Acido ialuronico per viso, infiltrazioni, … Ecco tutte le risposte.

Ultimo Aggiornamento: 70 giorni

Introduzione

Spesso sentiamo parlare dell’acido ialuronico come componente di varie creme per il viso, oppure come nuova frontiera per gli inestetismi cutanei, persino come trattamento infiltrativo dell’artrosi.

Dalla pelle alle articolazioni, infatti, l’acido ialuronico possiede importanti caratteristiche biologiche e viene utilizzato in medicina in modi diversi per curare vari tipi di patologie.

Che cos’è l’acido ialuronico?

È una sostanza viscosa, densa come un gel, prodotta in modo naturale dal nostro organismo.

Rappresenta una componente fondamentale del tessuto connettivo umano e la troviamo presente, ad esempio,

  • negli strati della cute (in particolare nel derma),
  • nella massa “gelatinosa” che riempie la maggior parte dell’occhio (umore vitreo),
  • nel cordone ombelicale,
  • nel liquido sinoviale delle articolazioni
  • e come molecola di struttura di cartilagini e tendini.

Che funzioni svolge nel corpo umano?

Le peculiari caratteristiche chimico-fisiche dell’acido ialuronico mantengono la pelle turgida, tonica e morbida. Non è un caso quindi che nell’invecchiamento la quota di acido ialuronico presente nell’organismo diminuisca notevolmente, come si evince dalla formazione delle rughe.

L’acido ialuronico però, come abbiamo detto, non riguarda solo la pelle e i connessi problemi dermatologici, ma è oggetto di studio per diverse altre branche della medicina.

Nelle articolazioni ha la funzione di lubrificare e proteggere la membrana sinoviale che avvolge le ossa e le cartilagini: queste sono strutture sottoposte a stress meccanici, per cui l’acido ialuronico ha il decisivo compito di ammortizzare gli urti quando corriamo o anche semplicemente quando camminiamo ed eseguiamo le comuni attività quotidiane.

Con il trascorrere dell’età la concentrazione di acido ialuronico tende a diminuire, come succede nei casi tipici di artrosi, e viene infatti impiegato nelle infiltrazioni per rimpiazzare la quota persa con l’invecchiamento.

Nell’occhio svolge una funzione strutturale dell’umor vitreo, tanto da comporne circa i 4/5 della massa totale.

Quali sono gli utilizzi terapeutici dell’acido ialuronico?

In medicina estetica

  • sono noti i “filler” a base di acido ialuronico per sfruttare le proprietà anti-age della molecola nel trattamento degli inestetismi della cute,
  • per correggere cicatrici post-chirurgiche
  • e per conferire pienezza a zigomi e labbra.

L’obiettivo è soprattutto quello di contrastare gli effetti dell’invecchiamento della pelle, la perdita di plasticità e la comparsa delle rughe, eseguendo iniezioni cutanee in regime ambulatoriale che hanno un effetto riempitivo di durata variabile (da due mesi a due anni).

L’innovazione in ortopedia e reumatologia è scaturita dalle conoscenze sul ruolo protettivo nei confronti della cartilagine articolare: in ambulatorio, in singola somministrazione o in cicli infiltrativi, l’acido ialuronico viene iniettato all’interno delle articolazioni affette da artrosi (terapia infiltrativa), come nel caso di

  • ginocchio,
  • anca,
  • spalla.

Si parla di “viscosupplementazione” intendendo con questo termine il rifornimento di acido ialuronico all’articolazione malata che nel corso del tempo ha perso una certa quantità del suo lubrificante naturale. Con le infiltrazioni intrarticolari di acido ialuronico, diversi studi hanno evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche per quanto riguarda il dolore, la rigidità dell’arto e la difficoltà di movimento, che rappresentano i sintomi tipici e più fastidiosi nei soggetti con artrosi.

In oculistica, in particolare per quanto riguarda la chirurgia oftalmica, l’acido ialuronico viene utilizzato per la produzione di lacrime artificiali e come soluzione viscoelastica nella chirurgia della cataratta.

Negli interventi chirurgici all’orecchio, invece, l’otorinolaringoiatra può applicare l’acido ialuronico sulla membrana timpanica perforata, in modo da stimolare la formazione di tessuto cicatriziale.

Le stesse proprietà di riparazione dei tessuti sono sfruttate anche nelle infiammazioni e nelle lesioni ulcerose della bocca, quali afte e stomatiti (grazie a prodotti come colluttori specifici), o nel trattamento di ustioni di secondo e terzo grado, dove l’acido ialuronico in formato crema o spray è efficace per favorire il processo di cicatrizzazione.

In urologia, infine, sono avanzati gli studi che pongono l’acido ialuronico come rimedio efficace nell’infiammazione della vescica, somministrato per via orale o per via endovescicale.

Quanti tipi di acido ialuronico esistono?

Date le numerose ed efficaci applicazioni in molti ambiti terapeutici, attualmente esistono in commercio più di 160 derivati a basso, medio e alto peso molecolare.

Il meccanismo d’azione dell’acido ialuronico iniettato è variabile e, inizialmente, in particolare per quanto riguarda le infiltrazioni intrarticolari nell’artrosi, furono formulati i composti basso peso molecolare, la cui persistenza nell’articolazione in seguito all’infiltrazione è minore, ma di cui si apprezza la spiccata azione biologica (la cosiddetta viscoinduzione).

L’acido ialuronico, infatti, esercita un’azione multifattoriale che va oltre la funzione semplicemente lubrificante e riempitiva, con proprietà biologiche che determinano un ulteriore effetto antidolorifico e antinfiammatorio.

Successivamente l’industria farmacologica ha sintetizzato nuove molecole a peso molecolare maggiore con una miglior meccanismo di azione e questi preparati di acido ialuronico consentono di effettuare anche una singola infiltrazione al ginocchio, all’anca o alla spalla con benefici che durano fino a 6 mesi. I prodotti cross-linked, recentemente ottenuti in laboratori biotecnologici, sono soprattutto utilizzati nella medicina estetica (filler) per la maggior persistenza nel derma, agendo con efficacia nel trattamento delle malformazioni cutanee.

I trattamenti a base di acido ialuronico sono sicuri?

Sì, le iniezioni con acido ialuronico hanno un eccellente profilo di sicurezza e sono state approvate come una modalità di trattamento sicuro.

Nella maggior parte dei casi non si registrano effetti collaterali particolarmente gravi e solo a volte l’iniezione può provocare dolore, arrossamento e gonfiore che si risolvono in 24-48 ore senza alcun trattamento: è il caso dell’applicazione nell’occhio, dove raramente causa un aumento della pressione oculare, oppure nelle infiltrazioni intrarticolari dove si possono avere temporanee tumefazioni nella sede di iniezione.

Solo nelle donne in gravidanza e nel periodo di allattamento è sconsigliato sottoporsi a trattamenti che implicano l’uso di acido ialuronico, pur non essendo state evidenziate reazioni allergiche.

Tuttavia per terapie di questo tipo è sempre bene affidarsi al consulto di medici specialisti: diversi centri estetici possono proporre trattamenti miracolosi per la pelle, ma spesso i composti che hanno a disposizione non sono altro che diluizioni con una minima quota di acido ialuronico presente.

Quali sono le prospettive future?

Dal primo isolamento dell’acido ialuronico negli anni ‘30 nell’umor vitreo dei bovini, la ricerca scientifica ha gradualmente iniziato a comprenderne il ruolo nel metabolismo cellulare e nei processi fisiologici di riparazione dei tessuti.

Dalla fine degli anni ‘80 furono sperimentate le prime applicazioni cliniche come lubrificante delle cartilagini articolari, successivamente fu dato ampio risalto, soprattutto dal punto di vista mediatico, alle proprietà anti-age.

Le nuove frontiere della dermoestetica rappresentano un campo vasto, ma ancora poco regolamentato. L’acido ialuronico contenuto nei moderni filler per la medicina estetica viene gradualmente metabolizzato dall’organismo e la durata del suo effetto è molto variabile: per evitare di ripetere periodicamente le iniezioni si studiano le possibili soluzioni più convenienti per mantenere “vivo” più a lungo il preparato, a seconda della zona del viso e dell’effetto desiderato.

Grandi progressi possono essere fatti nello studio dei migliori derivati utilizzabili per le infiltrazioni intrarticolari in ortopedia, dove recenti studi hanno mostrato l’efficacia dell’acido ialuronico nella riduzione del dolore e nel miglioramento della funzionalità articolare in soggetti affetti da artrosi dell’anca e del ginocchio nelle sue fasi iniziale ed intermedia. Il beneficio che si ottiene in queste situazioni porta ad una migliore qualità della vita nelle attività della routine quotidiana come alzarsi da una sedia, stare in piedi, camminare, infilare un calzino, indossare le scarpe, uscire o entrare da un’autovettura.

Evidenze cliniche riportano che in seguito alla viscosupplementazione si ottiene un ridotto consumo di farmaci antinfiammatori (acido acetilsalicilico, ibuprofene, …), comunemente utilizzati per risolvere la sintomatologia dolorosa.

A cura del Dr. Tommaso Casotti

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