Suicidio: sintomi, cause e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 1449 giorni

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Introduzione

Il suicidio è un grave problema di salute pubblica, si pensi ad esempio che in passato negli Stati Uniti è stato la undicesima causa di morte nella popolazione adulta. I tassi di suicidio variano tra gruppi demografici, con alcuni tra i più alti tassi verificati fra i maschi, bianchi e la popolazione più anziana.

Il suicidio è inoltre fortemente associato con la malattia mentale e i disturbi dovuti all’uso compulsivo di sostanze come alcool o droghe. L’abuso di sostanze rende anche più probabile che si arrivi ad agire per pensieri di suicidio impulsivi o comportamenti a rischio.

Gli individui che muoiono per suicidio, tuttavia, rappresentano una frazione di quelli che pensano ad esso o che compiono un tentativo: le statistiche suggeriscono che i possono essere tra 8 e 25 tentati suicidi per ogni morte. Come per i suicidi portati a termine, i fattori di rischio per tentato suicidio negli adulti uniscono depressione e uso di sostanze stupefacenti. Il suicidio è una tragica reazione alle situazioni di vita stressanti, tanto più tragica perché può spesso essere prevenuto. Se conoscete qualcuno che ha pensieri suicidi, leggere questo articolo potrà aiutarvi a riconoscere i segnali che preannunciano il tragico gesto, aumentando così la possibilità di salvare una vita.

Cause

I pensieri di suicidio hanno molteplici cause, molto spesso sono il risultato di sentimenti di impotenza di fronte a quella che sembra essere una situazione di vita travolgente. Queste situazioni possono includere problemi finanziari, la morte di una persona cara, la rottura di un rapporto o una malattia debilitante. Se non avete speranza per il futuro, potreste erroneamente pensare che il suicidio sia una soluzione.

Non si esclude poi che una tendenza suicida possa avere in parte basi genetiche: le persone che portano a termine il suicidio o che hanno pensieri o comportamenti suicidi, hanno più probabilità di avere una storia familiare di suicidio. Mentre sono necessarie ulteriori ricerche per verificare appieno un’eventuale componente genetica, si pensa che ci possa essere un collegamento genetico ai comportamenti impulsivi che possono portare al suicidio.

Quali sono invece i fattori di rischio certi di suicidio?

  • Depressione ed altri disturbi mentali, o un disturbo legato all’abuso di sostanze (spesso in combinazione con altri disturbi mentali). Più del 90 per cento delle persone che muoiono per suicidio rientrano in questa categoria.
  • Precedenti tentativi di suicidio.
  • Storia familiare di disturbi mentali o di abuso di sostanze stupefacenti.
  • Storia familiare di suicidio.
  • Violenza in famiglia, tra cui abuso fisico o sessuale.
  • Armi da fuoco in casa, il metodo utilizzato in più della metà dei suicidi.
  • Incarcerazione.
  • Esposizione al comportamento suicida altrui, come membri della famiglia, coetanei o figure dei media.
  • Essere intossicati, una grande percentuale dei suicidi si compiono sotto l’influenza di alcool o farmaci.
  • Comportamento e carattere avventato o impulsivo.
  • Sentirsi senza speranza.
  • Aver recentemente subito un evento di vita stressante, come la perdita di una persona cara o la rottura di un rapporto affettivo.
  • Avere una malattia importante, come il cancro o il dolore cronico.
  • Sentirsi socialmente isolati o solitari.
  • Avere problemi legali.
  • Avere problemi a scuola, problemi sociali o problemi disciplinari, se siete un bambino o un adolescente.
  • Essere di sesso maschile, gli uomini hanno più probabilità delle donne di portare a termine il suicidio perché utilizzano in genere mezzi più letali, come un’arma da fuoco.
  • Essere omosessuali con una famiglia non solidale o in un ambiente ostile.
  • Essere un uomo di 65 anni o più anziano.

E’ bene tuttavia sottolineare che il suicidio ed il comportamento suicida non sono risposte normali allo stress, molte persone convivono con questi fattori di rischio senza essere a rischio suicidio. La ricerca mostra anche che il rischio di suicidio è associato a cambiamenti di sostanze chimiche del cervello chiamate neurotrasmettitori, tra cui la serotonina. Una diminuzione del livello della serotonina è stato riscontrato in persone affette da depressione, disturbi compulsivi, storia di tentativi di suicidio e nel cervello delle vittime di suicidio.

Cause fisiche

In alcuni casi i pensieri suicidi possono essere legati a un problema di fondo di salute. Potrebbe essere necessario eseguire le analisi del sangue od altri test per determinare se questo è il caso. Alcune condizioni che possono essere legate alla depressione e ai pensieri suicidi includono:

Inizio di antidepressivi e rischio di aumento di suicidio

Alcuni studi hanno dimostrato un possibile legame tra l’inizio di un trattamento con antidepressivi ed un aumento del rischio di suicidio. Gli organismi di controllo sui farmaci impongono ai produttori di tutti gli antidepressivi di includere l’avvertenza che essi possono aumentare il rischio di suicidio nei giovani durante i primi due mesi di trattamento.

Il legame tra antidepressivi e pensieri suicidi non ancora tuttavia definitivamente chiarito: per essere sicuro, chi comincia a prendere un antidepressivo deve essere osservato da vicino per scoprire eventuali segni di pensieri suicidi, perchè il primo effetto del farmaco potrebbe essere quello di restituire un pizzico di coraggio ed autosufficienza tali da poter portare a termine il precedente pensiero.

Sintomi

I segnali d’allarme a cui prestare attenzione per cercare di predire un tentativo di suicidio sono diversi:

  • Ideazione (pensare, parlare o desiderare il suicidio) ,
  • Consumo di sostanze o abuso (maggiore uso o cambiamento di sostanza) ,
  • Mancanza di scopo nella vita (nessun senso di scopo o di appartenenza) ,
  • Rabbia ,
  • Sentirsi in trappola (sensazione che non vi sia alcuna via d’uscita) ,
  • Disperazione (non c’è nulla per cui vivere, non c’è speranza o ottimismo) ,
  • Isolamento (da famiglia, amici, lavoro, scuola, attività, hobby) ,
  • Ansia (irrequietezza, irritabilità, agitazione) ,
  • Temerarietà (comportamenti ad alto rischio) ,
  • Disturbi dell’umore (drammatici cambiamenti di umore) ,
  • Parlare di suicidio,
  • Ricerca di modi per morire (ricerche su Internet su come suicidarsi, in cerca di pistole, pillole, …),
  • Parlare di disperazione, impotenza o inutilità,
  • Pensare molto alla morte,
  • Miglioramento della qualità di vita improvvisamente più felice e tranquilla,
  • Perdita di interesse nelle cose che piacciono,
  • Visite o chiamate alle persone care, soprattutto dopo una lunga assenza,
  • Fare accordi o regolare gli affari,
  • Dare via oggetti, come beni preziosi .

I segnali di allarme non sono sempre evidenti e variano da persona a persona; alcuni rendono le proprie intenzioni chiare, mentre altri tengono pensieri e sentimenti suicidi segreti.

Statistiche e fasce a rischio

C’è differenza tra uomini e donne?

  • Il suicidio è stato la settima causa di morte per i maschi e la sediceesima per le femmine nel 2006 negli Stati Uniti.
  • Sono quindi quasi quattro volte più numerose le morti di suidici di uomini rispetto alle donne.
  • In genere armi da fuoco, soffocamento ed avvelenamento sono di gran lunga i metodi di suicidio più comuni, tuttavia uomini e donne si differenziano per il metodo di suicidio utilizzato.

Il suicidio è comune tra i bambini e i giovani?

Nel 2006 negli USA il suicidio era la terza causa di morte per i giovani dai 15 ai 24 anni:

  • Bambini da 10 a 14 anni, 1.3 su 100.000
  • Adolescenti di età fra i 15- ed i 19 anni, 8.2 su 100.000
  • Giovani di età tra i 20 ed i 24 anni, 12.5 su 100.000

Come per la popolazione nel suo complesso, in genere i giovani erano molto più propensi ad usare armi da fuoco, soffocamento ed avvelenamento rispetto ad altri metodi di suicidio; si rileva però che, mentre gli adolescenti ed i giovani sono stati più orientati a usare le armi da fuoco, i bambini sono stati drammaticamente più propensi a usare il soffocamento.

C’erano anche delle differenze di genere nel suicidio tra i giovani, come segue:

  • Quattro volte il numero di maschi rispetto alle femmine nella fascia di età 15-19.
  • Sei volte il numero di maschi rispetto alle femmine nella fascia di età 20-24.

Gli anziani sono a rischio?

Gli americani più vecchi hanno sproporzionatamente molte probabilità di morire per suicidio.

  • Su 100.000 persone di età compresa tra i 65 anni ed oltre, si rilevano 14,2 morti per suicidio nel 2006. Questa cifra è superiore alla media nazionale americana di 10,9 suicidi nella popolazione totale.

Quali sono i fattori di rischio per i tentativi di suicidio non fatale?

  • Come osservato, si stima che si verifichino da 12 a 25 tentativi di suicidio non fatale per  ogni suicidio con esito mortale. Gli uomini e le persone anziane hanno più probabilità di riuscire nel loro intento rispetto a donne e giovani.
  • I fattori di rischio per i tentativi di suicidio non fatali da parte di adulti comprendono depressione ed altri disturbi mentali, abuso di alcool e altre sostanze e la separazione o il divorzio.
  • I fattori di rischio per il tentato suicidio da parte dei giovani comprendono depressione, alcol o altri disturbi da uso di droghe, abuso fisico o sessuale.

La maggior parte dei tentativi di suicidio sono espressioni di disagio estremo, richieste non innocue per ottenere l’attenzione. Una persona che sembra a rischio non deve essere lasciata sola ed ha bisogno immediato di trattamento mentale.

Pericoli

Suicidio e ideazione suicida hanno molte complicazioni potenziali. La più evidente e tragica, ovviamente, è la morte.

Questi episodi possono però arrecare danni anche in altri modi, sia per coloro che vogliono togliersi la vita che per i loro cari. Si può essere così consumati dai pensieri suicidi da non poter vivere la vita quotidiana, per esempio. E mentre molti tentativi di suicidio sono atteggiamenti impulsivi nel corso di un momento di crisi, essi possono lasciare danni gravi permanenti o debilitanti, come insufficienza ad un organo, o danni cerebrali.

Per quelli che sopravvivono dopo un suicidio sentimenti come dolore, rabbia, depressione e senso di colpa sono comuni e debilitanti.

In alcuni casi le persone con idee suicide possono voler uccidere anche altre persone: questo caso è noto come omicidio- suicidio. I tipi di sentimenti che scatenano questo comportamento tragico possono derivare da diverse cause, alcuni fattori di rischio comuni per l’omicidio-suicidio sono:

  • Una storia di conflitto con il coniuge o il partner,
  • Difficoltà familiari o giuridiche,
  • Storia di problemi di salute mentale, in particolare depressione,
  • Abuso o dipendenza da alcool o droga,
  • Accesso alle armi da fuoco, quasi tutti i suicidi-omicidi sono commessi utilizzando una pistola.

Diagnosi

Il medico procederà innanzi tutto ad un esame fisico. Lui o lei farà una serie di domande sulla salute mentale e fisica per aiutare a determinare cosa può causare i pensieri suicidi e per determinare il miglior trattamento a disposizione.

Nella maggior parte dei casi i pensieri suicidi sono legati a un problema di salute mentale di fondo che può essere curato. Questi possono includere:

  • Depressione,
  • Disturbo bipolare,
  • Disturbi di Personalità,
  • Disturbo post-traumatico da stress,
  • Ansia,
  • Distacco dalla realtà (psicosi) o paranoia,
  • Abuso di alcool od altre dipendenze.

Se il medico pensa che possiate avere una malattia mentale non diagnosticata che potrebbe essere causa di pensieri suicidi, potrebbe essere necessario rispondere a ulteriori domande o compilare un questionario psicologico. Potrebbe essere necessario consultare un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento della malattia mentale (psichiatra) o di altri assistenti di salute mentale.

Bambini e adolescenti

I bambini con sentimenti suicidi in genere hanno bisogno di vedere uno psichiatra esperto nella diagnosi e nel trattamento di bambini con problemi di salute mentale.

Sui bambini e gli adolescenti il medico vorrà avere tutte le informazioni possibili per determinare quale possa essere la causa del problema e se il bambino o l’adolescente sia a rischio di suicidio.

Il medico desidererà ottenere informazioni dal maggior numero possibile di fonti per ottenere un quadro preciso di cosa stia succedendo. Le fonti possono includere il giovane stesso, i genitori o i tutori, altre persone vicine al bambino, le pagelle scolastiche e le precedenti valutazioni mediche o psichiatriche.

Il suicidio nei bambini e negli adolescenti spesso segue eventi stressanti, a questo proposito è necessario tenere presente che ciò che un giovane vede come grave e insormontabile può sembrare insignificante ad un adulto, come problemi a scuola o la perdita di un’amicizia.

In alcuni casi un bambino o un adolescente può sentirsi tendente al suicidio a causa di determinate circostanze di vita di cui lui o lei non vuole parlare. Alcuni di questi includono:

  • Una storia di abusi fisici o sessuali,
  • Problemi con alcool o droghe,
  • Gravidanza,
  • Avere una malattia sessualmente trasmessa,
  • Essere vittima di bullismo,
  • Essere omosessuale.

Possono essere necessari esami fisici, prove ed approfondite discussioni per aiutare a determinare la sottostante causa di pensieri suicidi.

Cura e terapia

Se avete appena tentato il suicidio è necessario che andiate subito al pronto soccorso. E’ più sicuro che chiediate un’ambulanza, piuttosto che andiate con qualcun altro.

Al pronto soccorso potrebbe essere necessario un trattamento medico per le lesioni o qualunque cosa possiate aver provocato a voi stessi. Avrete bisogno di avere qualcuno con voi in qualsiasi momento, finché non è chiaramente stabilito che il pericolo di suicidio immediato è passato. Il personale dell’ospedale si accerterà che non abbiate accesso a nessun mezzo di autolesionismo, eliminando tutti gli elementi potenzialmente pericolosi in vostro possesso.

Il medico vi porrà una serie di domande e potrebbe voler esaminare qualsiasi segno indicativo, compresi i segni di tentativi di suicidio recente o passato. A seconda del vostro stato d’animo, può essere necessario assumere farmaci per calmarvi o per alleviare i sintomi di una malattia mentale sottostante, come la depressione.

Dopo un esame iniziale e il trattamento, il medico può decidere che è nuovamente sicuro lasciare l’ospedale, tuttavia potrebbe essere necessario rimanere più a lungo se:

  • Sembrate essere ancora in pericolo di danneggiare voi stessi od esporvi al rischio di suicidio.
  • Avete i sintomi di una malattia mentale sottostante non controllata che potrebbe mettervi in pericolo.
  • Siete lontani dalla realtà (psicotici.)
  • Siete intossicati
  • Avete una storia di droga o abuso di alcool.
  • Non avete familiari o amici che possono assicurarsi che stiate al sicuro e che stiate ricevendo l’aiuto necessario.
  • Potete agire impulsivamente.

Potrebbe inoltre essere utile che il medico rimanga in ospedale abbastanza a lungo da assicurarsi che i trattamenti funzionino, che siate al sicuro quando vi lascia e che possiate avere il trattamento di mantenimento che vi serve.

Situazioni non di emergenza

Se avete pensieri suicidi, ma non siete in una situazione di crisi, potrebbe essere necessario un trattamento ambulatoriale. Questo trattamento può comprendere:

  • Psicoterapia. In psicoterapia dovete esplorare le questioni che vi fanno pensare al suicidio. Voi e il vostro terapeuta potete lavorare insieme per sviluppare dei piani e obiettivi di trattamento. Se eravate già in terapia, voi e il vostro assistente di salute mentale potete riunirvi più frequentemente fino a quando i pensieri di suicidio non siano sotto controllo.
  • Farmaci. Antidepressivi, antipsicotici, ansiolitici ed altri farmaci per malattie mentali possono contribuire a ridurre i sintomi, il che può aiutare a allontanare i pensieri suicidi.
  • Trattamento delle tossicodipendenze. L’abuso di alcool e di sostanze può peggiorare i pensieri di suicidio e vi farà sentire sufficientemente impulsivi da agire secondo i vostri pensieri. Il trattamento per la dipendenza da droga o alcol può comprendere la disintossicazione, i programmi di trattamento della dipendenza e incontri di gruppo di auto-aiuto.
  • Sostegno e istruzione alle famiglie. I vostri cari possono essere sia una fonte di sostegno che di conflitto.

Prevenzione

Le richieste di aiuto per le malattie mentali possono aiutare a prevenire diversi casi di suicidio. Poiché la depressione e l’abuso di sostanze sono legate al suicidio, ricevere il trattamento per questi disturbi può aiutare a prevenire eventi tragici.

Il malessere associato alla malattia mentale può impedire alle persone di chiedere ed accettare l’aiuto necessario; la volontà di parlare apertamente della depressione e del suicidio con un amico, un familiare o un collega può essere il primo passo per ricevere ed ottenere l’assistenza necessaria per prevenire atti suicidi. Se conoscete qualcuno che ritenete possa essere a rischio, assicuratevi di:

  1. Ascoltare con sincera preoccupazione i loro sentimenti. Non date consigli, ma fate loro sapere che non sono soli.
  2. Condividete i vostri sentimenti con loro. Se ritenete che possano prendere una decisione imprudente, dite che vi interessa. Hanno bisogno di sapere che sono importanti per voi e che vi preoccupate.
  3. Chiedete in modo delicato se hanno pensato al suicidio. Se sentite che non potete fare la domanda, trovate qualcuno che ne sia in grado.

La ricerca aiuta a determinare quali fattori possono essere modificati per poter prevenire il suicidio e quali interventi sono adatti a gruppi specifici di persone. Prima di essere messi in pratica, i programmi di prevenzione dovrebbero essere testati attraverso la ricerca per determinare la loro sicurezza ed efficacia. Per esempio, poichè la ricerca ha dimostrato che disturbi mentali e tossicodipendenza sono i principali fattori di rischio per il suicidio, molti programmi si concentrano anche sulla cura di queste patologie, rivolgendosi direttamente anche al rischio di suicidio.

Gli studi hanno dimostrato che un certo tipo di psicoterapia, chiamato terapia cognitiva, ha ridotto il tasso di tentativi ripetuti di suicidio del 50 per cento in un anno di procedura. Un precedente tentativo di suicidio è tra i forti predittori di un episodio successivo e la terapia cognitiva aiuta a far considerare a chi tenta il suicidio delle azioni alternative quando sorgono pensieri di autolesionismo.

Un trattamento chiamato terapia comportamentale dialettica ha ridotto della metà i tentativi di suicidio rispetto ad altri tipi di terapia nelle persone con disturbo di personalità borderline (un disturbo grave di regolazione dell’emozione).

La clozapina è un farmaco approvato dalla Food and Drug Administration per la prevenzione del suicidio nelle persone con schizofrenia.

Cosa devo fare se penso che qualcuno sia a rischio di suicidio?

Se pensi che qualcuno sia a rischio, non lasciarlo mai da solo. Cerca di ottenere che la persona cerchi immediato aiuto dal suo medico o al pronto soccorso del più vicino ospedale, o chiami il 118. Impediscigli l’accesso alle armi da fuoco o ad altri strumenti di potenziale suicidio, inclusi i farmaci.

Stile di vita e rimedi domestici

Non c’è sostituto a un aiuto professionale quando si tratta di curare pensieri suicidi e prevenire il suicidio, ma ci sono alcune attenzioni che se messe in atto possono ridurre il rischio. Uno consiste nell’avere un forte sostegno dalle persone vicine, siano esse familiari, amici o membri della vostra Chiesa. Anche la pratica religiosa è stato dimostrato che è in grado di ridurre il rischio di suicidio.

Se siete voi ad essere a rischio, è importante osservare i seguenti consigli:

  1. Andate ai vostri appuntamenti. Non saltate le sedute di terapia o gli appuntamenti dal medico. Andate ai vostri appuntamenti, anche se non volete o non vi sentite.
  2. Prendete i farmaci secondo le istruzioni. Anche se vi sentite bene, resistete alla tentazione di saltare la somministrazione, perchè i pensieri suicidi possono tornare. Potreste inoltre avvertire sintomi di astinenza da interruzione improvvisa di antidepressivo o di altri farmaci.
  3. Cercate informazioni sulle vostre condizioni. Imparare a conoscere la vostra condizione vi mette in grado di responsabilizzarvi e motivarvi al piano di trattamento. Se avete la depressione, per esempio, imparate qualcosa sulle cause e i trattamenti.
  4. Prestate attenzione ai segnali di avvertimento. Lavorate con il medico o il terapista per conoscere quello che potrebbe determinare i pensieri suicidi. Stendete un piano in modo da sapere cosa fare in caso di rischio. Rivolgetevi al vostro medico o terapeuta se notate variazioni del vostro stato. Considerate di coinvolgere i familiari o gli amici nel controllare i segnali di pericolo.
  5. Diventate attivi. L’attività fisica e l’esercizio fisico è dimostrato che sono in grado di ridurre i sintomi della depressione. Prendete in considerazione il camminare, fare jogging, nuoto, giardinaggio o un’altra forma di esercizio che vi piace.
  6. Evitate droghe e alcol, che possono peggiorare i pensieri suicidi e farvi sentite meno inibiti, il che significa che è più probabile che agiate d’impulso.
  7. Chiedete l’aiuto di un gruppo di sostegno. Una serie di organizzazioni sono a disposizione per aiutarvi a far fronte al suicidio e per riconoscere che ci sono molte opzioni nella vita diverse dal suicidio.
  8. Se pensate di poter agire di impulso a seguito di pensieri suicidi, sbarazzatevi immediatamente di tutti i mezzi possibili per suicidarsi come armi da fuoco, coltelli o famaci pericolosi. Se assumete farmaci che hanno un potenziale di sovradosaggio, chiedete a un familiare o un amico di darvi i farmaci come prescritto.
  9. Seguite il trattamento di cui avete bisogno. Se non trattate la causa sottostante, i pensieri suicidi possono ritornare. Potete sentirvi in imbarazzo a farvi curare per i problemi di salute mentale, ma seguire il giusto trattamento per la depressione, l’abuso di sostanze o un altro problema di fondo vi farà sentire partecipi della vostra vita e aiuta a proteggervi.
  10. Stabilite la vostra rete di sostegno. Può essere difficile parlare dei sentimenti suicidi ad amici e famigliari, perchè potrebbero non capire a fondo il vostro problema;  parlare con loro tuttavia vi permette di essere sicuri che ci siano quando ne avrete bisogno. Potreste anche voler ottenere aiuto dalla vostra Chiesa, i gruppi di sostegno o le risorse della comunità.
  11. Imparate a conoscere i segnali di allarme e decidete quali misure adottare con anticipo. Può aiutare scrivere la procedura da portare a termine se cominciate ad avvertire pensieri suicidi. È consiglibile stendere un piano scritto insieme un medico specialista in igiene mentale o una persona amata. Un piano o un contratto scritto può aiutarvi a fare la cosa giusta quando non avete un consiglio migliore.
  12. Ricordate, i pensieri suicidi sono temporanei. Se vi sentite senza speranza o pensate che non valga più la pena vivere la vita, ricordate che queste sensazioni passeranno. Fate un passo alla volta e non agite impulsivamente. Lavorate per recuperare il vostro punto di vista e la vita andrà meglio.

Traduzione ed integrazione a cura di Sara Radicia

Fonti principali:



			



			


			

			



			
			
Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. BEAR

    Ciao dottore,
    Ho 26 anni e sono fidanzato con una ragazza della mia stessa età ormai da più di 5 anni.. Lei è bellissima, divertente e simpatica. Peccato che ormai da più di due anni lotta ogni giorno con il mostro della depressione.. Mi ha confessato di avere avuto già piccole crisi nella prima adolescenza.. Agli inizi della nostra storia e con tutto il fascino di un amore che sboccia era riuscita a dimenticarsi per un po’ di tutti i pensieri negativi ma col passare del tempo puntuali sono riaffiorati sempre di più fino ad arrivare a compormettere ogni singola giornata.. Neo-laureata in scienze sociali non riesce comunque a dare un immagine al suo futuro, piano piano sta abbandonato tutti i rapporti con le sue amiche, le notti le passa tutte insonne, la sua famiglia non le sta dietro e per di più odia mia madre perché pensa che non la reputi all’altezza, in famiglia hanno avuto tutti seri problemi depressivi e nemmeno si accorgono di come sta perché sono imbottiti di pasticche, qualsiasi problema lo reputa insormontabile, ormai già più di una volta ha parlato di gesto estremo.. HO PAURA…
    Io la amo.. E mai le ho fatto niente di male.. MAI..
    Purtroppo però mi sto accorgendo sempre di più che io non basto più.. E ogni volta che ha una crisi non faccio che immaginare il giorno in cui potrebbe arrivare a fare una stupidaggine..
    Io le dò l’anima.. Eppure lei non se ne accorge.. Ogni giorno le ricordo che su di me può contare… Ogni giorno le ricordo che la amo.. Ma ormai non basta più.. Piano piano si sta svuotando… E io rimango li impotente di fronte a questo scempio.. Lei non lo merita..
    Io l’ho conosciuta affettuosa scherzosa e intraprendente.. Ora riesce a malapena a dimostrarmi un po’ d’affetto nei giorni migliori.. Psicologi non ne vuole incontrare.. Cosa devo fare?? Ogni giorno le do il 150% di me stesso ma non ricevo nulla.. Quanto potrò continuare? Mi sono letto 10000000000 di articoli su infiniti siti internet ma purtroppo non riesco a risolvere nulla.. Io ci sto mettendo tutta la migliore volontà che una persona possa metterci ma purtroppo non colgo i risultati.. Mi reputo una delle migliori persone che un depresso possa avere accanto eppure non servo a nulla lo stesso… Che devo fare?!?!?!????

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo ha ragione, la depressione è un mostro ed avere accanto un persona che darebbe la vita pur di aiutare è utile ma purtroppo mai sufficiente; rifiuta anche un approccio farmacologico al problema?

  2. BEAR

    La ringrazio per la risposta dottore.. Purtroppo non penso proprio che acconsentirebbe ad un trattamento farmacologico.. Mi sa che non mi rimane che continuare a sperare.. Lo faccio da 2 anni ormai.. Non mi rimane che darle tanto amore e incrociare le dita.. Nei momenti più opportuni proverò a riproporre i vari trattamento psicoterapeutici.. Vorrei lanciare un messaggio a tutte le persone che vivono con problemi di depressione.. NON DIMENTICATEVI DELLE PERSONE CHE VI STANNO VICINO…Perche è dura anche per loro..
    Non mi rimane che continuare a sperare..
    Pace e bene

  3. adelina

    salve dottore intanto grazie per le condoglianze della mia sorellina, in queste settimane non parlo molto mia mamma ha il gesso al braccio il medico ha sconsigliato una cura di farmaci antidepressivi perche soffre di tachicardia e a ordinato il supporto psicologico che deve essere costante , mio papà a preso già il primo appuntamento che purtroppo sarà il 2 maggio, ma ha raccomandato di starle vicino e di osservarla sempre durante le giornate , oggi ha pianto solo una volta ha preso le medicine che assumeva mia sorelle e le ha buttate nel camino, mio padre ha deciso di nascondere i vestiti e i pupazzi dato che non smette di tenerli ma non sa se deve farlo o no, passa il giorno guardando le foto della sua comunione aveva solo 10 anni ,mio papà non sa se sarebbe meglio nascondere le cose oppure no ? il psicologo ha detto di aiutarci e di aiutarla e guardare le sue cose sono ricordi e sofferenza che accumulano . ho sarebbe una cosa sbagliata per ora ? la ringrazierò

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni ma non ho capito cosa ha consigliato in proposito lo psicologo.

  4. adelina

    il psicologo ha detto di aiutarci e di aiutarla , di aiutarci nel senso che io e mio papà pure se difficile dobbiamo contribuire ad appoggiare mia mamma perche il supporto psicologico e importante ma la famiglia deve metterci anche costanza appunto mio papà ha deciso di nascondere le cose di mia sorella per non fare tormentare di più mia mamma quando le guarda ma non sa se farebbe in bene ?. GRAZIE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sinceramente su questo aspetto mi mette in difficoltà; io avrei fatto la stessa scelta del suo papà, ma è comunque una domanda da fare anche allo psicologo.

  5. erica

    ciao dottore le avevo scritto il 14 aprile ,sono erica di 16 anni sordomuta avevo scritto un messaggio freddo e brutto lei mi ha corretta,
    dopo le avevo scritto il mio motivo quel brutto pensiero lo schiacciato subito via scrivendo i miei pensieri positivi,lei in seguito mi ha scritto di non essere diversa degli altri malgrado il mio mutismo, io avevo promesso che se riuscissi nel mio obbiettivo l’avrei informata .
    Da quel giorno ho iniziato ad insistere con mio papà e ho fatto di tutto per far si che migliorasse la conoscenza della lingua dei segni ,le ho fatto capire la necessità che ho di voler dialogare con lui come fanno tutti gli altri ,e stato duro ma la mia insistenza a portato ad un miglioramento da parte sua viene a trovarmi più spesso e dialoghiamo più spesso ,non la trova più tanto complicata adesso e i cambiamenti nel mio umore si vedono ,passo più tempo in pizzeria con mia mamma adesso e ho capito che restate sempre sola a casa era una cosa che sbagliavo oltre la scuola tante persone mi apprezzano e vedono in me solo me stessa non penserò più a quei brutti pensieri .Che ne pensa? Un grande grazie va pure a lei che ha contribuito a darmi una spinta di aiuto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono davvero felicissimo di leggere queste parole, mi ha dato una notizia bellissima!

  6. Anonimo

    Caro dottore,
    ma come giudica i problemi economici quando sono particolarmente pesanti, soprattutto per la mancanza di lavoro, Lei è per la vita lo so, ma io non vedo via di uscita. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Inutile nasconderlo, la situazione è drammatica, ma tenere duro sopravvivendo adesso potrebbe voler dire ricominciare a vivere domani, fra un mese o fra un anno. A mio parere vale sempre la pena combattere, perchè non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro.

      Dire basta significa arrendersi, invece ritengo che si debba lottare, non fosse altro che per dignità e per dare un senso alla vita.

    2. Anonimo

      Gent.le dottore,
      mi aveva detto che a 34 anni non è ci siano grandi margini di recupero del tempo perduto e ricominciare una nuova vita, tuttavia mi aveva dato delle speranze. Secondo lei, se dovessi una trovare una compagna, è bene essere onesti da subito? Ossia, nel caso (quasi miracoloso) di trovare un lavoro, me ne vado di casa dei miei genitori, alla mia veneranda età, è consigliabile dirglielo (ripeto non a 25 a ma a 34!) con annessi i miei problemi di ansia e depressione? Oppure, in questo caso delle “piccole” bugie possono essere “accettate”? Mi vergogno, questo è il problema! Grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo di averle detto che a 34 anni non ci sono margini, al contrario, c’è sempre tempo per ricominciare.
      Per rispondere alla sua domanda io sono per la sincerità.

    4. Anonimo

      Quindi con l’altissimo rischio che scappi più veloce della luce? mi pass l’ironia.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se scappasse più veloce della luce non credo che sarebbe possibile costruirci nulla a prescindere.

  7. Anonimo

    dottore perdonatemi per l’orario ma la notte per me e un modo per starsene tranquilli con la testa ,ho 20 anni e un passato doloroso
    mio padre l’uomo che mi ha concepito,accettata -cresciuta con mia madre dopo la sua volontaria scelta di separarsi passare i weekend con lui per me era tutto . durante l’adolescenza i baci gli abbracci l’amore di un padre non erano più gli stessi ,nutriva verso di me un sentimento non più paterno le sue intenzioni non erano più quelle di un genitore i baci gli abbracci che mi dava per lui era altro ,io ho pianto non capivo perche lo facesse mia madre ha subito interrotto gli incontri che facevamo ho avuto un distacco una perdita di affetto che non si può colmare e ho bruciato i suoi ricordi dentro e fuori di me , questo e il padre che ho avuto e che nessuno vorrebbe
    ho pensato molte volte a farla finita perche la vita segna e lascia segni dolorosi la mia storia e difficile sto seguendo tutto ora supporto psicologico ma la notte sopratutto il dolore si sente di più
    cosa devo fare oltre il supporto che sto avendo come la devo pensare ancora come faccio a rimanere positiva dopo tutto quello ?
    MI dia una risposta per favore . non voglio recare disturbo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ho conosciuto una ragazza che, per una situazione molto simile, ha avuto gravissimi problemi legati all’alimentazione (bulimia); mi ha insegnato molto, ma più di ogni altra cosa mi ha dimostrato che lottando si può davvero riconquistare la serenità che merita. Non potrà mai cancellare quanto successo, ma il suo obiettivo deve trasformare le ferite in forza, la rabbia in amore per un figlio quando sarà il momento, la tristezza di un’infanzia rubata nella gioia di una vita ricostruita.

      Non è un percorso nè facile nè breve, quando tutto sembra andare per il meglio potrà succedere di essere di nuovo presa dallo sconforto, ma con la volontà di vivere e di combattere il destino le restituirà quanto le è stato inflitto.

  8. Anonimo

    grazie tante per la sua risposta ho già un figlio di 2 anni, e non penso che troverò il coraggio per raccontarlo a lui un domani dovrò farcela ancora adesso sono felice ma certe volte starsi ferma e pensare fa male le persone accanto a me mi vogliono bene , io stessa no ma cercherò di farlo.
    grazie per le sue bellissime parole .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      “adesso sono felice”

      Conta solo questo, nei momenti difficili (e ce ne saranno ancora, ripensando al passato) sposti la sua attenzione su questo e su chi ha adesso accanto.

  9. Anonimo

    salve dottore dopo quello che ho visto sto facendo pensieri negativi ho mio padre ricoverato nel
    ospedale psichiatrico a solo 48 anni e un uomo che e stato sempre debole e appunto si ritrova cosi ora. quando vado a trovarlo lo trovo li
    a leggere un libro a l’aria aperta mi elenca tutte le medicine che deve assumere ed a un ottima memoria non ostante .mi avevano telefonato dicendomi che c’era un problema dai fatti che riemergono era notte era in particolare agitazione ha avuto vari attacchi di panico e ha minacciato di precipitarsi dalla finestra del ospedale ,e stato portato a l’ospedale generale per gli attacchi di panico e per un taglio provocato dalla finestra ,adesso e nuovamente sedato e riposa parla poco da sveglio ,lui in questo periodo stava bene con le medicine che assumeva voleva ritornare a casa e passare un periodo tutti assieme era lucido siccome le avevano detto qui di aspettare qualche settimana da li e scattato tutto ,adesso siamo punto da capo
    se succede di nuovo io non reggerò più se lui mi vuole lasciare cosi
    io lo seguo perche non so starne senza .
    io come la devo prendere ?
    se non ve la sentite capisco

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lei in questo momento sta facendo il massimo che può fare, ossia stargli vicino; purtroppo questi problemi di salute sono subdoli e di fatto colpiscono indirettamente anche i famigliari, perchè creano una sofferenza che sicuramente comprende meglio di me.

      Gli stia vicino, lo faccia sentire amato e seguito e credo che non possa fare nulla di più.

  10. Anonimo

    dottore che devo fare mia mamma e uscita alle 1:34 e ancora non e tornata ha preso la sua macchina e ha detto di voler stare sola
    e asmatica non ha portato con se l’inalatore ,ha 43 anni e a subito da poco un aborto purtroppo spontaneo ha avuto una crisi di pianto
    non so che sta succedendo mi sento molto in agitazione
    non ha con se l’inalatore che posso fare.
    scusate se e notte.

  11. Anonimo

    purtroppo novità non buone ,non ci vuole raccontare niente ha un taglio nel braccio si e recata a l’ospedale lei stessa ieri notte e ha 5 punti ma non dice come si e provocata il taglio non ha avuto attacchi per fortuna ma e quel fatto che preoccupa , non so se tutto sta succedendo per quella perdita ma nel caso di nuovi episodi che dobbiamo fare?
    mio papà in precedenza non aveva preso tanto bene la piccola novità potrebbe essere la causa di questo suo comportamento sinistro?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, purtroppo non ho modo di aiutarla concretamente; lo segnali al medico, si valuterà un supporto farmacologico o psicologico.

  12. anita

    salve dottore ogni anno di questo periodo mi assale un ricordo che mi ha cambiata letteralmente la vita non lo posso cancellare io ero davanti e ho visto mi viene da uccidermi come faccio ?

  13. anita

    Dottore scusate per l’ora il messaggio su sono sempre io Anita ho sbagliato a scrivere quei 4 righi senza logica ,in realtà e il ricordo stesso che mi uccide da anni.Avevo 4 anni ero alta quanto un soldo di cacio amavo i miei genitori ma in particolare avevo un attaccamento speciale con mio padre non sapevo mica quale fosse il problema che lo rendeva stanco e perverso ma sicuramente quando giocava con me era il migliore del mondo ,un pomeriggio di metà di giugno in casa c’era un aria tranquilla io giocavo mia mamma stirava i vestiti mio padre era in cantina dove come il solito passava il suo tempo libero a leggere il giornale e fare qualche lavoretto con l’argilla io che come il solito scappavo da lui per dirle che volevo le caramelle sono uscita fuori andando in cantina ma quel giorno ero andata di nascosto per farle uno scherzo,ho aperto la porta ma la luce era spenta il libro chiuso e c’era accesa una lanterna lui era rivolto col viso verso la finestra con il fucile da caccia in mano ,ero paralizzata non sono riuscita a dirle (papà no) che ha sparato e il sangue mi e schizzato sulle scarpine da lui regalate mia madre a sentito lo sparo e uscita fuori vedendo lo scenario e urlando chiamando i soccorsi che sono stati inutili perche il corpo era stato fatale ,sono caduta in depressione a soli 4 anni -non dormivo ,non volevo mangiare,ero nervosa,rimettevo, mi nascondevo sotto il tavolo mi coricavo nel letto con me il pigiama di mio padre mia mamma piangeva aveva paura che ne sarei uscita matta mi aveva portata dal psicologo che mi aveva ordinato le gocce per dormire gocce che mia madre mi metteva nel minestrone e nel latte ,ho avuto supporto psicologico dai 4 fino ai 10 anni alle medie sembravo tranquilla,serena rassegnata fino alle superiori adesso ho 19 anni e da 2 anni mi succede che di questo periodo di giugno mese del accaduto rivivo tutto quello che ho visto mio padre che era la mia vita la mia forza puntarsi un fucile contro e dire addio alla sua vita se solo avessi fatto rumore prima di entrare o invece di restare bloccata avrei gridato non sarebbe successo e stata colpa mia le foto,i video i ricordi non servono a niente se la persona che adoravo non torna più .Dottore se avete letto bene tutto vedere il proprio padre che si uccide e atroce e la morte del anima uccide pure me.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sicuramente non riesco nemmeno lontanamente ad immaginare il dolore che si porta dentro e non posso purtroppo fare altro che consigliarle di riprendere una terapia di supporto psicologico; di una cosa però sono sicuro, non avrebbe potuto fare nulla di diverso per impedire quanto è successo, nulla.

  14. rossella

    salve mi sento in colpa per quello che mi e successo anzi per quello che mia hanno fatto avevo avuto rapporti non protetti con il mio compagno ed ero rimasta incinta i miei non avevano accettato mio padre e mia madre di rigorosa severità mi hanno tolto di casa rifiutando me e il fagiolino stessa cosa i genitori di lui e lui cacciandomi la parola e sbattendomi la porta in faccia ero solo e sono ritornata dai miei quando hanno saputo che mi aveva rifiutata la sua risposta e stata
    –non vorrai mica tenerti un figlio ba………..– mi hanno fatta fare i controlli e mi hanno fatto fare l’aborto io avevo rifiutato il tutto volevo andarmene e tenermi il fagiolino ma se l’avrei fatto non sarei più potuta entrare in casa e a quel punto non avrei avuto niente da offrirle da quel giorno precisamente 2 settimane fa me ne sto sola e lontana da tutto in camera ho visto tante ragazze abbandonate in questo modo ma certamente la famiglia se ne prende cura io invece al contrario ho dovuto sopportare e distruggere una vita per volere dei miei stessi genitori invece di gioirne hanno negato il proprio nipote la vita lascia segni sanguinanti ,non so chi ma spero che qualcuno in questo sito non abbia cambiato pagina al sol leggere.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ho letto parola per parola e le garantisco che non deve sentirsi in colpa; purtroppo in questa fase della sua vita non ha avuto scelta, ma dentro di sè deve pensare che il giorno in cui rimarrà nuovamente incinta sarà lo stesso fagiolino che non ha potuto accogliere in questo momento.

      Adesso è un angioletto tornato in cielo, ma è là, che aspetta di poter essere di nuovo accolto fra le sue braccia.

      Le sono vicino.

  15. luisa

    ho tentato il suicidio più di una volta e ci penso ancora di rifarlo cosa fare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ne parli con fiducia al medico, può aiutarla concretamente.

  16. roberto

    salve dottore sono Roberto un uomo disperato da 3 anni non ho pace da quel giorno che e costata cara la salute a mia figlia;eravamo in spiaggia tranquilli quando anno cercato di spararmi o meglio dire di ammazzarmi mi hanno colpito nel braccio ferendomi e per cui ho dovuto affrontare 2 interventi ,mia figlia si era messa davanti pensando che se la vedessero non avrebbero freddato me completamente ed infatti se la sono presa pure con lei non guardando i suoi 13 piccoli anni colpendola nella gamba sinistra senza forze ci siamo accasciati per terra lei per prima col nostro sangue che macchiava la spiaggia io di me me ne infischiavo ma la guardavo fissa negli occhi ripetendole papà e con te in seguito ci hanno soccorsi in ospedale dove e stata sottoposta ad estrazione del proiettile che le aveva frantumato il femore in tutto ha subito 3 interventi e a distanza di 3 anni sapete cosa mi brucia dentro che è rimasta zoppa proprio cosi cammina ma dalla gamba sinistra zoppica sta facendo delle terapia alla gamba ma non può correre e fare quello che vuole ,io questo non me lo perdono per colpa mia si e rovinata la gamba e la vita per colpa mia lo messa in croce forse era meglio se prendevano solo me cosi morivo non sopporto vedere la sua gambetta zoppicare .ma forse non esiste un consiglio per tutto questo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Da papà comprendo perfettamente il suo stato d’animo, ma deve sforzarsi di capire che rimanere senza padre per sua figlia sarebbe stato peggio ancora; in quel giorno che purtroppo nessuno dei due riuscirà a dimenticare mai vi siete stretti e protetti a vicenda come una famiglia e se sarà al fianco di sua figlia tutte le volte che ne avrà bisogno il sacrifico acquisterà un senso.

    1. graziella

      caro dottore farmacista vorrei delle spiegazioni sul mio tentato suicidio: ho preso per grande rabbia quasi una boccetta intera di ansiolitico e 2o antistaminici con spumante , sono caduta in buio profondo a letto,risvegliata da chiamate e colpi al portone dalle mie sorelle ,ho avuto la forza di reagire e ho aperto loro la porta.Portata al pronto soccorso in stato confusionale mi hanno salvato la vita, ma tornata a casa sono stata lasciata sola al mio destino…..c’e’ l’ho fatta! Ma ora mi chiedo, come posso essere ancora viva dato che il gesto l’ho compiuto la mattina di Pasqua e loro sono intervenute al martedi’ notte? MI hanno detto che avevo le labbra nere ( sono cordiopatica operata al cuore ) come posso aver passato tre giorni senza coscienza a letto,senza andare nemmeno al bagno? dato che le mie lenzuola erano asciutte? cosa è successo durante questo tempo? non riesco a ricordare, però vorrei sapere, io ricordo l’oblio di una oscurità e svegliata solo dalle chiamate dei miei soccoritori. Grazie dottore

  17. Sarah

    salve dottore sono sarah , e ho compiuto da poco la maggiore età alla mia porta a bussato un uomo che mi somiglia tanto con il cuore in mano e pieno di ripensamenti è mio padre che ha deciso di cercarmi e mi ha trovata ,aveva abbandonato me e mia madre prima della mia nascita era un 16 enne egoista che dopo aver convinto la sua ragazza
    (mia madre) e quando ormai c’ero be lui era troppo ragazzo e doveva studiare e mica poteva diventare padre se ne andato ed e tornato adesso dopo una vita ancora non ha capito che io non perdono un mostro simile i pupazzi i regalini non mi servono poteva regalarmeli pure prima e giovane si mantiene allora che vada a rifarsi una vita invece di cercare di ricostruire una famiglia che lui a negato di costruire deve andarsene al diavolo io non sto bene ricevo ogni giorno le trasfusioni di sangue e già mi e difficile dire che sto bene dopo le trasfusioni si presenta li e mi dice pure
    (amore di papà come stai) mi da fastidio dopo tanto si preoccupa mi dite se io posso continuare cosi mi viene voglia di mettermi fine io sto male e voglio starmene tranquilla non voglio sentirlo un padre cosi
    Dottore io non so che fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma temo di non avere le competenze per aiutarla a gestire queste emozioni.

  18. Sarah

    Dottore avevo scritto il 18 qui,la ringrazio lo stesso per la risposta e le chiedo scusa se le ho cercato consigli che esulano dalle sue competenze. Ne ho parlato anchte con mia mamma dei pensieri stupidi che faccio per colpa della situazione,lei mi ha risposto di sforzarmi a capire che gia le viene difficile accettare il fatto che se non ricevo sangue muoio, e di cercare di perdonare mio”padre” anche se mi viene difficile lei pensa che mia madre abbia raggione? Un altra domanda dopo le trasfusioni non ho tanta fame cosa mi consiglia di mangiare che faccia bene al sangue? Solo queste 2 domande la ringraziero.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi limito a rispondere alla seconda; cerchi di avere una dieta varia e sana, non solo dopo la trasfusione, ma sempre. Non esistono alimenti specifici, è invece importante che l’intera alimentazione sia ottimale, come per qualsiasi altra persona.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma si entra su considerazioni non mediche e non mi sento di esprimere alcun giudizio.

  19. sarah

    Va bene ok… grazie ,solo 1 cosa c’è un sito che parla del mio problema?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può provare a parlarne nella sezione dedicata alla “Psicologia” su medicitalia.it.

  20. Max

    Salve, sono Max 31 anni.
    Raccontare la mia storia nei dettagli lo trovo snervante e inutile in questo post quindi cercherò di essere breve.
    Famiglia? Distrutta economicamente anche a causa di miei errori.
    Disoccupato da una vita ( al collocamento risulto senza occupazione da 54 mesi)
    Amore? Credo che questa situazione che sto vivendo sia la colpa principale che ha portato la donna che amo a voltarmi le spalle.
    Ora mi chiedo che senso ha vivere? Perché non trovo il coraggio di lasciar perdere tutto e farla finita? Smettere di soffrire è l’unico pensiero che ho.
    So di aver bisogno di aiuto.
    È premesso questo mi viene da chiedermi : a chi si deve rivolgere uno come me x avere aiuto? Senza soldi, lavoro, amici e amore, a chi posso chiedere aiuto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può rivolgersi con fiducia al medico di base, la indirizzerà a specialisti attraverso il sistema sanitario nazionale (mutua).

  21. Anonimo

    Gentile Dottore,
    vorrei sapere come si fa a sopravvivere alla scomparsa di una persona cara come un genitore. I miei sono in vita (tocco ferro) ma mi preoccupo per l futuro in quanto sono una persona molto ansiosa e sicuramente dovrò ricorrere ai farmaci. Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È il cerchio della vita, anche se sembra impossibile dentro di noi abbiamo la forza per superare anche queste perdite.

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