Saturazione dell’ossigeno nel sangue

Ultimo Aggiornamento: 66 giorni

Definizione

L’ossigeno è uno dei carburanti indispensabili per il corretto funzionamento di ogni cellula del nostro corpo ed è grazie alla circolazione sanguigna che è possibile un corretto e continuo approvvigionamento.

Gran parte di questo indispensabile compito è svolto dagli eritrociti (i globuli rossi), trasportatori infaticabili che si occupano di

  • prelevare l’ossigeno nei polmoni,
  • portarlo attraverso le arterie a tutti gli organi interni,
  • scambiarlo con l’anidride carbonica,
  • tornare ai polmoni dove avviene lo scambio anidride carbonica-ossigeno e riprendere il ciclo dall’inizio.

Per garantire un sufficiente ed efficace apporto di ossigeno a ogni cellula, durante il transito nei polmoni il 95-100% degli eritrociti viene caricato (saturato) con l’ossigeno, ma in caso di malattie polmonari o altre affezioni si può ridurre la percentuale di eritrociti che trasporta quantità fisiologiche di ossigeno; la saturazione di ossigeno può quindi scendere in modo significativo.

Se la saturazione di ossigeno nel sangue diventa troppo bassa può diventare necessario assumere ossigeno per via respiratoria, in modo da garantire che l’organismo riesca a trattenere e utilizzare una quantità sufficiente del prezioso gas.

Dal punto di vista medico l’ipossiemia consiste in livelli di ossigeno nel sangue al di sotto del normale, in particolare in quello arterioso; è il segno di un problema respiratorio o circolatorio e può manifestarsi con vari sintomi, tra cui l’affanno.

L’ipossiemia è una delle cause che può condurre a ipossia, ossia la carenza di ossigeno in

  • un tessuto,
  • un organo
  • o nell’intero organismo.

Viene determinata misurando il livello di ossigeno in un campione di sangue prelevato da un’arteria (emogas analisi arteriosa). Può anche venire stimata misurando la saturazione di ossigeno nel sangue con un pulsossimetro, un piccolo dispositivo che si aggancia a un dito.

La pressione normale dell’ossigeno arterioso, che rappresenta un’approssimazione accurata della quantità presente, è circa 75 – 100 mmHg. In genere, valori inferiori a 60 mmHg indicano la necessità di supplementi di ossigeno.

I valori normali rilevati con il pulsossimetro oscillano tipicamente tra 95 e 100%. Valori inferiori a 90% sono considerati bassi.

Cause

Sono necessari vari fattori per fornire continuamente ossigeno a cellule e tessuti del corpo:

  • L’aria che si respira deve contenere abbastanza ossigeno.
  • I polmoni devono poter inalare l’aria contenente ossigeno ed esalare anidride carbonica.
  • Il sistema cardiocircolatorio deve essere in grado di far arrivare sangue ai polmoni, prendere l’ossigeno e distribuirlo attraverso il corpo.

Un problema con uno qualunque di questi delicati meccanismi può causare ipossiemia, soprattutto nelle condizioni più estreme, come l’attività fisica o durante una malattia.

Quando l’ossigenazione del sangue cade sotto certi livelli, si potrà percepire

  • affanno,
  • cefalea,
  • confusione,
  • agitazione

e comparirà cianosi (colorazione blu della pelle); potranno subentrare anche sintomi che coinvolgono il sistema circolatorio, ad esempio:

Da un punto di vista pratico le cause possibili di ipossiemia sono numerose, per esempio:

  • un grave attacco asmatico, in cui le vie aeree si restringono impedendo il normale passaggio di ossigeno verso i polmoni,
  • danno polmonare a seguito di traumi (per esempio incidente stradale),
  • malattie polmonari come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), enfisemapolmonite, edema polmonare, …
  • farmaci (alcuni narcotici, per esempio, possono indurre depressione respiratoria come effetto collaterale),
  • problemi cardiaci,
  • anemia (in cui c’è fisicamente un insufficiente numero di globuli rossi in grado di occuparsi del trasporto di ossigeno),

e molte altre ancora.

Quando chiamare il medico

Si raccomanda di contattare il medico se compare

  • intenso affanno a insorgenza improvvisa, che impedisce le proprie funzioni abituali.

Si raccomanda di rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso o contattare il 118 se a quote elevate (sopra circa 2.400 m) compaiono

  • intenso affanno con tosse,
  • polso accelerato
  • e ritenzione di liquidi.

Questi sono segni e sintomi di passaggio di liquidi dal letto vascolare ai polmoni (edema polmonare da alte quote), condizione che può risultare fatale e che richiede quindi l’intervento ospedaliero (chiamare il 118).

Consultare tempestivamente il medico a fronte di:

  • affanno dopo modeste attività fisiche o a riposo,
  • affanno che peggiora durante l’esercizio o attività fisiche,
  • risvegli improvvisi con affanno o una sensazione di soffocamento (può trattarsi di apnea nel sonno)

Fonte: Mayo Clinic

Valori normali

  • A livello del mare, un soggetto sano ha in genere valori di saturazione di ossigeno compresi tra 96% e 99%, e comunque sopra il 94%.
  • A 1.600 m, la saturazione di ossigeno dovrebbe essere sopra 92%.

Un valore di saturazione di ossigeno (SaO2) inferiore a 90% causa ipossia (che può anche essere conseguenza di un’anemia), che si manifesta con cianosi, ma la saturazione di ossigeno non riflette direttamente l’ossigenazione dei tessuti.

Effetti della ridotta saturazione di ossigeno:

  • 85% e superiore: Nessuna evidente menomazione
  • 65% e inferiore: In genere, funzionamento mentale alterato
  • 55% e inferiore: In genere, perdita dello stato di coscienza

Pulsossimetria

Il pulsossimetro misura indirettamente i livelli di saturazione di ossigeno.

Questo strumento non invasivo richiede l’introduzione di un dito della mano (in alternativa, un orecchio o un dito del piede) nel dispositivo, in cui viene misurata la quantità di rosso del sangue pulsante attraverso il dito tramite una luce rossa.

Il pulsossimetro misura l’emoglobina, fornendo una percentuale di saturazione media (SpO2). Un valore SpO2 di 90% (equivalente a 55-60 mmHg di SaO2) è considerato critico. Il principio alla base dell’ossimetro è la misurazione quantitativa del rosso del sangue: più il sangue è rosso, maggiore è la saturazione di ossigeno.

Il pulsossimetro fornisce una rapida indicazione dei livelli di saturazione ematica, anche se è l’emogas del sangue arterioso a dare i risultati più accurati.

Esecuzione dell’esame

La saturazione di ossigeno può essere stimata facilmente e in modo indolore con un dispositivo a dito. Questo dispositivo emette una luce da un lato del dito; sul lato opposto, la luce in uscita viene misurata tramite un rilevatore. Questo dispositivo può fornire una valida stima della saturazione di ossigeno perché gli eritrociti saturi assorbono e riflettono la luce in modo diverso rispetto a quelli non saturi. Gli eritrociti sono rosso brillante quando contengono ossigeno, ma diventano bluastri quando non più saturi di ossigeno.

L’ossimetro da dito non può fornire una misura perfetta della saturazione d’ossigeno; può dare solo una stima grossolana e tali stime sono anche invalidate da elementi banali come unghie smaltate di rosso.

Emogas analisi

L’emogas analisi arteriosa è un approccio più preciso alla misurazione dell’ossigenazione del sangue.

Questa analisi richiede il prelievo di una piccola quantità di sangue direttamente da un’arteria, mentre la maggior parte degli altri esami del sangue si basa su campioni di sangue venoso; si tratta quindi di un esame leggermente diverso, in genere, viene usata l’arteria radiale, a livello del polso, che è la stessa arteria che si usa per misurare il polso (la frequenza cardiaca).

Per prelevare il sangue da questa arteria il personale sanitario localizzerà l’arteria cercando le pulsazioni; alcuni soggetti riferiscono un qualche dolore durante il prelievo arterioso rispetto al venoso, ma la procedura richiede solo pochi secondi.

Il livello di ossigeno (e altri parametri, come il livello di biossido di carbonio e il pH del sangue) può essere quindi direttamente misurato sul sangue arterioso.

Prevenzione

Per rendere l’affanno più sopportabile, può essere indispensabile e/o utile:

  • Smettere di fumare. In caso di diagnosi di BPCO o altra malattia polmonare, la prima cosa da fare è smettere di fumare.
  • Evitare il fumo passivo. Evitare ambienti in cui altri fumino. Il fumo esalato da altri può ulteriormente danneggiare i propri polmoni.
  • Praticare un’attività fisica regolare. Può sembrare difficile fare attività fisica con problemi respiratori, ma una regolare attività fisica può complessivamente migliorare forza e resistenza.

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  1. Anonimo

    Ma dosando i globuli rossi non si riesce a fare una stima? Dato che sono loro a trasportare l’ossigeno.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo no. È vero che la quantità di globuli rossi circolanti può influire indirettamente, ma da questo valore non è comunque possibile stimare la saturazione.

  2. Anonimo

    Salve dottore .il livello si puo ancche vedere con un semplice esame ,,,emocromo completo,,,? Grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      No, l’emocromo non da informazioni sulla saturazione. saluti

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