Igiene dei denti: dentifrici e colluttori naturali
Ultima modifica: 18 December 2009L’igiene orale non è sempre al centro dei nostri pensieri o meglio non siamo sempre consapevoli di quanto sia importante. Questo si evince anche dal modo di acquistare i prodotti come dentifrici e collutori: spesso si sceglie quello più appariscente o quello più scontato oppure quello in cui è pubblicizzata un’azione specifica (antitartaro, sbiancante ecc.) senza porre molta attenzione agli ingredienti.
I dentifrici naturali
I dentifrici naturali si differenziano da quelli tradizionali per il fatto che non contengono sostanze di sintesi (sostanze chimiche prodotte o riprodotte in laboratorio), ma solo sostanze naturali (lavorate anche in modo naturale) di origine vegetale e minerale.
In generale i dentifrici a base naturale risultano essere meno abrasivi di quelli normali, più rispettosi dello smalto quindi, e di norma non contengono tensioattivi (sostanze che formano schiuma), ne conservanti e gli eventuali coloranti sono di origine vegetale.
Come ingredienti potremmo trovare estratti vegetali, tinture o oli essenziali, sali minerali e argilla.
Vediamo più da vicino i principali componenti dei dentifrici naturali che molti chiamano biologici o bioecologici (saranno forse termini un tantino inflazionati?).
I componenti minerali più comuni sono il sale marino o cloruro di sodio, che svolge un’azione antisettica e stimolante sulla produzione di saliva e l’argilla che, oltre a dare consistenza alla pasta, offre un’azione anch’essa antisettica e soprattutto detergente. Di solito è da preferire un prodotto con argilla verde, non solo perché ricca di ferro, ma perché è più pura e la pasta che ne deriva risulta più corposa ed oleosa. Se l’argilla fosse troppo secca si avrebbero abrasioni dello smalto durante la pulizia.
Per quanto riguarda le sostanze vegetali non possiamo non citare la salvia (Salvia officinalis), pianta di cui si utilizzano le foglie e dalle quali si estrae un olio essenziale, che gli conferisce il caratteristica aroma. Questo olio ha proprietà antisettiche e astringenti; è molto indicato anche in fase di infiammazione acuta delle gengive.
La tormentilla (Potentilla erecta L.), di cui si utilizzano le radici ed in alcuni casi anche l’intera pianta, fornisce un estratto ricco di tannini che esplicano un’azione decisamente astringente. Molto utile in caso di gengiviti.
La rosa canina è una pianta la cui foglia è ricca di vitamina C e di sostanze che le conferiscono azione antinfiammatoria ed antiallergica.
La calendula (Calendula officinalis) è molto nota per la sua attività antiinfiammatoria e cicatrizzante. Oltre ai dentifrici esistono infatti diverse preparazioni erboristiche specifiche a base proprio di calendula: essa viene spesso impiegata nei prodotti igienici ed in generale e nei prodotti per i neonati. E’ quindi una sostanza sicura anche per l’igiene orale, va molto bene in caso di interventi odontoiatrici, proprio per la sua azione cicatrizzante ma anche per la sua azione battericida.
Anche la propoli è un composto molto usato in erboristeria ed in fitoterapia: è un insieme di sostanze, che variano di volta in volta essendo un prodotto delle api. Cera, oli essenziali, sali minerali sono sono alcuni dei suoi componenti. Anche se la percentuale dei componenti ed anche la qualità può essere molto diversa, si può affermare tuttavia che la propoli eserciti sempre un’azione antiinfiammatoria oltre che battericida e fungicida.
La melanzana (Solanum melongena) è usata come polvere che si ottiene carbonizzandola interamente. Si può usare direttamente in polvere, oppure acquistare dentifrici che la contengono insieme ad altri ingredienti (di solito sali minerali). Ricca di tannini volge un’azione astringente.
Infine vediamo un’ultima pianta, la sanguinaria (Sanguinaria canadensis), di cui si utilizzano prevalentemente le radici. Essa è usata nei dentifrici naturali per le sue proprietà antiplacca, antibatteriche e astringenti. Molto utile in caso di paradontiti e soprattutto in caso di alitosi: contrasta la formazione di prodotti solforati, che costituiscono gli scarti metabolici dei batteri.
I collutori naturali
I collutori sono molto preziosi, svolgono un’azione prettamente locale e sono molto indicati per il risciacquo dell’intero cavo orale, compreso il tratto faringeo nel caso si effettuino dei gargarismi. Possono essere usati per prevenire alcuni problemi, come preparazione ad interventi odontoiatrici o come agenti supplementari a terapie mirate.
I collutori a base naturale possono benissimo essere preparati in casa facendo degli infusi, decotti o macerati di erbe o estratti naturali.
Che differenza c’è fra questi tipi di tisane?
- La macerazione richiede abbastanza tempo ed è infatti di più difficile applicabilità: si tratta di lasciare macerare erbe sotto forma di foglia, radice ecc. in acqua fredda (non gelata) per un tempo che può essere anche molto lungo (mesi). Spesso insieme all’acqua si usa l’alcool per facilitare il rilascio di sostanze attive.
- L’infuso, al contrario, è una macerazione in acqua bollente in cui le sostanze vegetali vanno lasciate fino a raffreddamento, per poi procedere al filtraggio.
- Il decotto si ottiene facendo bollire le erbe per un tempo variabile dai 20 ai 50 minuti, a seconda del tipo di pianta e di parte utilizzata (per le radici legnose ovviamente occorre più tempo) e si filtra poi a caldo, eventualmente se l’acqua è evaporata troppo la si può aggiungere nella fase della filtrazione.
Queste preparazioni tuttavia, se usate per l’igiene orale vanno utilizzate entro la giornata.
Alcune sostanze che abbiamo menzionato per i dentifrici possono benissimo essere utilizzate per la preparazione del collutorio: la salvia, la tormentilla sono da usare come infusi ad esempio.
Vediamo ora qualche altra pianta utile.
La menta può essere molto indicata per combattere l’alitosi dovuta a problematiche del cavo orale, quindi da escludersi quella per cause digestive, e la si può utilizzare per preparare decotti (circa 20 grammi in 400 ml d’acqua e bollire 10 minuti). La menta ha anche un certo potere analgesico, molto utile in caso di nevralgie.
La malva (Malva sylvestris) contiene mucillagini che hanno un effetto emolliente ed antiinfiammatorio, per questa ragione è molto indicata per trattare le afte. Si usa come decotto (fiori in circa 1 litro di acqua da bollire per mezz’ora).
Tutte le piante ricche di tannini, che hanno proprietà astringenti, sono indicate per il trattamento di ulcerazioni della bocca, appunto afte e stomatiti. Alcune di queste piante sono la già citata tormentilla e la bistorta (Polygonum bistorta L.) di cui si utilizza la radice per farne un infuso.
Per combattere il mal di denti risulta molto utile la piantaggine (Plantago major) e la camomilla preparate entrambe come infusi.
La camomilla inoltre ha un effetto antiinfiammatorio notevole, pertanto può essere utilizzata insieme alla alchimilla (Alchemilla vulgaris) che ha sia potere antiinfiammatorio ma anche astringente, risultando quindi è molto indicata per trattare le gengive sanguinanti.
Infine una nota pratica per chi non ha dimestichezza con infusi, filtraggi e quant’altro: i collutori si possono preparare anche partendo dalle tinture madri delle erbe. Queste tinture sono vendute in bottigliette e sono soluzioni contenenti i principi attivi della pianta ottenute per macerazione in alcool. Per i collutori di questo tipo si deve usare acqua tiepida in cui disciogliere la tintura o le tinture (40 – 50 ml in un bicchiere di acqua tiepida).
Esistono poi tantissime altre piante, ognuna delle quali può essere utilizzata da sola o in sinergia ad altre, comunque la salvia e la malva sono le più comunemente usate e le più versatili.
A cura di Romina Marroni
Se vuoi ricevere ogni aggiornamento nella tua casella di posta iscriviti ora alla mailing list di farmacoecura.it

