Parto naturale e cesareo: video, il dopo, complicazioni

Ultimo Aggiornamento: 1493 giorni

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Introduzione

Uno dei momenti più felici nella vita di una donna è quando partorisce un bambino sano dopo una gravidanza tranquilla. La maggior parte delle donne sono abbastanza in salute da dare alla luce un bambino attraverso un normale parto vaginale.

La maggior parte dei parti sono vaginali, cioè il bambino attraversa il canale previsto dalla Natura e non si rende necessaria la chirurgia.

Questo articolo ha lo scopo di passare in rassegna l’anatomia del sistema riproduttivo femminile e spiegare il parto vaginale presso gli ospedali, delle fasi del travaglio e del parto ed anche dei potenziali rischi o complicazioni.

Anatomia

Al fine di comprendere il travaglio (che comprende le prime 2 fasi del parto), è importante conoscere gli organi del sistema riproduttivo femminile. Essi sono localizzati nella pelvi, tra la vescica urinaria e il retto.

Apparato Genitale Femminile

Apparato Genitale Femminile (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Genitali_femminili.gif)

Gli organi del sistema riproduttivo femminile comprendono:

  • La vagina
  • La cervice
  • L’utero
  • Le tube di Falloppio
  • Le ovaie

Quando l’ovaia rilascia un ovocita, questo attraversa la tuba di Falloppio verso l’utero. Se viene fecondato lungo il percorso la donna rimane incinta ed il feto rimane nell’utero fino al parto. L’utero è quindi in grado di dilatarsi in molto rilevante.

La parte più bassa dell’utero si chiama cervice. Essa si apre nella vagina, che a sua volta si apre all’esterno del corpo tra l’uretra (l’apertura della vescica urinaria) e il retto.

Gravidanza

Durante la gravidanza il bambino si trova in uno speciale fluido detto liquido amniotico, il bambino ed il liquido amniotico si trovano in una struttura detta “sacco amniotico” all’interno dell’utero.

Il bambino trae nutrimento dalla placenta, un organo che trova posto tra il sacco amniotico e l’utero e che cresce con il bambino durante la gravidanza.

Il sangue materno trasporta ossigeno e nutrienti al sangue fetale attraverso la placenta e contemporaneamente ne rimuove i rifiuti.

Il sangue fetale raggiunge la placenta attraverso il cordone ombelicale ed attraverso questo meccanismo il sangue materno non entra nel corpo fetale.

Quando è quasi arrivato il momento del parto, la testa del feto scivola verso la pelvi della madre, ciò rende l’aspetto del bacino della madre più piccolo.

Travaglio

Il travaglio comincia quando la madre inizia a percepire dei crampi all’addome, crampi che sono dovuti alle contrazioni dei muscoli uterini (contrazioni).

Quando le contrazioni cominciano di solito si ripetono ogni 20 minuti, col passare del tempo aumenta la frequenza con cui si verificano (cioè il tempo fra una e la successiva si riduce progressivamente). Il corpo è pronto a spingere fuori il bambino quando l’intervallo tra le contrazioni è di soli 5 minuti.

A scopo esplicativo distinguiamo 3 fasi nel parto:

  1. Fase di dilatazione e assottigliamento
  2. Fase del parto
  3. Fase di fuoriuscita della placenta

Durante la fase di dilatazione e assottigliamento la cervice lentamente si dilata fino a 10 cm, questo è il momento della dilatazione. Contemporaneamente a questo processo la cervice si assottiglia (assottigliamento): quando la cervice è completamente dilatata e assottigliata, alla madre viene chiesto di iniziare a spingere durante le contrazioni. Il bambino si muove attraverso la cervice e la vagina fino a fuoriuscire completamente; il percorso lungo il quale si sposta il bambino è chiamato canale del parto.

Dopo che è stato partorito il bambino comincia la fase dell’espulsione della placenta. Questo è il momento in cui fuoriesce o viene espulsa la placenta.

Fase 1

Il travaglio comincia quando la madre sente i primi crampi all’addome. Queste sono contrazioni uterine e sono il segno che il corpo è pronto a spingere il bambino fuori. La madre potrebbe avere dolore alla schiena o un piccolo sanguinamento vaginale durante le contrazioni del travaglio. A volte la madre ha dei crampi di tanto in tanto prima che il reale travaglio cominci, mentre se i crampi si verificano ogni 5 minuti il travaglio che precede il parto potrebbe essere realmente iniziato ed in tal caso, la madre dovrebbe contattare il suo ostetrico o la sua ostetrica.

Altre volte il sacco amniotico si rompe ed il liquido amniotico fuoriesce attraverso la vagina, quando ciò accade si parla di rottura delle acque. Il travaglio dovrebbe cominciare se si rompono le acque, se ciò non accadesse dovrebbe essere contattato comunque un medico, che potrebbe aver bisogno di indurre il travaglio con dei farmaci per non esporre il neonato ad infezioni lungo il canale del parto.

In ospedale i medici monitoreranno attentamente sia l’organismo della madre che del figlio, in alcuni casi (per esempio quando il parto viene indotto) una speciale cintura è posta intorno all’addome della donna per misurare la forza delle contrazioni e da quanto tempo durano (tracciato cardiotocografico); essa misura anche il battito cardiaco del bambino.

Appena le contrazioni diventano più forti, esse spingono il bambino giù contro la cervice sulla strada verso la vagina.

Durante la prima fase del travaglio la cervice lentamente si dilata fino a 10 cm, questo è il momento della dilatazione, e si assottiglia (assottigliamento). Durante questa fase la madre non deve spingere il bambino perché la cervice non è ancora dilatata abbastanza.

L’ostetrica esaminerà frequentemente la futura mamma fino a quando la cervice sarà completamente dilatata e assottigliata, questo accade quando comincia la seconda fase del travaglio.

Fase 2

La seconda fase del travaglio e del parto comincia quando il bambino attraversa la cervice dilatata e la vagina fino a venire alla luce; perchè questo accada la madre deve spingere ad ogni contrazione.

Se il bambino è grande ed il medico pensa che si possa strappare o lacerare la vagina, può decidere di praticare un’incisione chirurgica nella vagina (episiotomia). Questa aiuta il bambino a venire fuori più facilmente senza danneggiare la vagina e i tessuti circostanti. L’episiotomia è fatta per prevenire future complicazioni come l’incontinenza. E’ anche più facile che si cicatrizzi e guarisca correttamente rispetto a una lacerazione. E’ tuttavia bene ricordare che non tutti i medici concordano sui benefici di una episiotomia ed alcuni la contestano del tutto. Il medico farà ciò che è meglio in accordo alle esigenze del momento.

A volte sono usate particolari pinze (forcipe) per aiutare il bimbo ad uscire più velocemente, usare questo strumento è molto sicuro e aiuta a prevenire possibili complicazioni se il parto non sta andando abbastanza velocemente. Un’alternativa a questo strumento è l’utilizzo di una speciale ventosa in grado di fare presa sulla testa del bambino.

Appena il bambino è fuori il cordone ombelicale è tagliato con speciali morsetti e questo non è doloroso nè per il bambino nè per la madre.

Fase 3

La placenta è espulsa durante la terza fase. Il medico o l’ostetrico esaminano la placenta e il cordone per eventuali anomalie. Successivamente, se è stata eseguita un’episiotomia, il medico o l’ostetrico suturano l’incisione.

I cambiamenti che si verificano nel corpo della madre durante il travaglio cominciano a regredire durante la prima ora dopo il parto.

Pericoli

La maggioranza dei parti non comportano problemi di alcun tipo, tuttavia esistono alcuni possibili rischi e complicazioni che è bene conoscore nel caso in cui accadano.

  • Il travaglio ed il parto possono essere stressanti per il bambino, ma raramente ciò provoca lesioni. Un esempio è la lesione ai nervi del braccio con conseguente debolezza permanente.
  • Se il battito cardiaco del bambino si abbassa per lungo tempo alcune funzioni del suo cervello potrebbero risentirne e ciò potrebbe portare a problemi di sviluppo. A volte questi problemi sono diagnosticati solo quando il bambino è più grande.
  • La madre potrebbe sanguinare molto o contrarre un’infezione. Potrebbe aver bisogno di una trasfusione di sangue o di un trattamento antibiotico.
  • In base alla posizione assunta dalla madre durante il parto i nervi delle gambe potrebbero essere compressi. Ciò può causare debolezza alle gambe, ma che è di solito temporanea.
  • La maggior parte delle complicazioni che erano solite causare la morte del bambino o della madre oggi sono molto rare grazie ai progressi in medicina. Il bambino è monitorato attentamente e in caso di problemi si può ricorrere ad un taglio cesareo d’emergenza in qualsiasi momento.

Controllo del dolore

Alcune donne, specialmente quelle che hanno avuto diversi bambini, non hanno bisogno di farmaci per controllare il dolore durante il parto, tuttavia alcune donne ha bisogno di una qualche forma di anestesia per alleviare il dolore del travaglio e del parto.

Ci sono molti modi per controllare il dolore. Questi comprendono:

  1. Farmaci,
  2. Anestesia regionale,
  3. Blocco epidurale.

I farmaci per via endovena sono somministrati nel sangue venoso per alleviare il dolore. Possono causare sonnolenza e nausea e sopratutto avere effetto anche sul bambino poiché alcuni di essi vanno nel sangue fetale causando intontimento.

L’anestesia locale è effettuata con un ago attraverso la vagina per bloccare il nervo pudendo: ciò allevia il dolore, ma la madre può ancora sentire le contrazioni e spingere.

Il modo più comune per controllare il dolore durante il parto è invece l’anestesia epidurale, usata per i parti vaginali e i tagli cesarei. I farmaci sono somministrati presso i nervi della colonna vertebrale nella regione lombare. Un blocco epidurale è molto efficace nell’eliminare il dolore, preservando però la forza muscolare in modo tale che la madre possa spingere il bambino verso l’esterno. Ciò non ha effetti sul bambino.

Raramente, la madre è sottoposta ad anestesia generale, durante la quale viene messa a dormire. Questa è per lo più usata per i tagli cesarei., ossia per l’estrazione del feto chirurgicamente attraverso un’incisione dell’addome.

Taglio cesareo

Parto cesareo

Parto cesareo (http://www.flickr.com/photos/salimfadhley/2622277879/)

La maggior parte delle donne vivono il parto vaginale, tuttavia alcune situazioni rendono rendono questa scelta pericolosa. In questi casi il medico può decidere di effettuare un taglio cesareo.

Il medico effettua il parto cesareo se pensa che sia più sicuro del parto vaginale per la madre o per il bambino. La gran parte dei tagli cesarei sono fatti se si verificano problemi inattesi durante il parto. Il taglio cesareo fu chiamato così dopo Giulio Cesare perché la tradizione e il mito dicono che il famoso imperatore Romano nacque così più di 2000 anni fa!

Le ragioni più comuni per un parto cesareo sono:

  • Il bambino non sta tollerando il travaglio,
  • Il bambino non è nella giusta posizione,
  • Non c’è abbastanza spazio per il bambino per passare attraverso la vagina,
  • La cervice non è completamente dilatata,
  • Sopraggiungono emergenze mediche.

Il medico monitora il bambino durante il travaglio. Se al bambino manca ossigeno per lungo tempo potrebbe avere un danno cerebrale o morire. Il bambino potrebbe per esempio non avere abbastanza ossigeno se il cordone ombelicale si stringe o se la placenta smette di funzionare.

In un parto vaginale normale la testa del bambino viene fuori per prima, se il bambino è posizionato in modo tale che le natiche o i piedi verrebbero fuori prima della testa (posizione podalica)  il parto vaginale diventa impossibile, richiedendo un cesareo. La posizione podalica è più probabile con i gemelli o con i parti multipli.

A volte la testa del bambino è troppo larga o il canale del parto della madre è troppo piccolo per un parto vaginale sicuro.

Se la cervice non si dilata fino a 10 cm, potrebbe non esserci sufficiente spazio per il bambino per attraversarla.

Un lungo travaglio è molto estenuante e rischioso per la madre e il bambino, in questi casi un cesareo può essere la cosa migliore.

Al di là di queste eventualità talvolta il medico sa in anticipo che un parto cesareo è la scelta migliore, se una donna  ne ha già avuto uno in precedenza  il medico potrebbe raccomandarla per il prossimo bambino, ma è oggi possibile per una donna avere un parto vaginale anche se ha avuto un cesareo in precedenza.

A volte la placenta è troppo bassa nell’utero e copre la cervice, questa è detta “placenta previa”. In questo caso la placenta blocca il canale del parto e il parto vaginale è molto rischioso. Di solito il medico può dire se c’è una placenta previa già diverse settimane prima del parto.

Il medico può suggerire un taglio cesareo se la madre ha un problema medico. Tali condizioni includono:

  • Diabete,
  • Patologia cardiaca,
  • Patologia polmonare,
  • Malattia infettiva dell’area genitale.

Dopo il parto

  1. Le donne dovrebbero scendere dal letto e camminare subito dopo il parto, questo aiuta la circolazione del sangue e previene la formazione di coaguli di sangue (trombi) che in alcuni casi possono essere fatali.
  2. Gli infermieri o il tuo ostetrico ti insegneranno i modi migliori per prenderti cura del tuo bambino, ti aiuteranno anche per l’allattamento e risponderanno a qualsiasi domanda tu possa fare.
  3. Dopo un parto sono normali delle perdite o del sanguinamento vaginale, ma se questo è abbondante o se è di cattivo odore dovresti contattare un medico.
  4. E’ normale avvertire un certo indolenzimento nell’area genitale dopo un parto, esso potrebbe durare da pochi giorni a un paio di settimane.
  5. Un rapporto sessuale è di solito non raccomandato per 6 settimane dopo un parto vaginale, mentre per una donna che abbia avuto un cesareo solo il medico può dire quanto tempo aspettare.
  6. E’ normale per una donna essere giù di corda dopo un parto (depressione post-parto), tuttavia è molto importante parlarne col medico che sarà in grado di farti superare queste sensazioni.
  7. Sono necessarie diverse settimane affinchè l’utero e la vagina della donna ritornino alle dimensioni antecedenti la gravidanza.

Video

Approfondimenti

Traduzione ed integrazione a cura di Francesca Giannino


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. ale

    buon giorno,sono alla terza gravidanza,ancora solo sette settimane;ho avuto già due gravidanze:la prima con parto naturale e la seconda con cesareo(causa pressione alta).è vero che,poichè,l’ultimo parto è stato cesareo anche il terzo sarà cosi?INSOMMA NON POTRò PARTORIRE NATURALMENTE?per essere più precisa il cesareo l’ho avuto nel 2005….grazie

    1. ANTONELLA 72

      SALVE, HO UN PROBLEMA. HO SUBITO UN PARTO CESAREO, ED ORA A DISTANZA DI DUE MESI ABBIAMO RISCONTRATO ATTRAVERSO L’ECOGRAFIA LA PRESENZA DI UN COagulo di sangue che è rimasto nell’utero. A sentire i medici chi mi dice che nn è nulla e chi mi dice che potrebbe degenerare. ho partorito il 23 dicembre 2013 , il ciclo è tornato il mese di maggio ma a giugno è saltato ( ho sempre avuto un ciclo irregolare), la mia domanda è che DEVO FARE??

  2. lia

    buonasera, sono mamma di due bambini al primo parto ho avuto uno spostamento di vertebra che mi ha impedito per parecchio tempo il normale funzionamento delle gambe. secondo lei ciò è accaduto perchè avevo posizione errata al momento dell’ espulsione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sinceramente non credo, ma non ho l’esperienza per esserne sicuro.

  3. diana

    quattro mesi fa miè successo che prendendo la pillola anticoncezionale non mi è arrivato il ciclo poi in sequito ai tre mesi inerenti èarrivato io il primo mese che non è arrivato il ciclo ho fatto due tes di gravidanza risultati negativi ma pur facendo una dieta sono aumentata di peso ma continuo ad stare male è possibile che possa essere incinta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A meno che non abbia fatto errori nell’assunzione è improbabile.
      Per l’aumento di peso verifichi la tiroide.

  4. elisa

    Dopo aver fatto chemio e radio per un linfoma a cellule T e successivamente un trapianto con cellule staminali ho avuto problemi di secchezza vaginale e bruciori.
    Quindi non ho più potuto avere rapporti e avendo 40 anni volevo avere un consiglio su cosa fare.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Serve innanzi tutto escludere che i bruciori derivino da infezioni in atto, successivamente si può ricorrere all’uso di lubrificanti.

  5. Crystel

    Buonasera dott,nn so se sia la sezione giusta x parlarne, ma già sono passati 3mesi dal parto(naturale) e ancora ho diversi dolori e problemi, soprattutto quando ho rapporti con mio marito,ho notato che ho secchezza vaginale già da un bel pò, è normale? Può normalizzarsi col tempo? Ho anche dolore al clitoride e quando lo dico al dott dice ma che c’entra? Intanto da quando ho partorito ce l’ho! Sono preoccupata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quando parla di dottore intende il medico di base od il ginecologo?

  6. Crystel

    No intendo il ginecologo, ma forse dovrei cambiarlo xch nn mi da delle risposte precise.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Posto che qualche fastidio è assolutamente normale, e che la secchezza potrebbe migliorare con la regolarizzazione del ciclo mestruale, se il fastidio è così accentuato forse si poteva provare qualcosa in più.
      Magari può in ogni caso chiedere un parere anche al medico curante.

  7. Crystel

    Il mio medico curante è mio zio e sinceramente mi vergogno a parlargliene. Ma è normale la secchezza vaginale dopo 3mesi dal parto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può provare allora a rivolgersi ad un altro ginecologo per avere un parere, al limite anche in consultorio.
      Un po’ di secchezza è normale, sopratutto se come immagino non è ancora tornato il ciclo; per i rapporti può essere d’aiuto l’uso di un lubrificante.

  8. Crystel

    No il ciclo mi è arrivato mi è finito ieri. Proverò a parlarne con un altro ginecologo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ok, mi faccia sapere e con il ginecologo non abbia paura di parlare di tutti i disturbi che accusa.

  9. Anonimo

    Salve io ho avuto il primo bimbo con parto cesario perchè secondo il mio ginecologo avevo la placenta invecchiata e perdevo le acque nelle urine senza accorgermene.adesso vorrei chiederle è possibile avere un parto naturale a distanza di 27mesi dal cesario?????il mio ginecologo dice di no perche si rischia la rottura dell utero.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono ginecologo e non mi permetterei mai di contraddire il suo specialista, ma forse sentirei anche il parere di un secondo ginecologo.

  10. Anonimo

    Salve, sono in attesa del terzo figlio, per il primo è stato necessario il cesario perchè dopo 12 ore di travaglio il bambino risultava sofferente per via del cordone..per il secondo il mio ginecologo mi ha imposto un cesareo programmato…ora a distanza di 6 anni dal secondo cesareo sono di nuovo in tilt perchè ho paura dell’intervento, crede che rischio più con un cesareo che con un parto naturale?? Grazie, Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non necessariamente, ma va valutato con il ginecologo che la segue perchè i fattori presi in considerazione sono molti.

  11. clelia

    Ma con un utero laceratosi e ricostruito si può riafrontare un altra gravidanza rispondetemi grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sì, ma credo che solo il chirurgo che l’ha operata possa risponderle.

  12. paola

    Buonasera dottore, sono alla 37 settimana di gravidanza e ho molta paura del parto e soprattutto delle sue conseguenze..con la gravidanza mi sono spariti dei disturbi come ad esempio un’infiammazione vaginale e ho paura che dopo il parto ritorni..il calo di ormoni può riportare la situazione a prima della gravidanza o posso sperare di essere guarita? Sono molto molto preoccupata e al ginecologo ho chiesto di fare il cesareo ma sostiene che non è necessario e che questo genere dicose possono sparire dopo la ggravidanza, è vero oppure no? Io ho avuto un’infezione mal curata e che mi ha lesionato la mucosa dandomi bruciori per oltre un anno..grazie se mi può dare il suo parere

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le confermo che è comune che la gravidanza risolva definitivamente disturbi di vario genere.

    2. paola

      Speriamo dottore! Più che altro è possibile che il parto non la faccia tornare? Le giuro che ho il terrore perché sto vivendo bene e non vorrei che tornasse perché magari la mucosa si rovina al passaggio del bambino..anche questo disturbo è uno di quelli che può guarire? Mi hanno sempre detto che era una vaginite ma può una vaginite durare molto a lungo? Avevo mucosa proprio rovinata da ricostruire..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono assolutamente fiducioso, ma nè io nè nessun ginecologo potremo mai garantirglielo.

      Sì, possibile che una vaginite duri molto a lungo.

    4. paola

      Speriamo dottore! Infatti anche il mio ginecologo non può garantire una risposta precisa..io sono molto preoccupa per questa cosa..l’ultima cosa che volevo chiederle è se magari con il fatto che in gravidanza sono guarita, le probabilità sono alte che non si ripresenta più, o se oppure non vuol dire? Cioè se per caso non fossi guarita avrei avuto bruciore anche in gravidanza? A maggior ragione che il peso è tutto sul pavimento pelvico e ad esempio ilproblema emorroidi non mi è passato con la gravidanza, anzi..confido davvero che sia passato, il bruciore è proprio fastidioso!

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il mio ottimismo nasce proprio dal fatto che sia passato.

  13. Anonimo

    Carissimo dottore sono una ragazza di 34 hanni ho assolutamente bisogno di un consiglio vorrei tanto poter avere un secondo bambino ma nel parto precedente ho avuto una terribilile morragia causale l utero non si è contratto ho tanta paura che possa risuccedere ho parlato con vari ginecologi è tutti mi hanno dato la stessa risposta non possono sbilancirsi a dire che non succederà ma io vorrei tanto che la mia bambina avrebbe un fratellino la farei tanto felice mi aiuti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso dirle nulla di diverso dagli specialisti consultati.

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