Rimedi naturali per problemi dell’apparato gastrointestinale

Ultimo Aggiornamento: 11 giorni

Introduzione

L’interesse per i rimedi naturali è andato in crescendo a partire dagli anni ’70 e, parallelamente, anche la ricerca ha registrato enormi progressi nella valutazione e nella selezione dei principi attivi fitoterapici.

La fitoterapia, disciplina che prevede “l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico”, dispone di numerosi rimedi per i più comuni problemi dell’apparato gastrointestinale, anche se la reale efficacia di questi principi attivi non trova sempre dimostrazioni certe in letteratura.

Con il ricorso a rimedi erboristici si possono trattare diversi malesseri, a partire dall’acidità e dalla pesantezza dopo-pranzo, sino ad arrivare a problemi intestinali di media gravità.

Con l’obiettivo di aumentare l’efficacia e lo spettro d’azione, spesso si trovano in commercio formulazioni che miscelano più sostanze diverse tra loro, con azione sinerfica, in forma di capsule, bustine, preparati liquidi (estratti secchi o oli essenziali preparati in soluzioni idroalcoliche), …

L’utilizzo di rimedi naturali mirati non può prescindere dall’azione di comportamenti igienici e dietetici adeguati, ma può essere un’utile forma di automedicazione per disturbi minori, ad esempio per:

  • favorire il ripristino di una corretta funzionalità dello stomaco e dell’intestino,
  • migliorare la protezione della mucosa gastrointestinale e inibire l’iperacidità,
  • calmare gli spasmi e le coliche intestinali.
Immagine che mostra un uomo che stringe le mani all'altezza dello stomaco a causa di bruciore.

iStock.com/5432action

Acidità di stomaco e bruciore

Di solito le persone colpite da questi disturbi lamentano sensazione di acidità o senso di bruciore e pesantezza alla bocca dello stomaco. Spesso succede che questi sintomi siano associati a gastrite o ad ulcera gastrica.

Principalmente questi malesseri hanno origine da una alimentazione sbagliata o inadeguata rispetto a quelle che sono le esigenze del proprio organismo: abuso di sostanze eccitanti a base di caffeina come tè e caffè ad esempio, oppure abuso di sostanze zuccherine, oppure eccesso di alimenti grassi e proteici sono tutte abitudini che favoriscono il fenomeno dell’acidità. L’alimentazione tuttavia non è l’unica possibile causa, ma possono intervenire anche fattori legati alla tensione nervosa, a stati di agitazione che si ripercuotono a livello somatico proprio sull’apparato gastrointestinale. Anche i farmaci, in particolar modo l’aspirina o gli antinfiammatori possono favorire la comparsa di questi disturbi.

Prima di vedere in dettaglio le singole piante adatte a combattere questi malesseri è opportuno ricordare che, alla comparsa dei primi disturbi, è opportuno correggere le cattive abitudini alimentari, limitando quei cibi che contribuiscono ad aumentare il grado di acidità; oltre a quelli già citati nell’introduzione possiamo ricordare i pomodori, la frutta secca ed i latticini (è possibile trovare l’argomento dieta e disturbi di stomaco approfondito in questo articolo).

Il Ficus carica, il nostro comune fico, è un antiacido naturale con potere antiinfiammatorio molto indicato in caso di iperacidità, ma anche in caso di gastrite o ulcera gastrica e/o duodenale. È preferibile ricorrere all’estratto liquido ricavato dalle gemme fresche della pianta, da assumersi al mattino a digiuno (dose consigliata 50 gocce in acqua) e alla sera dopo cena (dose consigliata 35 gocce in acqua). Sembra che i principi attivi del fico riescano a inibire la produzione di gastrina e di acido cloridrico agendo direttamente a livello centrale e, precisamente, sui punti che presiedono alla regolazione della produzione dei succhi gastrici. Per aumentare l’efficacia del fico spesso si associa il Ribes nigrum, anch’esso dalle proprietà antiinfiammatorie, nella forma gemmoderivata che sembrerebbe essere maggiormente attiva.

La Melissa Officinalis, dalle cui foglie si estrae l’olio essenziale, ha proprietà antiinfiammatorie e rilassanti. Insieme alla Camomilla è indicata per trattare i casi di acidità dovute a forme nervose e di stress. Agisce in particolare sulle mucose, sia dello stomaco sia dell’intestino ed è possibile assumerla come tintura madre in poca acqua (dose consigliata 30 gocce dopo i pasti principali) o come tisana (consigliata insieme alla camomilla) nella dose di due cucchiai da tè in una tazza di acqua bollente da lasciare in infusione per circa 10 minuti (assumerne almeno due o tre volte al giorno).

Nel nord della Cina cresce una pianta perenne, nota ed usata dalla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) da 2000 anni per curare problemi al fegato e allo stomaco, il cui nome è Bupleurum falcatum L. (di seguito nominata semplicemente Bupleurum). Questa pianta ha suscitato l’interesse del mondo occidentale per la sua azione sull’apparato gastrointestinale. La parte utilizzata della pianta è costituita dalle radici, ricche di principi attivi:

  • saponine a base triterpenica, dette anche saikosaponine,
  • fitosteroli (stigmasterolo, spinasterolo),
  • polisaccaridi strutturalmente simili alla pectina (bupleurani),
  • polieni.

Questa pianta possiede una buona attività antiulcera, come dimostrano alcuni studi in vitro ed in vivo dovuta probabilmente alla frazione polisaccaridica che, essendo simile alla pectina, agisce sulle mucose aumentando la barriera protettiva nei confronti degli acidi. L’attività antiulcera sembra sia simile a quella del sucralfato, sostanza viscosa in grado di inibire l’azione della pepsina, che in caso di ulcera può idrolizzare anche la mucosa stessa e non solo le proteine ingerite. In generale quindi l’utilizzo di questa pianta è indicato per trattare

  • gastriti,
  • ulcere gastroduodenali
  • o disturbi di origine dispeptica.

È commercializzata sotto forma di sciroppo o di soluzioni, che di solito sono miscele di estratti: oltre al bupleurum è possibile trovare liquirizia, camomilla, spirea ulmaria, … al fine di rafforzare la sua attività antiinfiammatoria. L’assunzione avviene in genere al bisogno, durante la giornata. I possibili effetti collaterali del bupleurum possono essere meteorismo e flatulenza, in quanto stimolante del movimento peristaltico; questo avviene comunque solo in soggetti particolarmente sensibili.

Oltre alle piante è possibile usufruire di minerali per tamponare istantaneamente l’acidità di stomaco, dovuta nella maggior parte dei casi ad iperproduzione di acido cloridrico. È per esempio noto che il bicarbonato di sodio è in grado di dare sollievo immediato alla sensazione di acidità e di bruciore; il sale, essendo alcalino, è in grado di contrastare, neutralizzandolo, l’eccesso di acido. Il sale viene commercializzato in compresse o in granuli da sciogliere in acqua. Una buona fonte naturale di bicarbonato di sodio è la nahcolite, minerale costituito dal 99% di carbonato di sodio, che si trova in giacimenti e dai quali si estrae solo tramite vapore acqueo senza impiego di solventi.

Un altro minerale molto usato e costituito da bicarbonato di calcio (puro al 92%) è il limestone. Costituisce un’ottima fonte di calcio oltre ad avere un potere tamponante notevole.

Anche il corallo è ricco di carbonati di calcio e di magnesio; in effetti si trova molto spesso in commercio come integratore. Essendo un microorganismo protetto, il corallo si ricava dai giacimenti fossili ormai emersi in cui il corallo si è accumulato nel corso di milioni di anni.

Dolori, spasmi e coliche

Molto spesso alla base di dolori, spasmi e coliche intestinali c’è un’infiammazione delle mucose dello stomaco o dell’intestino tenue. In presenza di una infiammazione è opportuno intervenire per ripristinare la funzionalità delle mucose, cioè la loro azione protettiva dei tessuti sottostanti nei confronti degli acidi.

La Glycirrhiza glabra, la comune liquirizia, negli ultimi anni è stata presa in considerazione per le sue proprietà antiulcera, confermate anche da studi sperimentali. La pianta è da sempre utilizzata per le sue proprietà

  • espettoranti,
  • emollienti
  • e blandamente diuretiche.

Della liquirizia si utilizzano le radici e i rametti delle gemme che risultano ricchi di principi attivi:

  • saponine a base triterpenica (glicirizzina, 24-idrossi-glicirizzina),
  • flavonoidi,
  • isoflavoni,

La sua attività antiulcera sembra sia dovuta all’intero fitocomplesso, sebbene il meccanismo d’azione preciso non sia ancora stato individuato; probabilmente tutte queste sostanze agiscono in modo sinergico contribuendo all’effetto protettivo (gli stessi flavonoidi hanno dimostrato anche un alto potere antiinfiammatorio e spasmolitico).

La liquirizia è particolarmente indicata anche per le infiammazioni della mucosa gastrica derivanti dall’uso di acido acetilsalicilico e antinfiammatori in genere, inoltre favorisce

  • la produzione di muco protettivo (per stimolazione dei livelli di prostaglandine nello stomaco)
  • e l’afflusso del sangue, riducendo il dolore e le contrazioni.

Le ulcere di origine peptica sono quelle meglio trattabili con la liquirizia. Non sono tuttavia da sottovalutare alcuni effetti collaterali che potrebbero presentarsi dopo un uso prolungato, quali

per queste ragioni il consumo di liquirizia è sconsigliato nelle persone ipertese e con problemi degli equilibri salini riguardanti potassio e sodio, in caso di epatite cronica o insufficienza renale.

La liquirizia si trova in commercio sottoforma di capsule, tintura madre o estratto secco, ma l’aspetto importante è l’assunzione, che deve avvenire poco prima dei pasti principali.

La Malva sylvestris, l’Altea officinalis, così come l’Aloe vera, la Piantaggine, la Calendula, il lino e molte alghe sono ricche di mucillagini, sostanze che a contatto con l’acqua si gonfiano e formano delle sostanze viscose che aderiscono alle pareti gastrointestinali proteggendole dai succhi gastrici. Molto utili in caso di ulcere, possono essere utilizzate in tutta sicurezza perché in genere prive di effetti collaterali e interazioni farmacodinamiche.

Nel proteggere la mucosa indirettamente inducono una diminuzione di produzione di gastrina da parte dello stomaco, sostanza prodotta automaticamente dal contatto del cibo con la mucosa stessa, e quindi minore quantità di succhi gastrici. Per questa loro azione protettiva sono indicate nel trattamento di patologie gastriche di carattere infiammatorio ed ulceroso, ma il loro uso è anche consigliato in caso di iperacidità, reflusso, enteriti e coliti oltreché a gastriti.

Di solito vengono assunte come infuso (2 cucchiai da tè in una tazza di acqua calda non bollente) 3 o 4 volte al giorno lontano dai pasti. In commercio si trovano anche preparati granulari in bustine o in capsule.

Si devono assumere ingerendo una notevole quantità di liquidi

  • prima dei pasti in caso di problemi digestivi comuni,
  • durante i pasti per i disturbi gastrici di media gravità e generali,
  • dopo i pasti in caso di reflusso gastroesofageo e di ernia iatale.

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  1. Anonimo

    Salve Dottore, sto prendendo asacol per vari problemi. Devo prendere contemporaneamente anche il lucen?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      L’ asacol è un farmaco per disturbi intestinali per cui non ha azione su problematiche gastro – esofagee. Prima di prendere altri farmaci è opportuno chiedere consiglio al suo medico. saluti

  2. Anonimo

    Dott scusa del fastidio soffro di ernia iatale e sono da ieri ke mi porta un po di tachicardiaca dopo mangiato me lo fa mi può fare un consiglio che sono anche molto ansiosa ke mi consiglia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Verifichi innanzi tutto con il medico che la causa della tachicardia sia l’ernia iatale (è possibile e comune, ma va verificato), dopodichè dovrà trattare quest’ultima attraverso una dieta attenta, perdita di peso se necessaria ed eventualmente farmaci.

  3. Anonimo

    Tisane vanno bene? Se si tratta di duodenite come è risultato seppur lieve come mi comporto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Per ora eviterei.
      2. Assuma i farmaci prescritti e faccia attenzione alla dieta, per ora è sufficiente.

  4. Anonimo

    Buongiorno dottore mi chiamo Laura e ho 29 anni…un mese fa ho fatto la gastroscopia con tutto nella norma a parte una lieve infiammazione cronica del duodeno….il mio problema è che certi giorni provo una forte nausea che arriva fino alla gola e non mi permette di mangiare….mi è stato prescritto un pantopranzolo e un anticipo ma la cosa non passa….il duspatal può servire? Sono disperata…spero in una vostra risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Temo che Duspatal non farebbe molto.

      Da quanto assume pantoprazolo (e il secondo farmaco di cui non ho capito il nome)?

    2. Anonimo

      Pantopranzolo lo assumo dal 9 agosto e l altro è un antiacido di nome geffer sono stata già più volta anche in ospedale e da un paio di giorni ho lefiere fitte allo stomaco e flatulenza

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Serve ancora pazienza, pantoprazolo richiede 2-3 settimane per arrivare ad esplicare un pieno effetto.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non credo che sia un problema di intolleranza.

      PS: I commenti vengono registrati correttamente, ma servono un 15-20 minuti prima che appiano perchè il sito è gestito con un meccanismo di cache.

    5. Anonimo

      Cosa posso mangiare? Cibi liquidi? Ho davvero paura…..e un gasteoeterologo mi aveva detto che probabilmente avevo il colon irritabile….la nausea forte è soprattutto mattina e sera

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Vedrà che già nei prossimi giorni i farmaci inizieranno a fare effetto, ma è essenziale che ritrovi un po’ di serenità e fiducia nella cura.

  5. Anonimo

    Buongiorno, da anni soffro di tensione all’addome, appena mangio qualcosa mi si gonfia la pancia. La nutrizionista dopo aver visto le analisi ha valutato che si potrebbe trattare di intolleranza al glutine e al fegato appesantito. Da due mesi non mangio più glutine e per scaricare il ferro a fine pasto bevo una bevanda con caffeina o teina senza limone. Non ho avuto ancora grandi risultati.
    Mi chiedevo se esiste qualche medicamento che possa sostituire le bevande di tè o caffè, per mantenere l’assunzione della teina. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Esistono alternative (per esempio in forma di integratori), ma al suo posto cercherei prima una diagnosi certa con l’aiuto di un medico.

  6. Anonimo

    Salve dottore,ormai tutti i medici cominciano a pensare che i miei disturbi alla colecisti siano di natura nervosa. In effetti non ho calcoli, qualchr polipetto e niente piu. In effetti sono una persona moooolto nervosa, sono uscito da uno stato depressivo devastante qualche anno fa,ma la mia natura da “esaurito cronico ” mi ha sempre accompagnato sin dall’infanzia. Melissa e valeriana per l’apparato digerente sono indicate? Grazie

  7. Anonimo

    Salve,
    Volevo sapere, ma un afte puo essere anche conseguenza di un problema gastriontestinale(perche ho da un po di tempo un reflusso e ora mi è comparsa dopo una cura un punticino bianco in gola e sulle labbra e sulla punta della lingua)?
    E l’aloe vera dove si vende? anche in farmacia?
    Buona serata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, potrebbe influire.
      2. Farmacia, parafarmacia, …

  8. Anonimo

    A seguito di una cistite prendo antibiotico. Soffro di stomaco e prendo pillola anticoncezionale. Come gastroprotettore cosa potrei prendere. Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso prescrivere farmaci (mi permetto di ricordarle che alcuni antibiotici riducono l’efficacia anticoncezionale della pillola).

  9. Anonimo

    Salve. Dopo pranzato, se vado a riposarmi una ora, anche dopo 2-3 ore dal pranzo ovvero non subito dopo aver mangiato, quando mi alzo mi inizia a gonfiare l’intestino nella parte alta dell’addome, non posso neppure bere acqua perché mi peggiora subito, mi tira al punto che tendo a piegarmi per diminuire il dolore, se prendo un antiacido liquido dopo poco tempo mi passa, a volte devo stendermi di nuovo a pancia in su in modo da tendere la muscolatura e a volte mi diminuisce il fastidio; se non vado a coricarmi non succede nulla di particolare. Da cosa può dipendere? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Capita anche la sera/notte con la cena?
      Se dorme, quanto dorme?

    2. Anonimo

      Salve.
      No, la notte non ho particolari problemi a parte svegliarmi intorno alle 3:00 3:30 e non riesco a riprendere sonno per un po’ di tempo …
      Mi succede solo il pomeriggio, a volte me lo ha fatto anche quasi a sera se mi riposo intorno alle 18-18:30 quando poi mi alzo anche per cenare mi succede lo stesso gonfiore ecc..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Pranzo lo fa molto tardi, ho capito bene? Motivi di lavoro? Stress?

    4. Anonimo

      Pranzo intorno le 14, un po’ di stress certamente, anche svegliarmi come detto dovrebbe essere sintomo di stress penso

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Provi a tenersi un po’ più leggero a pranzo, a mio parere sarà sufficiente ad evitare questo gonfiore; senta comunque anche il parere del medico, potrebbe esserci una leggera gastropatia (gastrite, ernia iatale, …).

  10. Anonimo

    Buonasera Dottore Cimurro le volevo chiedere un consiglio,soffro di reflusso, uso le gocce di fico, vorrei prendere qualcosa di naturale per la notte in quanto dormo poco, un prodotto che contiene:niacina, vit B6, L triptofano, lecitina, GABA, melissa officinalis, viscum album,hipericum perforatum, humulus lupulus e valeriana, potrebbe andare bene? O mi accentua il reflusso? In più ne dovrei prendere 2 la sera, ma se devo usare il gaviscon come organizzarli? Devo scegliere fra i 2 o si possono prendere entrambi a una certa distanza di tempo. Grazie di cuore e buon lavoro.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Li distanzi di mezz’ora e non dovrebbe aver problemi (per ultimo il Gaviscon).

  11. Anonimo

    Capito. Il fatto però è che comunque io non so da che dipende, in quanto non ho mai fatto esami accurati ma si è solo parlato di un “potrebbe essere”. La cosa che vorrei sapere è da cosa dipende questo problema

    1. Anonimo

      Poi magari per un mese faccio la cura, il giorno dopo bevo un dorso in più di vino, o prendo due caffè, e sono a ricominciare tutto daccapo. E sono costretto a continuare a prendere tutte quelle pasticche. Cioè in sentesi vorrei sapere sapere che problema e curarla nello specifico

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido l’ipotesi del medico, reflusso gastroesofageo.

      L’unico esame che potrebbe davvero chiarire la situazione è la gastroscopia, ma quando possibile la si evita perchè molto invasiva.

    3. Anonimo

      Ma anche senza bruciori e acidità di stomaco dottore si può verificare il reflusso ?

    4. Anonimo

      E con un’eventuale ecografia addominale qualcosa in più si potrebbe capire, oppure risolve poco facendola?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì.
      2. Se l’ipotesi del medico fosse corretta servirebbe a poco.

  12. Anonimo

    Con una eventuale ecografia addominale si vede qualcosa? Oppure meglio una gastroscopia. Perche sinceramente non capisco cos’è questa specie di magone in gola. Delle notti per il forte fastidio mi ha creato una ipersalivazione tant’è che dovevo sempre andare in bagno a sputare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Quando assume Lucen per quanti giorni di seguito lo prende?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È un po’ poco una settimana, quando fa il ciclo varrebbe la pena di assumerlo almeno 3-4 settimane ed a mio parere il sintomo sparirebbe.

  13. Anonimo

    Quando mi viene prendo Lucen su consiglio del medico, solo che ormai è da un anno buono che questo problema va e viene. Sarà il caso di fare un’ecografia addominale o una gastroscopia?

    1. Anonimo

      Un po mi aiuta, ma lo soprattutto mi migliora mangiando poco pesante, senza cioccolata, alcol, fritti, anche se non è che ne faccio abusi di questi alimenti. Li mangio ogni tanto. La cosa che un po mi preoccupa è che prima di ritornare alla quasi normalita, cioè col fastidio molto ridotto, deve passare qualche settimana, e mangiando sempre leggero

  14. Anonimo

    Dottore a me viene una specie di magone in gola che mi aumenta la salivazione sia durante il che soprattutto di notte. Pero non ho bruciori di stomaco, solo questa specie di nodo fastidioso alla base della gola che mi causa eccessiva salivazione. Cosa posso fare

  15. Anonimo

    Buonasera dottore,soffro ormai da anni di disturbi gastrointestinali. Alterno giorni di stipsi a giorni di diarrea,in questi giorni avverto bruciori forti allo stomaco che si propagano addirittura dietro la schiena e sotto la gola.anni fa ho fatto la gastroscopia che ha rivelato una gastropatia erosivacon travaso emorragico(in realta’ non ho mai trovato tracce di sangue),mi avevano prescritto il pantorc che ho preso x un lungo periodo e poi sospeso. Da anni assumo paroxetina e alprazolam in quanto soffro di depressione. Cosa posso fare x risolvere questi problemi gastrointestinali possibile non ci sia un rimedio efficace?mi devo preoccupare?la ringrazio anticipatamente,saluti Micaela

  16. Anonimo

    Gent.mo Dottore, soffro di rettocolite ulcerosa, diagnosticata una ventina d’anni fa. Sono in cura con Asacol da 800 tre cp. al g. . In questi giorni ho una reidiva, concomitante con l’aumento di caldo e afa…. posso prendere qualche rimedio omeopatico o fitoterapico in aggiunta al farmaco per sfiammare la mucosa intestinale? La ringrazio per la risposta. Distinti saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Omeopatico senza nessun problema, mentre i fitoterapici vanno discussi con il medico.

  17. Anonimo

    Salve dottore una domanda

    Come mai l.acidita’ non.mi passa piu con gli antiacidi? Riopan non mi fa piu effetto,come bevo acqua mi aumenta , ho mangiato una carota e mi brucia la.bocca dello stomaco ,soffro di reflusso .solo con.omeoprazen mi passa.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Perchè probabilmente è peggiorata rispetto al passato.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, ma l’attenzione allo stile di vita diventa ancora più importante.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La mia è solo un’ipotesi, ne parli con il medico prima di pensare a che esami fare.

  18. Anonimo

    Buonasera Dottore.
    Nel mese di marzo ho avuto degli episodi di reflusso ed il mio medico mi ha prescritto esomeprazolo.
    Inizialmente il sintomo che più mi preoccupava si era acuito (sapore persistente di amaro in bocca).
    Unici altri sintomi erano un lieve fastidio al livello del (fegato-colecisti) e le feci un po’ chiare.
    Dopo la prima confezione l’amaro in bocca è completamente scomparso, così come il reflusso e portato a termine la terapia farmacologica non è più tornato (ormai 10 gg).
    Persiste invece (in maniera non continuativa e molto blanda) il fastidio in zona alto addome dx (fegato/colecisti appinto) e le feci chiare (alternate a volte alla colorazione più verosimilmente normale).
    La descrizione del fastidio la posso riassumere come leggeri grattini o spilli o fitte (ripeto blande, non continuative e mai dolorose).
    Può essere compatibile con tali sintomi (attuali e il reflusso precedente) un deposito di sabbia o fango biliare?
    Grazie e buon lavoro.

  19. Anonimo

    buona sera dottore le scrivo per un consiglio.
    ho il morbo di crohn e a volte avendo crampi come lei sa e avvolte solo andare di corpo lento ho dei problemi nella parte sotto con bruciori e nn posso camminare.
    azatioprina è la medicina che utilizzo diaria e
    quando sto male normix e ciproxin !!!
    questi giorni ho avuto una ricaduta come posso sostituire questo farmaci in maniera naturale?
    come si sa tutto ciò che e medicina viene dalle piante…
    grazie mille
    aspetto una sua risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Temo che non sia possibile passare ad un approccio esclusivamente naturale, mi dispiace.

  20. Anonimo

    Ok perfetto, anche lo psicologo mi ha detto che si tratta di ansia e reflusso. infatti dalla gastroscopia è emerso che soffro di reflusso e ho preso peptazol x 2 mesi. Cosa potrei fare x curare ed eliminare questi fenomeni mentre mangio? …che si tratti di ansia o reflusso. Saluti.

  21. Anonimo

    E per riscontrare se ho sensibilità al glutine che esame dovrei eseguire?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non esiste esame, si prova per 2-3 settimane escludendo completamente il glutine.

    2. Anonimo

      ma Dottor Cimurro l’esame per testare la sensibilità al glutine esiste eccome.si chiama antitransglutaminasi!E io sono una nutrizionista!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’anti-transglutaminasi è l’esame di elezione per l’intolleranza al glutine (più correttamente celiachia o morbo celiaco), che è un disturbo patologicamente molto diverso.

  22. Anonimo

    Grazie Dr. Cimurro. Inoltre avverto questo fenomeno, ovvero mentre mangio a tavola mi viene tachicardia, mi si chiude lo stomaco e bruciore viso con 1 brutta sensazione…ma giorni lo avverto di più e giorni di meno.
    Sono sintomi di ansia o altro?

  23. Anonimo

    No…nn ho ancora effettuato il test. Potrebbe trattarsi di celiachia??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In alcuni casi di celiachia e di sensibilità al glutine (http://www.farmacoecura.it/malattie/sensibilita-al-glutine-sintomi-diagnosi-e-cause/) possono comparire dolori diffusi, cosa che non succede in caso di colon irritabile; ovviamente potrebbe essere semplicemente un problema indipendente, quindi non sto mettendo in discussione la diagnosi del medico.

      Aggiungo solo che potrebbe valere la pena provare 2-3 settimane senza glutine, molti pazienti affetti da colon irritabile NON celiaci ne traggono ugualmente grande beneficio.

  24. Anonimo

    Grazie Dr. Cimurro.
    Ma è normale il fastidio esteso all’interno coscia(entrambe) fino alle ginocchia? E ho anche fastidio ai lati inguinali…il tutto sempre con stimolo di evacuare.
    Sento bruciore e contrazioni. Sono quindi disturbi da colon irritabile? La ringrazio. Distinti Saluti.

  25. Anonimo

    Buongiorno Dr. Cimurro.
    Da 1 po di tempo avverto fastidio e pesantezza in corrispondenza della parte bassa dell’inguine. Il medico mi ha detto che si tratta di colon irritabile e di presenza di gas intestinali. Ho anche bruciore e sento spesso 1 spinta da dover evacuare. Mi conferma che si tratta di colon irritabile dai sintomi? Se si, quali sono rimedi?

  26. Anonimo

    Grazie Dottore. Cmq oggi ho preso una tisana depurativa (tarassaco, cardo mariano, carciofo…).
    Male di sicuro non fa.
    Gentile x la consulenza.

    1. Anonimo

      veramente il tarassaco non è indicato in caso di bruciore di stomaco e ulcere.

  27. Anonimo

    Appena mangio o bevo qualcosa nel giro di pochi minuti comincio ad avvertirlo e perdura abbastanza.
    La mattina al risveglio lieve…

    1. Anonimo

      Salve buonasera ho il singhiozzo di continuo e bruciore e dolore di stomaco cosa dovrei fare

    2. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, è probabile che abbia un problema di reflusso o di gastrite. Potrebbe essere utile assumere prodotti protettori della mucosa esofagea a base di sodio alginato o di magaldrato. Inoltre dovrebbe limitare il consumo di alimenti che possono aumentare il fastidio come: caffe, te, cioccolato,peperoncino, agrumi, pmodoro, alcool, menta aceto. Ne parli con il suo medico. saluti

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