Bulimia nervosa: sintomi, cause, conseguenze, cure

Ultimo Aggiornamento: 189 giorni

Introduzione

Sono rimasta colpita dalle parole di questa ragazza: “Credo che per reagire bisogna innanzitutto ammettere ed essere consapevoli di avere un problema ed iniziare a fare tutto il contrario di ciò che ti dice la testa. Bisogna considerare che mentre ti allontani dalla tua dipendenza inizialmente troverai tutt’altro che serenità, ma devi voler continuare.” In effetti è proprio questo il passo iniziale.

Volevo solo spronare le ragazze che scorrono lungo questa pagina in cerca di conforto a reagire, a prendere in mano la propria situazione e a lottare. Lottare contro tutto e tutti. Anche a me è capitato di ritrovarmi senza l’appoggio dei miei familiari, anche a me si è insinuato tra i miei pensieri il desiderio di mollare, di gettare la spugna perchè “tanto non guarirò”, “ma chi lo dice che si vince la bulimia” o il tormento della morte come via di salvezza… Cazzata immensa! Eppure ringrazio il cielo per avermi fatto provare a cercare una persona specializzata, per avere intrapreso una terapia e per essere tornata a sorridere.

Non è semplice. Non è una cosa che passa in settimane o mesi, io lotto da anni tra alti e bassi, ma davvero sentivo il bisogno di urlare al mondo che forse questa volta anche io ce la sto facendo.”

Fra, 07 ottobre 2013

La bulimia nervosa (comunemente detta bulimia) è un disturbo alimentare: le persone bulimiche mangiano una quantità eccessiva di alimenti in un periodo di tempo molto breve (abbuffata) e poi cercano di non ingrassare ricorrendo a varie tecniche di “depurazione”, tra cui ricordiamo:

  • Vomito autoindotto,
  • Assunzione di lassativi (compresse o sciroppi che velocizzano il transito intestinale).

Chi soffre di bulimia non si sente in grado di controllare la quantità di cibi assunta. I pazienti bulimici, inoltre, possono fare molto esercizio fisico, mangiare poco o niente o assumere diuretici per urinare di più e cercare di non ingrassare.

Diversamente dalle persone anoressiche, chi soffre di bulimia può ricadere nel peso forma appropriato per la propria età. Esattamente come gli anoressici, però, i bulimici:

  • Hanno paura di ingrassare,
  • Cercano disperatamente di dimagrire,
  • Sono profondamente insoddisfatti del proprio peso e del proprio aspetto fisico.
Sintomi bulimia

Sintomi bulimia (http://www.flickr.com/photos/gabbyaccarino/6252282353/sizes/s/in/photostream/)

Cause

La bulimia colpisce soprattutto le donne che, da sole, rappresentano una percentuale variabile tra l’85 per cento e il 90 per cento dei bulimici.

La bulimia non è semplicemente un problema con il cibo, le abbuffate possono essere provocate dalle diete, dallo stress o dalle emozioni negative, come la rabbia o la tristezza. Il vomito e le altre tecniche per evitare di ingrassare sono tutti modi per avere l’impressione di tenere meglio sotto controllo la propria vita e alleviare lo stress e l’ansia. Non esiste una causa unica per la bulimia, al contrario ci sono diversi fattori che possono risultare decisivi per lo sviluppo della patologia.

  • Cultura. Nei paesi sviluppati le donne sono costantemente indirizzate verso un certo ideale di bellezza. Vedere ovunque immagini di donne perfette e magre rende difficile accettare ed amare il proprio corpo così com’è.
  • Famiglia. Se vostra madre o vostra sorella soffrono o hanno sofferto di bulimia, anche voi siete più a rischio. I genitori che fanno molta attenzione all’aspetto fisico, sono perennemente a dieta o criticano il corpo dei figli aumentano le probabilità che il proprio figlio soffra di bulimia.
  • Traumi o fonti di stress. Gli eventi traumatici, come lo stupro, o le fonti di stress, come l’inizio di un nuovo lavoro, possono causare la bulimia.
  • Personalità. Chi soffre di bulimia probabilmente non si piace, odia il proprio aspetto fisico o prova una profonda disperazione. Spesso ha forti sbalzi d’umore, ha problemi ad esprimere le emozioni negative o non riesce a controllare i comportamenti impulsivi.
  • Fattori biologici. Il patrimonio genetico, gli ormoni e i neurotrasmettitori probabilmente sono fattori che possono influire sulla comparsa della bulimia.

Sintomi

Chi soffre di bulimia può essere magro o in sovrappeso, oppure mantenere il peso forma.

Le azioni tipiche della bulimia, ad esempio il vomito autoindotto, spesso sono eseguite di nascosto, perché il paziente si vergogna o si sente disgustato, quindi è difficile capire se il paziente è veramente bulimico. È possibile, però, fare attenzione ad alcuni segni premonitori. Chi soffre di bulimia può ricorrere a tecniche estreme per perdere peso, ad esempio può:

  • Usare i farmaci dimagranti, diuretici o lassativi,
  • Andare in bagno dopo ogni pasto (per vomitare),
  • Fare molto esercizio fisico, anche quando fuori il tempo è brutto, quando non sta bene o è stanco,

Chi soffre di bulimia può presentare i segni caratteristici del vomito, ad esempio:

  • Gonfiore alle guance o alla mandibola,
  • Calli o tagli sulle nocche (se usa le dita per provocare il vomito),
  • Denti più chiari del normale,
  • Occhi rossi (con capillari rossi in evidenza),

Chi soffre di bulimia spesso soffre anche di altri problemi psichiatrici, ad esempio di:

Le persone bulimiche, inoltre, possono avere un’immagine distorta del proprio corpo, che si manifesta con il pensiero di essere troppo grassi, con l’odio per il proprio aspetto fisico e con il timore di ingrassare.

La bulimia, inoltre, può causare stati d’animo anomali: il paziente bulimico può avere sbalzi d’umore, può essere triste o può non avere voglia di uscire con gli amici.

Pericoli

La bulimia può essere molto dannosa per l’organismo, come dimostra l’elenco seguente.

  • Sangue.
    • Anemia
  • Cervello.
    • Depressione,
    • paura di ingrassare,
    • ansia,
    • vertigini,
    • senso di colpa,
    • autostima bassa.
  • Guance.
    • Gonfiore,
    • dolore.
  • Cuore.
  • Bocca.
    • Carie,
    • erosione dello smalto dei denti,
    • gengivite,
    • denti sensibili al freddo e al caldo.
  • Fluidi corporei.
  • Gola ed esofago.
    • Ulcere,
    • irritazione,
    • lacerazioni,
    • presenza di sangue nel vomito
  • Reni.
    • Problemi dovuti all’abuso di diuretici.
  • Muscoli.
    • Affaticamento
  • Stomaco.
    • Ulcere,
    • dolore,
    • lacerazioni,
    • rallentamento della funzionalità intestinale.
  • Intestino.
  • Pelle.
    • Abrasioni delle nocche delle mani,
    • pelle secca.
  • Ormoni.

Gravidanza

Nelle pazienti bulimiche il ciclo può saltare o scomparire, quindi di solito l’ovulazione non avviene e la gravidanza è un’eventualità piuttosto remota. Chi invece è guarita dalla bulimia ha maggiori probabilità di avere un figlio, una volta che il ciclo si è normalizzato. Se non riuscite a concepire, consultate il vostro medico.

Se una donna bulimica rimane incinta, potrebbero verificarsi i problemi seguenti:

Se la futura mamma assume lassativi o diuretici durante la gravidanza, il bambino potrebbe riportare conseguenze gravi. Questi farmaci impediscono alla madre di assorbire le sostanze nutritive e i liquidi, prima che possano arrivare a nutrire il bambino; probabilmente questi farmaci sono in grado di causare malformazioni nel neonato, in particolare se usati regolarmente.

Cura e terapia

Si può guarire dalla bulimia?

Sì: i pazienti bulimici possono guarire, grazie all’aiuto di un’équipe formata da medici, nutrizionisti e psicologi. I medici aiutano il paziente a ristabilire un rapporto corretto con il cibo e ad affrontare i pensieri e le sensazioni negative. La terapia per la bulimia usa diverse tecniche, ma il successo della terapia dipende dal paziente.

Per liberare il paziente dalla necessità di abbuffarsi e di purgarsi, il medico può consigliargli di:

  • Ascoltare i consigli di un nutrizionista e di ricorrere alla psicoterapia, in particolare a quella cognitivo comportamentale
  • Farsi prescrivere dei farmaci

Esistono gruppi Overeaters Anonymus (sul modello degli alcolisti anonimi); ci si confronta, si racconta la propria storia e viene assegnato uno sponsor, un ex dipendente di cibo o vomito o non cibo pronto a sostenerti. Non ci sono diete ma l’impegno e l’obiettivo comune di smettere.

La terapia cognitivo comportamentale è mirata a riflettere sul ruolo importante che la mente assume nell’influenzare il nostro stato d’animo e le nostre azioni. La terapia cognitivo comportamentale specifica per la bulimia si è dimostrata efficace nel ridurre le abbuffate e gli atti compensatori, nonché nel modificare le abitudini alimentari. La terapia per la bulimia può essere individuale oppure di gruppo.

Alcuni antidepressivi come la fluoxetina (Prozac®), l’unico farmaco approvato dalla FDA per la terapia della bulimia, possono aiutare i pazienti affetti anche da depressione e/o ansia. La fluoxetina sembra anche in grado di:

  • ridurre l’alternanza tra abbuffate e atti compensatori,
  • diminuire il rischio di ricadute e migliorare la condotta alimentare (la “ricaduta” è la situazione in cui ci si ammala di nuovo, dopo un periodo in cui ci si è sentiti meglio).

Riporto infine due testimonianze reali raccolte nel settembre 2013:

Uno dei problemi della bulimia è proprio la vergogna che si prova nel mostrarsi deboli e nel contempo la convinzione di essere soli ed incompresi nell’affrontarla. Il dialogo in famiglia è stata la mia salvezza, a volte non ci rendiamo conto di quanto appoggio possa venire dalle persone che ci vogliono bene. Solo il fatto che si sforzassero di capirmi, mi ha dato la forza per dire basta.

Elizabeth

Gli antidepressivi sono sicuri per i giovani bulimici?

Probabilmente sì, tuttavia le aziende produttrici degli antidepressivi dovrebbero apporre un’apposita etichetta sul farmaco. Quest’etichetta rappresenta l’avvertimento più serio possibile da apporre sui farmaci con obbligo di prescrizione. Tra gli effetti degli antidepressivi c’è l’aumento dei pensieri suicidari e dei tentativi di suicidio nei bambini, negli adolescenti e nei giovani.

Stare vicino a chi soffre di bulimia

Se qualcuno che conoscete presenta i sintomi della bulimia, potete essere in grado di aiutarlo o di aiutarla.

  1. Cercate un momento e un posto tranquilli per parlare. Cercate un momento per parlare a tu per tu con il vostro amico. Cercate un luogo tranquillo, dove non sarete disturbati.
  2. Esprimetegli le vostre preoccupazioni. Siate onesti. Dite chiaramente che siete preoccupati perché non mangia abbastanza o perché fa troppo esercizio fisico. Dite che siete in pensiero e che avete il sospetto che questi comportamenti potrebbero essere sintomi di un problema per cui occorre rivolgersi al medico.
  3. Chiedete al vostro amico di parlare con un medico o con uno psicologo esperto di disturbi alimentari. Offritevi di dargli una mano a trovare il medico o lo psicologo, di fissare l’appuntamento e di accompagnarlo/a dal medico.
  4. Evitate i conflitti. Se il vostro amico non vuole ammettere di avere un problema, non forzatelo. Ditegli che siete disposti ad ascoltarlo se e quando vorrà parlarne.
  5. Non fatelo vergognare e non incolpatelo. Non ditegli: “È facile: basta mangiare.”, ma piuttosto: “Sono preoccupato perché non vuoi mangiare pranzo o cena” oppure “Sentirti vomitare mi fa paura.”
  6. Non proponete soluzioni semplici. Non dite “Smettila, e tutto si risolverà.”
  7. Rassicurate il vostro amico che voi continuerete ad essere al suo fianco, in ogni caso.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

  1. Anonimo

    Salve a tutti, ebbene anch io soffro dí questa terribile malattia é una lotta continua, non vi imagínate le cose che ho provato a fare per smettere, diari, meditazioni, sono ándata dal psicologo, provo a mettermi in qualunque cosa meno pensare al cibo, peró ecco che ritorna sempre il pomeriggio , quella voce ” tanto, ancora una volta cosa vuoi che sia” ” mangia ancora un pochino, poi basta” mA alla fine uno non smette e si mangia fino a scoppiare e poi di corsa a vomitare. L único periodo di sollievo da questo túnel fu la mía gravidanza, mA dopo un anno che É nato mío figlio, ho di nuovo ricominciato, e mi sento una péssima madre, ho la sensazione che lui si renda conto di tutto, e che da grande avrá con lo stesso problema. mi chiedo qualé la causa di tutto ció. Credo sia un discorso emozionale, mancanza di amore e di appoggio. E , scusate IL mio pesimismo, peró credo che non riusciró mai a riempire questo vuoto. Ho 25 anni, vivo all estero, mio marito é terrorizzato dalla mía malattia, e per questo si é allontantato da me, i miei sanno la situazione peró chiudono un occhio (lo vedono troppo grande questo problema e complicato) , mi vergogno di sfogarmi con le mie amicizie, perché penso che si possono allontanare da me , sono andata dal psicologo e non ho risolto niente, e l único che mi resta é mio figlio, da crescere, e che per di piú mi vede mangiare e correré al bagno. Non so voi, io a volte vorrei morire, mA veramente, l única cosa che mi tiene viva é mio figlio, per lui continueró a lottare , anche se saró giá mezza morta, fino all ultimo lo intenteró. Grazie, scusate il sfogo, e spero che prima o poi ognun o di noi possa vincere.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Grazie a lei per la sua testimonianza.

      Non molli, la forza di volontà e le risorse che si trovano attraverso i figli sono spesso inaspettate.

La sezione commenti è attualmente chiusa.