Emorroidi: cause, cura, gravidanza, alimentazione…

Ultimo Aggiornamento: 1136 giorni

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Introduzione

Abitudini alimentari e sedentarietà sono tra le cause più comuni delle emorroidi, disturbo questo molto fastidioso ed anche doloroso che può essere evitato modificando lo stile di vita e seguendo un’adeguata terapia.

Nei paesi occidentali quasi il 50% della popolazione con più di 50 anni soffre di emorroidi; questa patologia può presentarsi a qualsiasi età, tuttavia la sua incidenza aumenta con l’invecchiamento.

Sono colpiti sia donne che uomini, anche se quest’ultimi in maggiore percentuale. Da considerare che esiste anche una certa predisposizione alla patologia, vuoi per familiarità, per ereditarietà o per costituzione per cui alcuni individui risultano essere più sensibili ai fattori che determinano lo sviluppo delle emorroidi.

In generale però si può affermare che un’alimentazione povera di fibre, un lavoro sedentario, poca attività fisica caratterizzano lo stile di vita della maggior parte della popolazione dei paesi sviluppati, dove cioè il benessere ha tolto molte malattie favorendone la diffusione di altre, come appunto le emorroidi.

Cosa sono?

La parola emorroidi deriva dal greco “haimorroides”, composta da “haima” e “rhein” che significano rispettivamente “sangue” e “scorrere”: quindi la parola vuole dire “vene da cui fluisce il sangue”.

In effetti le emorroidi, interne ed esterne, sono tecnicamente dei cuscinetti (3 in tutto) posti nel canale anale che hanno la funzione di completare la continenza; essi sono irrorati da vene emorroidarie nelle quali l’afflusso ed il deflusso di sangue regola la chiusura e l’apertura del canale anale. Le emorroidi si comportano come delle valvole che impediscono la fuoriuscita involontaria delle feci.

Ma quindi cosa vuol dire “soffrire di emorroidi?”

Significa che le vene dell’ano, dilatandosi progressivamente, danno origine alla malattia emorroidale; le emorroidi interne, stadio iniziale della patologia, congestionandosi a causa di questa dilatazione varicosa possono sanguinare; con l’aggravarsi della malattia le emorroidi prolassano all’esterno del canale anale: è questo lo stadio più doloroso della patologia, anche perché come loro diretta conseguenza si possono formare delle fastidiose ragadi intorno all’ano che peggiorano il dolore.

Si parla di:

  • Emorroidi di 1° grado quando sono completamente interne al canale anale. Possono sanguinare ma non escono all’esterno neanche durante l’evacuazione.
  • Emorroidi di 2° grado quando hanno un volume maggiore per l’aumentata pressione venosa e possono quindi prolassare, cioè fuoriuscire dal canale anale; poi però  sono in grado di ridursi rientrare al cessare dello stimolo dell’evacuazione.
  • Emorroidi di 3° grado quando prolassano all’esterno spontaneamente o sotto sforzo e per farle rientrare è necessario un intervento manuale.
  • Emorroidi di 4° grado quando sono definitivamente prolassate all’esterno e non possono più essere ridotte manualmente. Questo stadio è molto doloroso.

Cause

Esistono particolari condizioni che favoriscono l’insorgenza delle emorroidi, la stipsi è una di queste: lo sforzo ripetuto e prolungato distende le pareti delle vene anali rendendole più vulnerabili al rigonfiamento.

D’altro canto anche la diarrea può favorire la loro comparsa, perché in questa situazione la mucosa rettale si irrita e di conseguenza indebolisce i vasi che irrorano le emorroidi.

Vediamo in particolare alcune cause dirette ed indirette della patologia emorroidale:

  • abbiamo parlato di stipsi come una delle cause principali delle emorroidi, stipsi che nella maggioranza dei casi è dovuta ad una alimentazione errata, povera di fibre o troppo ricca di alimenti irritanti come le spezie, l’alcol, il cacao ed i crostacei che sono in grado, se consumati in quantità eccessive, di irritare significativamente la mucosa rettale;
  • il lavoro sedentario, cioè passare molte ore consecutive seduti, può favorire il ristagno venoso a livello anale e rettale: il sangue ristagnando tende a dilatare i vasi emorroidali;
  • abitudini igieniche sbagliate come quella di fermarsi in bagno a leggere per lungo tempo che determina un prolungato aumento della pressione sulle vene emorroidali oppure la cattiva abitudine di non assecondare subito lo stimolo dell’evacuazione, infatti trattenere le feci significa poi renderle più dure e quindi più difficili da espellere;
  • variazioni dei livelli ormonali nelle donne possono fare insorgere una crisi emorroidaria: ciclo mestruale, gravidanza, menopausa, ovulazione;
  • alcuni sport, come l’equitazione, il body building, il ciclismo, il motociclismo, se praticati con intensità e frequenza provocano continue sollecitazioni e continui traumi nella zona ano-rettale indebolendo così i tessuti emorroidali.

Sintomi

Quando le emorroidi sono di 1° grado è difficile che possano dare dolore, ma possono sanguinare; i sintomi caratteristici cominciano a diventare evidenti quando le emorroidi iniziano ad ingrossarsi, manifestando quindi:

  • bruciore e prurito anale,
  • sensazione di pesantezza e secchezza locale,
  • dolore, che si accentua al momento dell’evacuazione e può essere accompagnato da sanguinamento e, negli stadi più avanzati della malattia, da prolasso rettale.

Emorroidi in gravidanza

Sono uno dei disturbi più frequenti di cui soffrono le gestanti, vediamo come la variazione dei livelli ormonali possono scatenare le emorroidi in questo particolare momento della vita di una donna:

  • la stipsi, che colpisce anche donne che normalmente ne sono immuni, è dovuta ad alcuni ormoni prodotti (progesterone) che fanno rilassare le pareti intestinali rendendo l’intestino meno efficiente;
  • gli stessi ormoni di prima svolgono anche un’azione ipotonica sulla parete venosa, facendo aumentare il rischio di emorroidi;
  • da considerare poi la pressione esercitata dal feto sulle vene rettali ed anali, soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza, che, impedendo la libera circolazione del sangue nelle zone del bacino e del retto, rallenta il ritorno del sangue venoso favorendo l’insorgenza del disturbo.

Se una donna arriva al momento del parto già sofferente di emorroidi, il travaglio ed il parto stesso possono acuire il dolore ed aggravare la patologia, sempre comunque in relazione alla durata dell’evento ed alle dimensioni del nascituro.

Cura e farmaci

La particolare condizione della gravidanza non permette, a scopo precauzionale, l’uso dei classici preparati topici a base cortisone ed anestetico locale (siano essi in forma di crema o supposte); utile e senza alcun rischio risulta un’alimentazione ricca di fibre (verdure e frutta) e liquidi con lo scopo di favorire l’evacuazione; eventualmente l’uso di pomate non contenenti corticosteroidi se non diversamente indicato dal foglietto illustrativo (ad esempio Preparazione H® può essere usata in gravidanza, sia in supposte che in pomata). Non vengono di norma utilizzati preparati orali (compresse, bustine…).

Preparati e rimedi omeopatici non presentano di solito alcuna controindicazione, mentre preparazioni fitoterapiche richiedono una attenzione maggiore ed in generale non se ne incoraggia l’uso per la scarsa conoscenza degli eventuali effetti sul feto.

In ultima analisi si consiglia, per quelle donne che non riescono a risolvere il problema emorrodi attraverso l’alimentazione, di rivolgersi con fiducia al proprio ginecologo per valutare con lui la cura che presenti il miglior rapporto rischio-beneficio.

Cura

Oltre a buone abitudini, si può contrastare la patologia emorroidale ricorrendo all’uso di lassativi di volume, di flavonoidi e di preparati per uso topico. Vediamoli in dettaglio:

  • I lassativi di volume, cioè quelli che contribuiscono ad aumentare la massa fecale, sono un buon aiuto per chi non assume una sufficiente quantità di fibre con la dieta ed è impossibilitato a cambiarla. Sono prodotti di solito a base di semi di psyllium e di ispagula, di metilcellulosa o di sterculia. A contatto con i liquidi, queste sostanze si espandono, è per questo che bisogna assumerli con abbondante acqua. Il loro effetto benefico sulla sintomatologia e sul sanguinamento da emorroidi è stato comprovato da numerosi studi. E’ assolutamente controindicato l’uso di altri lassativi che non agiscono sul volume e la consistenza delle feci.
  • I flavonoidi sembrano essere efficaci nel ridurre il dolore ed il sanguinamento nei casi di crisi acuta. Possono essere prescritte dal medico compresse a base di diosmina (Alvenex, Diosmina, Doven) o di frazione flavonoica purificata e micronizzata (Arvenum, Daflon) per 7 giorni: sei compresse al giorno per i primi 4 giorni, quattro compresse al giorno per i restanti 3 giorni. Anche i rutosidi (Venoruton) esplicano un’azione vasoprotettrice simile a quella dei flavonoidi.
  • Gli antiemorroidari ad uso topico sono a base di cortisonici e di anestetici locali. Di solito le pomate sono da preferire alle supposte, sia nel caso di emorroidi esterne che di emorroidi interne, perché il principio attivo si distribuisce meglio e per la loro facilità di utilizzo. Gli antiemorroidari a base di corticosteroidi riducono l’infiammazione e l’edema ed alleviano il prurito: fluocortolone e fluocinolone sono tra i cortisonici più potenti ed hanno un effetto prolungato. Gli anestetici locali sono utilizzati per alleviare il dolore ed il prurito anale; sono a base di lidocaina, tetracaina, cincocaina, pramocaina. Non si dovrebbe mai abusare di questi preparati in quanto può verificarsi una sensibilizzazione della cute anale, se infatti nel giro di una settimana il trattamento topico non ha effetti è indispensabile rivolgersi al proprio medico curante. I preparati lenitivi contengono sostanze ad azione astringente come il sottogallato di bismuto, l’ossido di zinco ed l’hamamelis, altre sostanze invece hanno un’azione lubrificante ed una blanda azione antisettica.

In molti casi può essere utile usare una supposta di glicerina prima dell’evacuazione.

Vedi anche:

Terapia chirurgica

Ci sono molti modi per curare le emorroidi chirurgicamente, per esempio le emorroidi interne possono essere trattate con il bendaggio: questa tecnica prevede l’applicazione di una fascia elastica stretta intorno alla base dell’emorroide. L’operazione di solito non è dolorosa, può essere realizzata in più di una sede e non è necessaria anestesia.

Possono essere eseguite altre procedure in anestesia locale o generale: le grandi emorroidi esterne o interne sono trattate meglio chirurgicamente, le vene sono asportate con la chirurgia e l’incisione è chiusa con punti di sutura riassorbibili (punti) che scompaiono da soli.

Ad alcune emorroidi può essere iniettato un materiale speciale che ne provoca la riduzione e ferma le emorragie.

Le emorroidi possono anche essere coagulate o bruciate con strumenti speciali, purtroppo nessuno di questi metodi offre garanzie che le emorroidi non tornino, per questo motivo è molto importante modificare la abitudini alimentari e intestinali per impedire che i sintomi si manifestino nuovamente.

Rischi e complicazioni

Questi interventi sono in genere molto sicuri, vi sono tuttavia diversi possibili rischi e complicanze. Essi sono improbabili ma possibili, conoscendoli sarete in grado di  riconoscerne i sintomi nel caso in cui si verifichino. Essendo informati potrete essere in grado di aiutare il medico a rilevare le complicazioni in anticipo.

I rischi e le complicazioni comprendono quelli legati all’anestesia e quelli relativi a qualsiasi tipo di intervento chirurgico. I rischi legati all’anestesia includono, ma non sono limitati a:

Tali rischi vi saranno presentati in modo dettagliato dal vostro anestesista.

La formazione di coaguli di sangue nelle gambe si mostra di solito un paio di giorni dopo l’intervento chirurgico; essa causa gonfiore alla gamba e molto dolore . I coaguli di sangue possono spostarsi dalle gambe e andare ai polmoni (embolia polmonare), dove saranno causa di respiro corto, dolore al torace ed in alcuni casi anche morte. A volte la mancanza di respiro può sopraggiungere senza preavviso, è quindi estremamente importante informare il vostro medico se qualcuno di questi sintomi si verifica. Alzarsi dal letto poco dopo l’intervento chirurgico può aiutare a diminuire il rischio.

Alcuni dei rischi sono previsti in qualsiasi tipo di intervento chirurgico. Questi includono:

  • Infezione a livello cutaneo.
  • Sanguinamento, durante o dopo l’operazione, che può richiedere un’altra operazione.

Altri rischi e complicanze sono legati specificamente a questo intervento chirurgico, si tratta ancora una volta di casi molto rari:

  • Molto raramente l’ano potrebbe diventare un po’ stretto, il che potrebbe rendere l’espulsione delle feci più difficile. Questa evenienza è nota anche come stenosi rettale.
  • L’operazione potrebbe incidere anche sul controllo intestinale, rendendo più difficile il movimento o il controllo intestinale. Questi problemi sono per lo più temporanei e miglioreranno con il tempo.

Le complicazioni sopra indicate possono verificarsi subito dopo l’operazione o mesi dopo.

Prevenzione

Esistono degli accorgimenti che possono essere seguiti sia per prevenire che per contrastare la patologia in atto.

Per prima cosa bisogna porre molta attenzione alla dieta, essa dev’essere la più variata possibile e soprattutto ricca di fibre, quindi consumare legumi, cereali, ortaggi e frutta in quanto favoriscono la motilità intestinale e riducono il rischio di soffrire di stitichezza.

Un altro accorgimento fondamentale è bere almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giorno; è importante bere anche quando non si sente lo stimolo della sete perché l’acqua rende morbide le feci e ne facilità la transizione nell’intestino, si tratta di acquisire una buona abitudine, magari berne piccole quantità ma spesso.

L’attività fisica regolare favorisce una buona circolazione sanguigna, mentre a patologia già manifesta, occorre prestare molta attenzione all‘igiene personale quotidiana, in particolare è consigliabile effettuare un bidet con acqua tiepida ogni volta che si va in bagno evitando l’uso di sapone che irrita la pelle ed asciugarsi tamponando anziché strofinare; inoltre è consigliabile non usare la solita carta igienica ma salviettine umidificate, meglio quelle per neonati che sono anche emollienti.

Da preferire la biancheria di cotone ed evitare indumenti attillati che potrebbero aumentare l’irritazione.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. rivo83

    Salvr da circa 4 gg ho uns eorroide estern vhe non rirntra mi causa dolori e faini. Non perdonsangue ma ho olore stoasdumendo fdeflon 2 vompresse per 3 volte al di!!!cosa mi vondiglia i fare

  2. lisalisa

    un mio parente mi parlava di una cura “omeopatica” che su di lui funzionò…
    di che si tratta e… avete pareri a riguardo?

  3. Nila

    Buongiorno Dottore,
    io sono incinta e ho le emorroidi volevo chiederle se posso mettere creme tipo il bepanthenol o la pasta di hoffman anche se non specifiche per lenire il disagio o è meglio altro.
    Grazie per la sua risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo non posso avvallare o consigliare farmaci od altri rimedi; raccomando di sentire telefonicamente ginecologo o farmacista, che le consiglieranno i rimedi più adatti alla situazione.

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