Testosterone basso: sintomi e come aumentarlo

Ultimo Aggiornamento: 14 giorni

Descrizione generale

Si potrebbe dire che il testosterone è ciò che rende uomo un uomo. Gli dà la voce profonda, la massa muscolare, la villosità, rendendolo diverso dalla donna. Stimola lo sviluppo dei genitali durante la pubertà, è determinante per la produzione dello sperma, alimenta la libido e contribuisce alle erezioni normali. Favorisce anche la produzione dei globuli rossi del sangue, tiene alto il morale e aiuta i processi cognitivi.

Nel tempo, il “marchingegno” testicolare che produce l’ormone diventa gradualmente meno efficace, tanto che ne iniziano a diminuire i livelli di circa l’1% all’anno a partire dai 40 anni di età. Nei cinquantenni, sessantenni, e più, ci possono cominciare a essere segni e sintomi di livelli bassi, come

  • pulsione sessuale e vitalità ridotte,
  • disfunzione erettile,
  • energia diminuita,
  • massa muscolare e densità ossee ridotte,
  • anemia.

Complessivamente, questi segni e sintomi sono spesso chiamati ipogonadismo (“ipo” per ridotta funzionalità e “gonadismo” per riferirsi ai testicoli, o gonadi). La comunità scientifica stima che, negli Stati Uniti, questa condizione interessi dai due ai sei milioni di uomini. Ciononostante, rimane un problema sotto-diagnosticato, con solo il 5% circa dei soggetti colpiti che vengono trattati.

Alcuni studi hanno mostrato che la terapia sostitutiva con testosterone può offrire un’ampia gamma di benefici agli uomini con ipogonadismo, migliorando libido, umore, funzioni cognitive, massa muscolare, densità ossea e produzione di globuli rossi. C’è tuttavia scarso consenso su cosa sia un livello basso e quando abbia senso una integrazione, o su quali rischi corra il paziente.

Attualmente, la discussione verte sostanzialmente sulla convinzione di lunga data che il testosterone possa stimolare il cancro della prostata.

Livelli di testosterone per età

I livelli dell’ormone raggiungono generalmente il picco durante l’adolescenza e nel giovane adulto. Con l’invecchiamento, la quantità circolante diminuisce gradatamente, tipicamente dell’1% circa all’anno a partire dai 30 – 40 anni. È importante stabilire nei soggetti più anziani se un livello basso è semplicemente dovuto alla riduzione che avviene normalmente invecchiando o se è conseguente a uno stato di malattia (ipogonadismo).

Nell’ipogonadismo, l’organismo è incapace di produrre quantità normali di testosterone per un problema a carico dei testicoli o della ghiandola pituitaria che controlla i testicoli. In questi soggetti, la terapia sostitutiva può migliorare i segni e sintomi comparsi e può essere somministrata per iniezione, compresse, cerotto o gel.

Questa tabella mostra i valori normali in funzione dell’età e del sesso secondo la Mayo Clinic:

  • 0-5 mesi: 75 – 400 ng/dL
  • 6 mesi -9 anni: < 7 – 20 ng/dL
  • 10-11 anni: < 7 – 130 ng/dL
  • 12-13 anni: < 7  -800 ng/dL
  • 14 anni: < 7 – 1,200 ng/dL
  • 15-16 anni: 100 – 1,200 ng/dL
  • 17-18 anni: 300 – 1,200 ng/dL
  • 19 anni o più: 240 – 950 ng/dL

È corretto misurare il testosterone totale? O si dovrebbe misurare un qualche altro parametro?

Questa è un’altra area di confusione e discussione, anche se verosimilmente non come sembra dalla letteratura. Quando gli studenti di medicina studiano questo ormone, studiano quello totale, ossia tutto quello presente nell’organismo. In realtà, la metà circa del testosterone circolante nel sangue non è a disposizione delle cellule. È strettamente legato a una molecola veicolante, chiamata globulina legante l’ormone sessuale (SHBG, dall’inglese Sex Hormone–Binding Globulin).

La frazione totale biologicamente disponibile viene chiamata testosterone libero ed è prontamente disponibile alle cellule. Quasi tutti i laboratori hanno un esame che misura la frazione libera. Benché sia solo una piccola parte del totale, il livello di t. libero è un eccellente indicatore di quantità insufficienti. Non è perfetto, ma si correla meglio del totale.

I livelli cambiano con il momento del giorno, la dieta o altri fattori?

Per anni è stato raccomandato di eseguire il prelievo di mattina presto perché i livelli iniziano a diminuire dopo le ore 10 – 11 del mattino. I dati da cui deriva questa raccomandazione sono stati tuttavia ricavati da giovani individui normali, mentre due studi recenti hanno mostrato, in soggetti con 40 anni o più, modifiche molto piccole dei livelli nel sangue nell’arco della giornata. Uno ha riportato l’assenza di modifiche fino a dopo le ore 14. Tra le ore 14 e le ore 18 si assite invece ad una diminuzione media del 13%, una variazione modesta, probabilmente non tale da influenzare la diagnosi. La maggioranza delle linee guida prescrivono ancora l’importanza di eseguire il test la mattina, ma nei soggetti con almeno 40 anni non è probabilmente molto influente, purché il sangue non venga prelevato dopo le ore 17-18.

Ci sono invece riscontri molto interessanti sulla dieta. Per esempio sembra che individui con una dieta povera di proteine abbiano livelli di testosterone inferiori agli individui che assumono più proteine. La dieta non è però stata studiata in modo sufficientemente esauriente da poter porre una chiara raccomandazione.

Invecchiamento

Il t. è spesso pensato come l’ormone “fonte della eterna giovinezza”, ma secondo la Mayo Clinic la naturale diminuzione dei livelli di testosterone non causa necessariamente segni e sintomi di invecchiamento.

Bassi livelli potrebbero comunque causare cambiamenti nella funzionalità sessuale, tra cui:

  • ridotto desiderio sessuale (libido),
  • erezioni spontanee meno frequenti,
  • impotenza (disfunzione erettile),
  • infertilità.

Altri segni di livelli ridotti di testosterone sono:

  • modifiche del sonno,
  • modifiche emozionali, come una riduzione dell’auto-stima o un’assenza di motivazioni,
  • modifiche fisiche, come aumento del grasso corporeo, riduzione della massa e della forza muscolare, riduzione della densità ossea.

Alcuni di questi segni e sintomi possono essere causati da vari altri fattori sottostanti, come effetti collaterali di farmaci, apnea ostruttiva notturna, problemi tiroidei, diabete e depressione. È anche possibile che queste condizioni possano essere la causa dei bassi livelli di testosterone, il trattamento di tali cause può quindi portare a un aumento dei livelli ormonali.

L’esame del sangue è quindi l’unico modo di diagnosticare un basso livello di testosterone.

Testosterone e donne

I livelli circolanti di questo ormone interessano anche le donne, che tuttavia producono livelli più bassi e sono più sensibili agli androgeni degli uomini. I livelli normali nelle donne sono variabili e, secondo la Mayo Clinic, compresi tra 8-60 ng/dL per le donne in età adulta.

Nella donna i livelli di estrogeni diminuiscono una volta iniziata la menopausa e ciò rende relativamente alti i suoi livelli di androgeni. Anche la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS, dall’inglese PolyCystic Ovary Syndrome) può aumentare i livelli di testosterone.

Nella donna, un eccesso di androgeni nel sangue può determinare effetti fisici evidenti, tra cui:

  • infertilità,
  • perdita di capelli,
  • acne,
  • mestruo irregolare o assente,
  • crescita di peli facciali.

La carenza di testosterone, d’altra parte, può causare

  • problemi di fertilità,
  • ossa deboli,
  • perdita della libido.

Quando contattare il medico

Mentre i sintomi descritti in precedenza sono considerati un aspetto normale dell’invecchiamento, potrebbero anche essere il segno di alcune malattie sottostanti. In particolare:

  • una reazione a determinati farmaci,
  • malattie della tiroide,
  • depressione,
  • abuso di alcool.

Secondo la Mayo Clinic il modo migliore per diagnosticare un testosterone basso è richiedere al proprio medico un esame del sangue. Risultati al di fuori dei limiti di normalità potrebbero essere dovuti a:

  • cancro delle ovaie o dei testicoli,
  • insufficienza testicolare,
  • pubertà precoce o ritardata,
  • malattie croniche (come diabete e malattie renali),
  • obesità grave,
  • ipogonadismo (ghiandole sessuali secernenti poco o nessun ormone).

È normale preoccuparsi in caso di bassi livelli, tuttavia una riduzione graduale è parte del normale invecchiamento. Nel caso si sospettino altre possibili cause, conviene parlarne con il proprio medico.

Terapia

La terapia con testosterone può ringiovanire e aumentare la vitalità?

Può aiutare a contrastare gli effetti dell’ipogonadismo, ma non è chiaro se tale terapia possa anche essere di aiuto in soggetti più anziani, altrimenti sani.

Benché alcuni uomini credano che l’assunzione di farmaci contenenti l’ormone possa aiutare a sentirsi più giovani e vigorosi quando invecchiano, pochi studi rigorosi hanno esaminato questo approccio nei soggetti con livelli normali, peraltro alcuni piccoli studi hanno dato risultati contrastanti (per esempio in uno studio su soggetti sani veniva aumentata la massa muscolare ma non la forza).

Come individuare i candidati alla terapia sostitutiva?

Ci sono due modi per determinare se un soggetto ha livelli insufficienti.

Uno è l’esame del sangue e l’altro si basa sull’osservazione di sintomi e segni caratteristici, ma come si è detto in precedenza la correlazione tra questi due modi è ben lungi dall’essere perfetta.

In linea di massima più basso è il testosterone, maggiori sono i sintomi e viceversa, ma ci sono alcuni uomini con bassi livelli di testosterone nel sangue che non hanno sintomi.

Guardando ai soli aspetti biochimici, la Endocrine Society (Società di Endocrinologia) statunitense considera che un livello basso totale equivalga a valori inferiori a 300 ng/dl, soglia che sembra ragionevole, ma non c’è accordo su un valore esatto. Non è come il diabete, dove se la glicemia a digiuno supera un certo livello, il medico formulerà senz’altro diagnosi. Con il testosterone, il valore soglia non è altrettanto chiaro.

In sintesi, ecco le raccomandazioni della Endocrine Society:

La società raccomanda la terapia negli uomini che hanno

  • sia bassi livelli nel sangue (meno di 300 ng/dl)
  • sia sintomi di basso testosterone.

La terapia non è raccomandata negli uomini affetti da

  • cancro della prostata o della mammella,
  • un nodulo prostatico rilevabile con l’esplorazione rettale,
  • un PSA maggiore di 3 ng/ml senza ulteriori indagini,
  • un ematocrito maggiore del 50%, o un sangue spesso e viscoso,
  • apnea ostruttiva notturna non trattata,
  • gravi sintomi a carico del tratto urinario inferiore,
  • insufficienza cardiaca in classe III o IV.

Modalità di somministrazione

La formulazione più vecchia è l’iniezione, ancora in uso perché economica e in grado di garantire in modo affidabile livelli adeguati in quasi tutti i soggetti. Lo svantaggio è che il soggetto dovrà sottoporsi a un’iniezione ogni poche settimane. Si può anche verificare un effetto a ottovolante, con i livelli nel sangue che dopo un picco di incremento ritornano ai valori di partenza.

Le terapie topiche aiutano a mantenere un livello uniforme di testosterone nel sangue. Il cerotto è stato la prima formulazione topica disponibile, ma ha un’elevata incidenza di irritazione cutanea. In uno studio fino al 40% dei soggetti che usavano il cerotto sviluppava un’area arrossata sulla pelle. Ciò ne limita l’uso.

La formulazione di uso più comune negli USA è un gel topico; va applicato in genere sulle spalle o sulla parte alta delle braccia una volta al giorno. L’esperienza ci dice che tende a essere assorbito adeguatamente in circa l’80-85% degli uomini, quindi rimane una parte significativa di soggetti che non ne assorbono abbastanza da beneficiarne.

I soggetti che iniziano a usare i gel dovranno sottoporsi a un esame del sangue di controllo dei livelli per essere sicuri di assorbirne una quantità corretta. L’obiettivo è un valore che si collochi nella fascia medio-alta di normalità, ossia intorno a 500 – 600 ng/dl. Di fatto, la concentrazione nel sangue sale piuttosto rapidamente, dopo poche dosi. Il controllo di solito viene eseguito dopo due settimane, anche se i sintomi possono non variare per uno o due mesi.

Rischi

La terapia ha diversi rischi, ad esempio potrebbe:

  • Contribuire alle apnee notturne, un disturbo del sonno potenzialmente grave in cui il respiro si interrompe e riparte ripetutamente;
  • Causare acne o altre reazioni cutanee;
  • Stimolare una crescita non cancerosa della prostata (iperplasia prostatica benigna) e la crescita di un cancro della prostata esistente;
  • Ingrossare le mammelle;
  • Limitare la produzione di sperma o causare una riduzione dei testicoli;
  • Aumentare il rischio di formazione di trombi in una vena profonda (trombosi venosa profonda); i trombi si possono staccare e, trasportati dal sangue, raggiungere il polmone, bloccandone la circolazione (embolia polmonare).

La terapia, inoltre, può incidere sul rischio di malattia cardiaca. La comunità scientifica ha ottenuto risultati conflittuali, quindi il rischio esatto non è ancora chiaro.

Tumore della prostata

La paura maggiore per molti medici che prescrivono il testosterone è di provocare il cancro della prostata, alla base di questo timore l’osservazione di oltre sessant’anni fa che l’abbassamento dei livelli in pazienti con cancro della prostata metastatizzato ne migliorava le condizioni (diventò una terapia standard, ancora in uso in soggetti con cancro della prostata in stadio avanzato. Viene chiamata deprivazione androgenica o terapia androgeno-soppressiva).

Si pensava che se l’abbassamento faceva scomparire il cancro della prostata almeno per un po’, l’aumento ne avrebbe provocato la crescita, ma nonostante la notevole diffusione di questa credenza per sessant’anni, nessuno ha trovato dati a suffragio di questa teoria.

Somministrazione concomitante di farmaci per la disfunzione erettile

Il suggerimento è di iniziare con il testosterone, per un paio di motivi.

Primo, per un uomo ritrovare le proprie erezioni normali è come segnare un gol. Non dovrà prendere pillole prima di un rapporto sessuale. Potrà avere rapporti sessuale quando vuole.

Secondo, i benefici della terapia sostitutiva ormonale spesso vanno ben oltre la cura della disfunzione erettile. La disfunzione potrebbe essere il motivo originale per cui il soggetto si è rivolto al medico, ma poi eccolo tornare riferendo quanto più energico e motivato si senta e quanto il suo rendimento fisico e l’umore siano migliorati.

Nei soggetti in cui la terapia con testosterone non ha effetti positivi, ossia le erezioni non migliorano, converrà interrompere questo approccio e tentare uno dei farmaci inibitori della PDE5 (fosfodiesterasi tipo 5), ossia sildenafil (Viagra), tadalafil (Cialis) e vardenafil (Levitra). Parecchi pazienti reagiranno dicendo di preferire restare in trattamento con il testosterone. Anche se non di ausilio per l’erezione, si sentono comunque più tonici e ne percepiscono gli altri vantaggi. Così, spesso al testosterone viene associato un inibitore della PDE5.

A seconda delle condizioni sottostanti, c’è un significativo numero di insuccessi del trattamento delle disfunzioni erettili con gli inibitori della PDE5, qualcosa come il 25 – 50%. Si è scoperto che in un terzo di questi individui è sufficiente la terapia sostitutiva ormonale per ripristinare erezioni adeguate, mentre in un altro terzo si avranno erezioni normali combinando i due approcci. Rimane quindi ancora un terzo di soggetti che non risponde, ma comunque la normalizzazione dei livelli ormonali circolanti è stata di grande aiuto in molti uomini in cui gli inibitori della PDE5 non hanno avuto successo.

Se si ritiene che la terapia sostitutiva possa essere di ausilio, è consigliabile discuterne senz’altro con il proprio medico o con un andrologo/urologo i rischi e i benefici. Verosimilmente, il medico farà misurare i livelli almeno un paio di volte prima di prendere in considerazione la terapia sostitutiva.

Al momento non è comunque consigliabile il trattamento del normale invecchiamento con il testosterone.

Il proprio medico potrà anche suggerire rimedi naturali per aumentare il testosterone endogeno, come il dimagrimento e l’aumento della massa muscolare tramite esercizi di resistenza.

Rimedi naturali per aumentare il testosterone

Oltre a scegliere stili di vita sani e affrontare effetti collaterali di farmaci o condizioni mediche non trattate, si può fare poco per potenziare naturalmente i livelli circolanti.

L’esame del sangue è l’unico modo per diagnosticare un basso livello o una ridotta disponibilità biologica dell’ormone, perchè alcuni uomini hanno livelli inferiori alla norma senza segni e sintomi. In tal caso, non è necessario alcun trattamento. In altri, il testosterone basso potrebbe causare cambiamenti della funzionalità sessuale, del sonno, delle emozioni e del corpo.

Ricordiamo poi che alcuni di questi segni e sintomi possono dipendere da fattori sottostanti diversi da un basso livello di ormone, quali effetti collaterali di farmaci, problemi tiroidei, depressione e abuso di alcolici. Ci sono anche condizioni, come l’apnea ostruttiva notturna che possono influenzare i livelli circolanti. Una volta identificate e trattate queste condizioni, in genere si ripristineranno i livelli normali.

Conclusione

In presenza di segni e sintomi che potrebbero dipendere da bassi livelli di testosterone, consultare il proprio medico. Questi può valutare le cause e illustrare le possibili opzioni di trattamento.

Possono anche essere di ausilio queste raccomandazioni:

  1. Essere sinceri con il proprio medico. Impegnarsi con lui per identificare e trattare problemi di salute che potrebbero causare o peggiorare segni e sintomi, dagli effetti collaterali di farmaci alla disfunzione erettile e altri problemi sessuali.
  2. Fare scelte di vita sane. Mangiare in modo sano e includere un’attività fisica nella propria routine quotidiana. Stili di vita sani aiuteranno a mantenere forza, energia e una massa muscolare in forma. L’attività fisica regolare può anche migliorare l’umore e aiutare a dormire bene.
  3. Chiedere aiuto se ci si sente giù di corda. La depressione nell’uomo non si manifesta necessariamente con un umore nero. La depressione può causare una soppressione dei propri sentimenti e far diventare aggressivi e irritabili. È anche possibile che un soggetto tenti di guarirsi da sé ricorrendo all’alcool o ad altre sostanze.
  4. Stare attenti agli integratori a base di erbe. Non sono state dimostrate sicurezza ed efficacia di questi integratori per il testosterone basso dipendente dall’invecchiamento. Alcuni integratori potrebbero anche essere pericolosi.

Fonti:

Traduzioni a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Ho 32 ed nell’ultimo anno ho notato che ho difficoltà a raggiungere (mentalmente lo desidero ma fisicamente mi costa molto) e mantenere un’erezione soddisfacente. Ho sofferto due volte di infezioni prostatica che ho curato. La ultima è stata 2 anni fa, avevo percentuali totali di spermatozoi deformi e immobili. Dopo essermi sottoposto ad una cura antibiotici mirati, ho ristabilito livelli di mobilità più che soffisfacenti. Tuttavia a detta dell’andrologo avevo anche un accenno di lupus, per cui ho usato una pomata al testosterone,associata alla cura della prostatite. In quel periodo, avevo una forte libido ed una erezione completa e prolungata. Qualche mese fa, mi è parso di perdere liquido prostatico e forse anche residui di sperma mentre andavo di corpo, sintomo che già all’epoca della prostatite avevo avuto. Successivamente non mi è ricapitato e non ci ho fatto caso anche perchè non avevo rapporti sessuali frequenti che mi proponessero il problema erettivo più volte. Mi domando, se sia possibile che abbia in corso una prostatite senza rendermene conto e se la combinazione di lupus e prostatite sia la causa della situazione. Quale parere medico mi date?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’andrologo aveva escluso altri problemi?
      Già durante il precedente episodio di prostatite aveva difficoltà a mantenere l’erezione?

    2. Anonimo

      Si, all’epoca non avevo nessun altro sintomo, avevo fatto tutti i tests del caso anche per appurare che non avessi infezioni di natura sessuale (massaggio prostatico, e tampone nell’uretra). Può darsi che capitasse raramente che non avessi erezione soddisfacente però era anche un periodo di stress. Ultimamente non ho alcun stress di natura familiare e/o lavorativa, ho desiderio sessuale ma poi l’erezione risulta insoddisfacente (perdita durante i preliminari o durante il rapporto). La mia partner mi aiuta, ma, a meno di stimolazione continua, mi ritrovo a non riuscire a mantenere la erezione a livelli adeguati per entrambi. La unica cosa che l’andrologo all’epoca menzionò fu che possiedo un orifizio dell’uretra stretto, che in futuro avrebbe potuto essere fonte di non so quale problema da prevedere un piccolo intervento chirurgico. Lo aveva messo in relazione al lupus, pero mi era parso comunque di capire che non fosse correlato ad altro. Magari mi può spiegare che cosa questa caratteristica anatomica comporti se è correlata al problema erettivo? Grazie

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, l’eventuale orifizio uretrale stretto non causa problemi di erezione; quello che posso dire è che visto il quadro descritto, e i sintomi precedenti che non sono stati verificati, serve un’ulteriore valutazione specialistica urologica.

  2. Anonimo

    Buongiorno sono un uomo di anni 60,ho avuto distacco di retina , con 8 operazione , ad un occhio attualmente non vedente. Altro occhio trattamento laser , vedente con occhiali 7/ su10. Posso assumere viagra e che quantità .. ho solo questo problema di salute. Grazie

  3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Salve, è, se non fatta recentemente, consigliabile fare una valutazione cardiologica, chieda comunque al suo medico che conosce le sue condizioni di salute.

  4. Anonimo

    salve a tutti,
    ho 26 anni e noto negli ultimi tempi una perdita di interesse per il sesso. Ho una vera e propria diminuzione della libido che mi sta provocando grandi problemi a livello relazionale e personale. Ho fatto le analisi ormonali e mi è stato riscontrato un livello di testosterone pari a 337. Nel mio caso potrebbe parlarsi di IPOGONADISMO?
    Grazia a tutti.

    1. Anonimo

      le allego il test ormonale da me effettuato:
      LUTEOTROPINA (LH) 5,09 mUI/mL

      FOLLITROPINA (FSH) 2,44 mIU/mL

      TESTOSTERONE 337,27 ng/dL

      PROLATTINA (PRL) 16,50 ng/ml

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Immagino sia del testosterone, ma avrei bisogno anche quelli degli altri parametri.

    3. Anonimo

      LUTEOTROPINA (LH) 5,09 mUI/mL (valori rif. 20-70 anni: 1,5 – 9,3)
      FOLLITROPINA (FSH) 2,44 mIU/mL (val. rif. 1,4 – 18,1)
      TESTOSTERONE 337,27 ng/dL (val. rif. 241- 827)
      PROLATTINA (PRL) 16,50 ng/ml (val. rif. 2,1-17,7)

      Come sono i valori? e’ tutto ok oppure c’è qualcosa che non va e che determina un calo della libido?

    4. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Come può vedere anche lei sono valori nella norma, nulla che ci faccia pensare ad un quadro in particolare…ovviamente l’ultima parola spetta all’endocrinologo.

  5. Anonimo

    Buongiorno dottori volevo un informazione fino a qualche mese fa con la mia compagna facevo l amore una volta al giorno e capitava anche due volte avvolte ,come mi sfiorava gia ero in erezione tanto che lei mi diceva che non ce la faceva piu inveve adesso mi e passata un po la voglia e se non si inizia con i preliminari non raggiungo l rezione cosa puo dipendere ? E sapete se ceè qualcosa di naturale efficace che si puo comprare in farmacia grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Le cause possono essere molte, può dipendere da stress, fattori psidcologici oltre che organici, serve una valutazione urologica per orientarsi e capire se è il caso di intervenire e in che modo.

  6. Anonimo

    Il testosterone cambia i lineamenti del volto? Un’eventuale cura di testosterone a 20 anni che migliorie potrebbe comportate a livello estetico? Ovviamente parlo in caso uno avesse carenze di testosterone…

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