cura
    • Antibiotici orali. Deve essere curato anche il partner ed è opportuno usare il preservativo.
  • Prognosi
    • Per le donne: malattia infiammatoria pelvica, sterilità.
    • Per gli uomini: epididimite, prostatite, artrite.

Herpes

  • Sintomi
    • Prima della comparsa: prurito, formicolio, sensibilità nella zona che verrà colpita, sintomi parainfluenzali.
    • Al momento della comparsa: le vesciche scoppiano, lasciando la pelle esposta. Le lesioni sono dolorose e si coprono di croste. L’herpes può colpire la bocca, il pene, la vulva, la vagina, la cervice e l’ano. Si stima che i 2/3 dei casi di herpes si trasmettano inconsapevolmente durante l’incubazione, perché i sintomi sono aspecifici e il virus si propaga quando ancora le lesioni non sono visibili.
  • Incubazione
    • Dai 5 au 21 giorni.
  • Cause
    • Virus Herpes Simplex (HSV) genitale e labiale
  • Contagio
    • Rapporti vaginali e anali.
    • Contatto orale, orogenitale o oroanale.
    • Contagio dalla madre infetta al neonato.
  • Cura
    • Non è ancora stata scoperta alcuna cura; viene usato l’aciclovir, un farmaco per uso orale, per impedire le frequenti ricadute.
    • Se le lesioni si trovano nella zona anale o se l’aciclovir non riesce a sconfiggere le ricadute, fate un test per l’HIV.
  • Prognosi
    • Grave solo nel caso delle donne incinte: se il primo episodio avviene durante la gravidanza, si può avere un parto prematuro. La malattia può presentarsi al momento del parto; può infettare il neonato.

Mollusco contagioso

  • Sintomi
    • Nelle donne e negli uomini: piccole papule lucide di forma tondeggiante che di solito appaiono nella zona dei genitali, sulle cosce, sulle natiche e sulla parte bassa dell’addome.
  • Incubazione
    • Alcune settimane.
  • Cause
    • Virus.
  • Contagio
    • Rapporti sessuali.
    • Forma di contagio frequente, di natura non sessuale: contatto con una persona infetta.
  • Cura
    • Azoto liquido o rimozione delle pustole con strumenti chirurgici sterili.
  • Prognosi
    • Non è grave, ma spesso è difficile da sconfiggere.

Uretrite non gonococcica

  • Sintomi
    • Nelle donne: non applicabile
    • Negli uomini: i sintomi sono gli stessi della clamidia e della gonorrea.
  • Incubazione
    • Dai 7 ai 21 giorni
  • Cause
    • Di norma il batterio della clamidia.
  • Contagio
    • Rapporti vaginali ed anali.
  • Cura
    • Antibiotici orali. Deve essere curato anche il partner ed è opportuno usare il preservativo.
  • Prognosi
    • Vedi clamidia/gonorrea.

Malattia infiammatoria pelvica

  • Sintomi
    • Nelle donne: dolore addominale, perdite, febbre, nausea, mestruazioni irregolari. Nel 50% circa dei casi può rimanere asintomatica.
    • Negli uomini: non applicabile
  • Incubazione
    • A seconda del microrganismo patogeno.
  • Cause
    • Di solito è il batterio della clamidia o della gonorrea.
  • Contagio
    • Rapporti vaginali.
  • Cura
    • Astinenza.
    • Deve essere curato anche il partner.
    • Se si ripresenta frequentemente è opportuno fare il test per l’HIV.
  • Prognosi
    • Aumento del rischio di gravidanza tubarica, sterilità, dolore pelvico cronico.

Scabbia

  • Sintomi
    • Nelle donne e negli uomini: forte prurito, arrossamento della cute.
  • Incubazione
    • Da alcuni giorni ad alcune settimane
  • Cause
    • Sarcopties scabiei (acaro della scabbia)
  • Contagio
    • Rapporti sessuali.
    • Forme di contagio frequente, di natura non sessuale: contatto ravvicinato, condivisione di lenzuola, asciugamani e vestiti con la persona infetta.
  • Cura
    • Lozioni e shampoo per uso topico.
    • Lavaggio accurato di tutti gli oggetti infetti.
  • Prognosi
    • Non è una malattia grave, ma il prurito può essere molto forte.

Sifilide

  • Sintomi
    • Sifilide primaria: comparsa di una sola lesione cutanea che non causa dolore; ha la forma di un piccolo cratere e i bordi arrotondati e regolari.
    • Sifilide secondaria: eruzione cutanea sulla schiena, sull’addome, sulle mani e sui piedi. Piccole macchie non in rilievo, simili alle verruche.
    • Sifilide terziaria: gravi danni ai tessuti, al cervello e al sistema nervoso.
  • Incubazione
    • Da 10 a 90 giorni; in media da 20 a 25 giorni.
  • Cause
    • Treponema pallidum (batterio).
  • Contagio
    • Rapporti vaginali e anali.
    • Contatto orogenitale.
    • Contagio dalla madre infetta al neonato.
  • Cura
    • Iniezioni di penicillina; è sempre consigliabile effettuare il test per l’HIV.
  • Prognosi
    • È grave solo in quel 30% dei casi che passa alla terza fase.
    • Degenerazione dei principali apparati dell’organismo, decesso.
    • Le donne incinte, se non ricevono nessuna cura, possono contagiare il neonato.

Tricomoniasi

  • Sintomi
    • Nelle donne: perdite vaginali, bruciore, prurito, cattivo odore.
    • Negli uomini: perdite dal pene e bruciore. Nella maggior parte dei casi la malattia rimane asintomatica.
  • Incubazione
    • Circa 7 giorni.
  • Cause
    • Trichomonas vaginalis (protozoo)
  • Contagio
    • Rapporti vaginali e anali.
  • Cura
    • Antibiotici orali.
  • Prognosi
    • Non è grave.

Condilomi (e HPV)

  • Sintomi
    • Nelle donne e negli uomini: le verruche visibili hanno dimensione variabile. Possono essere piccole e leggermente in rilievo, oppure più grandi e ruvide. Le verruche invisibili invece provocano cambiamenti nella struttura della cellula, che possono essere visti soltanto grazie a esami specifici. Le verruche possono provocare prurito. Possono colpire il pene, la vulva, la vagina, la cervice e l’ano. Una percentuale variabile dal 40 al 60% delle verruche è invisibile e non provoca sintomi evidenti.
  • Incubazione
    • In media da 3 settimane a 8 mesi, ma in alcuni casi fino a 18, 20 mesi.
  • Cause
    • Papilloma virus umano (HPV)
  • Contagio
    • Rapporti vaginali e anali.
    • Contagio dalla madre infetta alla trachea del neonato.
  • Cura
    • Non è ancora stata scoperta alcuna cura definitiva e le verruche potrebbero quindi ripresentarsi dopo il trattamento finchè l’organismo non sarà in grado di risolvere autonomamente l’infezione.
  • Prognosi
    • Alcuni ceppi di HPV (che non sono causa di verruche) possono far aumentare il rischio di cancro alla cervice per le donne e altre forme di tumore (pene, ano, …) negli uomini.

Candida

  • Sintomi
    • Nelle donne: perdite vaginali biancastre e dense, prurito, bruciore e infiammazione.
    • Negli uomini: eruzione cutanea e irritazione del pene dopo il contatto con le perdite della partner.
  • Incubazione
    • Sconosciuta.
  • Cause
    • Moltiplicazione anomala dei lieviti presenti nella vagina.
  • Contagio
    • Rapporto vaginale.
  • Cura
    • Creme ed ovuli vaginali.
    • Terapia antimicotica orale.
  • Prognosi
    • Non è grave.

Fonte principale: NIH

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  1. Anonimo

    Buonasera dottore
    Le analisi le ho ftt,peró non ho potuto fare marcatori virali.
    Tutti i valori sono nella norma
    La ves è 6 prima h 12 seconda h
    Katz indice 6
    Le urine sono usciti rari urati amorfi
    E pH 7…qst i valori diversi dal solito…ma magari è solo perché ho ancora lieve fastidio da cistite ogni volta che mangio spezie o altro.
    Mi chiedevo …anche se il test hiv è l’unica conferma…un’esame ves a 26 giorni,con quei valori…esclude qualsiasi infezione?
    Grazie dottore

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Nel senso che non è indicativo di nessuna situazione in particolare.

    2. Anonimo

      Ok…ringrazio tutti e due per i chiarimenti che mi avete fornito.
      Buon fine settimana.

  2. Anonimo

    Dottore buonasera.
    Dopo 10 giorni dalla fine della cura ho ancora un po’ di nausea solo la sera dopo mangiato.
    Questa settimana fari test HIV,ma nn riesco a trovare pace e la paura mi attanaglia.
    Ora ho letto che la nausea è sintomo di hiv….ho paura.
    Nn sono sereno.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La nausea è un sintomo troppo generale per far pensare all’HIV, peraltro può essere causato dall’ansia, da un virus, …

  3. Anonimo

    Buonasera dottore,volevo sapere se un rapporto sessuale scoperto con donna sieropositiva,in automatico si prende l hiv al cento per cento?
    grazie Gilberto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non al 100%, ma con il preservativo ci togliamo il dubbio e non rischiamo.

  4. Anonimo

    salve dottore,dopo un rapporto protetto pene vagina con escort,mi sono venuti disturbi gastrointestinali e ifiammazione alle emorroidi puo’ essere correlata la cosa?grazie dottore

  5. Anonimo

    Buonasera Dottore
    3 mesi fa ho avuto un rapporto orale passivo protetto in seguito ad un massagio
    Pochi giorni fa mi hanno riscontrato una prostatite
    Potrebbe esserci una correlazione?

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