Suicidio: sintomi, cause e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 1533 giorni

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Introduzione

Il suicidio è un grave problema di salute pubblica, si pensi ad esempio che in passato negli Stati Uniti è stato la undicesima causa di morte nella popolazione adulta. I tassi di suicidio variano tra gruppi demografici, con alcuni tra i più alti tassi verificati fra i maschi, bianchi e la popolazione più anziana.

Il suicidio è inoltre fortemente associato con la malattia mentale e i disturbi dovuti all’uso compulsivo di sostanze come alcool o droghe. L’abuso di sostanze rende anche più probabile che si arrivi ad agire per pensieri di suicidio impulsivi o comportamenti a rischio.

Gli individui che muoiono per suicidio, tuttavia, rappresentano una frazione di quelli che pensano ad esso o che compiono un tentativo: le statistiche suggeriscono che i possono essere tra 8 e 25 tentati suicidi per ogni morte. Come per i suicidi portati a termine, i fattori di rischio per tentato suicidio negli adulti uniscono depressione e uso di sostanze stupefacenti. Il suicidio è una tragica reazione alle situazioni di vita stressanti, tanto più tragica perché può spesso essere prevenuto. Se conoscete qualcuno che ha pensieri suicidi, leggere questo articolo potrà aiutarvi a riconoscere i segnali che preannunciano il tragico gesto, aumentando così la possibilità di salvare una vita.

Cause

I pensieri di suicidio hanno molteplici cause, molto spesso sono il risultato di sentimenti di impotenza di fronte a quella che sembra essere una situazione di vita travolgente. Queste situazioni possono includere problemi finanziari, la morte di una persona cara, la rottura di un rapporto o una malattia debilitante. Se non avete speranza per il futuro, potreste erroneamente pensare che il suicidio sia una soluzione.

Non si esclude poi che una tendenza suicida possa avere in parte basi genetiche: le persone che portano a termine il suicidio o che hanno pensieri o comportamenti suicidi, hanno più probabilità di avere una storia familiare di suicidio. Mentre sono necessarie ulteriori ricerche per verificare appieno un’eventuale componente genetica, si pensa che ci possa essere un collegamento genetico ai comportamenti impulsivi che possono portare al suicidio.

Quali sono invece i fattori di rischio certi di suicidio?

  • Depressione ed altri disturbi mentali, o un disturbo legato all’abuso di sostanze (spesso in combinazione con altri disturbi mentali). Più del 90 per cento delle persone che muoiono per suicidio rientrano in questa categoria.
  • Precedenti tentativi di suicidio.
  • Storia familiare di disturbi mentali o di abuso di sostanze stupefacenti.
  • Storia familiare di suicidio.
  • Violenza in famiglia, tra cui abuso fisico o sessuale.
  • Armi da fuoco in casa, il metodo utilizzato in più della metà dei suicidi.
  • Incarcerazione.
  • Esposizione al comportamento suicida altrui, come membri della famiglia, coetanei o figure dei media.
  • Essere intossicati, una grande percentuale dei suicidi si compiono sotto l’influenza di alcool o farmaci.
  • Comportamento e carattere avventato o impulsivo.
  • Sentirsi senza speranza.
  • Aver recentemente subito un evento di vita stressante, come la perdita di una persona cara o la rottura di un rapporto affettivo.
  • Avere una malattia importante, come il cancro o il dolore cronico.
  • Sentirsi socialmente isolati o solitari.
  • Avere problemi legali.
  • Avere problemi a scuola, problemi sociali o problemi disciplinari, se siete un bambino o un adolescente.
  • Essere di sesso maschile, gli uomini hanno più probabilità delle donne di portare a termine il suicidio perché utilizzano in genere mezzi più letali, come un’arma da fuoco.
  • Essere omosessuali con una famiglia non solidale o in un ambiente ostile.
  • Essere un uomo di 65 anni o più anziano.

E’ bene tuttavia sottolineare che il suicidio ed il comportamento suicida non sono risposte normali allo stress, molte persone convivono con questi fattori di rischio senza essere a rischio suicidio. La ricerca mostra anche che il rischio di suicidio è associato a cambiamenti di sostanze chimiche del cervello chiamate neurotrasmettitori, tra cui la serotonina. Una diminuzione del livello della serotonina è stato riscontrato in persone affette da depressione, disturbi compulsivi, storia di tentativi di suicidio e nel cervello delle vittime di suicidio.

Cause fisiche

In alcuni casi i pensieri suicidi possono essere legati a un problema di fondo di salute. Potrebbe essere necessario eseguire le analisi del sangue od altri test per determinare se questo è il caso. Alcune condizioni che possono essere legate alla depressione e ai pensieri suicidi includono:

Inizio di antidepressivi e rischio di aumento di suicidio

Alcuni studi hanno dimostrato un possibile legame tra l’inizio di un trattamento con antidepressivi ed un aumento del rischio di suicidio. Gli organismi di controllo sui farmaci impongono ai produttori di tutti gli antidepressivi di includere l’avvertenza che essi possono aumentare il rischio di suicidio nei giovani durante i primi due mesi di trattamento.

Il legame tra antidepressivi e pensieri suicidi non ancora tuttavia definitivamente chiarito: per essere sicuro, chi comincia a prendere un antidepressivo deve essere osservato da vicino per scoprire eventuali segni di pensieri suicidi, perchè il primo effetto del farmaco potrebbe essere quello di restituire un pizzico di coraggio ed autosufficienza tali da poter portare a termine il precedente pensiero.

Sintomi

I segnali d’allarme a cui prestare attenzione per cercare di predire un tentativo di suicidio sono diversi:

  • Ideazione (pensare, parlare o desiderare il suicidio) ,
  • Consumo di sostanze o abuso (maggiore uso o cambiamento di sostanza) ,
  • Mancanza di scopo nella vita (nessun senso di scopo o di appartenenza) ,
  • Rabbia ,
  • Sentirsi in trappola (sensazione che non vi sia alcuna via d’uscita) ,
  • Disperazione (non c’è nulla per cui vivere, non c’è speranza o ottimismo) ,
  • Isolamento (da famiglia, amici, lavoro, scuola, attività, hobby) ,
  • Ansia (irrequietezza, irritabilità, agitazione) ,
  • Temerarietà (comportamenti ad alto rischio) ,
  • Disturbi dell’umore (drammatici cambiamenti di umore) ,
  • Parlare di suicidio,
  • Ricerca di modi per morire (ricerche su Internet su come suicidarsi, in cerca di pistole, pillole, …),
  • Parlare di disperazione, impotenza o inutilità,
  • Pensare molto alla morte,
  • Miglioramento della qualità di vita improvvisamente più felice e tranquilla,
  • Perdita di interesse nelle cose che piacciono,
  • Visite o chiamate alle persone care, soprattutto dopo una lunga assenza,
  • Fare accordi o regolare gli affari,
  • Dare via oggetti, come beni preziosi .

I segnali di allarme non sono sempre evidenti e variano da persona a persona; alcuni rendono le proprie intenzioni chiare, mentre altri tengono pensieri e sentimenti suicidi segreti.

Statistiche e fasce a rischio

C’è differenza tra uomini e donne?

  • Il suicidio è stato la settima causa di morte per i maschi e la sediceesima per le femmine nel 2006 negli Stati Uniti.
  • Sono quindi quasi quattro volte più numerose le morti di suidici di uomini rispetto alle donne.
  • In genere armi da fuoco, soffocamento ed avvelenamento sono di gran lunga i metodi di suicidio più comuni, tuttavia uomini e donne si differenziano per il metodo di suicidio utilizzato.

Il suicidio è comune tra i bambini e i giovani?

Nel 2006 negli USA il suicidio era la terza causa di morte per i giovani dai 15 ai 24 anni:

  • Bambini da 10 a 14 anni, 1.3 su 100.000
  • Adolescenti di età fra i 15- ed i 19 anni, 8.2 su 100.000
  • Giovani di età tra i 20 ed i 24 anni, 12.5 su 100.000

Come per la popolazione nel suo complesso, in genere i giovani erano molto più propensi ad usare armi da fuoco, soffocamento ed avvelenamento rispetto ad altri metodi di suicidio; si rileva però che, mentre gli adolescenti ed i giovani sono stati più orientati a usare le armi da fuoco, i bambini sono stati drammaticamente più propensi a usare il soffocamento.

C’erano anche delle differenze di genere nel suicidio tra i giovani, come segue:

  • Quattro volte il numero di maschi rispetto alle femmine nella fascia di età 15-19.
  • Sei volte il numero di maschi rispetto alle femmine nella fascia di età 20-24.

Gli anziani sono a rischio?

Gli americani più vecchi hanno sproporzionatamente molte probabilità di morire per suicidio.

  • Su 100.000 persone di età compresa tra i 65 anni ed oltre, si rilevano 14,2 morti per suicidio nel 2006. Questa cifra è superiore alla media nazionale americana di 10,9 suicidi nella popolazione totale.

Quali sono i fattori di rischio per i tentativi di suicidio non fatale?

  • Come osservato, si stima che si verifichino da 12 a 25 tentativi di suicidio non fatale per  ogni suicidio con esito mortale. Gli uomini e le persone anziane hanno più probabilità di riuscire nel loro intento rispetto a donne e giovani.
  • I fattori di rischio per i tentativi di suicidio non fatali da parte di adulti comprendono depressione ed altri disturbi mentali, abuso di alcool e altre sostanze e la separazione o il divorzio.
  • I fattori di rischio per il tentato suicidio da parte dei giovani comprendono depressione, alcol o altri disturbi da uso di droghe, abuso fisico o sessuale.

La maggior parte dei tentativi di suicidio sono espressioni di disagio estremo, richieste non innocue per ottenere l’attenzione. Una persona che sembra a rischio non deve essere lasciata sola ed ha bisogno immediato di trattamento mentale.

Pericoli

Suicidio e ideazione suicida hanno molte complicazioni potenziali. La più evidente e tragica, ovviamente, è la morte.

Questi episodi possono però arrecare danni anche in altri modi, sia per coloro che vogliono togliersi la vita che per i loro cari. Si può essere così consumati dai pensieri suicidi da non poter vivere la vita quotidiana, per esempio. E mentre molti tentativi di suicidio sono atteggiamenti impulsivi nel corso di un momento di crisi, essi possono lasciare danni gravi permanenti o debilitanti, come insufficienza ad un organo, o danni cerebrali.

Per quelli che sopravvivono dopo un suicidio sentimenti come dolore, rabbia, depressione e senso di colpa sono comuni e debilitanti.

In alcuni casi le persone con idee suicide possono voler uccidere anche altre persone: questo caso è noto come omicidio- suicidio. I tipi di sentimenti che scatenano questo comportamento tragico possono derivare da diverse cause, alcuni fattori di rischio comuni per l’omicidio-suicidio sono:

  • Una storia di conflitto con il coniuge o il partner,
  • Difficoltà familiari o giuridiche,
  • Storia di problemi di salute mentale, in particolare depressione,
  • Abuso o dipendenza da alcool o droga,
  • Accesso alle armi da fuoco, quasi tutti i suicidi-omicidi sono commessi utilizzando una pistola.

Diagnosi

Il medico procederà innanzi tutto ad un esame fisico. Lui o lei farà una serie di domande sulla salute mentale e fisica per aiutare a determinare cosa può causare i pensieri suicidi e per determinare il miglior trattamento a disposizione.

Nella maggior parte dei casi i pensieri suicidi sono legati a un problema di salute mentale di fondo che può essere curato. Questi possono includere:

  • Depressione,
  • Disturbo bipolare,
  • Disturbi di Personalità,
  • Disturbo post-traumatico da stress,
  • Ansia,
  • Distacco dalla realtà (psicosi) o paranoia,
  • Abuso di alcool od altre dipendenze.

Se il medico pensa che possiate avere una malattia mentale non diagnosticata che potrebbe essere causa di pensieri suicidi, potrebbe essere necessario rispondere a ulteriori domande o compilare un questionario psicologico. Potrebbe essere necessario consultare un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento della malattia mentale (psichiatra) o di altri assistenti di salute mentale.

Bambini e adolescenti

I bambini con sentimenti suicidi in genere hanno bisogno di vedere uno psichiatra esperto nella diagnosi e nel trattamento di bambini con problemi di salute mentale.

Sui bambini e gli adolescenti il medico vorrà avere tutte le informazioni possibili per determinare quale possa essere la causa del problema e se il bambino o l’adolescente sia a rischio di suicidio.

Il medico desidererà ottenere informazioni dal maggior numero possibile di fonti per ottenere un quadro preciso di cosa stia succedendo. Le fonti possono includere il giovane stesso, i genitori o i tutori, altre persone vicine al bambino, le pagelle scolastiche e le precedenti valutazioni mediche o psichiatriche.

Il suicidio nei bambini e negli adolescenti spesso segue eventi stressanti, a questo proposito è necessario tenere presente che ciò che un giovane vede come grave e insormontabile può sembrare insignificante ad un adulto, come problemi a scuola o la perdita di un’amicizia.

In alcuni casi un bambino o un adolescente può sentirsi tendente al suicidio a causa di determinate circostanze di vita di cui lui o lei non vuole parlare. Alcuni di questi includono:

  • Una storia di abusi fisici o sessuali,
  • Problemi con alcool o droghe,
  • Gravidanza,
  • Avere una malattia sessualmente trasmessa,
  • Essere vittima di bullismo,
  • Essere omosessuale.

Possono essere necessari esami fisici, prove ed approfondite discussioni per aiutare a determinare la sottostante causa di pensieri suicidi.

Cura e terapia

Se avete appena tentato il suicidio è necessario che andiate subito al pronto soccorso. E’ più sicuro che chiediate un’ambulanza, piuttosto che andiate con qualcun altro.

Al pronto soccorso potrebbe essere necessario un trattamento medico per le lesioni o qualunque cosa possiate aver provocato a voi stessi. Avrete bisogno di avere qualcuno con voi in qualsiasi momento, finché non è chiaramente stabilito che il pericolo di suicidio immediato è passato. Il personale dell’ospedale si accerterà che non abbiate accesso a nessun mezzo di autolesionismo, eliminando tutti gli elementi potenzialmente pericolosi in vostro possesso.

Il medico vi porrà una serie di domande e potrebbe voler esaminare qualsiasi segno indicativo, compresi i segni di tentativi di suicidio recente o passato. A seconda del vostro stato d’animo, può essere necessario assumere farmaci per calmarvi o per alleviare i sintomi di una malattia mentale sottostante, come la depressione.

Dopo un esame iniziale e il trattamento, il medico può decidere che è nuovamente sicuro lasciare l’ospedale, tuttavia potrebbe essere necessario rimanere più a lungo se:

  • Sembrate essere ancora in pericolo di danneggiare voi stessi od esporvi al rischio di suicidio.
  • Avete i sintomi di una malattia mentale sottostante non controllata che potrebbe mettervi in pericolo.
  • Siete lontani dalla realtà (psicotici.)
  • Siete intossicati
  • Avete una storia di droga o abuso di alcool.
  • Non avete familiari o amici che possono assicurarsi che stiate al sicuro e che stiate ricevendo l’aiuto necessario.
  • Potete agire impulsivamente.

Potrebbe inoltre essere utile che il medico rimanga in ospedale abbastanza a lungo da assicurarsi che i trattamenti funzionino, che siate al sicuro quando vi lascia e che possiate avere il trattamento di mantenimento che vi serve.

Situazioni non di emergenza

Se avete pensieri suicidi, ma non siete in una situazione di crisi, potrebbe essere necessario un trattamento ambulatoriale. Questo trattamento può comprendere:

  • Psicoterapia. In psicoterapia dovete esplorare le questioni che vi fanno pensare al suicidio. Voi e il vostro terapeuta potete lavorare insieme per sviluppare dei piani e obiettivi di trattamento. Se eravate già in terapia, voi e il vostro assistente di salute mentale potete riunirvi più frequentemente fino a quando i pensieri di suicidio non siano sotto controllo.
  • Farmaci. Antidepressivi, antipsicotici, ansiolitici ed altri farmaci per malattie mentali possono contribuire a ridurre i sintomi, il che può aiutare a allontanare i pensieri suicidi.
  • Trattamento delle tossicodipendenze. L’abuso di alcool e di sostanze può peggiorare i pensieri di suicidio e vi farà sentire sufficientemente impulsivi da agire secondo i vostri pensieri. Il trattamento per la dipendenza da droga o alcol può comprendere la disintossicazione, i programmi di trattamento della dipendenza e incontri di gruppo di auto-aiuto.
  • Sostegno e istruzione alle famiglie. I vostri cari possono essere sia una fonte di sostegno che di conflitto.

Prevenzione

Le richieste di aiuto per le malattie mentali possono aiutare a prevenire diversi casi di suicidio. Poiché la depressione e l’abuso di sostanze sono legate al suicidio, ricevere il trattamento per questi disturbi può aiutare a prevenire eventi tragici.

Il malessere associato alla malattia mentale può impedire alle persone di chiedere ed accettare l’aiuto necessario; la volontà di parlare apertamente della depressione e del suicidio con un amico, un familiare o un collega può essere il primo passo per ricevere ed ottenere l’assistenza necessaria per prevenire atti suicidi. Se conoscete qualcuno che ritenete possa essere a rischio, assicuratevi di:

  1. Ascoltare con sincera preoccupazione i loro sentimenti. Non date consigli, ma fate loro sapere che non sono soli.
  2. Condividete i vostri sentimenti con loro. Se ritenete che possano prendere una decisione imprudente, dite che vi interessa. Hanno bisogno di sapere che sono importanti per voi e che vi preoccupate.
  3. Chiedete in modo delicato se hanno pensato al suicidio. Se sentite che non potete fare la domanda, trovate qualcuno che ne sia in grado.

La ricerca aiuta a determinare quali fattori possono essere modificati per poter prevenire il suicidio e quali interventi sono adatti a gruppi specifici di persone. Prima di essere messi in pratica, i programmi di prevenzione dovrebbero essere testati attraverso la ricerca per determinare la loro sicurezza ed efficacia. Per esempio, poichè la ricerca ha dimostrato che disturbi mentali e tossicodipendenza sono i principali fattori di rischio per il suicidio, molti programmi si concentrano anche sulla cura di queste patologie, rivolgendosi direttamente anche al rischio di suicidio.

Gli studi hanno dimostrato che un certo tipo di psicoterapia, chiamato terapia cognitiva, ha ridotto il tasso di tentativi ripetuti di suicidio del 50 per cento in un anno di procedura. Un precedente tentativo di suicidio è tra i forti predittori di un episodio successivo e la terapia cognitiva aiuta a far considerare a chi tenta il suicidio delle azioni alternative quando sorgono pensieri di autolesionismo.

Un trattamento chiamato terapia comportamentale dialettica ha ridotto della metà i tentativi di suicidio rispetto ad altri tipi di terapia nelle persone con disturbo di personalità borderline (un disturbo grave di regolazione dell’emozione).

La clozapina è un farmaco approvato dalla Food and Drug Administration per la prevenzione del suicidio nelle persone con schizofrenia.

Cosa devo fare se penso che qualcuno sia a rischio di suicidio?

Se pensi che qualcuno sia a rischio, non lasciarlo mai da solo. Cerca di ottenere che la persona cerchi immediato aiuto dal suo medico o al pronto soccorso del più vicino ospedale, o chiami il 118. Impediscigli l’accesso alle armi da fuoco o ad altri strumenti di potenziale suicidio, inclusi i farmaci.

Stile di vita e rimedi domestici

Non c’è sostituto a un aiuto professionale quando si tratta di curare pensieri suicidi e prevenire il suicidio, ma ci sono alcune attenzioni che se messe in atto possono ridurre il rischio. Uno consiste nell’avere un forte sostegno dalle persone vicine, siano esse familiari, amici o membri della vostra Chiesa. Anche la pratica religiosa è stato dimostrato che è in grado di ridurre il rischio di suicidio.

Se siete voi ad essere a rischio, è importante osservare i seguenti consigli:

  1. Andate ai vostri appuntamenti. Non saltate le sedute di terapia o gli appuntamenti dal medico. Andate ai vostri appuntamenti, anche se non volete o non vi sentite.
  2. Prendete i farmaci secondo le istruzioni. Anche se vi sentite bene, resistete alla tentazione di saltare la somministrazione, perchè i pensieri suicidi possono tornare. Potreste inoltre avvertire sintomi di astinenza da interruzione improvvisa di antidepressivo o di altri farmaci.
  3. Cercate informazioni sulle vostre condizioni. Imparare a conoscere la vostra condizione vi mette in grado di responsabilizzarvi e motivarvi al piano di trattamento. Se avete la depressione, per esempio, imparate qualcosa sulle cause e i trattamenti.
  4. Prestate attenzione ai segnali di avvertimento. Lavorate con il medico o il terapista per conoscere quello che potrebbe determinare i pensieri suicidi. Stendete un piano in modo da sapere cosa fare in caso di rischio. Rivolgetevi al vostro medico o terapeuta se notate variazioni del vostro stato. Considerate di coinvolgere i familiari o gli amici nel controllare i segnali di pericolo.
  5. Diventate attivi. L’attività fisica e l’esercizio fisico è dimostrato che sono in grado di ridurre i sintomi della depressione. Prendete in considerazione il camminare, fare jogging, nuoto, giardinaggio o un’altra forma di esercizio che vi piace.
  6. Evitate droghe e alcol, che possono peggiorare i pensieri suicidi e farvi sentite meno inibiti, il che significa che è più probabile che agiate d’impulso.
  7. Chiedete l’aiuto di un gruppo di sostegno. Una serie di organizzazioni sono a disposizione per aiutarvi a far fronte al suicidio e per riconoscere che ci sono molte opzioni nella vita diverse dal suicidio.
  8. Se pensate di poter agire di impulso a seguito di pensieri suicidi, sbarazzatevi immediatamente di tutti i mezzi possibili per suicidarsi come armi da fuoco, coltelli o famaci pericolosi. Se assumete farmaci che hanno un potenziale di sovradosaggio, chiedete a un familiare o un amico di darvi i farmaci come prescritto.
  9. Seguite il trattamento di cui avete bisogno. Se non trattate la causa sottostante, i pensieri suicidi possono ritornare. Potete sentirvi in imbarazzo a farvi curare per i problemi di salute mentale, ma seguire il giusto trattamento per la depressione, l’abuso di sostanze o un altro problema di fondo vi farà sentire partecipi della vostra vita e aiuta a proteggervi.
  10. Stabilite la vostra rete di sostegno. Può essere difficile parlare dei sentimenti suicidi ad amici e famigliari, perchè potrebbero non capire a fondo il vostro problema;  parlare con loro tuttavia vi permette di essere sicuri che ci siano quando ne avrete bisogno. Potreste anche voler ottenere aiuto dalla vostra Chiesa, i gruppi di sostegno o le risorse della comunità.
  11. Imparate a conoscere i segnali di allarme e decidete quali misure adottare con anticipo. Può aiutare scrivere la procedura da portare a termine se cominciate ad avvertire pensieri suicidi. È consiglibile stendere un piano scritto insieme un medico specialista in igiene mentale o una persona amata. Un piano o un contratto scritto può aiutarvi a fare la cosa giusta quando non avete un consiglio migliore.
  12. Ricordate, i pensieri suicidi sono temporanei. Se vi sentite senza speranza o pensate che non valga più la pena vivere la vita, ricordate che queste sensazioni passeranno. Fate un passo alla volta e non agite impulsivamente. Lavorate per recuperare il vostro punto di vista e la vita andrà meglio.

Traduzione ed integrazione a cura di Sara Radicia

Fonti principali:



			



			


			

			



			
			
Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. eleonora

    Come è bello vedere che mi ha risposto grazie di cuore Dottore,si ha ragione è inutile interrogarci sul perché il destino a voluto cosi si il destino non si comanda ne si scrive ma arriva e basta.Non poco tempo fa abbiamo fatto delle domande per la pensione sul invalidità per fortuna ci e stata accettata, si ci siamo rivolti a l’ASL in cerca di una persona competente nel darmi una mano e cosi è arrivata a casa nostra una donna presso a poco del età di mia madre 43 anni ma non era quello che avevamo bisogno vedendomi una ragazza sincera e priva di potere ha deciso di fare quello che voleva come quando ha rifiutato di cambiare l’assorbente del ciclo a mia madre e mia sorella e di come quando mi ha chiamato per cellulare mentre ero a scuola perché non si ricordava se la pillola da dare a mia madre era prima o dopo collazione questo dimostrava la sua poca responsabilità fin quando mia sorella stessa si è ribellata perché da parte sua non si vedeva aiutata e fece richiesta per farla andare via da casa nostra non poco tempo dopo se ne andò,sapete Dottore per questo ho sofferto tanto non pensavo sarebbe successo a noi a me che invece di darmi una mano non mi dava neanche il piede e stata davvero un ingiustizia,cosi ho iniziato a pensare che anche con poche forze me l’avrei vista io ugualmente ma sommando il prima e adesso so che non c’e la posso fare sola cosi abbiamo fatto nuovamente richiesta e siamo in attesa di risposta spero che questa volta non capiti nuovamente quello capitato prima. Ma lei che dice non c’è bisogno che richieda un aiuto psicologico? ci sono delle volte che mia madre o mia sorella piangono e quando le sento e le vedo divento molto ansiosa non riuscendo a parlare a l’oro ne a me stessa e piango anche ma in silenzio mi butto fra le braccia di mia mamma e sono io che cerco conforto e aiuto.IO la ringrazio per la sua disponibilità

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Questo può valutarlo solo lei, ma se ne sentisse il bisogno non si faccia alcun problema a parlarne con il suo medico, potrà aiutarla con farmaci (se necessario) od inviandola ad uno psicologo attraverso la mutua.

  2. anna

    Ciao Dottore sono Anna,ho 15 anni e mezzo voglio morire per me non serve sorridere tanto la cicatrice che ho in viso rovinerebbe anche un sorriso forzato ho subito maltrattamenti fino 2 mesi fa quando vivevo con mia madre e suo marito lei vedeva quello che voleva vedere e basta lui non faceva altro che perseguitarmi non mi poteva vedere in quanto diceva che non voleva sfamare la figlia di altri i suo schiaffi calci pugni in testa non li potrò mai scordare ogni scusa era buona per darmi uno schiaffo o chiudermi nella stanza senza cena,a l’oratorio pomeridiano le suore se ne accorsero che le mia braccia avevano lividi e il mio viso era quasi sempre rosso causa degli schiaffi spesso mi hanno detto di dirgli se qualcosa in casa non andava ma io mi chiudevo in me stessa rispondendo che non c’era nulla di cui preoccuparsi non ho raccontato nulla a nessuno per tutti quei mesi raccontavo tutto a me stessa riflettendomi allo specchio e parlando con la mia immagine,volevo tanto uscire prendere la mia bici e correre a dirle tutto a mio padre ma non potevo lui stava combattendo contro un tumore so che non le l’avrebbe fatta passare liscia ma non volevo vederlo soffrire ancora stavo zitta quando mio padre si operò io nella mia stanza pregavo con il rosario in mano,lui entro e mi disse che fai adesso preghi per chi per tuo padre hai paura di perderlo se succederebbe al suo funerale io mi vestirei di giallo,presa da una forza incontrollata da una rabbia che bruciava mi sono scagliata contro di lui dicendogli tu non insulterai più la dignità di mio padre tu non mi toccherai mai più mi prese dal braccio scaraventandomi contro la finestra si ruppe il vetro che mi fini in faccia,sono stata soccorsa dai vicini che mi hanno portato in ospedale dove mi hanno messo in tutto 32 punti ero spaccata dalla fronte fino il mento sono rimasta con i punti per 4 set. ho denunciato tutto al telefono azzurro che hanno tolto l’affidamento a mia madre posso vederla solo 2 volte al mese in casa dei miei nonni,il cielo ha lasciato che mio padre superasse quel intervento e che il suo tumore fosse benigno dopo l’ospedale mi sono stabilita a casa dei mie nonni paterni che mi dissero che avrei dovuto parlare che non dovevo stare zitta per tutto quel tempo,il mio unico desiderio era quello di vedere mio padre che fin prima sentivo solo per telefono sono entrata in ospedale con i punti in viso ero una bambola rotta e ricucita appeno l’ho visto piangevo le dicevo papà non ti preoccupare mi passa non fa poi tanto male,mi guardava fissa mi guardava tutto il viso non le importava avesse le flebo attaccate mi abbracciava io mi sentivo tranquilla ero al sicuro fra le sua braccia non c’era posto migliore mi ripeteva che dovevo dirle tutto prima che non dovevo chiudermi come ho fatto che non dovevo permettere che mi rovinasse il mio viso.Adesso vivo con lui nella sua casa ancora e convalescente da quando sono qui ho ritrovato la pace l’affetto che cercavo ma non è facile il mio viso ha cicatrici che si notano anche se metto un po di rossetto o mi sciolgo i capelli niente mi ridarà il volto liscio di una quindicenne mio padre mi dice che una bambolina col viso ricucito e sempre bella se sorride solo con mio padre non mi vergogno ma quando parlo con altri o con i miei compagni cerco sempre di nascondere il viso coi capelli. Che cosa posso fare? non tutta la gente capisce che ho avuto un passato doloroso. Grazie dottore ciao.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero leggere quanto hai dovuto passare, ma la cicatrice è stato il prezzo da pagare per riprendere in mano la tua vita; se un giorno lo vorrai potrai correggerla chirurgicamente, ma al tuo posto mi sforzerei di viverla come la testimonianza del fatto che sei stata più forte di chi voleva farti del male. Dopo quello che hai superato nulla potrà più spaventarti nella vita.

  3. Anonimo

    Dottore ma chi soffre di epilessia crisi epilettiche il soggetto può avere desiderio di suicidio?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo la depressione è molto comune nelle persone che soffrono di epilessia.

  4. Anonimo

    Grazie mille per la sua risposta non sapevo come espimermi il soggetto sono io i miei genitori dei 2 mio padre soffriva di epilessia in mezzo a questa grave patologia voleva lo stesso avere un figlio dopo sono nata io il mio primo episodio di crisi epilettiche le ho avute dopo una settimana della mia nascita da una vita convivo con l’epilessia assumo i miei quotidiani farmaci non ho niente di meno degli altri ma quando arrivano gli attacchi cado a terra non capendo più dove sono ma mi hanno raccontato cosa mi succede,cado al suolo contorcendomi ripetutamente la morsicatura della lingua si nota la presenza di saliva e muco attorno alla bocca e perdita di coscienza quando succede succede e basta anche quando sono fuori casa è successo in chiesa al supermercato e in spiaggia so io quanto ne passo quando iniziano non puoi dirle basta.Spesso crollo in uno stato ansioso desideri farla finita dire basta ma credo che molto presto questi attacchi non mi risparmieranno so che un giorno mi sarà fatale completamente,ma quando non ho le crisi voglio godermi le mie giornate cosi come sono con semplicità vivo da sempre nella paura mettono a dura prova la mia vita sociale vorrei parlarne con qualcuno competente come un psicologo o non saprei con chi potrei parlarne? grazie per la disponibilità

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ogni quanto si verificano questi attacchi?
      È seguita da uno specialista?

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