Depressione: sintomi, cura, rimedi, …

Ultimo Aggiornamento: 104 giorni

Introduzione

Depressione (http://www.flickr.com/photos/87913776@N00/1645381089/)

Depressione (http://www.flickr.com/photos/87913776@N00/1645381089/)

Tutti, di tanto in tanto, ci sentiamo un po’ tristi o giù di morale, ma queste sensazioni di solito sono temporanee e spariscono dopo pochi giorni. Il disturbo depressivo, invece, interferisce con la vita quotidiana e con l’adempimento dei compiti normali, oltre a provocare dolore sia alla persona colpita sia a chi vive a stretto contatto con lei. La depressione è una malattia comune, ma che non va sottovalutata e la maggior parte delle persone che ne soffre deve ricorrere alla terapia per sentirsi meglio.

Molti pazienti affetti non si fanno curare ma la gran parte di essi, compresi quelli affetti dalle forme più gravi di depressione, potrebbero trovare sollievo grazie alla terapia. Ricerche molto approfondite hanno condotto allo sviluppo di farmaci, terapie psicologiche e altri metodi per curare le persone affette da questa malattia invalidante.

Forme depressive

Esistono diversi tipi di disturbo depressivo. Le forme più comuni sono il disturbo depressivo maggiore e il disturbo distimico.

Il disturbo depressivo maggiore, anche detto depressione maggiore, è caratterizzato da una combinazione di sintomi che interferiscono con la capacità di lavorare, dormire, studiare, mangiare e provare piacere nelle attività che prima appassionavano il paziente. La depressione maggiore è invalidante e impedisce alla persona di adempiere normalmente alle sue funzioni. L’episodio può essere unico e verificarsi una volta sola nella vita del paziente, oppure, nella maggior parte dei casi, può ricorrere per tutta la vita.

Il disturbo distimico, anche detto distimia, è caratterizzato da sintomi a lungo termine (due anni o più), ma di gravità minore: i sintomi non sono invalidanti ma possono impedire al paziente di adempiere normalmente alle sue funzioni o di sentirsi bene. Le persone distimiche possono anche soffrire di uno o più episodi di depressione maggiore nell’arco della vita.

Alcune forme di disturbo depressivo presentano caratteristiche leggermente diverse da quelle descritte in precedenza, oppure si possono sviluppare solo in determinate circostanze. Tuttavia i ricercatori non sono tutti concordi sulla caratterizzazione e sulla definizione di queste forme di depressione. Tra di esse troviamo:

  • La depressione psicotica si verifica quando un disturbo depressivo grave è accompagnato da una qualche forma di psicosi, come distacco dalla realtà, allucinazioni e manie.
  • La depressione post parto viene diagnosticata quando la neo-mamma presenta un episodio grave di depressione entro il mese successivo al parto. Si stima che una percentuale variabile dal 10 al 15 per cento delle donne soffra di depressione post parto dopo aver dato alla luce un figlio.
  • Il disturbo affettivo stagionale è caratterizzato dalla comparsa del disturbo depressivo durante i mesi invernali, quando diminuisce la luce solare. Questa forma depressiva in genere si attenua durante i mesi primaverili ed estivi. Il DAS può essere curato efficacemente con la fototerapia, ma circa la metà dei pazienti affetti da questo disturbo non migliorano se la fototerapia è l’unica terapia adottata. Gli antidepressivi e la psicoterapia possono attenuare i sintomi del DAS, o da soli o in combinazione con la fototerapia.
  • Il disturbo bipolare, anche definito psicosi maniaco-depressiva, è meno comune della depressione maggiore e della distimia. Il disturbo bipolare è caratterizzato da sbalzi d’umore ciclici, da un umore estremamente euforico (mania) a un umore molto nero (depressione).

Cause

Non esiste un’unica causa, ma le ragioni specifiche della comparsa della depressione sono tuttora ignote; come nel caso di molte altre malattie mentali si ritiene che possa essere provocata da un insieme di fattori biochimici, genetici e ambientali.

In alcuni casi a scatenare il malessere interviene un qualche evento specifico, come ad esempio un lutto, il divorzio, una diagnosi di malattia, problemi professionali o preoccupazioni legate ai soldi.

La ricerca ha poi dimostrato che potrebbero subentrare anche ragioni biologiche, come ad esempio una qualche forma di famigliarità o variazioni cerebrali legate per esempio al delicato equilibrio tra i neurotrasmettitori a livello cerebrale.

In ultima analisi le cause che portano alla depressione sono ancora oggi oggetto di studio; le due correnti di pensiero ipotizzate negli anni si sono focalizzate rispettivamente su

  • ambientali e psicologiche,
  • cause biologiche e genetiche.

I dati oggi disponibili suggeriscono che la depressione sia molto probabilmente una combinazione di tutti questi fattori, magari con peso diverso a seconda dei casi.

Fattori di rischio

Sebbene non ci siano statistiche precise, la depressione è considerata relativamente comune e si pensa che possa interessare almeno il 10% della popolazione almeno una volta nella vita.

Si tratta di una malattia che supera tutte le barriere di razza, etnia e condizione economica: nessuno è immune dal rischio di ammalarsi.

Compare spesso prima dei trent’anni, ma di fatto può iniziare a qualsiasi età, colpendo praticamente chiunque dai bambini agli anziani. Molte ricerche dimostrano una certa continuità della depressione lungo l’intero arco di vita, infatti circa l’80% dei bambini con disturbo depressivo tende a presentare la stessa patologia anche in età adulta.

Sembra colpire il sesso femminile in modo doppio rispetto agli uomini.

Sebbene la causa precisa sia tuttora ignota, i ricercatori hanno identificato alcuni fattori che sembrano aumentare il rischio di sviluppo o di insorgenza della malattia; tra di essi troviamo:

  • presenza di famigliari affetti da depressione (non si tratta di ereditarietà, ma si ipotizza più una sorta di predisposizione),
  • presenza di famigliari che si sono tolti la vita,
  • eventi stressanti, come la morte di una persona cara,
  • umore depresso già in giovane età,
  • insonnia e disturbi del sonno,
  • malattie concomitanti, come i tumori, le malattie cardiache, il morbo di Alzheimer o l’HIV/AIDS,
  • compresenza di altre malattie mentali,
  • uso protratto di determinati farmaci, come ad esempio alcuni farmaci usati per controllare l’ipertensione e i sonniferi,
  • orientamento sessuale (gay, lesbiche, bisessuale o transgender),
  • determinati tratti della personalità, tra cui la bassa autostima, la tendenza ad essere dipendenti, l’eccessivo pessimismo o autocritica,
  • abuso di alcool, nicotina e droga,
  • aver dato recentemente alla luce un figlio (depressione post parto),
  • condizioni economiche e sociali disagiate.

Comorbilità

Spesso la depressione coesiste con altre malattie, che possono essere:

  • presenti prima,
  • causa
  • e/o conseguenza.

Si pensa che i meccanismi che stanno alla base della sovrapposizione di depressione e di altre malattie possano essere variabili da un caso all’altro, ma a prescindere da questo è indispensabile formulare una corretta diagnosi e procedere alla cura di ciascun disturbo.

I disturbi d’ansia, come

  • disturbo post-traumatico da stress (PTSD),
  • disturbo ossessivo-compulsivo,
  • disturbo di panico,
  • fobia sociale
  • e disturbo d’ansia generalizzato,

spesso accompagnano la depressione e che chi soffre di PTSD e è particolarmente soggetto; si tratta infatti di una condizione debilitante che può nascere a seguito di un evento terrificante, come una violenza subita, un disastro naturale, un incidente, l’esperienza diretta di un atto di terrorismo o di combattimento militare.

Le persone con PTSD tendono a rivivere l’evento traumatico attraverso flashback, ricordi o incubi, manifestando anche irritabilità, esplosioni di rabbia, senso di colpa intenso e volontà di evitare di pensare o parlare di quanto accaduto.

L’abuso e la dipendenza dall’alcol e/o da altre sostanze è spesso un’altra concausa di depressione.

Ricordiamo infine la frequente condizione in cui la depressione insorge a seguito della diagnosi di malattie mediche gravi come

  • malattie cardiache,
  • ictus,
  • cancro,
  • HIV / AIDS,
  • diabete,
  • morbo di Parkinson.

La ricerca ha dimostrato che in questo caso spesso i sintomi, sia della depressione che della malattia diagnosticata, sono peggiori rispetto alla media.

Sintomi

I sintomi depressivi possono essere estremamente vari, perché persone diverse ne soffrono in modi differenti, inoltre in alcuni casi i sintomi sono così gravi da rendere evidente il fatto che ci sia qualcosa che non va, mentre altri soggetti possono sentirsi genericamente infelici o tristi senza alcun motivo apparente.

Tra i sintomi della depressione troviamo:

  • sentimento persistente di tristezza, ansia o vuoto esistenziale,
  • disperazione e/o pessimismo,
  • sensi di colpa, inutilità e/o impotenza,
  • irritabilità, irrequietezza,
  • perdita di interesse nelle attività o verso gli hobby, una volta piacevoli, compreso il sesso,
  • affaticamento e diminuzione di energia,
  • difficoltà di concentrazione, incapacità di ricordare dettagli e prendere decisioni,
  • disturbi del sonno (insonnia, sveglia eccessivamente precoce o sonno eccessivo),
  • perdita dell’appetito o fame eccessiva e compulsiva e conseguenti variazioni di peso,
  • pensieri e/o tentativi di suicidio,
  • dolori persistenti, mal di testa, crampi o problemi digestivi che non rispondono ad alcun trattamento,
  • scoppi di pianto senza motivo apparente,
  • tendenza all’insoddisfazione,
  • sensazione di affaticamento o debolezza,
  • svalutazione di sé,
  • senso di colpa, inutilità, e sensazione di impotenza.

Pericoli

Una depressione non trattata può essere causa di gravi complicazioni e pericoli, tra cui:

  • suicidio,
  • abuso di alcool,
  • difficoltà famigliari, sociali e professionali,
  • isolamento.

Diagnosi

La depressione, anche nei casi più gravi, è una malattia curabile nella stragrande maggioranza dei pazienti; come avviene per molte altre malattie più la terapia è precoce maggiore è l’efficacia e maggiori sono le probabilità di prevenire le ricadute.

Il primo passo da fare per ottenere una cura adeguata è quello di andare dal medico: alcuni farmaci e alcune patologie, ad esempio determinati virus o malattie della tiroide, possono causare sintomi uguali a quelli della depressione. Il medico può escludere queste possibilità facendo un esame fisico, chiedendovi ulteriori dettagli e prescrivendovi esami specifici. Se può escludere che la causa sia una patologia organica, il medico dovrebbe valutare le condizioni psicologiche del paziente ed eventualmente indirizzarlo a uno specialista di salute mentale.

Il medico o lo specialista procederà a una valutazione diagnostica completa. Dovrebbe valutare i precedenti famigliari di depressione e farsi descrivere accuratamente i sintomi domandando:

  • quando sono iniziati,
  • da quanto tempo durano,
  • la loro gravità,
  • se si sono già verificati in passato e, in tal caso, come sono stati curati.
  • Dovrebbe anche chiedere al paziente se fa uso di alcool o di droghe e se ha mai pensato alla morte o al suicidio.

Dopo la diagnosi, la persona affetta da depressione può essere curata con diversi metodi. Le terapie più frequenti sono la terapia farmacologica e la psicoterapia.

Cura e terapia

Lottare contro la depressione può essere molto difficile, perchè è una malattia che rende più complicato adottare comportamenti e intraprendere attività che potrebbero aiutare a sentirvi meglio. Chiedete al medico o allo specialista com’è possibile migliorare gli stili di lotta alla malattia, e tenete a mente questi consigli:

  • Seguite scrupolosamente la cura prescritta dal medico, nei modi e nei tempi; tenete a mente che gli antidepressivi possono richiedere fino a 3-4 settimane prima di iniziare a fare effetto e, se sospesi prematuramente perchè iniziate a sentirvi meglio, potrebbero causare ricadute.
  • Seguire una dieta sana e praticare regolare esercizio fisico non è solo un modo di dire, ma un approccio alla vita che può davvero aiutarvi a stare concretamente meglio; un’alimentazione equilibrata può migliorare l’umore, come dimostrato ormai da numerosi studi. Ancora di più sono i lavori in letteratura che hanno provato inconfutabilmente l’efficacia dell’esercizio fisico come antidepressivo, permettendo inoltre di ridurre l’ansia e favorire il rilascio di endorfine (sostanze naturali in grado di provocare uno stato di benessere e piacere).
  • Non isolatevi, anche se a volte costa fatica costringersi a uscire per stare in compagnia, può essere un comportamento in grado di fare davvero la differenza.
  • Spesso i pazienti depressi hanno la tentazione di rifugiarsi in alcool, cannabis o altre sostanze d’abuso; anche se può sembrare un aiuto, la ricerca ha dimostrato che:
    • peggiora i sintomi della depressione,
    • aumenta il senso di stanchezza e di apatia,
    • favorisce le recidive,
    • peggiora la risposta ai farmaci,
    • riduce la possibilità e i tempi di recupero.

Terapia farmacologica

Consulta l’articolo dedicato agli antidepressivi.

Supporto psicologico

Diversi tipi di psicoterapia possono aiutare le persone affette da depressione.

Alcuni programmi sono a breve termine (da 10 a 20 settimane), mentre altri sono a lungo termine a seconda delle necessità del paziente. Entrambi i tipi si sono dimostrati efficaci nella cura della depressione, Insegnando nuovi modi di pensare e di comportarsi si aiuta il paziente a modificare gli stili di pensiero e di comportamento negativi che possono contribuire alla malattia. Questo supporto aiuta il paziente a capire e a elaborare le relazioni personali problematiche che possono scatenare la depressione o aggravarla.

Per la depressione lieve o moderata la psicoterapia può essere la miglior possibilità di intervento tuttavia, nei casi di depressione maggiore o in certi pazienti, la psicoterapia può non essere sufficiente. Le ricerche indicano che nel caso degli adolescenti la combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia può essere l’approccio più efficace per curare la depressione maggiore e ridurre la probabilità di ricadute. Analogamente, una ricerca che ha esaminato la cura della depressione negli anziani ha scoperto che i pazienti che hanno risposto bene alla terapia iniziale combinata (farmaci e IPT) avrebbero avuto meno probabilità di ricadute se avessero continuato la terapia per almeno due anni.

Medicina naturale

Erba di San Giovanni. Il nome scientifico di quest’erba è Hypericum perforatum. È usata da secoli per curare un gran numero di malattie. L’iperico è registrato come integratore ed è un rimedio popolare per la cura della depressione, ma le ricerche più recenti hanno dimostrato che il rapporto rischio beneficio è meno favorevole di quanto si pensasse.

Tecniche di connessione mente-corpo

La connessione tra mente e corpo è oggetto di studio da secoli, con la depressione alcuni pazienti soffrono di sintomi fisici, più che di sintomi relativi all’umore. Ad esempio, possono soffrire con frequenza di affaticamento, mal di testa, mal di schiena o dolori di origine non chiara.

Le tecniche mente-corpo hanno lo scopo di migliorare la comunicazione tra la mente ed il corpo: chi pratica la medicina complementare e alternativa ritiene che questi due sistemi debbano essere in armonia per permettere alla persona di essere sana o di guarire.

Tra le tecniche mente-corpo usate per alleviare i sintomi depressivi troviamo:

  • agopuntura,
  • yoga,
  • meditazione,
  • massoterapia..

Non esistono ad oggi prove in letteratura della loro efficacia (salvo in alcuni casi, relativamente ai benefici delle varie tecniche di rilassamento e meditazione) ma, a patto che non sostituiscano le medicina ufficiale, in genere non ci sono controindicazioni a provare.

Stile di vita e rimedi fai da te

La depressione di solito non è una malattia curabile con rimedi fai da te, ma in aggiunta alla terapia ci sono alcuni comportamenti che è possibile seguire per stare meglio. Oltre all’approccio professionale vi consigliamo di seguire questi suggerimenti di auto-aiuto:

  • Andate al cinema, allo stadio; partecipate ad eventi o attività che vi piacevano prima di ammalarvi. Dedicatevi ad attività religiose, sociali o di altro genere.
  • Ponetevi obiettivi realistici.
  • Suddividete i compiti gravosi in compiti più leggeri, datevi delle priorità e fate quel che potete se ci riuscite.
  • Cercate di trascorrere un po’ di tempo con gli altri e di confidarvi con un amico o un parente fidato. Cercate di non isolarvi e di farvi aiutare.
  • Ricordate che il vostro umore migliorerà con gradualità, e non immediatamente. Non aspettatevi una “liberazione improvvisa” dalla depressione. Spesso, durante la terapia antidepressiva, il sonno e l’appetito inizieranno a migliorare prima che l’umore si sollevi.
  • Rinviate le decisioni importanti, come ad esempio il matrimonio, il divorzio o il cambiamento di lavoro, a quando vi sentirete meglio. Parlate delle vostre decisioni con le persone che vi conoscono bene e hanno una visione più obiettiva della vostra situazione.
  • Ricordate che i pensieri positivi sostituiranno quelli negativi appena la depressione inizierà a rispondere alla terapia.

Come posso aiutare un amico o un parente depresso?

Se conoscete una persona depressa la malattia è qualcosa che vi riguarda da vicino. La prima e più importante cosa da fare per aiutare un amico o un parente colpito è quella di aiutarlo a ricevere una diagnosi e una terapia adeguata, potrebbe essere necessario prenotare una visita al vostro amico o al vostro parente e recarsi con lui dal medico. Inoltre potreste consigliargli di proseguire la terapia, oppure di cercare una terapia diversa se non si verificano miglioramenti nel giro di sei, otto settimane.

Per aiutare un amico o un parente depresso:

  • Offritegli supporto emotivo, comprensione, pazienza e incoraggiamento.
  • Fatelo parlare e ascoltatelo attentamente.
  • Non sottovalutate i sentimenti che esprime, ma indicategli qual è la realtà e offritegli una speranza concreta.
  • Non ignorate in nessun caso i commenti e le osservazioni relative al suicidio; riferitele allo specialista o al medico curante.
  • Invitatelo a fare una passeggiata, a uscire e ad altre attività. Se rifiuta, continuate a provare, ma non costringetelo a fare tutto e subito. Il divertimento e la compagnia sono necessari, ma troppe richieste potrebbero far aumentare la sensazione di fallimento.
  • Ricordategli che con il tempo e una cura adeguata, la depressione guarirà.

Prevenzione

Non esiste un metodo sicuro per prevenire la depressione, tuttavia può rivelarsi utile prendere dei provvedimenti per controllare lo stress, per aumentare la propria capacità di recupero e l’autostima.

Interventi comportamentali come la terapia cognitivo-comportamentale (un approccio di supporto psicologico) si sono dimostrati efficaci nel prevenire la depressione di nuova insorgenza e potrebbe quindi essere una buona soluzione in caso di soggetti a rischio.

Infine, iniziare la cura ai primi sintomi del problema, può contribuire a prevenire il peggioramento della depressione. Anche una terapia di mantenimento a lungo termine può contribuire a evitare le ricadute dei sintomi depressivi.

Depressione tra sesso ed età

Donne

La depressione è più frequente tra le donne che tra gli uomini, è probabile che la maggior incidenza nel sesso femminile sia collegata a fattori caratteristici delle donne:

  • biologici,
  • ormonali,
  • psicosociali
  • legati al ciclo di vita.

I ricercatori hanno dimostrato che gli ormoni influenzano direttamente i processi chimici cerebrali che controllano le emozioni e l’umore, ad esempio le donne sono particolarmente vulnerabili alla depressione dopo il parto, quando i cambiamenti ormonali e fisici, insieme alla nuova responsabilità di prendersi cura di un neonato, possono sopraffarle. Molte neomamme soffrono di un breve episodio di “baby blues”, invece altre iniziano a soffrire di depressione post parto, una malattia molto più grave per cui sono necessari una cura efficace e il supporto psicologico. Alcune ricerche suggeriscono che le donne che soffrono di depressione post parto spesso hanno avuto episodi depressivi precedenti.

Alcune donne possono anche essere soggette a una forma grave di sindrome premestruale (PMS), definita a volte disturbo disforico premestruale (PMDD), una patologia causata dagli sbalzi ormonali che di solito si verificano nel periodo dell’ovulazione e in quello immediatamente precedente la mestruazione.

Durante il periodo di transizione verso la menopausa alcune donne sono maggiormente a rischio di depressione, i ricercatori stanno indagando su come gli sbalzi ciclici dell’estrogeno e degli altri ormoni possano influire sulla chimica cerebrale associata al disturbo depressivo.

Infine molte donne si trovano ad affrontare lo stress dovuto alle responsabilità lavorative e famigliari, alla cura dei bambini e dei genitori anziani, alle situazioni di violenza, alla povertà e alle tensioni nel rapporto con il partner. Non è tuttora chiaro perché alcune donne che affrontano grandi cambiamenti inizino a soffrire di depressione mentre altre, sottoposte a sfide simili, non si ammalino.

Uomini

Gli uomini spesso soffrono di depressione in maniera diversa dalle donne e possono avere modi diversi di affrontarne i sintomi. Gli uomini riconoscono con maggior facilità il fatto di essere stanchi, irritabili e meno interessati alle attività che prima piacevano nonché i disturbi del sonno, mentre le donne ammettono con più difficoltà di sentirsi tristi, inutili e/o di provare un senso di colpa eccessivo per qualcosa.

Gli uomini hanno maggiori probabilità di passare all’abuso di alcool o droghe quando si ammalano di depressione, oppure di diventare frustrati, scoraggiati, irritabili e rabbiosi e spesso violenti. Alcuni uomini si buttano a capofitto nel lavoro per evitare di parlare della depressione con i famigliari o con gli amici, oppure iniziano ad avere comportamenti imprudenti o a rischio. Inoltre, anche se negli Stati Uniti la percentuale di suicidi e tentativi di suicidio è maggiore tra le donne, il numero di morti per suicidio è maggiore tra gli uomini.

Anziano

La depressione non fa parte del normale processo di invecchiamento, infatti le ricerche dimostrano che la maggior parte degli anziani si sente soddisfatta della propria vita nonostante i problemi fisici si facciano sentire sempre di più. Tuttavia, quando gli anziani si ammalano di depressione, la malattia può essere sottovalutata perché le persone di una certa età possono manifestare sintomi diversi e meno ovvi e possono essere meno portate a provare o a riconoscere sentimenti di tristezza o di angoscia.

Inoltre gli anziani possono soffrire anche di altre malattie, come problemi cardiaci, infarto e tumori che possono causare sintomi depressivi; inoltre è probabile che assumano farmaci con effetti collaterali che potrebbero contribuire alla depressione. Alcuni anziani soffrono della malattia che i medici definiscono depressione vascolare (anche detta depressione arteriosclerotica o subcorticale ischemica): questa può scatenarsi quando i vasi sanguigni diventano meno flessibili e si induriscono per via dell’età, dando luogo a una vasocostrizione. L’indurimento dei vasi sanguigni impedisce al sangue di raggiungere gli organi, compreso il cervello. Chi è affetto da depressione vascolare può soffrire (o essere a rischio) di malattie cardiovascolari concomitanti o di attacchi cardiaci.

Anche se molti ritengono che le maggiori percentuali di suicidio si registrino tra i giovani, in realtà sono gli anziani bianchi di età superiore agli 85 anni a presentare il rischio maggiore. Molti di essi soffrono di patologie depressive non diagnosticate dai medici, nonostante spesso siano stati visitati nel mese precedente il decesso.

La maggior parte degli anziani affetti da depressione migliora se curata con un antidepressivo, con la psicoterapia o con una combinazione di entrambe . Le ricerche hanno dimostrato che la terapia farmacologica e la terapia combinata sono in grado di ridurre la percentuale di ricadute negli anziani. Anche la psicoterapia, da sola, può riuscire a prolungare i periodi di benessere, soprattutto negli anziani affetti da depressione minore, ed è utile soprattutto per coloro che non possono o non vogliono assumere farmaci antidepressivi.

Bambini ed adolescenti

Bambini e depressione (http://www.flickr.com/photos/zaxl4/99863335/)

Bambini e depressione (http://www.flickr.com/photos/zaxl4/99863335/)

I ricercatori ed i medici hanno iniziato a prendere molto sul serio il rischio di depressione nei bambini: le ricerche dimostrano che la depressione iniziata in età infantile spesso continua e ricorre anche in età adulta, soprattutto se non viene curata. La presenza della malattia nel bambino tende a essere indice di patologie più gravi che insorgeranno in età adulta.

Il bambino depresso può:

  • fingere di essere malato,
  • rifiutarsi di andare a scuola,
  • manifestare attaccamento eccessivo a un genitore,
  • aver paura della morte di un genitore
  • essere sempre imbronciato,
  • avere problemi scolastici,
  • essere pessimista e irritabili,
  • sentirsi incompreso.

Questi sintomi possono essere considerati come normali sbalzi d’umore, tipici dei bambini che stanno crescendo, quindi potrebbe essere difficile diagnosticare con esattezza la depressione.

Prima della pubertà maschi e femmine hanno uguali probabilità di soffrire di disturbi depressivi; all’età di 15 anni le ragazze hanno invece il doppio di probabilità dei ragazzi di soffrire di un episodio di depressione maggiore.

La depressione durante l’adolescenza sopraggiunge in un periodo di profondo cambiamento personale: i ragazzi e le ragazze stanno elaborando una propria identità, distinta da quella dei genitori, devono affrontare i problemi legati al genere e all’identità sessuale nascente e si ritrovano a prendere decisioni per la prima volta nella vita. La depressione dell’adolescente spesso insorge contemporaneamente ad altre patologie come l’ansia, i disturbi del comportamento, i disturbi alimentari o l’abuso di sostanze. Può anche far aumentare il rischio di suicidio.

Uno studio condotto su un campione di 439 adolescenti affetti da depressione maggiore ha rivelato che la combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia è la migliore opzione terapeutica possibile: altri ricercatori stanno mettendo a punto e testando modi di prevenzione del suicidio nei bambini e negli adolescenti, tra cui la diagnosi precoce e la terapia, e cercano di capire meglio l’ideazione suicidaria.

Testo a cura di Elisa Bruno

Fonti:

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    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, ci sono, ma onestamente non credo all’omeopatia.

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