Suicidio: sintomi, cause e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 1343 giorni

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Introduzione

Il suicidio è un grave problema di salute pubblica, si pensi ad esempio che in passato negli Stati Uniti è stato la undicesima causa di morte nella popolazione adulta. I tassi di suicidio variano tra gruppi demografici, con alcuni tra i più alti tassi verificati fra i maschi, bianchi e la popolazione più anziana.

Il suicidio è inoltre fortemente associato con la malattia mentale e i disturbi dovuti all’uso compulsivo di sostanze come alcool o droghe. L’abuso di sostanze rende anche più probabile che si arrivi ad agire per pensieri di suicidio impulsivi o comportamenti a rischio.

Gli individui che muoiono per suicidio, tuttavia, rappresentano una frazione di quelli che pensano ad esso o che compiono un tentativo: le statistiche suggeriscono che i possono essere tra 8 e 25 tentati suicidi per ogni morte. Come per i suicidi portati a termine, i fattori di rischio per tentato suicidio negli adulti uniscono depressione e uso di sostanze stupefacenti. Il suicidio è una tragica reazione alle situazioni di vita stressanti, tanto più tragica perché può spesso essere prevenuto. Se conoscete qualcuno che ha pensieri suicidi, leggere questo articolo potrà aiutarvi a riconoscere i segnali che preannunciano il tragico gesto, aumentando così la possibilità di salvare una vita.

Cause

I pensieri di suicidio hanno molteplici cause, molto spesso sono il risultato di sentimenti di impotenza di fronte a quella che sembra essere una situazione di vita travolgente. Queste situazioni possono includere problemi finanziari, la morte di una persona cara, la rottura di un rapporto o una malattia debilitante. Se non avete speranza per il futuro, potreste erroneamente pensare che il suicidio sia una soluzione.

Non si esclude poi che una tendenza suicida possa avere in parte basi genetiche: le persone che portano a termine il suicidio o che hanno pensieri o comportamenti suicidi, hanno più probabilità di avere una storia familiare di suicidio. Mentre sono necessarie ulteriori ricerche per verificare appieno un’eventuale componente genetica, si pensa che ci possa essere un collegamento genetico ai comportamenti impulsivi che possono portare al suicidio.

Quali sono invece i fattori di rischio certi di suicidio?

  • Depressione ed altri disturbi mentali, o un disturbo legato all’abuso di sostanze (spesso in combinazione con altri disturbi mentali). Più del 90 per cento delle persone che muoiono per suicidio rientrano in questa categoria.
  • Precedenti tentativi di suicidio.
  • Storia familiare di disturbi mentali o di abuso di sostanze stupefacenti.
  • Storia familiare di suicidio.
  • Violenza in famiglia, tra cui abuso fisico o sessuale.
  • Armi da fuoco in casa, il metodo utilizzato in più della metà dei suicidi.
  • Incarcerazione.
  • Esposizione al comportamento suicida altrui, come membri della famiglia, coetanei o figure dei media.
  • Essere intossicati, una grande percentuale dei suicidi si compiono sotto l’influenza di alcool o farmaci.
  • Comportamento e carattere avventato o impulsivo.
  • Sentirsi senza speranza.
  • Aver recentemente subito un evento di vita stressante, come la perdita di una persona cara o la rottura di un rapporto affettivo.
  • Avere una malattia importante, come il cancro o il dolore cronico.
  • Sentirsi socialmente isolati o solitari.
  • Avere problemi legali.
  • Avere problemi a scuola, problemi sociali o problemi disciplinari, se siete un bambino o un adolescente.
  • Essere di sesso maschile, gli uomini hanno più probabilità delle donne di portare a termine il suicidio perché utilizzano in genere mezzi più letali, come un’arma da fuoco.
  • Essere omosessuali con una famiglia non solidale o in un ambiente ostile.
  • Essere un uomo di 65 anni o più anziano.

E’ bene tuttavia sottolineare che il suicidio ed il comportamento suicida non sono risposte normali allo stress, molte persone convivono con questi fattori di rischio senza essere a rischio suicidio. La ricerca mostra anche che il rischio di suicidio è associato a cambiamenti di sostanze chimiche del cervello chiamate neurotrasmettitori, tra cui la serotonina. Una diminuzione del livello della serotonina è stato riscontrato in persone affette da depressione, disturbi compulsivi, storia di tentativi di suicidio e nel cervello delle vittime di suicidio.

Cause fisiche

In alcuni casi i pensieri suicidi possono essere legati a un problema di fondo di salute. Potrebbe essere necessario eseguire le analisi del sangue od altri test per determinare se questo è il caso. Alcune condizioni che possono essere legate alla depressione e ai pensieri suicidi includono:

Inizio di antidepressivi e rischio di aumento di suicidio

Alcuni studi hanno dimostrato un possibile legame tra l’inizio di un trattamento con antidepressivi ed un aumento del rischio di suicidio. Gli organismi di controllo sui farmaci impongono ai produttori di tutti gli antidepressivi di includere l’avvertenza che essi possono aumentare il rischio di suicidio nei giovani durante i primi due mesi di trattamento.

Il legame tra antidepressivi e pensieri suicidi non ancora tuttavia definitivamente chiarito: per essere sicuro, chi comincia a prendere un antidepressivo deve essere osservato da vicino per scoprire eventuali segni di pensieri suicidi, perchè il primo effetto del farmaco potrebbe essere quello di restituire un pizzico di coraggio ed autosufficienza tali da poter portare a termine il precedente pensiero.

Sintomi

I segnali d’allarme a cui prestare attenzione per cercare di predire un tentativo di suicidio sono diversi:

  • Ideazione (pensare, parlare o desiderare il suicidio) ,
  • Consumo di sostanze o abuso (maggiore uso o cambiamento di sostanza) ,
  • Mancanza di scopo nella vita (nessun senso di scopo o di appartenenza) ,
  • Rabbia ,
  • Sentirsi in trappola (sensazione che non vi sia alcuna via d’uscita) ,
  • Disperazione (non c’è nulla per cui vivere, non c’è speranza o ottimismo) ,
  • Isolamento (da famiglia, amici, lavoro, scuola, attività, hobby) ,
  • Ansia (irrequietezza, irritabilità, agitazione) ,
  • Temerarietà (comportamenti ad alto rischio) ,
  • Disturbi dell’umore (drammatici cambiamenti di umore) ,
  • Parlare di suicidio,
  • Ricerca di modi per morire (ricerche su Internet su come suicidarsi, in cerca di pistole, pillole, …),
  • Parlare di disperazione, impotenza o inutilità,
  • Pensare molto alla morte,
  • Miglioramento della qualità di vita improvvisamente più felice e tranquilla,
  • Perdita di interesse nelle cose che piacciono,
  • Visite o chiamate alle persone care, soprattutto dopo una lunga assenza,
  • Fare accordi o regolare gli affari,
  • Dare via oggetti, come beni preziosi .

I segnali di allarme non sono sempre evidenti e variano da persona a persona; alcuni rendono le proprie intenzioni chiare, mentre altri tengono pensieri e sentimenti suicidi segreti.

Statistiche e fasce a rischio

C’è differenza tra uomini e donne?

  • Il suicidio è stato la settima causa di morte per i maschi e la sediceesima per le femmine nel 2006 negli Stati Uniti.
  • Sono quindi quasi quattro volte più numerose le morti di suidici di uomini rispetto alle donne.
  • In genere armi da fuoco, soffocamento ed avvelenamento sono di gran lunga i metodi di suicidio più comuni, tuttavia uomini e donne si differenziano per il metodo di suicidio utilizzato.

Il suicidio è comune tra i bambini e i giovani?

Nel 2006 negli USA il suicidio era la terza causa di morte per i giovani dai 15 ai 24 anni:

  • Bambini da 10 a 14 anni, 1.3 su 100.000
  • Adolescenti di età fra i 15- ed i 19 anni, 8.2 su 100.000
  • Giovani di età tra i 20 ed i 24 anni, 12.5 su 100.000

Come per la popolazione nel suo complesso, in genere i giovani erano molto più propensi ad usare armi da fuoco, soffocamento ed avvelenamento rispetto ad altri metodi di suicidio; si rileva però che, mentre gli adolescenti ed i giovani sono stati più orientati a usare le armi da fuoco, i bambini sono stati drammaticamente più propensi a usare il soffocamento.

C’erano anche delle differenze di genere nel suicidio tra i giovani, come segue:

  • Quattro volte il numero di maschi rispetto alle femmine nella fascia di età 15-19.
  • Sei volte il numero di maschi rispetto alle femmine nella fascia di età 20-24.

Gli anziani sono a rischio?

Gli americani più vecchi hanno sproporzionatamente molte probabilità di morire per suicidio.

  • Su 100.000 persone di età compresa tra i 65 anni ed oltre, si rilevano 14,2 morti per suicidio nel 2006. Questa cifra è superiore alla media nazionale americana di 10,9 suicidi nella popolazione totale.

Quali sono i fattori di rischio per i tentativi di suicidio non fatale?

  • Come osservato, si stima che si verifichino da 12 a 25 tentativi di suicidio non fatale per  ogni suicidio con esito mortale. Gli uomini e le persone anziane hanno più probabilità di riuscire nel loro intento rispetto a donne e giovani.
  • I fattori di rischio per i tentativi di suicidio non fatali da parte di adulti comprendono depressione ed altri disturbi mentali, abuso di alcool e altre sostanze e la separazione o il divorzio.
  • I fattori di rischio per il tentato suicidio da parte dei giovani comprendono depressione, alcol o altri disturbi da uso di droghe, abuso fisico o sessuale.

La maggior parte dei tentativi di suicidio sono espressioni di disagio estremo, richieste non innocue per ottenere l’attenzione. Una persona che sembra a rischio non deve essere lasciata sola ed ha bisogno immediato di trattamento mentale.

Pericoli

Suicidio e ideazione suicida hanno molte complicazioni potenziali. La più evidente e tragica, ovviamente, è la morte.

Questi episodi possono però arrecare danni anche in altri modi, sia per coloro che vogliono togliersi la vita che per i loro cari. Si può essere così consumati dai pensieri suicidi da non poter vivere la vita quotidiana, per esempio. E mentre molti tentativi di suicidio sono atteggiamenti impulsivi nel corso di un momento di crisi, essi possono lasciare danni gravi permanenti o debilitanti, come insufficienza ad un organo, o danni cerebrali.

Per quelli che sopravvivono dopo un suicidio sentimenti come dolore, rabbia, depressione e senso di colpa sono comuni e debilitanti.

In alcuni casi le persone con idee suicide possono voler uccidere anche altre persone: questo caso è noto come omicidio- suicidio. I tipi di sentimenti che scatenano questo comportamento tragico possono derivare da diverse cause, alcuni fattori di rischio comuni per l’omicidio-suicidio sono:

  • Una storia di conflitto con il coniuge o il partner,
  • Difficoltà familiari o giuridiche,
  • Storia di problemi di salute mentale, in particolare depressione,
  • Abuso o dipendenza da alcool o droga,
  • Accesso alle armi da fuoco, quasi tutti i suicidi-omicidi sono commessi utilizzando una pistola.

Diagnosi

Il medico procederà innanzi tutto ad un esame fisico. Lui o lei farà una serie di domande sulla salute mentale e fisica per aiutare a determinare cosa può causare i pensieri suicidi e per determinare il miglior trattamento a disposizione.

Nella maggior parte dei casi i pensieri suicidi sono legati a un problema di salute mentale di fondo che può essere curato. Questi possono includere:

  • Depressione,
  • Disturbo bipolare,
  • Disturbi di Personalità,
  • Disturbo post-traumatico da stress,
  • Ansia,
  • Distacco dalla realtà (psicosi) o paranoia,
  • Abuso di alcool od altre dipendenze.

Se il medico pensa che possiate avere una malattia mentale non diagnosticata che potrebbe essere causa di pensieri suicidi, potrebbe essere necessario rispondere a ulteriori domande o compilare un questionario psicologico. Potrebbe essere necessario consultare un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento della malattia mentale (psichiatra) o di altri assistenti di salute mentale.

Bambini e adolescenti

I bambini con sentimenti suicidi in genere hanno bisogno di vedere uno psichiatra esperto nella diagnosi e nel trattamento di bambini con problemi di salute mentale.

Sui bambini e gli adolescenti il medico vorrà avere tutte le informazioni possibili per determinare quale possa essere la causa del problema e se il bambino o l’adolescente sia a rischio di suicidio.

Il medico desidererà ottenere informazioni dal maggior numero possibile di fonti per ottenere un quadro preciso di cosa stia succedendo. Le fonti possono includere il giovane stesso, i genitori o i tutori, altre persone vicine al bambino, le pagelle scolastiche e le precedenti valutazioni mediche o psichiatriche.

Il suicidio nei bambini e negli adolescenti spesso segue eventi stressanti, a questo proposito è necessario tenere presente che ciò che un giovane vede come grave e insormontabile può sembrare insignificante ad un adulto, come problemi a scuola o la perdita di un’amicizia.

In alcuni casi un bambino o un adolescente può sentirsi tendente al suicidio a causa di determinate circostanze di vita di cui lui o lei non vuole parlare. Alcuni di questi includono:

  • Una storia di abusi fisici o sessuali,
  • Problemi con alcool o droghe,
  • Gravidanza,
  • Avere una malattia sessualmente trasmessa,
  • Essere vittima di bullismo,
  • Essere omosessuale.

Possono essere necessari esami fisici, prove ed approfondite discussioni per aiutare a determinare la sottostante causa di pensieri suicidi.

Cura e terapia

Se avete appena tentato il suicidio è necessario che andiate subito al pronto soccorso. E’ più sicuro che chiediate un’ambulanza, piuttosto che andiate con qualcun altro.

Al pronto soccorso potrebbe essere necessario un trattamento medico per le lesioni o qualunque cosa possiate aver provocato a voi stessi. Avrete bisogno di avere qualcuno con voi in qualsiasi momento, finché non è chiaramente stabilito che il pericolo di suicidio immediato è passato. Il personale dell’ospedale si accerterà che non abbiate accesso a nessun mezzo di autolesionismo, eliminando tutti gli elementi potenzialmente pericolosi in vostro possesso.

Il medico vi porrà una serie di domande e potrebbe voler esaminare qualsiasi segno indicativo, compresi i segni di tentativi di suicidio recente o passato. A seconda del vostro stato d’animo, può essere necessario assumere farmaci per calmarvi o per alleviare i sintomi di una malattia mentale sottostante, come la depressione.

Dopo un esame iniziale e il trattamento, il medico può decidere che è nuovamente sicuro lasciare l’ospedale, tuttavia potrebbe essere necessario rimanere più a lungo se:

  • Sembrate essere ancora in pericolo di danneggiare voi stessi od esporvi al rischio di suicidio.
  • Avete i sintomi di una malattia mentale sottostante non controllata che potrebbe mettervi in pericolo.
  • Siete lontani dalla realtà (psicotici.)
  • Siete intossicati
  • Avete una storia di droga o abuso di alcool.
  • Non avete familiari o amici che possono assicurarsi che stiate al sicuro e che stiate ricevendo l’aiuto necessario.
  • Potete agire impulsivamente.

Potrebbe inoltre essere utile che il medico rimanga in ospedale abbastanza a lungo da assicurarsi che i trattamenti funzionino, che siate al sicuro quando vi lascia e che possiate avere il trattamento di mantenimento che vi serve.

Situazioni non di emergenza

Se avete pensieri suicidi, ma non siete in una situazione di crisi, potrebbe essere necessario un trattamento ambulatoriale. Questo trattamento può comprendere:

  • Psicoterapia. In psicoterapia dovete esplorare le questioni che vi fanno pensare al suicidio. Voi e il vostro terapeuta potete lavorare insieme per sviluppare dei piani e obiettivi di trattamento. Se eravate già in terapia, voi e il vostro assistente di salute mentale potete riunirvi più frequentemente fino a quando i pensieri di suicidio non siano sotto controllo.
  • Farmaci. Antidepressivi, antipsicotici, ansiolitici ed altri farmaci per malattie mentali possono contribuire a ridurre i sintomi, il che può aiutare a allontanare i pensieri suicidi.
  • Trattamento delle tossicodipendenze. L’abuso di alcool e di sostanze può peggiorare i pensieri di suicidio e vi farà sentire sufficientemente impulsivi da agire secondo i vostri pensieri. Il trattamento per la dipendenza da droga o alcol può comprendere la disintossicazione, i programmi di trattamento della dipendenza e incontri di gruppo di auto-aiuto.
  • Sostegno e istruzione alle famiglie. I vostri cari possono essere sia una fonte di sostegno che di conflitto.

Prevenzione

Le richieste di aiuto per le malattie mentali possono aiutare a prevenire diversi casi di suicidio. Poiché la depressione e l’abuso di sostanze sono legate al suicidio, ricevere il trattamento per questi disturbi può aiutare a prevenire eventi tragici.

Il malessere associato alla malattia mentale può impedire alle persone di chiedere ed accettare l’aiuto necessario; la volontà di parlare apertamente della depressione e del suicidio con un amico, un familiare o un collega può essere il primo passo per ricevere ed ottenere l’assistenza necessaria per prevenire atti suicidi. Se conoscete qualcuno che ritenete possa essere a rischio, assicuratevi di:

  1. Ascoltare con sincera preoccupazione i loro sentimenti. Non date consigli, ma fate loro sapere che non sono soli.
  2. Condividete i vostri sentimenti con loro. Se ritenete che possano prendere una decisione imprudente, dite che vi interessa. Hanno bisogno di sapere che sono importanti per voi e che vi preoccupate.
  3. Chiedete in modo delicato se hanno pensato al suicidio. Se sentite che non potete fare la domanda, trovate qualcuno che ne sia in grado.

La ricerca aiuta a determinare quali fattori possono essere modificati per poter prevenire il suicidio e quali interventi sono adatti a gruppi specifici di persone. Prima di essere messi in pratica, i programmi di prevenzione dovrebbero essere testati attraverso la ricerca per determinare la loro sicurezza ed efficacia. Per esempio, poichè la ricerca ha dimostrato che disturbi mentali e tossicodipendenza sono i principali fattori di rischio per il suicidio, molti programmi si concentrano anche sulla cura di queste patologie, rivolgendosi direttamente anche al rischio di suicidio.

Gli studi hanno dimostrato che un certo tipo di psicoterapia, chiamato terapia cognitiva, ha ridotto il tasso di tentativi ripetuti di suicidio del 50 per cento in un anno di procedura. Un precedente tentativo di suicidio è tra i forti predittori di un episodio successivo e la terapia cognitiva aiuta a far considerare a chi tenta il suicidio delle azioni alternative quando sorgono pensieri di autolesionismo.

Un trattamento chiamato terapia comportamentale dialettica ha ridotto della metà i tentativi di suicidio rispetto ad altri tipi di terapia nelle persone con disturbo di personalità borderline (un disturbo grave di regolazione dell’emozione).

La clozapina è un farmaco approvato dalla Food and Drug Administration per la prevenzione del suicidio nelle persone con schizofrenia.

Cosa devo fare se penso che qualcuno sia a rischio di suicidio?

Se pensi che qualcuno sia a rischio, non lasciarlo mai da solo. Cerca di ottenere che la persona cerchi immediato aiuto dal suo medico o al pronto soccorso del più vicino ospedale, o chiami il 118. Impediscigli l’accesso alle armi da fuoco o ad altri strumenti di potenziale suicidio, inclusi i farmaci.

Stile di vita e rimedi domestici

Non c’è sostituto a un aiuto professionale quando si tratta di curare pensieri suicidi e prevenire il suicidio, ma ci sono alcune attenzioni che se messe in atto possono ridurre il rischio. Uno consiste nell’avere un forte sostegno dalle persone vicine, siano esse familiari, amici o membri della vostra Chiesa. Anche la pratica religiosa è stato dimostrato che è in grado di ridurre il rischio di suicidio.

Se siete voi ad essere a rischio, è importante osservare i seguenti consigli:

  1. Andate ai vostri appuntamenti. Non saltate le sedute di terapia o gli appuntamenti dal medico. Andate ai vostri appuntamenti, anche se non volete o non vi sentite.
  2. Prendete i farmaci secondo le istruzioni. Anche se vi sentite bene, resistete alla tentazione di saltare la somministrazione, perchè i pensieri suicidi possono tornare. Potreste inoltre avvertire sintomi di astinenza da interruzione improvvisa di antidepressivo o di altri farmaci.
  3. Cercate informazioni sulle vostre condizioni. Imparare a conoscere la vostra condizione vi mette in grado di responsabilizzarvi e motivarvi al piano di trattamento. Se avete la depressione, per esempio, imparate qualcosa sulle cause e i trattamenti.
  4. Prestate attenzione ai segnali di avvertimento. Lavorate con il medico o il terapista per conoscere quello che potrebbe determinare i pensieri suicidi. Stendete un piano in modo da sapere cosa fare in caso di rischio. Rivolgetevi al vostro medico o terapeuta se notate variazioni del vostro stato. Considerate di coinvolgere i familiari o gli amici nel controllare i segnali di pericolo.
  5. Diventate attivi. L’attività fisica e l’esercizio fisico è dimostrato che sono in grado di ridurre i sintomi della depressione. Prendete in considerazione il camminare, fare jogging, nuoto, giardinaggio o un’altra forma di esercizio che vi piace.
  6. Evitate droghe e alcol, che possono peggiorare i pensieri suicidi e farvi sentite meno inibiti, il che significa che è più probabile che agiate d’impulso.
  7. Chiedete l’aiuto di un gruppo di sostegno. Una serie di organizzazioni sono a disposizione per aiutarvi a far fronte al suicidio e per riconoscere che ci sono molte opzioni nella vita diverse dal suicidio.
  8. Se pensate di poter agire di impulso a seguito di pensieri suicidi, sbarazzatevi immediatamente di tutti i mezzi possibili per suicidarsi come armi da fuoco, coltelli o famaci pericolosi. Se assumete farmaci che hanno un potenziale di sovradosaggio, chiedete a un familiare o un amico di darvi i farmaci come prescritto.
  9. Seguite il trattamento di cui avete bisogno. Se non trattate la causa sottostante, i pensieri suicidi possono ritornare. Potete sentirvi in imbarazzo a farvi curare per i problemi di salute mentale, ma seguire il giusto trattamento per la depressione, l’abuso di sostanze o un altro problema di fondo vi farà sentire partecipi della vostra vita e aiuta a proteggervi.
  10. Stabilite la vostra rete di sostegno. Può essere difficile parlare dei sentimenti suicidi ad amici e famigliari, perchè potrebbero non capire a fondo il vostro problema;  parlare con loro tuttavia vi permette di essere sicuri che ci siano quando ne avrete bisogno. Potreste anche voler ottenere aiuto dalla vostra Chiesa, i gruppi di sostegno o le risorse della comunità.
  11. Imparate a conoscere i segnali di allarme e decidete quali misure adottare con anticipo. Può aiutare scrivere la procedura da portare a termine se cominciate ad avvertire pensieri suicidi. È consiglibile stendere un piano scritto insieme un medico specialista in igiene mentale o una persona amata. Un piano o un contratto scritto può aiutarvi a fare la cosa giusta quando non avete un consiglio migliore.
  12. Ricordate, i pensieri suicidi sono temporanei. Se vi sentite senza speranza o pensate che non valga più la pena vivere la vita, ricordate che queste sensazioni passeranno. Fate un passo alla volta e non agite impulsivamente. Lavorate per recuperare il vostro punto di vista e la vita andrà meglio.

Traduzione ed integrazione a cura di Sara Radicia

Fonti principali:



			



			


			

			



			
			
Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. bruco

    buon giorno dottore.
    Mi scusi volevo farle presente la mia situazione e cercherò di essere più riassuntivo possibile:
    Ho 37 anni vivo a casa ancora dei miei (anziani quasi 80 anni l’uno).
    nel frattempo e arrivato da circa sei anni mio fratello che è stato per venticinque anni in un paese straniero.La mia condizione economica e stata di contribuire in casa fino a due anni fa(ho fatto l’errore più grande quando potevo andare a cercarmi una casa da solo)negli ultimi sei anni mi sono indebitato con le finanziare per giocare e dispongo solo di 300 euro mensili su quasi 1000 euro di stipendio ho smesso di contribuire negli ultimi 6 anni a scalare prima con 450 al mese(appena iniziato a lavorare(da 21 anni) lo mettevo quasi tutto lo stipendio obbligo di mio padre invece di consigliarmi di andarmene mi diceva che non avrei concluso niente e mi spaventava dicendomi che se succedeva qualcosa non riprendendomi in casa (quanto sono stato stupido a non farlo prima perchè adesso non ho il coraggio) poi fino ad arrivare a 250 per poi non poterli dare più niente a causa dei miei debiti.premetto che mio nonno era giocatore e mio padre fino a due anni fa giocava pure lui non come me e mio nono ma giocava mio fratello nel paese straniero a giocato a suo dire 200000 euro in 25 anni e adesso hanno il coraggio di giudicare me addirittura dicendomi che sono egoista perchè non contribuisco (mio fratello a lavorato 2 anni su 6 e adesso e ancora disoccupato a 50 anni sta a casa tutto il giorno a giocare al pc.Ogni mese facciamo una litigata da tragedia greca con tutto il palazzo che ci sente mia madre non c’è la fa più dalla vergogna .Mio fratello si occupa di mio padre che nei movimenti è un po debilitato e questo io lo apprezzo non mi son permesso di giudicare il fatto che non lavora al contrario di mio padre e di mia madre diciamo che ho sempre spezzato una lancia in suo favore.Ma adesso non c’è la faccio proprio più ho cercato sempre di dividere il possibile le sigarette per esempio io se ne divido un pacchetto un giorno il giorno dopo se ne ho due e non posso o non voglio darne una sono un egoista e non le dico altri termini perchè non voglio essere volgare.Comunque da quando avevo 6 anni mio padre mi chiama hadicappato e stron…..va bene sono cresciuto lo so di non avere diciamo il coraggio(le pall…) per reagire ma adesso con 300 euro non riesco a trovarmi neanche una casa in condivisione cosa mangio se a malapena riuscirò a pagare la stanza però non ce la faccio più due genitori anziani a cui voglio voglio bene ma sapere di dovere sempre star zitto perchè la vita dice che sono io quello che non va a non aver abbandonato la casa prima e avermi fatto una vita mia ma possibile che devo pagarlo per sempre questo errore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quanto tempo dovrà ancora passare per tornare allo stipendio pieno?

  2. Anonimo

    Gent.le Dott.
    prima di tutto, Le faccio i miei più sentiti complimenti per questo servizio e per la dedizione che ci mette, è davvero da ammirare! E Le faccio anche gli auguri di buon anno.
    Le spiego la mia situazione, provando a essere sintetico. Sono sempre stato una persona timida e chiusa, ci sono nato nato, quindi, la genetica ha avuto un suo ruolo, ma anche i fattori ambientali sono stati determinanti. Sino alle elementari, ero un bambino molto felice, allegro, con qualche episodio di malinconia (quindi credo di essere sempre predisposto) ma mi sono ammalato dalle medie in poi, a causa anche di scuole private abbastanza rigide. I miei genitori non mi hanno fatto mancare nulla materialmente, sia chiaro, ma sono stati troppo oppressivi e per ogni minima stupidaggine riguardo a me, si degenerava. Quindi, mi sono ammalato di depressione, attacchi di panico e soprattutto fobia sociale. Pochissimi amici, una o due avvenute con ragazze, niente di più. Mi sono laureato, titolo umanistico, due stage e poi niente. Mi ritrovo a 33 anni senza lavoro e a casa con i miei. I miei mi hanno rinfacciato di aver scelto una facoltà inutile, ma la laurea nel MIO CASO, è l’ultimo dei motivi. La fobia sociale mi ha distrutto nata nell’adolescenza. E un altro fattore che mi ha deteriorato sono stati i soldi. Spiego, avrei desiderato vivere all’estero, ma questo avrebbe comportato chiedere un supporto ai miei e ho avuto paura di chiedere un aiuto per il biglietto aereo. Allora, Le chiedo, anche se non è un psichiatra, come si fa ad andare avanti essendo pieno di RIMPIANTI che pesano come macigni e non ti lasciano respirare? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La soluzione migliore sarebbe trovare la forza di costruire il suo futuro su questi rimpianti, usarli quindi come benzina per voltare pagina; ovviamente potrebbe non essere così semplice ed un supporto psicologico potrebbe essere utile.

      Credo che al suo posto cercherei un lavoro, inizialmente uno qualsiasi per poter mettere da parte due soldi e coronare davvero il sogno di andare all’estero; con un minimo di pianificazione non faticherà a costruirsi una vita lontano dall’Italia (sicuramente lo sa meglio di me, ma ci sono Paesi in cui trovare lavoro non comporta alcuna difficoltà e fare carriera è alla portata quando ci sono voglia di fare e dedizione).

      Oggi è il primo gennaio, lo viva come l’inizio della sua nuova vita e cominci da oggi (non da domani, da oggi!) a progettare concretamente i prossimi passi: i sogni devono essere l’oggetto a cui aggrapparsi quando arriveranno le difficoltà, ma per il resto viva un giorno alla volta e posi un mattone alla volta.

  3. Anonimo

    Grazie dottore!
    ma secondo Lei ce la posso fare? Ho così tanta rabbia in corpo!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sicuramente può farcela, deve solo riuscire a trasformare la rabbia in qualcosa di positivo, in voglia di combattere e di farcela.

  4. Anonimo

    Grazie mille dottore per il supporto che mi sta dando, davvero. Una domanda: ma nella determinazione del carattere chi hanno un ruolo più importante: i fattori genetici o ambientali? Grazie, sarà molto dura ma proverò a reagire, almeno provarci.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente entrambi, ma è un mio parere e non una verità scientifica.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Suicidarsi non è mai giusto a prescindere dalle cause, oltretutto nel suo caso probabilmente sarebbe una punizione migliore dimostrargli che può essere di nuovo e più felice anche senza di lui.

  5. Anonimo

    Gentile dottore.. Le scrivo a nome di mia madre che non ce la fa più.. Mio padre l’ha violentata psicologicamente per vent’anni e ora lei si è ribellata sentendosi con un altro uomo.. Mio padre non riesce a digerire la cosa nonostante abbia tradito mia madre già un sacco di volte.. Ma non è solo questo: mio padre soffre di un disturbo paranoide di personalità, è convinto che tutti parlino male di lui e che tutti vogliano fargli del male, comprese noi della famiglia, e si comporta da cane rabbioso per poi piangersi addosso due minuti dopo.. Lui soffre di manie di persecuzione, non lascia in pace mia madre neanche un secondo,e oltre a questo c’è da aggiungere che è la persona più egoista del mondo, pensa solo e soltanto al suo benessere e non capisce che ha ucciso mia madre e sta facendo la stessa cosa con me.. Purtroppo mia madre non può lasciarlo, perchè se succede, lui abbandona il lavoro e si rintana in camera da letto a piangere tutto il giorno, come già fa.. Se io, mia madre e mia sorella ce ne andassimo, lui si ucciderebbe di sicuro.. E d’altra parte mia madre non ce la fa più a sopportare queste pressioni psicologiche estenuanti da parte di mio padre e sta pensando anche lei di farla finita.. E io che mi trovo nel mezzo, a doverli gestire entrambi, sto facendo anch’io un pensierino su questo.. La prego, mi aiuti, sono disperata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, ma purtroppo non ho modo di aiutarla concretamente; credo che il primo passo sarebbe convincere il suo papà ad accettare una terapia medica, ma mi rendo conto che non sia facile.

  6. alida

    Salve! Il mio problema e’ che non lavoro e sto sempre male per questo motivo, che cosa ppsso fare? Sono stanca , non c ‘ e la faccio piu’.

  7. EMY HARRISON

    IO NON DICO CHE CHI SI SUICIDA FACCIA BENE, PER CARITA’! MA VOI CHE DIRITTO AVETE DI BOLLARLO PER MALATO MENTALE? IO NON TROVO NULLA DI STRANO CHE UNO CHE TROVI LA SUA VITA PEGGIORE DELLA MORTE POSSA ARRIVARE ANCHE A QUESTO E SE PRENDE TALI DECISIONI E’ LIBERO DI FARLO! LA SUA VITA APPARTIENE SOLO A LUI! SE UNO CHE HA TENTATO VIENE PER GIUNTA DA VOI IMPASTICCATO E STIGMATIZZATO, SE DA SOLO MAGARI UN MESE DOPO A QUEL DISPIACERE NON PENSAVA PIU’, CON QUESTO VOSTRO UMILIANTE INTERVENTO LO RIFA’ DI SICURO! TROVO VERGOGNOSO CHE ALLA VIGILIA DEL “3000″ POSSIATE ANCORA ESISTERE! SIETE DEI DIKTAT STILE MODERNO!!! MI FATE SCHIFO!!! UNA VOLTA C’ERANO GLI INQUISITORI, POI I NAZISTI E ADESSO VOI!!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Rispetto il suo parere e lo capisco, ma non è così semplice: è pieno il mondo di persone che hanno tentato il suicidio, sono state salvate e dopo un percorso difficile ora sono felici, magari con figli o per altre soddisfazioni personali.

      In questi casi non ne vale la pena?

      Personalmente sono favorevole all’eutanasia, e quindi comprendo il suo punto di vista, ma nei casi di depressione è molto più complicato perchè il punto è capire se a decidere di dire basta sia la persona o la malattia. Nel primo caso nulla da dire, nel secondo…

  8. Sara

    Ho bisogno di parlare con qualcuno. Medito il suicidio da un pò, mi pento di tante cose che ho fatto, perchè bisognosa di affetto, tuttora sto rifacendo quello che non dovrei fare, ho perso tutta la mia dignità ormai, non mi interessa più niente. Non posso continuare a stare in casa e piangere, non ce la faccio più. Ho bisogno di qualcuno che mi stia accanto in questo momento, ma il ragazzo con cui sto, mi ha illuso, mi sfrutta solamente per i suoi scopi, non mi dà nessuna attenzione e mi cerca quando vuole solo per soddisfare le sue pretese. Mi è successo sempre così, oltre alla mia bruttissima infanzia passata tra il subire gli atti di bullismo da parte di ragazzi più grandi e conflitti in famiglia, ho perso il mio cane, l’unico che nei miei momenti tristi mi ha sempre aiutato, e mi spingevo ad andare avanti, a trascinarmi e continuare a vivere sorridendo, sapendo che alla risposta sto bene, dietro e dentro di me affondavo nella tristezza più totale. Non so più cosa fare…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel mio piccolo ci sono, ma non ho le competenze per aiutarla davvero; una possibilità è il consultorio, dove troverebbe un supporto psicologico gratuitamente.

  9. De sica

    40 anni Ragioniere programmatore … Nel 2010 Mi sono licenziato dalla fabbrica dove lavoravo come operaio poiché stanco delle non possibilità di fare carriera (nonostante conoscenza di 2 lingue straniere scritte e parlate) …. Stanco della noiosa realtà provinciale di una cittadina del centro Italia e stanco di vivere con i genitori. Affascinato dall’est Europa me ne sono andato la’ a vedere il da farsi ma dopo un periodo di alti e bassi e terza lingua straniera(russo) parlata e scritta … Ultimamente anche la dipendenza dal gioco d’azzardo … Il lavoro saltuario e basta solo per mangiare . Non so cosa fare se e quando finiranno i soldi , tornare a casa dei miei rappresenterebbe il fallimento finale … Inizio a pensare di essere stanco di vivere e non avere futuro nonostante la mia compagna crede in me e nelle mie potenzialità

    1. Anonimo

      Intendevo il diploma di scuola-superiore (ragioniere-programmatore) , a quei tempi Pascal , BASIC

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ok; in questo caso ritengo che il primo passo sia quello di combattere la dipendenza dal gioco; se avesse ancora cittadinanza italiana potrebbe essere aiutato da questo punto di vista in modo gratuito.

  10. vale

    salve dottore,vengo da un matrimonio e una convivenza andati male,e nei momenti difficili ho pensato spesso al suicidio,anche se non so se riuscirei.poi in quei momenti la mia personalita’ cambia in modo radicale,io sono molto buono e scherzo con tutti,ma mi trasformo in un essere molto pericoloso,credo che potrei arrivare a far male anche a gente che non conosco,mi isolo e divento pieno d’odio per tutto e tutti. ora ho un altra storia un po complicata da tre anni, e cerco sempre in lei cose d’amore o carinerie che lei non ha nel sangue e lei si allontana sempre piu’.io voglio stare con lei, ma come devo fare per essere piu’ tranquillo e rilassato con lei per non perderla? perchè ho bisogno di queste cose?le dico subito che non andro’ mai da uno psicologo..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Domanda banale, ma necessaria: ha provato a parlarne sinceramente con la partner?

    2. vale

      certo,lei continua a dirmi che e’ fatta cosi’,quindi se mi va bene e’ cosi’,altrimenti niente..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Al di là di questo rapporto ritiene che ci siano problemi di rabbia anche con altre persone?

    4. Anonimo

      no,la rabbia esce nei momenti di crisi profonda con le partner..

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha usato il plurale perchè le capitava anche nella precedente convivenza?

    6. Anonimo

      si,credo di non accettare il fatto che una storia finisca,con la mia ex moglie,e’ stato devastante,dopo 14 anni insieme e’ finita in un attimo,tornare dai miei,con le nostre bimbe lontane da me,solo senza piu’ amici,e nemmeno li cercavo,notti senza dormire,solo a bere in giro.son finito due volte all’ospedale,svenimenti,attacchi di panico..con la seconda un po’ meno perché poi ho conosciuto quella attuale,ma nei momenti difficili sento ancora uscire quella rabbia e ho paura per me a volte,mi ferisco da solo,divento litigioso con niente,aspetto solo una parola o uno sguardo fatto male.ma stranamente vado in chiesa,do magari soldi a povera gente,normalmente non lo faccio..mi divido in due estremi..

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      In tutta onestà credo che un supporto psicologico sia davvero l’unica strada per imparare a gestire questi aspetti e superare quando si è trovato a passare, ma ovviamente capisco la ritrosia ad iniziare questo tipo di percorso e la rispetto.

  11. ThisIsTheEndMyOnlyFriend

    Ciao ciao. Direi che un’altra 15enne fallita che nessuno ricorderà può dire addio a questo mondo…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Una quindicenne che ascolta i Doors è tutto fuorchè fallita. ;-)

      Hai voglia di parlarne?

  12. m.

    penso al suicidio quasi ogni giorno. a volte penso che se avessi accesso a un’arma l’avrei già fatta finita da tempo.
    sono fidanzata da 9 anni, ma ancora non c’è e probabilmente non ci sarà mai, un progetto di vita tra noi. io vorrei sposarmi e avere una famiglia, ma lui (ancora) no. ho 33 anni, mi trascino da anni senza concludere niente, vivo con i miei perchè aspetto che lui mi dica di voler cominciare una vita assieme a me, intanto vedo gli altri vivere, sposarsi, realizzare i loro sogni, e io trascinarmi senza meta. mi sono allontanata dai miei già pochi amici, non ho contatti se non con il mio ragazzo, non posso lascialro perchè è l’unica persona che ho, a parte la mia famiglia, ma vivere così mi rende sempre più apatica, non riesco neanche a piangere, non riesco a provare più niente. non so in che modo muovermi per uscire da questa situazione, ormai sono tre anni. cosa fare?

  13. m.

    una volta gli ho detto che se dovessi morire non mi dispiacerebbe più di tanto, di suicidio proprio no. non sono cose di cui parlo chiaramente, potrebbero spaventare chi mi ascolta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ho pensato molto a cosa scrivere, ma la verità è che non mi sento di prendermi la responsabilità di dirle cosa farei io, ma sicuramente le consiglio di cercare di riprendere in mano la sua Vita perchè così la sta sprecando, ma ha ancora tempo per porvi rimedio.

  14. hopeless

    Salve….
    Ho 23 anni, e ancora non ho concluso nulla nella mia vita…
    Non ho un diploma, non ho un lavoro, non ho amici, non ho un ragazzo, e da oggi non ho nemmeno più una famiglia ad aiutarmi…
    Vogliono infatti che entro questa settimana me ne vada di casa…. Perché LORO sono stufi…. Non capiscono che sono io quella più danneggiata da questa situazione…. Loro hanno il loro lavoro e la loro vita se la son fatta, in tempi in cui era tutto più facile: trovare lavoro, cercare casa, trovare una persona con cui condividere il resto della propria vita….. Mia madre ha solo un rimpianto: quello di non aver potuto continuare gli studi, visto che i suoi l’hanno mandata a lavorare a 14 anni…e per questo ce l’ha con me, per aver lasciato la scuola… Ma io non sono lei! Non ho nessuna colpa di quel che le è successo e non ho vissuto la sua vita! Ho vissuto la mia, in cui a scuola mi hanno sempre presa in giro e fatta sentire la sfigata della classe, ho avuto solo un paio di amiche, poi alle superiori mi ero legata molto ad un’altra ragazza, che ormai vedevo come la sorella che non avevo mai avuto, ma poi mi ha lasciata sola anche lei, e da allora non mi fido più di nessuno…ho sofferto tantissimo, mi sentivo persa…e tutt’ora non riesco a socializzare….complice anche il fatto di aver subito molestie da due ragazzi….. Per completare il tutto ho lasciato la scuola…non riuscivo ad andarci, ogni mattina era una tragedia…ansia a mille, dolori (in questi ultimi tempi mi son resa conto che probabilmente erano psicosomatici) e litigi in casa, perché per i miei e tutto il resto della famiglia, a cui loro danno molto peso, ero solo una ragazzina che non aveva voglia di andare a scuola e voleva dormire al mattino….e invece ero e sono ancora piena di paure…. Sono 4 anni ormai che non vivo, passo le mie giornate in casa tranne quando riesco a convincere mia madre o mio fratello ad uscire con me, perché non voglio uscire da sola (mi spavento ormai) e non ho nessun altro a cui chiederlo…. Sto perdendo tutte le speranze nel mio futuro…da ragazzina pensavo sempre che a quest’età sarei stata insieme ad un ragazzo che mi amava e che insieme avremmo iniziato a progettare la nostra vita insieme…ho sempre pensato che dopo aver preso il diploma avrei iniziato a lavorare, perché all’università non ci ho mai pensato, e avrei avuto i miei soldini da parte per iniziare la mia vita… E magari nello stesso tempo la mia migliore amica avrebbe fatto lo stesso, e nel giro di una decina di anni ci saremmo ritrovate l’una a casa dell’altra, con i nostri figli che giocavano insieme….è straziante ripensarci per me, ed è ancora più straziante vedere solo il buio davanti a me…. Sono già stata da due psicologi di due consultori diversi negli ultimi anni, e con nessuno di loro ho visto miglioramenti…mi facevano solo parlare, ma io avevo bisogno anche di consigli….
    Seriamente, non so più come fare….se veramente mi cacceranno di casa l’unica opzione che ho è buttarmi giù da un ponte, perché non ho speranze in niente….non posso iniziare niente….e non ho dove andare…..è troppo tardi e anche se potessi non ne avrei più le forze… Non ho motivi per vivere e mi sento inutile…. Sento che la mia vita ormai è rovinata, e per migliorarla dovrebbe arrivare solo un miracolo…..che però so non arriverà…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Cosa ti piacerebbe fare? Parlo da un punto di vista professionale.

    2. hopeless

      Ho provato varie strade nel tempo: designer grafica o d’interni, poi programmatrice software (ma non è stata una buona scelta) e ora sto facendo dei corsi per pasticciera-cake designer….

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ottimo, il fatto di avere una passione e perseguirla è la sua strada per la serenità; come va con l’attuale corso?

    4. hopeless

      Abbastanza bene per il momento, sono praticamente a metà percorso, ma non riesco a seguire tutte le lezioni (ho ancora qualche problema di dolori psicosomatici) e quelle volte che manco mia madre va in crisi, come se anche un solo giorno a casa significhi che mollo tutto di nuovo…. In più adesso abbiamo un orario diverso, devo stare via praticamente tutto il giorno, e questo non aiuta perché stare fuori di casa mi stanca molto e mi rende inquieta…. Diciamo che non ci sono più abituata…
      P.S.: mia mamma inoltre mi fa spesso notare che ho troppe passioni per i suoi gusti, e mi dice sempre che chi vuole fare troppo alla fine non fa niente…. Ma io non ci vedo nulla di male a scegliere una di queste passioni come lavoro e coltivare le altre come hobby……

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ed io sono d’accordo con te (possiamo darci del tu?), coltivare diverse passioni permette di ampliare le proprie visioni, avere idee nuove, spunti ed opportunità.

      Al tuo posto punterei molto su questo, trovare un lavoro che ti appassiona è la chiave per recuperare la serenità ed arrivare all’indipendenza economica che ti permetta di sentirti autosufficiente (al di là del fatto che tu poi scelga di vivere ancora in casa o meno).

    6. hopeless

      Ti ringrazio molto, e proverò a concentrarmi solo sul corso e sul mio futuro lavorativo… Ma come posso risolvere il problema dell’uscire di casa senza avere ansie ed evitare che mia mamma mi butti fuori di casa?

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per le ansie cercherei di trasformare la paura in rabbia positiva e propositiva, canalizzala per dimostrare agli altri quanto vali in realtà; per evitare di essere sbattuta fuori ho invece speranza che siano minacce volte a spronarti, anche se capisco quanto possano ferire.

  15. Maria

    Mio papà si è suicidato 9 anni fa sparandosi con il fucile, mi sembrava di aver superato il dolore (almeno in parte), ma è da un po di tempo che ci penso continuamente. Che penso al suicidio. E piango, piango sempre. In più sono sola, non ho amici, nessuno mi cerca, il moroso è egoista e mi fa violenza psicologica, e non vedo un futuro x me. Dottore il suicidio è ereditario?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è ereditario, ma può esserci famigliarità; non è però la soluzione, la soluzione è dare il giro alla sua vita e fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per ritrovare la serenità che merita.

  16. roberta

    dottore ho paura alle 10:35 mio papà e uscito di casa ha controllato i cavalli io le sono corsa dietro mi ha salutato dicendo di tornare presto e ancora non e rincasato abbiamo cercato di chiamarlo ma al telefono non risponde mia mamma non sa come andare a cercarlo dato che a preso la macchina sto piangendo da mesi era giù mi sento che e successo la qualunque mi sto sentendo male come faccio a ritrovare la calma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace non aver potuto rispondere in tempo reale, ci sono novità?

  17. roberta

    grazie dottore non so come reagire stamane non sono andata a scuola dato che sono ancora traumatizzata avevo scritto che mio papà non rincasava e ieri notte alle 3:45 mia mamma ormai presa dal panico ha chiamato mio zio per andare a cercarlo mio zio lo ha cercato senza sosta mia mamma era con lui l’unico posto dove ancora non l’avevano cercato era la spiaggia e sono andati li, la sua macchina era parcheggiata nel marciapiede e lui era nella spiaggia era scalzo ed era in riva al mare lei ha capito che voglio dire mia mamma a iniziato a prendersi di panico mio zio e sceso ha cercato di calmarlo e farlo ragionare evitando il suicidio è stato un eroe penso che sennò a questa ora non ci sarebbe più , e ritornato a casa era freddo come il ghiaccio era vuoto non parlava non sapevo come riaprirli il discorso mia mamma poi mi ha raccontato tutto , tutto parte dal fatto che in questi mesi la fattoria,la raccolta, la vendita,il negozio non vanno tanto bene stava zitto non ha mai dimostrato nulla ieri voleva chiudere li non avremmo mai pensato a tanto adesso mia mamma i miei nonni stanno pensando di farle fare le sedute col psicologo e sono alla ricerca lui però non e tanto convinto ho paura che potrebbe riaccadere , penso che siano necessarie le sedute? il contributo di starli vicino più di prima sarebbe un qualcosa in più? ancora la sto ringraziando

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è un aiuto medico è indispensabile, ma al momento è davvero importantissimo anche fargli sentire che al di là della situazione economica lui è importante per tutta la famiglia. Gli faccia sentire il bene che gli vuole.

  18. erica

    dico che ha 16 anni non si deve combattere più di tanto solo cosi sarà risolto voglio dire addio a tutti e a tutto questo …….. erica

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A 16 anni la pensavo esattamente come te, oggi ne ho più del doppio e sono certo che non mi basterà una vita intera per fare tutto quello che vorrei; non arrenderti, cerca la tua strada e le persone giuste e arriverai a pensarla come me.

  19. erica

    grazie gentile dottore vorrei tanto raccontare la mia rabbia a qualcuno solo voi mi state ascoltando ………..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono psicologo e nemmeno psichiatra, ma nel mio piccolo rimango a disposizione.

  20. erica

    grazie dottore adesso lo dico o almeno lo scrivo sono sordomuta e non posso fare niente mia mamma lavora nella nostra pizzeria oltre a gestirla ci sta 24 su 24 ne vengono tanti tanto che ogni tanto vado a darle una mano e mi piace,il giorno non c’e quasi mai dopo della scuola faccio tutto io, piango spesso perche mio papà che non e con me non viene a trovarmi solo qualche volta il sabato ieri l’altro giorno mi aveva detto che mi avrebbe accompagnato dal otorino e venuto ma in ritardo si dimentica spesso la lingua dei segni ed e una fatica ha poca costanza da sempre non posso parlare e di conseguenza dire con le parole il mio pensiero appunto mi sento giù tanto, chi non parla non può esprimere a parole sue i suo giudizi e cosi? ancora grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sarebbe magari possibile passare il pomeriggio in pizzeria, così da non essere sola a casa?
      Hai già provato a manifestare al tuo papà questi sentimenti e questo disagio? Facendogli capire il tuo dolore potrebbe impegnarsi di più per migliorare ogni giorno la sua conoscenza della lingua dei segni.

  21. sara

    Buongiorno, ho 34 anni e 12 anni fa’ a causa di un evento inerente una storia che stavo vivendo ho subito uno shock tale che da quel giorno ho pensato imnimerevoli volte al suicidio a causa di sensi di colpa e di impotenza verso tutte le conseguenze che ne sono derivate e che mi portano ancora oggi a soffrire molto. Passo le giornate cercando di tenermi impegnata il più possibile per evadere e non pensare, ma la situazione è peggiorata negli ultimi 6 mesi, ogni qualvolta mi trovo davanti agli occhi la persona che mi ha fatto soffrire così tanto rientro in un baratro, mi assale un magone che toglie il fiato e penso seriamente al suicidio, soprattutto pentendomi di non averlo fatto (togliermi la vita) 12 anni fa’ (ci ero andata molto vicino). Questi pensieri sono fortissimi il primo giorno che vedo questa persona e vanno scemando nei giorni successivi, per poi ripresentarsi quando la rivedo (cosa purtroppo inevitabile, in quanto si tratta di lavoro e si presenta ogni 2/3 settimane). 6 mesi fa’ mi sono decisa di andare da uno psicanalista ma purtroppo ad oggi devo dire che i miglioramenti sono quasi impercettibili..io ero convinta che si trattasse di uno shock e quindi che poteva essere curato invece adesso ho perso anche quella speranza in quanto la psicologa affronta il problema non come una sorta di malattia (si tratta di un evento accaduto 12 anni fa’!!) ma con consigli simili a quelli che potrebbe dare una cara amica..Ho paura che prima o poi il magone sarà talmente incontrollabile che mi fara’ commettere un errore…mi chiedo a volte se esiste un farmaco da prendere nei casi di emergenza per evitare di farmi del male…e passare così quei giorni neri. Grazie dell’ascolto…Sara

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non esistono farmaci da prendere al momento, ma esistono antidepressivi che possono coadiuvare la risoluzione ed il superamento del problema.

      Psichiatra (medico) o psicologo?

  22. erica

    dottore ancora un grande grazie si ho pensato di passare il pomeriggio in pizzeria ho pensato anche di portare i libri e fare i compiti a casa e triste mi sa che farò cosi, e un ottima idea si ho provato a manifestare a mio papà il mio bisogno e il disagio che provoca ho cercato di farle fare pratica con la lingua dei segni ma la sua poca presenza le la fa un poco dimenticare,mi arrabbio quando non capisce (papà vieni sabato) e allora le mando il messaggio appunto piango ma voglio continuare a spronarlo fin quando la imparerà completamente, ho imparato da quando avevo 2 anni mia mamma la conosce benissimo a scuola non e un problema l’ho imparata hai miei amici con successo , (dottore devo essere io a fare il primo passo a spronare mio papà nel migliorare la conoscenza fin quando capirà del tutto e possiamo dialogare bene e cosi io non mi sentirò giù penso bene ? grazie mi aiuta il vostro sostegno mi avete capita a volo la mia dificoltà

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      “voglio continuare a spronarlo fin quando la imparerà completamente”

      Brava, bravissima, è questo il modo giusto di affrontare il problema.

  23. erica

    allora non sono inutile? sono forte in realtà sono come gli altri non e un ostacolo se continuo pensando con ottimismo renderò più facile il tutto e mio papà capirà la mia voglia di dimostrarle che non ostante sono speciale e non sono diversa degli altri? e infinito il mio grazie per lei grazie per la spinta la terrò informato se riuscirò nel mio obiettivo..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sei diversa da qualsiasi altra ragazza della tua età: hai in mano la tua Vita e sei tu che devi e puoi decidere cosa farne.

  24. sara

    Sono sara, la ragazza di ieri mattina. Rispondendo, da 6 mesi vado da una psicanalista, che non è psichiatra anzi…a volte mi pare addirittura un po’troppo “hippie”,mi dà tutti consigli del genere “domattina alzati e esci a prendere i cornetti caldi vedrai che stai meglio” e non approfondisce le cause e il passato, per questo credo che io non sia stata in grado di farle capire che il mio problema è serio ( anche perché dura da 12 anni!). Temo che mi dovrò rivolgere a uno psichiatra, speravo di non dover dipendere dai farmaci in maniera costante e so’ che quando inizi è difficile smettere…fra l’altro questa cosa mi fa’ancora più rabbia perché si aggiunge alle altre moltitudine di cose che non avrei mai voluto e che sono conseguenze di ciò che è accaduto 12 anni fa’ e di quella persona: perdere la mia adolescenza a causa del dolore, essere perennemente con un velo di tristezza, passare le giornate piangendo. Ammetto che quando penso che un mix di farmaci mi eliminerebbe tutti questi pensieri mi sento sollevata, perché vedo una via di uscita. Poi penso a chi mi vuole bene e non lo faccio, ma rinizio a stare male.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Comprendo la paura dei farmaci e di fatto non sempre sono la soluzione, ma in alcuni casi sono il male minore.

  25. Anonimo

    Gent.le Dottore,
    apprezzo molto il Suo impegno nella diffusione di informazione medica anche per altre patologie. Le spiego la mia situazione: ho 34 anni,. senza uno straccio di lavoro, invio continuamente CV all’estero anche, ma mai una risposta, nonostante sappia le lingue, 2 amici (tra cui uno in partenza a Dubai e chissà quando lo rivedrò, quando me l’ha detto, è stato uno shock per me, sarò ancora più solo anche perché i biglietti aerei costano 600 euro in su), mai una ragazza fissa. Circa due anni, mi hanno diagnosticato un piccolo neurinoma dell’acustico (circa 5mm), in aggiunta a una patologia già esistente ma inattiva da molti anni fortunatamente. Lo so. sono uno sfigato cronico, e il nemico numero uno in questa storia è fermarsi a pensare, ecco perché devo avere SEMPRE la mente occupata. Ma di notte, inizia la depressione e ansia. Ci ho pensato al gesto estremo ma non ho le palle, e spero che Gesù Cristo non mi accontenti perché ho paura. però sto malissimo, mi creda,. Ho letto, un Suo intervento nel quale diceva che a meno che non si abbia una patologia incurabile e invalidante, non si “dovrebbe” pensare a qualcosa del genere. Ma Le chiedo, come si può andare avanti quando si vede tutto nero? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il problema è proprio questo, lei vede tutto nero, ma la realtà è diversa; non è facile, per nessuno, ma la possibilità di venirne fuori c’è sempre.
      Non si lasci andare, non è uno sfigato cronico se decide di non esserlo, ma è necessario mantenere la testa alta e continuare a combattere (torno a ripetere che lo so che non è facile).

      Se di notte la sofferenza è molto profonda valuti con il medico di aiutarsi con farmaci per questo periodo, oltretutto il cambio di stagione è il momento peggiore.

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