TAC, mezzo di contrasto, rischi e altre domande frequenti

Ultimo Aggiornamento: 73 giorni

Introduzione

La tomografia assiale computerizzata (TAC) è una procedura di diagnostica per immagini basata sull’utilizzo di un apparecchio radiografico in grado di generare immagini (scansioni) dettagliate di parti del corpo. È chiamata anche tomografia computerizzata (TC).

Il termine “tomografia” deriva dal greco antico: tomos (fetta, sezione) e graphein (scrivere, documentare). Ogni immagine TAC mostra infatti sottili fette di organi, ossa e altri tessuti corporei. La serie completa di immagini prodotta durante la TAC può essere immaginata come un pane a cassetta affettato: è possibile guardare individualmente ciascuna fetta (immagine bidimensionale) od osservare l’intero pane (immagine tridimensionale). Ambedue le immagini vengono create attraverso programmi informatici.

Le apparecchiature TAC più moderne acquisiscono immagini in continuo con una modalità a spirale, invece di serie di immagini di sezioni individuali del corpo come facevano le prime TAC. La TAC elicoidale ha diversi vantaggi rispetto alla tecnologia originale: è più veloce, produce immagini 3D migliori delle aree interne del corpo e può individuare meglio lesioni piccole. La strumentazione più moderna, nota come TAC multistrato o multirilevatore, consente l’acquisizione di più fette in un arco di tempo minore.

In aggiunta all’uso nel cancro, la TAC è ampiamente usata nella diagnostica di:

La TAC può essere uno strumento salva-vita nella diagnostica di malattie e traumi dei bambini e degli adulti.

Come funziona?

Durante una procedura TAC, il paziente deve stare molto fermo su un lettino che scorre lentamente al centro di un grande apparecchio radiografico. Con alcuni tipi di TAC, il lettino rimane fermo ed è la macchina che si muove intorno alla persona. Durante la procedura, il paziente potrebbe udire qualche ronzio. In determinati momenti, la procedura può richiedere che il paziente trattenga il fiato per evitare la sfocatura delle immagini.

La TAC non è dolorosa.

La necessità di rimanere fermi in una posizione durante la procedura può risultare un po’ scomoda per alcuni soggetti; la durata dell’esame dipende dalle dimensioni della zona da studiare; in genere, comunque, si passa da qualche minuto a mezz’ora. Nella maggior parte dei casi la TAC viene eseguita su base ambulatoriale in ospedale o in un centro radiologico, senza necessità di ricovero.

Alcuni soggetti temono di avere reazioni claustrofobiche alla TAC. La maggior parte degli apparecchi, però, non circonda tutto il corpo ma solo parti. In altre parole, il paziente non è circondato da uno strumento e una reazione claustrofobica non è quindi probabile.

Le donne in età fertile dovranno comunicare al medico o al tecnico l’eventualità di una gravidanza, perché le radiazioni della TAC possono essere pericolose per il feto.

TAC con mezzo di contrasto

In determinati contesti l’esame richiede l’impiego di un mezzo di contrasto, un farmaco che può essere somministrato

  • per bocca,
  • iniettato in una vena,
  • somministrato tramite un clistere
  • o combinando tutt’e tre le modalità.

Lo scopo è quello di evidenziare aree specifiche del corpo, permettendo la raccolta di immagini più nitide. I mezzi di contrasto più usati nella TAC sono lo iodio e il bario.

In casi molto rari questi mezzi possono causare reazioni allergiche. Alcuni pazienti manifestano un lieve prurito o una minima orticaria (piccoli ponfi sulla pelle).

Sono invece sintomi di reazioni allergiche più gravi le difficoltà respiratorie e il gonfiore della gola o di altre parti corporee. Il paziente deve informare immediatamente il tecnico preposto all’esame in caso di comparsa di sintomi, in modo da attivarne prontamente il trattamento.

Occasionalmente i mezzi di contrasto usati nella TAC possono causare problemi renali; questi disturbi in genere non danno sintomi, ma possono essere rilevati eseguendo un semplice test su un campione di sangue.

Indicazioni per la TAC

La TAC può essere di grande aiuto a fronte di segni o sintomi di alcune malattie o condizioni particolari.

  • Può aiutare a diagnosticare o escludere malattie o condizioni.
  • Inoltre, può essere estremamente utile nel determinare l’estensione di una patologia e nel monitorare gli effetti del trattamento in soggetti con specifiche malattie o condizioni.

L’uso della TAC in pazienti con segni o sintomi differisce dal suo impiego nello screening di soggetti in assenza di manifestazioni. Un soggetto sintomatico ha molte più probabilità di avere una patologia rispetto a individui asintomatici. Soggetti sintomatici, inoltre, hanno verosimilmente anche patologie più avanzate di chi non ha sintomi, rendendo più facile l’identificazione della malattia con la TAC.

Quindi, in un gruppo di individui con segni o sintomi, la probabilità di un reperto positivo di malattia vero è decisamente maggiore, così come la probabilità di scambiare un reperto di qualcosa di innocuo per malattia è molto bassa.

Utilizzo della TAC per i tumori

In oncologia, la TAC viene impiegata con numerosi scopi:

  • rilevare crescite abnormi,
  • aiutare a diagnosticare la presenza di un tumore,
  • fornire informazioni sullo stadio del cancro,
  • determinare esattamente il punto (ossia, per guidare) in cui eseguire una procedura bioptica,
  • guidare alcuni trattamenti locali, come crioterapia, ablazione in radiofrequenza, impianto di semi radioattivi,
  • aiutare a pianificare la radioterapia con fascio esterno o la chirurgia,
  • determinare se il cancro sta rispondendo al trattamento,
  • rilevare la recidiva di un tumore.

TAC total-body

La TAC totale (completa, total-body o whole-body) genera in pratica immagini di quasi tutto il corpo, dal mento a sotto le anche. Questa procedura, adoperata di routine nei pazienti con cancro, può essere usata anche in soggetti che non hanno sintomi di malattia.

La prevenzione, l’identificazione di malattie asintomatiche, la scoperta di problemi quando sono ancora trattabili sono prospettive straordinarie, quasi troppo belle per essere vere.

Allo stato attuale la Food and Drug Administration (FDA, l’analogo americano dell’Istituto Superiore della Sanità) non ha notizia di evidenze scientifiche che dimostrino che la TAC total-body in soggetti senza sintomi permetta di ottenere più vantaggi che rischi. L’FDA ha la responsabilità di assicurare la sicurezza e l’efficacia di questi dispositivi medici e proibisce ai costruttori di TAC la promozione di un loro uso per uno screening completo dei soggetti asintomatici. L’FDA, però, non regolamenta la pratica clinica; il medico può scegliere di adoperare un dispositivo per qualunque scopo gli sembri appropriato e in Europa la situazione è più o meno paragonabile.

Rispetto a molte altre procedure radiografiche, la TAC comporta l’esposizione a dosi di radiazioni relativamente alte. I rischi associati con questa esposizione sono di gran lunga bilanciati dai benefici diagnostici e terapeutici della TAC, nel caso però della totale in soggetti asintomatici, i benefici sono discutibili:

  • Può effettivamente distinguere i soggetti sani da quelli con malattie occulte?
  • Reperti dubbi comportano il ricorso a ulteriori esami invasivi o a trattamenti che comportano rischi aggiuntivi con vantaggi minimi?
  • Un reperto di “normalità” garantisce la “buona salute”?

Molti soggetti non si rendono conto che sottoporsi a un esame TAC totale non porta necessariamente alla serenità cui anelano, né fornisce necessariamente i dati che consentiranno di evitare problemi di salute.

Si può per esempio rilevare un’anomalia non grave, oppure la “normalità” può non essere accurata. Come altre procedure mediche, anche la TAC non riuscirà a vedere alcune patologie, mentre i “falsi” indurranno ulteriori test non necessari.

Pericoli e rischi

Alcuni pazienti possono essere preoccupati per le quantità di radiazioni cui vengono sottoposti durante la TAC.

La scansione TAC comporta l’uso di raggi X, un tipo di radiazione ionizzante e l’aumento del rischio di cancro legato all’esposizione alle radiazioni ionizzanti è ben noto.

Le procedure radiografiche tradizionali, come le radiografie del torace e la mammografia, sfruttano livelli di radiazioni relativamente bassi. L’esposizione alle radiazioni da TAC è maggiore rispetto alle procedure tradizionali, ma l’aumento del rischio di cancro per una scansione TAC è comunque piccolo. Non sottoporsi all’esame può essere decisamente più rischioso, specialmente se la TAC viene usata per la diagnosi di cancro o di altre condizioni gravi in soggetti con segni o sintomi di malattia.

Si ritiene comunemente che il rischio aggiuntivo per ogni singolo individuo di sviluppare un cancro mortale a seguito di una TAC tipica sia circa 1 su 2.000. D’altro canto, il rischio complessivo di morire di cancro è circa 1 su 5 (popolazione statunitense).

È importante anche notare che tutti siamo quotidianamente esposti a livelli di fondo di radiazioni ionizzanti originate in natura. Negli Stati Uniti, la persona media riceve una dose effettiva stimata di circa 3 millisievert (mSv) all’anno originata da materiali radioattivi presenti nell’ambiente, come il radon. Per confronto, l’esposizione alle radiazioni da una scansione TAC a basse dosi del torace (1,5 mSv) equivale a 6 mesi di normali radiazioni ambientali, mentre una TAC a dosi regolari del torace (7 mSv) equivale a 2 anni di radiazioni ambientali.

Il ricorso diffuso alla TAC e ad altre procedure che impiegano le radiazioni ionizzanti per creare immagini del corpo ha sollevato preoccupazioni sul fatto che anche piccoli aumenti del rischio di cancro potrebbero scaturire in grandi numeri di futuri cancri. Chi viene sottoposto a TAC da bambino può correre più rischi perché i bambini sono più sensibili alle radiazioni e hanno un’aspettativa di vita più lunga degli adulti. Le donne rischiano più degli uomini di sviluppare il cancro a parità di radiazioni alla stessa età.

Chi deve sottoporsi a TAC dovrà valutare attentamente con il medico se la procedura è necessaria e il rapporto tra rischi e benefici. Alcune organizzazioni raccomandano di tenere un registro degli esami radiologici cui si viene sottoposti, nel caso che il medico non abbia accesso alla storia clinica completa.

Rischi della scansione TAC nel bambino

L’esposizione alle radiazioni da TAC agisce in modo diverso su bambini e adulti. I bambini sono notevolmente più sensibili alle radiazioni degli adulti perché il corpo è in crescita e le cellule si dividono quindi con velocità maggiore. Inoltre i bambini hanno una maggiore aspettativa di vita degli adulti, offrendo così finestre di opportunità più ampie ai cancri indotti da radiazioni.

Nei soggetti sottoposti a più esami TAC prima dei 15 anni sono stati riscontrati rischi maggiori di leucemia, tumori cerebrali e altri cancri nella decade successiva alla prima TAC, tuttavia il rischio complessivo di cancro dovuto a una singola TAC si è dimostrato piccolo, circa un caso ogni 10.000 procedure eseguite nei bambini.

Le tre domande chiave che i genitori possono porre al medico sono:

  1. Perché l’esame è necessario?
  2. I risultati cambieranno le decisioni relative al trattamento?
  3. Esistono alternative non basate su radiazioni?

Se l’esame è clinicamente giustificato, i genitori possono essere sicuri che i benefici supereranno i piccoli rischi a lungo termine.

Fonti principali:

Adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Ieri in Pronto Soccorso mi hanno fatto una TAC encefalo (fortunatamente negativa), ma mi ha preoccupato il fatto che non mi siano state fornite protezioni per gli occhi. A cosa vado incontro?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Con tutti i limiti delle mie competenze non sono previsti occhiali o altre forme di protezione degli occhi durante l’esecuzione della TAC; i rischi sono quelli (ridottissimi) descritti nell’articolo.

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