Farmaci antinfiammatori (FANS) e alternative naturali

Ultimo Aggiornamento: 122 giorni

Descrizione generale

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono ampiamente utilizzati per

  • alleviare il dolore,
  • ridurre l’infiammazione,
  • abbassare le alte temperature (febbre).

Sono spesso usati per ridurre i sintomi di cefalee, dismenorree, strappi e distorsioni, raffreddori e influenze, artriti e altre cause di dolore cronico.

I FANS sono quindi più che semplici analgesici, aiutano anche a ridurre l’infiammazione e abbassano la febbre. Ostacolano inoltre la coagulazione, fatto positivo in alcuni casi ma non in altri (un altro uso dell’aspirina è la prevenzione, se assunta tutti i giorni a basse dosi riduce le probabilità di attacchi cardiaci o ictus nei soggetti ad alto rischio).

Benché i FANS siano ampiamente utilizzati, non sono adatti a tutti e talvolta possono causare effetti collaterali problematici.

Tipi di FANS

Gli antinfiammatori sono disponibili come compresse, capsule, supposte, creme, gel e iniezioni e altre forme ancora. Alcuni sono acquistabili come prodotti da banco, mentre altri richiedono una prescrizione medica.

Possono essere venduti come generici o come prodotti di marca e sono tutti similmente efficaci, anche se è possibile avere una qualche preferenza individuale.

Meccanismo d’azione

I FANS funzionano bloccando l’azione di un enzima (una proteina che attiva modifiche nel corpo). L’enzima in questione è la ciclossigenasi, o COX, ed esiste in due forme. COX-1 protegge il rivestimento dello stomaco dagli agenti acidi e chimici della digestione, oltre ad aiutare anche a mantenere la funzione renale. La COX-2 viene invece prodotta in caso di infiammazione

I FANS tradizionali bloccano le azioni di ambedue, COXx-1 e COX-2 ed è per questo che possono dare disturbi e sanguinamenti gastrici, oltre ad alleviare dolori e infiammazioni.

Inibitori COX-2

Gli inibitori COX-2 sono una speciale categoria di FANS. Questi farmaci bloccano in modo selettivo solo l’enzima COX-2 che stimola la risposta infiammatoria. Poiché non bloccano le azioni dell’enzima COX-1, questi farmaci in genere non causano i disturbi o i sanguinamenti gastrici tipici dei FANS tradizionali.

Assumendo un inibitore COX-2, non si dovrà usare un FANS tradizionale (da prescrizione o da banco), ed è inoltre necessario informare il proprio medico in caso di attacco cardiaco, ictus, angina, trombosi o ipertensione pregressi o di ipersensibilità all’aspirina, ai sulfamidici o ad altri FANS.

Gli inibitori COX-2 non sono privi di effetti collaterali, che possono includere dolore addominale, nausea e maldigestione. Antiacidi o alimenti grassi possono limitare la capacità di assorbire e usare gli inibitori COX-2, quindi è opportuno evitare combinazioni del genere. In casi rari si possono manifestare gravi effetti collaterali come sanguinamenti addominali senza preavviso.

Dosaggi tipici

Ciascun antinfiammatorio ha dosi e frequenza di assunzione proprie.

Spesso, i farmaci da banco (quelli acquistabili senza prescrizione medica) hanno dosaggi inferiori rispetto ai preparati con prescrizione obbligatoria. Per esempio, le dosi più comuni di ibuprofene con prescrizione sono 400, 600 e 800 mg, mentre la dose massima della versione da banco è 400 mg.

I FANS da banco possono essere abbastanza forti per essere efficaci in situazioni temporanee come storte, distorsioni, episodi di mal di schiena, cefalea e dolore mestruale. Per problemi cronici come l’artrite reumatoide, il medico prescriverà quasi sempre questi farmaci a dosaggi maggiori e per periodi più lunghi.

Se l’obiettivo è la soppressione dell’infiammazione, saranno probabilmente necessarie dosi maggiori e più frequenti. Se l’obiettivo è alleviare il dolore, sono spesso sufficienti dosi più basse assunte al bisogno.

I FANS iniziano ad agire rapidamente, perlopiù entro qualche ora. La velocità di efficacia dipende dall’obiettivo terapeutico. Il controllo del dolore tende a verificarsi molto più rapidamente di quelli antinfiammatori, come nell’artrite.

Chi può assumere antinfiammatori?

La maggioranza delle persone può prendere i FANS, ma alcuni individui devono stare particolarmente attenti.

Conviene chiedere consiglio al farmacista o al medico prima di assumere un FANS nei seguenti casi:

  • età oltre i 65 anni,
  • donna incinta o che sta tentando una gravidanza,
  • donna che sta allattando al seno,
  • portatori di asma,
  • storia di allergia a un FANS,
  • storia di ulcere gastriche,
  • problemi di qualunque natura di cuore, fegato, reni, pressione arteriosa, circolazione o intestino,
  • assunzione di altri farmaci (vedere le interazioni con altre medicine),
  • età sotto i 16 anni; farmaci contenenti aspirina non dovrebbero mai essere somministrati prima dei 16 anni.

Nei casi suddetti, i FANS non sono necessariamente vietati, ma dovranno essere usati solo previo consulto con il medico, perché possono esserci più probabilità di effetti collaterali.

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci anche gli antinfiammatori comportano il rischio di effetti collaterali. Tali effetti tendono a essere più frequenti nei trattamenti ad alte dosi per lunghi periodi, nei soggetti anziani e nelle persone in cattiva salute.

I FANS da banco hanno in genere meno effetti collaterali rispetto ai farmaci con prescrizione, più forti.

Gli effetti collaterali più comuni sono:

  • maldigestione, inclusi dolori gastrici, malessere e diarrea,
  • ulcere gastriche (le ulcere possono causare sanguinamenti interni e anemia). Possono essere prescritti altri farmaci, come gli inibitori della pompa protonica, per aiutare a contenere i rischi,
  • perforazione della parete gastrica o intestinale,
  • mal di testa,
  • sonnolenza,
  • vertigini,
  • reazioni allergiche,
  • in casi rari, problemi epatici, renali, cardiaci o circolatori, ad esempio insufficienza cardiaca, attacchi cardiaci e ictus.

In caso di un qualunque problema, interrompere il farmaco e consultare il medico.

Fotosensibilità

La fotosensibilità è una reazione avversa spesso trascurata di parecchi FANS. Gli acidi 2-arilpropionici hanno più probabilità di dare reazioni fotosensibili, ma ne sono stati ritenuti responsabili anche altri FANS come piroxicam, diclofenac e benzidamina.

Il benoxaprofene, ora ritirato a causa dell’epatotossicità, è stato il FANS più fotosensibile.

Il meccanismo della fotosensibilità, che spiega l’alta fotoattività degli acidi 2-arilpropionici, è la pronta decarbossilazione della parte dell’acido carbossilico. Le caratteristiche di assorbimento specifico dei diversi sostituenti 2-aril cromoforici interferiscono con il meccanismo della decarbossilazione. L’ibuprofene, che ha scarso assorbimento, viene considerato un agente fotosensibilizzante debole.

Gravidanza

I FANS non sono raccomandati in gravidanza.

Anche se gli antinfiammtori nel loro insieme non sono classificati direttamente teratogeni, possono causare la chiusura prematura del dotto arterioso fetale e reazioni avverse del rene fetale. Sono inoltre legati a nascite premature e aborti. Tuttavia, l’aspirina viene usata con l’eparina nelle donne incinte con anticorpi antifosfolipidici. In più, l’indometacina è usata in gravidanza per trattare il polidramnios grazie alla minor produzione di urina fetale indotta dall’inibizione del flusso renale fetale.

Il paracetamolo è invece considerato più sicuro e ben tollerato in gravidanza, anche se si raccomando di assumerlo sempre solo dietro consiglio medico; Leffers e collaboratori hanno però pubblicato uno studio nel 2010 che ne suggerisce l’associazione con l’infertilità maschile del nascituro, oltre che possibili legami con l’ADHD emersi in lavori recenti. Le dosi dovranno essere assunte come prescritto, visto il rischio di epatotossicità ad alti dosaggi.

In Francia, l’ente di controllo nazionale dei farmaci ha controindicato l’uso di FANS, inclusa l’aspirina, dopo il sesto mese di gravidanza.

Interazioni

Alcuni antinfiammatori possono dare reazioni imprevedibili con altri farmaci, sia per interazioni con il meccanismo d’azione che per un aumento del rischio di effetti collaterali.

È particolarmente importante richiedere il parere del medico prima di assumere un FANS se in trattamento con:

  • un altro FANS,
  • aspirina a basse dosi o warfarin, farmaci usati per prevenire trombosi,
  • ciclosporina, un farmaco impiegato per il trattamento di condizioni autoimmuni come artrite reumatoide o colite ulcerativa,
  • diuretici, medicine talvolta usate nell’ipertensione arteriosa,
  • litio, un farmaco impiegato nella terapia di disturbi bipolari e depressioni gravi
  • metotrexate, un farmaco impiegato per l’artrite reumatoide,
  • una classe di farmaci antidepressivi, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

In caso di incertezza sulla compatibilità della propria terapia con un FANS, consultarne i foglietti illustrativi o chiedere al farmacista o al medico.

Cibo e alcolici

Il foglietto illustrativo che accompagna il farmaco dovrebbe indicare se sia necessario evitare determinati alimenti o bevande. In caso di dubbio, interpellare il farmacista o il medico.

In generale, non è necessario evitare alimenti specifici se in terapia con FANS.

ompresse o capsule dovranno in genere essere deglutite con acqua o cibo per evitare fastidi di stomaco.

È in genere sicuro bere alcolici in terapia con FANS, ma l’eccesso di alcolici durante il trattamento può irritare lo stomaco.

Sovradosaggio

L’assunzione di quantità eccessive di antinfiammatori può essere pericolosa. Quantità eccessive vengono dette sovradosaggio.

Contattare tempestivamente il medico in caso di sovradosaggio se si manifestano problemi come malessere, fastidio gastrico o sonnolenza.

Chiamare il 118 immediatamente in caso di gravi manifestazioni di sovradosaggio, come convulsioni, difficoltà respiratorie o perdita di coscienza.

Alternative

Poiché i FANS possono causare effetti collaterali importanti, si raccomanda spesso l’uso di alternative.

L’alternativa principale per il dolore è il paracetamolo, disponibile come farmaco da banco e sicuro per la maggior parte delle persone.

Creme e gel di FANS da spalmare sulla pelle possono essere validi in caso di dolore muscolare o articolare in una parte definita del corpo, perché hanno meno effetti collaterali di compresse e capsule.

Il medico può anche raccomandare medicine e terapie differenti secondo la condizione da trattare. Per esempio, la fisioterapia può aiutare alcuni soggetti con dolore muscolare o articolare.

Antinfiammatori naturali

Artiglio del diavolo

L’artiglio del diavolo è una pianta rampicante. Il nome botanico, Harpagophytum, significa pianta dell’uncino in greco. Questa pianta, nativa dell’Africa, prende il nome dall’aspetto del suo frutto, ricoperto di uncini finalizzati ad attaccarsi ad animali per diffondere i semi. Le radici e i tuberi della pianta sono usati per preparare farmaci.

L’artiglio del diavolo è usato nel trattamento di aterosclerosi (“indurimento” delle arterie), artrite, gotta, dolore muscolare (mialgia), tendinite, dolore toracico, fastidio gastroenterico o bruciore gastrico, febbre ed emicrania. Viene impiegato anche per parti difficili, problemi mestruali, reazioni allergiche, perdita di appetito, disturbi renali e vescicali.
Alcuni applicano l’artiglio del diavolo sulla pelle per trattare lesioni e altre malattie cutanee.

Efficacia

Il database completo delle medicine naturali categorizza l’efficacia basata sull’evidenza scientifica secondo la seguente scala: efficace, molto efficace, forse efficace, forse inefficace, inefficace e evidenza insufficiente per una valutazione.

Le valutazioni di efficacia per l’artiglio del diavolo sono:

Forse efficace per…
  • Dolore alla schiena. L’artiglio del diavolo per bocca sembra ridurre il dolore alla schiena. Sembra funzionare come alcuni FANS.
  • Osteoartrite. Da solo o in associazione con FANS, l’artiglio del diavolo sembra aiutare a ridurre il dolore dovuto all’osteoartrite. Alcuni dati suggeriscono che funziona circa come la diacereina (un farmaco ad azione lenta per l’osteoartrite non disponibile negli USA) nel miglioramento del dolore da osteoartrite di anca e ginocchio dopo 16 settimane di trattamento. Con l’assunzione dell’artiglio del diavolo, alcuni pazienti sembrano in grado di abbassare la dose di FANS necessaria per alleviare il dolore. Questi dati originano da uno studio in cui era usato un prodotto specifico (Harpadol, Arkopharma) a base di radice polverizzata, contenente il 2% di arpagoside (9,5 mg/capsula), un componente dell’artiglio del diavolo, e il 3% di glicosidi iridoidi totali (14,5 mg/capsula). È stato usato anche un altro estratto specifico (Doleteffin, Ardeypharm, 2400 mg/giorno) che fornisce 60 mg/giorno di arpagoside.
Evidenza insufficiente per una valutazione per…
  • Artrite reumatoide (AR). Ricerche iniziali suggeriscono che l’estratto per bocca possa non dare miglioramenti nell’AR.
  • Fastidio allo stomaco.
  • Perdita di appetito
  • Colesterolo alto.
  • Gotta.
  • Dolore muscolare.
  • Emicrania.
  • Lesioni e altre patologie cutanee.
  • Altre condizioni mediche.

Ci sono rischi per la sicurezza?

L’artiglio del diavolo è FORSE SICURO per la maggior parte degli adulti quando assunto per bocca in dosi adeguate per un periodo fino a un anno. L’effetto collaterale più frequente è la diarrea, circa l’8% dei partecipanti a uno studio di ricerca sviluppava qusto disturbo. Altri possibili effetti collaterali includono

  • nausea,
  • vomito,
  • dolore addominale,
  • cefalea,
  • tinniti,
  • perdita di appetito,
  • perdita del gusto.

Può anche causare reazioni allergiche della pelle, problemi mestruali e modifiche della pressione arteriosa.

Non ci sono invece abbastanza dati sulla sicurezza dell’artiglio del diavolo usato per lunghi periodi o se applicato sulla pelle.

Possibili interazioni

  • Farmaci fluidificanti del sangue (anticoagulanti e antiaggreganti): in teoria, l’artiglio del diavolo può aumentare il rischio di sanguinamento, specialmente in soggetti già in trattamento con fluidificanti come aspirina, warfarina (Coumadin) o clopidogrel (Plavix).
  • Farmaci per il diabete: l’artiglio del diavolo può abbassare la glicemia. Se in terapia farmacologica per il diabete, l’artiglio del diavolo può aumentare il rischio di andare in ipoglicemia.
  • Antiacidi: l’artiglio del diavolo può aumentare la quantità di acidi gastrici, rendendo meno efficaci gli antiacidi.
  • Altri farmaci: l’artiglio del diavolo può interagire con altri farmaci metabolizzati a livello del fegato.

Interpellare il medico prima di assumere l’artiglio del diavolo se in terapia con altri farmaci.

Arnica

Descrizione generale

L’arnica (Arnica montana) è usata come medicinale dal 1500 ed è ancor oggi popolare. Applicata alla pelle sotto forma di crema, unguento, linimento, balsamo o tintura, l’arnica è stata impiegata per alleviare dolori muscolari, ridurre infiammazioni e guarire ferite. È comunemente usata per lesioni come distorsioni e contusioni. Come erba, l’arnica è in genere applicata localmente (sulla pelle) perché può causare effetti collaterali seri se assunta per bocca. I rimedi omeopatici orali contengono arnica, ma con una formulazione diluita che non è considerata pericolosa. Verificare con il medico se la propria formulazione è erboristica od omeopatica.

Descrizione della pianta

L’arnica è una perenne che cresce fino a 30 – 60 cm, con fiori giallo-arancio simili a margherite. Gli steli sono rotondi e pelosi; portano da uno a tre fiori, con piccioli lunghi circa 5-7 cm. Le foglie sono di un verde brillante. Le foglie superiori sono dentate e con una leggera peluria, quelle inferiori hanno invece punte arrotondate. È nativa delle montagne europee e siberiane; negli USA, viene coltivata.

Parti impiegate

Le teste dei fiori, fresche o secche, vengono usate per le preparazioni medicinali.

Indicazioni e usi medici

L’arnica è usata localmente in una serie di condizioni, tra cui

  • contusioni,
  • distorsioni,
  • dolori muscolari,
  • guarigione di ferite,
  • flebiti superficiali,
  • dolori articolari,
  • infiammazioni conseguenti a punture di insetti,
  • gonfiore da fratture ossee.

Studi più recenti suggeriscono che potrebbe essere utile anche nel trattamento di ustioni.
Anche le preparazioni omeopatiche sono impiegate nel trattamento di dolenzie muscolari, contusioni e altre condizioni dovute a sforzi fisici eccessivi o lesioni. Le dosi omeopatiche (a cui personalmente NON credo) sono estremamente diluite. Non contengono quantità rilevabili di pianta e sono in genere considerate sicure per uso interno quando assunte secondo le dosi consigliate.

Formulazioni disponibili

L’arnica è disponibile come creme e unguenti per uso topico. Più comunemente, si trova sotto forma di tintura, usabile anche come base per impacchi e impiastri. Anche l’olio di arnica può essere usato nelle preparazioni topiche.

Esistono vari rimedi omeopatici per assunzione orale, applicazione topica o iniezione.

Modalità di assunzione

Non assumere l’arnica per bocca senza supervisione medica diretta, fuorché nelle formulazioni estremamente diluite dei rimedi omeopatici, perché gli effetti collaterali possono essere gravi.

Usare i prodotti omeopatici secondo il consiglio del proprio omeopata. I medici possono somministrare i composti omeopatici per iniezione.

Nell’impiego topico, non applicare mai il composto su ferite aperte senza supervisione medica.

Precauzioni

L’arnica in genere è sicura quando usata sulla pelle, tuttavia, l’impiego protratto può causare irritazioni, eczemi, esfoliazioni, vescicole o altre alterazioni della pelle. Non dovrà essere adoperata su pelle lesa, come ad esempio nelle ulcere delle gambe.

In uno studio i ricercatori hanno riscontrato che l’arnica usata localmente aumentava il dolore della gamba 20 ore dopo l’esecuzione di esercizi del polpaccio. Inoltre, soggetti ipersensibili o allergici all’erba la dovranno evitare.

È usata raramente come rimedio erboristico interno (per bocca) perché causa vertigini, tremori e aritmie. Può anche irritare le mucose e causare vomito. Ad alte dosi, può anche essere mortale. NON ASSUMERE arnica per bocca fuorché sotto stretta osservazione medica. Generalmente, si possono assumere rimedi omeopatici senza rischi, perché contengono quantità non rilevabili di arnica.

In gravidanza o durante l’allattamento, evitare l’arnica e consultarsi con il medico per l’uso sulla pelle. Parlare con il proprio medico prima di prendere qualunque medicinale, anche di erboristeria.

Possibili interazioni

Usata localmente o come rimedio omeopatico, non ci sono interazioni note tra l’arnica e farmaci convenzionali.

Fonti:

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