Soia: menopausa, tumore al seno ed osteoporosi

Ultimo Aggiornamento: 650 giorni

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Chi non conosce la soia? E’ una leguminosa (Glycine max L. Merr.) che fa parte dell’alimentazione soprattutto delle popolazioni orientali, ma che negli ultimi anni ha conosciuto un discreto successo anche qui in Occidente. Ormai in effetti è coltivata in tutto il mondo, non solo in Oriente, ed è nota soprattutto per il suo uso in cucina e nell’industria cosmetica.

E’ invece molto meno nota nel ruolo, reale o potenziale, di pianta medicinale, anche se ultimamente viene spesso utilizzata come integratore nella terapia ormonale sostitutiva (TOS) per le donne in menopausa.

I principi attivi della soia

La soia, in quanto legume, è conosciuta per il suo alto contenuto di proteine ed amminoacidi facilmente digeribili; contiene una buona quantità di lipidi (sostanze grasse) che la rendono il legume più calorico, mentre risulta molto povera di carboidrati. Una caratteristica importante che la fa apprezzare in una dieta bilanciata è la sua ricchezza in sali minerali, soprattutto calcio, fosforo e potassio.

La famosa lecitina di soia (si trova anche nel tuorlo d’uovo), il cui nome chimico è fosfatidilcolina, è un fosfolipide che grazie ad una sua parte molecolare lipofila (non solubile in acqua) ed una idrofila (solubile in acqua) possiede un buon potere emulsionante: infatti è molto usata nell’industria cosmetica e nell’industria alimentare. Dal punto di vista farmacologico, soprattutto nelle credenze popolari, alla lecitina di soia è stata attribuita un’attività anticolesterolo, cioè essa ne favorirebbe lo smaltimento a livello epatico ed a livello della circolazione sanguigna. In realtà la lecitina di soia è il principale costituente della struttura delle membrane cellulari e questa sua azione si esplica in sinergia con tutte le altre sostanze presenti nel seme della leguminosa come gli isoflavoni, le saponine e gli insaponificabili.

  • Gli isoflavoni sono dei composti che a livello chimico vengono definiti fenolici e sono costituiti da due anelli aromatici ed un anello eterociclico, sono di fatto molecole a 15 atomi di carbonio. Gli isoflavoni risultano presenti anche in altre piante ed in altri legumi. Da un punto di vista fisiologico sembra che gli isoflavoni si comportino come fitoestrogeni, o estrogeni vegetali e che, se assunti, abbiano un effetto regolatore naturale sulla produzione ormonale corporea nella donna.
  • Le saponine contenute negli estratti del seme di soia rendono maggiormente biodisponibili gli isoflavoni, in effetti la loro presenza dovrebbe essere sempre garantita in quei prodotti ad attività fitoestrogenica. Comunque, da un punto di vista farmacologico, queste componenti non sono ancora state sufficientemente studiate.
  • Gli insaponificabili costituiscono la frazione residua del processo di saponificazione dell’estratto di soia. E’ una miscela di sostanze lipidiche molto usata nell’industria cosmetica, ma che ultimamente è stata soggetta a ricerche cliniche per valutarne l’efficacia nel trattamento della sclerodermia, malattia cronica e progressiva che colpisce il sistema immunitario e che si manifesta con l’ispessimento della cute fino ad arrivare ai tessuti degli organi più interni nei casi più gravi. Sembra che gli insaponificabili possano intervenire, regolandola, nella sintesi del collagene. E’ stata anche documentata una loro attività antiinfiammatoria sia per via sistemica , sia per via topica.

Le prospettive della soia

Il recente interesse clinico e farmacologico per la soia e i suoi derivati è provato dai molti studi epidemiologici effettuati sulle popolazioni asiatiche che, come già detto, sono grandi consumatori di soia. Questi studi hanno evidenziato come, nella popolazione orientale, ci sia una minore incidenza di problemi legati al climaterio, di casi di osteoporosi, di cancro al seno, di malattie cardiovascolari e di cancro al colon.

E proprio su alcune di queste patologie si sono soffermati alcuni studi clinici randomizzati che in molti casi hanno dimostrato l’efficacia di alcune terapie a base di derivati della soia.

Molto interessanti sono i risultati ottenuti sullo studio della composizione ossea delle donne orientali che consumano isoflavoni di soia, le quali presentano un’elevata densità ossea rispetto alle donne occidentali che non ne assumono. Uno studio condotto in Italia sembra confermare le evidenze epidemiologiche. E’ ancora da dimostrare se questa caratteristica abbia un’incidenza sul rischio di fratture ossee.

Relativamente all’osteoporosi un recente e rigoroso studio ha dimostrato che gli isoflavoni non si rivelano più efficaci del placebo o, in altre parole, non servono: l’ipotesi attuale in grado di spiegare la minore incidenza della patologia nelle donne asiatiche prevede infatti che sia il maggior consumo nell’intero arco della vita ad essere associato a vantaggi terapeutici, mentre l’assunzione di integratori dai 50 anni in su non sia in grado di garantire gli stessi benefici.

Molti studi clinici hanno dimostrato l’efficacia della soia, nella globalità dei suoi componenti, nel ridurre il livello di colesterolo cattivo (LDL) e nel ridurre il rischio di patologie dell’apparato cardiocircolatorio.

L’aspetto forse più controverso degli studi clinici attuali riguarda proprio una delle proprietà più famose della soia, cioè quella che si esplica sui problemi del climaterio (menopausa). Sebbene esistano in commercio diversi tipi di integratori a base di soia con azione fitoestrogenica, la ricerca clinica ancora non ne conferma l’efficacia. E’ ipotizzabile che i risultati dei vari studi non riescano ad essere validati a causa della grande disomogeneità dei dati a partire dai prodotti utilizzati che non sono mai uguali in composizione (integratori con o senza saponine , ad esempio ecc.). Inoltre i vari studi sembra non abbiano preso in considerazione la genetica delle donne in esame, che come fattore è abbastanza importante per capire come l’organismo reagisce ai farmaci. Sono state condotte ricerche anche sull’effetto dei fitoestrogeni sull’endometrio, ma i risultati sono anche qui disomogenei.

Numerosi studi farmacologici, insieme alle evidenze epidemiologiche, hanno dimostrato che esiste una correlazione tra consumo di soia e riduzione dei casi di cancro al seno. Molto interessante lo studio epidemiologico che ha dimostrato come donne asiatiche trasferitesi negli USA, cambiando il loro regime alimentare, avessero la stessa probabilità di ammalarsi di cancro al seno quanto le donne occidentali! In Canada è stato condotto uno studio su più di 3000 donne in pre-menopausa o in sovrappeso in cui l’assunzione giornaliera di fitoestrogeni ha ridotto l’incidenza di cancro mammario. Per le donne invece in post-menopausa la ricerca non ha evidenziato nessuna incidenza.

Se alcuni studi riportano la possibilità di un effetto protettivo, altre revisioni dei lavori in letteratura concludono che al contrario sono da evitare nelle donne con alto rischio o precedente di sviluppo di questo tipo di tumori, per il rischio di un aumento di probabilità di recidive al seno ed altre forme estrogeno-dipendenti.

Molto promettente è lo studio che riguarda il carcinoma prostatico: sembra che gli isoflavoni di soia possano ridurre la crescita cellulare di questo tipo di cancro. I risultati a disposizione tuttavia non sono ancora abbastanza per poterli considerare definitivi.

Quando usare la soia e sue controindicazioni

E’ indubbio, da quanto sopra esposto che il consumo di soia nella dieta, come legume o dei suoi derivati, o sottoforma di integratori sia utile per migliorare il metabolismo dei grassi (colesterolo) e per prevenire, soprattutto nel periodo antecedente la menopausa, tutti i problemi ad essa correlati, come l’osteoporosi e l’arteriosclerosi; questo è vero sopratutto se il consumo è regolare per l’intero arco della vita o, quantomeno, iniziato 10-15 anni prima dell’arrivo della menopausa.

Inoltre, dal punto di vista prettamente terapeutico, la soia ed i suoi derivati, sempre sotto parere del proprio medico, possono essere utilizzati efficacemente per:

  1. Prevenire i danni alle cartilagini e per trattare casi di sclerodermie (vedi sopra);
  2. prevenzione e trattamento dei disturbi lievi riguardanti il climaterio, come caldane, secchezza vaginale, sbalzi di umore, magari in associazione ad altri prodotti fitoterapici o farmaci allopatici (cioè della medicina tradizionale).

L’uso dei fitoestrogeni, tuttavia, deve essere fatto con cautela soprattutto per quanto riguarda i bambini e le donne in gravidanza: i fitoestrogeni passano nel liquido amniotico e possono alterare lo sviluppo delle ghiandole endocrine del feto. Nei bambini un uso costante di soia può provocare turbe nello sviluppo sessuale e nella fisiologia del ciclo mestruale senza contare che possono interferire sull’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi.

Da tenere presente inoltre che i fitoestrogeni possono stimolare la crescita dei tumori al seno con caratteristica estroginica dipendente, quindi l’uso della soia e dei suoi derivati è sconsigliato per le donne che hanno sviluppato questo tipo di cancro; è inoltre raccomandabile che tutte le donne che hanno o hanno avuto un qualsiasi tipo di cancro alla mammella consultino un oncologo o comunque il proprio medico prima di assumere soia o suoi integratori.

I fitoestrogeni inoltre possono interferire con la funzione della tiroide, pertanto sono sconsigliati in presenza di una patologia tiroidea. Altri casi in cui è necessaria cautela sono: endometriosi, perdite vaginali ematiche, polipi o cancro all’endometrio.

Possono anche interferire con alcuni farmaci come il warfarin ed il tamoxifene.

Conclusioni

La soia, alla luce delle ricerche farmaco-cliniche, risulta essere una pianta dalle proprietà terapeutiche. Gli isoflavoni, che tra i componenti attivi del seme di soia sono i più caratterizzati, si sono dimostrati ottimi alleati della buona salute dell’apparato circolatorio, mentre sembrano essere meno efficaci nel trattamento a breve termine della osteoporosi da menopausa.

Più controverso è l’effetto sul tumore al seno perchè di fatto al momento manca una risposta definitiva: personalmente lo sconsiglio nelle donne a rischio e ne scoraggio il consumo con il solo scopo di prevenzione, mentre su donne sane potrebbe avere senso provarlo e fare più o meno brevi cicli per alleviare i disturbi della menopausa.

Quello che invece la ricerca clinica non è riuscita a dimostrare completamente è la loro efficacia nel trattamento dei disturbi del climaterio, che paradossalmente, è l’aspetto terapeutico più conosciuto e popolare della soia.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. nicoletta

    ho 56 anni e da uno sono entrata in menopausa. solo da pochi mesi ho fatto la densiometria ossea e ho una osteoporosi conclamata circa al 30%, inoltre ho ilvalore del colesterolo cattivo al limite dei valori consentiti ma il valore del colesterolo hdl è alto. Il mio medico mi ha dato il calcio con vitamina D da prendere quotidianamente per l’osteoporosi mentre per il colesterolo non mi ha dato nulla. Ora chiedo se la lecitina di soia potrebbe essere valida sia per l’osteoporosi che per il colesterolo e se interferisce con il calcio. Sto prendendo anche la papaya fermentata. Inoltre non ho capito se la soia , aiuta la prevenzione del cancro al seno o invece sono i fitoestrogeni a stimolare la crescita dei tumori al seno con caratteristica estroginica dipendente. In ultimo che differenza c’è tra assumere solo lecitina di soia o fitoestrogeni della soia: effetti diversi? Grazie. per la risposta.

    1. admin

      Riguardo al coinvolgimento dei fitoestrogeni nello sviluppo di tumori al seno non c’è ancora chiarezza; la lecitina di soia può aiutare per il colesterolo, ma non si può prescindere da una dieta più attenta e, possibilmente, esercizio fisico.
      La lecitina ed i fitoestrogeni sono 2 gruppi di sostanze diversi estratti dalla soia, banalizzando e semplificando possiamo dire che la prima si usa per il colesterolo, i secondi per gli effetti in menopausa; ideale sarebbe probabilmente un consumo regolare di soia, che permetterebbe l’assunzione di entrambi.

  2. ada

    nel 2003 mi hanno fatto l’isterectomia ,avevo 43 anni ora ne ho 50, soffrivo di fibroma uterino, da allora sono in menopausa, soffro di continue caldane, prendo la pillola per la pressione alta e per il colesterolo, posso curare le vampate con la soia, ho paura di usare altre medicine chimiche, cosa mi consiglia? grazie

    1. admin

      Senta il parere del ginecologo (importante dato il precedenti di fibroma), se non rileva controindicazioni può tranquillamente provare con la soia.

  3. Giorgio

    Questo articolo si contraddice in 2 punti. Riguardo al cancro al seno, nelle controindicazioni si sconsiglia e nelle conclusioni si consiglia. Vogliare per favore chiarire questo errore di stampa perchè è di estrema importanza per tutti noi.

    1) nel paragrafo: Quando usare la soya e le sue controindicazioni :
    …….Da tenere presente inoltre che i fitoestrogeni possono stimolare la crescita dei tumori al seno con caratteristica estroginica dipendente, quindi l’uso della soia e dei suoi derivati è sconsigliato per le donne che hanno sviluppato questo tipo di cancro.

    (possono stimolare la crescita del cancro al seno?)

    2) e quanto si dice nelle conclusioni, riguardo al cancro al seno:
    ………. ottimi alleati della buona salute dell’apparato circolatorio, ottimi per la prevenzione dell’osteoporosi da menopausa e soprattutto del tumore al seno e della prostata.

    (ottimi per la prevenzione del cancro al seno?)

    1. admin

      La ringrazio per la segnalazione, in effetti scritto così non è chiaro; è di fatto una discussione ancora aperta, perchè alcuni studi riportano la possibilità di un effetto protettivo, mentre altre revisioni dei lavori in letteratura concludono che al contrario sono da evitare nelle donne con alto rischio di sviluppo di questo tipo di tumori o con passate manifestazioni, ma su donne sane potrebbe avere un effetto protettivo.

      Di fatto al momento manca una risposta definitiva, personalmente lo sconsiglio nelle donne a rischio e ne scoraggio il consumo con il solo scopo di prevenzione, mentre su donne sane potrebbe avere senso provarlo e fare più o meno brevi cicli per alleviare i disturbi della menopausa.

      La ringrazio in ogni caso per la segnalazione, in giornata aggiornerò l’articolo per rendere più chiaro il concetto.

  4. sissy51

    Vorrei sapere se anche Climater Diet, così come Climater, contiene isoflavoni di soia in quanto dal foglio illustrativo non mi risulta chiaro. Grazie.

  5. Dinah

    Quali sono gli alimenti da preferire quando una donna è nel periodo di premenopausa?
    Grazie
    Dinah

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe aiutare assumere più soia di quanto non siamo abituati in Europa, a patto di non avere in famiglia casi di tumore al seno.

  6. silvana

    Salve…ho 46 anni e non sono ancora in menopausa ma da più di un anno perdo in capelli in modo costante e non soltanto nei cambi stagionali…siccome sono ipotiroidea e sto prendendo l’eutirox volevo chiederle se posso assumere fitoestrogeni come integratori alimentari sia per i capelli che per il colesterolo…ho sentito di un recente studio americano che i fitoestrogeni non iterferiscono con la funzionalità della tiroide smentendo le precedenti teorie…vorrei avere un suo parere grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Suggerisco prudenza ed un preventivo parere dell’endocrinologo.

  7. fantasia

    sto assumendo la tos sandrena e dufaston da un mese nonostante questo mi e rimasta una sudorazione eccessiva ho parlato con l endocrinologo che me la ha prescritta mi dice di provare a smettere vorrei sapere se posso associare un fitoestrogeno e se interrompo cosa succede ? ho sentito dire che la salvia officinalis da buoni risultati lei cosa mi consiglia ? è possibile che la tos non funzioni sempre?la ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È possibile che non sempre funzioni su tutti i sintomi, ogni donna è diversa. Non abbinerei all’attuale cura dei fitoestrogeni.

  8. eva

    buongiorno dottore , volevo chiedere 3° consigli….1°mia madre ha 56 anni da 10 anni ha artrite reumatoide ,e artrosi ,poi ha problemi alla tiroide, prende la pillola della pressione e altri farmaci per le malattie che le ho elencato…..può usare lecitina di soia.? 2° mio padre 3 anni fa ha avuto infarto,aveva 1 vena otturata fatto intervento adesso sta bene…lui può usare lecitina di soia? 3° io ho l’ovaio micropolicistico,sto facendo una dieta posso usare lecitina di soia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Alcune fonti suggeriscono possibili interazioni con la tiroide, quindi eviterei.
      2. Assume farmaci? Altri problemi di salute? Il colesterolo è elevato?
      3. In alcuni viene usata per questo problema, ma a mio avviso è preferibile agire sullo stile di vita e piuttosto l’inositolo come integratore.

    2. eva

      grazie ,x le risp. allora mio padre sta bene,nn prende farmaci . nn ha altri problemi di salute, il colesterolo è 208 . Invece mia madre sta sempre male prende il cortisone,medrol. poi arava , umiera ogni 15 gg fa puntura biologica.ma il cortisone nn arriva a coprire le 12 ora.infatti iera ha preso metà cortisone e questa mattina ne ha preso 1 intero. xk sta malissimo ha qualche altro cortisone k può coprire le 12 ore. doloro dalla testa hai piedi .spalle ,collo ,braccia,gambe, piedi, ecc…mi dia un ‘aiuto la ringrazio……se sa qualcosa di più sulla malattia mi dico. anche se sto sempre a fare ricerche , nn sono dottore quindi mi illustri un po lei ,grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Il suo papà direi che non ha controindicazioni.
      2. Non posso prescrivere farmaci, ma in caso di dolore questo va segnalato al medico per un aggiustamento della terapia.

    4. Anonimo

      dottore mi scusi se la disturbo sempre,ma anche oggi mia madre sta male . nn riesce a rintracciare il medico…nn sappiamo cosa fare sta malissimo nonostante ieri abbia preso un cortisone intero si ricorda abbiamo parlato ieri,ho fatto alcune ricerche su internet…ho visto che c’è un farmaco che si chiama sativex leggendo mi sembra buono ,posso sapere il costo e se ci vuole ricetta dal medico.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Costa € 650 (seicentocinquanta euro) e si trova solo in ospedale…

      Mi creda capisco il dolore nel vedere soffrire la sua mamma, ma parliamo di situazioni delicate che richiedono farmaci altrettanto delicati, la cui scelta ed uso deve sempre e solo essere valutata da un medico.

    6. eva

      buon pomeriggio ,mi può parlare dell’olio di cocco. ha benefici positivi sull’organismo. fa dimagrire ,e buono x la tiroide,per la pressione alta,trigliceri….eccc.

    7. Anonimo

      stavo leggendo alcuni siti dove parlano di oli.ma qual’è l’olio buoni per l’organismo.
      1 oli saturi .
      2 oli polinsaturi .
      3 oli monoisaturi .
      su internet ,cmq c’è una grande confusione ….. ho ci sono siti falsi.oppure nn spiegano bene le cose.

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono gli oli ad essere mono-, poli- od insaturi, ma i grassi in essi contenuti.

      • preferire e privilegiare acidi grassi polinsaturi (oli vegetali di mais, soia e cartamo, noci, pesci grassi e pesce azzurro come salmone, tonno, aringhe ed acciughe, …),
      • assumere abbondantemente acidi grassi monoinsaturi (olive ed olio d’oliva, olio di colza e di arachidi, frutta secca con guscio come nocciole, mandorle, anacardi, …),
      • limitare il consumo di grassi saturi (carne rossa, latte intero, panna, burro, gelati, …),
      • evitare del tutto gli acidi grassi trans (qualsiasi prodotto contenente acidi grassi idrogenati, come per esempio cibo da fast-food e molti prodotti industriali).

      Ulteriori approfondimenti dovrebbero essere su questo ebook:

      http://www.farmacoecura.it/alimentazione/

  9. donata

    Salve dottore,sono in menopausa da due anni e avendo avuto nel primo perodo i classici disturbi ho iniziato a prendere cardiaca e salvia in gocce..le ho prese per un anno circa fino a quando,dopo una mammografia di controllo mi è stato consigliato di fare una biopsia chirurgica per asportare una piccola zona che avrebbe potuto degenerare.ho sospeso subito la salvia pensando che fosse stata la causa di questo problema.Premetto che il mio seno è fibrocistico.Da circa 20 giorni ho ripreso ad assumere le gocce perchè mi fanno stare veramente bene!ma non sono tranquilla visto i tanti pareri contrastanti su i fitormoni.Un saluto e grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Legge pareri contrastanti perchè purtroppo non si è ancora giunti ad una conclusione netta: alcuni studi dimostrano un effetto protettivo, altri li considerano fattore di rischio.

  10. emanuela

    salve dottore, comincio adesso ad avere i primi segnali di menopausa(ho 53 anni) Mi ha molto incuriosita donna life 30 come integratore per aiutarmi in questo momento. L’ho acquistato on line ma non sono ancora riuscita ad assumerlo perché ,sempre su internet, ho letto pareri discordanti sulla soia e altri ingredienti contenuti in questo prodotto.Le sarei grata se potesse darmi e chiarimenti o consigli riguardo a questo integratore.grazie in ogni caso, saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non conosco l’integratore, ma per la soia possiamo comunque fare qualche ragionamento; ha avuto casi in famiglia di tumore al seno?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In questo caso non dovrebbero esserci controindicazioni a provare (mi riferisco sempre agli isoflavoni di soia, in quanto come detto l’integratore in questione non lo conosco); nel giro di un mese si può rendere conto se i risultati siano significativi o meno.

  11. emanuela

    grazie mille….per la disponibilità e la chiarezza che ci offre

  12. Aurora

    Buongiorno, dottore,io ho 46 anni e ho una salpingite,che ognitanto si fa sentire, le ciste ovariche e dei fibroma, non molto grandi( 3cm). A volte mi fanno tanto male,da stare a letto,a volte non li sento per niente.Il ginecologo ha detto che non interviene chirurgicamente perche sono ancora giovane, e non garantisce che i fibroma non ritornano nel caso opera solo quelli.Ora,io mangio molta soia sotto forma di tofu ma sopratutto il late
    di soia ,che bevo anche durante la giornata . può influenzare sui dolori del ovaio e fibroma questa abitudine? Del resto,non ho problemi di salute. Ma i dolori pelvici,quando ci sono,mi mettono ko!grazie per attenzione che mi darà , un saluto affettuoso!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vale la pena di provare a sospendere tutto per un paio di mesi e vedere come va, se peggiora, migliora o se non cambia nulla.

  13. angelina

    salve dottore ho 44 anni ed da una settimana ho notato un nodulo or un ciste al seno sono molto preoccupata non ho figli ed credo di essere in menopausa dal 2013 ma prendo la pilola per farle tornare volevo sapere posso prendere una pilola piu leggera oppure essiste una cura per ritardare la menopausa il mio sogno e di avere almeno un figlio grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Il nodulo va tassativamente fatto vedere al ginecologo, probabilmente sarà benigno, ma va verificato.
      2. Per la gravidanza, allo stesso modo, deve parlarne con lo specialista che la segue e conosce la sua situazione.

    2. angelina

      la ringrazio molto dottore ma esiste una pilola leggera che posso prendere grazie

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