Aborto spontaneo e gravidanza: sintomi e cause

Ultimo Aggiornamento: 181 giorni

Che cos’è l’aborto spontaneo?

L’espressione aborto spontaneo è usata per indicare l’interruzione spontanea della gravidanza, entro la ventesima settimana di gestazione.

L’aborto spontaneo è il tipo più frequente di interruzione della gravidanza, stando a quanto afferma l’ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists). Le ricerche rivelano che una percentuale variabile dal 10 al 25 per cento delle gravidanze termina con un aborto spontaneo. Gli aborti spontanei in seguito a fecondazione artificiale da soli rappresentano circa il 50, 75% del totale: la gravidanza si interrompe dopo l’impianto, provocando un sanguinamento che si verifica intorno alla data prevista per il ciclo mestruale. Dopo la fecondazione assistita, la donna può non rendersi conto dell’avvenuto concepimento.

La maggior parte degli aborti spontanei si verifica durante le prime 13 settimane di gravidanza: la gravidanza è senza dubbio uno dei momenti più emozionanti della vita di una donna, ma, data la frequenza di fine prematura, è bene essere informate, nello sfortunato caso in cui voi o una persona che conoscete vi troviate ad affrontare questa situazione.

Le parole e i momenti che accompagnano un aborto spontaneo possono essere molto confuse, ne esistono diversi tipi e diverse terapie per ciascuno di essi; le statistiche relative alla frequenza sono discordanti. In questo articolo cercheremo di introdurre brevemente il problema, vi forniamo queste informazioni perché siate edotte di ciò che vi potrebbe succedere e perché non vi sentiate da sole o abbandonate se vi trovaste ad affrontare una situazione simile. Come per tutte le complicazioni che potrebbero insorgere durante la gravidanza, ricordate che la persona migliore a cui chiedere aiuto e porre domande è il vostro ginecologo di fiducia.

Perché avviene?

Esistono molti motivi diversi che causano l’aborto spontaneo: alcuni sono conosciuti, altri no.

Nella maggior parte dei casi, la donna non può fare nulla per prevenire l’aborto, tuttavia esistono alcuni fattori che possono provocarlo: la causa più frequente di aborto spontaneo nel primo trimestre è un’anomalia cromosomica nel feto, di solito è provocata da un problema dello sperma o dell’ovaio che impedisce al feto di svilupparsi normalmente.

Durante il secondo trimestre sono invece i problemi dell’utero o della cervice che possono provocare l’aborto: le donne affette da una malattia chiamata sindrome dell’ovaio policistico sono tre volte più soggette agli aborti spontanei nei primi mesi di gravidanza rispetto alle donne che non soffrono di questa malattia.

Le donne che hanno aborti spontanei possono rimanere di nuovo incinte (e spesso lo rimangono) e la gravidanza può avere un esito normale.

Tra le altre cause dell’aborto spontaneo ricordiamo (senza pretesa di esaustività):

  • Problemi ormonali, infezioni o problemi di salute della madre.
  • Stile di vita scorretto (fumo, uso di droghe, alimentazione squilibrata, abuso di caffeina ed esposizione alle radiazioni o a sostanze tossiche).
  • Problemi nell’impianto dell’ovulo nelle pareti uterine.
  • Età avanzata della madre.
  • Traumi a carico della madre.

Non c’è invece alcuna evidenza che gli aborti spontanei siano provocati dai rapporti sessuali, dal lavoro fuori casa (a meno che la madre lavori in un ambiente pericoloso) o dall’esercizio fisico moderato.

Quali sono le percentuali di rischio?

Per le donne in età fertile la percentuale di rischio per l’aborto spontaneo può variare dal 10 al 25%, nella maggior parte delle donne sane la media è del 15, 20% circa: all’aumentare dell’età della madre aumenta il rischio di abortire.

  • Le donne di età superiore ai 35 anni hanno il 15% circa di probabilità di abortire.
  • Tra i 35 e i 45 anni la percentuale sale al 20-35%..
  • Oltre i 45 anni, la percentuale di aborti spontanei può arrivare fino al 50%.

Se la madre ha avuto un aborto spontaneo in precedenza, il rischio di averne un secondo è del 25% (la percentuale non è molto più alta rispetto alle donne che non hanno mai avuto aborti spontanei).

I sintomi

Se si presenta uno dei sintomi seguenti, o se li avvertite tutti, è fondamentale contattare il ginecologo o recarsi al pronto soccorso per la diagnosi di un eventuale aborto spontaneo:

  • Mal di schiena, di intensità da lieve a grave (spesso più intenso rispetto ai normali crampi mestruali),
  • Dimagrimento,
  • Muco di colore bianco rosato,
  • Vere e proprie contrazioni (molto dolorose, a intervalli di 5, 20 minuti),
  • Perdite marroni o di colore rosso vivo, accompagnate o meno da crampi (il 20, 30% delle donne può avere qualche perdita nelle prime fasi della gravidanza, ma metà di esse riuscirà a dare alla luce un bambino senza alcun problema),
  • Perdite simili a mestruazioni, con sangue coagulato,
  • Diminuzione improvvisa dei segni di una gravidanza in atto.

Sebbene il sanguinamento vaginale sia un sintomo comune quando la donna vive un aborto spontaneo, molte donne incinte soffrono di perdite nelle prime fasi della gravidanza, ma non abortiscono. Si consiglia ovviamente di contattare il medico immediatamente in caso di perdite sospette.

I diversi tipi di aborto spontaneo

L’aborto spontaneo in molti casi deve essere considerato come un processo e non come singolo evento. Esistono diversi stadi o tipi di aborto spontaneo ed è quindi fondamentale documentarsi approfonditamente sul tema dello sviluppo fetale, in modo da capire meglio che cosa succede durante la gravidanza: conoscere le prime fasi dello sviluppo del feto e lo sviluppo durante il primo trimestre vi può aiutare a capire quali sono i sintomi su cui si baserà il ginecologo per arrivare alla diagnosi.

Nella maggior parte dei casi l’interruzione spontanea della gravidanza è detta aborto spontaneo, ma probabilmente il vostro medico la indicherà con altri termini o espressioni, ad esempio:

  • Minaccia d’aborto. Lieve sanguinamento uterino nelle prime fasi della gravidanza, accompagnato da crampi o da mal di schiena nella parte inferiore della schiena. Il collo dell’utero rimane chiuso. Il sanguinamento spesso è la conseguenza dell’impianto.
  • Aborto incompleto o inevitabile. Mal di pancia o mal di schiena, accompagnato da sanguinamento. Il collo dell’utero è aperto. L’aborto è inevitabile quando c’è una dilatazione o un accorciamento della cervice e/o si verifica la rottura delle acque. Il sanguinamento e i crampi possono continuare se l’aborto è incompleto.
  • Aborto completo. Si ha l’aborto complete quando l’embrione o i prodotti del concepimento si sono impiantati nell’utero. Il sanguinamento dovrebbe arrestarsi entro poco tempo, e lo stesso dovrebbe avvenire per il dolore o per eventuali crampi. L’aborto completo può essere confermato da un’ecografia o con l’esecuzione del raschiamento.
  • Aborto interno o ritenuto. È possibile non rendersi conto immediatamente di aver abortito. Si ha un aborto interno o ritenuto quando l’embrione è morto ma non viene espulso all’esterno. Le cause di questo fenomeno sono sconosciute. Tra i sintomi possiamo avere una diminuzione brusca dei sintomi della gravidanza e l’assenza di battito cardiaco fetale, evidenziata tramite l’ecografia.
  • Aborto ricorrente. Si ha quando si verificano tre o più aborti spontanei durante il primo trimestre di gravidanza. Può colpire l’1% circa delle coppie che cercano di avere un figlio.
  • Aborto da uovo bianco/cieco (o gravidanza anembrionica). L’ovulo fecondato si impianta nelle pareti uterine, ma lo sviluppo del feto non ha inizio. Spesso è presente la camera gestazionale, con o senza il sacco vitellino, ma il feto non inizia a crescere.
  • Gravidanza ectopica. L’uovo fecondato si impianta in un luogo diverso dall’utero, nella maggior parte dei casi all’interno di una tuba. È necessario intervenire immediatamente per arrestare lo sviluppo dell’ovulo impiantato. Se non viene affrontata con tempestività, questa situazione potrebbe provocare gravi complicanze per la salute della madre.
  • Gravidanza molare. Il risultato di un errore genetico durante la fecondazione provoca la crescita di tessuti anomali all’interno dell’utero. La gravidanza molare comporta raramente lo sviluppo di un embrione, ma spesso provoca tutti i sintomi più comuni della gravidanza, compresa l’amenorrea (mancanza delle mestruazioni), la positività ai test di gravidanza e una forte nausea.

Terapia

Lo scopo primario della terapia, che precede o segue l’aborto spontaneo, è quello di prevenire le emorragie e/o le infezioni. Più la gravidanza è in una fase precoce, maggiori sono le probabilità che l’organismo espella naturalmente tutti i tessuti fetali e che non siano necessari interventi medici. Se invece l’organismo non espelle tutti i tessuti, l’intervento a cui si ricorre con maggiore frequenza per arrestare il sanguinamento e prevenire le infezioni è la revisione uterina (dilatazione e raschiamento). Dopo quest’intervento possono essere prescritti farmaci che aiutano a controllare il sanguinamento. È fondamentale tenere sotto controllo il sanguinamento anche una volta dimesse dall’ospedale: se diventa più intenso o compaiono brividi o febbre, è opportuno contattare immediatamente il proprio ginecologo.

Terapia psicologica

Sfortunatamente l’aborto spontaneo può verificarsi durante qualsiasi gravidanza. Spesso le donne non ricevono sufficienti risposte relative al recupero fisico, ai modi per riprendersi dal punto di vista psicologica e ai possibili rischi per eventuali gravidanze future. In una fase così delicata, è molto importante che la donna non si isoli e tenga aperti i canali di comunicazione con la famiglia, gli amici e i medici.

Prevenzione

La causa della maggior parte degli aborti spontanei sono le anomalie cromosomiche, quindi non c’è molto che possiate fare per prevenirle. È comunque fondamentale essere in perfetta forma già prima del concepimento, affinché il bambino possa iniziare a crescere in condizioni più sane possibili:

  • Fate esercizio fisico con regolarità,
  • Seguite una dieta sana,
  • Tenete sotto controllo lo stress,
  • Cercate di mantenere il peso entro i limiti consigliati,
  • Assumete l’acido folico ogni giorno,
  • Non fumate,
  • Quando scoprite di aspettare un bambino, il vostro scopo deve essere di nuovo quello di essere in perfetta forma, per dare al vostro bambino un ambiente sano in cui crescere,
  • Proteggete la pancia!,
  • Non fumate e non esponetevi al fumo passivo,
  • Non bevete alcoolici,
  • Chiedete consiglio al medico prima di assumere qualsiasi farmaco (anche i farmaci da banco),
  • Limitate o eliminate la caffeina,
  • Evitate i pericoli ambientali, come le radiazioni, le malattie infettive e i raggi X,
  • Evitate gli sport di contatto o le attività ad alto rischio per il fisico.

Rimanere incinta dopo un aborto

Secondo uno studio dei National Institutes of Health (istituti nazionali della sanità americani), le coppie che tentano un nuovo concepimento entro tre mesi da un aborto precoce (ossia, avvenuto prima di 20 settimane di gestazione) hanno probabilità uguali, se non maggiori, di portare a termine positivamente la gravidanza di quelle che aspettano tre mesi o più.

Questo riscontro, pubblicato di recente in Obstetrics & Gynecology, mette in discussione il consiglio di attendere almeno tre mesi dopo un aborto prima di provare una nuova gravidanza, tradizionalmente dato alle coppie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, per esempio, raccomanda un’attesa di almeno sei mesi tra perdita di un feto e nuovo tentativo.

“Le coppie spesso chiedono consiglio su quanto aspettare prima di riprovare una gravidanza”, afferma Enrique Schisterman, Ph.D., a capo dell’Epidemiology Branch (Epidemiologia) dell’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development (NICHD, istituto nazionale per lo sviluppo e la salute del bambino Eunice Kennedy Shriver), autore senior della ricerca. “I nostri dati suggeriscono che le donne che cercano di rimanere incinta entro tre mesi possono riuscirci con la stessa rapidità, se non più velocemente, di quelle che aspettano tre mesi o più”.

Precedenti studi sull’intervallo tra gravidanze erano focalizzati su quando le donne avrebbero dovuto concepire dopo un aborto, ma pochi hanno preso in considerazione l’aspetto di quando una coppia avrebbe dovuto iniziare a provarci.

Nello studio attuale i ricercatori hanno analizzato i dati dello studio EAGeR (Effects of Aspirin in Gestation and Reproduction, effetti dell’aspirina su gestazione e riproduzione), uno studio multicentrico a blocchi randomizzati in doppio cieco con placebo di controllo, che si è svolto dal 2007 al 2011. Lo studio, che valutava l’effetto dell’assunzione quotidiana di basse dosi di aspirina sulle capacità riproduttive delle donne con storia di aborti spontanei, era comprensivo di 1.228 donne tra 18 e 40 anni. I ricercatori del NICHD si sono concentrati su 1.083 donne, oltre il 99% di quelle che hanno perso il feto prima di 20 settimane di gestazione. Nessuna donna aveva una di queste due possibili complicanze della gravidanza: gravidanza extrauterina (tubarica) o molare (crescita anomala di tessuto fetale nell’utero).  Le partecipanti venivano controllate per vari cicli mestruali (fino a sei) e, se rimanevano incinta, fino a conoscere l’esito della gravidanza.

I ricercatori hanno riscontrato che oltre il 76% delle donne ha tentato di concepire entro tre mesi dall’interruzione di gravidanza. Rispetto a quelle che hanno atteso più a lungo, questo gruppo aveva maggiori probabilità di restare incinta (69% rispetto a 51%) e di portare a termine positivamente la gravidanza (53% rispetto a 36%). I ricercatori non hanno trovato maggiori rischi di complicanze gravidiche in questo gruppo.

“Mentre non abbiamo trovato ragioni fisiologiche per ritardare i tentativi di concepire dopo un aborto spontaneo, le coppie possono avere bisogno di tempo per guarire le proprie emozioni prima di riprovare”, afferma Karen Schliep, Ph.D., in forza al NICHD Epidemiology Branch al momento dello studio e primo autore di questo studio. “Per le coppie che si sentono pronte, questi riscontri suggeriscono che le tradizionali raccomandazioni di aspettare almeno tre medi dopo un aborto possono essere smentite”.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Aggiornamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Sandra

    Buonasera,
    Ho avuto il ciclo l’1 maggio e poi il 19 maggio un rapporto non protetto(preciso che è da 5 anni da quando è nato il nostro secondo me figlio di avere un rapporto non protetto). Il mio ciclo è sempre dico sempre regolare di 30 giorni e invece questo mese ho avuto un ritardo di 6 giorni ,cosa che mi lascia stupita in coincidenza del rapporto non protetto, e pensavo di essere in attesa invece da ieri sera avevo sintomi mestruali e mal di pancia oggi pomeriggio ho delle perdite ciclo prima marroni e ora rosso Vivo. Potrebbe essere che ho abortito? La ringrazio in anticipo in attesa di una sua risposta.

    1. Sandra

      Ok, grazie.
      Ma quindi lei cosa mi consiglia di fare? Dovrei controllarmi perché può esserci qualcosa che non va, visto questo ritardo, o no aspettare e vedere come va con il prossimo ciclo?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Senta ovviamente il parere del medico, ma non credo che lo considererà preoccupante.

  2. Anna

    Buongiorno dottore ho scoperto di essere incinta da 2 settimane il ciclo mi doveva venire il 26 e considerando che mi viene sempre in ritardo (anche li scorso mese 4 giorni di ritardo ) penso di stare a 5 settimane. Avendo avuto già un aborto presa dal l’ansia sono corsa dalla mia ginecologa per farmi prescrivere qualche esame subito così ieri tornando da lei ho scoperto di avere la tiroide a 16.989 lei ha chiamato subito un suo amico endocrinologo il quale mi ha prescritto subito Eutirox e stamattina ho già iniziato a prenderlo . Ho fatto l’ecografia e non si è visto niente ma anche la camera gestazionale era piccola e lei mi ha detto che forse è ancora presto e che la cosa buona e che la camera è ancora piccola poi ha aggiunto : speriamo che siamo arrivati in tempo per la cura altrimenti ci sarà un altro aborto. Io ho tanta paura. .può darmi un consiglio anche lei? Grazie infinite

  3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Buongiorno, ma il valore 16.989 a cosa si riferisce? al TSH? In tal caso si tratta di un ipotiroidismo per cui è bene che prenda l’eutirox in quanto purtroppo tale condizioni può essere dannosa per il feto. Saluti

  4. Romina

    Buongiorno dottore mi po spiegare cosa fare ho 4 giorni di ritardo e nause da morire e piu ho fatto il test era negativo 7mesi fa ho avuto un aborto spontanio cosa mi cosiglia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo ripeta fra un paio di giorni con la prima urina del mattino, oppure oggi sul sangue.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      NON sto dicendo che sia incinta, ma solo che il test fatto potrebbe non essere definitivo se fatto su urine poco concentrate.

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, appunto , visto la situazione totalmente anomala è consigliabile ripetere il test di gravidanza o in laboratorio o sulle urine. Saluti.

  5. Ambra

    Buongiorno dottore
    Ho 24 anni ..Avevo 10 giorni di ritardo mal di schiena mal di stomaco e basso ventre e testa stanchezza…da ieri il 26 giugno dolori schiena e basso ventre e sangue un po abbondante con coaguli…è un aborto?..cosa dovrei fare?…grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, non potrebbe essere il ciclo? Altrimenti dovrebbe essere comunque vista da un ginecologo. Saluti

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