Tachipirina (paracetamolo): indicazioni, gravidanza, dosi

Ultimo Aggiornamento: 562 giorni

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Il paracetamolo, meglio conosciuto in Italia come Tachipirina®,  è un principio attivo che si trova in vendita come farmaco da banco o meno a seconda del dosaggio; è molto usato come antipiretico (cioè per far diminuire la febbre), ma pochi sanno che è un ottimo analgesico (cioè come antidolorifico).

Tachipirina

Tachipirina

Nel presente articolo si parlerà talvolta indifferentemente di paracetamolo o Tachipirina per chiarezza, ma si ricorda che esistono in commercio in Italia numerosi altri farmaci a base dello stesso principio attivo, ma con nomi diversi (tra i più conosciuti Efferalgan®, Sanipirina®, Acetamol®, …)

Tachipirina può essere acquistata in farmacie in diverse forme:

  • Supposte
  • Compresse (Tachipirina 500 mg e 1000 mg, rispettivamente farmaco da banco e con ricetta medica)
  • Sciroppo
  • Gocce (esclusivamente per bambini piccoli, poichè la dose prevede 3-4 gtt per chilogrammo di peso)
  • Compresse dispersibili (Tachipirina Flashtab)
  • Compresse effervescenti (solo da 1000 mg, richiede ricetta medica)

Di solito la Tachipirina viene utilizzata per alleviare la febbre, il mal di testa e altri disturbi secondari e per questo è la sostanza principale di molti farmaci usati contro il raffreddore e l’influenza (Vicks Febbre e Dolore®, Zerinol®, Tachifludec®, …). Il paracetamolo viene anche usato in associazione con gli antinfiammatori non steroidei (FANS) e gli analgesici oppioidi (ad esempio Tachidol®, associato con codeina) per curare forme di dolore più severe (ad esempio il dolore postoperatorio).

Se ci si attiene alle dosi consigliate Tachipirina è generalmente sicura sia negli adulti che nei bambini, ma gli episodi di overdose acuta (assunzione di più di 1000 mg per la singola dose e più di 3000 mg al giorno per gli adulti, ridotti a 2000 mg se si assume contemporaneamente alcool) possono provocare danni potenzialmente letali al fegato; in rari casi gli stessi danni possono essere causati anche da una dose normale e comunque il rischio aumenta se si assume alcool. La tossicità del paracetamolo è la causa principale di insufficienza epatica acuta nei paesi occidentali ed è responsabile della maggior parte degli episodi di overdose da farmaco negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda, dove viene anche usato a scopo suicida.

Il paracetamolo deriva dal catrame minerale ed appartiene alla categoria di farmaci noti come analgesici anilinici: è l’unico farmaco di questa categoria che è ancora in uso attualmente. Solo negli Stati Uniti e in Canada il paracetamolo è chiamato “acetaminofene”.

Indicazioni della Tachipirina (paracetamolo)

Le principali indicazioni sono il trattamento della febbre e del dolore.

Tachipirina è un buon sostituto dell’aspirina, soprattutto nei pazienti in cui sussistono problemi di stomaco od in terapia con anticoagulanti; ha proprietà analgesiche e antipiretiche paragonabili a quelle dell’aspirina, però gli effetti antinfiammatori sono piuttosto scarsi. E’ ben tollerata, è disponibile anche senza ricetta medica e non provoca effetti collaterali a livello gastrico come l’aspirina: negli ultimi anni è sempre più usato come farmaco da automedicazione.

L’OMS consiglia di somministrare ai bambini il paracetamolo solo se presentano febbre maggiore di 38-38,5 °C.

Efficacia ed effetti collaterali

Tachipirina, diversamente da altri analgesici comuni come l’aspirina o l’ibuprofene (Moment®, Brufen®, Buscofen®, …), ha proprietà antinfiammatorie relativamente lievi, quindi non è considerato dal punto di vista degli effetti terapeutici un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS).

Per quanto riguarda l’efficacia comparata, le ricerche hanno condotto a risultati contraddittori durante il confronto con i FANS. Uno studio relativo al dolore cronico da osteoartrite negli adulti ha evidenziato che il paracetamolo e l’ibuprofene offrono benefici simili, al contrario uno studio relativo al dolore muscolo-scheletrico acuto nei bambini ha evidenziato che il dosaggio standard di ibuprofene dà maggior sollievo rispetto al dosaggio standard del paracetamolo.

Ai dosaggi consigliati la Tachipirina non irrita le pareti dello stomaco, influisce sulla coagulazione esattamente come gli altri FANS e non compromette la funzionalità renale. Alcuni studi hanno dimostrato che il sovradosaggio (più di 2.000 mg al giorno) fa aumentare il rischio di complicazioni a carico delle vie gastrointestinali superiori, come ad esempio il sanguinamento gastrico. I ricercatori hanno dimostrato che l’uso massiccio di aspirina o paracetamolo (300 grammi all’anno, ovvero un grammo al giorno in media) è correlato a un disturbo detto SICK, in cui la massa renale diminuisce e presenta calcificazioni. La Tachipirina può essere usato in gravidanza (ma va sempre consultato prima il ginecologo) e non influisce sulla chiusura del dotto arterioso fetale come i FANS. Diversamente dall’aspirina, la Tachipirina può essere usato in età pediatrica, perché la sua assunzione non è correlata al rischio di sindrome di Reye nei bambini affetti da malattie virali.

Diversamente dagli antinfiammatori e da altri antidolorifici il paracetamolo non causa euforia né alterazioni dell’umore di nessun genere.

Nel 2008 fu pubblicato su “The Lancet” lo studio più esteso condotto fino a quel momento sugli effetti collaterali a lungo termine del paracetamolo nei bambini: effettuato su più di 200.000 bambini di 31 paesi, lo studio ha dimostrato che l’uso della Tachipirina come antipiretico nel primo anno di vita è però correlato con una maggiore incidenza dei sintomi asmatici a 6, 7 anni e che l’uso del paracetamolo, sia nel primo anno di vita sia nei bambini di 6, 7 anni, è correlato a una maggior incidenza della rinocongiuntivite e dell’eczema.Gli autori hanno però riconosciuto che le loro scoperte “probabilmente sono dovute a indizi confusi”, cioè che la correlazione potrebbe non essere di tipo causa-effetto, ma dovuta alla malattia curata con il paracetamolo; hanno sottolineato infine che sono necessarie ulteriori ricerche a questo proposito.

Inoltre su “The Lancet” sono stati pubblicati diversi editoriali, commenti, carteggi e reazioni relativi alla metodologia e alle conclusioni di questa ricerca. Anche l’organismo regolatore per il Regno Unito (la Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) ha esaminato questa ricerca e ha espresso diverse perplessità sull’interpretazione dei dati, dando il seguente consiglio ai medici, ai genitori e a chi si prende cura dei bambini:

I risultati di questa nuova ricerca non fanno emergere la necessità di alcun modifica delle indicazioni terapeutiche per l’uso in età pediatrica. Il paracetamolo rimane un analgesico sicuro e appropriato per i bambini. Questa ricerca non offre prove sufficienti che ci inducano a modificare le indicazioni riguardanti l’uso degli antipiretici per i bambini.

Tossicità

L’uso massiccio di Tachipirina può danneggiare diversi organi, soprattutto il fegato e i reni. In entrambi questi organi, la tossicità del paracetamolo non è determinata dal farmaco in sé, ma da uno dei suoi metaboliti, l’N-acetil-p-benzochinone (NAPQI). Nel fegato, gli enzimi del citocromo P450 (il CYP2E1 e il CYP3A4) sono in primo luogo responsabili della trasformazione del paracetamolo in NAPQI. Nel rene, invece, le cicloossigenasi sono la via principale di trasformazione del paracetamolo in NAPQI. Il sovradosaggio del paracetamolo provoca l’accumulazione del NAPQI che viene coniugato con il glutatione. La coniugazione esaurisce le riserve di glutatione, un antiossidante naturale. Questo, insieme ai danni cellulari diretti causati dal NAPQI, provoca danni cellulari e infine la morte delle cellule.

L’epatotossicità del paracetamolo è, finora, la causa più frequente di insufficienza epatica sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito.L’overdose da paracetamolo è la causa della maggior parte delle chiamate che giungono ai centri antiveleni degli Stati Uniti, più di qualsiasi altra overdose da farmaci. Inizialmente i sintomi dell’intossicazione da paracetamolo possono non comparire o essere piuttosto vaghi. Se non viene curata, l’overdose può causare insufficienza epatica e il decesso entro pochi giorni. Lo scopo della terapia è quello di eliminare il paracetamolo dall’organismo e di sostituire il glutatione. Per diminuire l’assorbimento del paracetamolo può essere usato il carbone attivo se il paziente si presenta in ospedale dopo l’overdose.L’antidoto, l’acetilcisteina (anche detta N-acetilcisteina o NAC) agisce come precursore del glutatione aiutando l’organismo a rigenerarsi in maniera sufficiente a prevenire il danno al fegato, però spesso è necessario il trapianto di fegato se i danni provocati dal farmaco sono gravi.

Meccanismo d’azione della Tachipirina (paracetamolo)

Il paracetamolo di solito viene classificato come farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), anche se a rigore non fa parte di questa categoria. Come tutti i farmaci di questa categoria il meccanismo d’azione principale risiede nell’inibizione della cicloossigenasi (COX), un enzima responsabile della produzione delle prostaglandine, importanti neurotrasmettitori dell’infiammazione, del dolore e della febbre. Pertanto ai FANS vengono attribuite proprietà antinfiammatorie, analgesiche (antidolorifiche) e antipiretiche (contro la febbre). L’azione specifica di ciascun FANS dipende dalle proprietà farmacologiche, dalla distribuzione e dal metabolismo.

Il paracetamolo, e quindi la Tachipirina, ha proprietà analgesiche e antipiretiche paragonabili a quelle dell’aspirina, ma non esercita un’azione antinfiammatoria significativa.

Tuttavia la conoscenza del meccanismo di azione antipiretica e analgesica di Tachipirina è ancora allo stadio di ipotesi: si ritiene che riduca la produzione di prostaglandine (le sostanze chimiche che scatenano l’infiammazione). Anche l’aspirina inibisce la produzione delle prostaglandine, però il paracetamolo ha scarse proprietà antinfiammatorie. Analogamente, l’aspirina inibisce la produzione dei trombossani, le sostanze che favoriscono la coagulazione, mentre il paracetamolo non ha nessun effetto in questo senso. Le ricerche hanno dimostrato che l’aspirina inibisce la famiglia di enzimi cicloossigenasi (COX) e, poiché l’azione del paracetamolo è in parte simile a quella dell’aspirina, molti studi hanno tentato di scoprire se anche il paracetamolo inibisca gli enzimi COX. È stato dimostrato che il paracetamolo ha almeno due meccanismi d’azione.

  1. Gli enzimi della famiglia dei COX sono responsabili del metabolismo dell’acido arachidonico e della sua trasformazione in prostaglandina H2, una molecola instabile che a sua volta viene trasformata in diversi altri composti pro-infiammatori. Gli antinfiammatori classici, come i FANS, bloccano questo passaggio.
  2. Gli enzimi COX sono molto attivi solo se adeguatamente ossidati. Il paracetamolo riduce la forma ossidata dell’enzima COX, impedendogli di formare sostanze chimiche pro-infiammatorie. In questo modo si riduce la quantità di prostaglandina E2 nel sistema nervoso centrale e quindi si abbassa la temperatura scelta dall’ipotalamo nel centro di termoregolazione.
  3. L’inibizione di un altro enzima, il COX3, è coinvolta nel caso specifico del paracetamolo. Il COX3 si trova soltanto nel sistema nervoso centrale. Il paracetamolo modula anche il sistema endocannabinoide. Il paracetamolo viene metabolizzato in AM404, un composto con diverse funzioni: quella più importante è l’inibizione dell’assorbimento dell’anandamide (un endocannabinoide/vanilloide) da parte dei neuroni. L’assorbimento dell’anandamide provoca l’attivazione del principale recettore del dolore (nocicettore) presente nell’organismo: il TRPV1 (in passato definito recettore vanilloide). Inoltre l’AM404 inibisce i canali del sodio, esattamente come gli anestetici lidocaina e procaina. È stato dimostrato che entrambe le azioni, considerate singolarmente, riducono il dolore e sono un possibile meccanismo d’azione per il paracetamolo ma, dopo il blocco dei recettori cannabinoidi e il conseguente annullamento delle azioni di assorbimento cannabinoide, il paracetamolo perde l’effetto analgesico: quindi l’effetto analgesico probabilmente è mediato dal sistema endocannabinoide. Secondo una teoria, il funzionamento del paracetamolo dipende dall’inibizione dell’isoforma COX-3 della famiglia di enzimi COX, tuttavia altre ricerche sembrano smentire questa idea. Un’altra possibilità è che il paracetamolo blocchi la cicloossigenasi (come l’aspirina), ma che negli ambienti infiammatori, dove la concentrazione di perossidi è alta, il suo stato di ossidazione sia alto e quindi l’azione non possa esplicarsi. Sembrerebbe quindi che il paracetamolo non abbia alcun effetto diretto sul sito infiammato, ma invece agisca al livello del sistema nervoso centrale, dove l’ambiente non è ossidativo, ad esempio facendo abbassare la temperatura. Il meccanismo esatto con cui il paracetamolo agisce sul COX-3 è ancora controverso.

Il metabolismo primario della Tachipirina avviene nel fegato, dove viene scomposta in sostanze non tossiche. Le vie metaboliche rilevanti sono tre:

  1. la glucoronidazione probabilmente è responsabile del 40, 66% del metabolismo del paracetamolo.
  2. La sulfazione (sulfo coniugazione) potrebbe essere responsabile del 20, 40% del metabolismo del paracetamolo.
  3. La N-idrossilazione e il riarrangiamento, seguiti dalla coniugazione con GSH, sono responsabili di meno del 15% del metabolismo. Il citocromo P450, un enzima epatico, metabolizza il paracetamolo, formando un metabolita alchilante minore ma significativo detto NAPQUI ( N-acetil-p-benzochinone) . Il NAPQI, infine, viene coniugato irreversibilmente con i gruppi sulfidrili del glutatione.

Tutte e tre le vie metaboliche formano prodotti finali inattivi e non tossici che alla fine vengono eliminati dai reni. Nella terza via, però, il prodotto intermedio NAPQI è tossico. Il NAPQI è il colpevole principale degli effetti tossici del paracetamolo, che sono un ottimo esempio di intossicazione.

La produzione del NAPQI avviene fondamentalmente grazie a due isoenzimi del citocromo P450: il CYP2E1 e il CYP1A2. Tuttavia il gene P450 è altamente polimorfo e quindi si ritiene che le differenze individuali per quanto concerne la tossicità del paracetamolo siano imputabili a un terzo isoenzima (il CYP2D6). Il polimorfismo genetico del CYP2D6 probabilmente contribuisce alla variazione significativa dei tassi di produzione del NAPQI. Inoltre gli individui possono essere classificati come metabolizzatori (produttori di NAPQI) “estensivi”, “ultrarapidi” e “scarsi”, a seconda dei loro livelli di espressione del CYP2D6. Il CYP2D6 metabolizza il paracetamolo in NAPQI in misura minore rispetto agli altri enzimi P450, ma la sua attività probabilmente contribuisce all’effetto tossico del paracetamolo nei metabolizzatori estensivi e ultrarapidi, e anche in tutti quei casi in cui il paracetamolo viene assunto in dosi massicce. Alle dosi consigliate, il NAPQI viene detossificato velocemente per coniugazione. Con il sovradosaggio, e probabilmente anche nei metabolizzatori estensivi e ultrarapidi, la via metabolica della detossificazione si satura e quindi il NAPQI si accumula.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Gentile dottore sono stato operato al dente del giudizio ho preso 1tachipirina al giorno per 3 giorni apparte un giorno ne ho prese due…per quanti giorni si puo prendere? La ringrazio

  2. Giovanna

    Salve, sono una ragazza di 22 anni e il mio peso è circa 50 kg. Soffro spesso di mal di testa e di solito prendo una bustina di tachipirina da 1000 mg. Vorrei sapere quante bustine posso prendere al mese? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ogni quanti giorni le capita di assumerla? Le capita di doverne assumere più di una al giorno?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Direi che è accettabile, ma al suo posto valuterei con un neurologo se non sia il caso di valutare una terapia preventiva.

  3. rosi

    Salve dottore ieri sono stata malissimo avevo mal di testa forte e un dolore fisso al lato destro della testa,ho preso una compressa di brufen e ho iniziato a vomitare,per il mal di testa di solito alternavo brufen e tachipirina ma probabilmente x i miei problemi di stomaco il brufen era troppo forte. Per i miei mal di testa ho fatto un rx ed è emerso una deviazione del setto nasale e dei seni paranasali…secondo lei la tachipirina 500 bustine è efficace ad eliminare il dolore o devo somministrarmi due bustine da 500?

  4. Micht

    Salve,
    ogni tanto mi capita di soffrire di mal di testa e assumo mezza bustina di Ketoprofene dato che mi risulta sufficiente a far passare il dolore.
    Vorrei sapere qual’è il quantitativo equivalente di Paracetamolo.

    Grazie

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