IUI e fecondazione assistita

Ultimo Aggiornamento: 11 giorni

Introduzione

L’inseminazione intrauterina (IUI, dall’inglese IntraUterine Insemination) è una tecnica di fecondazione assistita minimamente invasiva utilizzata nel trattamento dell’infertilità.

Consiste nell’inserimento degli spermatozoi direttamente in utero, favorendo così il concepimento in due modi:

  • La quantità di spermatozoi in grado di fecondare l’ovulo è spesso sensibilmente superiore rispetto a quella permessa dai rapporti sessuali, in cui parte di essi non riescono a superare vagina e cervice.
  • Gli spermatozoi si trovano più vicini all’ovulo proprio nei giorni migliori (circa 24-36 ore a seguito del picco ormonale dell’LH), verificati attraverso un attento monitoraggio dell’ovulazione (in genere ecografico).

In passato lo sperma veniva inserito nella vagina; era una procedura sicuramente più facile, ma con minor probabilità di successo della tecnica attuale.

Si tratta di una tecnica utile per esempio in caso di infertilità inspiegata, qualità del seme leggermente inferiore a quella ideale o problemi legati all’assenza di muco cervicale; può essere eventualmente praticata con l’uso di sperma da donatore.

Il risultato desiderato dall’inseminazione intrauterina è che gli spermatozoi raggiungano le tube e fecondino l’ovocita in attesa, originando una gravidanza normale. In base alle cause alla base dell’infertilità, l’IUI può venire coordinata con il ciclo normale o con cicli indotti farmacologicamente.

Prima di intraprendere questo percorso va verificata la pervietà tubarica e l’assenza d’infezioni nel tratto genitale sia maschile che femminile.

Indicazioni

Le indicazioni principali per questo approccio sono le seguenti:

  1. Modesta alterazione della qualità dello sperma (una concentrazione di spermatozoi sotto la media, con poca motilità o con anomalie delle dimensioni e della forma). L’IUI può riuscire a compensare questi problemi, perché la preparazione dello sperma propedeutica alla procedura aiuta a separare gli spermatozoi normali, con motilità conservata, rispetto a quelli di qualità inferiore.
  2. Sterilità sine causa (ossia inspiegata).
  3. Ostacoli cervicali, come una ridotta produzione di muco; la cervice, ossia il tratto inferiore dell’utero, collega quest’ultimo alla vagina. Il muco prodotto dalla cervice nel periodo dell’ovulazione costituisce un ambiente ideale per il viaggio degli spermatozoi dalla vagina alle salpingi. Se però il muco cervicale è troppo denso, può ostacolarne lo spostamento. L’IUI supera la cervice, depositando lo sperma direttamente all’interno dell’utero e aumentando il numero di spermatozoi disponibili per la fecondazione dell’ovocita in attesa.
  4. Infertilità dovuta a endometriosi; in questi casi, l’IUI associata al trattamento farmacologico per favorire la generazione di ovociti di buona qualità è spesso il primo approccio terapeutico.
  5. Ripetuti insuccessi di induzione della gravidanza con stimolazione dell’ovulazione (per esempio, ma non solo, con Clomid).
  6. Patologie sessuali e coitali che non hanno trovato giovamento dall’inseminazione intracervicale semplice.
  7. Prevenzione del rischio di trasmissione di malattie infettive in coppie sierodiscordanti (per esempio, ma non solo, in caso di HIV).

La IUI rappresenta inoltre uno dei modi più semplici quando esiste la necessità di ricorrere a sperma da donatore.

Raramente la donna può essere allergica alle proteine contenute nello sperma del partner. L’eiaculazione in vagina in queste pazienti è causa di rossore, bruciore e gonfiore laddove lo sperma entra in contatto con la pelle. I sintomi possono essere prevenuti utilizzando il preservativo, che però ovviamente impedisce anche la gravidanza. Se l’allergia è grave si può ricorrere all’IUI, perché molte proteine dello sperma vengono rimosse prima dell’iniezione.

Inquadramento

Prima di eseguire l’IUI può essere necessario inquadrare la fertilità della coppia per determinare le cause all’origine delle difficoltà di concepimento e quindi la possibile efficacia dell’inseminazione artificiale.

Per recepire un’IUI le salpingi della donna (le tube, ossia i condotti che collegano le ovaie all’utero) devono essere aperte e sane, perché è qui che lo sperma feconda l’ovocita ed è da qui che l’embrione così generato migra nell’utero.

È possibile valutare lo stato di salute delle salpingi con uno di questi tre metodi:

  • laparoscopia: un sottile microscopio tubolare viene inserito attraverso una piccola incisione cutanea sulla pancia, permettendo di ispezionare direttamente utero, salpingi e ovaie
  • isterosalpingogramma: viene fatta una radiografia dell’utero e delle salpingi dopo aver iniettato uno speciale mezzo di contrasto
  • isterosalpingoecografia con contrasto (HyCoSy, dall’inglese Hysterosalpingo-Contrast Sonography): richiede l’esecuzione di un’ecografia transvaginale per valutare la pervietà delle salpingi

Tempistica del trattamento

Individuare il momento giusto per procedere alla IUI è di fondamentale importanza ai fini del risultati, perchè l’ovulo rilasciato dal follicolo è disponibile alla fecondazione per sole 12-24 ore circa e, intervenire con eccessivo anticipo, potrebbe causare la morte di almeno una parte degli spermatozoi (riducendo così le possibilità di successo).

Per individuare il momento migliore è possibile usare un kit urinario predittivo per uso domestico (test di ovulazione) che rileva il momento in cui il corpo produce un picco di ormone luteinizzante (LH). In alternativa si può adottare un metodo per immagini (ecografia transvaginale) che consente al medico di visualizzare ovaie e sviluppo degli ovociti.

Occasionalmente vengono usati farmaci per la fertilità per stimolare l’ovulazione. In questi casi viene usata l’ecografia transvaginale per seguire lo sviluppo degli ovociti. Non appena un ovocita è maturo, verrà somministrato un ormone (gonadotropine umane corioniche) per stimolare il suo rilascio.

Sperma

Se una coppia decide di ricorrere all’inseminazione con il proprio sperma, l’uomo dovrà fornire alla clinica per la fertilità in un apposito recipiente, in genere raccolto lo stesso giorno dell’esecuzione dell’IUI, un campione ottenuto tramite masturbazione.

Il campione di sperma verrà “lavato” e filtrato con speciali macchinari per rimuovere eventuali spermatozoi non vitali e impurità. Saranno mantenuti gli spermatozoi dotati di alta motilità e rimossi quelli ipomobili. Si produce così un concentrato di spermatozoi sani.

Procedura

Verrà probabilmente chiesto di presentarsi a vescica vuota, per favorire l’inserimento degli strumenti necessari in vagina.

La paziente viene fatta accomodare supina sul lettino ginecologico e le gambe nelle staffe.

Uno strumento detto speculum viene inserito in vagina per mantenerla aperta. Un catetere, ossia un tubo sottile e flessibile, viene quindi introdotto in vagina e guidato fino all’utero. Questo processo è praticamente indolore, benché alcune donne possano avvertire crampi, di breve durata e lieve entità. Attraverso il catetere, si inserisce poi in utero il campione di sperma.

Dopo l’inseminazione, la paziente viene fatta sdraiare sulla schiena per un breve periodo, perchè alcuni studi hanno dimostrato che questo può aumentare le chances di concepimento.

L’intera procedura dura 10-20 minuti e non è richiesta l’assunzione di antidolorifici, dopodichè la coppia può tornare immediatamente a casa.

È possibile avere qualche piccola perdita per il paio di giorni successivi alla procedura.

Risultati e tassi di gravidanza

Aspettare due settimane prima di eseguire un test di gravidanza a casa e tenere conto che la maggior parte dei test domestici diventa definitivo a circa 19 giorni dal rapporto (in questo caso dalla IUI). Il medico potrebbe preferire un esame del sangue, più sensibile nell’identificare prima gli ormoni della gravidanza dopo l’inseminazione.

L’esecuzione del test troppo presto potrebbe determinare risultati come:

  • falsi negativi; se gli ormoni gravidici non sono ancora a valori misurabili, il risultato del test può essere negativo pur essendo in realtà incinta;
  • falsi positivi; se in terapia con farmaci per l’ovulazione, come l’HCG, le componenti ancora in circolo potrebbero dare una positività non corrispondente a una reale gravidanza.

Se l’inseminazione dovesse fallire, si potrà riprovare l’IUI prima di prendere in considerazione altri trattamenti dell’infertilità. Per massimizzare le probabilità di gravidanza, spesso una stessa terapia viene tentata per al massimo 3-6 mesi, perchè la letteratura scientifica riporta che l’88% delle gravidanze ottenute con questa tecnica si concepiscono nei primi tre mesi di trattamento e il 95,5 % nei primi sei mesi, proseguire oltre sarebbe quindi inutile.

Probabilità di successo

Fonte: hfea.gov.uk

È difficile stabilire le percentuali di successo dell’inseminazione intrauterina (IUI), perché il successo dipende dalle cause di infertilità e dall’impiego associato di farmaci per la stimolazione della produzione di ovociti.

Occorre verificare con il proprio medico se tali farmaci fanno al caso proprio. In genere, si può considerare ragionevole il ricorso a 3-6 tentativi di IUI. Sarà il medico a raccomandare la prassi più consona.

Dal 1-1-2008 al 31-12-2008, la percentuale (media nazionale inglese) di nati vivi da IUI con sperma di donatore è stata:

  • 15,8% (237/1497) nelle donne sotto 35 anni
  • 11,0% (154/1394) nelle donne tra 35 e 39 anni
  • 4,7% (23/492) nelle donne tra 40 e 42 anni
  • 1,2% (2/172) nelle donne tra 43 e 44 anni
  • 0% (0/46) nelle donne sopra 44 anni

I dati indicati tra parentesi sono i cicli IUI risultanti in nati vivi rispetto ai cicli IUI avviati.

Come l’età della donna, le possibilità di successo possono anche essere influenzate dalla conta e dalla qualità spermatica (lo sperma fresco ha maggiori probabilità di successo dello sperma congelato e scongelato), nonché da aspetti tecnici dell’IUI, ad esempio la corretta identificazione della tempistica di ovulazione.

Globalmente, più della metà delle donne sottoposte a IUI rimangono incinte durante i primi sei cicli di trattamento.

Se falliscono diversi tentativi di IUI, secondo l’età il medico potrà raccomandare il ricorso a un altro trattamento come l’inseminazione in vitro (IVF, dall’inglese In Vitro Fertilisation).

Rischi

I rischi collegati all’IUI sono minimi, anche se alcune donne riferiscono lievi crampi simili al dolore mestruale.

Se vengono usati farmaci per stimolare l’ovulazione, esiste un piccolo rischio di reazione ai farmaci, nonché una qualche probabilità di gravidanza multipla (gemelli o trigemini) non intenzionale. L’ecografia servirà a monitorare la gravidanza per evidenziare un’eventuale gravidanza multipla; per evitarla, il ciclo di trattamento può semmai essere abbandonato.

Fonti:

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  1. Anonimo

    La raccolta dello sperma avviene il giorno della IUI oppure viene preparato in anticipo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Qualche ora prima (raccomando di attenersi scrupolosamente alle indicazioni del centro).

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