Cocaina, gravidanza e concepimento

Ultimo Aggiornamento: 64 giorni

Introduzione

La cocaina è un anestetico locale ed un forte stimolante del sistema nervoso centrale. È usata come droga ricreativa, può essere inalata oppure può essere trasformata in crack e fumata, ma a prescindere dalla forma esistono enormi rischi legati al suo consumo.

I neonati nati da madri che fanno uso di cocaina durante la gravidanza sono spesso prematuri, con basso peso alla nascita, ridotta circonferenza del cranio e lunghezza inferiore alla media. Più difficile è stimare l’eventuale impatto eventuale sullo sviluppo cognitivo e sociale, ma questo non deve causare una sottostima dei potenziali rischi.

È sicuro far uso di cocaina quando si aspetta un figlio?

No.

I ricercatori finora non sono ancora riusciti a stabilire quale sia la quantità minima di cocaina sufficiente a provocare malattie congenite ed altri effetti collaterali nel bambino, quindi è consigliabile evitare completamente la sostanza durante la gravidanza, in qualsiasi forma ed in qualsiasi quantità si presenti.

È tuttavia difficile valutare l’entità di tutte le possibili conseguenze legate all’uso materno di droga, determinando gli specifici pericoli per il feto, questo perché legati a diversi potenziali fattori concomitanti come

  • la quantità e il numero di sostanze assunte, compresi alcool e nicotina,
  • eventuali farmaci assunti,
  • precauzioni precocenzionali,
  • esposizione a violenze domestiche,
  • condizioni socioeconomiche,
  • alimentazione,
  • altre condizioni sanitarie,
  • esposizione alle malattie sessualmente trasmissibili.

Nonostante questo è stato dimostrato che i prodotti del metabolismo della cocaina possono essere individuati nelle urine della futura mamma per 30 ore dopo l’uso e nell’organismo del neonato da 2 a 7 giorni dopo l’uso.

La sostanza è in grado di attraversare la placenta ed entra nell’apparato circolatorio del bambino. È possibile trovarne traccia sia nell’urina sia nei capelli del neonato che ha subito l’esposizione. Il feto ed il neonato la smaltiscono più lentamente rispetto agli adulti, quindi la cocaina rimane nell’organismo del bambino per un tempo maggiore.

Anche la mamma può andare incontro a elevati rischi di salute, a maggior ragione in gravidanza; il consumo di cocaina durante la gestazione è associato a emicranie materne e crisi epilettiche, ma soprattutto i cambiamenti cardiovascolari normalmente presenti vengono esacerbati dal consumo della sostanza, causando per esempio crisi ipertensive.

Oltre a questo ricordiamo ovviamente anche i rischi indipendenti dallo stato di gravidanza, come ad esempio:

  • alterazioni dei principali sensi (vista, udito e tatto),
  • dolore allo stomaco,
  • nausea,
  • tremori,
  • mal di testa,
  • comparsa di emozioni spiacevoli come inquietudine, paura, rabbia,
  • pericoli cardiovascolari (infarto e ictus),
  • insufficienza respiratoria,
  • perdita di appetito,
  • perdita di peso grave.

La cocaina può provocare un aborto spontaneo?

Sì.

L’esposizione alla cocaina durante i primi mesi di gravidanza può far aumentare il rischio di aborto spontaneo. Nelle fasi successive la cocaina può far staccare la placenta dalle pareti dell’utero prima dell’inizio delle doglie. Questa situazione, detta distacco placentare, può causare un’emorragia e può essere fatale sia per la madre sia per il bambino.

La cocaina può far aumentare il rischio di parto pretermine: i bambini prematuri spesso soffrono di gravi problemi di salute, in particolare di problemi respiratori immediatamente dopo la nascita. Inoltre, prima del parto o nei primi istanti di vita, possono avere un’emorragia intracranica (ictus), in grado di provocare danni permanenti al cervello e altri tipi di disabilità.

Quali malattie congenite può causare?

La maggior parte dei bambini esposti alla cocaina durante la gravidanza nasce senza alcuna malformazione o malattia, ma tra le malattie congenite segnalate in seguito all’uso materno di cocaina sono state riferite malformazioni a carico di:

  • cervello,
  • cranio,
  • volto,
  • occhi,
  • cuore,
  • arti,
  • intestino,
  • genitali e apparato urinario.

Il rischio sembra aumentare in caso di consumo frequente della sostanza.

I neonati esposti alla cocaina, soprattutto se l’esposizione avviene in prossimità del parto, si rivelano più irritabili e nervosi, non riescono a dormire senza interruzioni, hanno disturbi alla vista e problemi con la stimolazione sensoriale. Alcune di queste complicazioni possono continuare per 8-10 settimane dopo il parto o anche per più tempo.

La cocaina può provocare problemi rilevanti anche a carico del sistema nervoso centrale che potrebbero passare inosservati fino a quando il bambino non sarà più grande. Tra di essi ricordiamo i ritardi nell’apprendimento e i disturbi comportamentali. Inoltre, tra i bambini in età scolare, sono stati riferiti casi di anomalie del tono muscolare, ritardi nella crescita, disturbi del linguaggio e maggiori necessità di sostegno scolastico.

Le madri che fanno uso di cocaina durante la gravidanza tendenzialmente mettono al mondo figli che pesano meno, sono più piccoli e hanno teste più piccole rispetto ai loro coetanei nati da madri non dipendenti, questo perché la sostanza può far diminuire la quantità di sostanze nutritive e ossigeno che arrivano al feto I bambini che alla nascita pesano poco corrono maggiori rischi di morire durante il primo mese di vita rispetto ai loro coetanei normopeso. Corrono inoltre maggiori rischi di soffrire di disabilità permanenti, ad esempio problemi di apprendimento, alla vista e all’udito.

Quali altri rischi corre il bambino?

Diverse ricerche hanno dimostrato che l’uso materno di cocaina durante la gravidanza può aumentare il rischio di andare incontro a:

  • problemi di comportamento,
  • deficit cognitivi,
  • difficoltà nell’elaborazione delle informazioni
  • disturbi dell’attenzione.

Queste conseguenze possono quindi avere un impatto diretto sulle possibilità di una piena realizzazione del potenziale di un bambino, anche perché alcuni di questi deficit possono persistere negli anni successivi, con adolescenti prenatalmente esposti mostrando un rischio maggiore per problemi sottili con la lingua e la memoria.

Studi effettuati attraverso l’analisi di scansioni del cervello in età adolescenziale suggeriscono la presenza di differenze rispetto ai risultati emersi da coetanei non esposti.

Se non riesco a smettere durante la gravidanza, mio figlio sarà dipendente?

Tra i figli di donne che hanno fatto uso di cocaina durante la gravidanza sono stati riportati sintomi di astinenza:

  • forte irritabilità,
  • tremori,
  • rigidità muscolare,
  • incapacità di succhiare che ostacola la poppata,
  • sonnolenza,
  • iperattività o, in alcuni casi, stanchezza eccessiva.

Tra i sintomi meno frequenti, troviamo:

I sintomi di solito iniziano nei primissimi giorni di vita del bambino e raggiungono l’apice nel secondo e terzo giorno. Anche se è difficile, vi consigliamo di farvi seguire non appena vi accorgete di essere incinta e di far sapere all’ostetrica che fate uso di cocaina, in modo che sia pronta ad assistere al meglio voi e il vostro bambino appena nascerà.

Anche le altre droghe, ad esempio l’alcol o le sigarette, possono far male al bambino e, se assunte insieme alla cocaina, ne peggiorano gli effetti. L’effetto complessivo della cocaina e delle altre droghe può essere peggiore rispetto a quello della cocaina assunta da sola.

È un problema se il padre del bambino fa uso di cocaina al momento del concepimento?

La cocaina passa nello sperma e può far diminuire il numero degli spermatozoi o aumentare quello degli spermatozoi anormali con conseguenti problemi di fertilità.

Gli autori di una ricerca hanno suggerito che il passaggio della cocaina dallo spermatozoo all’ovulo potrebbe causare problemi nello sviluppo del feto, non è stato dimostrato che le malformazioni siano una conseguenza diretta dell’esposizione del padre alla cocaina, tuttavia è consigliabile, per sicurezza, che il padre eviti la cocaina nei tre mesi precedenti il concepimento, per permettere la crescita di spermatozoi sani.

C’è modo di sapere prima del parto se mio figlio è sano?

Se siete preoccupate che vostro figlio possa avere una malformazione o un altro problema causato dalla cocaina, vi consigliamo di rivolgervi al vostro ginecologo che sarà in grado di valutare la situazione ed eventualmente consigliarvi delle analisi specifiche.

Un’ecografia  può essere in grado di identificare le malformazioni più gravi causate dall’esposizione alla cocaina durante la gravidanza, tuttavia non esistono analisi da effettuare prima del parto in grado di capire se vostro figlio soffrirà di problemi durante la crescita.

Dovrete essere voi a mettere al corrente il pediatra di tutte le vostre preoccupazioni.

E se uso la cocaina durante l’allattamento?

La cocaina entra nel latte materno ed alcuni bambini possono manifestare i sintomi dell’intossicazione immediatamente dopo l’allattamento.

In base a quanto disponibile in letteratura è quidni sconsigliabile allattare il bambino al seno dopo aver assunto cocaina, analogamente non si dovrebbe applicare la cocaina sui capezzoli come analgesico, perché è pericolosissima per il bambino e potrebbe causare convulsioni.

Fonti principali:

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  1. Anonimo

    Ho dimenticato la 3 e la 4 pillola della prima settimana e ho fatto uso (leggero) di cocaina un solo giorno. Il mio ragazza però la prende abitualmente ogni due settimane da un anno (in alcuni periodi lo fa più spesso) . Se sono rimasta incinta il mio bambino avrà problemi?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non dovrebbero esserci grossi rischi, ovviamente raccomando di verificare intanto se c’è o meno gravidanza, facendo un test ad almeno 20 giorni dal rapporto.

    2. Anonimo

      Grazie mille !! Spero di non aspettare un bambino solo per il fatto che voglio essere matura e di certo pronta a prestare ogni minima attenzione per quanto riguarda la sua e la mia salute. La cocaina è stata solo un “esperimeto” ma non la prenderò più, non ne ho bisogno, la vita che voglio vivere è lontana da quella strada… spero vada tutto bene…

  2. Anonimo

    salve dottore ho fatto uso di cocaina abitualmente ma ora ho scoerto di essere incinta di 7 settimane ovvio che nn tocchero piu nulla e solo l idea mi skifa ma vorrei sapere ci potrebbero essere delle ripercussioni ?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      La possibilità c’è, ovviamente deve informare il ginecologo che farà tutti i controlli del caso.

  3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Buongiorno, non deve più assumere cocaina o altro e deve fare tutti i controlli che normalmente si fanno durante una gravidanza ( ecografia, analisi ) . Ovviamente è necessario farsi seguire da un medico o ginecologo per sapere quali controlli e quando farli.

  4. Anonimo

    Salve sono in gravidanza e ho una nausea fortissima a causa di uso di coca so che è sbagliato ma ormai è successo come posso fare quali rischi per il bambino?

  5. Anonimo

    Salve. Ho fatto uso occasionale di cocaina 3 volte quest’anno è 4 volte l’anno scorso. ..ora la mia moglie e rimasta incinta nel mese di aprile…il 08.04 e stato l’ultima volta che l’ho usata…non tanta. Volevo sapere se ci sono dei rischi per il feto. Sono giù di morale e ho paura che se lo viene a sapere mi mola…grazie

  6. Anonimo

    Salve. Sono incinta e di 8 settimane , mio marito ha fatto uso di eroina e metadone prima del concepimento … Che conseguenze ci possono essere sul feto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Al momento non lo si sa con esattezza, che io sappia ci sono solo ipotesi.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Qualche studio ipotizza la possibilità di problemi (paragrafo 6 dell’articolo ad inizio pagina, anche se riferito ad altre sostanze), ma non ci sono prove certe che sia così.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Capita a tutti di sbagliare, quello che conta e come decidiamo di rimediare ai nostri errori.

    2. Anonimo

      Provato a telefonare al centro il servizio non è anonimo ma richiedono il trattamento dei dati sinceramente non me la sento perché mi vergogno e perché ho paura di qualche conseguenza si rivelo chi sono

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere può chiamare oscurando il numero del cellulare e fornire, se richiesti, dati fasulli, ma il trattamento dei dati personali è in genere finalizzato alla statistica del numero di chiamate, argomento, …

    4. Anonimo

      Ho telefonato da casa (spero non compaia numero) e chiesto di rimanere anonima. La dottoressa mi ha detto che la sostanza non si accumula nel latte quindi non bisogna toglierlo e che ci vogliono 24 ore per allattare di nuovo. Ora spero di poterlo fare tranquillamente da stanotte senza ripercussioni. Certamente non farò mai e mai piu quella cavolata! Secondo lei posso stare tranquilla e allattare stanotte?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Tranquilla, sono i punti di riferimento italiani in questo campo e quanto viene consigliato è allineato all’attuale letteratura scientifica internazionale.

    6. Anonimo

      Grazie ancora infinitamente. Sono così mortificata Quindi mi faccia capire se ho capito bene non corre più nessun rischio mio figlio se lo allatto dopo ventiquattr’ore vero?

    7. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Esatto, se ho ben capito cosa le è stato detto è così; se ha poco latte può comunque essere utile tirarlo per evitare di perderlo (non venendo stimolato il capezzolo).

    8. Anonimo

      purtroppo con tiralatte mi è sempre uscito pochissimo latte (probabimente mio figlio ha un modo diverso di succhiare). io proverò ancora ad attaccarlo (lo uso solo come coccola, lui beve gia latte artificiale ) volevo solo essere certa che non abbia conseguenze , lei puo tranquillizzarmi per favore?

    9. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si fidi di quello che le è stato detto, io stesso faccio riferimento a loro in caso di dubbi (professionali, o personali).

    10. Anonimo

      Non me la sono ancora sentita di allattarlo… Ma col tiralatte non esce e ora il seno comincia a farmi male… Sono passate ormai più di 36 ore… Non so se posso stare tranquilla al 100 % di non passare più nulla nel latte…

    11. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non butti via la possibilità di proseguire l’allattamento, ha avuto il via libera dai punti di riferimento italiani per questo tipo di situazioni, proceda come le hanno consigliato in tutta tranquillità.

    12. Anonimo

      Tanta leggerezza nel fare quella cosa… Ora ho paura magari di aver capito male per quanto riguarda il riprendere l’allattamento e fare qualcosa per cui poi non posso tornare indietro.

    13. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Richiami, se può servire a farla stare più tranquilla, ma si sforzi di reagire anche dal punto di vista mentale: tutti sbagliamo, nessuno escluso.

    14. Anonimo

      Ho reagito arrabbiandomi per aver ceduto a questa stupida cosa è mi servirà da lezione sicuramente non accadrà mai più nulla!!! Non me la sento sinceramente di chiamare ancora. Vorrei lasciarmi tutto alle spalle. Per favore mi dia lei un ok. La ringrazio

    15. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso può procedere come le è stato consigliato (purtroppo tecnicamente non posso prendermi io la responsabilità di darle il via libera).

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