La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS oppure sindrome dell’ovaio micropolicistico) è la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione (chiamata infertilità anovulatoria). Molte donne non sanno di soffrire di ovaio policistico finché non cercano una gravidanza, ma senza successo.

Le ricerche hanno dimostrato che molte caratteristiche e alcuni sintomi della PCOS sono già presenti prima che un’adolescente abbia il menarca (la prima mestruazione) e che l’impatto della PCOS trascende l’infertilità.

L’istituto Nazionale Eunice Kennedy Shriver a tutela della salute dei bambini e dello sviluppo umano (NICHD), facente parte dell’Istituto nazionale a tutela della salute americano (NIH), ha sostenuto la ricerca sulle possibili cause e trattamenti per combattere la PCOS per molti decenni. Questo articolo è la traduzione di un opuscolo redatto da quest’organizzazione americana per illustrare la vasta gamma di sintomi della PCOS, descrivere le condizioni associate e le opzioni di trattamento possibili.

Cos’è l’ovaio policistico e come viene diagnosticato?

Il termine “policistosi ovarica” o PCOS si riferisce alle molteplici cisti (sacche riempite di fluido)  che crescono in una o in entrambe le ovaie; molte donne con la policistosi ovarica ne avvertono i sintomi della PCOS, ma le cisti non devono necessariamente essere presenti per una diagnosi da PCOS.

Una donna che presenta due delle seguenti caratteristiche potrebbe essere affetta da PCOS:

  • Assenza cronica di ovulazione (il processo che rilascia un uovo maturo proveniente dall’ovaia) che porta a irregolarità mestruale.
  • Un elevato livello di androgeni (un tipo di ormone) non è associabile ad altre cause o condizioni.
  • Cisti in una o entrambe le ovaie (come rilevato dagli ultrasuoni)

Le donne a cui viene diagnosticato l’ovaio policistico possono accusare i sintomi caratteristici, ma non avere cisti nelle loro ovaie. In egual modo, alcune donne che hanno cisti alle ovaie, non accusano i sintomi della PCOS.

La definizione esatta della PCOS è ancora materia di discussione.

Il primo passo per la diagnosi della PCOS è escludere altre disfunzioni che possono provocare sintomi simili. Alcune di queste condizioni comprendono:

  • Ghiandole surrenali che producono ormoni in eccesso (iperplasia surrenale),
  • Il corpo che produce troppo cortisolo (sindrome di Cushing),
  • Problemi di funzionalità della ghiandola tiroidea,
  • L’ipofisi che produce prolattina in eccesso (iperprolattinemia).

Una volta escluse queste ed altre disfunzioni, il medico farà quanto segue per arrivare alla diagnosi:

  1. Fare un anamnesi famigliare, ossia valutare le condizioni mediche dei parenti più prossimi, importante perché i sintomi della PCOS spesso sono presenti in altri membri della famiglia.
  2. Verificare le condizioni di salute generale.
  3. Procurarsi dei campioni di sangue o eseguire altri esami per determinare i livelli ormonali, in particolare degli androgeni.

Quante donne soffrono di PCOS?

Siccome l’esatta definizione di PCOS è ancora in fase di dibattito, il numero esatto di donne affette è sconosciuto. Le stime suggeriscono che fra il 5% e il 10% delle donne appartenenti a una fascia di età compresa fra i 18 e i 44 anni sono affette da ovaio micropolicistico.

Cosa provoca la sindrome dell’ovaio policistico?

Al momento non si conoscono con precisione le cause della PCOS; il fatto che sia presente una certa famigliarità della sindrome, è indice che esiste una componente genetica della stessa anche se, per come può cambiare la sintomatologia da una generazione alla successiva, sicuramente esistono altre influenze rilevanti.

E’ evidente quindi che la PCOS è il risultato di una combinazione di fattori, compresi I geni e le caratteristiche ambientali; una recente ricerca condotta su cavie animali ha anche suggerito che, in alcuni casi, l’origine della PCOS sia da ricercarsi nell’utero.

I sintomi di un ovaio policistico

Molte donne non sanno di avere la PCOS finché non parlano con il proprio ginecologo di:

Infertilità

Molte donne affette da PCOS soffrono di infertilità. L’ American Society for Reproductive Medicine definisce la sterilità come

  • un’impossibilità da parte della donna con età inferiore ai 30 anni di rimanere incinta dopo 12 mesi di rapporti non protetti;
  • l’impossibilità della donna con età superiore ai 30 anni a rimanere incinta dopo 6 mesi di rapporti non protetti
  • o l’incapacità di portare a termine la gravidanza.

Molte donne che sono affette da infertilità relazionata alla PCOS possono essere curate e rimanere incinta.

Le donne affette da PCOS che restano incinta sono ad alto rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Irregolarità mestruali e di ovulazione

Problemi con le mestruazioni e l’ovulazione sono comuni nella PCOS e la maggior parte delle donne affette manifesta:

- Mancanza di mestruazioni (amenorrea)
- Alterazione dei ritmi delle mestruazioni (oligomenorrea)
- Cicli dolorosi
- Perdite di sangue ma senza ovulazione (cicli anovulatori)

Eccessiva crescita di peluria

Più del 70% delle donne con la sindrome da ovaio policistico manifesta irsutismo (eccessiva crescita dei peli), di solito sul viso, petto e addome.

Acne grave

Acne grave, insorgenza tardiva di acne o acne persistente che non risponde a nessun trattamento. La maggior parte delle donne con problemi gravi di acne ha la PCOS. La PCOS è anche comune in donne che non hanno avuto l’acne se non in tarda età (dopo i 30 anni) e in quelle che hanno una forma di acne che non risponde ai trattamenti convenzionali o che persiste nonostante i trattamenti.

Dopo aver esposto questi problemi al proprio medico molte donne scoprono che altri piccoli problemi sono correlati alla PCOS, come ad esempio una pelle grassa e zone molto untuose, pelle marrone scuro o nera (distrofia papillare pigmentaria). Tutte questi sintomi assieme, di solito, sono un evidente indicazione di PCOS.

Dato che molte donne non prendono in considerazione questi problemi e non li considerano “sintomi”, spesso non ne parlano con il proprio medico, di conseguenza molte sindromi da ovaio policistico non vengono diagnosticate finché non vengono scoperte delle cisti alla ovaie. Secondo alcuni studi fra il 70% e il 100% delle donne affette da PCOS avevano cisti alle loro ovaie.

Cosa genera i sintomi della PCOS?

In genere il livello più alto rispetto a quello considerato normale degli androgeni (ormoni maschili) nel corpo causa la maggior parte dei sintomi della PCOS.

Le ovaie producono ormoni, sostanze chimiche che controllano il funzionamento del corpo. Uno degli ormoni che viene prodotto dalle ovaie è l’estrogeno, alcune volte chiamato come ormone femminile perché le donne ne necessitano grandi quantità rispetto agli uomini in condizione di salute normale. Le ovaie producono anche androgeni, alcune volte chiamati ormoni maschili perché gli uomini ne necessitano grandi quantità rispetto alle donne in condizioni di salute normale.

Sia gli uomini che le donne richiedono certi livelli di ambedue questi ormoni per una salute normale.

I livelli ormonali sono squilibrati nelle donne con PCOS: hanno livelli più alti del normale di androgeni e possono avere livelli più bassi del normale di estrogeni. L’alto livello di androgeni può:

  • Causare problemi con la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici che può impedire il rilascio di ovuli.
  • Produrre follicoli immaturi sulle ovaie, formando cisti.
  • Causare altri sintomi della PCOS, compresi l’eccesso di peluria e l’acne.

Disfunzioni correlate con la PCOS

Un recente ricerca mostra che le donne affette da sindrome da ovaio micropolicistico sono più soggette ad altre disfunzioni, non considerabili prettamente sintomi.  La presenza di queste altre patologie può influenzare i trattamenti medici scelti. Ricordiamo per esempio:

  • Insulino resistenza,
  • sindrome metabolica,
  • diabete,
  • obesità,
  • problemi cardiovascolari,
  • sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

La maggior parte de queste altre disfunzioni ha dei trattamenti propri e molti trattamenti vengono usati in combinazione per associare i sintomi della PCOS ad sintomi di altre disfunzioni.

Quali sono le cure per un ovaio policistico?

Dato che la PCOS comprende una varietà di sintomi, i medici possono prescrivere diversi farmaci per risolvere i problemi.

Il primo suggerimento dato riguarda il cambiare lo stile di vita:

  • sottoporsi a una dieta ipocalorica,
  • perdere peso,
  • praticare più attività fisica.

La perdita di peso e un’attività fisica più attiva possono minimizzare molti sintomi della PCOS e le relative condizioni. Ad esempio:

  • Perdere appena il 5% del peso ha effetti positivi sulla resistenza insulinica, tolleranza ridotta al glucosio e sindrome metabolica.
  • Le donne affette da PCOS che perdono peso sono più propense a riprendere l’ovulazione, aumentando così le probabilità di restare incinta, ridurre i livelli degli androgeni e diminuire la pressione del sangue.
  • Per molte donne, la perdita di peso provoca una varietà di cambiamenti che permettono loro di liberarsi da un certo numero di sintomi della PCOS, come l’acne, senza altri farmaci o alcun intervento.

Attualmente, nessuna dieta o attività è universalmente accettata come più efficace di altre, quindi ogni caso viene valutato singolarmente.

E’ anche importante valutare l’importanza della proprio fertilità scegliendo la strategia terapeutica, perchè alcuni dei più comuni trattamenti impedirebbero un eventuale concepimento, è quindi importante che una donna capisca pienamente quali sono le alternative prima di scegliere un ciclo di cure.

Le pazienti devono poi valutare i rischi delle cure scelte: a tutti i trattamenti sono collegati diversi potenziali effetti collaterali, alcuni dei quali molto gravi; alcuni fattori di stile di vita, come il fumo, possono aumentare i rischi.

Alcune delle cure più comuni volti a ridurre gli effetti dell’alto livello degli androgeni (per esempio, cicli irregolari, acne o irsutismo) sono i seguenti:

  • Contraccettivi orali: di solito il trattamento d’elezione per le donne che non desiderano una gravidanza è la pillola, ossia una combinazione di ormoni in grado di:
    • Regolare i periodi mestruali e l’ovulazione
    • Ridurre l’acne e l’irsutismo
    • Abbassare i livelli di androgeni o diminuirne la produzione, a volte migliorando la fertilità.

    I contraccettivi orali vanno anche a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumori. Attualmente non esiste un contraccettivo considerato come ideale, viene quindi scelto di volta in volta dal proprio ginecologo sulla base di fattori soggettivi.

  • Farmaci per aumentare la sensibilità all’insulina: questi farmaci migliorano la risposta del corpo alla secrezione di insulina, diminuendo la quantità di zuccheri circolanti nel sangue. Alcuni studi sembrano dimostrare che un uso nel breve periodo permette di:
    • regolare il ciclo mestruale e l’ovulazione,
    • ridurre l’infertilità associata alla sindrome da ovaio policistico,
    • ridurre l’irsutismo,
    • ridurre l’acne.

    Un miglior utilizzo dell’insulina riduce inoltre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto ed ictus e di diabete. Al momento nessuno di questo farmaci è registrato con questa indicazione, sono tutti antidiabetici, tuttavia sono sempre più spesso prescritti per il trattamento di ovaio micropolicistico (In realtà questo tipo di trattamento è più che altro diffuso negli Stati Uniti, in Italia non è al momento particolarmente utilizzato).

  • Antiandrogeni: questi farmaci hanno come obiettivo la riduzione nella produzione di androgeni o il limitarne l’attività. Il trattamento con antiandrogeni:
    • abbassa i livelli di androgeni,
    • riduce i segni di irsutismo,
    • tratta l’acne e le calvizie.

    Gli antiandrogeni possono causare danni al feto, quindi spesso vengono assunti con contraccettivi orali per prevenire eventuali gravidanze. Come i farmaci insulino-sensibilizzanti gli antiandrogeni non sono approvati ufficialmente per il trattamento della PCOS. Anche in questo caso non esiste un farmaco d’elezione, tuttavia uno dei più usati è la finasteride, conosciuta ed approvata per il trattamento della calvizie

  • Eflornitina (Vaniqa):  questa formulazione in crema è utilizzata per rallentare la crescita dei peli, in particolare sul viso. Il farmaco agisce bloccando un enzima necessario per la crescita del pelo. Se la paziente smette di usare la crema i peli riprenderanno a crescere, si rende quindi necessario un piano di gestione a lungo termine. L’eflornitina è approvata per il trattamento dell’irsutismo sul viso ed è considerata sicura durante la gravidanza.

  • Cosmetici per eliminare o nascondere i peli: la donna con PCOS può provare anche altri modi per ridurre al minimo la comparsa di peli, invece dei medicinali:

    • Rasare, sbiancare, rimuovere i peli od utilizzare creme depilatorie sono alcune dei modi più comuni per risolvere il problema dei peli.
    • Elettrolisi, la terapia intensa ad impulsi di luce, laser e rimozione dei peli sono le altre opzioni, ma questi metodi sono spesso più costosi e richiedono diverse sedute.

    Le pazienti dovrebbero discutere i rischi di questi trattamenti con i loro ginecologi.

  • Retinoidi, agenti antibatterici e antibiotici per il trattamento dell’ acne: Questi farmaci riducono l’infiammazione, i livelli di batteri nei pori e la produzione sebacea per ridurre al minimo o eliminare l’acne. I retinoidi e gli antibiotici possono essere utilizzati sotto forma crema o compressa; gli agenti antibatterici sono disponibili solo in forma di crema. Il trattamento specifico dipende dalla gravità dell’acne e da quanto tempo si è manifestata.

Quali cure per le donne che desiderano una gravidanza?

Anche se la PCOS è una delle principali cause di sterilità femminile, è curabile nella maggior parte dei casi. La paziente con ovaio policistico può avere ancora una gravidanza, a volte naturalmente, a volte con aiuto.

I cambiamenti dello stile di vita, come perdere peso, sono in grado di attivare i cambiamenti del corpo che migliorano le possibilità di gravidanza. Per molte donne con PCOS che desiderano avere una gravidanza il ginecologo dovrebbe consiglia re di dimagrire e cambiare lo stile di vita prima di assumere farmaci, per vedere se si possa avere un ritorno della fertilità e quindi un concepimento normale. Uno studio ha dimostrato che i cambiamenti dello stile di vita ripristinano l’ovulazione e il migliorano la possibilità di gravidanza.

A volte la difficoltà a rimanere incinta è nasce da altri fattori, come ad esempio il blocco delle tube di Falloppio o una bassa concentrazione di sperma nell’uomo.
Il ginecologo potrebbe prescrivere uno dei seguenti farmaci per aiutare le donne affette da PCOS a rimanere incinta:

  • Clomifene (Clomid) è il trattamento più comune per l’infertilità nelle donne con PCOS. Le donne che hanno ricevuto questo trattamento hanno beneficiato di una probabilità sei volte maggiore di rimanere incinta rispetto alle donne che non hanno potuto ricevere questa cura. Le donne che sono state trattate con clomifene hanno anche maggiori probabilità di avere gravidanze multiple (doppie, triple, ecc) .
  • Negli Stati Uniti suggeriscono anche di utilizzare la metformina, un farmaco insulino-sensibilizzante attualmente utilizzato per trattare il diabete, per curare l’infertilità associata a PCOS. Il successo nel trattamento riavvia l’ovulazione in modo significativo nelle donne con PCOS rispetto a quelle che non hanno seguito la stessa cura, ma la metformina da sola non aumenta la possibilità di gravidanza.
  • A volte si ricorre ad una combinazione di metformina e clomifene, in particolare in quelle donne che non rispondono al solo clomifene. Nelle ricerche i risultati dell’uso della combinazione erano solo leggermente migliori rispetto al solo utilizzo del clomifene, tuttavia, la terapia combinata ha ridotto il numero di gravidanze multiple rispetto alle donne trattate con solo clomifene .
  • Le gonadotropine sono una categoria di ormoni utilizzati per trattare l’infertilità nelle donne con PCOS che non rispondono alla metformina o al clomifene. I trattamenti a basso dosaggio hanno un alto tasso di successo e mostrano un minor numero di problemi.

Le donne con PCOS possono avvalersi anche di altre forme di tecnologia assistita per la riproduzione, come la donazione di ovuli e la fecondazione in vitro. Attualmente ci sono pochi studi in merito all’efficacia di questi metodi nelle donne con PCOS.

Una procedura chirurgica denominata perforazione ovarica è stata utilizzata in passato per iniziare a regolare l’ovulazione o per aumentare la probabilità di gravidanza, non è però chiaro se una tale procedura sia più efficace rispetto ai farmaci.

Le donne con PCOS hanno un rischio maggiore di complicazioni durante la gravidanza?

Sì, le donne con PCOS hanno un maggior rischio di complicazioni durante la gravidanza. Molte di queste complicanze sono simili a quelle comuni nelle donne con diabete, probabilmente a causa della maggiore incidenza del diabete in donne con PCOS. Alcuni di questi problemi sono i seguenti:

  • Le donne con PCOS rischiano maggiormente l’ aborto spontaneo. La causa è ancora poco chiara, si suppone che sia in qualche modo correlata l’obesità. Poiché molte donne che sono obese sono anche resistenti all’insulina, i ricercatori stanno cercando di capire se migliorando questo aspetto le probabilità di preservare la gravidanza possono aumentare. Sembra che il trattamento con i farmaci insulino-sensibilizzanti (come la metformina) possono significativamente ridurre il rischio di aborto spontaneo nelle donne in gravidanza affette da PCOS.

  • Diabete gestazionale: questo tipo di diabete può essere sviluppato solo dalle donne incinte. La gravidanza è di solito associata a un certo grado di resistenza all’insulina, ma di solito il corpo riesce a funzionare normalmente. Nel diabete gestazionale l’organismo non è in grado di reagire correttamente. Se controllato, il diabete gestazionale di solito non si traduce in problemi immediati per la madre o per il feto. Nella maggior parte dei casi, il diabete scompare dopo la nascita del bambino. Le donne che hanno avuto il diabete gestazionale e i loro figli hanno un alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

  • Preeclampsia: questa sindrome è caratterizzata da un improvviso aumento della pressione sanguigna dopo la 20a settimana di gestazione. La preeclampsia può creare danni a rene, fegato e al cervello della madre. Se non trattata la malattia può essere fatale per la madre o per il feto. La preeclampsia può portare a eclampsia, una forma più grave che può causare convulsioni e coma nella madre. Quotidianamente o settimanalmente bisogna eseguire i controlli della pressione arteriosa utili per individuare cambiamenti improvvisi. Attualmente, l’unica cura per la preeclampsia è far nascere il bambino. Se una donna contrae la preeclampsia il ginecologo può sviluppare un piano per tentare di prolungare la gravidanza e dare più tempo al feto di crescere e maturare. Tale piano può comprendere l’assunzione di farmaci da parte della madre per aiutare a prevenire crisi epilettiche e mantenere i livelli di pressione del sangue all’interno di un tasso di normalità. Allo stesso tempo si deve controllare attentamente la salute della madre, perché ai primi sintomi si deve immediatamente indurre il parto.

  • Ipertensione indotta dalla gravidanza: a differenza della preeclampsia in questo caso si manifesta un aumento generale della pressione sanguigna che può iniziare prima della 20a settimana di gravidanza. Se non trattata, la condizione potrebbe portare a preeclampsia.

  • Nascita pretermine: con il termine nascita pretermine si definisce il parto prima di 37 settimane di gestazione. Molti ricercatori ritengono che il maggiore rischio di parto pretermine è maggiormente evidente fra le donne in gravidanza con PCOS che hanno la preeclampsia. I neonati pretermine sono a rischio di sviluppo di gravi problemi, compreso l’essere sottopeso alla nascita od avere polmoni sottosviluppati per esempio.

  • Parto cesareo: questo tipo di parto può essere più comune tra le donne con PCOS perché sono più propense a partorire pretermine, esse hanno maggiori probabilità di essere obese e hanno maggiori probabilità di  ipertensione arteriosa. Dato che si tratta di una procedura chirurgica, il recupero da un parto cesareo può essere più lungo rispetto al parto vaginale.

Traduzione da “Sindrome da ovaio policistico (inglese)” ed integrazione a cura di Dr.ssa Elisa Campana

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Commenti e domande

  1. ramona
    19 maggio 2009, 11:30

    ho un problema simile mancanza di follicolim alle ovaie devo curarmi ma ho paura che devo fare?guariro?rispondete vi prego……

  2. admin
    19 maggio 2009, 13:23

    Gentile Ramona, non occupandomi direttamente di ginecologia non sono in grado di risponderle in modo esauriente; fatta questa doverosa premessa, il suo problema può derivare da molteplici cause ed è davvero impossibile attraverso una tastiera azzardare ipotesi in proposito. In generale tuttavia individuata la causa della disfunzione si cerca di porre rimedio, quindi se non l’avesse ancora fatto la invito a contattare il suo ginecologo per un approfondimento ed un’eventuale risoluzione del problema.

  3. marika
    20 maggio 2009, 14:47

    penso che adesso ne so molto di più e che siete stati esaurienti e molto chiari, grazie.

  4. stefania
    5 dicembre 2009, 22:42

    ho questo tipo di problema e dopo tutto quello che ho letto la situazione mi preoccupa un pò! ma ad ogni modo cerco di tenermi sotto cura specialistica del mio ginecologo cercando di stare tranquilla e di seguire le dovute cure.

    • admin
      5 dicembre 2009, 22:54

      Con qualche piccola attenzione e sopratutto essendo a conoscenza del problema in linea di massima è possibile convivere senza troppe difficoltà con un ovaio policistico.

  5. sirio
    5 marzo 2010, 13:56

    salve!
    anche io ho questo tipo di problema ed opo tutto quello che ho letto penso che il mio desiderio di una gravidanza sio soltanto un utopia sono gia in cura dal ginecologo ho fatto la cura con il clomid per circa 2 mesi 5 compresse al mese in totale ne ho prese 10 ma senza risultati positivi anzi dal’ultima ecografia si evince un follicolo cosi il mio ginecologo ha deciso di sospendere il clomid e di darmi la pillola anticoncezionale per 2 mesi secondo il vostro parere personale posso sinceramente sperare di avere una gravidanza senza problemi e in che percentuaale
    grazie

  6. sirio
    5 marzo 2010, 13:58

    aspetto con ansia una vostra risposta.
    GRAZIE

    • admin
      5 marzo 2010, 14:50

      La percentuale non so quantificarla, ma nel mondo letteralmente milioni di donne con ovaio policistico hanno avuto gravidanze con o senza aiuti farmacologici.
      E’ importante attuare tutte le strategie possibili per migliorare la condizione (raggiungere il peso ideale, eliminare gli zuccheri dalla dieta, …), ma è assolutamente più che possibile.
      Le mando un grosso in bocca al lupo!

  7. ELI
    30 marzo 2010, 16:11

    Buongiorno,

    sono una ragazza di 30 anni.
    Ho avuto nel 2009 2 aborti interni: il primo alla 9° settimana e il secondo, a Dicembre, alla 12 settimana.
    Ho l’ovaio policistico e sono rimasta incinta naturalmente, adottando solo la misurazione della temperatura per vedere esattamente la data dell’ovulazione (ogni 17gg dal primo gg delle mestruazioni).
    Il mio ginecologo ovviamente mi ha fatto fare tutti gli esami ma non risulta niente di anomalo.
    Vorrei sapere se è possibile imputare i miei aborti all’ovaio policistico e, se si, che terapia sarebbe opportuno adottare.
    Grazie

    • admin
      30 marzo 2010, 16:47

      Purtroppo esiste statisticamente un’aumentata possibilità di complicazioni, e quindi di aborto spontaneo, nelle donne con problemi di ovaio policistico; non sono ancora chiare le cause di questo nesso e quindi non sono purtroppo disponibili strategie per diminuirne la probabilità. Consiglio quindi di procedere a tutti i controlli e gli esami indicati dal suo ginecologo, anche se purtroppo non si può fare nulla di più.

  8. tristina
    12 aprile 2010, 00:22

    Salve, anche io soffro di ovaio policistico,pur avendo sempre avuto regolarmente il ciclo mestruale.
    Vorrei dei consigli, xkè ormai sono davvero SENZA SPERANZA,
    questo disturbo mi ha trasformata in 1 mostro, ho folta peluria,ho perso moltissimi capelli e continuano a cadere:(,
    ho accumulato tantissimo grasso solo ed esclusivamnte sull’addome provocando improvvisi strappi della pelle (le smagliature), pur curando i miei ormoni con la pillola.
    io ho 20anni e vivo in 1 paesino ma ho fatto visite anche a Roma..nessuno riesce ad aiutarmi! ;(
    HO PAURA di tante cose ed è cambiato anche io mio modo di essere e comportarmi ho 1 marea di insicuzze;(
    vi ringrazio!

    • admin
      12 aprile 2010, 12:03

      Vorrei davvero essere in grado di aiutarla ma, oltre a consigliare di sentire un ulteriore parere se al momento i sintomi non sono sufficientemente controllati, non posso davvero fare; alcune donne traggono giovamento dall’assunzione di integratori contenenti inositolo (per esempio inofolic), che può provare tranquillamente, ma non si deve aspettare miracoli.

  9. katiuscia
    28 aprile 2010, 16:42

    sono una ragazza di 32 anni sono sposata ho un ovaio policistico ho una bambina adesso cerchiamo di aumentare la famiglia ma non ci riusciamo ho fatto una cura di clomid per tre mesi ma niente ho avuto due aborti spontanei prima della bimba cosa posso fare ma adesso sara’ piu’ difficile rimanere incinta secondo voi devo riprendere la cura del clomid?

    • admin
      28 aprile 2010, 18:29

      Il Clomid deve essere assunto solo ed esclusivamente dietro consiglio del ginecologo, che monitorerà l’ovaio una o più volte al mese; purtroppo alla sindrome da ovaio policistico è associata ad un maggior rischio di interruzione spontanea di gravidanza. Per minimizzare il rischio è consigliabile, se così già non fosse, raggiungere il proprio peso forma ed eliminare completamente o quasi zucchero e dolciumi dalla dieta.

  10. ninno-mi@libero.it
    18 giugno 2010, 17:32

    salve sn nadia ho 26anni e anche io ho l’ovaio policistico. mi è mancato il ciclo per 6mesi ho preso la pillola per 3anni…..poi l’ho sospesa x vedere se il mio ciclo si era regolarizzato…..per 2mesi ho avuto il ciclo poi sparito dinuovo per 4 mesi…il 5giugno per magia è arrivato e ora? mi sn stancata nn so piu’ cosa fare……mi sento solo tanto gonfia!!!!!!!!!!!!

    • admin
      18 giugno 2010, 18:53

      Purtroppo non ci sono cure o rimedi definitivi; un tentativo, ma non so se è il suo caso, è quello di raggiungere il peso forma nel caso non lo fosse.

  11. vania
    4 agosto 2010, 00:44

    ciao sono una ragazza de 24anni ho avuto un bambino tre anni fa ho la policistosi ovarica. Vorrei chiederli come mai il dottore mi ha detto che e `posibili che le cisti le avevo prima de avere il mio bambinp lei cosa ne pensa, sono cosi preocupata cosi gopvane e malata ……grazie

    • admin
      4 agosto 2010, 14:20

      Mi perdoni ma non ho capito la domanda; è assolutamente possibile che già prima della gravidanza ci fosse un problema di ovaio micropolicistico, perchè non sempre questo è impedimento ad un concepimento.

  12. manuela
    22 agosto 2010, 18:00

    salve!…nn so se ho l’ovaio policistico….il ginecologo mi ha detto che nell’ovaio sx ci sono dei follicoli di dimensione piu’ grande ma nn sono ancora diventati cisti….per questo motivo mi ha consigliato di prendere la pillola, proprio per evitare che questi diventino tali….premetto che ho fatto l’ecografia consigliata dal dermatologo perche’ mi sono uscite gia’ da qualche mese una specie di bolle dolorosissime …ma nn credo si possa parlare di acne…perche’ ne esce una al mese, che fa malissimo per circa 10gg….ho sempre avuto un ciclo regolare….ogni 26gg…lei mi sa dire qualcosa sul mio caso….la ringrazio anticipatamente

    • admin
      22 agosto 2010, 20:44

      Ritengo non ci sia nulla da aggiungere a quanto detto dagli specialisti, anche e sopratutto per la mia scarsa conoscenza del suo caso.

  13. isabella
    24 agosto 2010, 09:07

    Ho 40 anni e pco, ho una bambina di 5 anni, ho cercato una seconda gravidanza che non è arrivata, credo non arriverà più! Ho due o tre cicli all’anno! Ho perdite rosse ogni dieci giorni , possono essere associate a pco o mi devo seriamente preoccupare! fatta ecografia, tutto ok.

    • admin
      24 agosto 2010, 11:37

      E’ assolutamente possibile che sia dovuto all’ovaio policistico. Per quanto riguarda la ricerca di gravidanza è probabilmente possibile, con l’aiuto del ginecologo, provare qualche aiuto per aumentare le probabilità di successo.

    • isabella
      24 agosto 2010, 16:28

      Grazie mille per la risposta, cosa intende con qualche aiuto per la gravidanza? In passato fatti cicli di clomid e gonadotropine senza avere ovulazione, follicoli monitorati fino a gradezza 15-16 poi riassorbiti, non si trova proprio il modo per avere una sola ovulazione!
      Grazie ancora.

    • admin
      24 agosto 2010, 16:57

      In effetti pensavo proprio a Clomid; altri tentativi che si possono fare, ma vanno valutati con il ginecologo, sono il raggiungimento del peso forma (se adesso non lo fosse), eventualmente integratori come Inofolic e/o farmaci antidiabetici nel caso le analisi del sangue suggerissero un intervento in tal senso.

    • isabella
      24 agosto 2010, 23:06

      In effetti le analisi del sangue mostrano iperinsulinemia, pertanto sono a dieta da poco, cerco di camminare almeno mezz’ora al giorno e per un breve periodo ho preso un farmaco, glucophage, che poi ho smesso perchè mi dava mal di stomaco!
      Sinceramente non sò se ho speranze per una seconda gravidanza tanto desiderata!

    • admin
      24 agosto 2010, 23:26

      Spesso non si immagina quanto possa fare la differenza raggiungere il peso ideale; valuti eventualmente con il suo ginecologo anche l’Inofolic, è un integratore che può dare risultati inaspettati e, insieme alla perdita di peso, giustificare magari un secondo tentativo con il Clomid.

  14. carmen
    1 settembre 2010, 21:22

    Buonasera, ha quasi 26 anni, ho le ovaie policistiche , cicli irregolari e anovulazione.
    Da quasi 2 anni attendo con ansia una gravidanza;da dicembre 2009 assumo glucophage dopo i pasti e associando il clomid e ovulando abbiamo fatto 2 tentativi di rapporti mirati e uno di iui, falliti.
    Ora con mio marito, un pochino stressati… vorremmo accantonare la iui ed, essendo giovani, provare naturalmente ancora per un annetto.
    In questo periodo vorrei fare una dieta, anche se non sono in sovrapeso, attività fisica e magari provare l’agopuntura.
    Lei cosa ne pensa dell’agopuntura e soprattutto in questo anno dovrei cmq prendere il glucophage ?
    Grazie 1000!

    • admin
      1 settembre 2010, 21:50

      Personalmente sono scettico verso tutte le medicine alternative, ma in questo caso l’importante non è quello che penso io bensì ciò che pensa lei; condivido l’idea di prendersi un anno di pausa da tutto ciò che non è naturale, mentre per quanto riguarda Glucophage consiglio di valutare con il ginecologo/endocrinologo.

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