Farmaci antidepressivi: effetti collaterali, efficacia, rimedi naturali

Ultimo Aggiornamento: 45 giorni
Antidepressivi (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Prozac_pills.jpg)

Antidepressivi (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Prozac_pills.jpg)

Gli antidepressivi funzionano normalizzando le quantità delle sostanze chimiche che agiscono comunemente nel cervello (i neurotrasmettitori), soprattutto serotonina, noradrenalina ed in parte dopamina. Gli scienziati che studiano la depressione hanno scoperto che queste sostanze chimiche sono coinvolte nella regolazione dell’umore, ma il meccanismo del loro funzionamento non è ancora conosciuto con certezza.

Il tipo più recente e più popolare di farmaci antidepressivi è rappresentato dagli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), in grado di aumentare i livelli di questo neurotrasmettitore. Tra gli SSRI troviamo:

  • fluoxetina (Prozac®),
  • citalopram (Elopram®, Seropram®),
  • sertralina (Zoloft®)
  • e diversi altri.

Gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI) sono simili agli SSRI, i principali sono:

  • venlafaxina (Efexor®),
  • duloxetina (Cymbalta®).

Gli SSRI e gli SNRI sono più popolari rispetto alle altre categorie di antidepressivi, ad esempio ai triciclici (chiamati così per via della loro struttura chimica) e agli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), perché di norma causano minori effetti collaterali. Tutti questi farmaci hanno effetti diversi su pazienti differenti: non esiste un approccio unico alla terapia che possa andar bene per tutti, quindi in alcuni casi i triciclici o gli IMAO potrebbero essere la scelta migliore.

I pazienti in terapia con IMAO devono attenersi a particolari restrizioni per quanto concerne la dieta e i medicinali, per evitare interazioni potenzialmente gravi; devono evitare tutti quegli alimenti che contengono grandi quantità di tiramina, una sostanza chimica che si trova in molti formaggi, vini e sottaceti, e alcuni farmaci tra cui i decongestionanti. Gli IMAO interagiscono con la tiramina provocando un aumento improvviso della pressione sanguigna che può causare un attacco apoplettico. Il medico dovrebbe fornire ai pazienti in terapia con farmaci IMAO un elenco completo degli alimenti, dei farmaci e delle sostanze proibite.

Per tutte le categorie di antidepressivi i pazienti devono assumere le dosi prescritte per almeno tre, quattro settimane prima di sperimentare un qualche effetto terapeutico.

Dovrebbero continuare ad assumere il farmaco per il periodo specificato dal medico, anche se si sentono meglio, per prevenire le ricadute depressive e la terapia dovrebbe essere interrotta solo sotto stretto controllo medico. Alcuni antidepresivi devono essere interrotti gradualmente per lasciare all’organismo il tempo di adattarsi.

In genere queste classi di farmaci non causano dipendenza né assuefazione, ma se si interrompe bruscamente la terapia possono presentarsi sintomi da sospensione oppure ricadute. Per alcuni pazienti, ad esempio quelli affetti da depressione cronica o ricorrente, potrebbe essere necessario continuare la terapia a tempo indeterminato.

Inoltre, nel caso in cui un farmaco non funzioni, i pazienti dovrebbero essere disponibili a provarne un altro: una ricerca finanziata dal NIMH ha rivelato che i pazienti che non si sentono meglio dopo aver assunto un primo farmaco hanno maggiori probabilità di non avvertire più i sintomi dopo che cambiano farmaco oppure ne aggiungono uno nuovo.

Spesso insieme all’antidepressivo vengono prescritti stimolanti, ansiolitici o altri farmaci, soprattutto se il paziente è anche affetto da disturbi fisici o mentali; è da sottolineare tuttavia che se assunti singolarmente né gli ansiolitici né gli stimolanti sono efficaci contro la depressione ed entrambi dovrebbero essere assunti solo sotto controllo medico.

Nonostante la popolarità e la relativa sicurezza degli SSRI e degli altri antidepressivi, alcune ricerche hanno dimostrato che potrebbero avere effetti indesiderati su alcuni pazienti, soprattutto sugli adolescenti e sui giovani. Nel 2004 la Food and Drug Administration (FDA) ha intrapreso uno studio sugli esperimenti clinici (pubblicati e non) relativi agli antidepressivi, condotti su un campione di circa 4.400 bambini e adolescenti. La ricerca ha dimostrato che il 4% di coloro che assumevano gli antidepressivi aveva avuto fantasie suicidarie o aveva tentato il suicidio (per fortuna senza successo) e che la percentuale si fermava al 2% tra coloro che assumevano il placebo.

Questa scoperta ha indotto la FDA, nel 2005, ad adottare un riquadro nero di avvertimento su tutti i farmaci antidepressivi venduti negli Stati Uniti per avvertire il pubblico del potenziale aumento del rischio di ideazione suicidaria o dei tentativi di suicidio tra i bambini e gli adolescenti che assumono antidepressivi. Nel 2007 la FDA ha proposto ai produttori di antidepressivi di estendere l’avvertimento anche ai giovani fino ai 24 anni. Il riquadro nero è l’avvertimento più grave che è possibile inserire negli USA sulle confezioni dei farmaci con obbligo di ricetta.

Il riquadro sottolinea che i pazienti di tutte le età in terapia con farmaci antidepressivi dovrebbero essere attentamente monitorati, soprattutto durante le prime settimane di terapia. Tra i possibili effetti collaterali da controllare troviamo:

  • il peggioramento della depressione,
  • l’ideazione suicidaria o il tentato suicidio,
  • tutte le modifiche del comportamento non altrimenti spiegabili, come l’insonnia, l’agitazione o la rinuncia alle normali attività sociali.

Il riquadro aggiunge che la necessità di questo stretto controllo dovrebbe anche essere comunicata alle famiglie e a chi si prende cura del malato: il medico dovrebbe essere informato di ogni cambiamento.

I risultati di un’esauriente analisi degli esperimenti pediatrici condotti tra il 1988 e il 2006 suggeriscono che, con buone probabilità, i benefici degli antidepressivi sarebbero maggiori dei rischi per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti affetti da depressione maggiore e disturbi ansiosi. La ricerca è stata in parte finanziata dal NIMH.

Inoltre la FDA informa i pazienti che la combinazione di un antidepressivo SSRI o SNRI con uno dei farmaci a base di triptano comunemente usati per la cura dell’emicrania potrebbe causare la pericolosissima sindrome serotoninergica, caratterizzata da agitazione, allucinazioni, temperatura corporea elevata e brusche alterazioni della pressione sanguigna. Anche se sono più gravi nel caso di assunzione di IMAO, le interazioni potenzialmente dannose possono verificarsi anche quando si assumono antidepressivi di ultima generazione.

Effetti collaterali degli antidepressivi

Depressione (http://www.flickr.com/photos/pagedooley/2811155478/)

Depressione (http://www.flickr.com/photos/pagedooley/2811155478/)

In alcuni pazienti gli antidepressivi possono causare effetti collaterali di lieve entità e quasi sempre temporanei, cioè che di solito non durano a lungo. Tuttavia eventuali reazioni insolite ed effetti collaterali che interferiscono con il normale funzionamento del farmaco dovrebbero essere riferiti immediatamente al medico.

Tra gli effetti laterali più comuni associati agli SSRI e agli SNRI troviamo:

  • Mal di testa: di solito è passeggero e sparisce in breve tempo.
  • Nausea: di solito è passeggera e dura poco.
  • Insonnia e nervosismo (difficoltà ad addormentarsi o risvegli frequenti durante la notte): si possono verificare durante le prime settimane di terapia ma spesso scompaiono con l’andare del tempo o con la riduzione del dosaggio.
  • Agitazione (sensazione di nervosismo).
  • Problemi sessuali: sia gli uomini che le donne possono soffrire di problemi sessuali, tra cui riduzione dell’impulso sessuale, disfunzioni erettili, ritardo dell’eiaculazione o anorgasmia.

Anche gli antidepressivi triciclici possono causare effetti collaterali tra cui:

  • Secchezza delle fauci: può essere utile bere molta acqua, masticare chewing-gum e lavarsi spesso i denti.
  • Costipazione: può essere utile mangiare più fibra, prugne, frutta e verdura.
  • Problemi alla vescica: svuotare la vescica potrebbe essere difficile e il flusso di urina potrebbe non essere forte come al solito. Gli uomini anziani che soffrono di ingrossamento della prostata potrebbero avvertire questo problema più degli altri pazienti. Se la minzione è dolorosa è necessario informare il medico.
  • Problemi sessuali: la risposta sessuale può cambiare e gli effetti collaterali sono simili a quelli degli SSRI.
  • Visione offuscata: di norma è un problema transitorio e non richiede la prescrizione di nuove lenti correttive.
  • Sonnolenza: si verifica durante il giorno; di solito scompare in fretta ma si dovrebbe evitare di guidare o fare uso di macchinari pericolosi se ci si sente stanchi senza motivo apparente. Gli antidepressivi con maggiori effetti sedativi vengono generalmente assunti prima di andare a dormire, in questo modo la qualità del sonno migliora e la sonnolenza durante il giorno è minimizzata.

Iperico

L’estratto di iperico (Hypericum perforatum o Erba di San Giovanni), un cespuglio selvatico con i fiori gialli, è stato usato per secoli in molti rimedi popolari ed erboristici. Attualmente è molto usato in Europa per curare la depressione lieve o di media gravità. Negli Stati Uniti è uno dei prodotti erboristici più venduti.

Per capire meglio i motivi dell’interesse crescente degli americani per l’iperico, il ministero della sanità ha condotto un esperimento per capire se quest’erba sia efficace o meno per la terapia della depressione maggiore nei pazienti adulti. L’esperimento, durato otto settimane ed eseguito su un campione di 340 pazienti a cui era stata diagnosticata la depressione maggiore, ha assegnato casualmente a un terzo dei pazienti una dose uniforme di iperico, a un altro terzo un SSRI prescritto comunemente e al terzo restante una dose di placebo. L’esperimento ha dimostrato che l’iperico non è più efficace del placebo nella terapia della depressione maggiore. Un’altra ricerca sta indagando sull’efficacia dell’iperico nella terapia della depressione lieve o minore.

Un’altra ricerca ha dimostrato che l’iperico può interagire negativamente con altri farmaci, tra cui quelli usati per tenere sotto controllo l’infezione da HIV e la pillola anticoncezionale. Il 10 febbraio 2000 la FDA ha pubblicato una circolare in cui si affermava che l’iperico sembra interferire con alcuni farmaci usati nella terapia delle malattie cardiache, della depressione, delle convulsioni, di alcuni tumori e del rigetto degli organi trapiantati. A causa di queste potenziali interazioni i pazienti dovrebbero sempre chiedere consiglio al medico prima di assumere qualsiasi rimedio erboristico.

A cura di Elisa Bruno (Fonte: NIMH)

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Nadia

    Salve dottore . È da un mese che sto prendendo la paroxetina 2 volte al giorno da 20mg in più la sera prendo 15 gocce di xanaxs . Mi sento meglio a livello di depressione ma mi sento molto stanca . Secondo lei questa spossatezza muscolare si risolverà nel tempo . Grazie per la risposta .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sì, ma la segnali al medico; sta facendo un po’ di attività fisica?

    2. Nadia

      Oppure dovrei proporre al mio psichiatra di cambiare antidepressivo dato che mi porta ancora da un mese dalla cura questo stato di stanchezza ? Grazie per la risposta

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, ne parli con lo psichiatra non è detto che sia il farmaco, che assume da un tempo relativamente corto poi.

  2. MARK

    Buongiorno volevo sapere per quanto tempo una persona può assumere antidepressivo io prendo dal 2013 quindi da quasi 4 anni sertralina da 50mg.una compressa alle 11del mattino..per quanto tempo si può prendere?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non c’è un tempo definito, dipende dai casi, dalla tolleranza soggettiva, dal motivo della prescrizione, non si può generalizzare. L’importante è che venga seguita la prescrizione e sia sempre sotto controllo medico.

  3. Anonimo

    Buonasera Dottor Cimurro, volevo aggiornarla sul mio stato.
    Avevo parlato abbondantemente di me nei consulti precedenti.
    Il 20 ottobre saranno due mesi di terapia con Paroxetina e volevo fare con voi il punto.
    I primi 4 giorni ne ho assunto solo metà dose (quindi 10 mg), poi per circa 40 giorni una intera e da circa due settimane metà pastiglietta.
    Intanto la ringrazio enormemente, perché mi aveva ben consigliato sul fatto di dover aspettare l’efficacia del farmaco. Dopo un mese, avevo ottenuto zero risultati. Non capivo il senso di continuare. Da qualche settimana, invece, la mia “vita interiore” è completamente cambiata e a tal proposito volevo chiedervi: possibile che soli 10 mg riescano a farmi sentire così?
    L’umore è migliorato tantissimo, mi sento molto più attivo, voglioso di fare le cose. Il mio stupore è che non mi ha migliorato solo l’umore (solo per questo pensavo di prenderlo), ma tutti (e quando dico tutti, dico TUTTI) i problemi e i disagi che avvertivo. Ansia sociale, fobie varie, agitazione nell’esprimermi in certi contesti; persino al telefono. Il fatto è che mi sento anche molto più sicuro, molto più tranquillo e a mio agio nelle situazioni pubbliche… questo farmaco mi ha dato la spinta di cui avevo bisogno, è come se mi avesse liberato la mente da mille freni e ora riesco a vivere come avrei sempre voluto. Non voglio fare questa cura a vita, ma per la prima volta dopo tanti anni, mi sono reso conto di cosa significhi vivere senza tutti quei problemi che mi assillavano la mente.
    E’ come se il mio sistema razionale abbia avuto la meglio su quello emotivo, prima invece accadeva l’opposto e da lì i problemi.
    Purtroppo sono anche quasi sempre sovraeccitato e fatico a stare fermo, sento il bisogno di muovermi, di essere attivo. L’esatto opposto di prima, dove non mi veniva proprio voglia di fare le cose.
    Chiedo a lei, se 10 mg è una dose minima, o nel caso, potrebbe essere sufficiente persino un quarto di pastiglia.
    Leggo di gente che ne assume 50 mg. A me già 10 sembran tanti, visto come mi fanno stare.
    Naturalmente è una domanda generale, per ora ho il ciclo già prestabilito con mezza pastiglia per altre due settimane circa e un altro mese con un quarto, prima di mollare il farmaco.
    Nel caso, fosse sufficiente un quarto,crede che la terapia potrebbe estendersi eventualmente ancora per qualche mese?
    Inizialmente, erano previsti solo due mesi, invece arriverò a oltre 3.
    Chiudo dicendo, che ormai il dolore all’occhio è quasi del tutto scomparso e il fatto che sia scomparso dopo la riduzione da 20 a 10, credo lasci intendere che era al 100 % il farmaco ad esserne responsabile.
    Spero voglia scusare il mio disturbo, purtroppo molte informazioni non ho modo di ottenerle dal medico, perché per questioni di tempo, non riesce a darmi tutte le informazioni che ho legitittimamente bisogno di avere.

    Grazie di tutto, la saluto cordialmente

  4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Salve, fa piacere sapere che la terapia stia facendo effetto e che abbia migliorato il suo umore. A mio avviso 10 mg sono già una dose minima e onestamente non credo abbia senso ridurla oltremodo. Lei segua le direttive del suo medico, ma una terapia antidepressiva può essere portata tranquillamente fino a sei mesi. Per quanto riguarda i disturbi all’occhio, è probabile anche che sia stato un disturbo momentaneo non legato necessariamente al farmaco.saluti

    1. Anonimo

      Ecco, quindi potrei eventualmente estenderla fino a 6 mesi, senza rischiare la dipendenza da sospensione, tipica di questi farmaci, giusto?
      Vede Dottore, anche se la dose è minima, mi crea molta sovraeccitazione. Non può essere che per “il mio personale caso”, fosse e sia sufficiente così poco da farmi star bene?
      Quindi intendo anche 5 mg al giorno.
      So di persone che fanno 6-7 anni di cure antidepressive, ma non voglio arrivare a tanto, anche perché rischierei, le ripeto, la dipendenza e lì non si scherza per niente.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Comprendo la paura della dipendenza, ma lasciamo che sia il suo medico a valutare e pesare rischi e benefici in modo ottimale. 😉

    3. Anonimo

      Certo, ma crede Dottore che anche soli 5 mg possano essere efficaci?
      Non le sembra strano, che con 10 mg (la mia attuale terapia) si possa cambiare tanto, star così bene?
      Leggo di gente che non riesce a star bene, neanche con dosi molto più massicce.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mai come per queste patologie un caso è diverso dall’altro, non ha senso confrontare la sua situazione con quelle di altri pazienti.

    5. Anonimo

      Capisco. Senta, alla sospensione del farmaco, è possibile che io possa aver avuto dei benefici, oppure è solo nel momento della cura che si hanno?
      Essendo la prima volta che prendo antidepressivi, mi chiedo se avrà dei benefici alla lunga.

      La saluto

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’obiettivo è questo, risolvere, talvolta può essere utile associare una psicoterapia.

    7. Anonimo

      I benefici se posso darti un consiglio data la mia esperienza,sn legati al tempo che li assumi non è vero quello che dice questo farmacista sono delle serpiquesti,nn voglio azzardare nessun ipotesi sul tuo caso,ma il tuo psichiatra poi come è successo a me con qualche banale scusa allungare o cambierà la terapia dicendoti che è l’unica strada concreta da percorrere il mio co siglio e questo:non dargli ascolto,ma solo al tuo pensiero…!

  5. Illy

    Buonasera ….nel 2008 ho preso fluoxetina x curare la depressione e attacchi di panico e devo dire che mi sono trovata bene…nessu effetto indesiderato nemmeno all’inizio…ora dopo 6 anni il mio psichiatra mi ha riprescritto la.fluoxetina a causa di alcuni attacchi di ansia…volevo sapere è possibile che mi creino effetti indesiderati all’inizio anche se l’ho già preso in passato? Sono talmente ansiosa che ho paura di questo…grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è comunque possibile, ma lo riterrei poco probabile visti i precedenti.

    2. Illy

      Grazie mille x la risposta dott.ssa Fabiani…purtroppo il mio essere ansiosa e ipocondriaca non mi aiuta in questa fase iniziale della cura….

  6. Lalla

    Salve io sono in cura da tempo il 29 agosto andai a visita non andavo da un anno infatti stavo male il mio neurologo mi diede 20 punture di samyr poi tavor2,5 3 al di eutimil 20 3 volte al di noritren 25 2 volte al di lamictal 50 2 volte al di e trittico 75 solo la sera tutto benissimo stavo bene bene bene fino a domenica scorsa ho avuto i sintomi io soffro di sindrome ansiosa depressiva e mi viene con un disturbo all orecchio sinistro poi di nuovo ieri è anche oggi può succedere sotto cura grazie per.la rispost

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, non si preoccupi, può succedere e vedrà che passerà rapidamente; se così non fosse lo segnali allo specialista.

  7. Sofia

    Buona sera sono disperata potete aiutarmi…?
    Sto assumendo da un mese mezza pastiglia di ARIPIPRAZOLO DA 10mg della mylan sandoz per DOC aggressivo.
    Ho fatto così :
    Prima settimana mezza ( e avevo solo bruciore di stomaco )

    Seconda settimana ho iniziato a prenderla intera tre giorni ( e ho incominciato ad avere di tutto diarrea nausea vista offuscata ma soprattutto tremenda sensazione di pesantore e tensionee a volte tremori ai muscoli delle braccia e gambe e tremenda sensazione di ansia e angoscia..)
    Faticò a stare ferma e seduta e anche a scrivere! Ho tornato immediatamente a prenderne solo metà ma queste sensazioni orrende non se ne vanno! Ho il terrore mi rimangano per sempre queste sensazioni e non mi sento più il controllo del mio corpo…vi chiedo di potermi rispondere a ciascuna domanda per favore…

    1) questi effetti spariscono vero? Non mi durano per sempre vero?

    2) se smetto la cura i sintomi del DOC mi ritornano peggio di prima?

    3) esistono medicine che riducono questi effetti collaterali?
    Muscolo rilassanti e fanno davvero effetto?

    4) come faccio a smettere di prendere questo psicofarmaco senza avere danni…

    Aiutatemi per favore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Raccomando di segnalare tutti gli effetti collaterali anche e soprattutto allo specialista.

      1. Di norma sono limitati ai primi giorni, ma come detto vanno segnalati allo specialista.
      2. Probabilmente come prima, sicuramente non meglio.
      3. Nei casi più severi si possono valutare terapie di supporto per i singoli sintomi.
      4. Al momento giusto sarà lo specialista a farglielo scalare gradualmente.

  8. Anonimo

    Dottore, scusi se la disturbo nuovamente.
    Sono in cura da Agosto con Paroxetina, spero si ricorderà del consulto.
    Le avevo detto che aveva limitato tutti i miei problemi di ansia e depressione.
    Da qualche settimana, gli effetti sono diminuiti; le ricordo che sto assumendo solo mezza pastiglia da circa 40 giorni ormai, dopo averne assunta una intera nei precedenti 40. Mi sto facendo delle domande sul perché si sia attenuato l’effetto. Non capisco come mai.

    1) Intendiamoci, sono sempre abbastanza di buonumore, ma si è un po’ ridotta la sensazione di “benessere” rispetto a un mese fa. L’effetto si perde col passare dei mesi?

    2) Preciso che sto comunque abbastanza bene, ormai sono passati tre mesi dall’inizio della cura e non so se sia opportuno mollarla o meno.
    Il medico chiede a me su come mi sento, non è un medico specialista, quindi non sa neanche lui con esattezza quanto sia opportuno proseguire.
    Chiedo solo a lei un parere. Al momento (visto che la dose è anche minima) non vorrei interromperla, anche perché è passato poco tempo e temo di ricadere negli stessi problemi di prima.
    Il farmaco mi ha risollevato, mi aiuta ad avere meno ansie, meno preoccupazioni, e se mollo così presto potrei vanificare tutto. Pensavo di farne almeno 6 mesi, ma è solo una mia previsione e non posso decidere io.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, vedo che ha fatto un’analisi attenta della sua situazione, e questo va a suo favore, perché si rende conto del problema e della relativa soluzione; probabilmente la cura non è ancora esatta, e ci può stare col fatto che in effetti non è stata prescritta da uno specialista; sono terapie piuttosto lunghe, croniche, per cui non si può pensare di assumerle per poco tempo, né di ridurre la dose in poco tempo, cosa che potrebbe far riaffiorare i sintomi, come è successo a lei. Per cui per sicurezza sentirei il parere di uno specialista, anche per intraprendere un percorso di psicoterapia che sarebbe molto importante e determinante nel suo caso.

    2. Anonimo

      Senta, una cosa molto importante a riguardo, e potrebbe essere determinante nell’efficacia del farmaco; io non lo assumo mai allo stesso orario. A volte lo prendo al mattino , altri al pomeriggio, a volte passano oltre 24 ore dall’ultima assunzione. Può essere questo, che crei qualche alterazione a livello di efficacia?

      Forse, dovrei prenderlo allo stesso orario?

      Grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è molto importante essere regolari (va assunto al mattino, con del cibo).

    4. Anonimo

      Ah, ecco. Io lo prendo a stomaco vuoto, spesso e volentieri.
      Posso chiederle, cosa cambia in sostanza, dall’assumerlo alla stessa ora, ogni singolo giorno, piuttosto che in orari diversi e a volte con oltre 24 ore tra una pastiglia (anzi mezza) all’altra?

      Forse, per avere un preciso effetto benefico, il farmaco deve essere preso REGOLARMENTE alla stessa identica ora?
      Ci sono differenze nell’efficacia?

      2) Mi dia un parere: lei consiglierebbe di interromperla dopo 3 mesi di cura?

      Sia chiaro, che, è solo un modo di confrontarsi, poi vedrò eventualmente col medico cosa fare.
      Il fatto è, che sto bene da circa due mesi scarsi, forse non è passato abbastanza tempo per deciderne la sospensione.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Assumerlo in modo corretto significa avere una concentrazione costante del farmaco in circolo, quindi una maggior stabilità dell’effetto.
      2. Impossibile rispondere, va valutato con il medico analizzando il singolo caso specifico.

    6. Anonimo

      Bene, ne parlerò col medico domani.

      Posso chiederle solo un’altra cosa?
      La notte continuo ad avere durante il sonno, un’intensa attività onirica. Praticamente non faccio che sognare durante il sonno, svegliarmi, riprendere sonno e sognare ancora; il fatto è, che i sogni sembrano così vividi, così reali, da provocarmi forti emozioni.
      Mi pareva di aver letto che può essere responsabilità del farmaco, mi domando quindi, se sia l’antidepressivo a crearmi questo stato.

    7. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Potrebbe esserne la causa, direttamente o meno; anche per questo reputo necessaria una valutazione specialistica, chi non è psichiatra non può conoscere a fondo questo tipo di farmaci e cosa può o non può provocare l’assunzione.

    8. Anonimo

      Salve Dottore! Sono stato dal medico, come avevo precedentemente detto: posso proseguire ancora con la cura, ma avendo poco tempo, ho scordato di chiedere al medico una cosa. Essendosi ridotto (rispetto a 20-25 giorni fa) l’effetto del farmaco, volevo sapere e capire, se sarebbe lecito riprendere la dose da 20 mg (che peraltro, mi dicono sia la minima dose per poter dare efficacia, mi corregga se sbaglio), oppure, siccome dai primi di ottobre sto prendendo 10 mg, risulta difficile ritornare alla dose piena.
      Se prendessi 20 mg al giorno per una sola settimana, sarebbe un problema ad esempio? Naturalmente sono solo domande a scopo informativo, prima di aumentare ci vado molto cauto.

    9. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se ritiene che i suoi sintomi siano in peggioramento è possibile aumentare la posologia ( ma a quel punto non solo per una settimana) , ma senta comunque prima il medico. saluti

    10. Anonimo

      Salve Dottore! Le scrivo, per farle una domanda: sono stato recentemente dallo psicologo e ho fatto a lui riferimento di essere sotto cura di Paroxetina da tre mesi.
      Ho chiesto se potessi associare della psicoterapia per risolvere i miei problemi di ansia generalizzata, ma lui sostiene che alla mia età (39 anni) sia troppo tardi per guarire da questi sintomi “solo” con la psicoterapia; mi ha quindi indirizzato verso uno psichiatra, per:

      1) cambiarmi eventualmente la cura

      2) dovrebbe lo psichiatra stesso, eseguire la psicoterapia di supporto.

      Ora, volevo capire da voi, se si possa fare per tutta la vita una cura con un antidepressivo e soprattutto se (come lo psicologo mi ha sostanzialmente fatto capire), si possa realmente guarire la proprie ansia con i farmaci. Magari serviranno anni, però lui mi ha fatto bene intendere che si possa guarire.

      Volevo un parere a riguardo, anche se capisco non sia esattamente di vostra pertinenza, solo che io, la domanda che mi faccio è solo una: questi farmaci fanno stare bene solo nel momento in cui li si assume, oppure possono modificare i comportamenti di un individuo, anche una volta cessati di prendere?

      Mi è anche stato detto che si dovrebbero prendere per almeno un anno, prima di sospenderli.

      Io sto assumendo 10 mg al giorno (quindi mezza pastiglia), volevo capire se dopo 3 mesi è lecito pensare di interrompere la cura.

      Grazie

    11. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si tratta sicuramente di terapie croniche, che non hanno un tempo di cura breve perché non avrebbero senso, per quanto tempo si debbano assumere non è prevedibile, dipende dai casi specifici, è sicuramente è possibile che la terapia stessa debba essere modificata nel tempo. Esistono poi diverse scuole di pensiero, c’è chi punta sui farmaci e chi prevalentemente sulla psicoterapia, questo dipende dallo psichiatra è dal suo bagaglio culturale e professionale, per cui sono punti che dovrebbe chiarire appunto con lo specialista.

  9. SERENA

    buongiorno dottori, a causa del mio doc che mi porto avanti da sei mesi (terrore di rimanere incinta nonostante il Nuvaring e l’astinenza… non so se vi ricordate delle mie richieste nelle altre sezioni del vostro sito …) mi è stato prescritto il Citalopram. Sono consapevole del fatto che ne ho bisogno… ma ho tanta paura degli effetti collaterali. Visto che ho resistito senza anti depressivi negli ultimi mesi anche quando avevo rapporti con il mio ex marito … non voglio cedere ora che non ho più rapporti… Voi pensate che la serotonina omeopatica alla diluizione del D6 potrebbe essere una valida alternativa? o devo cedere alla chimica? Cordiali saluti.

  10. Andrea

    Salve dottore sono un ragazzo di 23 anni e da 4 giorni sto assumendo paroxetina al dosaggio di 5 gocce per ansia generalizzata e attacchi di panico, ovviamente questo dosaggio sara’ gradualmente incrementato nelle prossime settimane. Il problema ora è che nonostante il basso dosaggio sto avvertendo una serie di effetti collaterali quali insonnia, tristezza,mancanza di concentrazione, sbadigli continui, senso di malessere generale, nausea, mancanza di appetito ed anche digrignazione dei denti (cosa mai avvenuta precedentemente ) Può essere che sia sensibile al farmaco ? Sono seriamente spaventato oltre che rattristato e sarei tentato di stoppare la cura perché ho paura che mi succeda qualcosa perché al solo pensiero di aumentare le gocce temi di sentirmi peggio.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, penso che quello che descrive sia da associare più al problema di fondo, per cui assume la paroxetina, che al farmaco stesso, per cui eviterei di sospenderlo, ci vuole tempo perché faccia effetto e bisogna saper aspettare fiduciosi; chieda per conferma al medico, non decida comunque autonomamente, rischia di peggiorare il quadro.

  11. MARIA

    Buongiorno ,
    Preciso che nella mia vita non ho mai preso antidepressivi ansiolitici o cose del genere.
    Da un paio di anni sono diventata una giocatrice patologica .
    Sono un po di mesi che sono in cura con degli specialisti del settore.
    Anche se va meglio io non mi sento in forma.
    Mi sento spesso giu di morale spossata non ho più voglia di fare molto.
    Ieri sono andata dal mio medico di base e mi ha prescritto il cipralex 10 gocce al giorno per 10 giorni e poi devo fargli sapere come va.
    Vorrei sapere può aiutarmi o per il mio caso c’è qualche farmaco migliore?
    Grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, il cipralex è un ottimo farmaco antidepressivo per cui può sicramente fare al suo caso, tuttavia per notare effetti significativi sul tono dell’umore serve più tempo. saluti

    2. nicola

      Salve dottori sto attraversando il periodo più buio della mia vita ho 52 anni e mi sto trascinando un ansia direi quasi da sempre perché non l ho voluta mai curare per paura dei medicinali,ma ora sono anche molto depresso causa perdita lavoro ,ho avuto in solo approccio con uno psichiatra che mi ha prescritto daparox e depakin abbinati,ma tutto questo in due minuti poiché c erano altre 40 visite ,aiutatemi cosa posso fare

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Proceda con fiducia e cerchi di avere pazienza, potrebbe servire qualche settimana prima di vedere gli effetti.

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