Ovaio policistico: sintomi, terapia e gravidanza

Ultimo Aggiornamento: 1779 giorni

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS oppure sindrome dell’ovaio micropolicistico) è la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione (chiamata infertilità anovulatoria). Molte donne non sanno di soffrire di ovaio policistico finché non cercano una gravidanza, ma senza successo.

Le ricerche hanno dimostrato che molte caratteristiche e alcuni sintomi della PCOS sono già presenti prima che un’adolescente abbia il menarca (la prima mestruazione) e che l’impatto della PCOS trascende l’infertilità.

L’istituto Nazionale Eunice Kennedy Shriver a tutela della salute dei bambini e dello sviluppo umano (NICHD), facente parte dell’Istituto nazionale a tutela della salute americano (NIH), ha sostenuto la ricerca sulle possibili cause e trattamenti per combattere la PCOS per molti decenni. Questo articolo è la traduzione di un opuscolo redatto da quest’organizzazione americana per illustrare la vasta gamma di sintomi della PCOS, descrivere le condizioni associate e le opzioni di trattamento possibili.

Cos’è l’ovaio policistico e come viene diagnosticato?

Il termine “policistosi ovarica” o PCOS si riferisce alle molteplici cisti (sacche riempite di fluido)  che crescono in una o in entrambe le ovaie; molte donne con la policistosi ovarica ne avvertono i sintomi della PCOS, ma le cisti non devono necessariamente essere presenti per una diagnosi da PCOS.

Una donna che presenta due delle seguenti caratteristiche potrebbe essere affetta da PCOS:

  • Assenza cronica di ovulazione (il processo che rilascia un uovo maturo proveniente dall’ovaia) che porta a irregolarità mestruale.
  • Un elevato livello di androgeni (un tipo di ormone) non è associabile ad altre cause o condizioni.
  • Cisti in una o entrambe le ovaie (come rilevato dagli ultrasuoni)

Le donne a cui viene diagnosticato l’ovaio policistico possono accusare i sintomi caratteristici, ma non avere cisti nelle loro ovaie. In egual modo, alcune donne che hanno cisti alle ovaie, non accusano i sintomi della PCOS.

La definizione esatta della PCOS è ancora materia di discussione.

Il primo passo per la diagnosi della PCOS è escludere altre disfunzioni che possono provocare sintomi simili. Alcune di queste condizioni comprendono:

  • Ghiandole surrenali che producono ormoni in eccesso (iperplasia surrenale),
  • Il corpo che produce troppo cortisolo (sindrome di Cushing),
  • Problemi di funzionalità della ghiandola tiroidea,
  • L’ipofisi che produce prolattina in eccesso (iperprolattinemia).

Una volta escluse queste ed altre disfunzioni, il medico farà quanto segue per arrivare alla diagnosi:

  1. Fare un anamnesi famigliare, ossia valutare le condizioni mediche dei parenti più prossimi, importante perché i sintomi della PCOS spesso sono presenti in altri membri della famiglia.
  2. Verificare le condizioni di salute generale.
  3. Procurarsi dei campioni di sangue o eseguire altri esami per determinare i livelli ormonali, in particolare degli androgeni.

Quante donne soffrono di PCOS?

Siccome l’esatta definizione di PCOS è ancora in fase di dibattito, il numero esatto di donne affette è sconosciuto. Le stime suggeriscono che fra il 5% e il 10% delle donne appartenenti a una fascia di età compresa fra i 18 e i 44 anni sono affette da ovaio micropolicistico.

Cosa provoca la sindrome dell’ovaio policistico?

Al momento non si conoscono con precisione le cause della PCOS; il fatto che sia presente una certa famigliarità della sindrome, è indice che esiste una componente genetica della stessa anche se, per come può cambiare la sintomatologia da una generazione alla successiva, sicuramente esistono altre influenze rilevanti.

E’ evidente quindi che la PCOS è il risultato di una combinazione di fattori, compresi I geni e le caratteristiche ambientali; una recente ricerca condotta su cavie animali ha anche suggerito che, in alcuni casi, l’origine della PCOS sia da ricercarsi nell’utero.

I sintomi di un ovaio policistico

Molte donne non sanno di avere la PCOS finché non parlano con il proprio ginecologo di:

Infertilità

Molte donne affette da PCOS soffrono di infertilità. L’ American Society for Reproductive Medicine definisce la sterilità come

  • un’impossibilità da parte della donna con età inferiore ai 30 anni di rimanere incinta dopo 12 mesi di rapporti non protetti;
  • l’impossibilità della donna con età superiore ai 30 anni a rimanere incinta dopo 6 mesi di rapporti non protetti
  • o l’incapacità di portare a termine la gravidanza.

Molte donne che sono affette da infertilità relazionata alla PCOS possono essere curate e rimanere incinta.

Le donne affette da PCOS che restano incinta sono ad alto rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Irregolarità mestruali e di ovulazione

Problemi con le mestruazioni e l’ovulazione sono comuni nella PCOS e la maggior parte delle donne affette manifesta:

– Mancanza di mestruazioni (amenorrea)
– Alterazione dei ritmi delle mestruazioni (oligomenorrea)
– Cicli dolorosi
– Perdite di sangue ma senza ovulazione (cicli anovulatori)

Eccessiva crescita di peluria

Più del 70% delle donne con la sindrome da ovaio policistico manifesta irsutismo (eccessiva crescita dei peli), di solito sul viso, petto e addome.

Acne grave

Acne grave, insorgenza tardiva di acne o acne persistente che non risponde a nessun trattamento. La maggior parte delle donne con problemi gravi di acne ha la PCOS. La PCOS è anche comune in donne che non hanno avuto l’acne se non in tarda età (dopo i 30 anni) e in quelle che hanno una forma di acne che non risponde ai trattamenti convenzionali o che persiste nonostante i trattamenti.

Dopo aver esposto questi problemi al proprio medico molte donne scoprono che altri piccoli problemi sono correlati alla PCOS, come ad esempio una pelle grassa e zone molto untuose, pelle marrone scuro o nera (distrofia papillare pigmentaria). Tutte questi sintomi assieme, di solito, sono un evidente indicazione di PCOS.

Dato che molte donne non prendono in considerazione questi problemi e non li considerano “sintomi”, spesso non ne parlano con il proprio medico, di conseguenza molte sindromi da ovaio policistico non vengono diagnosticate finché non vengono scoperte delle cisti alla ovaie. Secondo alcuni studi fra il 70% e il 100% delle donne affette da PCOS avevano cisti alle loro ovaie.

Cosa genera i sintomi della PCOS?

In genere il livello più alto rispetto a quello considerato normale degli androgeni (ormoni maschili) nel corpo causa la maggior parte dei sintomi della PCOS.

Le ovaie producono ormoni, sostanze chimiche che controllano il funzionamento del corpo. Uno degli ormoni che viene prodotto dalle ovaie è l’estrogeno, alcune volte chiamato come ormone femminile perché le donne ne necessitano grandi quantità rispetto agli uomini in condizione di salute normale. Le ovaie producono anche androgeni, alcune volte chiamati ormoni maschili perché gli uomini ne necessitano grandi quantità rispetto alle donne in condizioni di salute normale.

Sia gli uomini che le donne richiedono certi livelli di ambedue questi ormoni per una salute normale.

I livelli ormonali sono squilibrati nelle donne con PCOS: hanno livelli più alti del normale di androgeni e possono avere livelli più bassi del normale di estrogeni. L’alto livello di androgeni può:

  • Causare problemi con la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici che può impedire il rilascio di ovuli.
  • Produrre follicoli immaturi sulle ovaie, formando cisti.
  • Causare altri sintomi della PCOS, compresi l’eccesso di peluria e l’acne.

Disfunzioni correlate con la PCOS

Un recente ricerca mostra che le donne affette da sindrome da ovaio micropolicistico sono più soggette ad altre disfunzioni, non considerabili prettamente sintomi.  La presenza di queste altre patologie può influenzare i trattamenti medici scelti. Ricordiamo per esempio:

  • Insulino resistenza,
  • sindrome metabolica,
  • diabete,
  • obesità,
  • problemi cardiovascolari,
  • sindrome delle apnee ostruttive nel sonno.

La maggior parte de queste altre disfunzioni ha dei trattamenti propri e molti trattamenti vengono usati in combinazione per associare i sintomi della PCOS ad sintomi di altre disfunzioni.

Quali sono le cure per un ovaio policistico?

Dato che la PCOS comprende una varietà di sintomi, i medici possono prescrivere diversi farmaci per risolvere i problemi.

Il primo suggerimento dato riguarda il cambiare lo stile di vita:

  • sottoporsi a una dieta ipocalorica,
  • perdere peso,
  • praticare più attività fisica.

La perdita di peso e un’attività fisica più attiva possono minimizzare molti sintomi della PCOS e le relative condizioni. Ad esempio:

  • Perdere appena il 5% del peso ha effetti positivi sulla resistenza insulinica, tolleranza ridotta al glucosio e sindrome metabolica.
  • Le donne affette da PCOS che perdono peso sono più propense a riprendere l’ovulazione, aumentando così le probabilità di restare incinta, ridurre i livelli degli androgeni e diminuire la pressione del sangue.
  • Per molte donne, la perdita di peso provoca una varietà di cambiamenti che permettono loro di liberarsi da un certo numero di sintomi della PCOS, come l’acne, senza altri farmaci o alcun intervento.

Attualmente, nessuna dieta o attività è universalmente accettata come più efficace di altre, quindi ogni caso viene valutato singolarmente.

E’ anche importante valutare l’importanza della proprio fertilità scegliendo la strategia terapeutica, perchè alcuni dei più comuni trattamenti impedirebbero un eventuale concepimento, è quindi importante che una donna capisca pienamente quali sono le alternative prima di scegliere un ciclo di cure.

Le pazienti devono poi valutare i rischi delle cure scelte: a tutti i trattamenti sono collegati diversi potenziali effetti collaterali, alcuni dei quali molto gravi; alcuni fattori di stile di vita, come il fumo, possono aumentare i rischi.

Alcune delle cure più comuni volti a ridurre gli effetti dell’alto livello degli androgeni (per esempio, cicli irregolari, acne o irsutismo) sono i seguenti:

  • Contraccettivi orali: di solito il trattamento d’elezione per le donne che non desiderano una gravidanza è la pillola, ossia una combinazione di ormoni in grado di:
    • Regolare i periodi mestruali e l’ovulazione
    • Ridurre l’acne e l’irsutismo
    • Abbassare i livelli di androgeni o diminuirne la produzione, a volte migliorando la fertilità.

    I contraccettivi orali vanno anche a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumori. Attualmente non esiste un contraccettivo considerato come ideale, viene quindi scelto di volta in volta dal proprio ginecologo sulla base di fattori soggettivi.

  • Farmaci per aumentare la sensibilità all’insulina: questi farmaci migliorano la risposta del corpo alla secrezione di insulina, diminuendo la quantità di zuccheri circolanti nel sangue. Alcuni studi sembrano dimostrare che un uso nel breve periodo permette di:
    • regolare il ciclo mestruale e l’ovulazione,
    • ridurre l’infertilità associata alla sindrome da ovaio policistico,
    • ridurre l’irsutismo,
    • ridurre l’acne.

    Un miglior utilizzo dell’insulina riduce inoltre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto ed ictus e di diabete. Al momento nessuno di questo farmaci è registrato con questa indicazione, sono tutti antidiabetici, tuttavia sono sempre più spesso prescritti per il trattamento di ovaio micropolicistico (In realtà questo tipo di trattamento è più che altro diffuso negli Stati Uniti, in Italia non è al momento particolarmente utilizzato).

  • Antiandrogeni: questi farmaci hanno come obiettivo la riduzione nella produzione di androgeni o il limitarne l’attività. Il trattamento con antiandrogeni:
    • abbassa i livelli di androgeni,
    • riduce i segni di irsutismo,
    • tratta l’acne e le calvizie.

    Gli antiandrogeni possono causare danni al feto, quindi spesso vengono assunti con contraccettivi orali per prevenire eventuali gravidanze. Come i farmaci insulino-sensibilizzanti gli antiandrogeni non sono approvati ufficialmente per il trattamento della PCOS. Anche in questo caso non esiste un farmaco d’elezione, tuttavia uno dei più usati è la finasteride, conosciuta ed approvata per il trattamento della calvizie

  • Eflornitina (Vaniqa):  questa formulazione in crema è utilizzata per rallentare la crescita dei peli, in particolare sul viso. Il farmaco agisce bloccando un enzima necessario per la crescita del pelo. Se la paziente smette di usare la crema i peli riprenderanno a crescere, si rende quindi necessario un piano di gestione a lungo termine. L’eflornitina è approvata per il trattamento dell’irsutismo sul viso ed è considerata sicura durante la gravidanza.

  • Cosmetici per eliminare o nascondere i peli: la donna con PCOS può provare anche altri modi per ridurre al minimo la comparsa di peli, invece dei medicinali:

    • Rasare, sbiancare, rimuovere i peli od utilizzare creme depilatorie sono alcune dei modi più comuni per risolvere il problema dei peli.
    • Elettrolisi, la terapia intensa ad impulsi di luce, laser e rimozione dei peli sono le altre opzioni, ma questi metodi sono spesso più costosi e richiedono diverse sedute.

    Le pazienti dovrebbero discutere i rischi di questi trattamenti con i loro ginecologi.

  • Retinoidi, agenti antibatterici e antibiotici per il trattamento dell’ acne: Questi farmaci riducono l’infiammazione, i livelli di batteri nei pori e la produzione sebacea per ridurre al minimo o eliminare l’acne. I retinoidi e gli antibiotici possono essere utilizzati sotto forma crema o compressa; gli agenti antibatterici sono disponibili solo in forma di crema. Il trattamento specifico dipende dalla gravità dell’acne e da quanto tempo si è manifestata.

Quali cure per le donne che desiderano una gravidanza?

Anche se la PCOS è una delle principali cause di sterilità femminile, è curabile nella maggior parte dei casi. La paziente con ovaio policistico può avere ancora una gravidanza, a volte naturalmente, a volte con aiuto.

I cambiamenti dello stile di vita, come perdere peso, sono in grado di attivare i cambiamenti del corpo che migliorano le possibilità di gravidanza. Per molte donne con PCOS che desiderano avere una gravidanza il ginecologo dovrebbe consiglia re di dimagrire e cambiare lo stile di vita prima di assumere farmaci, per vedere se si possa avere un ritorno della fertilità e quindi un concepimento normale. Uno studio ha dimostrato che i cambiamenti dello stile di vita ripristinano l’ovulazione e il migliorano la possibilità di gravidanza.

A volte la difficoltà a rimanere incinta è nasce da altri fattori, come ad esempio il blocco delle tube di Falloppio o una bassa concentrazione di sperma nell’uomo.
Il ginecologo potrebbe prescrivere uno dei seguenti farmaci per aiutare le donne affette da PCOS a rimanere incinta:

  • Inositolo, una sostanza particolamente promettente perchè dimostratasi efficace in diversi studi e virtualmente priva di effetti collaterali.
  • Clomifene (Clomid) è il trattamento più comune per l’infertilità nelle donne con PCOS. Le donne che hanno ricevuto questo trattamento hanno beneficiato di una probabilità sei volte maggiore di rimanere incinta rispetto alle donne che non hanno potuto ricevere questa cura. Le donne che sono state trattate con clomifene hanno anche maggiori probabilità di avere gravidanze multiple (doppie, triple, ecc).
  • Negli Stati Uniti suggeriscono anche di utilizzare la metformina, un farmaco insulino-sensibilizzante attualmente utilizzato per trattare il diabete, per curare l’infertilità associata a PCOS. Il successo nel trattamento riavvia l’ovulazione in modo significativo nelle donne con PCOS rispetto a quelle che non hanno seguito la stessa cura, ma la metformina da sola non aumenta la possibilità di gravidanza.
  • A volte si ricorre ad una combinazione di metformina e clomifene, in particolare in quelle donne che non rispondono al solo clomifene. Nelle ricerche i risultati dell’uso della combinazione erano solo leggermente migliori rispetto al solo utilizzo del clomifene, tuttavia, la terapia combinata ha ridotto il numero di gravidanze multiple rispetto alle donne trattate con solo clomifene .
  • Le gonadotropine sono una categoria di ormoni utilizzati per trattare l’infertilità nelle donne con PCOS che non rispondono alla metformina o al clomifene. I trattamenti a basso dosaggio hanno un alto tasso di successo e mostrano un minor numero di problemi.

Le donne con PCOS possono avvalersi anche di altre forme di tecnologia assistita per la riproduzione, come la donazione di ovuli e la fecondazione in vitro. Attualmente ci sono pochi studi in merito all’efficacia di questi metodi nelle donne con PCOS.

Una procedura chirurgica denominata perforazione ovarica è stata utilizzata in passato per iniziare a regolare l’ovulazione o per aumentare la probabilità di gravidanza, non è però chiaro se una tale procedura sia più efficace rispetto ai farmaci.

Le donne con PCOS hanno un rischio maggiore di complicazioni durante la gravidanza?

Sì, le donne con PCOS hanno un maggior rischio di complicazioni durante la gravidanza. Molte di queste complicanze sono simili a quelle comuni nelle donne con diabete, probabilmente a causa della maggiore incidenza del diabete in donne con PCOS. Alcuni di questi problemi sono i seguenti:

  • Le donne con PCOS rischiano maggiormente l’ aborto spontaneo. La causa è ancora poco chiara, si suppone che sia in qualche modo correlata l’obesità. Poiché molte donne che sono obese sono anche resistenti all’insulina, i ricercatori stanno cercando di capire se migliorando questo aspetto le probabilità di preservare la gravidanza possono aumentare. Sembra che il trattamento con i farmaci insulino-sensibilizzanti (come la metformina) possono significativamente ridurre il rischio di aborto spontaneo nelle donne in gravidanza affette da PCOS.

  • Diabete gestazionale: questo tipo di diabete può essere sviluppato solo dalle donne incinte. La gravidanza è di solito associata a un certo grado di resistenza all’insulina, ma di solito il corpo riesce a funzionare normalmente. Nel diabete gestazionale l’organismo non è in grado di reagire correttamente. Se controllato, il diabete gestazionale di solito non si traduce in problemi immediati per la madre o per il feto. Nella maggior parte dei casi, il diabete scompare dopo la nascita del bambino. Le donne che hanno avuto il diabete gestazionale e i loro figli hanno un alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

  • Preeclampsia: questa sindrome è caratterizzata da un improvviso aumento della pressione sanguigna dopo la 20a settimana di gestazione. La preeclampsia può creare danni a rene, fegato e al cervello della madre. Se non trattata la malattia può essere fatale per la madre o per il feto. La preeclampsia può portare a eclampsia, una forma più grave che può causare convulsioni e coma nella madre. Quotidianamente o settimanalmente bisogna eseguire i controlli della pressione arteriosa utili per individuare cambiamenti improvvisi. Attualmente, l’unica cura per la preeclampsia è far nascere il bambino. Se una donna contrae la preeclampsia il ginecologo può sviluppare un piano per tentare di prolungare la gravidanza e dare più tempo al feto di crescere e maturare. Tale piano può comprendere l’assunzione di farmaci da parte della madre per aiutare a prevenire crisi epilettiche e mantenere i livelli di pressione del sangue all’interno di un tasso di normalità. Allo stesso tempo si deve controllare attentamente la salute della madre, perché ai primi sintomi si deve immediatamente indurre il parto.

  • Ipertensione indotta dalla gravidanza: a differenza della preeclampsia in questo caso si manifesta un aumento generale della pressione sanguigna che può iniziare prima della 20a settimana di gravidanza. Se non trattata, la condizione potrebbe portare a preeclampsia.

  • Nascita pretermine: con il termine nascita pretermine si definisce il parto prima di 37 settimane di gestazione. Molti ricercatori ritengono che il maggiore rischio di parto pretermine è maggiormente evidente fra le donne in gravidanza con PCOS che hanno la preeclampsia. I neonati pretermine sono a rischio di sviluppo di gravi problemi, compreso l’essere sottopeso alla nascita od avere polmoni sottosviluppati per esempio.

  • Parto cesareo: questo tipo di parto può essere più comune tra le donne con PCOS perché sono più propense a partorire pretermine, esse hanno maggiori probabilità di essere obese e hanno maggiori probabilità di  ipertensione arteriosa. Dato che si tratta di una procedura chirurgica, il recupero da un parto cesareo può essere più lungo rispetto al parto vaginale.

Traduzione da “Sindrome da ovaio policistico (inglese)” ed integrazione a cura di Dr.ssa Elisa Campana

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Barbara

    Salve dottore, dal 2008 mi è stato diagnosticato ovaio policistico, ora ho 27anni, il ciclo è sempre stato regolare ma abbondante… 2 anni fa ho avuto dolore fortissimo a seno destro X un paio di mesi e assenza di ciclo X 1 mese, il ginecologo dopo la visita mi ha trovato una ciste che è poi passata da sola dopo vari cicli, compreso il male al seno (a detta sua proprio a causa della ciste), ora l ultima visita l’ho fatta a marzo ma da aprile ho di nuovo forte dolore al seno e ascella sempre a destra e il ciclo è presente ma emorragico, a maggio mi reco dal curante che mi visita e mi dice che X lui è un fattore ormonale, il seno è fibromatoso e con la ghiandolina un po infiammata, di non preoccuparmi…. Anche con il ciclo nn si sgonfia a finché dopo il ciclo di fine giugno lo sento sgonfiarsi, è durato 10 giorni, ero così contenta… Ora è ritornato… Sono molto giù di morale sento tutto gonfio, dolente, sono già in sindrome premestruale? Devono venirmi il 25, può essere una ciste? L’ovaio policistico con gli sbalzi ormonali lo fa? Scusi ma sono ansiosa grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La sindrome premestruale si verifica indipendentemente dall’età, quindi nel suo caso è sicuramente la spiegazione più probabile come le hanno detto; attenzione perchè ansia e stress possono peggiorare la percezione dei sintomi.

    2. Barbara

      Grazie dottore, infatti è da gennaio che soffro di attacchi di panico… Spero sia una suggestione dell’ansia….la ringrazio.

  2. Barbara

    Scusi dottore le pongo un ultima domanda (scusi ma sono ansiosa), quindi è anche probabile che sento molto più il dolore dall’ovulazione in poi ad un solo seno?perche entrambi sono gonfi, ma quello di destra nel quadrante alto è sempre più dolorante poi mettiamoci che rimugino tutto il giorno su questo… Diventa un bel mix

  3. giada

    Buon giorno avrei bisogno di un consulto in merito ad alcuni dubbi che mi sono venuti in seguito ad una visita ginecologica di ieri. Anni 32, normopeso, no acne,istruismo,glucosio, insulina colesterolo ecc nella norma. Ovaie di aspetto pco. Cicli al momento regolari e ovulatori. Terapie in atto : Eutirox per tsh leggermente alto, inositolo, di base x carenza di vit.d. Alimentazione piú che regolare (no farine bianche,pochi zuccheri, no cibi spazzatura.sport.). Il mio quadro al momento é ottimale ma alla luce di problemi andrologici ieri abbiamo avuto un colloquio in un centro pma. Hanno prescritto vari esami a me ( nuovi dosaggi e un test di capacitazione a lui per individuare la tecnica piú adatta) mi lascia perplessa l’eco tv che risulta tutto nella norma secondo il medico ma non riesco a capire perché circa al 5 po mi ha detto che non si vedeva se avevo ovulato o meno e che x saperlo bisognava dosare il progesterone.nello specifico leggo ” endometrio regolare di 6mm”. Io sono sicura di aver ovulato ( muco,stik, dolori,tb).dunque mi chiedo é possibile non aver ancora visto corpo luteo o un endometrio secretivo al 5 po? Il mio timore é di non riuscire nell’attecchimento. Ah passati dosaggi progesterone ok e fase luteale di 14gg.. Se ha bisogno le scrivo anche i dati della tb…grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo che il progesterone è l’unico modo certo per verificare l’ovulazione, anche se la temperatura permette la quasi sicurezza; è comunque corretto in questi casi non lasciare nulla al caso.

      Per curiosità, se posso permettermi, c’è stato un certo numero di mesi di ricerca senza successo?

  4. giada

    Il medico poi non mi ha fatto dosare il prog.ovviamente come capirà bene non era nell’intento della visita di ieri stabilire se avevo ovulato o meno.quello che mi chiedevo se nel caso ci riuscissimo naturalmente (cosa che uno spera sempre) un endometrio di 6mm a pochi gg dall’ovulazione fosse sufficiente o meno per l’attecchimento? Per rispondere alla sua domanda i tentativi sono stati 7\8 mesi, consideri che dopo la pillola mi ci sono voluti alcuni mesi per avere un ciclo regolare..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, potrebbe in teoria essere sufficiente, anche considerando che l’ovulo fecondato può impiegare fino a 10 giorni per arrivare in utero.
      2. Data la sua età mi permetto di consigliarle di non avere fretta di ricorrere alla PMA, date le liste di attesa comprendo l’esigenza di muoversi per tempo, ma in linea di massima c’è margine nel suo caso.

    2. giada

      Buon pomeriggio dott cimurro sono la ragazza qui sopra ho ritirato gli esami richiesti dal centro ci terrei ad un suo parere:
      Lh: 8,6 fase follicolare 1,1\18
      Fsh: 8,3 mui\ml fase foll.1,3\18
      Prolattina: 20,60 (rif.2/25)
      Estradiolo: 42pg\ml (fase foll.20\140)
      Amh : 5,7 ng/ml (rif. Etá pre pubere minore 20
      Fino a 13,0
      Post menopausa minore 0,08.)
      Come sono?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve. I risultati delle analisi sono tutte nella norma per cui non sembrano esserci problemi da questo punto di vista. saluti

    4. giada

      Ringrazio il dott.cracchiolo.se non dó disturbo ci terrei veramente molto ad un parere del dott.cimurro riguardo il mio ovaio/policistico/multifollicolare rispetto alla situazione sopra elencata. Ho letto il libro scintille di vita circa un anno fa’in un periodo di oligomenorrea dopo la sospensione della pillola.grazie a questa lettura ed ai consigli del dott.cimurro ho imparato ad individuare l’ovulazione e a stare attenta allo stile di vita, dieta ecc cose che i ginecologi sorvolano un pó..gli devo molto…

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, intanto posso confermare quanto detto dal Collega, le sue analisi sono tutte nella norma, per cui possiamo ben sperare; in bocca al lupo!

    6. giada

      Grazie infinite, da questi esami confermano la diagnosi di ovaio multifollicolare? Ho letto che l’ormone amh puó essere influenzato da questa condizione, é il mio caso? Posso considerarlo un buon valore? Il mio ciclo é da diversi mesi regolare.

    7. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Da questi esami non emerge con certezza un legame con l’ovaio multifollicolare, anche se effettivamente l’AMH un po’ elevato potrebbe essere spiegato da quello.

    8. giada

      Grazie dell’attenzione , comunque posso stare tranquilla riguardo a questi risultati? Ho la visita nel centro alla fine di ottobre dove decideranno la tecnica ( mi hanno parlato di iui oppure fivet secondo il risultato del test di capacitazione)..sono un pó agitata, mi scusi per il disturbo.

  5. giada

    La ringrazio veramente tanto dottore, il fatto é che gli anni passano e ai ritmi in cui oggi siamo abituati il tempo passa senza nemmeno accorgersene!!Se magari avessimo iniziato la ricerca prima invece di pinificare casa, lavoro, stabilitá economica…. Vabé grazie di nuovo e scusi lo sfogo!

  6. Anonimo

    soffro di ovaio policistico da circa 4 anni provo ad avere figli,ma niente ho fatto tre cicli di fecondazione assistita ma nulla… ho la tuba sinistra ostruita,quindi funzionante la destra,il mio compagno è perfetto dopo avere fatto gli esami in merito…sono da anni sotto cura della metformina e del clomid.. sono convinta che nn rimarro mai in gravidanza..che devo faree

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Peso e altezza?
      Che tipo di fecondazione assistita?
      ICSI?

  7. Bianca

    Buongiorno dottore. Ho 18 anni sono alta 1.63 e peso 84 kg sono già a dieta e ho perso circa 10 kg da quando ho scoperto di soffrire di ovaio policistico a marzo.. La mia ginecologa dopo avermi fatto la prima ecografia e avermi detto di avere questo problema mi ha mandata dal dietologo per iniziare la dieta in modo tale da perdere peso per prendere la pillola ma aveva sostenuto che il ciclo si sarebbe fermato.. Invece ho perdite molto abbondanti di sangue che mi durano anche 1 mese e mezzo e mi sento molto debole. Cosa dovrei fare? La prossima visita dalla ginecologa la dovrò fare tra circa 2 mesi. Dovrei provare ad andare al pronto soccorso? Grazie e buona giorrnata

  8. rosy

    Buon pomeriggio,prendo mercilon come contaccettivo orale da circa 12 anni dopo che mi e’ stata asportata l’ovaia destra per ovaio policistico.posso sospenderla e quali rischi corro visto che ho solo l’ovaio sinistro? ho 39 anni,non ho figli

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È una valutazione che spetta al ginecologo, ma l’unico rischio che vedo è che il ciclo non si presenti a causa dell’ovaio policistico.

      Ovviamente andrà individuato un nuovo metodo anticoncezionale (preservativo?).

  9. elisa

    Buongiorno Dottore,
    mi scusi se la disturbo, il mio endocrinologo-ginecologo mi ha diagnosticato la sindrome dell’ovaio policistico, il mio unico fastidio che mi crea è l’amenorrea.
    Mi ha dato da prendere come terapia inositolo . Prendo pertanto Inofolic da piu’ di un anno senza avere risultati. Le chiedo ce un integratore di inositolo in commercio piu’ “forte” di Inofolic per vedere se riesce a regolarizzrmi il ciclo.
    Grazie per la Sua risposta.

    1. ELISA

      Buongiorno Dottore,
      peso 72 Kg
      Altezza 1.60
      Sono insulino resistente
      1 Bustina al giorno
      Grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono già 2 g al giorno, solo raramente ho visto dosaggi superiori e sempre da valutare con il ginecologo; ciò che farebbe invece la differenza sarebbe perdere il peso in eccesso, spesso è sufficiente a risolvere il problema alla radice.

    3. elisa

      Mi scusi secondo il Suo parere quanti Kg dovrei perdere ?
      La ringrazio per la Sua gentile risposta.
      Cordiali saluti

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Avevo approfondito l’argomento dal punto di vista della fertilità e la risposta, da quest’ottica, sarebbe la necessità di perdere circa 15-18 kg; è però molto importante notare che spesso anche perdite inferiori iniziano a mostrare miglioramenti tangibili, anche dal punto di vista dell’insulino resistenza e della prevenzione del diabete.

  10. elisa

    Buongiorno dottore ,
    mi scusi se insisto ma a me non è stato diagnosticato l’ovaio policistico in quanto le mie ovaie non presentano la corona di cisti, ma bensi la sindrome dell’ovaio policistico in quanto ho perdita di capelli e amennorrea e insulino resistenza.
    Mi chiedo è una sindrome che si puo’ curare ??
    Noi siamo in cerca della seconda gravidanza che non arriva….
    Mi conferma inoltre che la perdita di peso è un requisito essenziale ??
    Inoltre in questi casi secondo Lei e meglio inositolo o metformina ??
    A me l’endocrinologo aveva prescritto la metformina 500 due volte al giorno ma mi toglieva l’appettito e dopo tre quattro giorni mi sentivo male fisicamente senza forze…è normale??
    Mi scusi se la disturabo, la ringrazio delle Sue risposte.
    Cordiali saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. L’ovaio policistico è uno dei sintomi della sindrome omonima, che tuttavia come nel suo caso può essere diagnosticata anche in assenza di questo rilievo ecografico. È curabile? Molto spesso sì, ma il primo approccio è in genere proprio sullo stile di vita (peso prima di tutto).
      2. Sì, confermo che il raggiungimento del peso forma è essenziale e spesso sufficiente da solo a risolvere il problema.
      3. Sono due approcci diversi, si valuta caso per caso; indispensabile attenzione alimentare da questo punto di vista (pochissimi dolci, pane/pasta integrale, …).
      4. Normale, in genere si prova a tenere duro perchè sono effetti collaterali destinati a sfumare con l’utilizzo.

  11. Noemi

    Salve ho 24 anni mi e stata diagnosticata la pcos solo 4 anni fa,ho tantissimi peli duri come barba, insulinoresistenza,obesita,ciglia capelli e unghie fragili,il ginecologo vuole farmi prendere la diane ma sia per il fumo che per l obesità non me l’ha prescritta,e mi ha dato il chirofoll 500 e la metformina,puo andar bene come cura? Il ciclo è migliorato viene piu regolarmente ma per i peli la situazione non è cambiata .In attesa di risposta cordialo saluti mi puo anche scrivere qui xxxxxxxxxxxxxx

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Quanto prescritto è perfetto, ma la vera cura è recuperare il peso forma, raccomando quindi di lavorare su quello.

      Mi dispiace, ma non posso offrire il servizio di risposta via mail.

  12. lia

    salve mi è stato diagnosticato l ‘ovaio policistico, e per mantenere vive le ovaie mi hanno dato il farlutal 10 mg, cosi da farmi avere un ciclo ogni 28 gg. ora siamo alla ricerca di uan gravidanza ho fatto 6 mesi di clomid ma niente!!
    devo fare dei dosaggi ormonali ogni 7 gg dal secondo gg si assunzione del clomid!!!
    vorrei sapere quale valore devo vedere per capire se sta tutto bene?
    la tiroide secondo lei puo incidere su questo mio problema?
    grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In momenti diversi del ciclo si guardano valori diversi, per esempio il progesterone diventerà importante solo in una seconda fase.
      Se ci fossero problemi di tiroide sì, inciderebbero.

    2. Rosanna

      Buonasera, mi fanno male l’addome in basso a destra, e sempre a destra la schiena e la gamba da una ventina di giorni. Ultimamente sono un p’ stitica e le feci sono marrone chiaro/giallognolo (sto prendendo antibiotici per una infezione urinaria, forse per questo?). Un paio di giorni fa avevo notato delle perdite giallastre non maleodoranti e ho pensato che fosse l’antibiotico. Oggi pero’ ho visto un colore piu’ rosato nelle perdite, potrebbe essere un problema all’utero o nello specifico ovaio destro? Premetto che le lunghe cure mi hanno fatto perdere circa 6 kg in un mesetto poco piu’, in quanto per l’infezione alle vie utinarie sono al 5 round di antibiotici e non ho assolutamente appetito. Non ci sono calcoli a destra. Sono un po’ preoccupata per questo dolore continuo al basso ventre e alla schiena. Potrebbe anche essere la stitichezza?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, il dolore potrebbe essere dovuto all’infezione urinaria stessa, forse associata a un po’ di cistite, o ad uno squilibrio intestinale dovuto alla prolungata cura antibiotica, che molto probabilmente è la causa delle feci non proprio normali; ha eseguito esami specifici per capire di che tipo in infezione si tratti e quindi la cura più adatta? ne riparli col medico in caso, saluti.

    4. Rosanna

      Grazie per la sua risposta. In teoria l’infezione dovrebbe essere andata via , sono alla fine di 10 giorni di Bactrim. L’infezione e’ da escherichia coli. Il dolore pensavo andasse via con la soluzione dell’infezione. C’e’ qualche consiglio che mi suggerisce in termini di Dieta o per gli antibiotici?

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Dieta leggera, il suo intestino è un po’ “scombussolato” dagli antibiotici per cui assorbe male, da qui le feci poco formate e anomale, consiglierei dei fermenti lattici per riequilibrare la situazione, che dovrebbe comunque migliorare dopo qualche giorno dalla sospensione dell’antibiotico.

Lascia una risposta

IMPORTANTE: In nessun caso la figura del farmacista può sostituire quella del medico, unico professionista con le competenze e la possibilità legale di formulare diagnosi e prescrivere farmaci. Le considerazioni espresse hanno quindi come unica finalità quella di agevolare in ogni modo il rapporto medico-paziente, mai ed in nessun caso devono prenderne il posto.

Gli interventi inviati potrebbero richiedere fino a 15 minuti per essere visibili sul sito.

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.