Ossigenoterapia ed ossigeno

Ultimo Aggiornamento: 2 giorni

Introduzione

L’ossigenoterapia è un approccio terapeutico che consente di somministrare una quantità supplementare di ossigeno al paziente: l’ossigeno serve all’organismo per funzionare bene e, in condizioni normali, sono i polmoni che lo assorbono dall’aria attraverso la respirazione. Esistono tuttavia alcune patologie e alcune condizioni che impediscono al paziente di assorbirne una quantità sufficiente dall’ambiente.

L’ossigenoterapia permette quindi al soggetto di sentirsi meglio e più attivo.

L’ossigeno medicale viene fornito in bombole di metallo oppure in contenitori analoghi; viene fornito di appositi dispositivi che permettono di somministrarlo in uno dei modi seguenti:

  • tramite cannula nasale, formata da due piccoli beccucci di plastica, collocati uno per narice,
  • tramite maschera facciale, che copre il naso e la bocca,
  • tramite un tubicino inserito nella trachea alla base del collo (il medico pratica un’incisione per inserire il tubicino. La terapia che somministra l’ossigeno in questo modo è detta ossigenoterapia transtracheale).

L’ossigenoterapia può essere praticata

  • in ospedale,
  • in ambulatorio,
  • a domicilio.

Se il paziente ha bisogno di questa terapia per patologie o disturbi cronici, cioè per lunghi periodi o per sempre, viene in genere messo in condizione di riceverlo a casa sotto forma di bomboloni metallici.

Apparato respiratorio

Per capire come funziona l’ossigenoterapia, può essere utile conoscere il funzionamento dell’apparato respiratorio, cioè dell’insieme di organi e tessuti che servono per respirare.

L’apparato respiratorio comprende le vie respiratorie e i polmoni.

  • Le vie respiratorie permettono il passaggio dell’aria ricca di ossigeno diretta verso i polmoni,
  • ma attraverso di esse passa anche l’anidride carbonica (il gas di rifiuto) che esce dai polmoni.

L’aria entra nell’organismo attraverso il naso o la bocca, che la umidificano e la riscaldano; poi attraversa la laringe e la trachea. La trachea si divide in due tubi più piccoli, detti bronchi, che sono collegati ai polmoni.

All’interno dei polmoni i bronchi si diramano in migliaia di tubicini più piccoli e più stretti, detti bronchioli. Al termine dei bronchioli troviamo tanti grappoli di minuscole sacche (gli alveoli).

Ciascun alveolo è ricoperto da una rete di minuscoli vasi sanguigni (capillari), collegati a una rete di arterie e di vene che fanno circolare il sangue in tutto l’organismo.

Quando l’aria raggiunge gli alveoli, l’ossigeno in essa contenuto attraversa le pareti degli alveoli e va a finire nel sangue che circola nei capillari.

Il sangue così ossigenato raggiunge quindi il cuore, attraversando la vena polmonare e le sue diramazioni, per poi venir distribuito a tutti i diversi distretti dell’organismo.

Alcune patologie e alcuni disturbi

  • acuti (di breve periodo)
  • o cronici (di lungo periodo)

possono influire negativamente sullo scambio dell’ossigeno tra gli alveoli e il sangue: tra di essi ricordiamo la polmonite e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Il medico deciderà se il paziente deve sottoporsi all’ossigenoterapia a seconda dei risultati degli esami, ad esempio dell’emogasanalisi (EGA) e della pulsiossimetria. Questi esami servono per misurare la quantità di ossigeno presente nel sangue: se il livello di ossigeno è troppo basso il paziente deve ricorrere all’ossigenoterapia.

Prognosi

L’ossigenoterapia aiuta molti pazienti a vivere una vita più piena e più attiva. Può inoltre essere utile per:

  • diminuire la sensazione di mancanza di fiato e l’affaticamento,
  • migliorare la qualità del sonno nei pazienti che soffrono di disturbi del sonno connessi alla respirazione,
  • aumentare la speranza di vita nei pazienti affetti da BPCO.

L’ossigenoterapia può essere necessaria sul lungo periodo, tuttavia non deve limitare le attività quotidiane del paziente. Le bombole di ossigeno portatili possono rendere più facili gli spostamenti e lo svolgimento delle normali attività.

L’ossigenoterapia in generale è sicura, ma può presentare il di rischio di incendio: per usare l’ossigeno in sicurezza, seguite le istruzioni che vi verranno impartite dagli infermieri a domicilio.

Per chi è indicata

Il medico può consigliarvi l’ossigenoterapia se il livello dell’ossigeno nel sangue è molto basso.

Disturbi e patologie acuti

I pazienti possono ricevere l’ossigenoterapia se sono ricoverati in ospedale per una patologia grave che impedisce loro di ricevere una quantità sufficiente di ossigeno nel sangue. Una volta guariti, probabilmente la terapia sarà interrotta.

Tra i disturbi e le patologie per cui può essere necessaria l’ossigenoterapia ricordiamo:

  • Polmonite grave. La polmonite è l’infezione di uno o di entrambi i polmoni. Se è grave, causa l’infiammazione profonda degli alveoli, che quindi non riescono a scambiare una quantità sufficiente di ossigeno con il sangue.
  • Attacchi di asma gravi. L’asma è una patologia polmonare che infiamma e fa restringere i bronchi. La maggior parte dei pazienti che soffre di asma, compresi molti bambini, riesce a gestire i sintomi in tutta sicurezza, tuttavia, se gli attacchi d’asma sono gravi, il paziente può aver bisogno del ricovero in ospedale per l’ossigenoterapia.
  • Sindrome da distress respiratorio o displasia broncopolmonare nei bambini nati prematuri. I neonati prematuri possono soffrire di una o di entrambe queste gravi malattie polmonari. Come parte della terapia, possono ricevere l’ossigeno tramite un ventilatore o una mascherina nasale a pressione positiva continua, oppure tramite cannula nasale.

Disturbi e patologie cronici

L’ossigenoterapia può essere usata sul lungo periodo per curare alcuni disturbi e alcune patologie, ad esempio:

  • BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). La BPCO è una malattia progressiva in cui le lesioni agli alveoli impediscono il passaggio di una quantità sufficiente di ossigeno nel sangue. L’aggettivo “progressiva” significa che la patologia tende a peggiorare con l’andare del tempo.
  • Insufficienza cardiaca grave. In questo disturbo il cuore non è in grado di pompare una quantità sufficiente di sangue ricco di ossigeno per soddisfare le necessità dell’organismo.
  • Fibrosi cistica. La fibrosi cistica è una malattia ereditaria delle ghiandole esocrine, tra cui quelle che producono il muco e il sudore. Nei pazienti che soffrono di fibrosi cistica le vie respiratorie si riempiono di muco denso e appiccicoso, che facilita la proliferazione dei batteri, causando infezioni polmonari gravi e ricorrenti. Con il passare del tempo, le infezioni possono danneggiare gravemente i polmoni.
  • Disturbi respiratori connessi al sonno che fanno abbassare il livello di ossigeno durante il sonno, ad esempio l’apnea nel sonno.

Come funziona

L’ossigenoterapia fornisce al paziente una quantità supplementare di ossigeno, un gas indispensabile per il corretto funzionamento dell’organismo. L’ossigeno è disponibile in diverse forme e può essere somministrato in diversi modi.

Modalità di conservazione

L’ossigeno è conservato in tre modi:

  • gas compresso,
  • liquido,
  • in forma concentrata ricavata dall’aria.

L’ossigeno compresso è immagazzinato in bombole di metallo di diverse dimensioni. Alcune di esse sono abbastanza piccole e quindi il paziente le può portare tranquillamente con sé, in un carrellino, in una borsa o in uno zainetto.

L’ossigeno liquido è molto freddo. Quando esce dal contenitore, si trasforma in gas. L’ossigeno liquido viene consegnato a domicilio del paziente, in un contenitore grande, da cui è possibile travasarlo in contenitori più piccoli.

Il vantaggio dell’ossigeno liquido è che i contenitori occupano meno spazio rispetto a quelli dell’ossigeno compresso o concentrato, tuttavia l’ossigeno liquido costa di più ed evapora facilmente, quindi non lo si può conservare troppo a lungo.

I concentratori di ossigeno filtrano gli altri gas presenti nell’aria e immagazzinano soltanto l’ossigeno. Sono di dimensioni diverse, e alcuni di essi sono anche portatili.

I concentratori di ossigeno costano meno rispetto agli tipi di ossigenoterapia, anche perché non hanno bisogno della ricarica di ossigeno, funzionano tuttavia a energia elettrica, quindi il paziente deve avere con sé una scorta di ossigeno in caso di blackout.

Sistemi di somministrazione

Nella maggior parte dei casi l’ossigeno viene somministrato tramite cannula nasale, un dispositivo formato da due tubicini di plastica che si inseriscono in entrambe le narici.

Per tenere la cannula in posizione, il paziente può sistemare le estremità più lunghe dietro le orecchie oppure attaccarle a una specie di mascherina a forma di occhiale che serve per nascondere i tubicini. I tubicini, poi, fanno il giro dietro le orecchie e si uniscono sotto il mento, dove sono attaccati al tubo che esce dal contenitore dell’ossigeno.

Al posto della cannula nasale può essere usata la mascherina che copre la bocca e il naso. Questo metodo è usato soprattutto nei casi in cui il paziente ha bisogno dell’ossigenoterapia ad alto flusso o se il naso è chiuso a causa di un raffreddore.

La mascherina facciale è tenuta in posizione da un elastico che cinge il capo o da tubicini che passano dietro le orecchie. L’ossigeno viene somministrato attraverso un tubicino collegato alla parte anteriore della maschera.

L’ossigeno può anche essere somministrato mediante un tubicino inserito nella trachea, tramite incisione praticata nella parte anteriore del collo. Per posizionare il tubicino, il medico praticherà un’incisione col bisturi. Questa modalità di somministrazione dell’ossigeno è detta ossigenoterapia transtracheale.

I pazienti che ricevono l’ossigenoterapia transtracheale devono avere un umidificatore collegato al sistema di somministrazione dell’ossigeno, perché il gas non attraversa il naso o la bocca come nelle altre modalità di somministrazione. L’umidificatore serve per umidificare l’ossigeno e impedire che le vie respiratorie si secchino troppo.

L’ossigeno, inoltre, può essere somministrato mediante dispositivi che aiutano la respirazione, come il ventilatore a pressione positiva continua (CPAP).

Prima della terapia

Se vi trovate in una situazione d’emergenza (incidente grave, sospetto infarto o altri eventi che possono mettere in pericolo la vostra vita) con ogni probabilità dovrete iniziare immediatamente l’ossigenoterapia.

Negli altri casi, invece, il medico deciderà se avete bisogno dell’ossigeno terapia in base ai risultati degli esami. L’emogasanalisi e la pulsiossimetria sono in grado di misurare la quantità di ossigeno presente nel sangue.

Durante l’emogasanalisi viene inserito un piccolo ago in un’arteria, di solito in quella del polso: viene prelevato un campione di sangue inviato poi in laboratorio, dove viene misurato il livello dell’ossigeno.

Nella pulsiossimetria viene collegato un piccolo sensore alla punta di un dito delle mani o dei piedi. Il sensore usa la luce per stimare la quantità di ossigeno contenuta nel sangue.

Se gli esami indicano che la quantità di ossigeno nel sangue è troppo bassa, il medico può prescrivervi l’ossigenoterapia. Nella prescrizione il medico indicherà il numero di litri di ossigeno al minuto necessari al paziente (flusso) e la frequenza d’uso dell’ossigeno.

La frequenza d’uso comprende il momento in cui dovrete usare l’ossigeno e la durata della terapia. A seconda delle condizioni del paziente e del livello di ossigeno nel sangue, potreste aver bisogno dell’ossigeno solo in certi momenti, ad esempio durante il sonno o l’esercizio fisico.

Se il medico vi prescrive l’ossigenoterapia, vi aiuterà a trovare chi vi fornirà a domicilio l’ossigeno e le apparecchiature necessarie.

Durante la terapia

In caso di emergenza, ad esempio dopo un incidente, un presunto infarto o altri eventi che potrebbero mettere in pericolo la vostra vita, con ogni probabilità dovrete iniziare immediatamente l’ossigenoterapia.

Durante il ricovero in ospedale, il medico vi visiterà e vi controllerà, per accertarsi che stiate ricevendo la giusta quantità di ossigeno. Durante l’ossigenoterapia sarete assistiti dagli infermieri o dai terapisti della respirazione.

Se dovete ricevere l’ossigenoterapia a domicilio, chi vi fornisce l’ossigeno vi aiuterà ad allestire tutte le apparecchiature.

Infermieri specializzati vi insegneranno come usare le apparecchiature e come prendervi cura di esse; vi forniranno l’ossigeno e vi insegneranno come maneggiarlo in condizioni di sicurezza.

L’ossigeno è infiammabile, quindi dovrete seguire particolari precauzioni di sicurezza. Pur non essendo esplosivo, è comunque infiammabile, quindi, in presenza di ossigeno, un piccolo incendio può andare velocemente fuori controllo. Le bombole d’ossigeno compresso, inoltre, possono esplodere se esposte a fonti di calore.

Chi vi consegna l’ossigeno a domicilio vi darà un elenco di precauzioni da osservare in casa e nei luoghi pubblici. Ad esempio, se avete con voi l’ossigeno:

  • non dovete fumare o stare vicini a persone che fumano,
  • non dovete usare i diluenti per vernici, i detersivi, il gasolio, gli spray e altri materiali infiammabili,
  • dovete stare ad almeno un metro e mezzo di distanza dalle stufe a gas, dalle candele e dalle altre fonti di calore.

Quando l’ossigeno è inutilizzato, va tenuto in luoghi ampi e areati. Non conservate mai le bombole di ossigeno compresso e di ossigeno liquido in luoghi piccoli e non areati, ad esempio negli sgabuzzini, dietro le tende o vicino ai tappeti o ai tessuti infiammabili.

Dai contenitori dell’ossigeno fuoriescono sempre piccole quantità di gas che si possono accumulare e diventare quindi pericolose se l’ossigeno viene conservato in luoghi troppo ristretti.

Complicazioni ed effetti collaterali

L’ossigenoterapia può causare complicazioni ed effetti collaterali, ad esempio:

  • secchezza nasale,
  • sangue dal naso,
  • irritazione cutanea dovuta alla cannula o alla mascherina,
  • affaticamento e mal di testa mattutini.

Se i sintomi persistessero il medico potrà rivalutare la quantità di ossigeno erogata e/o la durata della terapia.

Se avete il naso troppo secco, il medico vi può consigliare uno spray nasale, oppure può aggiungere un umidificatore all’apparecchiatura di somministrazione.

Se la cannula o la mascherina sono scomode, gli infermieri vi possono aiutare a trovarne di più comode, oppure vi possono consigliare gel e dispositivi utili per diminuire l’irritazione.

Le complicazioni dell’ossigenoterapia transtracheale possono essere più gravi. In questo tipo di ossigenoterapia, l’ossigeno viene somministrato tramite un tubicino inserito direttamente nella trachea tramite una piccola incisione praticata nella parte anteriore del collo.

Nell’ossigenoterapia transtracheale:

  • si possono formare accumuli di catarro nella trachea, perché l’ossigeno secca le vie respiratorie. Il muco può provocare la tosse e ostruire la trachea;
  • il tubicino può scivolare o rompersi,
  • c’è il pericolo di infezioni,
  • c’è il pericolo di lesioni alle pareti della trachea.

Il rischio di complicazioni diminuisce maneggiando correttamente e con cura il tubicino e le altre apparecchiature.

Sorveglianza continua

Per essere certi di ricavare il massimo beneficio dall’ossigenoterapia, dovete andare dal medico regolarmente. Il medico controllerà i vostri progressi e, se necessario, modificherà la terapia.

Non prendete mai iniziative per modificare la quantità di ossigeno che state assumendo o il flusso di ossigeno. Parlate sempre dei problemi o degli effetti collaterali con il medico: solo lui è in grado di consigliarvi come modificare la terapia.

Chiedete al medico quando è opportuno contattare lui e quando il pronto soccorso, in caso di emergenza. Il medico può darvi consigli su che cosa fare se:

  • Avete il respiro più corto del solito, soffrite di dispnea o il respiro è diverso dal solito.
  • Avete la febbre, avete più catarro del solito o presentate i sintomi di un’infezione in corso.
  • Avete le dita delle mani o le labbra bluastre. Sono sintomi del fatto che il vostro organismo non sta ricevendo una quantità sufficiente di ossigeno.
  • Siete in stato confusionale, siete irrequieti o più ansiosi del solito.

In caso d’emergenza, recatevi immediatamente al pronto soccorso oppure chiamate il 118.

Fonte: NIH (traduzione a cura di Elisa Bruno)

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  1. Anonimo

    dottore una curiosità quando i polmoni “stanno male ” (polmoniti -pleuriti -tumori ) la saturazione sìabbassa sempre ? Grazie

  2. Anonimo

    Si diventa dipendenti dall’Ossigenoterapia o meglio può trattarsi di una terapia momentanea?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere è cronica, ma ovviamente dipende sempre dalla causa.

  3. Anonimo

    Non ho trovato un ospedale che tenga bombolone per ricaricare il
    ,cosi sono rimasta senza ossigeno rischiando di morire.é una grave mancanza della nostra sanitá.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In questi casi può essere utile rivolgersi alla Guardia Medica per avere una ricetta per poter ritirare una bombola provvisoria nella farmacia di turno.

  4. Anonimo

    Buongiorno,
    la farmacia può fornire per il paziente domiciliare bombole portatili di ossigeno oltre alle bombole grandi tipo da 1200/3000 lt ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ma temo solo a pagamento; sentirei comunque l’ASL della sua città.

  5. Anonimo

    Salve Dottore….ho 47 anni e circa 4/5 mesi fa ho fatto una visita pneumologica con spirometria ed è risultato tutto nella norma, poi 3 mesi fa durante un intervento di settoplastica mi hanno misurato la saturazione ed era tra i 92 e 94% c’è da preoccuparsi? Ho fatto tutti gli esami cardiologici con visita e a parte qualche extrasistole sopraventicolari benigne e lieve insufficienza mitralica e tricuspide tutto il resto ok….soffro di ipotiroidismo, ipertensione, ipertrigliceridemia, ipertrofia prostatica benigna, ernia iatale da scivolamento. Sono un soggetto ansioso ed ipocondriaco. Ultimamente ho avuto una bronchite e tuttora in via di guarigione, vado al quesito….Sono giorni che faccio continui sospiri, sbadigli , ed ho fame d’aria, gonfiore addominale, meteorismo ed eruttazioni….può dipendere da questa bassa saturazione oppure da cosa? Grazie mille Dottore…..

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      No non c’è da preoccuparsi, durante gli interventi vengono usati farmaci che interferiscono con la respirazione e la saturazione può scendere, non è un problema dei suoi polmoni, stia tranquillo.

    2. Anonimo

      Grazie Dottoressa per avermi risposto e tranquillizzato, però come me li spiega questi disturbi che ho in questi giorni? Continui sospiri, sbadigli, fame d’aria, eruttazioni e gonfiore addominale….grazie mille!!!!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ernia iatale e magari un po’ di ansia, probabilmente, ma raccomando di verificare con il medico.

  6. Anonimo

    Salve Dottore….vorrei un suo parere riguardo la mia saturazione….la controllo spesso e vedo che mi varia dal 93% al 97% a riposo….ho fatto due visite pneumologiche con spirometria ed entrambi sono ok…mi ha misurato l’ultima saturazione il pneumologo ed era 98%. Essendo una persona molto ansiosa ed ipocondriaco, mi domandavo allora perché al mattino al risveglio sento il bisogno di fare frequenti sospiri e sbadigli come se mi mancasse aria e tutto questo fino alla sera che non vado al letto. Poi stamattina ho cominciato a correre al parco ed il fiato continuava a spezzarsi e sentivo il bisogno sempre di fare questi sospiri. Cardiologicamente sono ok avendo fatto circa 6 mesi fa i dovuti controlli, premetto che peso 110 kg e sono a dieta da un nutrizionista….Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ansia e sovrappeso possono spiegare i sintomi, alla luce della vista positiva.

    2. Anonimo

      Grazie Dottore….quindi lei ritiene che i valori della saturazione che mi variano dal 93 al 97% li ritiene positivi? Grazie infinite!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ma a parte questo immagino che nessuno le abbia mai suggerito di verificarlo periodicamente, quindi sospenderei fin da oggi questa abitudine.

    4. Anonimo

      Grazie ancora Dottore….in effetti ha ragione non me l’ha consigliato nessuno e come al solito è una mia fissazione e seguirò il suo consiglio….solo che mi impressionano questi continui sospiri….ne faccio almeno 50 al giorno e mi succede solo il giorno, specialmente al mattino al risveglio, mentre la notte dormo….ne faccio talmente tanti che mi fa male anche il torace….grazie davvero e mi scusi l’ignoranza!

  7. Anonimo

    Mi scusi,mi saprebbe dire di cosa è composto l’ossigeno all’interno delle bombole ad uso criogenico? Potrebbe esserci anche del cortisone?grazie mille

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è solo ossigeno, non ci sono altri medicinali all’interno.

  8. Anonimo

    Dottore visto che io ho la pressione su 120\90 e ogni tanto mi sento. Il cuore in gola e i bruciore alla coronaria posso avere una sua risposta. Grazie mille

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, la pressione è del tutto normale; se ha bruciore al petto è probabilmente dovuto più a un problema di stomaco, di possibile reflusso acido che non al cuore, stia tranquilla, ma valuti comunque la situazione col suo medico. Saluti.

  9. Anonimo

    Buon giorno, Vi chiedo se i valori di ossigeno del sangue attorno al 94 -97% sono normali, perché ogni tanto misuro la % con lo strumento che rileva la conta dei globuli rossi saturi attraverso il dito e mediamente si attesta sul 95% partendo da 97% per poi scendere al 96- 95%. Ho 57 anni e pratico attività fisica tutti giorni facendo tre km di nuoto in piscina. Prendo anche dei farmaci per abbassare la pressione ( Olpress 20 mg e Cardura 2 mg) inoltre assumo la Cardioapirina 100 mg per una pregressa Trombo flebite al polpaccio (10 anni fa ) assumo anche prefolic 15 tre volte alla settimana per abbassare l’omocisteina. Comunque mi sento bene, ma mi devo preoccupare e soprattutto questi farmaci hanno degli effetti sulla percentuale di ossigeno?

    1. Anonimo

      Comunque quei valori li ritiene nella norma? Quando nuoto faccio 3 km senza mai fermarmi e dopo l’allenamento non ho nessun affanno. Mi è venuta questa preoccupazione perché ieri ho portato mia madre di 80 anni a fare una visita e nonostante abbia due valvole al cuore mal funzionanti, aveva la saturazione al 99% rilevata con il pulsimetro. Grazie Dottore della sua risposta.

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, dipende da varie cose, intanto dallo strumento e dalle condizioni della misurazione, per cui il 95% non lo terrei in considerazione, data anche l’assenza di sintomi; se ci fosse stato un problema certo non avrebbe fatto sport senza accorgersene.

    3. Anonimo

      La ringrazio Dr.ssa Fabiani, ora mi sento più sollevato. Ringrazio anche il Dr. Cimurro per l’eusadiente risposta in merito ai farmaci.

    4. Anonimo

      l uso di ossigeno tramite il naso può provocare irritazione alla gola? grazie anticipatamente per la risposta

  10. Anonimo

    Salve , ho mia nonna che ha subito vari interventi per tumore ai polmoni, ora è terminale e necessità di ossigeno h24, abbiamo inoltrato la richiesta all’asl per l’ossigeno liquido ma nel frattempo procediamo con le prescrizioni del medico di base che però sta creando un infinità di difficoltà per la prescrizione sostenendo che può prescrivere una sola bombola di ossigeno a ricetta è non più di una al giorno ma mia nonna sta consumando più di una bombola al giorno. Mi sapreste dire che è vero tale assunzione ed eventualmente una norma che posso ricercare e fare vedere al medico di base per farmi prescrivere l’ossigeno.
    La ringrazio della risposta anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve valutarlo con la sua ASL, in questi casi ci sono spesso limitazioni regionali o locali.

  11. Anonimo

    salve, hom 60 anni e sono un forte fumatore al punto che non riesco a smettere, inutile dirvi che come mi muovo un po mi affanno e sento mancanza d’ossigeno, posso fare uso di ossigeno per qualche giorno per aiutarmi nella respirazione?
    grazie.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, l’ossogeno è un farmaco a tutti gli effetti e va prescritto dal medico, se non erro serve tra l’altro la visita specialistica pneumologica.

  12. Anonimo

    Affetta da grave enfisema mi è stata fatta la seguente prescrizione:
    Ossigenoterapia al flusso di 1l min a riposo, 2lminuto di notte e sotto sforzo. Mi è stato prescritto un bombolone di ossigeno da 30 litri e ho scoperto che per avere uno stroller portatile lo devo noleggiare a 10 euro al mese + 20 per ricarica, da ricaricare in farmacia e, se dovessi farlo prima della scadenza del mese, devo pagare la ricarica 20 euro.
    Le mie domande allora sono le seguenti:
    c’è una qualche modalità per avere gratuitamente l’ossigeno di cui riporto la descrizione dal suo documento
    “L’ossigeno liquido è molto freddo. Quando esce dal contenitore, si trasforma in gas. L’ossigeno liquido viene consegnato a domicilio del paziente, in un contenitore grande, da cui è possibile travasarlo in contenitori più piccoli”
    Questi contenitori più piccoli sono quelli trasportabili ( stroller)?
    Sono molto confusa ed avendo solo 64 anni desidererei avere delle indicazioni che mi permettano di avere una vita abbastanza normale ad un costo accessibile.
    La ringrazio per l’attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che non sia possibile averlo gratuitamente, ma proverei comunque a fare richiesta presso l’ASL.

  13. Anonimo

    vorrei sapere se posso effettuare sedute di ossigeno terapia al viso tenuto presente che mi hanno diagnosticato un melanoma benigno alla retina dell’occhio. grazie.

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