Alopecia areata: cura e cause

Ultimo Aggiornamento: 344 giorni

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Introduzione

Alopecia areata (http://www.flickr.com/photos/redneck/2194805130/sizes/m/)

L’alopecia areata è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario, che normalmente dovrebbe proteggere l’organismo dagli invasori esterni (come i virus e i batteri), attacca per errore i follicoli, ovvero le minuscole strutture a forma di bulbo da cui crescono i capelli e i peli; in questo modo è possibile quindi perdere i capelli e i peli in qualsiasi parte del corpo.

L’alopecia areata colpisce il due per cento circa della popolazione, di entrambi i sessi, di tutte le fasce d’età e di tutti i gruppi etnici; spesso inizia già durante l’infanzia.

Se avete un parente stretto colpito da questa malattia il rischio che anche voi contraiate il disturbo aumenta leggermente. Se il vostro parente ha perso la prima ciocca di capelli prima dei trent’anni, il rischio per gli altri membri della famiglia è maggiore. Complessivamente, tra le persone affette dalla malattia, una su cinque ha un parente con lo stesso disturbo.

Cause

Nell’alopecia areata i globuli bianchi, che fanno parte del sistema immunitario, attaccano le cellule dei follicoli: in condizioni normali queste cellule crescono molto rapidamente e formano il pelo o il capello. I follicoli colpiti al contrario si rimpiccioliscono e rallentano drasticamente la produzione del capello o del pelo.

Fortunatamente sembra che le cellule staminali che riforniscono continuamente il follicolo di nuove cellule non vengano interessate dall’alopecia areata, quindi il follicolo potenzialmente può ancora far ricrescere il pelo o il capello.

I ricercatori non sanno esattamente il motivo per cui i follicoli subiscono questi cambiamenti, ma si sospetta che una particolare combinazione di geni possa predisporre a questa malattia. Nelle persone già predisposte geneticamente un fattore scatenante di qualche tipo (magari un virus o qualcos’altro nell’ambiente abituale del paziente) scatena l’attacco contro i follicoli.

È possibile che l’alopecia areata sia trasmessa per via ereditaria, ma le probabilità di tale trasmissione sono piuttosto basse. La maggior parte dei bambini colpiti non ha alcun genitore affetto dalla stessa malattia e la gran parte dei genitori affetti da alopecia areata non trasmettono il disturbo ai figli. L’alopecia areata non è una di quelle malattie genetiche in cui il bambino ha il 50 per cento di probabilità di sviluppare il disturbo se anche uno dei genitori ne è affetto, si ritiene infatti che i geni che predispongono alla malattia siano numerosi, è quindi altamente improbabile che un bambino erediti tutti i geni necessari per sviluppare la malattia.

Persino quando si verifica la giusta combinazione di geni non è sicuro che ci si ammalerà di alopecia areata. Nei gemelli monozigoti, che ereditano lo stesso patrimonio genetico, il tasso di concordanza è soltanto del 55 per cento: in altre parole, se uno dei gemelli è affetto dalla malattia, c’è soltanto il 55 per cento di probabilità che anche l’altro gemello sia malato. Questo dimostra che, per scatenare il disturbo, sono necessari anche altri fattori oltre a quelli genetici.

Sintomi

Esempio di chiazza di alopecia areata (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Allopecia_areata.JPG)

Esempio di chiazza di alopecia areata (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Allopecia_areata.JPG)

Nella maggior parte dei casi i capelli e i peli cadono formando piccole chiazze libere di forma circolare, delle dimensioni di una moneta.

In molti casi la malattia provoca la formazione di poche chiazze, in altre persone invece la perdita di capelli è più ampia. Sebbene si tratti di una situazione rara, la malattia può progredire fino a causare la caduta totale dei capelli (in questo caso si parla di alopecia areata totale) oppure la caduta totale dei capelli e dei peli (e allora si parla di alopecia universale).

Ci sono ampi margini di probabilità che i capelli ricrescano, ma può darsi che cadano di nuovo. Non è possibile prevedere quando ricresceranno o cadranno di nuovo, il decorso della malattia varia a seconda del paziente.

  • Alcune persone perdono soltanto poche ciocche di capelli, poi i capelli ricrescono e il disturbo non si ripresenta più.
  • Altri, al contrario, continuano ad alternare fasi di caduta e ricrescita per molti anni.
  • Alcuni (pochi) perdono tutti i capelli.
  • Altri perdono sia i capelli sia i peli su tutto il corpo. Anche se la caduta dei capelli è stata totale, rimane sempre la possibilità di una ricrescita completa.

In alcuni pazienti la ricrescita all’inizio è bianca, poi ritorna gradualmente al colore originario. In quasi tutti i casi i capelli ricresciuti alla fine avranno lo stesso colore e la stessa consistenza di quelli precedenti.

Il decorso dell’alopecia areata è estremamente imprevedibile e la costante incertezza è forse l’aspetto più difficile e frustrante della malattia. La caduta dei capelli può continuare, oppure fermarsi. I capelli possono ricrescere, ma anche no; possono presentarsi sempre nuove chiazze vuote, ma anche no.

Pericoli

L’alopecia areata non è una malattia pericolosa, non causa alcun dolore fisico e i pazienti generalmente non hanno altri disturbi. Per molte persone è però una malattia che colpisce in modo imprevisto e imprevedibile l’aspetto fisico ed è quindi fonte di gravi preoccupazioni.

Fondamentalmente l’alopecia può causare disturbi della socializzazione e della sfera emotiva, nell’alopecia universale inoltre la caduta delle ciglia, delle sopracciglia e dei peli del naso e delle orecchie può rendere il paziente più vulnerabile alla polvere, ai germi e ai corpi estranei che possono entrare negli occhi, nel naso e nelle orecchie.

L’alopecia areata spesso si verifica in pazienti che hanno parenti affetti da malattie autoimmuni, come il diabete, l’artrite reumatoide, le malattie della tiroide, il lupus eritematoso sistemico, l’anemia perniciosa o il morbo di Addison. Chi è affetto da alopecia areata di solito non ha altre malattie autoimmuni, però ha maggiori probabilità di essere colpito da malattie della tiroide, eczema atopico, riniti allergiche e asma.

Cura e terapia

Aggiornamento 24 agosto 2014: Scoperta una possibile cura, per approfondimenti ed in attesa della commercializzazione del farmaco con questa indicazione:

Per l’alopecia areata non esistono né una terapia valida per tutti né dei farmaci approvati con questa specifica condizione. Presentiamo alcune possibili terapie di uso comune ma è bene ricordare che, pur contribuendo alla ricrescita dei capelli, queste terapie sono tutte inutili per prevenire la formazione di nuove chiazze vuote e per curare globalmente la malattia. Per sapere qual è l’alternativa che fa al caso vostro, consultate il medico.

Corticosteroidi. I cortisonici sono potenti farmaci antinfiammatori simili al cortisolo, un ormone prodotto dall’organismo. Questi farmaci, se somministrati per via orale, sono immunosoppressori, quindi spesso vengono usati per curare diverse malattie autoimmuni, compresa l’alopecia areata. Possono essere somministrati in tre modi:

  1. Iniezioni locali. Gli steroidi iniettati direttamente nelle chiazze vuote del cuoio capelluto e, a volte, anche sulle sopracciglia e tra la barba sono efficaci per far crescere maggiormente i capelli e i peli, nella maggior parte dei pazienti. Di solito la ricrescita diventa visibile entro un mese circa. Le iniezioni rilasciano piccole quantità di cortisone nelle zone colpite ed evitano così gli effetti collaterali più gravi che si verificherebbero con la somministrazione orale a lungo termine. Gli effetti collaterali più frequenti delle iniezioni sono dolore temporaneo, leggero gonfiore e cambiamenti della pigmentazione oppure piccole tacche sulla pelle, che spariscono una volta terminato il ciclo di iniezioni. Le iniezioni possono essere dolorose, quindi non rappresentano la cura migliore per i bambini. Dopo un mese o due la ricrescita diventa visibile e le iniezioni di solito devono essere ripetute una volta al mese. Il cortisone rimuove le cellule immunitarie confuse e permette al capello o al pelo di ricrescere. Tuttavia non è possibile curare in questo modo le zone più ampie, perché il disagio e la quantità di medicinale aumentano troppo e quindi possono causare effetti collaterali simili a quelli della terapia orale.
  2. Corticosteroidi per uso orale. I corticosteroidi per uso orale sono il fondamento della terapia di molte malattie autoimmuni e possono essere usati per quei casi di alopecia areata che coinvolgono zone più ampie. A causa del rischio di effetti collaterali (ad esempio ipertensione e cataratta) i corticosteroidi vengono usati solo sporadicamente e per brevi periodi per curare l’alopecia areata.
  3. Creme per uso topico. Gli unguenti e le creme che contengono steroidi, applicati direttamente sulla zona colpita, sono meno traumatici delle iniezioni ed in alcuni casi possono essere preferibili per i bambini. Gli unguenti e le creme, da soli, sono meno efficaci delle iniezioni: raggiungono la massima efficacia se usati in combinazione con altre terapie topiche, come il minoxidil o l’antralina.

Minoxidil al 5%. La soluzione di minoxidil per uso topico favorisce la crescita dei capelli in diverse malattie in cui il follicolo è piccolo e non sfrutta appieno il suo potenziale di crescita. Il minoxidil è stato approvato dalla FDA per la cura della caduta dei capelli sia maschile sia femminile, nelle sue diverse forme. Può anche essere utile per stimolare la ricrescita dei capelli nei casi di alopecia areata: la soluzione, applicata due volte al giorno, si è dimostrata efficace per stimolare la crescita dei capelli sia negli adulti sia nei bambini, e può essere usata per il cuoio capelluto, per le sopracciglia e per la barba. Se si usa la soluzione con regolarità e seguendo le indicazioni, la ricrescita compare entro 3 mesi circa.

Antralina. L’antralina, una sostanza di sintesi simile al catrame che altera la funzionalità immunitaria della pelle, è approvata come terapia per la psoriasi. Viene usata di frequente per curare l’alopecia areata, viene applicata per un lasso di tempo variabile dai 20 ai 60 minuti (“terapia di contatto a breve termine”) per evitare l’irritazione della pelle, non necessaria per il corretto funzionamento del farmaco. Di solito, se funziona, la ricrescita è evidente dopo 8, 12 settimane circa. L’antralina viene usata spesso in combinazione con altre terapie, come ad esempio le iniezioni di corticosteroidi o il minoxidil, per ottenere risultati migliori.

Sulfasalazina. La sulfasalazina è un sulfamidico usato per curare diverse malattie autoimmuni, tra cui la psoriasi. Agisce sul sistema immunitario e si è rivelata efficace nei pazienti affetti da forme gravi di alopecia areata.

Sensibilizzatori cutanei. I sensibilizzatori cutanei sono farmaci che, applicati sul cuoio capelluto, provocano una reazione allergica che causa prurito e desquamazione, ma alla fine fa anche ricrescere i capelli. Se funziona, la ricrescita avverrà in un periodo variabile dai 3 ai 12 mesi. Per curare l’alopecia areata vengono usati due sensibilizzatori cutanei: il dibutilestere dell’acido squarico (SADBE) e il difenilciclopropenone (DPCP). La sicurezza e la conformità della prescrizione per questi farmaci al momento sono ancora sotto esame.

Ciclosporina per uso orale. Sviluppata in origine per evitare il rigetto degli organi trapiantati, la ciclosporina per uso orale a volte viene usata per sopprimere la risposta immunitaria nella psoriasi ed in altre malattie della pelle di natura immunitaria. I farmaci immunosoppressori possono anche causare problemi, tra cui un maggior rischio di infezioni gravi e persino di tumori alla pelle. La ciclosporina per uso orale può far ricrescere i capelli nei casi di alopecia areata, ma non fa regredire completamente la malattia. Molti medici ritengono che i rischi potenziali di questo farmaco siano maggiori dei benefici, nel caso dell’alopecia areata.

Fotochemioterapia. Nella fotochemioterapia, una terapia usata più di frequente per la psoriasi, viene somministrato un farmaco fotosensibile (lo psoralene) per via orale oppure topica, e quindi il paziente viene esposto a una fonte di luce ultravioletta. Questa terapia combinata è definita PUVA. Negli esperimenti clinici circa il 55 per cento dei pazienti ha raggiunto una ricrescita accettabile dal punto di vista estetico usando la fotochemioterapia, tuttavia la percentuale di ricadute è alta, quindi i pazienti devono farsi curare presso un ambulatorio dove il personale è disponibile almeno due o tre volte a settimana. Questa terapia fa aumentare il rischio di tumori alla pelle.

Terapie alternative. Se la terapia farmacologica non causa una ricrescita sufficiente alcuni pazienti si orientano verso la medicina alternativa. Tra le terapie alternative ritenute efficaci per curare l’alopecia areata troviamo l’agopuntura, l’aromaterapia, l’olio di primula, gli integratori di zinco e vitamine e le erbe officinali cinesi. Molte terapie alternative non sono suffragate da sperimentazioni cliniche, quindi potrebbero non dimostrarsi efficaci per la ricrescita dei capelli. In realtà, alcune di esse potrebbero addirittura far peggiorare la caduta dei capelli. Si ricordi che benchè queste terapie siano naturali non significa necessariamente che siano anche sicure. Prima di iniziare vi consigliamo di parlare con il vostro medico, cosa che del resto dovrebbe avvenire per qualsiasi terapia.

Oltre alle terapie che favoriscono la ricrescita dei capelli è possibile seguire alcuni consigli per minimizzare i pericoli o i disagi dovuti alla perdita dei capelli.

  • Le creme e gli oli solari sono importanti per proteggere il cuoio capelluto, il viso e tutte le zone esposte al sole.
  • Gli occhiali da sole proteggono gli occhi dalla luce eccessiva, ma anche dalla polvere e dal pulviscolo, quando le ciglia e le sopracciglia vengono a mancare.
  • Le parrucche, i cappelli o i foulard proteggono il cuoio capelluto dal sole e tengono calda la testa.
  • Se applicate appositi unguenti antibiotici dentro le narici potete proteggervi dagli organismi che invadono il naso, data la mancanza di peli al suo interno.

Quali saranno le conseguenze sulla mia vita quotidiana?

Questa domanda è molto sentita, soprattutto dai bambini, dagli adolescenti e dai giovani che iniziano a porsi dei traguardi nella vita e potrebbero dover convivere con le conseguenze dell’alopecia areata per molti anni:

  • L’alopecia areata non è una malattia dolorosa e non causa alcun dolore fisico.
  • Non è contagiosa.
  • Le persone affette da questa malattia in genere non hanno altri disturbi.
  • Non riduce la speranza di vita e non dovrebbe interferire con la possibilità di raggiungere i grandi e i piccoli traguardi della vita, come ad esempio: frequentare la scuola, lavorare, sposarsi, formare una famiglia, fare attività fisica e sportiva.

Le implicazioni emotive della caduta dei capelli, tuttavia, possono essere impegnative. Molte persone le affrontano documentandosi il più possibile sulla malattia, parlando con altri pazienti nella stessa situazione e, se necessario, avvalendosi di terapie psicologiche per poter formare un’immagine di sé positiva.

Convivere con l’alopecia può essere difficile, soprattutto in una cultura che considera i capelli come simbolo di gioventù e di buona salute. Nonostante questo quasi tutte le persone affette da alopecia sono ben inserite: sono persone appagate che vivono appieno la loro vita.

Il punto fondamentale per convivere con il disturbo è: apprezzarsi per come si è, e non per i capelli che si hanno o non si hanno.

Un altro modo per convivere con la malattia è quello di minimizzarne le ricadute sul vostro aspetto fisico, se avete perso tutti i capelli una parrucca o un parrucchino possono farvi sembrare più naturali e alla moda. Una cipria, un fondotinta o una matita della stessa tinta dei vostri capelli possono aiutarvi a mimetizzare le chiazze, eliminando il contrasto tra le zone con i capelli e il cuoio capelluto libero. Anche la matita per le sopracciglia, applicata con attenzione, può rendere meno evidente il fatto che le sopracciglia siano venute a mancare.

I bambini affetti dall’alopecia areata potrebbero preferire le bandane o i cappelli, ce ne sono a disposizione diversi, che si adattano ai gusti e all’umore del bambino: alcuni hanno anche attaccata una finta coda di cavallo.

Per le donne le sciarpe eleganti possono nascondere le chiazze libere sul cuoio capelluto; i gioielli e i vestiti possono distrarre l’attenzione dai capelli, inoltre, con un po’ di esperienza in fatto di cosmetici si possono far notare di meno le ciglia e le sopracciglia che mancano.

Per approfondire ANAA

Traduzione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Spesso è lo stress, ma non si conoscono con esattezza le cause esatte.

  1. Anonimo

    Chiedo scusa se la disturbo nuovamente, ma credo di non aver ben capito :-) : lo stress causa l’aa o questa assenza temporanea di peli? Inoltre ricresceranno?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Lo stress è una delle possibili cause di innesco dell’aa.
      2. Probabilmente sì, ma è necessario farsi seguire dal dermatologo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni, ma non mi ha detto che il dermatologo non ha rilevato nulla? Mi era sembrato di capire che le domande fossero fatte in astratto.

  2. Anonimo

    Il dermatologo ha effettuato una visita ai nevi su tutto il corpo. Di questo “problema” mi sono accorto una volta tornato a casa, ma non ho dato molto peso anche perché lo specialista se ne sarebbe accorto (qualora fosse qualcosa di patologico)

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Esatto, se ne sarebbe accorto, quindi a mio parere non c’è nulla di cui debba preoccuparsi.

  3. Anonimo

    Salve dottore,sono la ragazza di 24 anni che mi stavo curando per l’alopecia con zincoral e aerius,non so se ricorda ma un po di tempo fa le ho detto che avevo sempre sonno durante il giorno ma lei riteneva che non poteva essere per l’antistaminico se non mi aveva dato problemi dall’inizio,e bene ho scoperto la causa:sono in dolce attesa anche se avrei preferito che fosse colpa dell’antistaminico..! Volevo farglielo sapere grazie di tutto!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche se non era previsto mi permetta comunque di farle le congratulazioni e ringraziarla per l’aggiornamento; valuti con il ginecologo se può continuare con i due farmaci.

  4. Anonimo

    Grazie! No,il ginecologo me la tolto l’antistaminico,però vorrei valutare un altra cura con il dermatologo..! Ma secondo lei è normale che me ne sia accorta alla 17 settimana o sono una stupida?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quando non è cercata ed a maggior ragione se ci sono altri problemi/cure in corso è assolutamente comprensibile, NON è una stupida.

  5. Anonimo

    OK,anche se è stata come una doccia fredda,non me l’aspettavo proprio e non sono contenta ma ormai non ci posso fare niente..pazienza! Adesso il dermatologo è in ferie e volevo sapere da lei se posso usare almeno la lozione alocombi.grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo dovrebbe valutare con il ginecologo, in gravidanza purtroppo non posso avallare nulla.

  6. Anonimo

    Salve dottore,sono una donna di quarant’anni e soffro di alopecia areata da venti, e alterno fasi di crescita e ricaduta,Ma secondo lei una tiroide che lavora poco può essere la causa di questo problema? e potrebbe peggiorare quando sarò in menopausa? Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Poco quanto (valore di TSH)?
      Non è detto che peggiori in menopausa.

    1. Anonimo

      Quindi se correggo questo valore con dei farmaci c’è anche la possibilità che risolvo il problema?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso garantirglielo, ma sicuramente vedrebbe dei grandi miglioramenti.

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