Ho appena letto una notizia che mi ha letteralmente sconvolto: molte donne residenti in Paesi come l’Irlanda del Nord in cui l’aborto è proibito o strettamente controllato si sarebbero rivolte al sito WomenonWeb.com per acquistare farmaci abortivi da utilizzare a casa. Una ricerca del British Journal of Obstetrics and Gynaecology riporta che:
- Circa l’8% delle donne che ha comprato le medicine per abortire sul sito non le hai poi prese.
- Il 58% delle donne intervistate si e’ detta grata a Women on the Web per averle aiutate.
- Quasi l’11% si e’ dovuto comunque ricoverare e ricorrere a un intervento chirurgico per completare l’aborto, o perché i farmaci non hanno completamente funzionato o per emorragia eccessiva.
Women on Web spedisce i farmaci solo nei Paesi dove l’aborto e’ fortemente limitato ed alle donne che dichiarano di essere incinta da meno di nove settimane, come se una dichiarazione fatta attraverso il PC, magari da una minorenne, potesse avere un qualche valore; è proprio questo il lato della situazione che trovo più pericoloso, la totale mancanza del rigoroso controllo medico che servirebbe per gestire situazioni di questo genere. Il farmaco può finire in mano ad adolescenti, alla malavita ed a donne in situazioni difficili che avrebbero innanzi tutto bisogno di altri supporti.
Inoltre sapere che in un caso su 10 la donna debba comunque ricorrere al trattamento ospedaliero (magari perchè ben oltre le nove settimane) non fa che confermare la pericolosità di tale pratica.
Sono senza parole, voi cosa ne pensate? Fatemi sapere anche se non siete d’accordo con me!
Non sono per niente d’accordo con te. Women on Web offre un servizio prezioso, comprare farmaci abortivi attraverso internet è l’unica speranza di abortire in maniera non letale, per le donne che lo devono fare clandestinamente a causa della legge restrittiva vigente nel loro paese. Caso mai c’è da restare sconvolti del fatto che in tanti paesi un diritto fondamentale come quello all’aborto medicalmente assistito viene negato.
Grazie per la tua testimonianza, anche se non condivido accetto il tuo pensiero.
Personalmente non condivido l’aborto in quanto tale, ma riconosco il diritto di una donna di pensare diversamente. Quello che davvero mi spaventa è la superficialità con cui avviene la vendita, pensa all’assunzione del farmaco al 6-7 mese di gravidanza…