Depressione in gravidanza e post parto: sintomi e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 93 giorni

Introduzione

La depressione è qualcosa in più di un semplice “sentirsi giù” o “di cattivo umore” per qualche giorno. È una malattia grave che colpisce il cervello. Nella depressione i sentimenti di tristezza, ansia o “vuoto” non scompaiono ed interferiscono con la normale vita quotidiana.

Queste sensazioni possono avere intensità diversa, da lieve a molto grave, tuttavia c’è una buona notizia: la maggior parte delle persone depresse, dopo la terapia, si sentirà meglio.

È importante che il vostro partner o un’altra persona fidata vi aiutino a soddisfare le esigenze del bambino, se voi siete depresse.

Circa il 16% delle donne soffre di un qualche disturbo mentale in questa delicata fase della vita, ma tutti i bambini meritano di avere una madre sana. E tutte le madri meritano di vivere appieno la vita, come donne e come persone che si prendono cura di un figlio.

Se vi sentite depresse durante la gravidanza o dopo il parto, non c’è motivo di soffrire in silenzio. Vi consigliamo caldamente di aprirvi con una persona fidata e di informare immediatamente il medico.

Cause

La causa non è mai unica, al contrario la depressione è quasi sempre innescata da una combinazione di fattori diversi; è peraltro una malattia mentale che tende ad essere ereditaria, le donne con precedenti famigliari hanno maggiori probabilità di ammalarsi.

Si ritiene che le modifiche dei processi chimici cerebrali o della struttura cerebrale giochino un ruolo fondamentale nella depressione, ma spesso gli eventi stressanti della vita, come la morte di una persona cara, le cure dovute a un famigliare anziano, gli episodi di violenza e la povertà possono rappresentare i fattori scatenanti.

Anche i fattori ormonali, diversi da donna a donna, possono contribuire allo sviluppo della malattia: sappiamo che gli ormoni influenzano direttamente i processi chimici cerebrali che controllano le emozioni e l’umore. Sappiamo anche che le donne hanno maggiori probabilità di ammalarsi in alcuni momenti della vita, come ad esempio la pubertà, la gravidanza, i primi mesi di vita del bambino e il periodo che precede la menopausa. Alcune donne soffrono di sintomi depressivi immediatamente prima delle mestruazioni.

La forma depressiva che si manifesta subito dopo la nascita di un bambino è detta depressione post-parto, a causa delle modifiche ormonali susseguenti al parto. Durante la gravidanza i livelli di ormoni femminili, estrogeno e progesterone, aumentano considerevolmente: nelle prime 24 ore dopo il parto gli stessi livelli ormonali ritornano rapidamente alla normalità e si ritiene che queste modifiche repentine possano scatenare la depressione. Si tratta a grandi linee dello stesso cambiamento che si verifica prima del ciclo mestruale, quando le modifiche ormonali sono di entità inferiore, ma comunque in grado di provocare cambiamenti nell’umore.

Anche i livelli degli ormoni tiroidei possono diminuire dopo il parto. La tiroide è una piccola ghiandola che si trova nel collo e contribuisce a regolare l’uso e la conservazione dell’energia ricavata dagli alimenti; se i livelli di ormoni tiroidei sono bassi si possono avere i sintomi sopra descritti. Con un semplice esame del sangue si può scoprire se è questo disturbo che provoca i sintomi depressivi. Se avete problemi di tiroide, il medico vi prescriverà dei farmaci appositi.

Esistono però anche altri fattori che possono scatenare la depressione post parto:

  • stanchezza dopo il parto,
  • stanchezza dovuta alla mancanza di sonno o ai continui risvegli notturni,
  • sensazione di oppressione data dal bambino,
  • dubbi sulla capacità di essere una buona madre,
  • stress dovuto ai cambiamenti nel lavoro e nella vita domestica,
  • necessità, non realistica, di diventare una madre perfetta,
  • senso di perdita di quella che era la propria identità prima della gravidanza,
  • sensazione di essere meno attraente,
  • mancanza di tempo libero.

Alcune donne sono più a rischio durante e dopo la gravidanza? Probabilmente esistono alcuni fattori che possono aumentare la probabilità di ammalarsi di depressione durante la gravidanza e dopo il parto.

  • precedenti personali di depressione o di altre malattie mentali,
  • precedenti famigliari di depressione o di altre malattie mentali,
  • mancanza di aiuto e supporto da parte della famiglia e degli amici,
  • ansia o presentimenti negativi riguardanti la gravidanza,
  • problemi durante una gravidanza o un parto precedenti,
  • problemi di coppia o economici,
  • eventi stressanti,
  • giovane età,
  • abuso di sostanze,
  • patologie endocrine (ipotiroidismo) ,
  • complicanze ostetriche,
  • nascita pre-termine, problemi di salute del bambino, temperamento difficile del
    bambino,
  • precedenti di abusi o di violenza domestica,
  • gravidanza indesiderata o non programmata,
  • gravidanze ravvicinate,
  • lungo tempo di concepimento e/o pratiche di procreazione medicalmente
    assistita,
  • esperienza di nascita deludente,
  • impossibilità di allattare,
  • disoccupazione,
  • essere primipara (primo figlio),
  • interruzione recente di farmaci psicotropi (psicofarmaci),
  • caratteristiche di personalità quali: soggetta a sensi di colpa, perfezionismo,
    sentirsi incapaci di apprendere.

Le donne che soffrono di depressione durante la gravidanza sono maggiormente a rischio di malattia anche dopo il parto.

Se siete in cura con farmaci antidepressivi interromperne l’assunzione durante la gravidanza può far sì che la malattia si ripresenti: non smettete di assumere i farmaci che vi sono stati prescritti senza prima aver consultato il medico, in certe situazioni non usare un farmaco indispensabile può provocare più danni a voi o a vostro figlio che continuare ad assumerlo.

Sintomi

La depressione è un problema frequente durante la gravidanza (1 donna su 10 con un picco di frequenza intorno alla 32° settimana di gravidanza) e dopo il parto, il 13 per cento circa delle donne incinte e delle neo-mamme ne soffre a volte senza rendersene conto; alcuni cambiamenti che avvengono normalmente durante e dopo la gravidanza possono provocare sintomi simili a quelli della depressione ma, se soffrite per più di due settimane di un qualche sintomo contenuto nell’elenco seguente, vi consigliamo di andare dal medico:

  • irrequietezza o malumore,
  • tristezza, disperazione e oppressione,
  • pianto frequente,
  • mancanza di energie o di motivazione,
  • appetito scarso o eccessivo,
  • sonno scarso o eccessivo,
  • problemi decisionali o di concentrazione,
  • problemi di memoria,
  • svalutazione di sé e senso di colpa,
  • mancanza di interesse o di piacere nelle attività che prima piacevano,
  • isolamento dagli amici e dai famigliari,
  • mal di testa, dolori o mal di pancia che non scompaiono.
  • incapacità a concentrarsi,
  • ansia,
  • estrema irritabilità con gli altri e con se stessa,
  • aorafobia (difficoltà ad uscire di casa ed esporsi in situazioni sociali),
  • tendenze ossessive-compulsive come lavarsi ripetutamente le mani.

Il medico può scoprire se i sintomi sono provocati dalla depressione o da disturbi di natura diversa.

Baby blues, depressione post parto e psicosi post parto

Molte donne soffrono di baby blues nei giorni immediatamente successivi al parto.

Il baby blues è un insieme di disturbi dell’umore, temporanei e passeggeri, che talvolta colpiscono le neomamme anche laddove il figlio sia stato fortemente desiderato e la gravidanza abbia avuto un decorso del tutto normale (Fonte: bambinopoli).

Può causare:

  • sbalzi d’umore,
  • tristezza, ansia o oppressione,
  • episodi di pianto immotivato,
  • perdita dell’appetito,
  • problemi di sonno.

Il baby blues, nella maggior parte dei casi, scompare nel giro di pochi giorni o una settimana. I sintomi non sono gravi e non richiedono alcuna terapia.

I sintomi della depressione post parto, invece, durano più a lungo e sono più gravi. Colpisce il 10-15% delle donne entro il primo anno di vita del bambino (il più delle volte entro i 4-6 mesi dalla nascita del bimbo) e può presentarsi come:

  • umore depresso,
  • anedonia perdita della capacità di provare piacere,
  • modificazione peso e/o appetito,
  • alterazione del sonno (aumento/riduzione tempi di sonno),
  • astenia: affaticabilità o mancanza di energie,
  • isolamento,
  • sentimenti di colpa e inutilità, bassa autostima, impotenza e disvalore,
  • ansia e relativi connotati somatici,
  • perdita della libido,
  • riduzione della concentrazione,
  • pensieri ricorrenti di morte e/o progettualità di suicidio,
  • agitazione/rallentamento psicomotorio.

Perché il disturbo sia conclamato devono essere presenti almeno 5 dei sopra-elencati
sintomi e perdurare da almeno due settimane per quasi ogni giorno.

È poi purtroppo possibile che si manifesti nei casi più gravi anche con:

  • fantasie di fare del male al bambino,
  • mancanza di interesse per il bambino.

La depressione post parto deve essere curata da un medico competente.

La psicosi post parto è un’eventualità molto più rara che si verifica tra uno e quattro casi su mille. Di solito si manifesta nelle prime due settimane dopo il parto, le donne affette da disturbo bipolare o da un altro problema mentale noto come disturbo schizoaffettivo sono maggiormente a rischio per quanto riguarda la psicosi post parto.

Tra i sintomi possiamo avere:

  • allucinazioni,
  • confusione,
  • sbalzi d’umore repentini,
  • tentativi di fare del male a se stessa o al bambino.

Pericoli

La depressione non curata può essere molto dannosa, sia per voi sia per vostro figlio. Alcune donne depresse hanno molte difficoltà a prendersi cura di sé durante la gravidanza. Ad esempio, possono:

  • seguire una dieta troppo povera,
  • non ingrassare a sufficienza,
  • avere problemi di sonno,
  • non recarsi alle visite di controllo,
  • non seguire i consigli e le prescrizioni del proprio medico,
  • assumere sostanze pericolose, come il tabacco, l’alcool o droghe.

La depressione durante la gravidanza può far aumentare i rischi di:

  • problemi durante la gravidanza o il parto,
  • basso peso alla nascita,
  • parto prematuro.

La depressione post parto, se non curata con efficacia, può avere conseguenze dannose sulla capacità di essere genitori. È probabile che proviate questi sintomi o sensazioni:

  • mancanza di energia,
  • problemi di concentrazione,
  • umore nero,
  • incapacità di provvedere alle necessità del bambino.

Quindi potreste sentirvi in colpa e perdere fiducia nella vostra capacità di essere una buona madre. Questi pensieri possono far peggiorare la malattia. I ricercatori ritengono che una depressione post parto non trattata possa avere conseguenze negative anche sul bambino, che potrebbe manifestare:

  • ritardi nello sviluppo del linguaggio,
  • problemi nell’attaccamento madre-figlio,
  • problemi comportamentali (e maggior rischio di sviluppo della ADHD),
  • pianto ripetuto e frequente.

Cura e terapia

Andate dal medico se:

  • il baby blues non scompare dopo due settimane dal parto,
  • i sintomi depressivi si aggravano,
  • i sintomi depressivi iniziano molto dopo il parto, anche molti mesi dopo,
  • avete difficoltà a eseguire compiti normali, sul posto di lavoro o a casa,
  • non vi prendete cura di voi stesse o di vostro figlio,
  • pensate di fare del male a voi stesse o a vostro figlio.

Il medico potrà porvi delle domande per arrivare alla diagnosi di depressione, oppure indirizzarvi presso uno psichiatra o psicologo, medici specialisti nel trattamento della depressione.

Alcune donne non parlano con nessuno dei loro sintomi: si sentono imbarazzate, provano vergogna o sensi di colpa perché si sentono depresse proprio quando tutti si aspetterebbero che fossero felici. Si preoccupano di essere giudicate inadeguate come madri.

A questo proposito è bene ricordare che tutte le donne possono soffrire di depressione durante la gravidanza o dopo il parto, ma questo non vuol dire che siate una cattiva madre o una madre “che non ci sta con la testa”.

Voi e vostro figlio non dovete necessariamente soffrire. Qualcuno vi può aiutare.

Ecco altri consigli utili:

  1. Riposatevi il più possibile. Mentre vostro figlio dorme, riposatevi anche voi.
  2. Non cercate di fare troppo o di essere perfette.
  3. Chiedete aiuto al partner, alla famiglia e agli amici.
  4. Ritagliatevi dei momenti per uscire, per stare con gli amici o per stare insieme al vostro partner.
  5. Parlate apertamente delle vostre sensazioni con il partner, i famigliari e gli amici.
  6. Parlate con le altre mamme, per poter imparare dalle loro esperienze.
  7. Partecipate a un gruppo di aiuto. Chiedete al medico se esistono gruppi e associazioni di aiuto nella vostra zona.
  8. Non programmate cambiamenti sostanziali della vostra vita durante la gravidanza e subito dopo il parto. I grandi cambiamenti possono provocare stress non necessari. Spesso, però, non è possibile evitare i cambiamenti. Se avvengono, cercate di farvi aiutare e sostenere il prima possibile.

Terapie

I due tipi consueti di terapia per la depressione sono:

  1. Psicoterapia. In questo caso si sostengono dei colloqui con un terapeuta, uno psicologo o un assistente sociale per imparare a modificare gli effetti della depressione sul pensiero, sulle sensazioni e sul comportamento.
    1. interventi psicoeducazionali,
    2. terapia cognitivo-comportamentale,
    3. terapia interpersonale,
    4. terapia psicodinamica,
    5. supporto psicologico,
    6. tecniche di rilassamento.
  2. Terapia farmacologica. Il medico può prescrivervi un farmaco antidepressivo. Questi farmaci possono contribuire ad alleviare i sintomi della depressione:
    1. antidepressivi,
    2. ansiolitici,
    3. stabilizzatori dell’umore,
    4. antipsicotici.

È possibile avvalersi di uno solo di questi tipi di terapia, oppure di entrambi contemporaneamente. Se siete depresse la malattia può avere ricadute anche su vostro figlio, curarvi è fondamentale per voi e per lui/lei.

A cura di Elisa Bruno (fonte principale WomensHealth.gov)

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  1. Anonimo

    Salve dottore, sono una ragazza di 27 anni soffrivo precedentemente di ansia e attacchi di panico… ma curati…adesso sono in gravidanza scalando così il cipralex di 10 mg… solo che adesso sono riapparsi … sono alla 30 settimana.. volevo sapere se gli attacchi di panico, ansia possono far male al bambino o lui è tranquillo che cresce dentro di me? Inoltre a me l ansia fa dimagrire infatti ho perso qualche chilo ma dall ecografia lui ha un ottimo peso.Il fatto di dimagrire influisce sulla sua salute o lui cresce lo stesso? Grazie e scusi per il commento lungo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. In linea di massima lui è tranquillo e protetto, ma è importante segnalare al ginecologo le sue difficoltà.
      2. A meno che lei non sia partita in sottopeso non dovrebbero esserci grossi rischi.

  2. Anonimo

    buonasera dottore scrivo da parte della mia compagna, dopo aver partorito nostra figlia circa 6 mesi fa, la mia compagna ha dei momenti, che durano piu’ o meno un’ora ,di crisi di pianto e di isteria e anche lei non capisce bene che le succede, perchè dopo ne parliamo e a mente serena mi dice che in realta’ non le manca niente ed ama sua figlia, ma durante la crisi non si rende conto di quello che le accade e si accanisce su di me inveendomi contro, questa storia dura ormai da circa 5 mesi e adesso ho intenzione di portartarla da uno specialista, le chiedo gli psicofarmaci hanno effetti collaterali o sono degli antidepressivi comuni…parlo da ingnorante in materia ma ho paura che le possano fare del male, parlo da uomo disperato.grazie buonasera.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutti i farmaci possono avere effetti collaterali, ma in genere sono scelti in modo da evitare che compaiano; condivido la decisione di farsi aiutare, vedrà che la situazione verrà risolta.

    2. Anonimo

      grazie Dottore per la risposta…ieri siamo stati da uno Psichiatra, e dopo avergli prescritto dei farmaci, lei si è rifiutata di prenderli ritenendo piu’ opportuno fare dei colloqui e parlare prima di assumerli, ovviamente tutto condito da una crisi di pianto e rimproverando il dottore per non avergli chiesto prima se voleva assumerli o meno. Adesso penso di puntare ad uno psicologo/a dove spero ad un approccio diverso medico-paziente, ma ho paura che se ne esca con qualche altra tarantella. Ho cercato di convincerla ma non c’è stato verso, non vorrei che si entrasse in un circolo vizioso.granzie ancora e Buon Lavoro.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Vale la pena di provare con uno psicologo, ma non si lasci abbattere, anche se non riesce a dimostrarglielo per sua figlia è importantissimo sentirla vicino.

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