Bulimia nervosa: sintomi, cause, conseguenze, cure

Ultimo Aggiornamento: 618 giorni

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Introduzione

Sono rimasta colpita dalle parole di questa ragazza: “Credo che per reagire bisogna innanzitutto ammettere ed essere consapevoli di avere un problema ed iniziare a fare tutto il contrario di ciò che ti dice la testa. Bisogna considerare che mentre ti allontani dalla tua dipendenza inizialmente troverai tutt’altro che serenità, ma devi voler continuare.” In effetti è proprio questo il passo iniziale.

Volevo solo spronare le ragazze che scorrono lungo questa pagina in cerca di conforto a reagire, a prendere in mano la propria situazione e a lottare. Lottare contro tutto e tutti. Anche a me è capitato di ritrovarmi senza l’appoggio dei miei familiari, anche a me si è insinuato tra i miei pensieri il desiderio di mollare, di gettare la spugna perchè “tanto non guarirò”, “ma chi lo dice che si vince la bulimia” o il tormento della morte come via di salvezza… Cazzata immensa! Eppure ringrazio il cielo per avermi fatto provare a cercare una persona specializzata, per avere intrapreso una terapia e per essere tornata a sorridere.

Non è semplice. Non è una cosa che passa in settimane o mesi, io lotto da anni tra alti e bassi, ma davvero sentivo il bisogno di urlare al mondo che forse questa volta anche io ce la sto facendo.”

Fra, 07 ottobre 2013

La bulimia nervosa (comunemente detta bulimia) è un disturbo alimentare: le persone bulimiche mangiano una quantità eccessiva di alimenti in un periodo di tempo molto breve (abbuffata) e poi cercano di non ingrassare ricorrendo a varie tecniche di “depurazione”, tra cui ricordiamo:

  • Vomito autoindotto,
  • Assunzione di lassativi (compresse o sciroppi che velocizzano il transito intestinale).

Chi soffre di bulimia non si sente in grado di controllare la quantità di cibi assunta. I pazienti bulimici, inoltre, possono fare molto esercizio fisico, mangiare poco o niente o assumere diuretici per urinare di più e cercare di non ingrassare.

Diversamente dalle persone anoressiche, chi soffre di bulimia può ricadere nel peso forma appropriato per la propria età. Esattamente come gli anoressici, però, i bulimici:

  • Hanno paura di ingrassare,
  • Cercano disperatamente di dimagrire,
  • Sono profondamente insoddisfatti del proprio peso e del proprio aspetto fisico.
Sintomi bulimia

Sintomi bulimia (http://www.flickr.com/photos/gabbyaccarino/6252282353/sizes/s/in/photostream/)

Cause

La bulimia colpisce soprattutto le donne che, da sole, rappresentano una percentuale variabile tra l’85 per cento e il 90 per cento dei bulimici.

La bulimia non è semplicemente un problema con il cibo, le abbuffate possono essere provocate dalle diete, dallo stress o dalle emozioni negative, come la rabbia o la tristezza. Il vomito e le altre tecniche per evitare di ingrassare sono tutti modi per avere l’impressione di tenere meglio sotto controllo la propria vita e alleviare lo stress e l’ansia. Non esiste una causa unica per la bulimia, al contrario ci sono diversi fattori che possono risultare decisivi per lo sviluppo della patologia.

  • Cultura. Nei paesi sviluppati le donne sono costantemente indirizzate verso un certo ideale di bellezza. Vedere ovunque immagini di donne perfette e magre rende difficile accettare ed amare il proprio corpo così com’è.
  • Famiglia. Se vostra madre o vostra sorella soffrono o hanno sofferto di bulimia, anche voi siete più a rischio. I genitori che fanno molta attenzione all’aspetto fisico, sono perennemente a dieta o criticano il corpo dei figli aumentano le probabilità che il proprio figlio soffra di bulimia.
  • Traumi o fonti di stress. Gli eventi traumatici, come lo stupro, o le fonti di stress, come l’inizio di un nuovo lavoro, possono causare la bulimia.
  • Personalità. Chi soffre di bulimia probabilmente non si piace, odia il proprio aspetto fisico o prova una profonda disperazione. Spesso ha forti sbalzi d’umore, ha problemi ad esprimere le emozioni negative o non riesce a controllare i comportamenti impulsivi.
  • Fattori biologici. Il patrimonio genetico, gli ormoni e i neurotrasmettitori probabilmente sono fattori che possono influire sulla comparsa della bulimia.

Sintomi

Chi soffre di bulimia può essere magro o in sovrappeso, oppure mantenere il peso forma.

Le azioni tipiche della bulimia, ad esempio il vomito autoindotto, spesso sono eseguite di nascosto, perché il paziente si vergogna o si sente disgustato, quindi è difficile capire se il paziente è veramente bulimico. È possibile, però, fare attenzione ad alcuni segni premonitori. Chi soffre di bulimia può ricorrere a tecniche estreme per perdere peso, ad esempio può:

  • Usare i farmaci dimagranti, diuretici o lassativi,
  • Andare in bagno dopo ogni pasto (per vomitare),
  • Fare molto esercizio fisico, anche quando fuori il tempo è brutto, quando non sta bene o è stanco,

Chi soffre di bulimia può presentare i segni caratteristici del vomito, ad esempio:

  • Gonfiore alle guance o alla mandibola,
  • Calli o tagli sulle nocche (se usa le dita per provocare il vomito),
  • Denti più chiari del normale,
  • Occhi rossi (con capillari rossi in evidenza),

Chi soffre di bulimia spesso soffre anche di altri problemi psichiatrici, ad esempio di:

Le persone bulimiche, inoltre, possono avere un’immagine distorta del proprio corpo, che si manifesta con il pensiero di essere troppo grassi, con l’odio per il proprio aspetto fisico e con il timore di ingrassare.

La bulimia, inoltre, può causare stati d’animo anomali: il paziente bulimico può avere sbalzi d’umore, può essere triste o può non avere voglia di uscire con gli amici.

Pericoli

La bulimia può essere molto dannosa per l’organismo, come dimostra l’elenco seguente.

  • Sangue.
    • Anemia
  • Cervello.
    • Depressione,
    • paura di ingrassare,
    • ansia,
    • vertigini,
    • senso di colpa,
    • autostima bassa.
  • Guance.
    • Gonfiore,
    • dolore.
  • Cuore.
  • Bocca.
    • Carie,
    • erosione dello smalto dei denti,
    • gengivite,
    • denti sensibili al freddo e al caldo.
  • Fluidi corporei.
  • Gola ed esofago.
    • Ulcere,
    • irritazione,
    • lacerazioni,
    • presenza di sangue nel vomito
  • Reni.
    • Problemi dovuti all’abuso di diuretici.
  • Muscoli.
    • Affaticamento
  • Stomaco.
    • Ulcere,
    • dolore,
    • lacerazioni,
    • rallentamento della funzionalità intestinale.
  • Intestino.
  • Pelle.
    • Abrasioni delle nocche delle mani,
    • pelle secca.
  • Ormoni.

Gravidanza

Nelle pazienti bulimiche il ciclo può saltare o scomparire, quindi di solito l’ovulazione non avviene e la gravidanza è un’eventualità piuttosto remota. Chi invece è guarita dalla bulimia ha maggiori probabilità di avere un figlio, una volta che il ciclo si è normalizzato. Se non riuscite a concepire, consultate il vostro medico.

Se una donna bulimica rimane incinta, potrebbero verificarsi i problemi seguenti:

Se la futura mamma assume lassativi o diuretici durante la gravidanza, il bambino potrebbe riportare conseguenze gravi. Questi farmaci impediscono alla madre di assorbire le sostanze nutritive e i liquidi, prima che possano arrivare a nutrire il bambino; probabilmente questi farmaci sono in grado di causare malformazioni nel neonato, in particolare se usati regolarmente.

Cura e terapia

Si può guarire dalla bulimia?

Sì: i pazienti bulimici possono guarire, grazie all’aiuto di un’équipe formata da medici, nutrizionisti e psicologi. I medici aiutano il paziente a ristabilire un rapporto corretto con il cibo e ad affrontare i pensieri e le sensazioni negative. La terapia per la bulimia usa diverse tecniche, ma il successo della terapia dipende dal paziente.

Per liberare il paziente dalla necessità di abbuffarsi e di purgarsi, il medico può consigliargli di:

  • Ascoltare i consigli di un nutrizionista e di ricorrere alla psicoterapia, in particolare a quella cognitivo comportamentale
  • Farsi prescrivere dei farmaci

Esistono gruppi Overeaters Anonymus (sul modello degli alcolisti anonimi); ci si confronta, si racconta la propria storia e viene assegnato uno sponsor, un ex dipendente di cibo o vomito o non cibo pronto a sostenerti. Non ci sono diete ma l’impegno e l’obiettivo comune di smettere.

La terapia cognitivo comportamentale è mirata a riflettere sul ruolo importante che la mente assume nell’influenzare il nostro stato d’animo e le nostre azioni. La terapia cognitivo comportamentale specifica per la bulimia si è dimostrata efficace nel ridurre le abbuffate e gli atti compensatori, nonché nel modificare le abitudini alimentari. La terapia per la bulimia può essere individuale oppure di gruppo.

Alcuni antidepressivi come la fluoxetina (Prozac®), l’unico farmaco approvato dalla FDA per la terapia della bulimia, possono aiutare i pazienti affetti anche da depressione e/o ansia. La fluoxetina sembra anche in grado di:

  • ridurre l’alternanza tra abbuffate e atti compensatori,
  • diminuire il rischio di ricadute e migliorare la condotta alimentare (la “ricaduta” è la situazione in cui ci si ammala di nuovo, dopo un periodo in cui ci si è sentiti meglio).

Riporto infine due testimonianze reali raccolte nel settembre 2013:

Uno dei problemi della bulimia è proprio la vergogna che si prova nel mostrarsi deboli e nel contempo la convinzione di essere soli ed incompresi nell’affrontarla. Il dialogo in famiglia è stata la mia salvezza, a volte non ci rendiamo conto di quanto appoggio possa venire dalle persone che ci vogliono bene. Solo il fatto che si sforzassero di capirmi, mi ha dato la forza per dire basta.

Elizabeth

Gli antidepressivi sono sicuri per i giovani bulimici?

Probabilmente sì, tuttavia le aziende produttrici degli antidepressivi dovrebbero apporre un’apposita etichetta sul farmaco. Quest’etichetta rappresenta l’avvertimento più serio possibile da apporre sui farmaci con obbligo di prescrizione. Tra gli effetti degli antidepressivi c’è l’aumento dei pensieri suicidari e dei tentativi di suicidio nei bambini, negli adolescenti e nei giovani.

Stare vicino a chi soffre di bulimia

Se qualcuno che conoscete presenta i sintomi della bulimia, potete essere in grado di aiutarlo o di aiutarla.

  1. Cercate un momento e un posto tranquilli per parlare. Cercate un momento per parlare a tu per tu con il vostro amico. Cercate un luogo tranquillo, dove non sarete disturbati.
  2. Esprimetegli le vostre preoccupazioni. Siate onesti. Dite chiaramente che siete preoccupati perché non mangia abbastanza o perché fa troppo esercizio fisico. Dite che siete in pensiero e che avete il sospetto che questi comportamenti potrebbero essere sintomi di un problema per cui occorre rivolgersi al medico.
  3. Chiedete al vostro amico di parlare con un medico o con uno psicologo esperto di disturbi alimentari. Offritevi di dargli una mano a trovare il medico o lo psicologo, di fissare l’appuntamento e di accompagnarlo/a dal medico.
  4. Evitate i conflitti. Se il vostro amico non vuole ammettere di avere un problema, non forzatelo. Ditegli che siete disposti ad ascoltarlo se e quando vorrà parlarne.
  5. Non fatelo vergognare e non incolpatelo. Non ditegli: “È facile: basta mangiare.”, ma piuttosto: “Sono preoccupato perché non vuoi mangiare pranzo o cena” oppure “Sentirti vomitare mi fa paura.”
  6. Non proponete soluzioni semplici. Non dite “Smettila, e tutto si risolverà.”
  7. Rassicurate il vostro amico che voi continuerete ad essere al suo fianco, in ogni caso.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. carla

    Caro amico Dottore ,sono molto felice d’informarla che anch’io sono fuori dal tunnel!!! Volevo rivolgermi soprattutto a quelle donne che come me hanno alle spalle una malattia ventennale .Vi assicuro che si può uscire…non è ancora troppo tardi!!! Vivere la vita è un diritto che abbiamo anche noi. Riguardo al mio passato mi sono finalmente perdonata e ho perdonato. Vi abbraccio forte

  2. Manuela

    Buongiorno,sono in gravidanza (12° settimana) e fina da piccola ho sofferto di bulimia nervosa.Da 8 anni prendo una preparazione galenica prescritta da un dietologo a base di fluoxetina, clorazepato, deaolo bitartrato…
    Scoperta di essere incinta, ho smesso con la mia cura. Ho smesso di respirare e sono tornata a vivere (se così si può dire)in apnea,non ho più ossigeno.Le prime due settimanne sono state infinite e da incubo.Ora dovrei essere disintossicata fisicamente, ma la mia testa…
    Ho messo già10 kg; non mi sto preoccupando per i chili presi ma perchè la mia vita è tornata a essere un inferno.Penso solo al cibo, mangio, poi tanto sport, poi rimangio. Faccio sport per non mangiare ma appena finito, nemmeno faccio in tempo a farmi la doccia ed eccomi attaccata a qualcosa di commestibile, e certo non carote e finocchi, con conseguenza sul mio stomaco, intestino già messi a dura prova da una vita. E’ una vergogna.Ho 38 anni,dovrei essere adulta,matura e invece….perchè sò essere così clemente con gli altri e distruggere me pure se mi cade qualcosa dalle mani???incapace di parlare,incapace di esprimermi….
    scusate per lo sfogo.ho chiamato il centro antiveleni di Bergamo i quali mi hanno consigliatato di farmi aiutare con dei farmaci compatibili con il mio stato.
    Non saprei a ki rivolgermi. Posso chiedere a un ginecologo ke deve salvare vite, una terapia ke può danneggiare il futuro bambino??mi sento così egoista.
    Ma poi ci sono terapie farmacologiche che possono aiutarmi nel mio stato di gravidanza??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è questione di età o di maturità, purtroppo questo è un mostro che va al di là di tutto; il ginecologo può sicuramente aiutarla nella scelta dei farmaci, ma probabilmente sarebbe opportuno che collaborasse con un collega specialista in disturbi dell’alimentazione per scegliere l’approccio più adatto.

      Lo specialista che le aveva prescritto la terapia che seguiva ha modo di contattarlo?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ottimo, nessuno meglio di lui (che la conosce) potrà aiutarla ed il ginecologo potrà eventualmente essere interpellato da lui per la scelta dei farmaci.

      Mi tenga al corrente.

  3. cristina

    Salve la mia unica salvezze sono state le mie due gragravidanze….poi finito di allattare sono ricaduta nel mio tunnel.e quello che mi da piu fastidio e che vomitando non dimagrisco neanche un etto …perché ?il mio fisico si sta rifiutando di dimagrire perché

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il suo fisico sta soffrendo più di quanto pensa e sta attivando dei meccanismi metabolici per ridurre il più possibile il consumo energetico.

    2. lu

      si sta autolacerando e’ soprattutto e’ un cattivo esempio per i suoi figli

  4. cristina

    Salve, sò che via internet non può sicuramente aiutarmi molto ma ho bisogno di parlarne con qualcuno…dopo 20 anni che ho mangiato e vomitato sono riuscita a smettere senza l’aiuto di nessuno da circa 1 anno…ma ho preso 15 kg e qualsiasi cosa mangio non riesco a digerirla e mi viene un gonfiore come se fossi incinta poi mi viene l’acidità di stomaco…ho l’ansia spesso, e paura che questa malattia mi abbia riportato delle conseguenze brutte per questo non riesco a farmi delle visite. A titolo informativo pensa che sia normale che dopo la malattia accadono questi problemi , riuscirò più a digerire…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sicuramente sì, è normale, e le garantisco che la situazione si può sicuramente migliorare e probabilmente risolvere; abbiamo due strade per farlo ed una non esclude l’altra:

      1. Dopo aver letto la mia risposta può chiamare il numero verde, a rispondere troverà persone più competenti di me che saranno ancora più precisi su come procedere (penso per esempio all’ansia, che sicuramente incide moltissimo sulle difficoltà digestive).
      http://www.disturbialimentarionline.it/mappadca/index.php?option=com_content&view=article&id=16&Itemid=6
      2. Ne parla con fiducia al medico o con uno specialista esperto in disturbi dell’alimentazione, per un aiuto più pratico sul processo digestivo.

      Nel mio piccolo rimango a disposizione.

  5. Dani

    Salve Dottore…
    So che da qui non si può fare altro che parlare, mantenendo Quell anonimato che mi permette di non vergognarmi…
    Ho 27 anni,una vita apparentemente felice ora dopo oltre otto anni di anoressia nervosa,tra ospedali,centri,cure…una adolescenza distrutta. Una felicità di cui mi sono pentita ogni giorno di aver perduto. Oggi avevo creduto di esserci riuscita. Ho trovato l’amore. Ho trovato un perché. Ma nn basta. Ho cominciato a vomitare. A mangiare. A vomitare di nuovo. E nn c’è giorno che passi senza che non si insinui in me questa maledetta voce che mi spinge a sbagliare. C’è una via d’uscita? O sono destinata a soffrire ancora e ancora senza pietà? La prego mi aiuti…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, assolutamente sì, la via d’uscita c’è e spero che l’abbia imboccata con questo messaggio; non ho la pretesa di riuscire ad aiutarla io, né purtroppo le competenze per farlo, ma il fatto che abbia scritto è prova della sua volontà di uscirne.

      Ora viene probabilmente il passo più difficile, rivolgersi a professionisti esperti in grado di aiutarla più concretamente (anche se in passato non ci sono stati risultati rapidi); non aspetti altri giorni, non lasci passare altro tempo e lo faccia subito.

      Non dimentichi che a differenza del passato adesso ha un enorme vantaggio, ha uno scopo, l’Amore è una forza tangibile che lotterà accanto a lei questa battaglia.

  6. paola

    Salve dottore sono una mamma di 2 bimbi e il terzo in arrivo a breve. Il problema è con mio marito che ormai da anni soffre di bulimia.lui spesso è fuori per lavoro e quando a casa io lo sento tutte le sere vomitare dopo essersi abbuffato poi mangia di nuovo qualcosa e se non ha esagerato non si ripete.spesso abbiamo cercato di affrontare questo argomento ma il fatto di essere spesso fuori casa non ci aiuta, lui ogni volta dice che non lo faceva da giorni ma io lo sento tutte le sere.come posso aiutarlo? Ho capito leggendo questo articolo e i messaggi che da soli dopo tanti anni di malattia e’ difficile riuscire a venirne fuori.la ringrazio anticipatamente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lui riconosce di avere un problema? Vorrebbe riuscire a smettere?

    2. Anonimo

      Sì dice che lo risolverà ma sono troppi anni e quando è a casa io lo sento tutte le sere.non credo possa riuscirci da solo e non so sé può bastare solo il mio aiuto o è meglio rivolgersi anche ad uno specialista..

  7. Ester

    Gentile dottore ,
    ho appena terminato di leggere il suo articolo e credo di star entrando per un periodo dovuto a stress e problemi in questo tunnel .Sono circa due settimane che ogni giorno capita la stessa cosa : vado in bagno dopo essermi abbuffata e vomito . Il giorno dopo dico di non farlo più ma riaccade . L’ho ammesso anche alla mia migliore amica e al mio ragazzo perché ho avuto paura . Posso sapere se giá nelle prime settimane si possono percepire i sintomi? In realtà ho già continuo bruciore di stomaco e dolori alle ossa. E da un pochino un dolore alla guance ,crede che quest ‘ultimo sia dovuto al continuo vomito?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il bruciore di stomaco ed alle guance sì, è molto probabile che siano legati/peggiorati al gesto; probabilmente anche il dolore muscolare (più che alle ossa), per perdita di sali minerali.

      Cerchi di non stare sola nel momento a rischio, stia con la sua amica e/o con il suo ragazzo, in modo da essere aiutata ad interrompere fin da oggi questa terribile abitudine. Non la sottovaluti, è un mostro che sembra di poter controllare, ma che in realtà ci controlla potenzialmente fin dalla prima volta.

    2. Ester

      La ringrazio . Eh si, me ne contato rendo conto.Ho da sempre avuto disturbi alimentari come la fame incontrollata per cibi spazzatura, legati allo stress e da quando ho imparato a vomitare ne mangio il triplo perché so nel caso di poterli vomitare .Non ho mai avuto problemi legati al metabolismo e il vomitare non mi ha fatto dimagrire ma ho preso qualche kilo. Adesso che l’ho ammesso a me stessa ho proprio paura a guardare il cibo pensando ,come effettivamente capita spesso,che inizi a mangiare un pochino e poi non riesca a fermarmi . Ma i miei denti possono essere già soggetti a possibili lesioni ?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      In teoria sì, ma siamo sicuramente ancora in una fase in cui eventuali danno sono reversibili.

  8. francy

    Ciao a tutti,
    ho 27 anni e soffro di bulimia da un pò, ma nell’ultimo periodo mi rendo conto che la situazione si è aggravata. Non posso parlarne con nessuno soprattutto con i miei familiari sarebbe un dolore troppo grande. Ci provo a smettere ma quando ho la nausea non so perchè automaticamente mi viene voglio di mangiare e poi vomito stranamente dopo la nausea passa. Cerco aiuto mi rendo conto che dovrei rivolgermi a qualcuno competente che mi possa aiutare a risolvere questo problema, dall’altro canto vorrei farcela da sola perchè sono forte, o forse no. Ho cercato dei specialisti ma sono troppo cari e non parlandone con i miei non sarei in grado di affrontare una spesa del genere. Mi sento a disagio, mi sono isolata e non ho più vita sociale perchè non sto bene con me stessa. Come posso fare, vi prego datemi dei consigni.

    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può avere un aiuto concreto anche attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, per esempio questa è un’ottima struttura accreditata:

      http://www.villagarda.it/

      ma allo stesso modo ci sono specialisti anche sul territorio.

      Il primo passo potrebbe essere rivolgersi in consultorio, oppure al numero verde

      http://www.disturbialimentarionline.it/mappadca/index.php?option=com_content&view=article&id=16&Itemid=6

      Lo so che sembra possibile farcela da sole, ma non è così; non aspettare oltre e chiedi aiuto.

  9. Anonimo

    Buongiorno. Sono una ragazza di 14 anni e soffro di bulimia da poco più di un anno. Sono riuscita a parlarne con mia madre, ma mi ha voltato le spalle e ora sto ancora più male. Cosa mi consiglia di fare?

    1. Anonimo

      E dimenticavo di dirle che ho chiesto aiuto anche a un mio amico, come posso chiedergli di starmi vicino?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. In questo momento è seguita da uno specialista o comunque da un medico?
      2. Per chiedere al tuo amico di starti vicino puoi a mio parere semplicemente parlargli e dirgli che hai bisogno di lui.

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