Mammografia per il seno: esame, esiti e limiti

Ultimo Aggiornamento: 946 giorni

Link sponsorizzati

Introduzione

Mammografia

Mammografia (http://en.wikipedia.org/wiki/File:MammographyinprocessGraphic.jpg)

La mammografia è l’esame radiografico del seno, effettuato attraverso una bassa dose di raggi X. La donna sta in piedi davanti alla macchina che esegue l’esame, uno dei seni viene appoggiato su un piatto di plastica trasparente e viene premuto con decisione, ma senza far male, da un altro piatto che scende dall’alto. Le due superfici di plastica servono per appiattire il seno e tenerlo fermo, per poter produrre una miglior immagine mammografica. La pressione dura per pochi secondi e non fa assolutamente male al seno. Il procedimento viene ripetuto per l’altro seno.

I piatti della macchina, infine, vengono ruotati di novanta gradi, per poter analizzare il seno anche da una prospettiva laterale. Alla fine, vi vengono consegnate due radiografie di ciascun seno, per un totale di quattro radiografie.

Alcune donne si sentono preoccupate pensando ad eventuali pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni, tuttavia queste sono molto modeste e considerate innocue. La tecnologia attuale e l’esperienza del tecnico di radiologia permette di ottenere delle immagini di alta qualità utilizzando una dose di radiazioni particolarmente contenuta.

Mammogramma, nella figura di destra un tumore

Mammogramma, nella figura di destra un tumore (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Mammo_breast_cancer.jpg)

L’apparecchiatura per la mammografia produce un mammogramma, ovvero una radiografia del seno impressa su un foglio di pellicola radiografica. In seguito il medico, che di solito è uno specialista (radiologo) esamina attentamente la radiografia.

I radiologi sono medici specializzati in grado di diagnosticare le malattie grazie all’esame delle immagini radiografiche ottenute con i raggi X. Il radiologo esaminerà attentamente (o leggerà la mammografia) e la interpreterà, cercando eventuali segnali della presenza di un tumore o di altri problemi. L’immagine del seno visibile con la mammografia cambia molto da donna a donna e la gamma delle mammografie considerate normali è molto vasta. Proprio per questo i radiologi preferiscono confrontare la vostra mammografia con eventuali vostre mammografie precedenti. In questo modo per loro è più facile individuare cambiamenti anche minimi e scoprire un eventuale tumore il prima possibile.

La mammografia eseguita a cadenza regolare è il modo più efficace per scoprire cambiamenti nel seno, tuttavia non è un esame perfetto. A volte l’esame evidenzia segni di anomalie, ma ulteriori controlli dimostreranno che non è presente alcun tumore. In altri casi, invece, la mammografia apparirà normale, quando invece è già presente un tumore. Non tutti i tumori sono evidenti nella mammografia, a volte possono essere difficili da individuare. Prima della menopausa, il tessuto che costituisce il seno è denso e quindi più difficile da leggere con la mammografia. Con l’invecchiamento e la menopausa il seno cambia ed i segni di tumore al seno sono più facili da individuare.

Su 1000 donne di età superiore ai 40 anni che si sottopongono a mammografia:

  • 920 avranno una mammografia normale sebbene, in rari casi, sia presente un tumore che non sarà rilevato dalla mammografia,
  • 80 avranno una mammografia che evidenzia anomalie e richiede ulteriori controlli. Dopo gli esami più approfonditi, il risultato sarà:
    • 76 donne non hanno alcun tumore
    • 4 hanno un tumore.

Screening e mammografia diagnostica

Le mammografie vengono usate per due scopi principali:

  1. lo screening
  2. la diagnosi.

Le mammografie di screening vengono usate per controllare le donne che non presentano né segni né sintomi di tumore al seno. Di solito vengono effettuate due radiografie per ciascun seno. Lo scopo dello screening mammografico è quello di diagnosticare precocemente il tumore, quando ancora è troppo piccolo per essere notato o percepito dalla donna o dal medico. Se il tumore al seno viene diagnosticato precocemente, la terapia avrà maggior probabilità di successo.

La mammografia diagnostica viene usata quando si hanno dei sintomi a carico del seno, oppure quando nella mammografia precedente sono state riscontrate anomalie. Durante una mammografia diagnostica vengono riprese diverse immagini, per studiare il seno in modo più approfondito. Nella maggior parte dei casi speciali procedure radiografiche ingrandiscono una piccola zona del seno, rendendo più facile la lettura. A volte, subito dopo la mammografia di screening, sarà necessaria una mammografia diagnostica. Quest’ultima sarà utile per esaminare le anomalie individuate in precedenza.

Quando

In Italia più di 30.000 donne l’anno scoprono di avere un tumore al seno e, di queste, 11 mila non sopravvivono alla malattia: almeno l’80% potrebbe guarire con una diagnosi precoce. (Fonte: Ministero della Salute, tumore al seno)

Problemi al seno in rapporto alle età (Fonte: Ministero della Salute)
Problemi al seno in rapporto alle età (Fonte: Ministero della Salute)

Le mammografie eseguite a cadenza regolare sono lo strumento migliore che i medici hanno a disposizione per la diagnosi precoce del cancro al seno. Una mammografia può evidenziare i primi segni del tumore molto prima che voi o il vostro medico vi accorgiate dei cambiamenti, se il tumore al seno viene diagnosticato e curato precocemente molte donne possono continuare a vivere a lungo e in salute.

La maggior parte degli esperti è concorde nell’affermare che le donne che non hanno avuto precedenti sintomi o problemi al seno dovrebbero iniziare a fare la mammografia a quarant’anni (una volta si consigliava di fare una mammografia di base già a 35 anni). Non tutti invece concordano sulla frequenza delle mammografie: la maggior parte degli specialisti consiglia di fare una mammografia all’anno oppure una ogni due anni.

In Italia le linee guida raccomandano in particolare alle donne in età compresa fra i 50 ed i 69 anni di sottoporsi regolarmente all’esame, almeno con frequenza biennale.

Parlate con il vostro medico se avete un qualsiasi sintomo oppure dei precedenti famigliari di tumore al seno. In questo caso potrebbe essere necessario sottoporsi a controlli in anticipo oppure con maggiore frequenza.

Farà male? Come prepararsi?

La maggior parte delle donne afferma che la mammografia è un esame fastidioso. Alcune ritengono che sia un esame doloroso, ma non viene mai percepito come un dolore insopportabile e che dura a lungo. La vostra esperienza dipenderà dalle dimensioni del seno, dalla pressione necessaria, dalla bravura del radiologo e dall’eventuale concomitanza del ciclo mestruale.

  • Se possibile, evitate di prendere l’appuntamento per la mammografia proprio per quei momenti in cui il seno è più sensibile o dolorante, ad esempio per la settimana prima del ciclo mestruale o per i giorni del ciclo; l’ideale è la prima metà del ciclo, in cui il seno è meno teso.
  • Nel giorno dell’esame non usate deodoranti, profumi o polvere di talco. A volte gli ingredienti di questi prodotti possono comparire come puntini bianchi sulla mammografia.
  • Starete più comode se indosserete un top con gonna o pantaloni, anziché un vestito intero. In questo modo, dovrete togliervi soltanto il top per effettuare l’esame.
  • Preparatevi a descrivere tutti i sintomi, i cambiamenti o i problemi del vostro seno allo staff medico. Vi potranno essere richiesti i vostri precedenti medici (ad esempio se vi siete sottoposte a interventi chirurgici o avete delle cicatrici), se seguite una terapia ormonale o se ci sono precedenti di tumore al seno, vostro o nella vostra famiglia.
  • Se è la prima volta che eseguite una mammografia presso una struttura o presso un medico cercate di inviare o far inviare tutte le mammografie precedenti prima dell’appuntamento. In questo modo, il radiologo potrà controllare con maggiore facilità eventuali cambiamenti del vostro seno.

Esito della mammografia

Interventi chirurgici e gravi ferite possono falsare il risultato della mammografia, ricordate quindi di comunicare alle persone che vi seguono se vi siete fatte ridurre il seno, se avete subito un intervento di ricostruzione o avete una protesi. Le donne che si sono sottoposte a determinati interventi chirurgici potrebbero aver necessità di farsi fare radiografie aggiuntive durante la mammografia.

A seconda della struttura in cui vi recate i tempi per ottenere l’esito della mammografia possono variare. In molte strutture il radiologo impiega da alcuni giorni ad alcune settimane per leggere la mammografia, poi manda gli esiti a voi e al vostro medico. Altre strutture, invece, vi chiedono di aspettare per alcune ore, mentre il radiologo elabora l’esito in giornata.

Quasi tutte le strutture vi chiederanno di aspettare finché la pellicola radiografica non sarà sviluppata e ricontrollata: in questo modo sarete certe che l’esame si sia svolto correttamente e che non sarà necessario ripeterlo. Ricordate che il tecnico di radiografia è in grado soltanto di dire se la pellicola è di buona qualità. Non è in grado di leggere la pellicola né di dirvi i risultati della mammografia.

Prima di fare la mammografia, chiedete quando e come vi saranno comunicati gli esiti.

Se la mammografia è normale chiedete al medico quando dovrete sottoporvi alla mammografia successiva e continuate a sottoporvi all’esame seguendo il calendario prefissato. Inoltre, potrete scoprire se esistono programmi di screening gratuiti e se avete i requisiti per entrare a farne parte.

Se la mammografia segnala delle anomalie non allarmatevi. La mammografia è in grado di evidenziare molte patologie che non hanno nulla a che vedere con il cancro. La maggior parte delle donne segnalate per esami o controlli di approfondimento non ha nessun tumore. Alcuni degli esami e dei controlli di approfondimento sono descritti di seguito e l’esame consigliato dal medico dipenderà dai risultati della mammografia.

  • Mammografia diagnostica di approfondimento: il medico potrebbe evidenziare la necessità di una mammografia diagnostica di approfondimento, per ottenere immagini diverse o ingrandite di una determinata zona del seno. Queste immagini integrano quelle ottenute tramite una normale mammografia e permettono al medico di esaminare una certa area con maggiore precisione.
  • Ecografia: l’ecografia è un esame complementare alla mammografia (e non sostitutivo). In quest’esame, si usano le onde sonore per elaborare delle immagini del seno, questo esame viene usato più di frequente per le donne più giovani o per quelle in cui il tessuto del seno è più denso. Il medico o il tecnico possono vedere l’immagine su uno schermo.
  • Esami specialistici: il medico può indirizzarvi verso uno specialista, ad esempio un senologo o un chirurgo, per un esame fisico o per altri controlli. Questo non significa necessariamente che abbiate un tumore o dobbiate sottoporvi ad un intervento chirurgico. I senologi sono medici specialisti, in grado di eseguire esami fisici del seno, di diagnosticare problemi del seno ed eseguire le biopsie.
  • Biopsia: nella biopsia viene asportato un piccolo campione di tessuto del seno, la biopsia può essere eseguita con un ago (si parla allora di ago aspirato) o chirurgicamente. L’ago aspirato di solito viene eseguito in ambulatorio. Il seno viene anestetizzato, poi il medico inserisce un ago che asporta, tramite iniezione, un piccolo campione di tessuto. La biopsia chirurgica di solito viene eseguita in clinica o in ospedale. Normalmente, la paziente viene sedata (cioè le viene somministrato un farmaco che la fa rilassare e assopire), poi il medico pratica una piccola incisione sulla pelle del seno, in seguito rimuove un piccolo campione di tessuto dall’area sospetta e lo manda in laboratorio. Il patologo (il medico specializzato nella diagnosi delle malattie) esamina il campione al microscopio per evidenziare l’eventuale presenza di cellule cancerose.

Se c’è un tumore al seno?

Per molte donne la cura del tumore al seno inizia entro poche settimane dalla diagnosi. Di solito la donna ha tutto il tempo di capire quali terapie ha a disposizione e non deve prendere decisioni affrettate. Può discutere le varie opzioni con il medico, cercare un secondo parere, parlare con gli amici o con altre donne nella sua stessa situazione. Non tutti i tumori al seno vengono curati nello stesso modo e ogni terapia ha i suoi vantaggi e svantaggi. È normale essere spaventate e provare un forte stress, che in prima battuta impedisce di esaminare tutte le informazioni o persino di fare domande.

Alcune donne trovano che sia utile preparare in anticipo un elenco di domande, prendere appunti oppure avere a fianco un membro della famiglia o un amico quando si parla con il medico. La cosa più importante è comunque essere sempre informate sulle varie possibilità e sentirsi a proprio agio quando si prende una decisione.

Terapie per il tumore al seno

Per il tumore al seno esistono diversi tipi di terapie, con tutta probabilità la paziente verrà indirizzata verso un medico specialista in un determinato tipo di terapia. Si può trattare di un oncologo, di un chirurgo o di uno specialista in un campo diverso. Ciascuno di essi è competente ed esperto per il tipo di terapia che può offrire. Capire tutte le alternative e dialogare con il medico principale può aiutare la donna a scegliere il tipo di terapia che fa al caso suo. Le terapie più comuni per il cancro al seno comprendono una o più delle alternative seguenti:

  • L’intervento chirurgico è un’operazione in cui viene rimosso il seno, tutto o in parte. Per il tumore al seno sono possibili diversi tipi di intervento chirurgico, quindi chiedete al medico di spiegarvi quali possibilità avete, i pro e i contro di ciascuna di esse e il modo in cui andranno ad influire sull’aspetto del vostro seno. L’intervento chirurgico è la terapia più comune per il cancro al seno.
  • La radioterapia usa speciali raggi X ad alta energia e altri tipi di radiazione per eliminare le cellule cancerose.
  • La chemioterapia usa particolari farmaci per eliminare le cellule tumorali o per fermarne la crescita.
  • La terapia ormonale sopprime gli ormoni o blocca la loro azione, per far sì che la crescita delle cellule cancerose si blocchi.

Il futuro

Sono in corso ricerche sui nuovi modi per elaborare immagini del seno e per rendere possibile la diagnosi precoce dei tumori. Tra di essi troviamo:

  • MRI, o risonanza magnetica
  • TAC, o tomografia assiale computerizzata
  • PET, o tomografia a emissione di positroni

Questi esami possono contribuire alla diagnosi quando la mammografia presenta esiti anomali. L’efficacia di queste nuove tecniche per lo screening delle grandi masse di donne che non presentano segni o sintomi di tumore al seno non è ancora stata dimostrata.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati



Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. X

    Il mio dubbio è dato dal si consiglia… Se fosse stata una cosa urgente ci sarebbe stato scritto si consiglia? O magari un’altra dicitura? E cosa potrebbe essere visto che c’è scritto ecografia ascellare? Magari qualche cosa infiammata che si può sentire come un fastidio? La prego mi dica

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senza vedere il referto è difficile fare valutazioni più precise, ma in genere si indaga sotto l’ascella per verificare l’eventuale presenza di linfonodi infiammati.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non necessariamente, ma vanno esclusi anche i casi più a rischio.

  2. alice

    Salve mia madre che ha 61 anni ha fatto la mammografia bilaterale oggi, l’esito è questo:”Strutture parenchino-stromali diffusamente, marcatamente accentuate, di tipo reticolo-nodulare, più rappresentate a sinistra nel quadrante superoesterno. Bilaterale assai numerose calcificazioni di tipo displastico.il quadro osservato impone completamento diagnostico con ecografia mammaria.”
    Sono molto preoccupata, a luglio di quest’anno le era stato diagnosticato un tumore benigno all’ovaio di grandi dimensioni birderline, a seguito hanno er tolto tutto e per fortuna benigno.
    Devo preoccuparmi? Può essere un tumore al seno?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non occupandomi di questo campo preferisco non commentare i referti.

Lascia un Commento

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.