Ovaio policistico: sintomi, terapia e gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 1330 giorni

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS oppure sindrome dell’ovaio micropolicistico) è la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione (chiamata infertilità anovulatoria). Molte donne non sanno di soffrire di ovaio policistico finché non cercano una gravidanza, ma senza successo.

Le ricerche hanno dimostrato che molte caratteristiche e alcuni sintomi della PCOS sono già presenti prima che un’adolescente abbia il menarca (la prima mestruazione) e che l’impatto della PCOS trascende l’infertilità.

L’istituto Nazionale Eunice Kennedy Shriver a tutela della salute dei bambini e dello sviluppo umano (NICHD), facente parte dell’Istituto nazionale a tutela della salute americano (NIH), ha sostenuto la ricerca sulle possibili cause e trattamenti per combattere la PCOS per molti decenni. Questo articolo è la traduzione di un opuscolo redatto da quest’organizzazione americana per illustrare la vasta gamma di sintomi della PCOS, descrivere le condizioni associate e le opzioni di trattamento possibili.

Cos’è l’ovaio policistico e come viene diagnosticato?

Il termine “policistosi ovarica” o PCOS si riferisce alle molteplici cisti (sacche riempite di fluido)  che crescono in una o in entrambe le ovaie; molte donne con la policistosi ovarica ne avvertono i sintomi della PCOS, ma le cisti non devono necessariamente essere presenti per una diagnosi da PCOS.

Una donna che presenta due delle seguenti caratteristiche potrebbe essere affetta da PCOS:

  • Assenza cronica di ovulazione (il processo che rilascia un uovo maturo proveniente dall’ovaia) che porta a irregolarità mestruale.
  • Un elevato livello di androgeni (un tipo di ormone) non è associabile ad altre cause o condizioni.
  • Cisti in una o entrambe le ovaie (come rilevato dagli ultrasuoni)

Le donne a cui viene diagnosticato l’ovaio policistico possono accusare i sintomi caratteristici, ma non avere cisti nelle loro ovaie. In egual modo, alcune donne che hanno cisti alle ovaie, non accusano i sintomi della PCOS.

La definizione esatta della PCOS è ancora materia di discussione.

Il primo passo per la diagnosi della PCOS è escludere altre disfunzioni che possono provocare sintomi simili. Alcune di queste condizioni comprendono:

  • Ghiandole surrenali che producono ormoni in eccesso (iperplasia surrenale),
  • Il corpo che produce troppo cortisolo (sindrome di Cushing),
  • Problemi di funzionalità della ghiandola tiroidea,
  • L’ipofisi che produce prolattina in eccesso (iperprolattinemia).

Una volta escluse queste ed altre disfunzioni, il medico farà quanto segue per arrivare alla diagnosi:

  1. Fare un anamnesi famigliare, ossia valutare le condizioni mediche dei parenti più prossimi, importante perché i sintomi della PCOS spesso sono presenti in altri membri della famiglia.
  2. Verificare le condizioni di salute generale.
  3. Procurarsi dei campioni di sangue o eseguire altri esami per determinare i livelli ormonali, in particolare degli androgeni.

Quante donne soffrono di PCOS?

Siccome l’esatta definizione di PCOS è ancora in fase di dibattito, il numero esatto di donne affette è sconosciuto. Le stime suggeriscono che fra il 5% e il 10% delle donne appartenenti a una fascia di età compresa fra i 18 e i 44 anni sono affette da ovaio micropolicistico.

Cosa provoca la sindrome dell’ovaio policistico?

Al momento non si conoscono con precisione le cause della PCOS; il fatto che sia presente una certa famigliarità della sindrome, è indice che esiste una componente genetica della stessa anche se, per come può cambiare la sintomatologia da una generazione alla successiva, sicuramente esistono altre influenze rilevanti.

E’ evidente quindi che la PCOS è il risultato di una combinazione di fattori, compresi I geni e le caratteristiche ambientali; una recente ricerca condotta su cavie animali ha anche suggerito che, in alcuni casi, l’origine della PCOS sia da ricercarsi nell’utero.

I sintomi di un ovaio policistico

Molte donne non sanno di avere la PCOS finché non parlano con il proprio ginecologo di:

Infertilità

Molte donne affette da PCOS soffrono di infertilità. L’ American Society for Reproductive Medicine definisce la sterilità come

  • un’impossibilità da parte della donna con età inferiore ai 30 anni di rimanere incinta dopo 12 mesi di rapporti non protetti;
  • l’impossibilità della donna con età superiore ai 30 anni a rimanere incinta dopo 6 mesi di rapporti non protetti
  • o l’incapacità di portare a termine la gravidanza.

Molte donne che sono affette da infertilità relazionata alla PCOS possono essere curate e rimanere incinta.

Le donne affette da PCOS che restano incinta sono ad alto rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Irregolarità mestruali e di ovulazione

Problemi con le mestruazioni e l’ovulazione sono comuni nella PCOS e la maggior parte delle donne affette manifesta:

– Mancanza di mestruazioni (amenorrea)
– Alterazione dei ritmi delle mestruazioni (oligomenorrea)
– Cicli dolorosi
– Perdite di sangue ma senza ovulazione (cicli anovulatori)

Eccessiva crescita di peluria

Più del 70% delle donne con la sindrome da ovaio policistico manifesta irsutismo (eccessiva crescita dei peli), di solito sul viso, petto e addome.

Acne grave

Acne grave, insorgenza tardiva di acne o acne persistente che non risponde a nessun trattamento. La maggior parte delle donne con problemi gravi di acne ha la PCOS. La PCOS è anche comune in donne che non hanno avuto l’acne se non in tarda età (dopo i 30 anni) e in quelle che hanno una forma di acne che non risponde ai trattamenti convenzionali o che persiste nonostante i trattamenti.

Dopo aver esposto questi problemi al proprio medico molte donne scoprono che altri piccoli problemi sono correlati alla PCOS, come ad esempio una pelle grassa e zone molto untuose, pelle marrone scuro o nera (distrofia papillare pigmentaria). Tutte questi sintomi assieme, di solito, sono un evidente indicazione di PCOS.

Dato che molte donne non prendono in considerazione questi problemi e non li considerano “sintomi”, spesso non ne parlano con il proprio medico, di conseguenza molte sindromi da ovaio policistico non vengono diagnosticate finché non vengono scoperte delle cisti alla ovaie. Secondo alcuni studi fra il 70% e il 100% delle donne affette da PCOS avevano cisti alle loro ovaie.

Cosa genera i sintomi della PCOS?

In genere il livello più alto rispetto a quello considerato normale degli androgeni (ormoni maschili) nel corpo causa la maggior parte dei sintomi della PCOS.

Le ovaie producono ormoni, sostanze chimiche che controllano il funzionamento del corpo. Uno degli ormoni che viene prodotto dalle ovaie è l’estrogeno, alcune volte chiamato come ormone femminile perché le donne ne necessitano grandi quantità rispetto agli uomini in condizione di salute normale. Le ovaie producono anche androgeni, alcune volte chiamati ormoni maschili perché gli uomini ne necessitano grandi quantità rispetto alle donne in condizioni di salute normale.

Sia gli uomini che le donne richiedono certi livelli di ambedue questi ormoni per una salute normale.

I livelli ormonali sono squilibrati nelle donne con PCOS: hanno livelli più alti del normale di androgeni e possono avere livelli più bassi del normale di estrogeni. L’alto livello di androgeni può:

  • Causare problemi con la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici che può impedire il rilascio di ovuli.
  • Produrre follicoli immaturi sulle ovaie, formando cisti.
  • Causare altri sintomi della PCOS, compresi l’eccesso di peluria e l’acne.

Disfunzioni correlate con la PCOS

Un recente ricerca mostra che le donne affette da sindrome da ovaio micropolicistico sono più soggette ad altre disfunzioni, non considerabili prettamente sintomi.  La presenza di queste altre patologie può influenzare i trattamenti medici scelti. Ricordiamo per esempio:

  • Insulino resistenza,
  • sindrome metabolica,
  • diabete,
  • obesità,
  • problemi cardiovascolari,
  • sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

La maggior parte de queste altre disfunzioni ha dei trattamenti propri e molti trattamenti vengono usati in combinazione per associare i sintomi della PCOS ad sintomi di altre disfunzioni.

Quali sono le cure per un ovaio policistico?

Dato che la PCOS comprende una varietà di sintomi, i medici possono prescrivere diversi farmaci per risolvere i problemi.

Il primo suggerimento dato riguarda il cambiare lo stile di vita:

  • sottoporsi a una dieta ipocalorica,
  • perdere peso,
  • praticare più attività fisica.

La perdita di peso e un’attività fisica più attiva possono minimizzare molti sintomi della PCOS e le relative condizioni. Ad esempio:

  • Perdere appena il 5% del peso ha effetti positivi sulla resistenza insulinica, tolleranza ridotta al glucosio e sindrome metabolica.
  • Le donne affette da PCOS che perdono peso sono più propense a riprendere l’ovulazione, aumentando così le probabilità di restare incinta, ridurre i livelli degli androgeni e diminuire la pressione del sangue.
  • Per molte donne, la perdita di peso provoca una varietà di cambiamenti che permettono loro di liberarsi da un certo numero di sintomi della PCOS, come l’acne, senza altri farmaci o alcun intervento.

Attualmente, nessuna dieta o attività è universalmente accettata come più efficace di altre, quindi ogni caso viene valutato singolarmente.

E’ anche importante valutare l’importanza della proprio fertilità scegliendo la strategia terapeutica, perchè alcuni dei più comuni trattamenti impedirebbero un eventuale concepimento, è quindi importante che una donna capisca pienamente quali sono le alternative prima di scegliere un ciclo di cure.

Le pazienti devono poi valutare i rischi delle cure scelte: a tutti i trattamenti sono collegati diversi potenziali effetti collaterali, alcuni dei quali molto gravi; alcuni fattori di stile di vita, come il fumo, possono aumentare i rischi.

Alcune delle cure più comuni volti a ridurre gli effetti dell’alto livello degli androgeni (per esempio, cicli irregolari, acne o irsutismo) sono i seguenti:

  • Contraccettivi orali: di solito il trattamento d’elezione per le donne che non desiderano una gravidanza è la pillola, ossia una combinazione di ormoni in grado di:
    • Regolare i periodi mestruali e l’ovulazione
    • Ridurre l’acne e l’irsutismo
    • Abbassare i livelli di androgeni o diminuirne la produzione, a volte migliorando la fertilità.

    I contraccettivi orali vanno anche a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumori. Attualmente non esiste un contraccettivo considerato come ideale, viene quindi scelto di volta in volta dal proprio ginecologo sulla base di fattori soggettivi.

  • Farmaci per aumentare la sensibilità all’insulina: questi farmaci migliorano la risposta del corpo alla secrezione di insulina, diminuendo la quantità di zuccheri circolanti nel sangue. Alcuni studi sembrano dimostrare che un uso nel breve periodo permette di:
    • regolare il ciclo mestruale e l’ovulazione,
    • ridurre l’infertilità associata alla sindrome da ovaio policistico,
    • ridurre l’irsutismo,
    • ridurre l’acne.

    Un miglior utilizzo dell’insulina riduce inoltre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto ed ictus e di diabete. Al momento nessuno di questo farmaci è registrato con questa indicazione, sono tutti antidiabetici, tuttavia sono sempre più spesso prescritti per il trattamento di ovaio micropolicistico (In realtà questo tipo di trattamento è più che altro diffuso negli Stati Uniti, in Italia non è al momento particolarmente utilizzato).

  • Antiandrogeni: questi farmaci hanno come obiettivo la riduzione nella produzione di androgeni o il limitarne l’attività. Il trattamento con antiandrogeni:
    • abbassa i livelli di androgeni,
    • riduce i segni di irsutismo,
    • tratta l’acne e le calvizie.

    Gli antiandrogeni possono causare danni al feto, quindi spesso vengono assunti con contraccettivi orali per prevenire eventuali gravidanze. Come i farmaci insulino-sensibilizzanti gli antiandrogeni non sono approvati ufficialmente per il trattamento della PCOS. Anche in questo caso non esiste un farmaco d’elezione, tuttavia uno dei più usati è la finasteride, conosciuta ed approvata per il trattamento della calvizie

  • Eflornitina (Vaniqa):  questa formulazione in crema è utilizzata per rallentare la crescita dei peli, in particolare sul viso. Il farmaco agisce bloccando un enzima necessario per la crescita del pelo. Se la paziente smette di usare la crema i peli riprenderanno a crescere, si rende quindi necessario un piano di gestione a lungo termine. L’eflornitina è approvata per il trattamento dell’irsutismo sul viso ed è considerata sicura durante la gravidanza.

  • Cosmetici per eliminare o nascondere i peli: la donna con PCOS può provare anche altri modi per ridurre al minimo la comparsa di peli, invece dei medicinali:

    • Rasare, sbiancare, rimuovere i peli od utilizzare creme depilatorie sono alcune dei modi più comuni per risolvere il problema dei peli.
    • Elettrolisi, la terapia intensa ad impulsi di luce, laser e rimozione dei peli sono le altre opzioni, ma questi metodi sono spesso più costosi e richiedono diverse sedute.

    Le pazienti dovrebbero discutere i rischi di questi trattamenti con i loro ginecologi.

  • Retinoidi, agenti antibatterici e antibiotici per il trattamento dell’ acne: Questi farmaci riducono l’infiammazione, i livelli di batteri nei pori e la produzione sebacea per ridurre al minimo o eliminare l’acne. I retinoidi e gli antibiotici possono essere utilizzati sotto forma crema o compressa; gli agenti antibatterici sono disponibili solo in forma di crema. Il trattamento specifico dipende dalla gravità dell’acne e da quanto tempo si è manifestata.

Quali cure per le donne che desiderano una gravidanza?

Anche se la PCOS è una delle principali cause di sterilità femminile, è curabile nella maggior parte dei casi. La paziente con ovaio policistico può avere ancora una gravidanza, a volte naturalmente, a volte con aiuto.

I cambiamenti dello stile di vita, come perdere peso, sono in grado di attivare i cambiamenti del corpo che migliorano le possibilità di gravidanza. Per molte donne con PCOS che desiderano avere una gravidanza il ginecologo dovrebbe consiglia re di dimagrire e cambiare lo stile di vita prima di assumere farmaci, per vedere se si possa avere un ritorno della fertilità e quindi un concepimento normale. Uno studio ha dimostrato che i cambiamenti dello stile di vita ripristinano l’ovulazione e il migliorano la possibilità di gravidanza.

A volte la difficoltà a rimanere incinta è nasce da altri fattori, come ad esempio il blocco delle tube di Falloppio o una bassa concentrazione di sperma nell’uomo.
Il ginecologo potrebbe prescrivere uno dei seguenti farmaci per aiutare le donne affette da PCOS a rimanere incinta:

  • Inositolo, una sostanza particolamente promettente perchè dimostratasi efficace in diversi studi e virtualmente priva di effetti collaterali.
  • Clomifene (Clomid) è il trattamento più comune per l’infertilità nelle donne con PCOS. Le donne che hanno ricevuto questo trattamento hanno beneficiato di una probabilità sei volte maggiore di rimanere incinta rispetto alle donne che non hanno potuto ricevere questa cura. Le donne che sono state trattate con clomifene hanno anche maggiori probabilità di avere gravidanze multiple (doppie, triple, ecc).
  • Negli Stati Uniti suggeriscono anche di utilizzare la metformina, un farmaco insulino-sensibilizzante attualmente utilizzato per trattare il diabete, per curare l’infertilità associata a PCOS. Il successo nel trattamento riavvia l’ovulazione in modo significativo nelle donne con PCOS rispetto a quelle che non hanno seguito la stessa cura, ma la metformina da sola non aumenta la possibilità di gravidanza.
  • A volte si ricorre ad una combinazione di metformina e clomifene, in particolare in quelle donne che non rispondono al solo clomifene. Nelle ricerche i risultati dell’uso della combinazione erano solo leggermente migliori rispetto al solo utilizzo del clomifene, tuttavia, la terapia combinata ha ridotto il numero di gravidanze multiple rispetto alle donne trattate con solo clomifene .
  • Le gonadotropine sono una categoria di ormoni utilizzati per trattare l’infertilità nelle donne con PCOS che non rispondono alla metformina o al clomifene. I trattamenti a basso dosaggio hanno un alto tasso di successo e mostrano un minor numero di problemi.

Le donne con PCOS possono avvalersi anche di altre forme di tecnologia assistita per la riproduzione, come la donazione di ovuli e la fecondazione in vitro. Attualmente ci sono pochi studi in merito all’efficacia di questi metodi nelle donne con PCOS.

Una procedura chirurgica denominata perforazione ovarica è stata utilizzata in passato per iniziare a regolare l’ovulazione o per aumentare la probabilità di gravidanza, non è però chiaro se una tale procedura sia più efficace rispetto ai farmaci.

Le donne con PCOS hanno un rischio maggiore di complicazioni durante la gravidanza?

Sì, le donne con PCOS hanno un maggior rischio di complicazioni durante la gravidanza. Molte di queste complicanze sono simili a quelle comuni nelle donne con diabete, probabilmente a causa della maggiore incidenza del diabete in donne con PCOS. Alcuni di questi problemi sono i seguenti:

  • Le donne con PCOS rischiano maggiormente l’ aborto spontaneo. La causa è ancora poco chiara, si suppone che sia in qualche modo correlata l’obesità. Poiché molte donne che sono obese sono anche resistenti all’insulina, i ricercatori stanno cercando di capire se migliorando questo aspetto le probabilità di preservare la gravidanza possono aumentare. Sembra che il trattamento con i farmaci insulino-sensibilizzanti (come la metformina) possono significativamente ridurre il rischio di aborto spontaneo nelle donne in gravidanza affette da PCOS.

  • Diabete gestazionale: questo tipo di diabete può essere sviluppato solo dalle donne incinte. La gravidanza è di solito associata a un certo grado di resistenza all’insulina, ma di solito il corpo riesce a funzionare normalmente. Nel diabete gestazionale l’organismo non è in grado di reagire correttamente. Se controllato, il diabete gestazionale di solito non si traduce in problemi immediati per la madre o per il feto. Nella maggior parte dei casi, il diabete scompare dopo la nascita del bambino. Le donne che hanno avuto il diabete gestazionale e i loro figli hanno un alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

  • Preeclampsia: questa sindrome è caratterizzata da un improvviso aumento della pressione sanguigna dopo la 20a settimana di gestazione. La preeclampsia può creare danni a rene, fegato e al cervello della madre. Se non trattata la malattia può essere fatale per la madre o per il feto. La preeclampsia può portare a eclampsia, una forma più grave che può causare convulsioni e coma nella madre. Quotidianamente o settimanalmente bisogna eseguire i controlli della pressione arteriosa utili per individuare cambiamenti improvvisi. Attualmente, l’unica cura per la preeclampsia è far nascere il bambino. Se una donna contrae la preeclampsia il ginecologo può sviluppare un piano per tentare di prolungare la gravidanza e dare più tempo al feto di crescere e maturare. Tale piano può comprendere l’assunzione di farmaci da parte della madre per aiutare a prevenire crisi epilettiche e mantenere i livelli di pressione del sangue all’interno di un tasso di normalità. Allo stesso tempo si deve controllare attentamente la salute della madre, perché ai primi sintomi si deve immediatamente indurre il parto.

  • Ipertensione indotta dalla gravidanza: a differenza della preeclampsia in questo caso si manifesta un aumento generale della pressione sanguigna che può iniziare prima della 20a settimana di gravidanza. Se non trattata, la condizione potrebbe portare a preeclampsia.

  • Nascita pretermine: con il termine nascita pretermine si definisce il parto prima di 37 settimane di gestazione. Molti ricercatori ritengono che il maggiore rischio di parto pretermine è maggiormente evidente fra le donne in gravidanza con PCOS che hanno la preeclampsia. I neonati pretermine sono a rischio di sviluppo di gravi problemi, compreso l’essere sottopeso alla nascita od avere polmoni sottosviluppati per esempio.

  • Parto cesareo: questo tipo di parto può essere più comune tra le donne con PCOS perché sono più propense a partorire pretermine, esse hanno maggiori probabilità di essere obese e hanno maggiori probabilità di  ipertensione arteriosa. Dato che si tratta di una procedura chirurgica, il recupero da un parto cesareo può essere più lungo rispetto al parto vaginale.

Traduzione da “Sindrome da ovaio policistico (inglese)” ed integrazione a cura di Dr.ssa Elisa Campana


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. PRISCI

    Al momento poco ma qualche tempo fa si è anche molto ma nessuna variazione. È perennemente a dieta il medico le ha detto che mangia come.per mantenere un fisico da 60 chili mentre invece è di pi. Ora esercita un lavoro anche di fatica trasporta malati e guida. Fa turni e dorme male

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Valuterei la situazione con un endocrinologo che possa seguirla regolarmente nel tempo; il metabolismo sembra bloccato e nelle donne con ovaio policistico a causa dello squilibrio ormonale purtroppo è un problema comune.

      Mangiare pochissimo in questi casi non è la soluzione migliore, servono altri accorgimenti (per esempio suddividere i pasti in numerosi spuntini giornalieri) ed eventualmente farmaci (do comunque per scontato che sia stata verificata anche la tiroide).

  2. PRISCI

    Si controllato tiroide. Dovremo trovare un altro endocrinologia.lei mi saprebbe indicare? Quindi ci sarebbero farmaci che aiutano?ci saranno speranze?La rringrazio un saluto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente sì, non deve perdere la speranza. Si affidi ad un endocrinologo che possa seguirla regolarmente (ho avuto esperienze ottime presso il S. Anna di Torino, ma non so se sia in zona) e vedrà che riuscirà a trovare la strada giusta.

    2. PRISCI

      Grazie ancora!se le dicessi zona Bologna? Azzardo sapendo di essere troppo pressante!

  3. jenni

    salve dott. sono un po in ansia .sono stata dal gin..e oh scoperte di avre le ovaia bilateralmente in sedi di dimensione aumentate volume ovaio destro 15 cc ,volume ovaio sinistro 11 cc.sono precopata perche vogliamo fare un figlio

    1. jenni

      ha detto ce devo fare le analisi del sangue per vedere le ormoni e dopo vediamo ..tu cosa mi dici ….

    2. jenni

      sono in ansia se poso rimanere incinta o no ..ti prego mi dai una risposta

  4. ale

    Salve dott ho fatto un eco al tredicesimo giorno del ciclo e c era un follicolo a destra di 2,66…… il giorno dopo ho fatto la siringa di gonase….quando posso fare un test? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Al primo giorno di ritardo, cioè a circa 15-16 giorni da Gonasi.

    2. ale

      Bgiorno dottore anke se il tredici e il diviassette aprile ho fatto le punture di lentogest????? Grazie…..

    3. Anonimo

      La ringrazio ho paura ke per l ennesima volta sia negativo!!!! Oggi sono al trentaquattresimo giorno. ….secondo lei ci sono possibilità

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Possiamo sperare, ma non illudiamoci. Mi tenga al corrente.

    5. Anonimo

      Grazie le farò sapere questo è il secondo ciclo cn clomid e gonasi……secondo lei funziona tale terapia?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende ovviamente da caso a caso, ma spesso dà buoni risultati.

  5. Anonimo

    salve volevo sapere in che modo si manifestano i sintomi di un interruzione di gravidanza di poche settimane e da quanto tempo è possibile sentire il battito del bambino perfavore è importante…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. A volte non ci sono sintomi fino ad una simil-mestruazione.
      2. Sesta settimana circa.

    2. Anonimo

      io sono alla settima credo,,ho cambiato diversi ginecologi c’è chi mi dice che sono alla settima settimana chi mi dice di più…ho avuto perdite piccolissime ho fatto analisi e risulta tutto pulito..ora mi dicono che il cuoricino non si sente non sarà troppo presto?troppo piccolo?mi dicono che in base al risultato delle prossime analisi mi diranno se la gravidanza si è interrotta

  6. Anonimo

    salve dottore vorrei chiedere alcune cose xke sono un po in ansia…..ho avuto l ultimo ciclo il 21/09/2014 e l ultimo rapporto il 28/09/2014(non completo e nemmeno protetto) con il mio ex…da inizio ottobre ho avuto rapporto completo con il mio attuale compagno con il quale ero fidanzata il 2013 e il 30 ottobre scopro di essere in dolce attesa….premetto che io ho un ciclo irregolare,secondo lei e possibile che se fosse caduta anche una piccola goccia abbia preso il 28settembre?ho chiesto al mio ginecologo qnd sarebbe stata l ovulazione e mi ha detto tra il 5 e il 7 ottobre mi ero un po tranquillizzata,poi facendo l ultima eco alla 27 settimana il feto e risultato una settimana in piu e alla 30 settimana il feto pesava 1660kg..poi pensando se prendeva il 28 settembre dovevo essere piu avanti con le settimane?e mi doveva ridatare la gravidanza gia dall’inizio giusto? perche la prima ecografia non risultavo con il ciclo ma ero indietro e avevo minacce e zona di scollamento poi dalla nona ritorno con l epoca di amenorrea quindi mi ritrovo….scusa se ho fatto un casino spero di essermi spiegata e attendo una vostra risposta grazie mille

  7. Anonimo

    ad agosto invece il ciclo l ho avuto il 22 e settembre 21diciamo passano 30 giorni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo sono pochissimi giorni di differenza, è impossibile esserne certi; un coito interrotto è poco probabile che porti a gravidanza e, con un ciclo di 30 giorni è improbabile che dopo 7 fosse fertile, ma non posso garantirle nulla.

  8. Anonimo

    salve ho visto dei prodotti pubblicizzati in questa pagina che dovrebbero aiutare la fertilità sia maschile che femminile..sono consigliati anche da lei?sa se sono attendibili?possono contrastare con altre medicine?io prendo inofoliccombi ma vorrei provare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere il principio attivo chiave è l’inositolo, che lei sta già assumendo.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ho esperienza diretta ma, inositolo a parte, in generale tendo ad essere scettico verso queste integrazioni (indipendentemente dal prodotto), credo molto di più ad un miglioramento dello stile di vita; non ci sono comunque grosse controindicazioni se desidera provare.

  9. Anonimo

    Salve dottore vorrei un informazione sono alla 33+1 e da stanotte sento dolori come se sta per arrivare il flusso mestruale,vorrei sapere se è normale o è qualcosa di preoccupante

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se sono dolori vanno assolutamente segnalati al ginecologo, se sono fastidi potrebbero invece essere normali.

  10. Anonimo

    Buon giorno dottore mia figlia soffre di ovaio policistico si sta curando con aldactone 100 mg 1 Cp al giorno e una bustina di redestop. Siccome quest’anno ha gli esami di maturita’ per aiutarla un po in farmacia mi hanno dato vital mix mente. Poichè ho letto i componenti di redestop e vitalmix e molti composto enti e vitamine sono le stesse come magnesio zinco selenio Vit. C Vit. E.Non è che gli possano fare male queste cose doppie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, in genere con queste sostanze non c’è grande rischio di sovradosaggio.

    2. Gina

      Salve dottore.
      mi sto ponendo di continuo una domanda da vari mesi,
      siccome ho ovaie multifollicolari e non policistiche, e da 3 mesi mi si è regolarizzato il ciclo, piu o meno arriva ogni 33/34 giorni, per sapere se è ciclo ovulatorio devo per forza fare analisi ?
      grazie
      saluti

    3. Gina

      non mene hanno mai parlato anche perchè essendosi regolarizzato adesso il ciclo adesso mi pongo questa domanda, allora volevo sapere se potevo sapere se il ciclo era ovulat o anovulat in qualche altro metodo.
      grazie

  11. Anonimo

    Salve dott ho fatto il prelievo del progesterone al 21 giorno del ciclo ed è 7.76 …sa dormi ke significa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Perchè per una valutazione accurata si dovrebbe misurare il valore del progesterone 7 giorni prima del ciclo (o 7 dopo l’ovulazione, che nella maggior parte delle donne significa la stessa cosa). Se cerca in Rete vedrà che 7 è in genere considerato basso, ma nel suo caso è molto probabile che stesse ancora salendo.

    2. Anonimo

      Allora io penso spesso di ovulare al ventesimo giorno del ciclo…..quidi lei pensa ke sia apportuno ke lo ripeta al ventisettesimo giorno del ciclo?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere sì, poi ovviamente senta anche il parere del ginecologo che glielo ha prescritto, magari non lo ritiene necessario.

    4. Anonimo

      Lo rifarò al ventisettesimo giorno le farò avere il risultato almeno sarò certa se è avvenuta o no l ovulazione. …giusto? Graziei

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Con 7.76 l’ovulazione è avvenuta sicuramente, in genere si fa a 7 giorni dall’ovulazione per verificare che i livelli siano sufficienti (anche se in proposito non c’è un accordo unanime tra i ginecologi).

    6. Anonimo

      Dott. Bgiorno ho rifatto il progeserone al ventiquattresimo giorno del ciclo ed è salito a tredici…..valori di riferimento del laboratorio. … fase luteinica 3,00-15,9….è segno ke l ovulazione è avvenuta?

  12. Anonimo

    Io ho l ovaio policistico e da piu di due anni…..ma nn riesco a restare incinta. ….anke se l ovulazione avviene???,

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile agire su questo aspetto, è molto probabile che sia sufficiente a recuperare la fertilità.

  13. Anonimo

    Salve dottore vorrei un informazione ho avuto il ciclo il 15 ed e tolto il 20 ed il 22 ho avuto rapporto non protetto e nemmeno completo possibile che se sia scappata una piccola goccia posso rimane incinta?ho un ciclo di 30 31 giorni avvolte anche di 33

  14. Anonimo

    Scusa dottore la mia ignoranza xke è possibile? L ovulazione non dovrebbe avvenire al 15° giorno per concepire

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ovulazione avviene 14 giorni PRIMA delle mestruazioni e può capitare che occasionalmente si verifichi un ciclo più breve del solito, anche in considerazione del fatto che gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 5 giorni nell’organismo femminile.

  15. anonima20

    salve dottore io ho un ritardo di 6 mesi che non mi vengono oggi ho fatta una visita ginecologica al P.S e mi hanno detto che ho in sede dx e sx le ovaie policistiche? sinceramente abbiamo avuto rapporti completi perche volevamo avere un figlio ma niente di niente. cosa mi puo dire in merito ? grazie

    1. anonima20

      alta 1.60 peso 59. mi ricordo che hanno nominato la cisti di nabut anche

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche se non è un sovrappeso grave, con l’ovaio policistico è davvero importante recuperare il peso forma; potrebbe poi valutare 3-4 mesi di pillola per pulire le ovaie.

    3. anonima20

      sinceramente non sono in sovrappeso anzi. oggi il dottore mi ha detto di affidarmi a un ginecologo serio perché non e una cosa da sottovalutare

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non mi avesse parlato di ovaio policistico sarei assolutamente d’accordo (il suo BMI è 23), ma in questo caso potrebbe aiutare raggiungere un BMI di 21 (al S. Anna di Torino lavorava una bravissima specialista che curava la maggior parte dei casi di infertilità dovuti ad ovaio policistico con il solo raggiungimento del peso forma; anni dopo mi è poi capitato sotto mano un lavoro dell’Università di Harvard che ha quantificato proprio in 21 il BMI ideale per la fertilità).

      Sono d’accordo sulla necessità di sentire il parere di un ginecologo, anche perchè questo disturbo porta con sè alcune altre possibili complicazioni (come l’insulino resistenza), ma mi preme sottolineare che non è nulla che debba spaventare: non va sottovalutato, ma è qualcosa di risolvibile e gestibile.

  16. Luna

    Salve Dottore.
    Sono una ragazza di 20 anni e da poco ho scoperto di avere l’ovaio micropolicistico successivamente una ecografia…sto assumendo la pillola diane per 8 mesi e poi farò una visita per valutare se è tutto apposto…potrò mai guarire e sperare di avere una gravidanza tranquilla? Non sono sovrappeso e non ho sintomi come diabete ecc è tutto così strano…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, moltissime mamme soffrono (o soffrivano, spesso la gravidanza guarisce) di ovaio policistico.

  17. marivi

    Buongiorno Dottore,
    ho 32 anni e soffro di anovularietà da ovaio policistico. Mio marito spermiogramma nella norma. A maggio ho fatto la prima fivet (meropur 600 UI per 1 gg poi puntura di gonasi): ho prodotto 19 ovociti, 16 buoni. Alla fine mi hanno trasferito una blastocisti e congelate 5, oltre a 6 ovociti. Al momento del transfer la ginecologa ha detto che avevo acqua nella pancia, ma ha proceduto ugualmente. Mi ha prescritto il dostinex e dopo alcuni gg s’è manifestata la sindrome da iperstimolo, seppur in modo lieve. La blasto trasferita non ha attecchito. Il mio dubbio è questo: può essere che l’acqua nella pancia e l’iperstimolo, il dostinex abbiano interferito negativamente con l’attecchimento? Io ci sono rimasta male e non so più cosa pensare………grazie in anticipo…buona serata!

  18. vally

    Soffro di ovaio policistico,ed irsutismo annesso da almeno 3 anni,in questo anno e mezzo ho perso 30kg, da 104 sono passata a 74,negli ultimi sette mesi sono diventata anche vegana,non consumo dolci e dolcificanti,cibi raffinati e con conservanti tossici,la mia alimentazione è regolare ma il problema non l’ho risolto,è tutto come prima,il ciclo non mi viene da novembre,problemi di irsutismo li ho ancora,anche la mia ginecologa/dottoressa curante mi aveva detto che bastava perdere peso per regolarizzare gli ormoni,ma io sono nella stessa situazione di 3 anni fa…..Io vorrei anche un bambino,come mi devo comportare? Voglio evitare medicinali di qualsiasi tipo. Online avevo letto del Myo-inositolo che è totalmente naturale, funziona ed in quanto tempo regolarizza gli ormoni? Esistono altre cose naturali?

    1. vally

      1.60-1.62 circa. Non so di preciso. Si lo so per essere in peso forma dovrei arrivare almeno a 56kg,piano piano ci arriverò,ma con il cambiamento alimentare che ho fatto pensavo di risolvere.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per quanto perso finora non è stata brava, è stata BRAVISSIMA e le garantisco che sono poche le donne che riescono a perdere così tanti chili; già in questo momento le assicuro che il suo organismo sta lavorando (metabolicamente parlando) molto meglio di prima, purtroppo l’ovaio policistico richiede spesso un peso forma perfetto per sparire completamente.

      Le confermo l’utilità dell’inositolo.

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