Vampate di calore in menopausa: cause e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 43 giorni

Introduzione

Le vampate, sintomo frequente di transizione menopausale, sono fastidiose e possono protrarsi per vari anni. Quando accadono di notte, vengono dette sudorazioni notturne.

Non tutte le donne soffrono di vampate e soprattutto non tutte con la stessa entità; una vampata è caratterizzata da un’improvvisa sensazione di calore di provenienza indefinita e in grado di diffondersi all’intero corpo. Può essere accompagnata da

Alcune donne manifestano vampate occasionali, con scarso impatto sulla qualità di vita, mentre altre possono andare incontro a 20 o più episodi al giorno, percependole come ostacoli alla vita di tutti i giorni.

Quanto prima si manifestano, quanto più a lungo tendono a manifestarsi.

Se i sintomi sono modesti può non essere considerato necessario cambiare stile di vita o esplorare possibili trattamenti, se tuttavia se le vampate sono fastidiose, si possono prendere in considerazione alcune contromisure. È importante annotare cosa scatena le vampate e quanto sono fastidiose. Questo può essere di aiuto nel decidere come gestire i sintomi.

Cause

Le vampate di calore sono un sintomo comune alla maggior parte delle donne che si trovano ad affrontare il delicato periodo della menopausa, probabilmente a causa degli intensi cambiamenti ormonali cui vanno incontro.

Tra le altre possibili cause di vampate ricordiamo:

  • Terapia per il tumore al seno: spesso più severe di quelle percepite in menopausa, sette donne su dieci in trattamento per tumore al seno vanno incontro a vampate di calore più o meno frequenti e causate dalla riduzione dei livelli di estrogeni provocata dalla chemioterapia.
  • Trattamento del cancro della prostata: gli uomini in cura per il tumore alla prostata possono sperimentare vampate di calore, a causa della riduzione dei livelli circolanti di testosterone.

Stile di vita

Prima di prendere in considerazione farmaci è consigliabile provare a modificare lo stile di vita. I medici raccomandano di insistere con le modifiche per almeno 3 mesi, prima di iniziare eventuali terapie farmacologiche.

Se le sudorazioni notturne ostacolano il sonno, mantenere la camera da letto più fresca e cercare di bere piccole quantità di acqua fredda prima di andare a letto. Predisporre il letto con coperture a strati, adattabili al bisogno.

Ecco altri possibili cambiamenti dello stile di vita:

  • Vestirsi a strati, in modo da potersi alleggerire all’insorgere di una vampata.
  • Portarsi dietro un ventilatore portatile, cui ricorrere quando sopravviene una vampata.
  • Evitare alcolici, cibi speziati e caffeina. Sono tutti elementi che peggiorano i sintomi della menopausa.
  • Se fumatrici, tentare di smettere, e non solo per i sintomi della menopausa, ma anche per la salute globale.
  • Cercare di mantenere un peso corporeo sano. Le donne sovrappeso od obese possono soffrire di vampate più frequenti e gravi.
  • Provare pratiche come lo yoga, la meditazione o altre tecniche di rilassamento.
  • Ricerche in fase iniziale hanno mostrato che meditazione, yoga e tai chi possono essere utili nel migliorare i sintomi menopausali.

Tecniche di rilassamento

Migliorare la respirazione, per esempio attraverso la pratica di tecniche di rilassamento, è un efficace metodo di riduzione dello stress; consiste fondamentalmente in un’inalazione profonda seguita da un’espirazione con un ritmo uniforme.

Va praticata per diversi minuti stando in una posizione comoda.

È basata sull’inspirare lentamente dal naso. Con la mano appoggiata subito sotto alle costole, in corrispondenza dello stomaco, si dovrà avere la sensazione che questo spinga via la mano prima dell’espansione del torace.

Espirare quindi lentamente dalla bocca, lasciando dapprima che i polmoni si svuotino, quindi che lo stomaco rientri.

Questa respirazione può essere praticata quasi dovunque e per diverse volte durante il giorno, tutte le volte che ci si sente sotto stress. Si può ricorrere a questa respirazione anche quando si ha la sensazione che inizi una vampata o per rilassarsi prima di addormentarsi.

Farmaci non ormonali

Se i cambiamenti dello stile di vita non fossero sufficienti a migliorare i sintomi, esistono opzioni non ormonali che possono dimostrarsi efficaci. Possono essere valide alternative nelle donne che non possono assumere ormoni o che sono preoccupate per i possibili rischi associati.

Anche se non è registrato con questa indicazione, almeno in Italia, la paroxetina si è dimostrata un rimedio efficace nel trattamento delle vampate; è allo studio l’efficacia di altri antidepressivi della stessa classe.

Le donne che assumono antidepressivi per contenere le vampate assumono in generale dosi inferiori a quelle comunemente prese per il trattamento della depressione. Gli effetti collaterali dipendono dal tipo di antidepressivo adoperato e possono consistere in

  • vertigine,
  • cefalea,
  • nausea,
  • agitazione
  • o sonnolenza.

Come per qualunque altro farmaco, verificare con il proprio medico l’adeguatezza del farmaco nel proprio caso e la gestione dei possibili effetti collaterali.

Trattamento ormonale di vampate e sudorazioni notturne

Alcune donne possono optare con il proprio ginecologo per il trattamento ormonale delle vampate. Con ormone si intende una sostanza chimica prodotta da un organo ghiandolare, come la tiroide o l’ovaio. Durante la transizione menopausale le ovaie iniziano a lavorare sempre meno e la produzione di ormoni estrogeni e progestinici si riduce quindi nel tempo. Si ritiene che queste modifiche siano all’origine delle vampate e di altri sintomi da menopausa.

La terapia ormonale stabilizza i livelli di estrogeni e progestinici nel corpo. È un trattamento molto efficace delle vampate nelle donne che lo tollerano. L’assunzione di ormoni comporta dei rischi, come un rischio maggiore di

I rischi variano in funzione dell’età della donna e di un’eventuale isterectomia. I rischi andranno attentamente valutati con il proprio medico.

Le donne che hanno l’utero dovrebbero assumere estrogeni associati con progesterone o un altro farmaco per proteggere l’utero. Il progesterone viene aggiunto agli estrogeni per proteggere l’utero dal cancro, ma sembra aumentare il rischio di trombi e ictus. La terapia ormonale dovrà basarsi sulla dose più bassa possibile per il periodo più breve possibile.

L’assunzione di terapie ormonali per le vampate è controindicata in caso di:

  • tumore al seno o uterino,
  • pregresso ictus o attacco cardiaco, o anamnesi famigliare fortemente positiva per tali patologie,
  • precedenti episodi di trombosi,
  • storia di sanguinamenti vaginali o di disturbi della coagulazione,
  • malattie epatiche,
  • gravidanza,
  • precedenti reazioni allergiche a farmaci a base di ormoni.

Gli ormoni possono essere molto efficaci nel ridurre numero e gravità delle vampate e sono efficaci anche contro la secchezza vaginale e la perdita di tessuto osseo.

La terapia ormonale sostitutiva viene in genere assunta sotto forma di compresse, cerotti, impianti, gel, creme o ovuli. I cerotti sono probabilmente la miglior soluzione per le donne con fattori di rischio cardiaci, come un’anamnesi famigliare di cardiopatia.

Ci sono diversi tipi di ormoni a disposizione per il trattamento delle vampate. Tra questi, ci sono l’estradiolo, l’estrogeno coniugato, i modulatori selettivi del recettore degli estrogeni e preparati ormonali o ormoni sintetici.

Tra i blandi effetti collaterali degli ormoni ci sono la tensione mammaria, perdite o ripresa di mestruazioni, crampi o gonfiore addominale. Cambiando tipo o quantità di ormoni, le modalità di assunzione o la distribuzione giornaliera delle dosi, il medico può riuscire a mettere sotto controllo questi effetti collaterali, così come nel tempo possono risolversi spontaneamente.

Rischi

Nel 2002 uno studio organizzato dal gruppo americano Women’s Health Initiative (WHI, iniziative per la salute della donna), finanziato dal National Institute of Health (l’analogo americano dell’Istituto Superiore della Sanità), è stato interrotto perché nelle partecipanti trattate con un determinato tipo di estrogeno con progesterone sono stati riscontrati rischi significativamente maggiori di ictus, attacchi cardiaci, cancro mammario, demenza, incontinenza urinaria e malattie della colecisti.

Questo studio ha destato all’epoca non poche preoccupazioni e generato in molte donne una notevole diffidenza rispetto all’utilizzo di ormoni.

Da allora, tuttavia, la ricerca scientifica ha riscontrato che le donne più giovani possono avere rischi inferiori e benefici maggiori rispetto a quanto riscontrato nello studio WHI. In tale studio, gli effetti negativi dei trattamenti ormonali si manifestavano quasi invariabilmente nelle donne con più di 60 anni e dopo la menopausa. Soluzioni terapeutiche più recenti, sviluppate dopo il 2002, potrebbero ridurre i rischi di usare gli ormoni nelle donne sintomatiche durante la transizione menopausale, anche se è necessario studiarne la sicurezza a lungo termine.

In caso di terapia ormonale dovrà comunque essere impiegata la più bassa dose possibile per la più breve durata possibile, e sempre sotto supervisione medica. Riferire al medico la propria anamnesi e storia famigliare e chiarirsi qualunque preoccupazione rispetto all’assunzione degli ormoni.

Altri rimedi

Tra i rimedi per le vampate, è possibile sentire citare la cimicifuga racemosa, il DHEA (deidroepiandrosterone) o gli isoflavoni di soia. L’efficacia di questi prodotti non è dimostrata e alcuni sono potenzialmente epatotossici.

I fitoestrogeni sono sostanze simil-estrogeniche presenti in alcuni cereali, ortaggi e legumi (come la soia) ed erbe. Potrebbero funzionare come formulazioni blande di estrogeni, ma i risultati di studi scientifici non sono coerenti e non ne è chiara la sicurezza a lungo termine.

Allo stato attuale di fatto non ci sono risultati definitivi in merito a sicurezza ed efficacia di questi rimedi, benefici e rischi sono ancora allo studio, per questo si raccomanda di consultare sempre il ginecologo. prima di assumere erbe o integratori per il trattamento delle vampate o di altri sintomi menopausali (naturale NON vuol dire sicuro).

Vampate notturne e disturbi del sonno

Per migliorare il sonno durante la transizione menopausale e dopo si consiglia di:

  1. Seguire un orario del sonno regolare. Andare a letto e alzarsi ogni giorno alla stessa ora.
  2. Evitare se possibile i sonnellini nel tardo pomeriggio e la sera.
  3. Mettere a punto un rituale dell’andare a letto. Alcune persone leggono, ascoltano musica o si rilassano con un bagno caldo.
  4. Cercare di non guardare la televisione o usare computer o altro dispositivo mobile in camera da letto. La luce di questi dispositivi può ostacolare l’addormentamento.
  5. Mantenere una temperatura confortevole in camera da letto, né troppo caldo né troppo freddo, e la massima calma possibile.
  6. Fare attività fisica regolarmente, ma non prima di andare a letto.
  7. Evitare pasti eccessivamente abbondanti prima di andare a letto.
  8. Evitare la caffeina (presente in alcuni tipi di caffè, tè o cioccolato) in tarda giornata.
  9. Ricordarsi che l’alcol non aiuta a dormire. Anche piccole quantità possono disturbare il sonno.

Se cambiare la propria routine del sonno non aiuta abbastanza, prendere in considerazione la terapia cognitivo-comportamentale. Questo approccio terapeutico ha recentemente mostrato di essere di aiuto nei disturbi del sonno delle donne con sintomi menopausali.

La terapia cognitivo-comportamentale esiste come terapia individuale o come classi. Assicurarsi che il terapeuta abbia esperienza di lavoro con donne in transizione menopausale. È possibile che il proprio medico conosca un terapista disponibile.

Fonti principali:

Adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Alcune donne lo usano con successo, ma che io sappia non esistono in letteratura evidenze che supportino la somministrazione a questo scopo.
      Se desidera provare e il suo medico è d’accordo, in genere non ci sono comunque controindicazioni.

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