Ovaio policistico: sintomi, terapia e gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 1026 giorni

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS oppure sindrome dell’ovaio micropolicistico) è la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione (chiamata infertilità anovulatoria). Molte donne non sanno di soffrire di ovaio policistico finché non cercano una gravidanza, ma senza successo.

Le ricerche hanno dimostrato che molte caratteristiche e alcuni sintomi della PCOS sono già presenti prima che un’adolescente abbia il menarca (la prima mestruazione) e che l’impatto della PCOS trascende l’infertilità.

L’istituto Nazionale Eunice Kennedy Shriver a tutela della salute dei bambini e dello sviluppo umano (NICHD), facente parte dell’Istituto nazionale a tutela della salute americano (NIH), ha sostenuto la ricerca sulle possibili cause e trattamenti per combattere la PCOS per molti decenni. Questo articolo è la traduzione di un opuscolo redatto da quest’organizzazione americana per illustrare la vasta gamma di sintomi della PCOS, descrivere le condizioni associate e le opzioni di trattamento possibili.

Cos’è l’ovaio policistico e come viene diagnosticato?

Il termine “policistosi ovarica” o PCOS si riferisce alle molteplici cisti (sacche riempite di fluido)  che crescono in una o in entrambe le ovaie; molte donne con la policistosi ovarica ne avvertono i sintomi della PCOS, ma le cisti non devono necessariamente essere presenti per una diagnosi da PCOS.

Una donna che presenta due delle seguenti caratteristiche potrebbe essere affetta da PCOS:

  • Assenza cronica di ovulazione (il processo che rilascia un uovo maturo proveniente dall’ovaia) che porta a irregolarità mestruale.
  • Un elevato livello di androgeni (un tipo di ormone) non è associabile ad altre cause o condizioni.
  • Cisti in una o entrambe le ovaie (come rilevato dagli ultrasuoni)

Le donne a cui viene diagnosticato l’ovaio policistico possono accusare i sintomi caratteristici, ma non avere cisti nelle loro ovaie. In egual modo, alcune donne che hanno cisti alle ovaie, non accusano i sintomi della PCOS.

La definizione esatta della PCOS è ancora materia di discussione.

Il primo passo per la diagnosi della PCOS è escludere altre disfunzioni che possono provocare sintomi simili. Alcune di queste condizioni comprendono:

  • Ghiandole surrenali che producono ormoni in eccesso (iperplasia surrenale),
  • Il corpo che produce troppo cortisolo (sindrome di Cushing),
  • Problemi di funzionalità della ghiandola tiroidea,
  • L’ipofisi che produce prolattina in eccesso (iperprolattinemia).

Una volta escluse queste ed altre disfunzioni, il medico farà quanto segue per arrivare alla diagnosi:

  1. Fare un anamnesi famigliare, ossia valutare le condizioni mediche dei parenti più prossimi, importante perché i sintomi della PCOS spesso sono presenti in altri membri della famiglia.
  2. Verificare le condizioni di salute generale.
  3. Procurarsi dei campioni di sangue o eseguire altri esami per determinare i livelli ormonali, in particolare degli androgeni.

Quante donne soffrono di PCOS?

Siccome l’esatta definizione di PCOS è ancora in fase di dibattito, il numero esatto di donne affette è sconosciuto. Le stime suggeriscono che fra il 5% e il 10% delle donne appartenenti a una fascia di età compresa fra i 18 e i 44 anni sono affette da ovaio micropolicistico.

Cosa provoca la sindrome dell’ovaio policistico?

Al momento non si conoscono con precisione le cause della PCOS; il fatto che sia presente una certa famigliarità della sindrome, è indice che esiste una componente genetica della stessa anche se, per come può cambiare la sintomatologia da una generazione alla successiva, sicuramente esistono altre influenze rilevanti.

E’ evidente quindi che la PCOS è il risultato di una combinazione di fattori, compresi I geni e le caratteristiche ambientali; una recente ricerca condotta su cavie animali ha anche suggerito che, in alcuni casi, l’origine della PCOS sia da ricercarsi nell’utero.

I sintomi di un ovaio policistico

Molte donne non sanno di avere la PCOS finché non parlano con il proprio ginecologo di:

Infertilità

Molte donne affette da PCOS soffrono di infertilità. L’ American Society for Reproductive Medicine definisce la sterilità come

  • un’impossibilità da parte della donna con età inferiore ai 30 anni di rimanere incinta dopo 12 mesi di rapporti non protetti;
  • l’impossibilità della donna con età superiore ai 30 anni a rimanere incinta dopo 6 mesi di rapporti non protetti
  • o l’incapacità di portare a termine la gravidanza.

Molte donne che sono affette da infertilità relazionata alla PCOS possono essere curate e rimanere incinta.

Le donne affette da PCOS che restano incinta sono ad alto rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Irregolarità mestruali e di ovulazione

Problemi con le mestruazioni e l’ovulazione sono comuni nella PCOS e la maggior parte delle donne affette manifesta:

- Mancanza di mestruazioni (amenorrea)
- Alterazione dei ritmi delle mestruazioni (oligomenorrea)
- Cicli dolorosi
- Perdite di sangue ma senza ovulazione (cicli anovulatori)

Eccessiva crescita di peluria

Più del 70% delle donne con la sindrome da ovaio policistico manifesta irsutismo (eccessiva crescita dei peli), di solito sul viso, petto e addome.

Acne grave

Acne grave, insorgenza tardiva di acne o acne persistente che non risponde a nessun trattamento. La maggior parte delle donne con problemi gravi di acne ha la PCOS. La PCOS è anche comune in donne che non hanno avuto l’acne se non in tarda età (dopo i 30 anni) e in quelle che hanno una forma di acne che non risponde ai trattamenti convenzionali o che persiste nonostante i trattamenti.

Dopo aver esposto questi problemi al proprio medico molte donne scoprono che altri piccoli problemi sono correlati alla PCOS, come ad esempio una pelle grassa e zone molto untuose, pelle marrone scuro o nera (distrofia papillare pigmentaria). Tutte questi sintomi assieme, di solito, sono un evidente indicazione di PCOS.

Dato che molte donne non prendono in considerazione questi problemi e non li considerano “sintomi”, spesso non ne parlano con il proprio medico, di conseguenza molte sindromi da ovaio policistico non vengono diagnosticate finché non vengono scoperte delle cisti alla ovaie. Secondo alcuni studi fra il 70% e il 100% delle donne affette da PCOS avevano cisti alle loro ovaie.

Cosa genera i sintomi della PCOS?

In genere il livello più alto rispetto a quello considerato normale degli androgeni (ormoni maschili) nel corpo causa la maggior parte dei sintomi della PCOS.

Le ovaie producono ormoni, sostanze chimiche che controllano il funzionamento del corpo. Uno degli ormoni che viene prodotto dalle ovaie è l’estrogeno, alcune volte chiamato come ormone femminile perché le donne ne necessitano grandi quantità rispetto agli uomini in condizione di salute normale. Le ovaie producono anche androgeni, alcune volte chiamati ormoni maschili perché gli uomini ne necessitano grandi quantità rispetto alle donne in condizioni di salute normale.

Sia gli uomini che le donne richiedono certi livelli di ambedue questi ormoni per una salute normale.

I livelli ormonali sono squilibrati nelle donne con PCOS: hanno livelli più alti del normale di androgeni e possono avere livelli più bassi del normale di estrogeni. L’alto livello di androgeni può:

  • Causare problemi con la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici che può impedire il rilascio di ovuli.
  • Produrre follicoli immaturi sulle ovaie, formando cisti.
  • Causare altri sintomi della PCOS, compresi l’eccesso di peluria e l’acne.

Disfunzioni correlate con la PCOS

Un recente ricerca mostra che le donne affette da sindrome da ovaio micropolicistico sono più soggette ad altre disfunzioni, non considerabili prettamente sintomi.  La presenza di queste altre patologie può influenzare i trattamenti medici scelti. Ricordiamo per esempio:

  • Insulino resistenza,
  • sindrome metabolica,
  • diabete,
  • obesità,
  • problemi cardiovascolari,
  • sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

La maggior parte de queste altre disfunzioni ha dei trattamenti propri e molti trattamenti vengono usati in combinazione per associare i sintomi della PCOS ad sintomi di altre disfunzioni.

Quali sono le cure per un ovaio policistico?

Dato che la PCOS comprende una varietà di sintomi, i medici possono prescrivere diversi farmaci per risolvere i problemi.

Il primo suggerimento dato riguarda il cambiare lo stile di vita:

  • sottoporsi a una dieta ipocalorica,
  • perdere peso,
  • praticare più attività fisica.

La perdita di peso e un’attività fisica più attiva possono minimizzare molti sintomi della PCOS e le relative condizioni. Ad esempio:

  • Perdere appena il 5% del peso ha effetti positivi sulla resistenza insulinica, tolleranza ridotta al glucosio e sindrome metabolica.
  • Le donne affette da PCOS che perdono peso sono più propense a riprendere l’ovulazione, aumentando così le probabilità di restare incinta, ridurre i livelli degli androgeni e diminuire la pressione del sangue.
  • Per molte donne, la perdita di peso provoca una varietà di cambiamenti che permettono loro di liberarsi da un certo numero di sintomi della PCOS, come l’acne, senza altri farmaci o alcun intervento.

Attualmente, nessuna dieta o attività è universalmente accettata come più efficace di altre, quindi ogni caso viene valutato singolarmente.

E’ anche importante valutare l’importanza della proprio fertilità scegliendo la strategia terapeutica, perchè alcuni dei più comuni trattamenti impedirebbero un eventuale concepimento, è quindi importante che una donna capisca pienamente quali sono le alternative prima di scegliere un ciclo di cure.

Le pazienti devono poi valutare i rischi delle cure scelte: a tutti i trattamenti sono collegati diversi potenziali effetti collaterali, alcuni dei quali molto gravi; alcuni fattori di stile di vita, come il fumo, possono aumentare i rischi.

Alcune delle cure più comuni volti a ridurre gli effetti dell’alto livello degli androgeni (per esempio, cicli irregolari, acne o irsutismo) sono i seguenti:

  • Contraccettivi orali: di solito il trattamento d’elezione per le donne che non desiderano una gravidanza è la pillola, ossia una combinazione di ormoni in grado di:
    • Regolare i periodi mestruali e l’ovulazione
    • Ridurre l’acne e l’irsutismo
    • Abbassare i livelli di androgeni o diminuirne la produzione, a volte migliorando la fertilità.

    I contraccettivi orali vanno anche a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumori. Attualmente non esiste un contraccettivo considerato come ideale, viene quindi scelto di volta in volta dal proprio ginecologo sulla base di fattori soggettivi.

  • Farmaci per aumentare la sensibilità all’insulina: questi farmaci migliorano la risposta del corpo alla secrezione di insulina, diminuendo la quantità di zuccheri circolanti nel sangue. Alcuni studi sembrano dimostrare che un uso nel breve periodo permette di:
    • regolare il ciclo mestruale e l’ovulazione,
    • ridurre l’infertilità associata alla sindrome da ovaio policistico,
    • ridurre l’irsutismo,
    • ridurre l’acne.

    Un miglior utilizzo dell’insulina riduce inoltre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto ed ictus e di diabete. Al momento nessuno di questo farmaci è registrato con questa indicazione, sono tutti antidiabetici, tuttavia sono sempre più spesso prescritti per il trattamento di ovaio micropolicistico (In realtà questo tipo di trattamento è più che altro diffuso negli Stati Uniti, in Italia non è al momento particolarmente utilizzato).

  • Antiandrogeni: questi farmaci hanno come obiettivo la riduzione nella produzione di androgeni o il limitarne l’attività. Il trattamento con antiandrogeni:
    • abbassa i livelli di androgeni,
    • riduce i segni di irsutismo,
    • tratta l’acne e le calvizie.

    Gli antiandrogeni possono causare danni al feto, quindi spesso vengono assunti con contraccettivi orali per prevenire eventuali gravidanze. Come i farmaci insulino-sensibilizzanti gli antiandrogeni non sono approvati ufficialmente per il trattamento della PCOS. Anche in questo caso non esiste un farmaco d’elezione, tuttavia uno dei più usati è la finasteride, conosciuta ed approvata per il trattamento della calvizie

  • Eflornitina (Vaniqa):  questa formulazione in crema è utilizzata per rallentare la crescita dei peli, in particolare sul viso. Il farmaco agisce bloccando un enzima necessario per la crescita del pelo. Se la paziente smette di usare la crema i peli riprenderanno a crescere, si rende quindi necessario un piano di gestione a lungo termine. L’eflornitina è approvata per il trattamento dell’irsutismo sul viso ed è considerata sicura durante la gravidanza.

  • Cosmetici per eliminare o nascondere i peli: la donna con PCOS può provare anche altri modi per ridurre al minimo la comparsa di peli, invece dei medicinali:

    • Rasare, sbiancare, rimuovere i peli od utilizzare creme depilatorie sono alcune dei modi più comuni per risolvere il problema dei peli.
    • Elettrolisi, la terapia intensa ad impulsi di luce, laser e rimozione dei peli sono le altre opzioni, ma questi metodi sono spesso più costosi e richiedono diverse sedute.

    Le pazienti dovrebbero discutere i rischi di questi trattamenti con i loro ginecologi.

  • Retinoidi, agenti antibatterici e antibiotici per il trattamento dell’ acne: Questi farmaci riducono l’infiammazione, i livelli di batteri nei pori e la produzione sebacea per ridurre al minimo o eliminare l’acne. I retinoidi e gli antibiotici possono essere utilizzati sotto forma crema o compressa; gli agenti antibatterici sono disponibili solo in forma di crema. Il trattamento specifico dipende dalla gravità dell’acne e da quanto tempo si è manifestata.

Quali cure per le donne che desiderano una gravidanza?

Anche se la PCOS è una delle principali cause di sterilità femminile, è curabile nella maggior parte dei casi. La paziente con ovaio policistico può avere ancora una gravidanza, a volte naturalmente, a volte con aiuto.

I cambiamenti dello stile di vita, come perdere peso, sono in grado di attivare i cambiamenti del corpo che migliorano le possibilità di gravidanza. Per molte donne con PCOS che desiderano avere una gravidanza il ginecologo dovrebbe consiglia re di dimagrire e cambiare lo stile di vita prima di assumere farmaci, per vedere se si possa avere un ritorno della fertilità e quindi un concepimento normale. Uno studio ha dimostrato che i cambiamenti dello stile di vita ripristinano l’ovulazione e il migliorano la possibilità di gravidanza.

A volte la difficoltà a rimanere incinta è nasce da altri fattori, come ad esempio il blocco delle tube di Falloppio o una bassa concentrazione di sperma nell’uomo.
Il ginecologo potrebbe prescrivere uno dei seguenti farmaci per aiutare le donne affette da PCOS a rimanere incinta:

  • Inositolo, una sostanza particolamente promettente perchè dimostratasi efficace in diversi studi e virtualmente priva di effetti collaterali.
  • Clomifene (Clomid) è il trattamento più comune per l’infertilità nelle donne con PCOS. Le donne che hanno ricevuto questo trattamento hanno beneficiato di una probabilità sei volte maggiore di rimanere incinta rispetto alle donne che non hanno potuto ricevere questa cura. Le donne che sono state trattate con clomifene hanno anche maggiori probabilità di avere gravidanze multiple (doppie, triple, ecc).
  • Negli Stati Uniti suggeriscono anche di utilizzare la metformina, un farmaco insulino-sensibilizzante attualmente utilizzato per trattare il diabete, per curare l’infertilità associata a PCOS. Il successo nel trattamento riavvia l’ovulazione in modo significativo nelle donne con PCOS rispetto a quelle che non hanno seguito la stessa cura, ma la metformina da sola non aumenta la possibilità di gravidanza.
  • A volte si ricorre ad una combinazione di metformina e clomifene, in particolare in quelle donne che non rispondono al solo clomifene. Nelle ricerche i risultati dell’uso della combinazione erano solo leggermente migliori rispetto al solo utilizzo del clomifene, tuttavia, la terapia combinata ha ridotto il numero di gravidanze multiple rispetto alle donne trattate con solo clomifene .
  • Le gonadotropine sono una categoria di ormoni utilizzati per trattare l’infertilità nelle donne con PCOS che non rispondono alla metformina o al clomifene. I trattamenti a basso dosaggio hanno un alto tasso di successo e mostrano un minor numero di problemi.

Le donne con PCOS possono avvalersi anche di altre forme di tecnologia assistita per la riproduzione, come la donazione di ovuli e la fecondazione in vitro. Attualmente ci sono pochi studi in merito all’efficacia di questi metodi nelle donne con PCOS.

Una procedura chirurgica denominata perforazione ovarica è stata utilizzata in passato per iniziare a regolare l’ovulazione o per aumentare la probabilità di gravidanza, non è però chiaro se una tale procedura sia più efficace rispetto ai farmaci.

Le donne con PCOS hanno un rischio maggiore di complicazioni durante la gravidanza?

Sì, le donne con PCOS hanno un maggior rischio di complicazioni durante la gravidanza. Molte di queste complicanze sono simili a quelle comuni nelle donne con diabete, probabilmente a causa della maggiore incidenza del diabete in donne con PCOS. Alcuni di questi problemi sono i seguenti:

  • Le donne con PCOS rischiano maggiormente l’ aborto spontaneo. La causa è ancora poco chiara, si suppone che sia in qualche modo correlata l’obesità. Poiché molte donne che sono obese sono anche resistenti all’insulina, i ricercatori stanno cercando di capire se migliorando questo aspetto le probabilità di preservare la gravidanza possono aumentare. Sembra che il trattamento con i farmaci insulino-sensibilizzanti (come la metformina) possono significativamente ridurre il rischio di aborto spontaneo nelle donne in gravidanza affette da PCOS.

  • Diabete gestazionale: questo tipo di diabete può essere sviluppato solo dalle donne incinte. La gravidanza è di solito associata a un certo grado di resistenza all’insulina, ma di solito il corpo riesce a funzionare normalmente. Nel diabete gestazionale l’organismo non è in grado di reagire correttamente. Se controllato, il diabete gestazionale di solito non si traduce in problemi immediati per la madre o per il feto. Nella maggior parte dei casi, il diabete scompare dopo la nascita del bambino. Le donne che hanno avuto il diabete gestazionale e i loro figli hanno un alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

  • Preeclampsia: questa sindrome è caratterizzata da un improvviso aumento della pressione sanguigna dopo la 20a settimana di gestazione. La preeclampsia può creare danni a rene, fegato e al cervello della madre. Se non trattata la malattia può essere fatale per la madre o per il feto. La preeclampsia può portare a eclampsia, una forma più grave che può causare convulsioni e coma nella madre. Quotidianamente o settimanalmente bisogna eseguire i controlli della pressione arteriosa utili per individuare cambiamenti improvvisi. Attualmente, l’unica cura per la preeclampsia è far nascere il bambino. Se una donna contrae la preeclampsia il ginecologo può sviluppare un piano per tentare di prolungare la gravidanza e dare più tempo al feto di crescere e maturare. Tale piano può comprendere l’assunzione di farmaci da parte della madre per aiutare a prevenire crisi epilettiche e mantenere i livelli di pressione del sangue all’interno di un tasso di normalità. Allo stesso tempo si deve controllare attentamente la salute della madre, perché ai primi sintomi si deve immediatamente indurre il parto.

  • Ipertensione indotta dalla gravidanza: a differenza della preeclampsia in questo caso si manifesta un aumento generale della pressione sanguigna che può iniziare prima della 20a settimana di gravidanza. Se non trattata, la condizione potrebbe portare a preeclampsia.

  • Nascita pretermine: con il termine nascita pretermine si definisce il parto prima di 37 settimane di gestazione. Molti ricercatori ritengono che il maggiore rischio di parto pretermine è maggiormente evidente fra le donne in gravidanza con PCOS che hanno la preeclampsia. I neonati pretermine sono a rischio di sviluppo di gravi problemi, compreso l’essere sottopeso alla nascita od avere polmoni sottosviluppati per esempio.

  • Parto cesareo: questo tipo di parto può essere più comune tra le donne con PCOS perché sono più propense a partorire pretermine, esse hanno maggiori probabilità di essere obese e hanno maggiori probabilità di  ipertensione arteriosa. Dato che si tratta di una procedura chirurgica, il recupero da un parto cesareo può essere più lungo rispetto al parto vaginale.

Traduzione da “Sindrome da ovaio policistico (inglese)” ed integrazione a cura di Dr.ssa Elisa Campana


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Vita

    Salve Dottore, premetto che soffro di ovaio policistico,sono in cerca di una gravidanza da quasi 1 anno ma nn avendo mai alcun risultato,il mio ciclo e sempre irregolare..molto spesso avverto dei forti dolori allo stomaco,mal di testa e vomito. Sono stata da un ginecologo e gli ho spiegato i miei problemi. Li mi e stato detto di stare tranquilla e di nn preoccuparmi perche diceva la dottoresa che era ancora presto e provare sempre per almeno un anno. L`unica cosa che mi preoccupa e che nn so per certezza se, potro mai essere mamma ? Cosa mi consiglia lei di fare visto che dopo un anno ancora niente? E se per via dei medicinali si puo risolvere il mio problema?….. se puo essere di aiuto,ho 24 anni con 1,50m e 50kg… Grazie in anticipo e aspetto la sua risposta…..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, con integratori ed eventualmente farmaci potrà rimanere incinta; posso chiederle quanti rapporti ha mediatamente alla settimana?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono assolutamente ottimista, ma effettivamente è ora di iniziare con i primi controlli.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Esame dello sperma per lui; per lei verifica dell’ovulazione, esami ormonali, tiroide, prolattina, …

  2. Iryna

    Buonasera Dott.
    Ho 27 anni e da 2 anni circa che cerchiamo di avere figli con mio marito. I primi mesi cercavamo ma senza successo, dopo circa 6 mesi siamo andati dal ginecologo, la sua diagnosi è stata ovaio poli cistico, mi ha stimolata con il clomide e sono rimasta subito in cinta, ma ho perso il bambino dopo pochi giorni di ritardo (gravidanza biochimica), abbiamo scoperto che mancava il progesterone eravamo a settembre 2013. Dopo la perdita del bambino non sono più stata stimolata ma prendevo progesterone, kirofert e aspirinetta, nel febbraio 2014 sono rimasta nuovamente incinta, giorno 14 Aprile ho fatto l’ultima ecografia dove era tutto apposto, giorno 2 di maggio ho smesso di prendere il progesterone e nel primo pomeriggio ho avuto delle perdite marroni, sono andata al prontosoccorso dopo 5 ore di attesa mi hanno visitata ( ma questo è un altro discorso) e mi hanno detto che il bambino era senza battito e aveva smesso di crescere da un paio di settimane. Il giorno dopo ho fatto il raschiamento. Non mi hanno fatto nessun tipo di esame, sono disperata, ancora oggi non ho fatto nessun esame, da giugno abbiamo ripreso ad avere rapporti non protetti con mio marito ma nulla, in più ho paura di restare in cinta e perdere nuovamente mio figlio! cosa mi consiglia, Ho il testosterone alto, l’estrone alto, ovaio destro che non ovula, ipotiroidismo (sotto controllo prendo eutirox 25microgrammi), sono alta 1.62 e peso circa 54 kg, momentaneamente sto prendendo inofert, aspirinetta e prometrium da 200, da premettere che io è mio marito abbiamo fatto gli esami genetici cariotipo (tutto bene) spermiogramma (tutto bene), mi può consigliare quali altri esami posso fare adesso, e quali in una eventuale gravidanza, grazie e buona vita.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È seguita da un endocrinologo per la tiroide?
      Sa di quanto successo?
      Ultimo valore di TSH?
      Ha mai fatto gli esami per gli anticorpi tiroidei?

    2. Anonimo

      Si mi segue un endocrinologo
      TSH 1.49 ( ero ancora incinta)
      Anti tireoglobulina abs 41 norma da 0 – 4 ( endocrinologo addetto che è normale con la mia malattia)

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il TSH è perfetto per cercare una gravidanza, mi limiterei a valutare con l’endocrinologo se i due aborti non possano essere legati alla presenza degli anticorpi.

  3. Mm.marta

    Buongiorno dottore, mi piacerebbe avere un suo parere riguardo la mia situazione. Ho 40 anni, ovaio policistico, in passato ho avuto problemi di acne di cui porto ancora i segni, ma non ho attualmente problemi in tal senso. Peluria non eccessiva, ma presente in punti “anomali” per una donna. Non ho problemi di sovrappeso, dovrei riprendere attività fisica per snellire zona pancia-fianchi! Ho l’utero retroverso. Recenti controlli ormonali fatti al 18 giorno: FSH 4,77. Prolattina 10,62. Progesterone 0,3. Testosterone 0,62. E2 45. DHEAS 195,80. Valori che rientrano tutti nei parametri, ma il progesterone è davvero basso per presupporre ciclo ovulatorio e il testosterone è leggermente alto.
    Gentile dottore, cosa pensa di questo quadro in previsione di una gravidanza? Secondo la sua esperienza potrebbe dare un valido aiuto un integratore (chirofert, chirofol ecc)? Oppure si dovrà ricorrere a qualcosa di più “impegnativo” vista anche l’età?
    Mi scuso per essermi dilungata, ho cercato di fornirle informazioni visto che è la prima volta che scrivo!
    Grazie davvero per un suo parere!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il ciclo è regolare? Quanti giorni tra uno e l’altro?

    2. Anonimo

      Il ciclo non è regolare. Tra uno e l’altro si varia tra i 35, 40 anche 50 giorni. L’ultimo è stato di “soli” 32 giorni.
      Grazie!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabile che il ginecologo opterà per un aiuto esterno, anche perchè l’età non ci permette di sprecare tempo.

    4. Anonimo

      Buongiorno e grazie per le sue risposte.
      Per “aiuto esterno” intende un centro per la fecondazione assistita?
      Volevo anche chiederle se il suo parere si basa sulla mia situazione generale o è più riferito al discorso età?
      La ringrazio ancora per la sua disponibilità.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. No, penso ad un aiuto farmacologico leggero che verrà gestito direttamente dal suo ginecologo.
      2. Se la stessa situazione fosse affrontata da una ragazza di 20 avremmo tutto il tempo per provare prima in modo naturale per 6-12 mesi, nel suo caso c’è meno tempo ed il percorso probabilmente sarà velocizzato.

  4. Anonimo

    Salve,ho 17 anni e soffro di acne da quasi due anni. All’inizio si sono manifestati punti neri e qualche brufolo sulla fronte,poi sul mento e adesso anche sulle guance.Ho trattato la mia pelle con maschere all’argilla,oli essenziali,e pulizia del viso. Ma non ha risolto il mio problema.Adesso molti si sono infiammati e quindi rossi.Il dottore mi ha prescritto il ‘MINOCIN 100 mg’, e inizierò la cura domani.Mi chiedo se nel mio caso funziona come antibiotico poi che sono abbastanza scettica a riguardo. La ringrazio in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sicuramente contribuirà a pulire il viso, ma in seguito le raccomando una visita dermatologica per una diagnosi esatta.

    2. Anonimo

      Grazie mille!
      Quando dice che ‘pulirà il viso’ intende anche da punti neri e bianchi oltre ai brufoli? E quanto tempo ci vuole per far effetto?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Già dopo qualche giorno dovrebbe iniziare a vedere i benefici, meno sensibili sui punti neri.

  5. Cipi

    Salve Dottore, scusi se la disturbo ancora…. abbiamo iniziato a cercare un bimbo dal 15 di Luglio (ultimo ciclo il 24 Giugno). Ho fatto esami (Beta) i primi di Agosto ma erano negativi. Ora è dal 24 di Giugno che non mi vengono…. cosa faccio? Io continuo ad avere rapporti ma se non mi vengono, è inutile! Tralatro grazie alla Metformina sto dimagrendo perchè mi toglie completamente o quasi l’appetito… cosa posso fare!? Ho paura che il prepart non mi basti più… cosa mi consiglia di fare!? Grazie in anticipo!!!

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