Suicidio: sintomi, cause e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 2143 giorni

Introduzione

Il suicidio è un grave problema di salute pubblica, si pensi ad esempio che in passato negli Stati Uniti è stato la undicesima causa di morte nella popolazione adulta. I tassi di suicidio variano tra gruppi demografici, con alcuni tra i più alti tassi verificati fra i maschi, bianchi e la popolazione più anziana.

Il suicidio è inoltre fortemente associato con la malattia mentale e i disturbi dovuti all’uso compulsivo di sostanze come alcool o droghe. L’abuso di sostanze rende anche più probabile che si arrivi ad agire per pensieri di suicidio impulsivi o comportamenti a rischio.

Gli individui che muoiono per suicidio, tuttavia, rappresentano una frazione di quelli che pensano ad esso o che compiono un tentativo: le statistiche suggeriscono che i possono essere tra 8 e 25 tentati suicidi per ogni morte. Come per i suicidi portati a termine, i fattori di rischio per tentato suicidio negli adulti uniscono depressione e uso di sostanze stupefacenti. Il suicidio è una tragica reazione alle situazioni di vita stressanti, tanto più tragica perché può spesso essere prevenuto. Se conoscete qualcuno che ha pensieri suicidi, leggere questo articolo potrà aiutarvi a riconoscere i segnali che preannunciano il tragico gesto, aumentando così la possibilità di salvare una vita.

Cause

I pensieri di suicidio hanno molteplici cause, molto spesso sono il risultato di sentimenti di impotenza di fronte a quella che sembra essere una situazione di vita travolgente. Queste situazioni possono includere problemi finanziari, la morte di una persona cara, la rottura di un rapporto o una malattia debilitante. Se non avete speranza per il futuro, potreste erroneamente pensare che il suicidio sia una soluzione.

Non si esclude poi che una tendenza suicida possa avere in parte basi genetiche: le persone che portano a termine il suicidio o che hanno pensieri o comportamenti suicidi, hanno più probabilità di avere una storia familiare di suicidio. Mentre sono necessarie ulteriori ricerche per verificare appieno un’eventuale componente genetica, si pensa che ci possa essere un collegamento genetico ai comportamenti impulsivi che possono portare al suicidio.

Quali sono invece i fattori di rischio certi di suicidio?

  • Depressione ed altri disturbi mentali, o un disturbo legato all’abuso di sostanze (spesso in combinazione con altri disturbi mentali). Più del 90 per cento delle persone che muoiono per suicidio rientrano in questa categoria.
  • Precedenti tentativi di suicidio.
  • Storia familiare di disturbi mentali o di abuso di sostanze stupefacenti.
  • Storia familiare di suicidio.
  • Violenza in famiglia, tra cui abuso fisico o sessuale.
  • Armi da fuoco in casa, il metodo utilizzato in più della metà dei suicidi.
  • Incarcerazione.
  • Esposizione al comportamento suicida altrui, come membri della famiglia, coetanei o figure dei media.
  • Essere intossicati, una grande percentuale dei suicidi si compiono sotto l’influenza di alcool o farmaci.
  • Comportamento e carattere avventato o impulsivo.
  • Sentirsi senza speranza.
  • Aver recentemente subito un evento di vita stressante, come la perdita di una persona cara o la rottura di un rapporto affettivo.
  • Avere una malattia importante, come il cancro o il dolore cronico.
  • Sentirsi socialmente isolati o solitari.
  • Avere problemi legali.
  • Avere problemi a scuola, problemi sociali o problemi disciplinari, se siete un bambino o un adolescente.
  • Essere di sesso maschile, gli uomini hanno più probabilità delle donne di portare a termine il suicidio perché utilizzano in genere mezzi più letali, come un’arma da fuoco.
  • Essere omosessuali con una famiglia non solidale o in un ambiente ostile.
  • Essere un uomo di 65 anni o più anziano.

E’ bene tuttavia sottolineare che il suicidio ed il comportamento suicida non sono risposte normali allo stress, molte persone convivono con questi fattori di rischio senza essere a rischio suicidio. La ricerca mostra anche che il rischio di suicidio è associato a cambiamenti di sostanze chimiche del cervello chiamate neurotrasmettitori, tra cui la serotonina. Una diminuzione del livello della serotonina è stato riscontrato in persone affette da depressione, disturbi compulsivi, storia di tentativi di suicidio e nel cervello delle vittime di suicidio.

Cause fisiche

In alcuni casi i pensieri suicidi possono essere legati a un problema di fondo di salute. Potrebbe essere necessario eseguire le analisi del sangue od altri test per determinare se questo è il caso. Alcune condizioni che possono essere legate alla depressione e ai pensieri suicidi includono:

Inizio di antidepressivi e rischio di aumento di suicidio

Alcuni studi hanno dimostrato un possibile legame tra l’inizio di un trattamento con antidepressivi ed un aumento del rischio di suicidio. Gli organismi di controllo sui farmaci impongono ai produttori di tutti gli antidepressivi di includere l’avvertenza che essi possono aumentare il rischio di suicidio nei giovani durante i primi due mesi di trattamento.

Il legame tra antidepressivi e pensieri suicidi non ancora tuttavia definitivamente chiarito: per essere sicuro, chi comincia a prendere un antidepressivo deve essere osservato da vicino per scoprire eventuali segni di pensieri suicidi, perchè il primo effetto del farmaco potrebbe essere quello di restituire un pizzico di coraggio ed autosufficienza tali da poter portare a termine il precedente pensiero.

Sintomi

I segnali d’allarme a cui prestare attenzione per cercare di predire un tentativo di suicidio sono diversi:

  • Ideazione (pensare, parlare o desiderare il suicidio) ,
  • Consumo di sostanze o abuso (maggiore uso o cambiamento di sostanza) ,
  • Mancanza di scopo nella vita (nessun senso di scopo o di appartenenza) ,
  • Rabbia ,
  • Sentirsi in trappola (sensazione che non vi sia alcuna via d’uscita) ,
  • Disperazione (non c’è nulla per cui vivere, non c’è speranza o ottimismo) ,
  • Isolamento (da famiglia, amici, lavoro, scuola, attività, hobby) ,
  • Ansia (irrequietezza, irritabilità, agitazione) ,
  • Temerarietà (comportamenti ad alto rischio) ,
  • Disturbi dell’umore (drammatici cambiamenti di umore) ,
  • Parlare di suicidio,
  • Ricerca di modi per morire (ricerche su Internet su come suicidarsi, in cerca di pistole, pillole, …),
  • Parlare di disperazione, impotenza o inutilità,
  • Pensare molto alla morte,
  • Miglioramento della qualità di vita improvvisamente più felice e tranquilla,
  • Perdita di interesse nelle cose che piacciono,
  • Visite o chiamate alle persone care, soprattutto dopo una lunga assenza,
  • Fare accordi o regolare gli affari,
  • Dare via oggetti, come beni preziosi .

I segnali di allarme non sono sempre evidenti e variano da persona a persona; alcuni rendono le proprie intenzioni chiare, mentre altri tengono pensieri e sentimenti suicidi segreti.

Statistiche e fasce a rischio

C’è differenza tra uomini e donne?

  • Il suicidio è stato la settima causa di morte per i maschi e la sediceesima per le femmine nel 2006 negli Stati Uniti.
  • Sono quindi quasi quattro volte più numerose le morti di suidici di uomini rispetto alle donne.
  • In genere armi da fuoco, soffocamento ed avvelenamento sono di gran lunga i metodi di suicidio più comuni, tuttavia uomini e donne si differenziano per il metodo di suicidio utilizzato.

Il suicidio è comune tra i bambini e i giovani?

Nel 2006 negli USA il suicidio era la terza causa di morte per i giovani dai 15 ai 24 anni:

  • Bambini da 10 a 14 anni, 1.3 su 100.000
  • Adolescenti di età fra i 15- ed i 19 anni, 8.2 su 100.000
  • Giovani di età tra i 20 ed i 24 anni, 12.5 su 100.000

Come per la popolazione nel suo complesso, in genere i giovani erano molto più propensi ad usare armi da fuoco, soffocamento ed avvelenamento rispetto ad altri metodi di suicidio; si rileva però che, mentre gli adolescenti ed i giovani sono stati più orientati a usare le armi da fuoco, i bambini sono stati drammaticamente più propensi a usare il soffocamento.

C’erano anche delle differenze di genere nel suicidio tra i giovani, come segue:

  • Quattro volte il numero di maschi rispetto alle femmine nella fascia di età 15-19.
  • Sei volte il numero di maschi rispetto alle femmine nella fascia di età 20-24.

Gli anziani sono a rischio?

Gli americani più vecchi hanno sproporzionatamente molte probabilità di morire per suicidio.

  • Su 100.000 persone di età compresa tra i 65 anni ed oltre, si rilevano 14,2 morti per suicidio nel 2006. Questa cifra è superiore alla media nazionale americana di 10,9 suicidi nella popolazione totale.

Quali sono i fattori di rischio per i tentativi di suicidio non fatale?

  • Come osservato, si stima che si verifichino da 12 a 25 tentativi di suicidio non fatale per  ogni suicidio con esito mortale. Gli uomini e le persone anziane hanno più probabilità di riuscire nel loro intento rispetto a donne e giovani.
  • I fattori di rischio per i tentativi di suicidio non fatali da parte di adulti comprendono depressione ed altri disturbi mentali, abuso di alcool e altre sostanze e la separazione o il divorzio.
  • I fattori di rischio per il tentato suicidio da parte dei giovani comprendono depressione, alcol o altri disturbi da uso di droghe, abuso fisico o sessuale.

La maggior parte dei tentativi di suicidio sono espressioni di disagio estremo, richieste non innocue per ottenere l’attenzione. Una persona che sembra a rischio non deve essere lasciata sola ed ha bisogno immediato di trattamento mentale.

Pericoli

Suicidio e ideazione suicida hanno molte complicazioni potenziali. La più evidente e tragica, ovviamente, è la morte.

Questi episodi possono però arrecare danni anche in altri modi, sia per coloro che vogliono togliersi la vita che per i loro cari. Si può essere così consumati dai pensieri suicidi da non poter vivere la vita quotidiana, per esempio. E mentre molti tentativi di suicidio sono atteggiamenti impulsivi nel corso di un momento di crisi, essi possono lasciare danni gravi permanenti o debilitanti, come insufficienza ad un organo, o danni cerebrali.

Per quelli che sopravvivono dopo un suicidio sentimenti come dolore, rabbia, depressione e senso di colpa sono comuni e debilitanti.

In alcuni casi le persone con idee suicide possono voler uccidere anche altre persone: questo caso è noto come omicidio- suicidio. I tipi di sentimenti che scatenano questo comportamento tragico possono derivare da diverse cause, alcuni fattori di rischio comuni per l’omicidio-suicidio sono:

  • Una storia di conflitto con il coniuge o il partner,
  • Difficoltà familiari o giuridiche,
  • Storia di problemi di salute mentale, in particolare depressione,
  • Abuso o dipendenza da alcool o droga,
  • Accesso alle armi da fuoco, quasi tutti i suicidi-omicidi sono commessi utilizzando una pistola.

Diagnosi

Il medico procederà innanzi tutto ad un esame fisico. Lui o lei farà una serie di domande sulla salute mentale e fisica per aiutare a determinare cosa può causare i pensieri suicidi e per determinare il miglior trattamento a disposizione.

Nella maggior parte dei casi i pensieri suicidi sono legati a un problema di salute mentale di fondo che può essere curato. Questi possono includere:

  • Depressione,
  • Disturbo bipolare,
  • Disturbi di Personalità,
  • Disturbo post-traumatico da stress,
  • Ansia,
  • Distacco dalla realtà (psicosi) o paranoia,
  • Abuso di alcool od altre dipendenze.

Se il medico pensa che possiate avere una malattia mentale non diagnosticata che potrebbe essere causa di pensieri suicidi, potrebbe essere necessario rispondere a ulteriori domande o compilare un questionario psicologico. Potrebbe essere necessario consultare un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento della malattia mentale (psichiatra) o di altri assistenti di salute mentale.

Bambini e adolescenti

I bambini con sentimenti suicidi in genere hanno bisogno di vedere uno psichiatra esperto nella diagnosi e nel trattamento di bambini con problemi di salute mentale.

Sui bambini e gli adolescenti il medico vorrà avere tutte le informazioni possibili per determinare quale possa essere la causa del problema e se il bambino o l’adolescente sia a rischio di suicidio.

Il medico desidererà ottenere informazioni dal maggior numero possibile di fonti per ottenere un quadro preciso di cosa stia succedendo. Le fonti possono includere il giovane stesso, i genitori o i tutori, altre persone vicine al bambino, le pagelle scolastiche e le precedenti valutazioni mediche o psichiatriche.

Il suicidio nei bambini e negli adolescenti spesso segue eventi stressanti, a questo proposito è necessario tenere presente che ciò che un giovane vede come grave e insormontabile può sembrare insignificante ad un adulto, come problemi a scuola o la perdita di un’amicizia.

In alcuni casi un bambino o un adolescente può sentirsi tendente al suicidio a causa di determinate circostanze di vita di cui lui o lei non vuole parlare. Alcuni di questi includono:

  • Una storia di abusi fisici o sessuali,
  • Problemi con alcool o droghe,
  • Gravidanza,
  • Avere una malattia sessualmente trasmessa,
  • Essere vittima di bullismo,
  • Essere omosessuale.

Possono essere necessari esami fisici, prove ed approfondite discussioni per aiutare a determinare la sottostante causa di pensieri suicidi.

Cura e terapia

Se avete appena tentato il suicidio è necessario che andiate subito al pronto soccorso. E’ più sicuro che chiediate un’ambulanza, piuttosto che andiate con qualcun altro.

Al pronto soccorso potrebbe essere necessario un trattamento medico per le lesioni o qualunque cosa possiate aver provocato a voi stessi. Avrete bisogno di avere qualcuno con voi in qualsiasi momento, finché non è chiaramente stabilito che il pericolo di suicidio immediato è passato. Il personale dell’ospedale si accerterà che non abbiate accesso a nessun mezzo di autolesionismo, eliminando tutti gli elementi potenzialmente pericolosi in vostro possesso.

Il medico vi porrà una serie di domande e potrebbe voler esaminare qualsiasi segno indicativo, compresi i segni di tentativi di suicidio recente o passato. A seconda del vostro stato d’animo, può essere necessario assumere farmaci per calmarvi o per alleviare i sintomi di una malattia mentale sottostante, come la depressione.

Dopo un esame iniziale e il trattamento, il medico può decidere che è nuovamente sicuro lasciare l’ospedale, tuttavia potrebbe essere necessario rimanere più a lungo se:

  • Sembrate essere ancora in pericolo di danneggiare voi stessi od esporvi al rischio di suicidio.
  • Avete i sintomi di una malattia mentale sottostante non controllata che potrebbe mettervi in pericolo.
  • Siete lontani dalla realtà (psicotici.)
  • Siete intossicati
  • Avete una storia di droga o abuso di alcool.
  • Non avete familiari o amici che possono assicurarsi che stiate al sicuro e che stiate ricevendo l’aiuto necessario.
  • Potete agire impulsivamente.

Potrebbe inoltre essere utile che il medico rimanga in ospedale abbastanza a lungo da assicurarsi che i trattamenti funzionino, che siate al sicuro quando vi lascia e che possiate avere il trattamento di mantenimento che vi serve.

Situazioni non di emergenza

Se avete pensieri suicidi, ma non siete in una situazione di crisi, potrebbe essere necessario un trattamento ambulatoriale. Questo trattamento può comprendere:

  • Psicoterapia. In psicoterapia dovete esplorare le questioni che vi fanno pensare al suicidio. Voi e il vostro terapeuta potete lavorare insieme per sviluppare dei piani e obiettivi di trattamento. Se eravate già in terapia, voi e il vostro assistente di salute mentale potete riunirvi più frequentemente fino a quando i pensieri di suicidio non siano sotto controllo.
  • Farmaci. Antidepressivi, antipsicotici, ansiolitici ed altri farmaci per malattie mentali possono contribuire a ridurre i sintomi, il che può aiutare a allontanare i pensieri suicidi.
  • Trattamento delle tossicodipendenze. L’abuso di alcool e di sostanze può peggiorare i pensieri di suicidio e vi farà sentire sufficientemente impulsivi da agire secondo i vostri pensieri. Il trattamento per la dipendenza da droga o alcol può comprendere la disintossicazione, i programmi di trattamento della dipendenza e incontri di gruppo di auto-aiuto.
  • Sostegno e istruzione alle famiglie. I vostri cari possono essere sia una fonte di sostegno che di conflitto.

Prevenzione

Le richieste di aiuto per le malattie mentali possono aiutare a prevenire diversi casi di suicidio. Poiché la depressione e l’abuso di sostanze sono legate al suicidio, ricevere il trattamento per questi disturbi può aiutare a prevenire eventi tragici.

Il malessere associato alla malattia mentale può impedire alle persone di chiedere ed accettare l’aiuto necessario; la volontà di parlare apertamente della depressione e del suicidio con un amico, un familiare o un collega può essere il primo passo per ricevere ed ottenere l’assistenza necessaria per prevenire atti suicidi. Se conoscete qualcuno che ritenete possa essere a rischio, assicuratevi di:

  1. Ascoltare con sincera preoccupazione i loro sentimenti. Non date consigli, ma fate loro sapere che non sono soli.
  2. Condividete i vostri sentimenti con loro. Se ritenete che possano prendere una decisione imprudente, dite che vi interessa. Hanno bisogno di sapere che sono importanti per voi e che vi preoccupate.
  3. Chiedete in modo delicato se hanno pensato al suicidio. Se sentite che non potete fare la domanda, trovate qualcuno che ne sia in grado.

La ricerca aiuta a determinare quali fattori possono essere modificati per poter prevenire il suicidio e quali interventi sono adatti a gruppi specifici di persone. Prima di essere messi in pratica, i programmi di prevenzione dovrebbero essere testati attraverso la ricerca per determinare la loro sicurezza ed efficacia. Per esempio, poichè la ricerca ha dimostrato che disturbi mentali e tossicodipendenza sono i principali fattori di rischio per il suicidio, molti programmi si concentrano anche sulla cura di queste patologie, rivolgendosi direttamente anche al rischio di suicidio.

Gli studi hanno dimostrato che un certo tipo di psicoterapia, chiamato terapia cognitiva, ha ridotto il tasso di tentativi ripetuti di suicidio del 50 per cento in un anno di procedura. Un precedente tentativo di suicidio è tra i forti predittori di un episodio successivo e la terapia cognitiva aiuta a far considerare a chi tenta il suicidio delle azioni alternative quando sorgono pensieri di autolesionismo.

Un trattamento chiamato terapia comportamentale dialettica ha ridotto della metà i tentativi di suicidio rispetto ad altri tipi di terapia nelle persone con disturbo di personalità borderline (un disturbo grave di regolazione dell’emozione).

La clozapina è un farmaco approvato dalla Food and Drug Administration per la prevenzione del suicidio nelle persone con schizofrenia.

Cosa devo fare se penso che qualcuno sia a rischio di suicidio?

Se pensi che qualcuno sia a rischio, non lasciarlo mai da solo. Cerca di ottenere che la persona cerchi immediato aiuto dal suo medico o al pronto soccorso del più vicino ospedale, o chiami il 118. Impediscigli l’accesso alle armi da fuoco o ad altri strumenti di potenziale suicidio, inclusi i farmaci.

Stile di vita e rimedi domestici

Non c’è sostituto a un aiuto professionale quando si tratta di curare pensieri suicidi e prevenire il suicidio, ma ci sono alcune attenzioni che se messe in atto possono ridurre il rischio. Uno consiste nell’avere un forte sostegno dalle persone vicine, siano esse familiari, amici o membri della vostra Chiesa. Anche la pratica religiosa è stato dimostrato che è in grado di ridurre il rischio di suicidio.

Se siete voi ad essere a rischio, è importante osservare i seguenti consigli:

  1. Andate ai vostri appuntamenti. Non saltate le sedute di terapia o gli appuntamenti dal medico. Andate ai vostri appuntamenti, anche se non volete o non vi sentite.
  2. Prendete i farmaci secondo le istruzioni. Anche se vi sentite bene, resistete alla tentazione di saltare la somministrazione, perchè i pensieri suicidi possono tornare. Potreste inoltre avvertire sintomi di astinenza da interruzione improvvisa di antidepressivo o di altri farmaci.
  3. Cercate informazioni sulle vostre condizioni. Imparare a conoscere la vostra condizione vi mette in grado di responsabilizzarvi e motivarvi al piano di trattamento. Se avete la depressione, per esempio, imparate qualcosa sulle cause e i trattamenti.
  4. Prestate attenzione ai segnali di avvertimento. Lavorate con il medico o il terapista per conoscere quello che potrebbe determinare i pensieri suicidi. Stendete un piano in modo da sapere cosa fare in caso di rischio. Rivolgetevi al vostro medico o terapeuta se notate variazioni del vostro stato. Considerate di coinvolgere i familiari o gli amici nel controllare i segnali di pericolo.
  5. Diventate attivi. L’attività fisica e l’esercizio fisico è dimostrato che sono in grado di ridurre i sintomi della depressione. Prendete in considerazione il camminare, fare jogging, nuoto, giardinaggio o un’altra forma di esercizio che vi piace.
  6. Evitate droghe e alcol, che possono peggiorare i pensieri suicidi e farvi sentite meno inibiti, il che significa che è più probabile che agiate d’impulso.
  7. Chiedete l’aiuto di un gruppo di sostegno. Una serie di organizzazioni sono a disposizione per aiutarvi a far fronte al suicidio e per riconoscere che ci sono molte opzioni nella vita diverse dal suicidio.
  8. Se pensate di poter agire di impulso a seguito di pensieri suicidi, sbarazzatevi immediatamente di tutti i mezzi possibili per suicidarsi come armi da fuoco, coltelli o famaci pericolosi. Se assumete farmaci che hanno un potenziale di sovradosaggio, chiedete a un familiare o un amico di darvi i farmaci come prescritto.
  9. Seguite il trattamento di cui avete bisogno. Se non trattate la causa sottostante, i pensieri suicidi possono ritornare. Potete sentirvi in imbarazzo a farvi curare per i problemi di salute mentale, ma seguire il giusto trattamento per la depressione, l’abuso di sostanze o un altro problema di fondo vi farà sentire partecipi della vostra vita e aiuta a proteggervi.
  10. Stabilite la vostra rete di sostegno. Può essere difficile parlare dei sentimenti suicidi ad amici e famigliari, perchè potrebbero non capire a fondo il vostro problema;  parlare con loro tuttavia vi permette di essere sicuri che ci siano quando ne avrete bisogno. Potreste anche voler ottenere aiuto dalla vostra Chiesa, i gruppi di sostegno o le risorse della comunità.
  11. Imparate a conoscere i segnali di allarme e decidete quali misure adottare con anticipo. Può aiutare scrivere la procedura da portare a termine se cominciate ad avvertire pensieri suicidi. È consiglibile stendere un piano scritto insieme un medico specialista in igiene mentale o una persona amata. Un piano o un contratto scritto può aiutarvi a fare la cosa giusta quando non avete un consiglio migliore.
  12. Ricordate, i pensieri suicidi sono temporanei. Se vi sentite senza speranza o pensate che non valga più la pena vivere la vita, ricordate che queste sensazioni passeranno. Fate un passo alla volta e non agite impulsivamente. Lavorate per recuperare il vostro punto di vista e la vita andrà meglio.

Traduzione ed integrazione a cura di Sara Radicia

Fonti principali:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Grazie mille dottore. …. oggi gli ho parlato con mia sorella sul fatto che era triste e lei mi ha detto che ” fratellino mio voglio che tu capissi il fatto che il mio ex mi manca ed è per questo che sono triste ma tu non devi ricollegare il fatto sono triste e mi voglio ammazzare, nient c’è di più importante della mia mia famiglia e io e te non ci lasceremo mai e che un giorno riuscirò a sorridere più di prima magari con la persona giusta e questo periodo passerà ma è solo un periodo” queste sono state bene sue parole di oggi. .. mi sono tranquillizzato Grazie alle sue parole e le sue parole Dottore ma nonostante tutto ho sempre quella brutta sensazione ( poi io sono sempre stato emotivo e ipocandriaco anche per delle stupidaggini) forse perché sono rimasto sotto choc, forse perché la mia sensibilità è troppo fragile a 17 Anni ma sono sicuro che se c’era un altro ragazzo della mia età non se ne sarebbe più fregato più di tanto…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Tieni duro e, quando ti senti in difficoltà, ripensa alle splendide parole di tua sorella.

    2. Anonimo

      Perche il suicidio non è una risposta NORMALE allo stress?
      Quale sarebbe la giusta risposta?

  2. Anonimo

    dottore mio padre voleva uccidersi e voleva ammazzare ia madre per amore dopo essersi separati….lui ha sofferto solo x amore lo hanno detto anche i dottori che non è un malato di testa tantomeno depresso, ma un po impulsivo e sofferente… è passato circa un anno da quel brutto evento ma ora è contento e felice ma io ho paura che un giorno magri fra 10 anni ma magari anche ora possa fare qualche cavolata…. secondo lei una volta finita la storia possono ritoranre quei brutti pensieri anche nell’arco di anni nonostante è stato bene con l’umore ??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma queste considerazioni purtroppo vanno al di là delle mie competenze.

  3. maria

    Dottore volevo sapere ma chi tenta il suicidio o si suicida ha sempre alle spalle dei gravi problemi psichiatrici ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non tutti i pazienti che tentano il suicidio hanno alle spalle gravi problemi psichiatrici.
      2. In genere depressione, ma non solo.

    2. maria

      Cmq le volevo dire che non sono d accordo con lei quando dice che chi si suicida ama se stesso e gli altri. perche cmq il mio fidanzato si e’ suicidato .e io credo e sono convinta che lui non mi ha mai amata ne ha amato se stesso. Perche quando arrivi a quel momento Non esiste più la razionalità, non esiste un pensiero coerente, non esistono idee tranne una: finire di soffrire. Non esistono gli altri, non pensi alle conseguenze, a chi starà male ed a chi se ne fregherà. Non pensi a nulla e nessuno.
      Quindi é un gesto egoistico e menfreghista .

    3. maria

      Io le avevo scritto giorni fa questo (Dottore volevo sapere .ma chi si suicida ama se stesso oppure non si è mai amato? )
      E lei mi ha risposto

      Impossibile generalizzare, ogni caso è storia a sé.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Avrei tante cose da scrivere, ma non sono nessuno per intromettermi nel suo dolore, un dolore così straziante che probabilmente non riesco nemmeno ad immaginare, però una cosa tengo a chiarirla: lei scrive di non essere mai stata amata, ma probabilmente non è vero, il problema è che la depressione (se di questo si è trattato) ti mangia dentro giorno dopo giorno fino a svuotarti di ogni emozione e capacità di ragionare lucidamente.

      Questo non significa affatto che non l’abbia mai amata.

    5. maria

      Beh lui sapeva il gesto che stava x fare pure se non era lucido.
      Mi ha abbandonata .x me è sufficente x rendermi conto che non mi amava.xche cmq mi aveva detto che non mi avrebbe mai lasciata.
      Secondo lei è un atto di coraggio suicidarsi? O che cos è?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Lei sta generalizzando, ma non è corretto farlo, perchè le motivazioni alla base del gesto possono essere diverse.

      Il suo ragazzo era depresso? È stata questa la causa del gesto?

    7. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il suicidio può avere numerose cause ed a mio avviso non è corretto generalizzare su questi aspetti.

      Mi dispiace, per varie ragioni ritengo che sia corretto farmi da parte.

    8. mark

      Secondo me Maria dovresti rivolgerti ad un neurologo per te stessa soprattutto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo di non essere la persona adatta per aiutarla a trovare le risposte che cerca.

    2. maria

      Dottore dato che lei ha scritto questo articolo interessante le volevo chiedere .ma chi si suicida lo fa perche non ha voglia di continuare a vivere o perche non é in grado di superare i problemi della vita ?

  4. Anonimo

    salve dottore….. non so se si ricorda, io sono quel ragazzo di 17 anni che aveva la sorella che il 20 novembre cercò di suicidarsi per la fine della sua storia d’amore, poi e stata un mesetto dall psicologo, è andata a new york, io dalla preoucupazione chiamai lo psicologo per sapere se dovevo preouccuparmi, lo psicologo mi disse di no….. e io per cercarmi di tranquillizzarmi chiesi un suo parere, che da lei ho avuto ho una risposta davvero importante per me e per tirarmi su di morale, nonostante mia sorella mi ha promesso più volte che non mi lascerà mai più nonostante il brutto gesto…… io non so se davvero ripeterà quel brutto gesto, non so è solo un problema d’amore, e da due mesi dal brutto gesto ha iniziato a frequentarsi con un altro ragazzo, nonostante il suo ex gli manca ancora un po…. lei questi gesti come li interpetra ? secondo lei potrei stre tranquillo ? più che altro ho delle brutte sensazioni, addiritttura penso al peggio di quest nuova frequentazione, addirittura penso che questo suo nuovo compagno la possa strupare,uccidere o qualcosa del genere, o magari va a finire male anche questa storia cosi da far ripetere il brutto gesto……. io davvero non so come fare per togliermi queste paure, forse un modo per iniziare potrebbe dirmi lei questa nuova frequentazione di mi sorella possa essere positivia o meno….daltronde credo che ora io ho bbisogno di uno psicologo… ma cerco di resistere un altro po prchè non vorrei dare questo peso a mia sorella come se sis sentisse in colpa… mi sucusi per la grammatica ma le sto scrivendo dal cell. e lei è una delle poche persono con cui posso parlarne e sfogarmi nonostante ci divide un social… grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve sforzarsi di superare quanto successo, ne va della sua serenità.

  5. Anonimo

    dottore aiutoooo……. mio fratello di quasi 30 anni ha tentato il suicidio dopo il divorzio, sono gia passati 3 mesi da quel brutto gesto, ma è un periodo che lo vedo giù di morale di nuovo, lui mi ha detto che ha sbagliato e se ne pentito del gesto, ma io non sono tanto sicura da fidarmi, ad esempio oggi su facebook ha scritto uno stato, che sto cercando di analizzare ma dall’ansia non riesco a criptare nessun significato, lo stato è questo: ” ogni tanto vorrei avere la stessa sicurezza e certezze che hanno i girasoli: sanno sempre dove guardare”…. secondo lei cosa vuol dire ? lo so che non può sbilanciarsi tantomeno su internet, ma mi faccia capire all’incirca cosa voglia significare… ho paura.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma questo temo che vada al di là dell’ambito medico.

    2. Elisabetta

      Sto male… non riesco n eppure a scrivere , mi faccio schifo ! Non servo a nessuno così , devo sopprimere me stessa

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, non so cosa abbia combinato per arrivare a scrivere una cosa del genere. Però ‘sopprimersi’ vuol dire arrendersi definitivamente e secondo me non ne vale mai la pena. Cerchi di cambiare quello che non va, se ha fatto qualcosa di cui non va fiera cerchi di fare in modo che non capiti più, se non riesce da sola chieda aiuto!! Una soluzione deve essere trovata finchè possibile.

  6. Alex

    Salve dottore io vorrei farle presente quando segue, siccome io ultimamente sto pensando notte e giorno al suicidio perché purtroppo la mia vita e stata una continua sfortuna fin’ora delusioni in amicizie, delusioni in amore delusioni per fino in famiglia con i propri genitori che purtroppo neanche l’oro mi comprendono è per un figlio non essere compreso è capito dalla propria madre e dal proprio padre e una cosa straziande a livello psicologico che ti tocca dentro. Comunque io in 21 anni di vita non ne o visto bene per tutti questi motivi che mi anno spinto a pensare negativo a tal punto da pensare di farla finita e quindi al suicidio, perché comunque il non divertirsi, il non uscire un sabato o una domenica con gli amici, e quindi mai passare un giorno diverso dal solito, mai avere una ragazza in somma non socializzare non confidarsi non aprirsi con nessuno sono tutte cose che segnano e che con il passare del tempo con il passare degli anni se non si fa qualcosa si cade in depressione, e io sono molto depresso, piango sempre anzi a dir la verità sono anni che piango per questi miei problemi e che da un anno a questa parte che sto pensando al suicidio perché mi sono accorto che le lacrime non servono più non placano più il mio dolore e le mie sofferenze, perché la solitudine e una cosa talmente brutta che mi o portato con me da anni che col tempo mi afatto cadere in deressione e che ancor peggio mi sta facendo pensare di farla finita e quindi al suicidio come unica forma di liberazione dalle mie sofferenze e anche come unica via d’uscita. Perché ripeto che io o provato a farmi amici a trovarmi una ragazza ma non li o mai trovati o trovato solo persone false che mi anno deluso nonostante io ci abbia provato con ogni mezzo possibile e immaginabile, nell’arco della mia vita sono stato anche da vari psicologhi e psichiatrici ne avrò cambiati forse 40 ma nessuno di questi mi ha aiutato veramente nessuno di l’oro a trovato una vera soluzione mi prescrissero solo antidepressivi che non mi anno per niente aiutato anzi sono stato molto più male quindi ci ho dato un taglio con i psicologhi e i psichiatrici. In realtà una soluzione ci sarebbe ed è quella che ho preso in considerazione da circa 1 anno ed è quella che al 100×100 potrebbe aiutarmi ed è emigrare in Norvegia e sposarmi con una ragazza norvegese e vivere e lavorare per tutta la vita in Norvegia e stare ovviamente accanto a questa ragazza, però purtroppo non conosco l’inglese e neanche il norvegese come lingua quindi rischierei anche in questa mia ultima possibilità di fallire, però è anche vero che questa e la cosa che sento più positiva della mia vita e non portarla a termine nonostante sia abbastanza difficile sarebbe il mio ennesimo fallimento e quindi il suicidio garantito, ma lei dice che vale la pena nonostante i fallimenti e le delusioni avvenuti in passato sperare in quest’ultimacosa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente sì, si butti a capofitto in questa avventura, ma lo faccia con giudizio e pianificazione; cerchi un corso di lingua per non arrivare del tutto impreparato, inizi magari a cercare da casa un posto di lavoro nella città di destinazione, pianifichi un soggiorno di qualche settimana per iniziare a prendere le misure, …

  7. Anonimo

    salve dottore non so se si ricorda la mia storia, sono quel ragazzo di 17 anni che aveva avuto la sorella che aveva tentato quel brutto gesto e che ne ero rimasto sconvolto……. ebbene si che come mi disse lei, dovevo riprendere fiducia in me stesso e sopratutto in mia sorella che dopo il brutto gesto mi aveva promesso di non ripeterlo e che se ne era pentita, e cosi stava facendo nonostante lei sia stata il mese di dicembre dallo psicologo, e moralmente era anche più contenta fino a qualche giorno fa, quando poi il suo ex gli mancava cosi tanto ma talmente tanto che decise di chiamarlo e fissare d’incontrarlo, quell’incontro è finito male ( x fortuna senza brutte conseguenze) ma con scenate e scleri ……. lei ha detto che voleva incontrarlo per sentirsi più tranquilla e rimanere in buoni rapporti dato che dopo quasi 80 gg non si erano mai incontrati su appuntamento, ma da quello che è successo hanno solamente peggiorato…. erano passati 80 gg dal brutto gesto, quando dopo l’ncontro di qualche gg fa col suo ex ha rimescolato le carte ed è tutto da rifare, io dopo il brutto gesto gli avevo dato un altra chance di fiducia, e anche per andare all’incontro col suo ex gli avevo dato fiducia ma è finito male……..gli avevo dato fiducia xke poco prima dell’incotro sembrava davvero tranquilla e sicura di se e aveva capito che noi le volevamo bene , invece mi sbagliavo…….. ora come vede già è stato difficile dargli quella chance x il brutto gesto avvenuto 80 gg fa ma ora non mi fido proprio più. ( ed è bruttissimo non fidarsi più di una sorell ) nel frattempo come stamani gli ho parlato e mi ha detto che non ci pensa minimamente a fare fesserie e che ora prova un sacco di nervoso e rabbia contro il suo ex. Dall’ultimo incontro con il morale e sceso di nuovo ma ho paura che da quei brutti risultati dell’incontro lei possa pensare al suicidio anche se lei lo nega e sembra che voglia ricominciare.. però da come ho visto ( es l’incontro) basta un secondo per fargli salire il sangue al cervello e cambiare idea e fare fesserie nonostante le promesse fatte……. e io come faccio a fidarmi ? devo mettere il cell sottocontrollo ? all’auto devo mettere un gps ? ormai è da ottobre che mia sorella si è lasciata.. quest’ultima cosa può tranquillizarmi ? so che lei non può sbilanciarsi, ma le chiedo come la pensa e al posto mio come si comporterebbe ? ps: lei dopo quel mese fatto di dicembre dallo psicologo ha deciso di staccare che vuole provare da sola ( ho paura che sia fatale per lei ),e dice che se ritorna dallo psicologo ricominci aparlare del suo ex e nn riesce a dimenticarselo… ( iche ne pensa di queste motvazioni la cui si riiuta da andare dallo psicologo )

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, ma temo che sia ormai una situazione al di là delle mie competenze.

    2. Anonimo

      uff….. e cosa devo fare ? mi sta dicendo che mia sorella è quasi fuori di testa ?? ho paura di perderla ma per sempre. eppure lo psicologo mi aveva detto che non dovevo prouccuparmi e che non era malata mentalmente…… passo i miei giorni a immaginare cosi terribii che potranno succedere.. ma cosa devo fare se fosse lei al posto mio da dove iniziasse????

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sto assolutamente dicendo questo, ritengo invece che sia una situazione a cavallo tra psicologia e dinamiche famigliari e non sento di essere in grado di aiutarla. Mi dispiace.

  8. anonimo

    Salve dottore,sono andata da uno psichiatra e mi é stato diagnosticato il disturbo ossessivo compulsivo…ho paura di suicidarmi paura di commettere omicidio suicidio…quello che adesso mi sta logorando e che io possa cambiare pensiero e credere che é meglio morire e uccidere i miei genitori mio marito e poi me..controllo sempre il mio pensiero avendo paura di credere queste cose “sensate”e farlo..lei cosa mi consiglia??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che sia una situazione al di là delle mie competenze, ma se ci fossero stati rischi reali sono sicuro che lo specialista l’avrebbe fatto presente; è stata impostata una cura?

    2. Anonimo

      Infatti lo penso pure io…peró la paura rimane…no sono in gravidanza e nn posso fare cure per adesso…

  9. luca

    uno dei pochi forum a riguardo che abbia un senso.Le riporto la mia esperienza credo possa essere utile.Soffro di depressione piuttosto forte e direi cronica visto che ormai è presente da tanto di quel tempo che nn ricordo nemmeno quando è cominciata.Purtroppo nn è una malattia… nn è vero che nn si ragiona in modo lucido perché in questo preciso momento proprio mentre le scrivo è in corso una crisi anche forte e come vede sono perfettamente lucido.Quello che fa passare da uno stato più o meno debilitante ad uno insopportabile è il dolore profondo che si scatena all’interno come avesse ingerito un tizzone ardente.Puo calmarsi e analizzare la cosa , magari ne esce , ma stia pur tranquillo che nn è cosa risolvibile in modo definitivo.Quello che nn condivido è cercare gli altri…è uno stato da cui tutti rifuggono e quindi rischia di mettere le forze residue in mano a chi le volterà le spalle.Il Suicidio è la porta immediata attraverso cui uscire da questo stato.Per questo istintivamente viene scelta.Nn è vero che un atto egoistico.. uno ci deve passare per capire.Chi nn ci passa nn si rende conto di quanto si stia male e di quanto sia difficile cercare di sopportarlo.E quando qualunque tentativo diventa vano la disperazione prende il sopravvento e supera il limite dell’istinto di conservazione portando dall’intenzione all’azione.Quindi nn è il pensare a se stessi che conduce al suicidio ma la disperata ricerca di un’uscita. Nella sua analisi manca la componente sensibilità: spesso la crisi nasce e si sviluppa da una reazione emotivamente forte ad una situazione particolare.Spesso chi soffre di queste cose ha reazioni emotive forti a ciò che lo circonda magari raramente visibili dall’esterno.Personalmente nn so dare consigli sul come uscirne altrimenti ne sarei gia fuori , temo che sia impossibile liberarsene.Ci si puo convivere….dopo la crisi , che mentre scrivo sta scemando , poi si puo analizzare la propria vita e i propri problemi e almeno nel mio caso la cosa aiuta.Se sia giusto proseguire verso nn si sa dove oppure avere il coraggio di fermarsi nn saprei dire ma personalmente ho un profondo rispetto per i suicidi perché so cosa significa e quanta forza ci vuole per agire.Spero sia utile questo commento

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non condivido tutto quanto, ma la ringrazio di cuore per la sua testimonianza.

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