Esame MOC, tutto quello che devi sapere

Ultimo Aggiornamento: 93 giorni

Definizione

Il test di densitometria ossea permette di sapere se si è affetti da osteoporosi o se lo stato delle ossa deve essere fonte di preoccupazione. Questo test viene anche chiamato Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC).

Il costo è molto variabile in base al tipo di struttura, alla tipologia dell’apparecchio usato, … ma generalmente si va da cifre attorno ai € 60 fino a € 250 e più in centri privati con dispositivi centrali di ultima generazione (i più affidabili).

Impiega un’apparecchiatura per misurare la densità delle ossa e permette di stimare la quantità di osso nell’anca, nella colonna vertebrale e talvolta in altre ossa. Il risultato del test sarà di ausilio al medico nel prescrivere le raccomandazioni a protezione delle ossa.

Donna post-menopausa o uomo di almeno 50 anni? Frattura di un osso recente? Se la risposta ad ambedue le domande è “sì”, si dovrà consultare il medico sull’eventualità di eseguire un test della densitometria ossea, se mai effettuato.

In passato, la scoperta dell’osteoporosi era sempre successiva alla frattura di un osso, a quel punto però le ossa potevano già essere molto fragili. Il test di densitometria ossea rende più accurato il calcolo del rischio di fratture.

La densitometria ossea usa i raggi X per misurare i grammi di calcio e di altri minerali ossei accumulati nel segmento di un osso. Le ossa misurate in genere sono la colonna vertebrale, l’anca e l’avambraccio.

La MOC permette quindi di stabilire se la densità ossea è normale, ridotta (osteopenia) o se c’è osteoporosi. È l’unico esame che può diagnosticare l’osteoporosi. Minore è la densità ossea, maggiore il rischio di frattura di un osso.

Il test permette al soggetto e al medico di:

  • sapere se le ossa sono fragili o affette da osteoporosi prima di subire fratture,
  • stimare le probabilità di fratture in futuro,
  • vedere se la densità ossea migliora, peggiora o rimane costante,
  • valutare l’efficacia di un farmaco per l’osteoporosi,
  • verificare se dopo una frattura c’è osteoporosi.

Indicazioni

Il medico prescrive il test di densitometria ossea per:

  • Identificare riduzioni della densità ossea prima di fratture,
  • Determinare il rischio di fratture ossee,
  • Confermare una diagnosi di osteoporosi,
  • Monitorare il trattamento dell’osteoporosi.

Maggiore è il contenuto osseo di minerali, maggiore la densità. Più le ossa sono dense, più in genere sono forti e minori sono le probabilità che si rompano.

I test di densitometria ossea sono diversi dalle scansioni ossee, queste richiedono prima un’iniezione e di solito sono usate per rilevare fratture, tumori, infezioni e altre anomalie ossee.

Benché l’osteoporosi sia più comune nelle donne anziane, può svilupparsi anche negli uomini. A prescindere dal sesso e dall’età, il medico può raccomandare un test di densitometria ossea nei seguenti casi:

  • riduzione dell’altezza: soggetti la cui altezza si sia ridotta di almeno 4 centimetri potrebbero avere fratture da compressione della colonna vertebrale, di cui l’osteoporosi è una delle cause principali;
  • frattura ossea: fratture da fragilità si manifestano quando un osso è così fragile che si rompe molto più facilmente del previsto. Le fratture da fragilità possono talvolta essere causate da un forte colpo di tosse o da uno starnuto;
  • trattamenti con alcuni farmaci: farmaci steroidei come il prednisone, assunti per periodi prolungati, interferiscono con il processo di ricostruzione ossea e possono causare osteoporosi;
  • trapianto; soggetti sottoposti a trapianto d’organo o midollo osseo hanno un maggior rischio di osteoporosi, in parte perché i farmaci anti-rigetto interferiscono con il processo di ricostruzione ossea;
  • caduta dei livelli ormonali; nelle donne, oltre al naturale abbassamento degli ormoni che si verifica dopo la menopausa, gli estrogeni possono ridursi anche durante alcuni trattamenti per il cancro. Alcuni trattamenti per il cancro della prostata riducono i livelli di testosterone negli uomini. Bassi livelli di ormoni sessuali indeboliscono le ossa.

La statunitense National Osteoporosis Foundation (NOF, fondazione nazionale per l’osteoporosi) raccomanda l’esecuzione del test nei seguenti casi:

  • donna di almeno 65 anni,
  • uomo di almeno 70 anni,
  • frattura dopo i 50 anni,
  • donna in età menopausale con fattori di rischio,
  • donna in età post-menopausale sotto i 65 anni con fattori di rischio,
  • uomo tra i 50 e i 69 anni con fattori di rischio.

Rischi

I limiti del test di densitometria ossea sono:

  • Differenze nei metodi di test. Dispositivi centrali, che misurano la densità delle ossa della colonna vertebrale e dell’anca, sono più accurati ma costano molto di più dei dispositivi periferici, che misurano la densità delle ossa dell’avambraccio, delle dita o del calcagno.
  • Mancanza di copertura mutualistica. Solo in alcuni casi è possibile accedere all’esame attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, è quindi necessario verificarlo preliminarmente.
  • Nessuna identificazione della causa. Un test di densitometria ossea può confermare che la densità ossea è bassa, ma non ne identifica le cause. Per queste, è necessaria una valutazione medica più completa.

Preparazione del test

I test di densitometria ossea sono facili, veloci e indolori. Di fatto, non è necessaria nessuna preparazione.

Se il test viene eseguito in ospedale o in laboratori di analisi, assicurarsi di informare il medico di eventuali esami recenti con bario o di iniezioni di mezzo di contrasto per esami TAC o RM. I mezzi di contrasto potrebbero interferire con il test di densitometria ossea.

Cosa aspettarsi dalla MOC

I test di densitometria ossea in genere sono svolti sulle ossa a maggior rischio di frattura da osteoporosi, in particolare:

  • Parte inferiore della colonna vertebrale (vertebre lombari),
  • Il collo del femore, ossia la parte più stretta dell’osso della coscia, accanto all’articolazione dell’anca,
  • Ossa dell’avambraccio.

Se il test viene eseguito in ospedale, verrà usato verosimilmente un dispositivo centrale, in cui il paziente si sdraia su una piattaforma mentre un braccio meccanico passa sopra il corpo. La quantità di radiazioni cui si viene esposti è molto bassa, molto meno della quantità impiegata per una radiografia del torace. Il test in genere richiede da 10 a 30 minuti.

Un apparecchio portatile piccolo può misurare la densità di ossa alle estremità dello scheletro, ad esempio le dita, il polso o il calcagno. Gli strumenti impiegati per questi test sono detti dispositivi periferici e sono considerevolmente meno costosi di quelli eseguiti con dispositivi centrali.

Poiché la densità ossea può variare da un punto all’altro del corpo, una misurazione condotta a livello del calcagno in genere non è accurata nel predire il rischio di fratture come una misurazione eseguita a livello della colonna vertebrale o dell’anca. È il motivo per cui a fronte di un test positivo con dispositivo periferico il medico potrebbe raccomandare un esame di controllo sulla colonna vertebrale o sull’anca per confermare la diagnosi.

Interpretazione dei risultati

I risultati del test di densitometria ossea vengono riportati utilizzando i T-score. Il T-score mostra di quanto la densità ossea è maggiore o minore rispetto a quella di un adulto di 30 anni. Il personale medico guarda al T-score più basso per diagnosticare l’osteoporosi.

Significato del T-score

Secondo l’OMS:

  • Un T-score di -1,0 o più corrisponde a una normale densità ossea. Esempi: 0,9, 0 e -0,9.
  • Un T-score tra -1,0 e -2,5 significa che la densità ossea è bassa, ossia è indicativo di osteopenia. Esempi: -1,1, -1,6 e -2,4.
  • Un T-score di -2,5 o meno è diagnostico di osteoporosi. Esempi: -2,6, -3,3 e -3,9.

Più basso è il T-score, più bassa è la densità ossea. Un T-score di -1,0 è minore di un T-score di 0,5 e un T-score di -3,5 è minore di un T-score di -3,0.

Il test di densitometria ossea include anche lo Z-score, che confronta i valori riscontrati con i valori di soggetti normali con età e dimensioni sovrapponibili. Nei soggetti più anziani, la densitometria ossea è frequente, quindi lo Z-score può essere sviante.

La maggior parte degli esperti raccomanda l’impiego dello Z-score invece del T-score in bambini, adolescenti, donne con mestruazioni e uomini più giovani. La NOF non raccomanda di eseguire il test di routine in questi gruppi di età.

Uno Z-score sopra -2,0 è normale secondo la International Society for Clinical Densitometry (ISCD, società internazionale di densitometria clinica). La diagnosi di osteoporosi in uomini più giovani, donne prima della menopausa e bambini non dovrebbe basarsi solo sui risultati del test di densitometria ossea.

Indicazioni terapeutiche

I risultati di un test di densitometria aiutano il medico a stabilire cosa fare per ridurre le probabilità di fratture. Nel prendere decisioni su trattamenti con farmaci per l’osteoporosi, il medico considererà anche i fattori di rischio per l’osteoporosi, le probabilità di fratture, l’anamnesi e lo stato di salute attuale.

Di seguito, alcune linee guida (americane) per il trattamento di donne in post-menopausa e uomini con almeno 50 anni:

  • La maggioranza dei soggetti con T-score di -1,0 e oltre (densità normale) non necessita di farmaci per l’osteoporosi.
  • Alcuni individui con T-score tra -1,0 e -2,5 (bassa densità ossea o osteopenia) dovrebbero prendere in considerazione un farmaco per l’osteoporosi se portatori di determinati fattori di rischio.
  • Tutti i soggetti con un T-score di -2,5 e inferiore (osteoporosi) dovrebbero prendere farmaci per l’osteoporosi.

Considerazioni sull’osteopenia

Una bassa densità ossea o osteopenia non implica necessariamente lo sviluppo dell’osteoporosi. Significa che esiste una maggior probabilità di sviluppare l’osteoporosi se in futuro le ossa si riducono. Mentre è noto che i soggetti con osteoporosi dovrebbero curarsi per ridurre il rischio di fratture, non è del tutto chiaro quando trattare soggetti con bassa densità ossea.

Lo strumento online FRAX® di valutazione del rischio di fratture può aiutare il medico a prendere queste decisioni. FRAX è uno strumento che calcola il rischio assoluto di frattura di una persona o una stima di frattura nei prossimi dieci anni. FRAX può aiutare a identificare soggetti con una maggior probabilità di frattura o che potrebbero trarre benefici da terapie per l’osteoporosi.

FRAX considera

  • l’età,
  • la densità ossea
  • e altri fattori di rischio

per stimare la probabilità di frattura di un’anca o altre ossa maggiori nei prossimi dieci anni. Lo strumento FRAX può essere usato per indirizzare scelte sul trattamento di persone che presentano le tre seguenti caratteristiche:

  • Donne in post-menopausa o uomini con almeno 50 anni
  • Soggetti con osteopenia
  • Individui che non hanno assunto farmaci per l’osteoporosi

I farmaci per l’osteoporosi vengono prescritti per ridurre il rischio di fratture. La NOF raccomanda di passare in rassegna i possibili trattamenti con il proprio medico. Nel prendere un farmaco, vanno sempre considerati i pro e i contro, compresi gli effetti collaterali.

Fonte principale:

Traduzione a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Buona sera, riassumo brevemente: Assumo eutirox 50 da metà dicembre per ipotiroidismo subclinico in cerca di una gravidanza.sono partita prima della cura da un valore di 4,50 ( 0,27/4,20).Dopo un mese di assunzione era a 2,08. Dopo quattro mesi (fine aprile) era a 1,72. Il medico mi disse di ridosarlo dopo 6 mesi.oggi ho ritirato le analisi e il valore é a 3,11!! Sono spaventata ho preso appuntamento dall’endocrinologo ma non mi riceve prima della metà di novembre!! Oggi mi trovo in fase luteale ( quando ho fatto le analisi avevo appena ovulato).. Crede che mi aumenterá la terapia? Nel frattempo é meglio che contatti il medico curante? Ho paura ci siano problemi per l’attecchimento..

  2. Anonimo

    Mi scusi ho sbagliato pagina,volevo scrivere nella pagina dell’ipotiroidismo..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si spaventi, anche se non è un valore ideale è comunque ampiamente nei limiti.

  3. Anonimo

    Siccome tra un mese o due mi dovrebbero chiamare per una inseminazione e ho paura che mi facciano saltare tutto( mi hanno detto che deve rimanere massimo su 2/2,30), a maggio era 1,70 ed ero tranquilla come é possibile questo aumento nonostante la terapia ( presa correttamente,circa 1 ora prima di colazione)? É possibile che se fosse avvenuto il concepimento si fosse giá alzato il valore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Purtroppo in alcuni casi si assiste a piccole oscillazioni, è normale che succeda.
      2. Nessun problema se fosse già incinta.

  4. Anonimo

    Grazie di cuore mi ha tranquillizzata un pó, negli ultimi mesi a causa di problemi familiari é stato un periodo di stress, e forse mi sono lasciata prendere da un paio di bicchieri di vino in piú alla sera con gli amici..forse stress e qualche goccetto in piú possono aver influito?

  5. Anonimo

    Grazie dei chiarimenti e mi scusi se ho scritto nella zona sbagliata ( cancelli pure se crede) buona serata.

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