Alimenti vietati e cibi da evitare in gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 96 giorni

Introduzione

Se la futura mamma si alimenta correttamente il bambino riceverà tutte le sostanze nutritive necessarie per crescere e svilupparsi in modo sano.

Una dieta sana e bilanciata comprende:

  • proteine (carni, pollame, pesce, legumi),
  • carboidrati (cereali, pane, pasta, riso),
  • latte e derivati (formaggi),
  • frutta,
  • verdura.

La maggior parte di questi alimenti è sicura e dovrebbe entrare a comporre la dieta sana consigliata per la gravidanza, tuttavia alcuni alimenti (come certi tipi di pesce, alcuni formaggi molli, alcuni tipi di carne pronta ed i germogli crudi) potrebbero presentare dei rischi se consumati durante la gravidanza.

La gestante dovrebbe conoscere i cibi a rischio, in modo da poter scegliere gli alimenti più sicuri per se stessa e per il bambino.

Quali sono gli alimenti vietati durante la gravidanza?

  • Pesce crudo, in particolare i crostacei.
  • Piatti cucinati con uova crude o poco cotte.
  • Succhi di frutta non pastorizzati.
  • Germogli crudi, in particolare quelli di erba medica.
  • Formaggi molli non pastorizzati, come il brie, la feta, il Camembert, il Roquefort, il gorgonzola, le tome e i tomini freschi.
  • Latte non pastorizzato e alimenti a base di latte non pastorizzato.
  • Fegato.
  • Integratori, tisane e tè a base di estratti vegetali (è invece ammesso il tè tradizionale, meglio se decaffeinato).
  • Pesce che potrebbe contenere un’alta quantità di mercurio, come lo squalo, il pesce spada e lo sgombro.
  • Pesce, carne e hot dog crudi o non ben cotti.
  • Paté e salse a base di carne o pesce affumicato, in vendita in gastronomia o nel banco frigo del supermercato. Le versioni confezionate di questi prodotti, invece, sono sicure.

Pesce

Il pesce è un alimento ricco di proteine e, soprattutto le varietà che contengono acidi grassi omega 3 (come tutte le specie di pesce azzurro), sono preziose per lo sviluppo cerebrale del feto.

Il consumo di pesce in gravidanza è quindi caldamente consigliato, ma serve adottare qualche precauzione per evitare alcuni specifici rischi.

Mercurio

Il mercurio è un metallo normalmente presente nell’ambiente. Può essere rilasciato nell’aria dagli scarichi industriali inquinanti. Quando il mercurio contamina gli animali acquatici, i batteri lo trasformano in una forma più pericolosa di quella normale (metilmercurio) che si accumula nei tessuti grassi del pesce. Tracce di mercurio sono presenti in quasi tutti i tipi di pesce, tuttavia i pesci predatori più grandi, come il pesce spada e lo squalo, ne accumulano una maggior quantità perché si nutrono di pesci più piccoli e vivono più a lungo rispetto alle loro prede (quindi hanno più tempo per accumulare il mercurio).

Le gestanti non dovrebbero consumare pesce ricco di mercurio, come lo squalo, il pesce spada e lo sgombro e si consiglia di limitare anche il consumo di tonno.

Tra i tipi di pesce ricchi di omega 3 e poveri di mercurio ricordiamo il salmone, l’aringa, le acciughe, le sardine e la trota. Seguendo questi consigli, le gestanti possono assicurarsi tutti i vantaggi per la salute garantiti dal pesce, riducendo l’esposizione del bambino al mercurio. L’eccesso di mercurio può danneggiare il feto o il sistema nervoso del neonato che si sta sviluppando.

Anche se non tutte le società mediche sono d’accordo, si preferisce infine evitare il pesce affumicato per i rischi connessi alla presenza di sostanze cancerogene legate al processo di affumicatura.

Pesce crudo

Durante la gravidanza è consigliabile non consumare pesce crudo o essiccato (il pesce essiccato di solito non è ben cotto). Il pesce ed i crostacei crudi, come il sushi o il sashimi, o non ben cotti hanno una probabilità maggiore di contenere batteri rispetto a quello cotto.

Il pesce ben cotto si riconosce perché è opaco e si taglia facilmente con una forchetta.

Frutti di mare

Attenzione infine ai frutti di mare (ostriche e vongole) che potrebbero essere contaminati dagli scarichi industriali e potrebbero contenere microbi pericolosi, in grado di provocare gravi patologie gastrointestinali. La cottura in questi casi è sufficiente a scongiurare il rischio di infezioni, ma è impotente nel caso di presenza di tossine (in genere le confezioni industriali sono soggette a controlli severi).

Latte e latticini

Il latte e i prodotti derivati (formaggi, yogurt, …) sono alimenti che se consumati nelle giuste dosi entrano di diritto in una dieta sana, anche durante i nove mesi di gravidanza; sono ricchi di proteine, grassi e calcio, ma serve qualche piccola attenzione nella scelta per evitare rischi inutili.

In particolare sono da evitare:

  • latte non pastorizzato e prodotti derivati,
  • formaggi molli maturati con le muffe, come il brie e il camembert,
  • formaggi erborinati (per esempio Roquefort e Gorgonzola),
  • in generale i formaggi molli come le tome e i tomini freschi, a meno che sull’etichetta non ci sia scritto che sono prodotti con latte pastorizzato.

Sono in genere considerati sicuri i formaggi a pasta dura e semidura (per approfondire segnalo questo utile articolo pubblicato sul Fatto Alimentare) e i formaggi che vanno incontro a cottura.

Il rischio legato a questi cibi è la listeriosi, un’infezione causata da un batterio (Listeria monocytogenes) che è particolarmente pericolosa durante la gravidanza.

La gestante che contrae la listeriosi può andare incontro a:

La malattia spesso si presenta con una serie di disturbi parainfluenzali che comprende

Può raramente evolvere in una forma potenzialmente letale di meningite (infezione delle membrane che rivestono il cervello, con sintomi come forte mal di testa e torcicollo) e in infezioni ematiche potenzialmente letali.

Si raccomanda di consultare il medico in caso di comparsa di sintomi dubbi, per valutare se sottoporsi all’esame del sangue per verificare l’eventuale contagio; in caso di esito positivo vengono di norma prescritti antibiotici, che in alcuni casi sono in grado di prevenire le infezioni letali che potrebbero provocare le gravi conseguenze viste.

Gelato in gravidanza

Il gelato industriale è in genere considerato sicuro, a patto che sia prodotto con latte e uova pastorizzate, così da eliminare il rischio di intossicazione dovuto alla salmonella.

Germogli crudi

I germogli crudi (come quelli di erba medica, di trifoglio, di soia e i rapanelli) e i succhi di frutta e di verdura freschi e non pastorizzati sono ricchissimi di vitamine. Sfortunatamente, però, possono contenere batteri patogeni (come la salmonella e l’E.coli), che li rendono poco sicuri per la gravidanza.

Negli adulti sani le infezioni da Salmonella e da E.coli di solito provocano diarrea, nausea, crampi addominali e febbre che continuano per diversi giorni. Le gestanti, a volte, possono ammalarsi in modo molto grave. In alcuni casi, inoltre, possono trasmettere l’infezione da salmonella o da E.coli al feto, che a sua volta può soffrire di diarrea, febbre e, più raramente, di meningite dopo la nascita.

Carne

La carne è un alimento ricco di proteine, di ferro e vitamina B12 e rappresenta una parte importante della dieta sana che ogni futura mamma dovrebbe seguire, tuttavia le gestanti dovrebbero cercare di non consumare carni crude o non ben cotte perché potrebbero rischiare diverse intossicazioni alimentari (come la listeriosi, l’infezione da E.coli e Campylobacter, la salmonellosi e la toxoplasmosi).

La toxoplasmosi è un’infezione parassitaria che spesso rimane asintomatica, oppure si limita a causare lievi sintomi parainfluenzali; tuttavia, se ci si ammala durante la gravidanza, c’è circa il 50% di rischio di contagio per il feto. Alcuni neonati possono soffrire di problemi alla vista o all’udito, di disabilità intellettive, di convulsioni e di altri problemi. Se la toxoplasmosi è diagnosticata nel corso della gravidanza la terapia antibiotica spesso può essere utile per diminuire la gravità dei sintomi nel neonato.

Le future mamme potrebbero usare un termometro da alimenti per controllare che la carne e il pollame siano ben cotti, le temperature consigliate sono queste:

  • Arrosto o costolette di maiale: cottura ad almeno 63 °C.
  • Arrosto e bistecche di manzo, vitello e agnello: cottura ad almeno 63 °C.
  • Hamburger di manzo, vitello, agnello e maiale: cottura ad almeno 71 °C.
  • Tritata di pollame: cottura ad almeno 74 °C.
  • Petto di pollo: cottura ad almeno 77 °C.
  • Pollo intero: cottura ad almeno 82 °C.

Da ricordare poi il rischio listeria, per cui si consiglia di:

  • Non consumare né hot-dog né i piatti pronti in vendita in gastronomia (compresi gli insaccati come il prosciutto, l’arrosto di tacchino, il salame e la mortadella), a meno che non siano ben cotti.
  • Non consumare i paté o le salse a base di carne in vendita in gastronomia, perché la Listeria sopravvive anche alle basse temperature all’interno dei frigoriferi. I prodotti simili, però conservati e in scatola, sono sicuri.

Fegato

Il consumo di fegato durante la gravidanza desta alcune preoccupazioni: è una buona fonte di proteine ed è ricco di alcune vitamine e minerali, tra cui:

  • l’acido folico, vitamina del gruppo B utile per prevenire alcune malformazioni fetali,
  • il ferro che serve per prevenire l’anemia,
  • la vitamina A che è necessaria per la crescita e lo sviluppo del feto.

Tuttavia, anche se la vitamina A è utile, il fegato potrebbe contenerne troppa.

Alcune ricerche indicano che l’eccesso di vitamina A potrebbe causare malformazioni fetali. Secondo l’Institute of Medicine (IOM), la RDA (dose giornaliera consigliata) di vitamina A per le gestanti è di 2.565 UI (unità internazionali) al giorno. In una ricerca del 1995, le donne che hanno assunto più di 10.000 UI di vitamina A al giorno (circa quattro volte la quantità consigliata dall’IOM) nei primi due mesi di gravidanza presentavano un rischio più che doppio del normale di mettere al mondo un figlio affetto da malformazioni. Altre ricerche hanno suggerito che le dosi inferiori alle 30.000 UI al giorno probabilmente non provocano malformazioni, ma la dose minima che potrebbe provocarle non è tuttora nota.

L’organismo sintetizza la vitamina A, se necessaria, a partire dal betacarotene, che si trova nelle verdure di colore giallo e verde. Questa forma naturale di vitamina A è del tutto sana e sicura durante la gravidanza, tuttavia l’eccesso di vitamina A sintetica (retinolo) può causare malformazioni fetali.

Il fegato è l’unico alimento che fornisce quantità molto alte di vitamina A. Ad esempio:

  • Una porzione di 80 g di fegato di manzo può contenerne 27.000 UI,
  • mentre una porzione da 80 g di fegato di pollo può contenerne 12.000 UI.

Se la gestante consuma regolarmente il fegato, può assumere una quantità di vitamina A sufficiente a danneggiare il bambino.

Non è dimostrato che il fegato sia la causa delle malformazioni fetali, ma il consiglio più sicuro per le gestanti è quello di ridurne il consumo al minimo indispensabile.

La futura mamma, inoltre, dovrebbe assicurarsi che l’integratore multivitaminico che assume non contenga più di 5.000 UI di retinolo (vitamina A sintetica).

Uova

Le uova, che potrebbero essere contaminate dalla salmonella, dovrebbero essere cotte finché sia il tuorlo sia la chiara si induriscono bene. Le gestanti dovrebbero evitare inoltre gli alimenti a base di uova crude o non ben cotte, come lo zabaione, la maionese artigianale ed il tiramisù.

I rischi legati allo sviluppo di salmonellosi in gravidanza non sono particolarmente gravi, ma l’infezione può comunque causare sintomi fastidiosi come diarrea e vomito.

Altro

Frutta e verdura

In genere una donna in gravidanza può consumare verdura e frutta a volontà (soprattutto la verdura), ma nelle suscettibili alla toxoplasmosi va evitato il consumo di alimenti crudi in genere, o che non possano essere sbucciati (anche in questo caso serve però grande cautela, per evitare di portare il protozoo sul cibo attraverso il coltello).

Si raccomanda inoltre attenzione con le insalate pronte disponibili nel banco frigo in gastronomia, che potrebbero essere causa di listeriosi.

Arachidi

In passato veniva talvolta consigliato di evitare il consumo di arachidi, noci, … durante la gravidanza, soprattutto in caso di famigliarità per allergie; in realtà ad oggi la letteratura scientifica ha smentito questa connessione, dimostrando che non c’è alcun legame tra l’alimentazione materna e le eventuali future allergie del neonato.

Preparazione degli alimenti in gravidanza

Tutti dovrebbero fare attenzione alla contaminazione quando maneggiano e preparano gli alimenti, ma questo consiglio vale in particolare per le gestanti. La FDA consiglia di:

  • Lavarsi le mani con acqua calda e sapone prima e dopo aver maneggiato gli alimenti.
  • Lavare i taglieri, i piatti, gli utensili da cucina e i piani di lavoro con acqua calda e sapone dopo che sono entrati in contatto con la carne cruda, il pollame, il pesce, le uova o gli alimenti freschi non lavati.
  • Tenere lontani il pesce, la carne e il pollame crudi dagli alimenti pronti o cotti.
  • Lavare la frutta e la verdura con acqua corrente prima di consumarle. Rimuovere lo sporco in superficie con una spugna ruvida.
  • Togliere e buttare via le foglie più esterne dell’insalata e del cavolo.
  • Togliere le parti marce o non integre della frutta e della verdura (possono contenere batteri)
  • Congelare gli avanzi il prima possibile.
  • Non consumare alimenti cotti che sono stati fuori frigo per più di due ore.
  • Controllare che la temperature del frigo sia di 4 °C al massimo e quella del freezer sia al massimo di -17 °C per rallentare la proliferazione dei batteri.

Fonti principali:

Traduzioni a cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Buongiorno,
    volevo sapere cosa si può assumere un gravidana per il mal di gola.
    Da ciò che so la maggior parte dei rimedi disinfettanti naturali sono da evitare (propoli, malva, melaleuca….).
    Cosa è consigliabile assumere?

    Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, in gravidanza solitamente è permesso il paracetamolo (Tachipirina), da evitare gli antinfiammatori classici che possono creare problemi al feto; per dosi e modalità di assunzione le consiglio comunque di chiedere al ginecologo.

  2. Anonimo

    Salve,
    è possibile bere una tazza di camomilla ogni tanto, in gravidanza?
    In alternativa, cpsa si può usare per rilassarsi nei momenti di tensione?
    So che la valeriana,lavanda e altre erbe sono sconsigliate.

    Grazie.

  3. Anonimo

    Buongiorno, sono a 14 settimane.
    Per il momento ho mangiato, e vorrei un vostro parere la paella 1 volta, l’emmental lo divoro, a colazione il latte lo faccio bollire fino a far la schiuma, come frutta solo la banana, l’arrosto di tacchino, maionese, e dal giapponese ho eliminato il pesce crudo ma ho mangiato un piatto che conteneva l’alga. Non so come possa essere cucinata quest’ultima, ma ho immaginato che non fosse cruda. Vorrei fare un piatto a base di melanzane, è possibile. Devo lavare solo l’esterno giusto? Spero di non aver fatto dei pasticci.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In ordine sparso:

      1. Non esageri con latte e latticini, per un discorso di grassi saturi.
      2. Cerchi di consumare più frutta e non esageri con la banana, troppi zuccheri.
      3. Benissimo le melanzane, come tutta la verdura, con la sola accortezza di lavarla bene.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ci sono controindicazioni, ovviamente cerchi per quanto possibile di mantenere una dieta equilibrata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Eviti magari quello artigianale, per il resto non vedo problemi; come sempre raccomando di verificare con il proprio medico per una valutazione fatta sul proprio caso specifico.

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