Rimedi per le emorroidi

Ultimo Aggiornamento: 122 giorni

Introduzione

Le emorroidi sono vene gonfie e infiammate intorno all’ano o nel retto inferiore. Il retto è l’ultimo tratto dell’intestino crasso che conduce all’ano. L’ano è l’orifizio tramite cui le feci vengono evacuate dal tratto digerente.

Le emorroidi esterne si sviluppano sotto la pelle intorno all’ano, quelle interne nel retto inferiore.

Le emorroidi interne possono protrudere (o prolassare) dall’ano. La maggior parte delle emorroidi prolassate ritorna da sé all’interno del retto.

Emorroidi fortemente prolassate possono protrudere in modo permanente e richiedere un trattamento.

Il presente articolo vuol essere una panoramica delle principali opzioni terapeutiche e chirurgiche, senza pretesa di esaustività.

Emorroidi interne

Un sanguinamento rettale indolore o un prolasso di tessuto anale sono spesso associati a emorroidi interne asintomatiche. Il prolasso è costituito da tessuto emorroidario proveniente dall’interno, spesso percepibile all’esterno dell’ano durante la defecazione o nel pulirsi. Questo tessuto in genere rientra spontaneamente o può essere rispinto all’interno dal paziente stesso. I sintomi tendono a progredire lentamente per un lungo arco di tempo e spesso sono intermittenti.

Le emorroidi interne sono classificate in base al grado di prolasso; la classificazione è funzionale alla gestione del paziente.

  1. Primo grado: assenza di prolasso
  2. Secondo grado: prolasso che regredisce spontaneamente
  3. Terzo grado: prolasso che deve essere risolto dalla spinta del paziente
  4. Quarto grado: prolasso che non può essere risolto dal paziente (spesso molto doloroso)

Il sanguinamento attribuibile alle emorroidi è in genere rosso brillante e può essere alquanto intenso. Il sangue può essere osservato

  • sulla carta igienica,
  • gocciolante nella tazza del gabinetto
  • o come striature delle feci.

Non tutti i soggetti con emorroidi interne sintomatiche vanno incontro a sanguinamenti significativi. Il prolasso può di fatto essere il principale o unico sintomo. Il tessuto prolassante può determinare irritazioni e pruriti importanti intorno all’ano. Il paziente può anche riferire scariche di muco, difficoltà nel pulirsi dopo una defecazione o la sensazione che le feci si incastrino nell’ano durante la defecazione. I pazienti senza sintomi importanti riferibili alle emorroidi interne non richiedono trattamenti per il solo aspetto.

Emorroidi esterne

Le emorroidi esterne sintomatiche spesso si presentano come piccole masse bluastre dolorose all’esterno dell’ano; tendono a insorgere spontaneamente, talvolta dopo uno sforzo particolarmente intenso. La pelle che riveste l’esterno dell’ano aderisce in genere fortemente ai tessuti sottostanti. Se in questa zona così tenace si sviluppano coaguli o trombi, la pressione locale sale rapidamente spesso causando dolore.

Il dolore è in genere costante e può essere forte.

Occasionalmente, l’alta pressione nelle emorroidi esterne trombizzate riesce a rompere la pelle sovrastante e il sangue coagulato inizia a fuoriuscire. Il paziente può anche lamentarsi di gonfiore, pressione o fastidio intermittenti, dovuti a emorroidi esterne non trombizzate.

Stile di vita e modifiche alla dieta

La pietra miliare della terapia, a prescindere dall’esistenza o meno di indicazioni alla chirurgia, consiste nel cambiare alimentazione e stile di vita.

Le modifiche principali consistono

  • nell’aumentare le fibre alimentari,
  • assumerne supplementi,
  • bere grandi quantità di liquidi
  • e fare esercizio.

Tutto ciò serve sostanzialmente a regolare la defecazione. Lo scopo è di evitare sia feci troppo dure che troppo molli (diarrea) e ottenere feci morbide, ben formate e facili da pulire. Questo tipo di feci sembra il più adatto a evitare quasi tutti i tipi di problemi all’ano.

Si raccomanda in genere l’assunzione di 20-35 grammi di fibre al giorno, comprese frutta e verdura a volontà. Un supplemento di fibre una o due volte al giorno farà bene alla maggior parte dei soggetti. Integratori di fibre sono disponibili sotto forma di polveri, capsule o tavolette; il farmacista può aiutare a scegliere il tipo più adatto.

È importate anche bere grandi quantità di liquidi (preferibilmente acqua), da 8 a 10 bicchieri al giorno. Le bevande contenenti caffeina e alcool tendono a disidratare e non vanno quindi considerate nel totale.

Terapie ambulatoriali per emorroidi interne

Le procedure di uso più frequente sono

  • la legatura elastica,
  • la coagulazione a infrarossi
  • e la scleroterapia.

Questo genere di trattamenti serve solo per le emorroidi interne; non è usabile per quelle esterne.

Ricordiamo inoltre una possibile ulteriore alternativa, la crioterapia selettiva; si tratta di una metodica ambulatoriale che coniuga la legatura elastica del nodulo emorroidario con la crioterapia con l’obiettivo di indurre una necrosi guidata e circoscritta che nell’arco di circa 10 giorni porta alla colliquazione del nodulo trattato e alla guarigione del nodulo stesso.

Legatura elastica

La legatura elastica è indicata nei casi di emorroidi interne di primo e secondo grado, e in alcuni casi di terzo grado. Al momento della proctoscopia, il medico può inserire attraverso il proctoscopio un dispositivo in grado di spingere in su il tessuto emorroidario interno ridondante e apporre un elastico intorno alla sua base.

L’elastico interrompe il flusso di sangue alle emorroidi, che si staccheranno (insieme all’elastico) in 5-7 giorni; in quel momento, il soggetto potrà notare un piccolo sanguinamento. Soggetti in terapia con fluidificanti del sangue, ad esempio Coumadin, eparina o Plavix) potrebbero non essere trattabili con questa procedura.

Il medico può inserire da uno a tre elastici per ogni sessione; possono essere necessarie più sessioni per riuscire ad alleviare i sintomi.

La maggioranza dei soggetti non necessita comunque di periodi di convalescenza significativi.

La legatura può essere associata a un dolore sordo o a un senso di pressione di 1-3 giorni, facilmente trattati con ibuprofene o paracetamolo. Completate le sessioni di legatura, non saranno verosimilmente necessari altri interventi, purché il soggetto mantenga la dieta e lo stile di vita già descritti. Se i sintomi si ripropongono, sarà senz’altro possibile ripetere la legatura elastica. L’emorroidectomia rimane un’alternativa possibile se la legatura non determina miglioramenti sostanziali. Le complicanze sono molto rare, anche se possono verificarsi, tra le altre, sanguinamenti, dolore e infezioni.

Coagulazione a raggi infrarossi

La coagulazione a raggi infrarossi è un’altra procedura ambulatoriale per il trattamento delle emorroidi interne di primo – secondo grado, occasionalmente anche di terzo grado, eseguibile durante una proctoscopia.

La procedura impiega raggi infrarossi generati da una piccola fonte di luce applicata sul tessuto emorroidario. Tale energia viene convertita in calore, che causa infiammazione, necrosi e cicatrizzazione del tessuto in eccesso, eliminandolo. La metodica è in genere veloce, non dolorosa e con rare complicanze; può però richiedere diverse brevi sessioni per riuscire ad alleviare i sintomi.

Scleroterapia

Anche la scleroterapia permette il trattamento ambulatoriale di emorroidi interne di primo e secondo grado. Comporta l’iniezione di sostanze chimiche irritanti nelle emorroidi, con conseguente cicatrizzazione e restringimento dei tessuti emorroidari per la riduzione dei vasi sanguigni.

La metodica è in genere veloce, in genere non dolorosa, con poche complicanze; può richiedere diverse brevi sessioni per riuscire ad alleviare i sintomi. Questa procedura può in linea di massima essere impiegata anche in pazienti in terapia con fluidificatori del sangue come Coumadin, eparina o Plavix, previo consenso del medico curante.

Terapia ambulatoriali per emorroidi esterne

Richiede l’iniezione di anestetici locali e l’escissione del tessuto emorroidario.

Il dolore associato con emorroidi esterne trombizzate e sintomatiche raggiunge in genere un massimo in circa 48-72 ore dopo la sua insorgenza e si risolve ampiamente dopo circa quattro-cinque giorni. Il dolore rappresenta l’indicazione al trattamento delle emorroidi esterne trombizzate; il trattamento dipenderà quindi dalla fase della storia naturale del problema in cui si trova il paziente. Se in forte miglioramento, tanto che il soggetto non avverte eccessivo fastidio quando il medico tocca/pizzica le emorroidi esterne, vengono impiegati rimedi non chirurgici (creme e farmaci analgesici, terapia con fibre).

Se l’intervento del medico viene richiesto per dolore intenso, può essere indicata una procedura chirurgica ambulatoriale, tale procedura richiede l’iniezione di anestetici locali e l’escissione del tessuto emorroidario. È importante notare che deve essere rimosso tutto il tessuto emorroidario, perché eventuali residui possono sviluppare trombosi (coaguli di sangue) ricorrenti.

Le emorroidi esterne non trombizzate sono in genere gestite in base alla sintomatologia, con la dieta e agenti topici. Solo occasionalmente vengono rimosse chirurgicamente.

Trattamento chirurgico

La gestione chirurgica delle emorroidi sintomatiche sarà necessaria in meno del 10% dei pazienti. La maggior parte dei soggetti risponde alle terapie non chirurgiche e non richiede quindi interventi.

L’emorroidectomia, ossia la rimozione chirurgica del tessuto emorroidario, può venir presa in considerazione nel caso di soggetti con ampie emorroidi esterne sintomatiche, con emorroidi interne ed esterne e/o con prolasso di terzo o quarto grado. L’emorroidectomia è estremamente efficace nell’alleviare i sintomi; recidive significative successive sono inoltre poco frequenti. Però, è molto più dolorosa e invalidante delle procedure ambulatoriali; ha inoltre qualche complicanza in più.

L’emorroidectomia può essere eseguita con una serie di tecniche e strumentazioni diverse; il tipo specifico di tecnica dipende generalmente dalle preferenze del chirurgo. In pratica, il tessuto emorroidario in eccesso viene rimosso; la ferita chirurgica così risultante può venire chiusa o lasciata aperta. L’emorroidectomia viene eseguita in sala operatoria; può essere svolta in anestesia generale (paziente completamente addormentato), in anestesia spinale (simile all’anestesia epidurale che può essere fatta per il parto indolore) o combinando la somministrazione per via endovenosa di sedativi con l’iniezione intorno all’ano di anestetici locali a sedazione avvenuta.

Nel tentativo di evitare parte del dolore postoperatorio associato all’emorroidectomia, è stata di recente messa a punto un’alternativa, detta emorroidopessi con suturatrice meccanica (talvolta impropriamente denominata emorroidectomia con suturatrice). La procedura si basa su una suturatrice circolare che rimuove parte del tessuto a monte delle emorroidi, spingendo di conseguenza le emorroidi in su; così ripristinata la posizione normale del tessuto emorroidario causante i problemi, il dispositivo lo fissa suturandolo.

La maggior parte, se non tutti i punti di sutura, cascherà nel tempo. Il confronto tra l’emorroidopessi con suturatrice e l’emorroidectomia standard ha mostrato una sicurezza comparabile associata a una maggior rapidità di recupero completo. La frequenza di recidive a lungo termine sembra maggiore rispetto all’emorroidectomia; questo intervento non è inoltre efficace nel trattamento di grosse emorroidi esterne. Tutte le procedure chirurgiche per emorroidi si accompagnano a un proprio corredo di rischi e benefici; la scelta finale del tipo di intervento deve essere fatta con il proprio chirurgo.

Cosa fare dopo l’intervento?

È bene aspettarsi una convalescenza dolorosa dopo chirurgia delle emorroidi. Lo scopo è renderlo gestibile, ma ci possono volere da 2 a 4 settimane prima di poter riprendere completamente le proprie attività.

Verosimilmente, verranno somministrati vari farmaci, appositamente scelti per i loro effetti sinergici e per la capacità di agire sul dolore in modo diverso. Talvolta, è possibile che dopo chirurgia anorettale ci siano difficoltà di minzione, in tal caso si può tentare di svuotare la vescica urinando durante il bagno seduto. Se non ci si riesce, sarà necessario ricorrere al pronto soccorso per l’inserimento di un catetere vescicale. Altrimenti, l’iperdistensione può determinare danni vescicali permanenti.

Dopo chirurgia delle emorroidi, il paziente sarà in apprensione per la defecazione. La maggioranza dei chirurghi del colon e del retto raccomanda di defecare entro 48 ore dall’intervento. Il paziente dovrebbe comunque già avere una dieta ricca di fibre, assumere integratori di fibre e liquidi in abbondanza. Se queste misure non bastano, può essere necessario ricorrere a lassativi.

Sarà il medico curante a suggerire il miglior farmaco da usare in questa situazione, in funzione della specifica condizione medica del soggetto. È comune osservare un qualche sanguinamento durante la defecazione per parecchie settimane dopo la chirurgia. Se il sanguinamento non sembra arrestarsi, è necessario contattare il chirurgo.
Fonti:

Traduzione a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Ho 44 anni e ho subito due operazione alle emorridi una nel 1993 e una nel 1995 un dolore post operatorio atroce che non auguro a nessuno!!!
    Attualmente ho di nuovo lo stesso problema il bagno e’ diventata la mia casa e la vita è diventata impossibile !!!
    Ho sentito parlare della tecnica Longo che risulta efficace anche a emorroidi di 3 e 4 grado volevo sapere se gentilmente potete darmi il nominativo di una bravo medico protologo che applica il metodo Longo e che operi in strutture pubbliche (Io abito a Biella) in quanto il costo in una struttura privata non potrei permettermelo .
    grazie .
    Paolo e-mail: vitruvio67@libero.it

    1. admin
      admin

      Temo purtroppo di non saperla aiutare, ma proverei a fare qualche telefonata presso i principali centri ospedalieri da lei raggiungibili.

    2. Anonimo

      L’emorroidectomia M-M è la più sintomatica delle tecniche chirurgiche tuttavia, in mani esperte, non è così drammatica di solito. Ma sottolineo “in mani esperte”. Purtroppo, come mi disse un famoso chirurgo, i medici sono come gli imbianchini: c’è chi dipinge bene e chi no.

  2. Anonimo

    Ciao, è un po’ lontano ma all’ospedale di Giussano (Monza e Brianza) un chirurgo proctologo applica questa tecnica. Io ho subito questo intervento qualche giorno fa e mi sono trovata molto bene. Il ricovero è durato 24 ore ed ora sono a casa in convalescenza.

    1. Anonimo

      ciao laura, sto cercando un medico in zona per una visita per le emorroidi. vorrei sapere se riesci a farmi sapere il nome del chirurgo che ti ha operata e se la tua esperienza è stata positiva. grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Laura ha scritto nel 2011, temo che non frequenti più la pagina, mi dispiace.

  3. Anonimo

    Salve . Ho letto il commento della sig.ra Laura, e siccome soffro anch’io di emorroidi, volevo sapere se c’è qualcuno in Puglia che opera con la tecnica Longo in strutture sanitaria pubblica. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo io non so aiutarla, invito quindi eventuali lettori della Puglia a segnalare qualsiasi informazione in merito.

  4. Anonimo

    Salve,mi sono sottoposta due anni fa ad un intervento con metodo Longo per correggere un prolasso rettale con emorroidi di terzo grado.
    Il post-operatorio nel mio caso è stato lungo e doloroso,in più dopo meno di un anno mi sono ritrovata al punto di partenza!
    Mi sottoporrò in questi giorni ad un altro fastidioso e doloroso intervento!Speriamo bene!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In bocca al lupo, mi faccia sapere se i risultati saranno migliori.

    2. Anonimo

      mi sono sottoposta 8 anni fà al San Geraldo di Monza- per prolasso al retto cele. e prolasso vaginale. E’ stato veramente un disastro, non sono più la stessa persona. se prima avevo un blocco oggi non c’è più e questo mi arriva inaspettatamente anche 10 volte al giorno- il prolasso vaginale mi è sceso dopo 2 mesi-e per il resto mi hanno rovinata!!!
      Il dolore post operatorio è stato cosi lungo e doloroso che non lo ricordavo neanche per il parto.

    3. Anonimo

      Gentile signora, è probabile che chi l’ha operata non fosse propriamente un esperto della tecnica Longo. Una mia collega, operata a Carate Brianza, ha invece avuto beneficio da tale tecnica e con nessun dolore.
      Consiglio di farsi vedere dall’ottimo dr. Attilio Nicastro, che riceve anche a Milano al Centro Medico Monterosa e si serve della videoproctoscopia digitale. Oppure all’Ospedale di Carate dal dr. Mario Baron, vero esperto della Longo.

  5. Anonimo

    Essendo stato il metodo Longo molto pubblicizzato, alcuni proctologi si sono cimentati con tale tecnica senza averne una reale padronanza. Ciò è assai pericoloso perchè possono esserci complicazioni serie.
    Attualmente la ditta che fornisce gli stappler, proprio per evitare un loro uso inapproppriato, pretende una certificazione di esperienza con tale tecnica prima di fornirli.

  6. Anonimo

    Ho problemi di emorroidi talvolta sanguinanti soffro di vene varicose vorrei sapere se nella zona di Roma e Latina ci sono strutture dove si applica metodo longo grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non glielo so dire, ma giro la domanda ai lettori ed è possibile che in qualche giorno arrivi la risposta.

  7. Anonimo

    Io soffro spesso di emorroidi trombizzate. .ma giuro e rigiuro che nn farò mai nessun intervento di quel genere…tutti 99 su 100 dopo l intervento hanno avuto effetti collaterali dolorosissimi e anziche miglorare la situazione si sono trovati ad avere disturbi ancora piu seri..per l amor di dio

  8. Anonimo

    Buongiorno volevo sapere se il metodo Longo è usato anche all’ospedale di Padova; tempo fa mio padre ha effettuato la legatura con elastici con risultati abbastanza buoni, adesso io mi trovo a dover affrontare marische e emorroidi con
    sangue sono dolorosissime; avrebbe qualche indirizzo a Padova?

    1. Anonimo

      Leggo oggi dopo intervento per emorroidi di 3° e 4°, con sanguinamenti, con la tecnica “Longo” (con la THD non si è potuto fare). A distanza di 3 giorni poco dolore sopportabile con antidolorifico. L’intervento è stato effettuato a Cittadella, dove mi sono rivolta, ma poteva essere fatto anche a Padova. Il Personale medico umano.

  9. Anonimo

    Buongiorno,
    vorrei gentilmente saper quanto costa (magari anche una stima di costo) l’intervento con metodo longo per una emorroide di terzo grado.
    Aspetto una sua risposta e la ringrazio in anticipo.
    Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma i prezzi variano considerevolmente tra le diverse strutture.

  10. Anonimo

    sconsiglio vivamente il metodo Longo, in quanto, sono stata operata di emorroidi con questo sistema e ho incominciato ad avere problemi!!! sono problemi molto seri, in quanto la parte di intestino dove c’è la cicatrizzazione dell’intervento, non mi permette di evacuare facilmente. Adesso sto usando dei dilatatori anali (prescritti dal proctologo) e non è certo un divertimento!!!! dovrò usarli per molti mesi!!! spero che la cura funzioni!!! ho la certezza che molte persone operate con il sistema Longo, hanno lo stesso problema che ho io!!!

  11. Anonimo

    a me hanno proposto o la legatura elastica o la chisura delle vene/arterie che portano il sangue alle emorroidi o la resezione di parte dell’ano.quale scelgo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso consigliare trattamenti specifici.

    2. Anonimo

      buongiorno, a me hanno proposto la crioterapia selettiva, qualcuno la conosce?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è una tecnica che sfrutta l’applicazione di azoto liquido per congelare il tessuto emorroidario. E’ una tecnica meno invasiva e per questo più accettabile da parte del paziente ma a volte il problema può recidivare. Ovviamente sarà il proctologo a decidere il tipo di intervento migliore caso per caso. Saluti

  12. Anonimo

    Buongiorno
    Sono ormai 6 anni che andando in bagno nel momento di defecare perdo sangue. Dolori mai avuti, ma sangue sempre, anche per il fatto che io prendo giornalmente la Ticlopidina (farmaco che rallenta la coagulazione sanguigna) essendo stato io operato di by pass nel 2000. Quello che chiedo è questo…c’è il rischio arrivare al dissanguamento? Per l’intervento emorroidario avrei optato per il metodo THD…è un buon metodo? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Dipende dall’entità delle perdite, ma è improbabile che ci siano rischi particolari.
      2. Sono sempre dell’idea che, oltre al metodo, conti l’esperienza del chirurgo con quell’approccio.

  13. Anonimo

    Sono molto preoccupato visti i risultati di certi intrventi. io dovrò farlo il 3 settembre a padova ospedale vecchio e spero di poterne parlare bene

  14. Anonimo

    io ho problemi di morroidi a periodi alterni, prendo il psillogel due volte al giorno per ammorbidire le feci.
    dopo che sono andato in bagno per il dolore e l’infiammazione che mi rimane non rientrandomi le morroidi, a volte anche per qualche ora, mi devo mettere sdraiato a pancia in giu.
    IL mio gastroenteorologo dice che e’ un fastidio con cui devo convivere e che posso mangiare un po di tutto,eccetto peperoncino insaccati caffe.Llui dice bene solo che a me piu delle volte condiziona le giornate.

  15. Anonimo

    Mi hanno operato l’altro ieri di emorroidi di 3 grado con la metodologia di Longo in anestesia locale. Dolore all’anestesia abbastanza forte. Il vero problema sembra che le cure antidolorifiche post operazione siano un po blande. Tachipirina…. Il giorno dopo (passando la notte in bianco) sono andato al PS per farmi visitare e dare qualcosa di più forte. Durante la visita causa forti bruciori il medico mi ha spiegato che il dilatatore usato causa dei tagli sulle pareti interne che provocano bruciori e dolori forse maggiori della ferita dovuta al taglio della suturatrice. Per cui mi ha prescritto una pomata da applicare con DITO, per rimarginare questi tagli. A distanza di 2 gg riesco almeno a riposare 8 h consecutive ma non a scaricarmi senza avere bruciori e dolori. Spero vi serva, non so nel lungo periodo come andrà.

  16. Anonimo

    Salve a tutti, volevo portare la mia modesta testimonianza sull’argomento.
    Mia suocera diversi anni fa (stiamo parlando della metà degli anni 90) fu operata di emorroidi con il metodo Longo che non fu per niente risolutivo, anzi, al punto che lei stessa mi aveva sempre detto che sarebbe stato meglio tenersele invece di finire sotto ai ferri. Quando appresi dell’esistenza di un altro metodo chirurgico, il thd Doppler, mia suocera ovviamente mi sconsigliò di farmi operare ma io volli ugualmente dare fiducia a questo trattamento perchè più moderno.
    Fortunatamente mi è andata bene: grazie all’intervento i miei problemi di emorroidi (III grado con prolasso esterno) sono stati risolti, al punto che sono tornata a una vita normale e da oltre due anni vado in bagno senza nessun problema. Saluti e complimenti per il vs. sito.

  17. Anonimo

    tra un mese mi hanno proposto la Lomgo, ma il chirurgo mi ha detto che vedra’ sul tavolo operatorio cosa fare se milligan morgan o Longo..
    qualcuno le ha fatte, per sfortune, entrambe?
    chia ha fatto la Longo dopo quanto tempo si rupera?
    grazie

    1. Anonimo

      ciao io ho fatto intervento delle emorroidi di quarto grado metodo morgan dolori atroci oggi dopo circa 10 anni dall’intervento ancori problemi sto valutanto di rifare l’operazione

  18. Anonimo

    Grazie mille Dr.Cimurro , vorrei chiederle a lei ed a tutti voi che risponderanno che ho sentito parlare di una nuova tecnica per curare le emorroidi in modo indolore e cioè : Crioterapia Selettiva (CTS)
    è vera questa cosa? cercando su internet ho visto che c’è un medico che la fa, Il Dott. Mario Petracca , sapete dirmi qualcosa in più sia del medico stesso che della tecnica?
    Grazie ancora del vostro aiuto, e delle vostre risposte

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non so aiutarla, mi dispiace. Aspettiamo per vedere se qualche lettore sa darci dei ragguagli.

    2. Anonimo

      Mi devo operare giovedi dol dott xxxxxx sono preuccupata qualcuno mi puo rispondere come e andata e anche il costo e abbastanza doloroso quanto costa

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’intervento non è doloroso, non si preoccupi, servirà invece poi un po’ di pazienza durante la convalescenza.

  19. Anonimo

    Buon giorno a tutti,
    Sono stato operato il 13 febbraio 2015 con metodo Longo per prolasso rettale.operazione veramente eccezionale senza quasi dolore.
    Preciso che nel 2002 ero stato operato con altro metodo e dolorosissimo per circa 40 giorni .
    Oggi sono tornato in ospedale causa fuoriuscita di una piccola vena emorroidale e visitato dallo stesso chirurgo.Mi ha tranquillizzato dicendomi che può succedere dopo operazione ma che nel giro di pochi giorni tornerò come nuovo.
    Ad oggi a 2settimane dall’operazione non ho avuto nessun problema al bagno, a parte piccoli dolori,e credo sempre che sia un’operazione davvero evoluta.
    Spero solamente che sia riuscita visto la fuoriuscita nuova di emorroidi ma voglio fidarmi del dottore che mi ha operato.

    1. Anonimo

      io mi sono operato un prolasso emorroidale con petodo longo dopo 15 giorni dall’operazione mi sono fuoriuscite qualche emorroidi trombizzate a detta del dottore mi ha dato una cura di 7 giorni speriamo bene !!!

  20. Anonimo

    Sono stato operato 4 giorni fa per emorroidi interne di terzo grado secondo metodo Longo. Ho avuto forti dolori solamente nelle prime ore successive all’intervento e mi sono scaricato il giorno dopo anche grazie all’aiuto di farmaci che hanno mantenuto le feci molli. Al momento della defecazione avverto un leggero fastidio e ho una certa urgenza defecatoria quando sento lo stimolo. Dopo 4 giorni penso di non poter ancora tirare le somme su questa metodologia anche se sono un po’ preoccupato leggendo le varie testimonianze in rete

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La ringrazio di cuore per la testimonianza, vedrà andrà tutto benissimo ed il recupero sarà completo.

  21. Anonimo

    Sono stato operato con metodo longo in una clinica convenzionata giovedì 14 maggio 2015, ho preso una camera doppia per mia moglie, ho pagato in tutto 320 euro. Dopo 2 giorni mi hanno dimesso ed oggi quarto giorno non prendo antinfiammatori sto molto meglio, non sanguino e il dolore e’ sopportabile, Seguo una dieta di pasta integrale e pesce, bevo solo acqua liscia, l’unico problema che vado spesso in bagno a piccoli tratti, spero sia normale. Mi hanno dato oltre alla cura da fare a casa la cura dell’acqua calda, mi siedo 15 minuti mattina e sera e mi sento meglio. Solo la prima notte l’ho passata in piedi, poi dopo sono riuscito a dormire. Cosa e’ una notte in confronto a 5 anni di dolori intensi che mi condizionavano la vita.

    1. Anonimo

      Anche io sono stato operato il 14 maggio per emorroidi di terzo grado con metodo Longo. Tranne il primo giorno non ho mai avuto forti dolori e ad oggi il dolore è quasi scomparso. Permane urgenza defecatoria la mattina ma il chirurgo sostiene che sia un effetto collaterale normale dovuto al nuovo adattamento dell’ampolla rettale. Dovrebbe risolversi in 15 giorni circa.

  22. Anonimo

    Operato di emorroidi di 3 gradi con prolasso, com metodo morgan & milligan, a distanza di 6 giorni dall’operazione dolori atroci ininterrottamente e i vari antidolorifici non fanno nulla. Non credevo fosse cosi doloroso. Una vera tortura. Spero che ne sia valsa la pena e che i dolori mi diano un po di trequa!!!!

  23. Anonimo

    Salve mio marito ha emorroidi di 3^ grado e deve operarsi. Mi consigliate un bravo chirurgo a Roma ? So che il dott.Longo in persona opera anche a Roma , qualcuno ne ha avuto esperienza? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Personalmente non le so rispondere, ma è possibile che nei prossimi giorni qualche lettore la sappia aiutare.

    2. Anonimo

      Operato nel 2009 causa emorroidi e prolasso rettale con metodo Longo. Mani evidentemente inesperte comandate da mediconzoli indegni di praticare la professione hanno causato la comparsa di una ragade anale che solo chi ha avuto modo di provare può comprendere quanto possa condizionare in maniere negativa la vita. Per un anno e mezzo ho patito giornalmente un dolore insopportabile dopo ogni defecazione, dolore che si protraeva sino a metà giornata nel migliore dei casi, altrimenti fino a sera. lo scorso anno a marzo si è ripresentata una nuova ragade, o la vecchia mai veramente rimarginata in via definitiva. L’incubo è ricominciato. Oggi quasi certamente devo rifare i conti con un nuovo prolasso, sono in attesa di accertamento.
      Longo? MAI!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Grazie per la sua esperienza, anche se ritengo che non sia corretto cercare le colpe nel metodo in sé.

  24. Anonimo

    buongiorno, qualcuno ha avuto esperienza dell’intervento crioterapia selettiva? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Riporto la risposta del Dr. Cracchiolo poco sopra:

      “Salve, è una tecnica che sfrutta l’applicazione di azoto liquido per congelare il tessuto emorroidario. E’ una tecnica meno invasiva e per questo più accettabile da parte del paziente ma a volte il problema può recidivare. Ovviamente sarà il proctologo a decidere il tipo di intervento migliore caso per caso. Saluti”

  25. Anonimo

    10 giorni fa ho subito un intervento emorroidi in ospedale villa sofia Palermo 4 grado con prolasso il chirurgo che mi ha operato è il dott.Fausto Dimarco ci aveva assicurato che non avremmo avuto alcun dolore e cosi è stato tranne la prima notte( giorno dell’ intervento) ma i dolori sono stati causati volutamente per far evaquare l intestino l indomani siamo stati tutti dimessi sabato avrò la visita di controllo. consiglio di farvi operare almeno dato la mia esperienza anche gli altri pasienti stanno bene

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