Bulimia nervosa: sintomi, cause, conseguenze, cure

Ultimo Aggiornamento: 369 giorni

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Introduzione

Sono rimasta colpita dalle parole di questa ragazza: “Credo che per reagire bisogna innanzitutto ammettere ed essere consapevoli di avere un problema ed iniziare a fare tutto il contrario di ciò che ti dice la testa. Bisogna considerare che mentre ti allontani dalla tua dipendenza inizialmente troverai tutt’altro che serenità, ma devi voler continuare.” In effetti è proprio questo il passo iniziale.

Volevo solo spronare le ragazze che scorrono lungo questa pagina in cerca di conforto a reagire, a prendere in mano la propria situazione e a lottare. Lottare contro tutto e tutti. Anche a me è capitato di ritrovarmi senza l’appoggio dei miei familiari, anche a me si è insinuato tra i miei pensieri il desiderio di mollare, di gettare la spugna perchè “tanto non guarirò”, “ma chi lo dice che si vince la bulimia” o il tormento della morte come via di salvezza… Cazzata immensa! Eppure ringrazio il cielo per avermi fatto provare a cercare una persona specializzata, per avere intrapreso una terapia e per essere tornata a sorridere.

Non è semplice. Non è una cosa che passa in settimane o mesi, io lotto da anni tra alti e bassi, ma davvero sentivo il bisogno di urlare al mondo che forse questa volta anche io ce la sto facendo.”

Fra, 07 ottobre 2013

La bulimia nervosa (comunemente detta bulimia) è un disturbo alimentare: le persone bulimiche mangiano una quantità eccessiva di alimenti in un periodo di tempo molto breve (abbuffata) e poi cercano di non ingrassare ricorrendo a varie tecniche di “depurazione”, tra cui ricordiamo:

  • Vomito autoindotto,
  • Assunzione di lassativi (compresse o sciroppi che velocizzano il transito intestinale).

Chi soffre di bulimia non si sente in grado di controllare la quantità di cibi assunta. I pazienti bulimici, inoltre, possono fare molto esercizio fisico, mangiare poco o niente o assumere diuretici per urinare di più e cercare di non ingrassare.

Diversamente dalle persone anoressiche, chi soffre di bulimia può ricadere nel peso forma appropriato per la propria età. Esattamente come gli anoressici, però, i bulimici:

  • Hanno paura di ingrassare,
  • Cercano disperatamente di dimagrire,
  • Sono profondamente insoddisfatti del proprio peso e del proprio aspetto fisico.
Sintomi bulimia

Sintomi bulimia (http://www.flickr.com/photos/gabbyaccarino/6252282353/sizes/s/in/photostream/)

Cause

La bulimia colpisce soprattutto le donne che, da sole, rappresentano una percentuale variabile tra l’85 per cento e il 90 per cento dei bulimici.

La bulimia non è semplicemente un problema con il cibo, le abbuffate possono essere provocate dalle diete, dallo stress o dalle emozioni negative, come la rabbia o la tristezza. Il vomito e le altre tecniche per evitare di ingrassare sono tutti modi per avere l’impressione di tenere meglio sotto controllo la propria vita e alleviare lo stress e l’ansia. Non esiste una causa unica per la bulimia, al contrario ci sono diversi fattori che possono risultare decisivi per lo sviluppo della patologia.

  • Cultura. Nei paesi sviluppati le donne sono costantemente indirizzate verso un certo ideale di bellezza. Vedere ovunque immagini di donne perfette e magre rende difficile accettare ed amare il proprio corpo così com’è.
  • Famiglia. Se vostra madre o vostra sorella soffrono o hanno sofferto di bulimia, anche voi siete più a rischio. I genitori che fanno molta attenzione all’aspetto fisico, sono perennemente a dieta o criticano il corpo dei figli aumentano le probabilità che il proprio figlio soffra di bulimia.
  • Traumi o fonti di stress. Gli eventi traumatici, come lo stupro, o le fonti di stress, come l’inizio di un nuovo lavoro, possono causare la bulimia.
  • Personalità. Chi soffre di bulimia probabilmente non si piace, odia il proprio aspetto fisico o prova una profonda disperazione. Spesso ha forti sbalzi d’umore, ha problemi ad esprimere le emozioni negative o non riesce a controllare i comportamenti impulsivi.
  • Fattori biologici. Il patrimonio genetico, gli ormoni e i neurotrasmettitori probabilmente sono fattori che possono influire sulla comparsa della bulimia.

Sintomi

Chi soffre di bulimia può essere magro o in sovrappeso, oppure mantenere il peso forma.

Le azioni tipiche della bulimia, ad esempio il vomito autoindotto, spesso sono eseguite di nascosto, perché il paziente si vergogna o si sente disgustato, quindi è difficile capire se il paziente è veramente bulimico. È possibile, però, fare attenzione ad alcuni segni premonitori. Chi soffre di bulimia può ricorrere a tecniche estreme per perdere peso, ad esempio può:

  • Usare i farmaci dimagranti, diuretici o lassativi,
  • Andare in bagno dopo ogni pasto (per vomitare),
  • Fare molto esercizio fisico, anche quando fuori il tempo è brutto, quando non sta bene o è stanco,

Chi soffre di bulimia può presentare i segni caratteristici del vomito, ad esempio:

  • Gonfiore alle guance o alla mandibola,
  • Calli o tagli sulle nocche (se usa le dita per provocare il vomito),
  • Denti più chiari del normale,
  • Occhi rossi (con capillari rossi in evidenza),

Chi soffre di bulimia spesso soffre anche di altri problemi psichiatrici, ad esempio di:

Le persone bulimiche, inoltre, possono avere un’immagine distorta del proprio corpo, che si manifesta con il pensiero di essere troppo grassi, con l’odio per il proprio aspetto fisico e con il timore di ingrassare.

La bulimia, inoltre, può causare stati d’animo anomali: il paziente bulimico può avere sbalzi d’umore, può essere triste o può non avere voglia di uscire con gli amici.

Pericoli

La bulimia può essere molto dannosa per l’organismo, come dimostra l’elenco seguente.

  • Sangue.
    • Anemia
  • Cervello.
    • Depressione,
    • paura di ingrassare,
    • ansia,
    • vertigini,
    • senso di colpa,
    • autostima bassa.
  • Guance.
    • Gonfiore,
    • dolore.
  • Cuore.
  • Bocca.
    • Carie,
    • erosione dello smalto dei denti,
    • gengivite,
    • denti sensibili al freddo e al caldo.
  • Fluidi corporei.
  • Gola ed esofago.
    • Ulcere,
    • irritazione,
    • lacerazioni,
    • presenza di sangue nel vomito
  • Reni.
    • Problemi dovuti all’abuso di diuretici.
  • Muscoli.
    • Affaticamento
  • Stomaco.
    • Ulcere,
    • dolore,
    • lacerazioni,
    • rallentamento della funzionalità intestinale.
  • Intestino.
  • Pelle.
    • Abrasioni delle nocche delle mani,
    • pelle secca.
  • Ormoni.

Gravidanza

Nelle pazienti bulimiche il ciclo può saltare o scomparire, quindi di solito l’ovulazione non avviene e la gravidanza è un’eventualità piuttosto remota. Chi invece è guarita dalla bulimia ha maggiori probabilità di avere un figlio, una volta che il ciclo si è normalizzato. Se non riuscite a concepire, consultate il vostro medico.

Se una donna bulimica rimane incinta, potrebbero verificarsi i problemi seguenti:

Se la futura mamma assume lassativi o diuretici durante la gravidanza, il bambino potrebbe riportare conseguenze gravi. Questi farmaci impediscono alla madre di assorbire le sostanze nutritive e i liquidi, prima che possano arrivare a nutrire il bambino; probabilmente questi farmaci sono in grado di causare malformazioni nel neonato, in particolare se usati regolarmente.

Cura e terapia

Si può guarire dalla bulimia?

Sì: i pazienti bulimici possono guarire, grazie all’aiuto di un’équipe formata da medici, nutrizionisti e psicologi. I medici aiutano il paziente a ristabilire un rapporto corretto con il cibo e ad affrontare i pensieri e le sensazioni negative. La terapia per la bulimia usa diverse tecniche, ma il successo della terapia dipende dal paziente.

Per liberare il paziente dalla necessità di abbuffarsi e di purgarsi, il medico può consigliargli di:

  • Ascoltare i consigli di un nutrizionista e di ricorrere alla psicoterapia, in particolare a quella cognitivo comportamentale
  • Farsi prescrivere dei farmaci

Esistono gruppi Overeaters Anonymus (sul modello degli alcolisti anonimi); ci si confronta, si racconta la propria storia e viene assegnato uno sponsor, un ex dipendente di cibo o vomito o non cibo pronto a sostenerti. Non ci sono diete ma l’impegno e l’obiettivo comune di smettere.

La terapia cognitivo comportamentale è mirata a riflettere sul ruolo importante che la mente assume nell’influenzare il nostro stato d’animo e le nostre azioni. La terapia cognitivo comportamentale specifica per la bulimia si è dimostrata efficace nel ridurre le abbuffate e gli atti compensatori, nonché nel modificare le abitudini alimentari. La terapia per la bulimia può essere individuale oppure di gruppo.

Alcuni antidepressivi come la fluoxetina (Prozac®), l’unico farmaco approvato dalla FDA per la terapia della bulimia, possono aiutare i pazienti affetti anche da depressione e/o ansia. La fluoxetina sembra anche in grado di:

  • ridurre l’alternanza tra abbuffate e atti compensatori,
  • diminuire il rischio di ricadute e migliorare la condotta alimentare (la “ricaduta” è la situazione in cui ci si ammala di nuovo, dopo un periodo in cui ci si è sentiti meglio).

Riporto infine due testimonianze reali raccolte nel settembre 2013:

Uno dei problemi della bulimia è proprio la vergogna che si prova nel mostrarsi deboli e nel contempo la convinzione di essere soli ed incompresi nell’affrontarla. Il dialogo in famiglia è stata la mia salvezza, a volte non ci rendiamo conto di quanto appoggio possa venire dalle persone che ci vogliono bene. Solo il fatto che si sforzassero di capirmi, mi ha dato la forza per dire basta.

Elizabeth

Gli antidepressivi sono sicuri per i giovani bulimici?

Probabilmente sì, tuttavia le aziende produttrici degli antidepressivi dovrebbero apporre un’apposita etichetta sul farmaco. Quest’etichetta rappresenta l’avvertimento più serio possibile da apporre sui farmaci con obbligo di prescrizione. Tra gli effetti degli antidepressivi c’è l’aumento dei pensieri suicidari e dei tentativi di suicidio nei bambini, negli adolescenti e nei giovani.

Stare vicino a chi soffre di bulimia

Se qualcuno che conoscete presenta i sintomi della bulimia, potete essere in grado di aiutarlo o di aiutarla.

  1. Cercate un momento e un posto tranquilli per parlare. Cercate un momento per parlare a tu per tu con il vostro amico. Cercate un luogo tranquillo, dove non sarete disturbati.
  2. Esprimetegli le vostre preoccupazioni. Siate onesti. Dite chiaramente che siete preoccupati perché non mangia abbastanza o perché fa troppo esercizio fisico. Dite che siete in pensiero e che avete il sospetto che questi comportamenti potrebbero essere sintomi di un problema per cui occorre rivolgersi al medico.
  3. Chiedete al vostro amico di parlare con un medico o con uno psicologo esperto di disturbi alimentari. Offritevi di dargli una mano a trovare il medico o lo psicologo, di fissare l’appuntamento e di accompagnarlo/a dal medico.
  4. Evitate i conflitti. Se il vostro amico non vuole ammettere di avere un problema, non forzatelo. Ditegli che siete disposti ad ascoltarlo se e quando vorrà parlarne.
  5. Non fatelo vergognare e non incolpatelo. Non ditegli: “È facile: basta mangiare.”, ma piuttosto: “Sono preoccupato perché non vuoi mangiare pranzo o cena” oppure “Sentirti vomitare mi fa paura.”
  6. Non proponete soluzioni semplici. Non dite “Smettila, e tutto si risolverà.”
  7. Rassicurate il vostro amico che voi continuerete ad essere al suo fianco, in ogni caso.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Chiara

    Quando ho ammesso a me stessa di avere un problema, sono andata a parlare con una psicologa del consultorio, e l’ho fatto per un lungo periodo. Ho cominciato a tenere un diario in cui mi sfogo, in cui libero le mie ansie, le mie grida soffocate. Ci sono periodi in cui mi sembra di stare davvero bene, altri in cui se non mi sento vuota mi sembra di impazzire. E il male che provo dopo essermi liberata di tutto, tra lacrime e perfino disgusto, mi fa sentire viva, in una vita che stento ormai a capire.
    Riconosco il mio problema. So da tempo di avere una forma di bulimia. È sbagliato, ma non riesco ad odiarla. È un po’ come se fosse una droga…sai che fa male, ti prometti che sarà l’ultima volta, ma poi il bisogno diventa troppo forte e cedi, ancora. Ho vent’anni ed è una storia che va già avanti da tre. E sebbene sia amata dalla mia famiglia, da mio moroso e dalle amiche, io la maggior parte del tempo mi disprezzo.
    La bulimia sarà la mia morte, direttamente o indirettamente. E ammetterlo, strano a dirsi, mi tranquillizza. Non è una questione che riguarda solo il mio corpo. È di più. Riguarda il mio rapporto con il mondo, con la gente. Riguarda il mio futuro.
    È la mia maledizione ma anche la mia salvezza, quando nessuno capisce. Una filosofia di vita elaborata nel tempo e diventata parte della mia persona.
    So di avere un problema, e dicono che nel momento in cui ne sei a conoscenza sei nella strada giusta per guarire. E allora perché io, nonostante ci abbia provato tante volte, non riesco e non voglio cambiare nulla? È una continua ricaduta, diventata ormai così normale, da non aver nemmeno più la voglia di lottare. In silenzio, soffo e me ne compiaccio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      “E allora perché io, nonostante ci abbia provato tante volte, non riesco e non voglio cambiare nulla?”

      Perchè è molto più comodo, più facile, per certi versi anche più sicuro.

      Combattere tutti i giorni e lottare è logorante, faticoso e, soprattutto all’inizio, le soddisfazioni sono poche, ma quello che conta davvero è dopo; è la Vita, è lo stare bene con sè stessa, è la soddisfazione di aver sconfitto un mostro che giorno dopo giorno la priverà/avrebbe privata dei colori, dei suoni, delle passioni e della gioia dell’esistenza.

      Non si accontenti di sopravvivere, là fuori c’è molto di più.

    2. Denise

      Salve, io in famiglia ho parecchi e di conseguenza non sono mai potuta a fare una visita medica.
      Ho vomitato ripetutamente per nove mesi ma adesso ho smesso. All’incirca ho smesso da qualche mese ma fisicamente sto uno schifo. Ho continuamente dolori quando ingoio un boccone troppo grosso, a fine pasto rutto più del normale, anche per un’ora, ma ultimamente sto avendo forti dolori nella parte sinistra del ventre. Sono parecchio preoccupata. Se fosse per me sarei andata da un medico ma per questioni familiari non ne ho la possibilità.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo è davvero indispensabile rivolgersi ad un medico, ma consideri che anche il suo curante è in grado di aiutarla.

    4. Denise

      Lo so,ma vorrei andare da qualcuno che non spifferi tutto in giro. I miei genitori stanno passando una separazione pieno di complicazioni. Per una cosa del gente potrebbero dare l’affidamento a mio padre, sembra una cosa esagerata, ma sfortunatamente é così.
      Vorrei davvero tanto andare a fare una visita perché sono sempre in ansia, ma credo che non sia più importante abitare problemi legali.
      Del resto sono le conseguenze delle mie azioni..

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      In questo caso ti consiglio senza dubbio il consultorio ma, è importante che tu lo sappia, data la delicata situazione non prenderti assolutamente tutte le colpe di quanto stai vivendo.

    6. Denise

      Apprezzo moltissimo ciò che sta facendo..
      É davvero ammirevole.
      E lei sta bene?

    7. Maria

      Salve, io ho ripetutamente vomitato per circa nove mesi,ma attualmente ho smesso. Ovviamente ora sto soffrendo parecchio fisicamente.
      Se non vado a fare visite mediche, rischio parecchio? Cioè potrei arrivare alla morte o é solo un ideale molto drammatico?

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      La morte può insorgere per complicazioni molto gravi ed obiettivamente poco probabili, ma non sottovaluti nemmeno la possibilità di sprecare una vita con dolori e sofferenze evitabili.

  2. Chiara

    Le sue sono belle parole dottore…e la ringrazio! Credo però che il problema sia che mi manca…. Tutte le volte che provo a smettere, ne sento la mancanza e non so cosa fare… È come perdere un pezzo di me…
    Mi hanno detto che alla lunga potrebbero venire tumori ed è uno dei motivi per cui le ho scritto. Lei conferma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, purtroppo è una delle tante complicazioni (anche se sicuramente non la più frequente).

  3. Chiara

    Grazie per la conferma ho paura tutto questo mi sta distruggendo
    perché sono anche incinta ed e per questo che mi sento sempre più in colpa. A lui le potranno sorgere complicanze?

  4. Carla

    Ciao Chiara!Le tue parole sono uguali a quelle che ho pronunciato per molto tempo! Apparentemente ti compiaci della situazione in cui ti trovi perché ti fa sentire forte ma quella forza non è vera!Solo quando avrai paura di morire lo capirai a tue spese e io ti auguro di non arrivare a quel punto.Spero che tu apra gli occhi e il cuore!Credo che il fatto di essere intervenuta in questa pagina sia un chiaro segno di quanto tu soffra,devi accettare e affrontare il dolore e lentamente lo potrai superare.Se è facile?Non direi!Ma la tua vita è la posta in gioco.

  5. Alex

    Il solo fatto di essere intervenuta su questo post è un chiaro segno che inconsciamente la voglia di lottare e risolvere il problema c’è, c’è in modo concreto e logico. Analizzare correttamente e in modo lucido il problema credo sia già un ottimo inizio. Le parole del Dr. Cimurro nel primo post sono essenziali e adatte. Per vincere nella vita, e in qualsiasi attività ad essa connessa bisogna lottare, bisogna lavorare e sudare. Questi forzi saranno niente a confronto del benessere che la vittoria porterà. E’ come il fumatore che smette di fumare soffrendo per i primi mesi o anni, o lo studente che sacrifica 5 o più anni sui libri e poi si realizza come professionista affermato per tutta la vita. Inoltre l’aspetto di essere incinta deve far riflettere e nell’articolo vengono enunciati anche i problemi riferiti alla gravidanza. Porti con te la gioia di un’altra vita e se davvero (ma così in realtà non è) hai provato di tutto senza risultati, hai il dovere morale di pensare al bambino. Dicono che una mamma non può avere più amore che per il proprio figlio, quindi una gravidanza è un segno e un aiuto che il problema può e deve essere risolto, con serenità, forza ed entusiasmo, perché in quel caso si è in due e sarebbe un primo grande successo madre-figlio. Non sono un medico, ne ho questa complicazione, sono uno studente 22enne e mi sono avvicinato da qualche settimana al problema in questione perchè mia madre (50anni) ne soffre già da mesi ed io non riesco a vederla così.

  6. Chiara

    Caro Alex non ti ho chiesto io di intervenire ne di rispondermi,ok da una parte ti ringrazio per avermi dato dei consigli in questione va bene lo accetto da parte tua ma da un altra parte invece no sai perché ?
    perché in una delle frasi hai scritto che porto con me la gioa di un altra vita ma dopo hai scritto (ma cosi in realtà non è) spiegami esattamente cosa volevi dire con quella affermazione credi forse che non stia cercando di lottare per me e per mio figlio ,credi che non sappia sulle possibili complicanze non è colpa mia se sono caduta nel tunnel della bulimia e la vita che ci segna,non è colpa mia se ancora sto lottando lo so che ho il dovere morale di pensare a mio figlio non e facile uscirne subito ma ci sto provando c’è la devo fare lo farò impiegherò più tempo ma c’è la farò.Io però non ho chiesto a te di intervenire nella mia situazione non ti ho chiesto il tuo parere non ti ho chiesto di scrivere (quella affermazione) tu non puoi sapere se ho provato tutto sena risultati solo io so quanto sto combattendo ok,io sono intervenuta scrivendo in questo post per chiedere dei consigli al Dottore non a te. Spero tu sia disposto a rispondere nuovamente anche questa volta grazie..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi intrometto solo per segnalare che è abitudine comune in questa pagina un confronto ed un dibattito aperto, anzi, praticamente sempre lettori e lettrici che vivono in prima persona il problema sono in grado di fornire un aiuto molto più concreto del mio.

      La ringrazio quindi di cuore per la fiducia che ripone in me e mi perdoni se mi sono permesso, ma ci tenevo a spiegarle la buona fede di Alex.

  7. Carla

    Ho avuto tre gravidanze ed ero nel pieno della malattia, per fortuna durante quel periodo riuscivo a controllarmi di più,i sensi di colpa erano grandissimi ed era tutto così difficile …una delle tre non è andata bene ,in un’altra ho rischiato moltissimo e nella terza per fortuna tutto bene…ma in questi casi non si deve sperare nella fortuna.Sai Chiara io capisco come ti senti , avrei voluto qualcuno che mi aiutasse ,mi sentivo giudicata ,arrabbiata ma inconsciamente me la prendevo con chi non aveva colpe…me stessa e le mie creature.Col tempo ho imparato a riversare le mie emozioni negative verso coloro che le meritavano con l’arma più efficace che esista:l’indifferenza…adesso il mio dolore è diventato il loro,i miei errori li ho pagati sulla mia pelle e so di non dover più niente a nessuno.Io ti sostengo e ti sono vicina moralmente ma le soluzioni ognuno le trova dentro di se! Ti abbraccio.

  8. caterina

    Ciao Silvia ti ricordi? sono Caterina è da tanto tempo che non scrivevi più come stai? spero vada tutto bene per la biopsia,come dice Carla siamo tutti con te. Un forte abbraccio.

  9. Silvia

    Tempo fa’ il Dottor Cimurro mi aveva chiesto di fargli sapere il risultato dell’agoaspirato e così ho fatto. Ora le cose sono cambiate e sono tornata a scrivere per pura informazione e rispetto, ma non credo assolutamente che accanto a me ci sia qualcuno. Sono rimasta troppo delusa dalle persone e non credo più alle belle parole. Comunque ringrazio.

  10. Fra

    Silvia nessuna di noi può esserti accanto fisicamente, questo è più che scontato ma, almeno per quanto mi riguarda, posso assicurarti che ogni tanto penso a te e alle altre ragazze, anche se di molte so poco più che il nome. (Tempo fa frequentavo molto questo sito e mi permetto di dirti che ogni tanto ti penso semplicemente perchè ricordo eri molto attiva.)Scrivo questo semplicemente per dirti che anche solo una volta al mese, che tu ci creda o meno, continuo a pensare a voi che scrivete qui sopra così come feci un tempo anche io e posso solo augurare un sano percorso ad ognuna di voi. Il pensiero di non essere sola spesso fa miracoli. Baci.

    1. Anonimo

      Mi spiace di essere cambiata, e a quanto pare non in meglio. Purtroppo a volte sono le esperienze vissute a indurirti nei confronti delle persone. Cmq quel messaggio era rivolto a una persona in particolare. A chi dice di esserti amica/o e poi sparisce. E quando dopo anni di malattia, dopo una violenza subita ti ritrovi a fare una biopsia e non riesci nemmeno ad aprirti una bottiglia d’acqua, questa persona di cui ti sei fidata manco chiede come stai capisci che la maggior parte delle persone è brava solo a parlare.

  11. Carla

    L’unica cosa che sento di dirti è di non aspettarti mai niente da nessuno ma ,nello stesso tempo non chiuderti al mondo perchè ci sono tante persone buone

    1. Silvia

      Ho smesso di aspettarmi qualcosa da qualcuno già da tanto tempo fa….e guarda prima apri gli occhi e meglio è: non esistono persone buone o cattive, esistono persone egoiste che ti sta accando finché tu rispondi ai loro parametri. Esistono persone che usano persone, tutto il resto, come il buono e cattivo è presente solo nelle favole.

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