Ovaio policistico: sintomi, terapia e gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 1231 giorni

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS oppure sindrome dell’ovaio micropolicistico) è la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione (chiamata infertilità anovulatoria). Molte donne non sanno di soffrire di ovaio policistico finché non cercano una gravidanza, ma senza successo.

Le ricerche hanno dimostrato che molte caratteristiche e alcuni sintomi della PCOS sono già presenti prima che un’adolescente abbia il menarca (la prima mestruazione) e che l’impatto della PCOS trascende l’infertilità.

L’istituto Nazionale Eunice Kennedy Shriver a tutela della salute dei bambini e dello sviluppo umano (NICHD), facente parte dell’Istituto nazionale a tutela della salute americano (NIH), ha sostenuto la ricerca sulle possibili cause e trattamenti per combattere la PCOS per molti decenni. Questo articolo è la traduzione di un opuscolo redatto da quest’organizzazione americana per illustrare la vasta gamma di sintomi della PCOS, descrivere le condizioni associate e le opzioni di trattamento possibili.

Cos’è l’ovaio policistico e come viene diagnosticato?

Il termine “policistosi ovarica” o PCOS si riferisce alle molteplici cisti (sacche riempite di fluido)  che crescono in una o in entrambe le ovaie; molte donne con la policistosi ovarica ne avvertono i sintomi della PCOS, ma le cisti non devono necessariamente essere presenti per una diagnosi da PCOS.

Una donna che presenta due delle seguenti caratteristiche potrebbe essere affetta da PCOS:

  • Assenza cronica di ovulazione (il processo che rilascia un uovo maturo proveniente dall’ovaia) che porta a irregolarità mestruale.
  • Un elevato livello di androgeni (un tipo di ormone) non è associabile ad altre cause o condizioni.
  • Cisti in una o entrambe le ovaie (come rilevato dagli ultrasuoni)

Le donne a cui viene diagnosticato l’ovaio policistico possono accusare i sintomi caratteristici, ma non avere cisti nelle loro ovaie. In egual modo, alcune donne che hanno cisti alle ovaie, non accusano i sintomi della PCOS.

La definizione esatta della PCOS è ancora materia di discussione.

Il primo passo per la diagnosi della PCOS è escludere altre disfunzioni che possono provocare sintomi simili. Alcune di queste condizioni comprendono:

  • Ghiandole surrenali che producono ormoni in eccesso (iperplasia surrenale),
  • Il corpo che produce troppo cortisolo (sindrome di Cushing),
  • Problemi di funzionalità della ghiandola tiroidea,
  • L’ipofisi che produce prolattina in eccesso (iperprolattinemia).

Una volta escluse queste ed altre disfunzioni, il medico farà quanto segue per arrivare alla diagnosi:

  1. Fare un anamnesi famigliare, ossia valutare le condizioni mediche dei parenti più prossimi, importante perché i sintomi della PCOS spesso sono presenti in altri membri della famiglia.
  2. Verificare le condizioni di salute generale.
  3. Procurarsi dei campioni di sangue o eseguire altri esami per determinare i livelli ormonali, in particolare degli androgeni.

Quante donne soffrono di PCOS?

Siccome l’esatta definizione di PCOS è ancora in fase di dibattito, il numero esatto di donne affette è sconosciuto. Le stime suggeriscono che fra il 5% e il 10% delle donne appartenenti a una fascia di età compresa fra i 18 e i 44 anni sono affette da ovaio micropolicistico.

Cosa provoca la sindrome dell’ovaio policistico?

Al momento non si conoscono con precisione le cause della PCOS; il fatto che sia presente una certa famigliarità della sindrome, è indice che esiste una componente genetica della stessa anche se, per come può cambiare la sintomatologia da una generazione alla successiva, sicuramente esistono altre influenze rilevanti.

E’ evidente quindi che la PCOS è il risultato di una combinazione di fattori, compresi I geni e le caratteristiche ambientali; una recente ricerca condotta su cavie animali ha anche suggerito che, in alcuni casi, l’origine della PCOS sia da ricercarsi nell’utero.

I sintomi di un ovaio policistico

Molte donne non sanno di avere la PCOS finché non parlano con il proprio ginecologo di:

Infertilità

Molte donne affette da PCOS soffrono di infertilità. L’ American Society for Reproductive Medicine definisce la sterilità come

  • un’impossibilità da parte della donna con età inferiore ai 30 anni di rimanere incinta dopo 12 mesi di rapporti non protetti;
  • l’impossibilità della donna con età superiore ai 30 anni a rimanere incinta dopo 6 mesi di rapporti non protetti
  • o l’incapacità di portare a termine la gravidanza.

Molte donne che sono affette da infertilità relazionata alla PCOS possono essere curate e rimanere incinta.

Le donne affette da PCOS che restano incinta sono ad alto rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Irregolarità mestruali e di ovulazione

Problemi con le mestruazioni e l’ovulazione sono comuni nella PCOS e la maggior parte delle donne affette manifesta:

- Mancanza di mestruazioni (amenorrea)
– Alterazione dei ritmi delle mestruazioni (oligomenorrea)
– Cicli dolorosi
– Perdite di sangue ma senza ovulazione (cicli anovulatori)

Eccessiva crescita di peluria

Più del 70% delle donne con la sindrome da ovaio policistico manifesta irsutismo (eccessiva crescita dei peli), di solito sul viso, petto e addome.

Acne grave

Acne grave, insorgenza tardiva di acne o acne persistente che non risponde a nessun trattamento. La maggior parte delle donne con problemi gravi di acne ha la PCOS. La PCOS è anche comune in donne che non hanno avuto l’acne se non in tarda età (dopo i 30 anni) e in quelle che hanno una forma di acne che non risponde ai trattamenti convenzionali o che persiste nonostante i trattamenti.

Dopo aver esposto questi problemi al proprio medico molte donne scoprono che altri piccoli problemi sono correlati alla PCOS, come ad esempio una pelle grassa e zone molto untuose, pelle marrone scuro o nera (distrofia papillare pigmentaria). Tutte questi sintomi assieme, di solito, sono un evidente indicazione di PCOS.

Dato che molte donne non prendono in considerazione questi problemi e non li considerano “sintomi”, spesso non ne parlano con il proprio medico, di conseguenza molte sindromi da ovaio policistico non vengono diagnosticate finché non vengono scoperte delle cisti alla ovaie. Secondo alcuni studi fra il 70% e il 100% delle donne affette da PCOS avevano cisti alle loro ovaie.

Cosa genera i sintomi della PCOS?

In genere il livello più alto rispetto a quello considerato normale degli androgeni (ormoni maschili) nel corpo causa la maggior parte dei sintomi della PCOS.

Le ovaie producono ormoni, sostanze chimiche che controllano il funzionamento del corpo. Uno degli ormoni che viene prodotto dalle ovaie è l’estrogeno, alcune volte chiamato come ormone femminile perché le donne ne necessitano grandi quantità rispetto agli uomini in condizione di salute normale. Le ovaie producono anche androgeni, alcune volte chiamati ormoni maschili perché gli uomini ne necessitano grandi quantità rispetto alle donne in condizioni di salute normale.

Sia gli uomini che le donne richiedono certi livelli di ambedue questi ormoni per una salute normale.

I livelli ormonali sono squilibrati nelle donne con PCOS: hanno livelli più alti del normale di androgeni e possono avere livelli più bassi del normale di estrogeni. L’alto livello di androgeni può:

  • Causare problemi con la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici che può impedire il rilascio di ovuli.
  • Produrre follicoli immaturi sulle ovaie, formando cisti.
  • Causare altri sintomi della PCOS, compresi l’eccesso di peluria e l’acne.

Disfunzioni correlate con la PCOS

Un recente ricerca mostra che le donne affette da sindrome da ovaio micropolicistico sono più soggette ad altre disfunzioni, non considerabili prettamente sintomi.  La presenza di queste altre patologie può influenzare i trattamenti medici scelti. Ricordiamo per esempio:

  • Insulino resistenza,
  • sindrome metabolica,
  • diabete,
  • obesità,
  • problemi cardiovascolari,
  • sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

La maggior parte de queste altre disfunzioni ha dei trattamenti propri e molti trattamenti vengono usati in combinazione per associare i sintomi della PCOS ad sintomi di altre disfunzioni.

Quali sono le cure per un ovaio policistico?

Dato che la PCOS comprende una varietà di sintomi, i medici possono prescrivere diversi farmaci per risolvere i problemi.

Il primo suggerimento dato riguarda il cambiare lo stile di vita:

  • sottoporsi a una dieta ipocalorica,
  • perdere peso,
  • praticare più attività fisica.

La perdita di peso e un’attività fisica più attiva possono minimizzare molti sintomi della PCOS e le relative condizioni. Ad esempio:

  • Perdere appena il 5% del peso ha effetti positivi sulla resistenza insulinica, tolleranza ridotta al glucosio e sindrome metabolica.
  • Le donne affette da PCOS che perdono peso sono più propense a riprendere l’ovulazione, aumentando così le probabilità di restare incinta, ridurre i livelli degli androgeni e diminuire la pressione del sangue.
  • Per molte donne, la perdita di peso provoca una varietà di cambiamenti che permettono loro di liberarsi da un certo numero di sintomi della PCOS, come l’acne, senza altri farmaci o alcun intervento.

Attualmente, nessuna dieta o attività è universalmente accettata come più efficace di altre, quindi ogni caso viene valutato singolarmente.

E’ anche importante valutare l’importanza della proprio fertilità scegliendo la strategia terapeutica, perchè alcuni dei più comuni trattamenti impedirebbero un eventuale concepimento, è quindi importante che una donna capisca pienamente quali sono le alternative prima di scegliere un ciclo di cure.

Le pazienti devono poi valutare i rischi delle cure scelte: a tutti i trattamenti sono collegati diversi potenziali effetti collaterali, alcuni dei quali molto gravi; alcuni fattori di stile di vita, come il fumo, possono aumentare i rischi.

Alcune delle cure più comuni volti a ridurre gli effetti dell’alto livello degli androgeni (per esempio, cicli irregolari, acne o irsutismo) sono i seguenti:

  • Contraccettivi orali: di solito il trattamento d’elezione per le donne che non desiderano una gravidanza è la pillola, ossia una combinazione di ormoni in grado di:
    • Regolare i periodi mestruali e l’ovulazione
    • Ridurre l’acne e l’irsutismo
    • Abbassare i livelli di androgeni o diminuirne la produzione, a volte migliorando la fertilità.

    I contraccettivi orali vanno anche a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumori. Attualmente non esiste un contraccettivo considerato come ideale, viene quindi scelto di volta in volta dal proprio ginecologo sulla base di fattori soggettivi.

  • Farmaci per aumentare la sensibilità all’insulina: questi farmaci migliorano la risposta del corpo alla secrezione di insulina, diminuendo la quantità di zuccheri circolanti nel sangue. Alcuni studi sembrano dimostrare che un uso nel breve periodo permette di:
    • regolare il ciclo mestruale e l’ovulazione,
    • ridurre l’infertilità associata alla sindrome da ovaio policistico,
    • ridurre l’irsutismo,
    • ridurre l’acne.

    Un miglior utilizzo dell’insulina riduce inoltre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto ed ictus e di diabete. Al momento nessuno di questo farmaci è registrato con questa indicazione, sono tutti antidiabetici, tuttavia sono sempre più spesso prescritti per il trattamento di ovaio micropolicistico (In realtà questo tipo di trattamento è più che altro diffuso negli Stati Uniti, in Italia non è al momento particolarmente utilizzato).

  • Antiandrogeni: questi farmaci hanno come obiettivo la riduzione nella produzione di androgeni o il limitarne l’attività. Il trattamento con antiandrogeni:
    • abbassa i livelli di androgeni,
    • riduce i segni di irsutismo,
    • tratta l’acne e le calvizie.

    Gli antiandrogeni possono causare danni al feto, quindi spesso vengono assunti con contraccettivi orali per prevenire eventuali gravidanze. Come i farmaci insulino-sensibilizzanti gli antiandrogeni non sono approvati ufficialmente per il trattamento della PCOS. Anche in questo caso non esiste un farmaco d’elezione, tuttavia uno dei più usati è la finasteride, conosciuta ed approvata per il trattamento della calvizie

  • Eflornitina (Vaniqa):  questa formulazione in crema è utilizzata per rallentare la crescita dei peli, in particolare sul viso. Il farmaco agisce bloccando un enzima necessario per la crescita del pelo. Se la paziente smette di usare la crema i peli riprenderanno a crescere, si rende quindi necessario un piano di gestione a lungo termine. L’eflornitina è approvata per il trattamento dell’irsutismo sul viso ed è considerata sicura durante la gravidanza.

  • Cosmetici per eliminare o nascondere i peli: la donna con PCOS può provare anche altri modi per ridurre al minimo la comparsa di peli, invece dei medicinali:

    • Rasare, sbiancare, rimuovere i peli od utilizzare creme depilatorie sono alcune dei modi più comuni per risolvere il problema dei peli.
    • Elettrolisi, la terapia intensa ad impulsi di luce, laser e rimozione dei peli sono le altre opzioni, ma questi metodi sono spesso più costosi e richiedono diverse sedute.

    Le pazienti dovrebbero discutere i rischi di questi trattamenti con i loro ginecologi.

  • Retinoidi, agenti antibatterici e antibiotici per il trattamento dell’ acne: Questi farmaci riducono l’infiammazione, i livelli di batteri nei pori e la produzione sebacea per ridurre al minimo o eliminare l’acne. I retinoidi e gli antibiotici possono essere utilizzati sotto forma crema o compressa; gli agenti antibatterici sono disponibili solo in forma di crema. Il trattamento specifico dipende dalla gravità dell’acne e da quanto tempo si è manifestata.

Quali cure per le donne che desiderano una gravidanza?

Anche se la PCOS è una delle principali cause di sterilità femminile, è curabile nella maggior parte dei casi. La paziente con ovaio policistico può avere ancora una gravidanza, a volte naturalmente, a volte con aiuto.

I cambiamenti dello stile di vita, come perdere peso, sono in grado di attivare i cambiamenti del corpo che migliorano le possibilità di gravidanza. Per molte donne con PCOS che desiderano avere una gravidanza il ginecologo dovrebbe consiglia re di dimagrire e cambiare lo stile di vita prima di assumere farmaci, per vedere se si possa avere un ritorno della fertilità e quindi un concepimento normale. Uno studio ha dimostrato che i cambiamenti dello stile di vita ripristinano l’ovulazione e il migliorano la possibilità di gravidanza.

A volte la difficoltà a rimanere incinta è nasce da altri fattori, come ad esempio il blocco delle tube di Falloppio o una bassa concentrazione di sperma nell’uomo.
Il ginecologo potrebbe prescrivere uno dei seguenti farmaci per aiutare le donne affette da PCOS a rimanere incinta:

  • Inositolo, una sostanza particolamente promettente perchè dimostratasi efficace in diversi studi e virtualmente priva di effetti collaterali.
  • Clomifene (Clomid) è il trattamento più comune per l’infertilità nelle donne con PCOS. Le donne che hanno ricevuto questo trattamento hanno beneficiato di una probabilità sei volte maggiore di rimanere incinta rispetto alle donne che non hanno potuto ricevere questa cura. Le donne che sono state trattate con clomifene hanno anche maggiori probabilità di avere gravidanze multiple (doppie, triple, ecc).
  • Negli Stati Uniti suggeriscono anche di utilizzare la metformina, un farmaco insulino-sensibilizzante attualmente utilizzato per trattare il diabete, per curare l’infertilità associata a PCOS. Il successo nel trattamento riavvia l’ovulazione in modo significativo nelle donne con PCOS rispetto a quelle che non hanno seguito la stessa cura, ma la metformina da sola non aumenta la possibilità di gravidanza.
  • A volte si ricorre ad una combinazione di metformina e clomifene, in particolare in quelle donne che non rispondono al solo clomifene. Nelle ricerche i risultati dell’uso della combinazione erano solo leggermente migliori rispetto al solo utilizzo del clomifene, tuttavia, la terapia combinata ha ridotto il numero di gravidanze multiple rispetto alle donne trattate con solo clomifene .
  • Le gonadotropine sono una categoria di ormoni utilizzati per trattare l’infertilità nelle donne con PCOS che non rispondono alla metformina o al clomifene. I trattamenti a basso dosaggio hanno un alto tasso di successo e mostrano un minor numero di problemi.

Le donne con PCOS possono avvalersi anche di altre forme di tecnologia assistita per la riproduzione, come la donazione di ovuli e la fecondazione in vitro. Attualmente ci sono pochi studi in merito all’efficacia di questi metodi nelle donne con PCOS.

Una procedura chirurgica denominata perforazione ovarica è stata utilizzata in passato per iniziare a regolare l’ovulazione o per aumentare la probabilità di gravidanza, non è però chiaro se una tale procedura sia più efficace rispetto ai farmaci.

Le donne con PCOS hanno un rischio maggiore di complicazioni durante la gravidanza?

Sì, le donne con PCOS hanno un maggior rischio di complicazioni durante la gravidanza. Molte di queste complicanze sono simili a quelle comuni nelle donne con diabete, probabilmente a causa della maggiore incidenza del diabete in donne con PCOS. Alcuni di questi problemi sono i seguenti:

  • Le donne con PCOS rischiano maggiormente l’ aborto spontaneo. La causa è ancora poco chiara, si suppone che sia in qualche modo correlata l’obesità. Poiché molte donne che sono obese sono anche resistenti all’insulina, i ricercatori stanno cercando di capire se migliorando questo aspetto le probabilità di preservare la gravidanza possono aumentare. Sembra che il trattamento con i farmaci insulino-sensibilizzanti (come la metformina) possono significativamente ridurre il rischio di aborto spontaneo nelle donne in gravidanza affette da PCOS.

  • Diabete gestazionale: questo tipo di diabete può essere sviluppato solo dalle donne incinte. La gravidanza è di solito associata a un certo grado di resistenza all’insulina, ma di solito il corpo riesce a funzionare normalmente. Nel diabete gestazionale l’organismo non è in grado di reagire correttamente. Se controllato, il diabete gestazionale di solito non si traduce in problemi immediati per la madre o per il feto. Nella maggior parte dei casi, il diabete scompare dopo la nascita del bambino. Le donne che hanno avuto il diabete gestazionale e i loro figli hanno un alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

  • Preeclampsia: questa sindrome è caratterizzata da un improvviso aumento della pressione sanguigna dopo la 20a settimana di gestazione. La preeclampsia può creare danni a rene, fegato e al cervello della madre. Se non trattata la malattia può essere fatale per la madre o per il feto. La preeclampsia può portare a eclampsia, una forma più grave che può causare convulsioni e coma nella madre. Quotidianamente o settimanalmente bisogna eseguire i controlli della pressione arteriosa utili per individuare cambiamenti improvvisi. Attualmente, l’unica cura per la preeclampsia è far nascere il bambino. Se una donna contrae la preeclampsia il ginecologo può sviluppare un piano per tentare di prolungare la gravidanza e dare più tempo al feto di crescere e maturare. Tale piano può comprendere l’assunzione di farmaci da parte della madre per aiutare a prevenire crisi epilettiche e mantenere i livelli di pressione del sangue all’interno di un tasso di normalità. Allo stesso tempo si deve controllare attentamente la salute della madre, perché ai primi sintomi si deve immediatamente indurre il parto.

  • Ipertensione indotta dalla gravidanza: a differenza della preeclampsia in questo caso si manifesta un aumento generale della pressione sanguigna che può iniziare prima della 20a settimana di gravidanza. Se non trattata, la condizione potrebbe portare a preeclampsia.

  • Nascita pretermine: con il termine nascita pretermine si definisce il parto prima di 37 settimane di gestazione. Molti ricercatori ritengono che il maggiore rischio di parto pretermine è maggiormente evidente fra le donne in gravidanza con PCOS che hanno la preeclampsia. I neonati pretermine sono a rischio di sviluppo di gravi problemi, compreso l’essere sottopeso alla nascita od avere polmoni sottosviluppati per esempio.

  • Parto cesareo: questo tipo di parto può essere più comune tra le donne con PCOS perché sono più propense a partorire pretermine, esse hanno maggiori probabilità di essere obese e hanno maggiori probabilità di  ipertensione arteriosa. Dato che si tratta di una procedura chirurgica, il recupero da un parto cesareo può essere più lungo rispetto al parto vaginale.

Traduzione da “Sindrome da ovaio policistico (inglese)” ed integrazione a cura di Dr.ssa Elisa Campana


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. federica

    salve. mi chiamo federica ho 22 anni e soffro di ovaio policistico. Sto cercando di combattere l’acne da molti anni ormai senza alcun risultato positivo. Ho usato tantissime creme ma non sono servite a nulla. La pillola che mi ha prescritto il medico mi ha soltanto distrutta; in piu ho provato anche a fare una dieta eliminando tutti gli zuccheri, con risultati pessimi.
    Adesso leggendo su vari forum molte ragazze assumono una crema a base di spironolattone 5% e il 90% dei loro commenti è risultato positivo dicendo che il brufoli di acne sono migliorati. ho chiesto al mio medico di prescrivermela e la sto usando gia da 2settimane senza avere miglioramenti.
    Adesso vi chiedo, funziona davvero, oppure è inutile?
    quanto tempo dovrei aspettare per avere risultati? possibile che non c’è una cura per questa maledetta acne?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Come tutte le cure, ancora di più per questo disturbo, dipende dai casi ed i risultati non sono uguali per tutte le donne.

      Posso chiedere peso ed altezza?
      Che pillola è stata prescritta? Per quanto l’ha usata? Che disturbi le ha dato?
      L’inositolo l’ha mai provato?

    2. federica

      salve dottore
      allora sono alta 1,62 e peso 50 chili.
      Ho scoperto di soffrire di ovaio policistico all’eta di 15 anni circa, poiche avevo il ciclo spessissimo e acne. Il ginecologo mi prescrisse la pillola DIANE , che ho preso per due anni. Il ciclo era regolare ma i sintomi che mi procurava il farmaco erano terribili…. aumento di peso, mal di testa fortissimi, e in più avevo comunque i brufoli!!. Così decisi di interrompere la cura..Dal quel momento ho alternato momenti in cui il ciclo è stato regolare…a periodi in cui è stato meno preciso… ma nulla di preoccupante. Per quanto riguarda i brufoli la situazione è altalenante…. per tutta la stagione estiva… fino a ottobre più o meno, la pelle è abbastanza pulita e non c’è traccia di quell’cne, che invece riappare da dicembre-gennaio sempre con più insistenza.
      L’anno scorso a maggio ho cominciato a prendere Inofert combi e Azelip bustine rispettivamente a pranzo e cena, utilizzando anche la crema Biorevolt. Nello stesso periodo il dottore mi consigliò di eliminare dalla mia dieta gli zuccheri semplici. Questa cura
      però non ha avuto l’effetto sperato,da luglio inoltre non ho avuto più ciclo…così anche in questo caso ho deciso di interrompere. A dicembre ho ricominciato ad averlo, e con esso è riapparso l’acne in maniera violenta.
      Disperata ho cominciato ad utilizzare la crema allo spironolattone al 5percento… sono passate due settimane ma per il momento non vedo nessun tipo di miglioramento come le dicevo…
      Non ho mai usato l’inositolo….

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’inositolo è contenuto in Inofert, quindi (purtroppo) abbiamo già provato anche questa possibilità; credo che al suo posto farei ancora un tentativo con la pillola anticoncezionale, valutando però qualcosa di (molto) più leggero di Diane.

  2. fiamma

    Bungiorno
    cortesemente Le volevo chiedere un parere.
    ho 33 anni e una bambina di 4 anni avuta naturalmente, ora stavamo cercando la seconda gravidanza il problema è che il ciclo e molto ma molto irregolare accompagnato anche da mesi e mesi di ammennorea.
    Ho fatto una visita da un endocrinologo specializzato in ginecologia che mi ha prescritto la curva glicemica di cui Le scrivo i valori:
    GLUCOSIO BASALE MG 84 mg
    GLUCOSIO CURVA DA CARICO 60 ” 83mg
    GLUCOSIO CURVA DA CARICO 120 ” 97 mg

    INSULINA CURVA 16,42 MU
    INSULINA CURA 60” 89,72 MU
    INSULINA CURA 120 ” 71,18 MU

    sto prendendo il REDESTOP.
    L’endocrinologo sospetta insulina resistenza.
    Anche per Lei ???
    Resto a disposizione.
    Cordiali saluti.
    Fiamma

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono i valori di riferimento dell’insulina?
      Curva da 75 g?

    2. Anonimo

      allora i referto compare in questa maniera:
      s: insulina cura mu 16.42 3.00-25.00 valore di riferim.
      s insulina curva 60′ 89,72
      s insulina cura 120′ 71,18
      non so se sia la curva da 75g mi ricordo che il laboratorio mi ha fatto bere una sostanza molto zuccherata mi sembra che fosse stato del glucosio..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      È stata sicuramente una soluzione di glucosio, ma sarebbe importante capire da quanto per valutare correttamente i risultati; probabilmente si tratta della curva da 75 g, i cui riferimenti sono più o meno questi:

      basale 5 – 25 micr.UI/ml
      dopo 30 min. 41 – 125 micr.UI/ml
      dopo 60 min. 20 – 120 micr.UI/ml
      dopo 90 min. 20 – 90 micr.UI/ml
      dopo 120 min. 18 – 56 micr.UI/ml

      che in effetti sembrano confermare l’ipotesi dello specialista.

    4. Anonimo

      la resistenza insulinica puo’ causare amennorea e di conseguenza difficoltà ad avere una gravidanza???
      Si puo’ curare con dei farmaci ???

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, spesso è associata ad un quadro di ovaio policistico.
      2. Sì, si può curare; è in sovrappeso?

  3. Anonimo

    Sono alta 1.70 e peso 70 KG.
    L’ovaio policistico al momento non mi è stato diagnosticato.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il primo consiglio che probabilmente le verrà dato è quello di recuperare il peso forma e spesso è sufficiente per ristabilire la situazione, poi spesso per favorire la fertilità viene prescritta la metformina, un farmaco antidiabetico utile in questi casi.

      Mi tenga al corrente, anche e soprattutto se le avessi dato informazioni sbagliate.

  4. fiamma

    Come richiesto Le rispondo.
    Sono stata venerdì a fare una visita dall’endocrinologo-ginecologo, e come già preannunciato da Lei mi ha diagnosticato l’ovaio policistico e insulino resitenza.
    Mi ha prescritto il Redestop, una bustina al giorno.
    Mi chiedo visto che è un’integratore farà subito effetto già dal primo mese di assunzione o visto appunto che è un’integratore ci vorranno un po’ di mesi prima di vedere veramente il suo effetto e finalmente di avere un ciclo normale???
    Resto a disposizione.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dopo un mese inizierà a fare effetto, a tre mesi l’effetto sarà pieno.

  5. Paola

    Buongiorno dr. Cimurro,
    ho 33 anni e da un anno cerchiamo di avere un figlio senza risultati.
    Ho avuto oggi i risultati dei dosaggi ormonali:
    Prl 19,9
    Fsh 7,5
    Lh 6,72
    Amh 5,60
    Secondo lei sono buoni? L’ Amh mi sembra alto, devo pensare ad una PCOS? Ho un ciclo lungo di circa 32-33 giorni, ma piuttosto regolare.
    La ringrazio tanto.
    Buon lavoro.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Valori di riferimento di AMH e PRL?

      Dai valori di LH e FSH non si direbbe che soffra di PCOS; posso chiedere peso ed altezza? Acne? Peli superflui?

  6. Blanka

    Buon giorno,
    credo di soffrire di PCOS ma il mio ginecologo mi ha detto di fare prima degli esami di sangue per avere la conferma. Sono andata dal mio medico curante e lui mi prescritto questi esami, ma io non sono sicura che siano quelli giusti.
    urea (azotemia), urine esame chimico fisico e microscopico, CA 125, emocromo completo con formula, tireotropina riflessa (TSH-R) TSH. incl. eventuale dosaggio di FT4 e FT3, transaminasi GPT, transaminasi GOT, colesterolo HDL. colesterolo totale, creatina, gamma glutamil transpeptidasi, glucosio, trigliceridi.

    Ho 35anni, 167cm, 54kg, problemi di acne e secondo la ecografia molte cisti su entrambe ovaia.
    Mi potrebbe per favore dire se questi esami sono quelli giusti e come si fa a prenotarli in anticipo se il mio ginecologo mi ha detto che devono essere fatti il secondo giorno del ciclo, ma il mio è talmente irregolare che non ho idea di come fare.
    Grazie mille per le risposte.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È possibile che il ginecologo intendesse LH, FSH, estradiolo, progesterone e prolattina.

      Utile comunque il TSH e FT4 in ottica fertilità.

      È molto importanti farla in seconda giornata.

    2. Anonimo

      Quindi quelli che mi hanno prescritto bastano o ci devo tornare a farmi aggiungere anche quelli menzionati da lei? Grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senta il ginecologo, ma credo che quelli più importanti siano quelli che le ho elencato.

  7. Paola

    Buongiorno dottore,
    ho bisogno di un parere in attesa di sentire il ginecologo.
    E’ da un anno che cerco una gravidanza senza successo.
    Il ginecologo mi ha prescritto dei dosaggi ormonali:
    Prl 19,9 ng/ml
    Lh 6,72 U/I
    Fsh 7,5 U/I
    Amh 5,60 ng/ml
    Secondo lei vanno bene. Il valore dell’Amh mi sembra alto, può far pensare ad una PCOS? Io il ciclo l’ho sempre avuto lungo, ma regolare.
    Un suo parere mi aiuterebbe molto.
    Grazie

    1. Paola

      Buongiorno dottore,
      mi scusi la ripetizione, non avevo visto la sua risposta.
      Prl 19,9 Valori di rif. da 3 a 27
      Amh 5,60 Val di rif. da 2 a 6,8
      Peso 60 Kg, altezza 1,68. Acne in generale no, solo a volte in corrispondenza dell’ovulazione. Peli superflui nella norma credo, non presenti sul viso comunque.
      Ultimamente riconosco con fatica i miei giorni fertili, ma ho sempre il ciclo. Si può avere flusso mestruale anche con cicli anovulatori?
      Grazie.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non viene da pensare all’ovaio policistico, quindi l’AMH sembra semplicemente molto buono.
      2. Sì, il flusso potrebbe verificarsi anche senza ovulazione.

  8. urgente...

    salve ho bisogno di un parere..dopo una visita dalla ginecologa la stessa mi ha prescritto inofolic combi oer 4mesi più la metformina a causa dell’insulino resistenza ho comprato la seconda scatola di inofolic e solo dopo averla presa mi sono resa conto che mi è stato venduto lo stesso farmaco di prima ma che contiene dosi più elevate rispetto alla prima scatola ciò può comportare problemi?se seguo questa cura potrò avere una gravidanza dato che a parte l’insulina non ho altri problemi????

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Strano che siano cambiate le dosi…
      2. Sì, sono fiducioso; mi permetto di suggerire di concentrarsi anche sul perdere peso se ci fosse questo problema.

  9. katiuscia

    salve dottore le avevo scritto tempo fa, soffro di pcos, non mi venivano da agosto e a gennaio sono andata dalla ginecologa la quale mi ha prescritto il dufaston e dopo il sinopol.
    Mi sono venute il 24 gennaio ho fatto il test di gravidanza a fine febbraio ma a oggi non mi sono ancora venute e sto sempre prendendo il sinopol due volte al gg!
    Non ho alcun tipo di sintomo tranne a meta’ febbraio come le avevo gia’ detto un dolore fortissimo all’ovaia sx e dolori alle ovaie qualche altra volta, cosa faccio??

    1. katiuscia

      sono obesa so gia’ che devo dimagrire il problema e’ che non mi vengono lo stesso con il sinopol e non sono incinta!

    2. katiuscia

      da 3 gg ho dolore al seno e dolori tipo mestruali quindi secondo me mi stanno per venire pero’ da ieri ho del muco ma non bianco rimane un po’ scuro diciamo sul rosa e’ anche quello sintomo delle mestruazioni?? perche’ non mi e’ mai capitato

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, potrebbe essere un leggero spotting pre-mestruale.

    4. katiuscia

      il dolore al seno cel’ho da giovedi scorso ma non mi sono ancora venute, quanto dovrei aspettare perche’ in generale il dolore cel’ho solo un paio di giorni e poi mi vengono, potrei essere rimasta incinta e il dolore al seno e’ per quel motivo??

    5. katiuscia

      e’ un po’ complicato, mi sono venute il 24 gennaio perche’ ho preso il dufaston, poi ho iniziato il sinopol, ho fatto un test a fine febbraio e i primi di marzo ma era negativo, credo di aver ovulato circa 15 gg fa e ho dolori al seno da giovedi scorso, quindi quasi una settimana e dolori alle ovaie non forti ma leggere da domenica in piu’ ho perdite sul rosa, sono proprio lievi e le ho di nuovo da oggi ma non ogni volta che mi pulisco

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Provi a lasciar passare ancora 1-2 giorni, poi verifichi con un test; se negativo senta il ginecologo per indagare le perdite.

  10. aiuto

    salve dottore volevo sapere se c’è un farmaco che aiuta il funzionamento della tiroide cioè che aiuti ad assumere tiroxina per aiutare il metabolismo.non riesco a perdere peso in nessun modo e non mangio molto il dottore mi ha detto che questo può essere il problema ma ancora non mi ha richiamata per una cura.c’è quindi un farmaco che mi può aiutare per il funzionamento della tiroide e mi aiuti??????mi può consigliare?ho bisogno di perdere peso e ho iniziato a fare sport

  11. Anonimo

    Salve dottore ho fatto una puntura di lentogest il tredici marzo precedentemente clomid e gonase. ….se non sono incinta dopo quando arriva il ciclo……scusi il disturbo!

    1. Anonimo

      Dottore mi scusi se la dosturbo dopo quanto posso fare il test di gravidanza se il tredici con l ecografia ho visto il corpo luteo?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tra un paio di giorni, con la prima urina del mattino.

    3. Anonimo

      Le domando xke io l ho fatto ieri alle dieci de mattino ed era negativo!!!! Dice ke era troppo presto?

    4. Anonimo

      Ma dopo visto il corpo luteo al ventesimo giorno del ciclo dopo quattordici giorno dovrebbe arrivare il ciclo. …..giusto?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      In realtà non sappiamo da quanto il corpo luteo fosse presente (a meno di non aver fatto ecografie anche nei giorni precedenti), quindi 14 è il tempo più o meno massimo.

  12. anonimo

    Buonasera Dottore, sono una ragazza di 25 anni, io e il mio ragazzo da circa un anno stiamo provando ad avere un figlio, ma ancora niente. Io ho sempre avuto cicli regolari ma la genecologa mi ha riferito l’anno scorso che ho un ovaio policistico, è possibile? Il mio fidanzato ha effettuato degli esami anche lui, il primo spermiogramma nonè risulrato molto buono, il secondo invece andava bene. Poi ha effettuato un ecocolordopler ai testicoli e gli è stato diagnosticata una sacca di idrocele. Lei cosa ci consiglia? La ringrazio anticipatamente. Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quanti rapporti ha mediamente alla settimana?
      Ha già verificato se avviene l’ovulazione?

    2. Anonimo

      Un giorno si uno no… anche tutti i giorni.. dipende… non ho fatto visite specifiche per adesso perché la mia ginecologa mi ha detto di aspettare il parere dell’andrologo per gli esami che ha effettuato il mio fidanzato e mi ha dato da assumere sette giorni prima del ciclo oversalfolic. Ma cmq la mia ginecologa mi ha detto solo dopo quanti giorni dall’inizio del ciclo avviene l’ovulazione e come capire quando sta avvenendo. Sicuramente dopo il parere dell’andologo andrò di nuovo dalla dottoressa per approfondire meglio anche la mia situazione.

  13. Anonimo

    Ma ci sono esami specifici per verificare se avviene l’ovulazione o può verificarlo anche la ginecologa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere si verifica con ecografia od esame del sangue (progesterone al 21esimo giorno).

  14. Anonimo

    Come esami del sangue ho fatto i prelievi per la toxoplasmosi ecc. a luglio..tutto apposto. . Ecografie dalla ginecologa le faccio ogni anno le dico la verità non mi ha mai detto che ho problemi all’ovulazione..È anche vero che gli ultimi due anni sono stati molto stressanti per entrambi.. Credo che anche lo stress non sia molto di aiuto..

    1. Anonimo

      Ma per quanto riguarda gli esami del mio ragazzo cosa ne pensa lei??

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Impossibile esprimere giudizi senza conoscere i valori nel dettaglio, ma in ogni caso l’andrologo potrà essere più preciso si quanto non potrei esserlo io.

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