Endometriosi: sintomi, cura, infertilità

Ultimo Aggiornamento: 148 giorni

Introduzione

L’endometriosi è una malattia ancora poco conosciuta che colpisce le donne in età fertile: si stima che solo in Italia ne siano colpite 3 milioni di donne, addirittura 1 su 2 nella fascia di età che va dai 29 ai 39 anni.

L’utero è l’organo femminile che accoglie embrione e feto durante la gravidanza; l’endometriosi è una malattia in cui il tessuto che normalmente cresce all’interno dell’utero si trova a crescere anche in distretti diversi, come ad esempio ovaie, sulle tube di Falloppio, sulla vescica o su altri organi.

I sintomi principali includono

  • dolore, di solito addominale, ma anche nella schiena o in area pelvica,
  • infertilità
  • mestruazioni abbondanti e dolorose,
  • spotting tra una mestruazione e l’altra.

Molte donne non manifestano invece alcun sintomo e la malattia viene diagnosticata a seguito di indagini prescritte a seguito di difficoltà nella ricerca di gravidanza.

Uno dei principali problemi relativi all’endometriosi è la difficoltà di diagnosi: molto, troppo spesso, si giunge alla diagnosi corretta dopo innumerevoli cicli. I crescenti dolori associati al ciclo mestruale vengono considerati fisiologici e gli approfondimenti terapeutici vengono posticipati. La causa della malattia non è tuttora nota e la chirurgia, di solito laparoscopica, è attualmente l’unico modo per la formulazione di una diagnosi certa.

Non esiste alcuna cura definitiva, ma abbiamo a disposizione efficaci trattamenti che aiutano a gestire dolore e infertilità (farmaci per il dolore, trattamenti ormonali e chirurgia).

Ciclo mestruale

Per comprendere meglio il problema è però necessario fare un passo indietro per ricordare alcuni dei principi che sono alla base del ciclo mestruale: durante il ciclo il corpo della donna sessualmente matura fa aumentare le dimensioni dell’endometrio (la mucosa che riveste internamente l’utero) per accogliere l’ovulo in caso di fecondazione. Se la fertilizzazione e la gravidanza non vanno avanti, l’utero si libera del rivestimento attraverso le mestruazioni, che permettono di eliminare i tessuti prodotti non più necessari.

L’intero processo descritto così superficialmente è interamente è finemente regolato dagli ormoni femminili, le cui quantità relative fungono da interruttori per le diverse fasi del processo:

  • Aumento delle dimensioni dell’endometrio,
  • Cambiamento del rivestimento in preparazione ad un’eventuale gravidanza,
  • Eliminazione dei tessuti e del sangue in eccesso non più necessario poichè non è avvenuta la fecondazione.

Ogni singola cellula dell’utero obbedisce quindi ai segnali ormonali modificando sè stessa, compresi gli impianti cellulari uterini che si trovano in altri distretti dell’organismo: se i tessuti all’interno dell’utero vengono eliminati attraverso il flusso mestruale, lo stesso non può accadere all’esterno dell’utero, provocando quindi ciclo dopo ciclo un continuo ingrossamento degli impianti ed un contemporaneo aumento del dolore.

Il risultato è un ristagno interno di sangue, con decomposizione del tessuto sfaldato a partire dalle lesioni, infiammazione delle aree circostanti e formazione di tessuto cicatriziale associati a comparsa di infiammazione e quindi dolore.

La risposta dell’organismo a questi danni tissutali è la cicatrizzazione, cioè la produzione di tessuto fibroso meno elastico e meno funzionale di quello originario. Spesso questo meccanismo di riparo produce aderenze tra i diversi organi della cavità addominale, ostacolandone i movimenti e la corretta funzionalità.

Cause

Le cause dell’endometriosi sono ancora poco conosciute: alcuni fattori di rischio sembrano essere la giovane età e la famigliarità con la malattia (altri casi verificatisi in famiglia).

Una delle teorie più accreditate riconosce parte delle cause dell’endometriosi nelle mestruazioni retrograde: è infatti accertato che il flusso mestruale possa talvolta percorrere il percorso inverso a quello corretto risalendo attraverso le tube e disperdendo quindi cellule uterine al di fuori dei consueti tessuti: qualcuno ipotizza che questo avvenga più o meno spesso in tutte le donne ma, solo nei soggetti predisposti, evolva in malattia.

Una seconda ipotesi prevede che le cellule responsabili vengano disperse in alcune regioni dell’organismo trasportate dai vasi linfatici e dal torrente circolatorio.

C’è poi chi ipotizza che alcune donne possiedano fin dalla nascita degli impianti di cellule uterine esternamente all’utero.

Alcuni studi sembrano dimostrare che alcuni fattori possono ridurre il rischio di sviluppare la malattia, in particolare:

  • Gravidanza,
  • Prime mestruazioni tardi durante l’adolescenza,
  • Attività fisica regolare per otre 4 ore alla settimana,
  • Scarse quantità di grasso corporeo.

Fattori di rischio

  • Età; la malattia è di fatto confinata alle donne in età fertile: l’endometriosi pelvica colpisce tipicamente donne di 25-30 anni, mentre le forme extrapelviche si manifestano in donne di 35-40 anni.
  • Familiarità; poiché l’endometriosi ha un andamento familiare, i geni sono probabilmente in qualche modo in relazione con l’endometriosi (il rischio aumenta di circa sei volte se madre, sorella o figlia hanno l’endometriosi).
  • Mestruazioni iniziate precocemente (prima degli 11 anni).
  • Cicli mestruali corti (meno di 27 giorni).
  • Mestruazioni abbondanti e prolungate (oltre 7 giorni).
  • Nessun figlio.
  • Esposizioni ambientali durante lo sviluppo intrauterino; agenti chimici quali la diossina sono stati collegati allo sviluppo dell’endometriosi.

Sintomi

I principali sintomi dell’endometriosi sono forti dolori addominali o pelvici, continui o discontinui, spesso associati al ciclo mestruale: è difficile valutare con esattezza la severità di un dolore fisiologico del ciclo, sicuramente in presenza di sintomi debilitanti e causa di assenza da scuola/lavoro potrebbe valere la pena approfondire il problema.

L’intensità del dolore non è in rapporto né all’estensione e/o alle dimensioni delle lesioni né alla gravità della malattia.

Ulteriori sintomi che possono essere segno di patologia sono:

  • dolore a seguito di rapporti sessuali (64% dei casi),
  • stipsi o dissenteria, spesso alternate,
  • dolore ovarico intermestruale,
  • dolore durante l’evacuazione,
  • perdita di sangue dal retto,
  • sangue nelle urine,
  • infertilità (30/35% dei casi),
  • aborti spontanei,
  • affaticamento cronico,
  • menorragia (mestruazione abbondante),
  • metrorragia (perdita di sangue al di fuori della mestruazione),
  • dismenorrea.

Diagnosi e laparoscopia

Come precedentemente accennato diagnosticare l’endometriosi non è facile, perchè i sintomi possono essere facilmente scambiati con altre patologie.

L’unico accertamento diagnostico che permette di stabilire con certezza il problema è la laparoscopia, un intervento effettuato in anestesia totale che permette di diagnosticare l’endometriosi, valutarne la gravità ed eventualmente intervenire per la risoluzione.

La laparoscopia, di cui è possibile visionare filmati reali su YouTube, è una operazione chirurgica addominale effettuata esclusivamente attraverso piccole incisioni (da 0.5 cm a 1.5 cm) attraverso l’uso del laparoscopio, uno strumento che possiamo immaginare come un tubo rigido sottile dotato due canali ottici: un canale porta la luce all’interno, mentre l’altro trasmette all’esterno l’immagine degli organi addominali.

Nel caso dell’endometriosi grazie alla pratica di tre o quattro piccoli buchi, uno a livello dell’ombelico, uno a livello dell’attaccatura dei peli pubici e uno o due laterali, viene inserito uno strumento a fibre ottiche che permette al chirurgo di vedere, ingrandita sullo schermo di un monitor, la cavità peritoneale. Per poter lavorare meglio, è necessario che sia insufflata dell’anidride carbonica, un gas che tiene disteso l’addome e permette una migliore esplorazione degli organi ed eventuale rimozione degli impianti.

Seppur poco invasiva, la laparoscopia richiede comunque l’anestesia totale, sono quindi stati messi a punto alternative diagnostiche, seppure associate ad una certezza di diagnosi inferiore: ricordiamo in particolare l’ecografia ovarica trans-vaginale, dosaggio del CA125 e visita manuale.

Pericoli

La sterilità colpisce il 30-40% circa delle donne con endometriosi ed è un esito comune con il progredire della malattia.

Sono stati segnalati casi di tumore ovarico (fino al 3%) o di Hpv.

Cura e terapia

L’endometriosi non può essere definitivamente curata, tuttavia è possibile raggiungere un soddisfacente controllo dei sintomi: la prima terapia di supporto è spesso il ricorso all’utilizzo della pillola contraccettiva che, prevenendo l’ovulazione, riduce l’ingrossamento dell’endometrio e contemporaneamente il dolore associato al ciclo. In alcuni casi la pillola viene prescritta in continuo, ossia eliminando i 7 giorni di sospensione.

In alternativa a questa possono essere prescritti altri farmaci ormonali con il medesimo obiettivo.

Il ricorso all’operazione chiururgica, attraverso la laparoscopia o tramite operazione tradizionale, è di norma seguito quando i farmaci assunti per via orale non si rivelano sufficienti, ma anche in questo caso potrebbe non essere una soluzione definitiva.

Alimentazione ed endometriosi

Recentemente è stato suggerito ed in parte confermato da alcuni studi che una corretta alimentazione possa ridurre fino al 40% il rischio di sviluppo della malattia.

Si consiglia un abbondante consumo di frutta e verdura, mentre sono da ridurre:

  • carni rosse,
  • zuccheri semplici (compresi miele e fruttosio),
  • latticini (per la presenza di pestici agricoli ed ormoni somministrati all’animale).
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  1. Anonimo

    Gentile dottore, non esiste un esame che possa diagnosticare con certezza l’endometriosi? Il mio ginecologo ha ipotizzato di procedere a una laparoscopia, ma preferirei evitare se fosse possibile un’alternativa.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo no, in alcuni casi è l’unica strada praticabile per avere una risposta certa.

  2. Anonimo

    La presenza di dolori forti, davvero forti, durante il ciclo è sempre segno di endometriosi?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, sono 2 prodotti sovrapponibili, entrambi a base di levonorgestrel ma il mirena può essere mantenuto per un periodo più lungo. Ovviamente si faccia comunque consigliare dal ginecologo. saluti

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi risulta un unico tipo in commercio, ma se vuole indicarmi dove ha visto le due referenze verifichiamo insieme.

  3. Anonimo

    Buongiorno,
    cosa ne pensa della spirale ormonale come cura per l’endometriosi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il campo è ostico e fare previsioni ancora di più, ma in teoria ci si aspetta dopo qualche mese un significativo miglioramento grazie al rilascio continuo e senza pause del progestinico (la mestruazione comparirà sempre più raramente).

    2. Anonimo

      Come mai non viene consigliato questo invece che visanne che ha molti più effetti collaterali?

  4. Anonimo

    Salve sono un po preoccupata, nel 2008 mi è stata aspirata una cisti endometriosica . Ho sempre tenuto sott’occhio le ovaie,ma questo mese ho avuto un ritardo del ciclo di 6gg durante il quale ho avuto dolori alle ovaie e in tutta la pancia. Venuto il ciclo i dolori sono continuati e tutt’ora che sono al 5 giorno di ciclo ho la pancia gonfia e ho continui dolori sia alle ovaie che in tutta la pancia e si irradiano alle gambe ,e alla schiena,passano solo qualche ora con assunzione di Buscofen . Secondo voi è tornata?che mi consigliate?andare al pronto soccorso?ancora ho ciclo anche se sn al 5 gg

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Al momento è ancora presto per saltare a conclusioni (potrebbe essere un ciclo anomalo), ma dato il precedente sentirei domani il ginecologo.
      Pronto Soccorso in caso di dolori davvero forti.

  5. Anonimo

    Buona sera, ho dolori penso all ovaio sx,
    Sono alla fine del ciclo, prendo la pillola e questo mese, a metà ho avuto per un giorno perdite di sangue.
    Ho preso appuntamento per il giorno 24/11 dalla mia ginecologa, ma sono preoccupata.
    Può essere endonetriosi?
    Sono 10 mesi che prendo fedra ho sempre avuto spotting ma nientaltro.
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Meglio così, senta comunque il ginecologo per un suo parere.

  6. Anonimo

    Buongiorno,

    i focolai di endometriosi situati nella zona rettale si posso vedere con la risonanza magnetica? Oppure una laparoscopia li individua?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si possono individuare in entrambi i casi, con la laparoscopia si vedono direttamente.

  7. Anonimo

    Salve dottore,
    Ho endometriosi al quarto stadio e mi è stata prescritta visanne. Il dottore mi ha spiegato che contiene solo progesterone e che nn contenendo estrogeni nn ha gli effetti collaterali di un contraccettivo normale. Dovrebbe prevenire lo sviluppo della malattia e nn è un anticoncezionale. Lei è d’accordo sull’efficacia del farmaco. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, le confermo che è uno dei farmaci di prima scelta in questi casi.

  8. Anonimo

    Salve Dottore un informazione io ho 26anni ho un ciclo abbastanza regolare ogni 26giorni questi ultimi cicli li ho scuri non è un sangue rosso come una volta ma è marrone quali possono essere i motivi ?? Grazie per la sua risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente solo un caso, ma se persistesse lo segnali comunque al ginecologo.

      Raccomando di bere a sufficienza.

    2. Anonimo

      Salve dottore grazie per la sua risposta infatti ho pensato che potrebbe essere l acqua che nn bevo mai a volte bevo solamente un bicchiere al giorno, seguirò il suo consiglio grazie ancora

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