Claustrofobia: sintomi, rimedi e cure

Ultimo Aggiornamento: 88 giorni

Introduzione

Il termine claustrofobia si riferisce alla paura degli spazi chiusi e ristretti come, ad esempio,

  • ascensori,
  • gallerie,
  • apparecchiature per la risonanza magnetica,

Solitamente la claustrofobia è limitata agli spazi oggettivamente ristretti e chiusi, tuttavia esistono persone che non riescono a soggiornare nemmeno in ambienti ampi, se privi di finestre e con la porta chiusa.

Ciò che il claustrofobico teme è che, nell’ambiente chiuso, non ci sia aria a sufficienza e che quindi possa sopraggiungere la morte per soffocamento. In alcuni casi le persone affette da claustrofobia temono anche che le pareti della stanza possano stringersi fino a schiacciarle.

Questo tipo di fobia è tra le più diffuse nella popolazione, ma non per tutti i soggetti che ne soffrono si rivela invalidante; in altri casi invece il livello di gravità è tale da interferire significativamente con il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Nelle sue forme più gravi la claustrofobia si estende a situazioni che vanno al di là del luogo chiuso. Capita spesso, ad esempio, che i soggetti che ne soffrono non sopportino nemmeno di indossare una camicia con il colletto abbottonato.

Claustrofobia

Claustrofobia (http://www.flickr.com/photos/38128071@N03/7321645932/sizes/n/in/photostream/)

Cause

Le cause della claustrofobia non sono sempre facilmente individuabili, tuttavia riuscire a riconoscerle ne rende possibile la comprensione e di conseguenza l’elaborazione di strategie per gestire il problema.

  • Alcuni studi ipotizzano che la claustrofobia si sviluppi a seguito di un episodio traumatico in cui il soggetto è rimasto intrappolato in uno spazio ristretto.
  • Altri studi sostengono invece che la fobia si sviluppi dopo un trauma che magari non è stato vissuto in prima persona, ma che riguarda una persona a cui si è legati emotivamente.
  • In alcuni casi il trauma può essere stato subito durante l’infanzia o addirittura essere legato alla vita intrauterina.
  • Un’altra ipotesi sostiene che la claustrofobia abbia cause ereditarie ed esista quindi una predisposizione genetica.

Non è tuttavia da escludere che la claustrofobia si manifesti in persone che vivono situazioni opprimenti, come ad esempio un rapporto affettivo troppo soffocante, un lavoro che non lascia tempo libero, …

In questi casi la frustrazione potrebbe non essere indirizzata direttamente alla condizione che si sta vivendo, ma potrebbe invece manifestarsi attraverso la paura dei luoghi chiusi e ristretti.

Naturalmente sono necessari ulteriori studi prima di poter confermare queste teorie.

Sintomi

I sintomi della claustrofobia di solito si manifestano solo quando la persona si trova nella situazione specifica, ad esempio quando è in ascensore o mentre si trova a dover attraversare una galleria.

I sintomi più comuni sono:

  • tachicardia,
  • difficoltà di respirazione e senso di soffocamento,
  • sudorazione,
  • iperventilazione,
  • tremore,
  • vertigini e nausea,
  • perdita di controllo,
  • formicolio alle mani e alle braccia,
  • ansia,
  • secchezza della bocca.

I sintomi di solito cessano quando la persona riesce ad uscire dal luogo chiuso in cui si trova.

Coloro che soffrono di claustrofobia tendono ad evitare tutte le situazioni in cui si rende necessario sostare in uno spazio ristretto e senza rapide vie d’uscita, anche se solo per pochi minuti.

Il claustrofobico, ad esempio, preferirà salire dieci piani a piedi piuttosto che prendere l’ascensore.

Non sempre i soggetti che ne soffrono confidano ad altri la loro fobia, di conseguenza per evitare le situazioni temute elaborano scuse che siano oggettivamente poco discutibili:

  • Se ad esempio non vogliono utilizzare l’ascensore diranno che preferiscono salire le scale perché sentono la necessità di fare un po’ di movimento.
  • Se invece si rende necessario attraversare una galleria in automobile diranno che in condizioni di luce scarsa avvertono un fastidio alla vista.

Da questi esempi si evince che in caso di claustrofobia, come del resto nella maggior parte delle fobie, le strategie di evitamento aiutano a ridurre l’ansia. Questo però non risolve il problema, anzi lo mantiene e lo rafforza.

Ogni volta che si evita una situazione temuta si forma un ciclo in cui la fobia, anziché venire affrontata si alimenta, creando una dipendenza dai propri comportamenti di evitamento.

È importante tenere in considerazione che la persona claustrofobica percepisce lo spazio in maniera differente rispetto a chi non soffre della stessa fobia, pertanto anche un ambiente con uno spazio oggettivamente adeguato verrà percepito dal claustrofobico come ristretto e soffocante.

Cura e terapia

Esistono percorsi e tecniche psicoterapiche che si sono rivelate molto utili per il trattamento della claustrofobia. Le più utilizzate sono le seguenti.

Desensibilizzazione sistematica

La desensibilizzazione sistematica è un metodo per eliminare le paure sostituendole con una risposta incompatibile con l’ansia, ossia il rilassamento. Essere rilassati e ansiosi nello stesso momento non è possibile, per questo sono due risposte dell’organismo che non possono essere compatibili l’una con l’altra.

La prima fase della terapia consiste nell’insegnare al paziente a rilassarsi completamente, successivamente gli si chiede di elencare i luoghi o le situazioni che inducono paura, partendo da quelli meno ansiogeni fino ad arrivare a quelli che invece generano livelli più elevati di ansia.

Nell’ultima fase si invita il paziente a rilassarsi e ad immaginare ciascun luogo indicato nella sua lista, naturalmente iniziando da quello che produce una risposta ansiosa meno intensa. Ad ogni immagine ansiogena se ne associa una piacevole per indurre nel paziente una reazione di rilassamento. Quando l’ansia non si presenta più si passa mentalmente alla situazione successiva.

Esposizione dal vivo

L’esposizione dal vivo è un procedimento più efficace rispetto al semplice immaginarsi le situazioni che generano ansia, ma non tutti i pazienti sono in grado di iniziare subito ad attuare questa tecnica. Pertanto sarebbe opportuno unire entrambe le procedure, partendo quindi dalla desensibilizzazione sistematica si conduce gradualmente il paziente all’esposizione dal vivo.

Questa tecnica è molto simile alla desensibilizzazione sistematica, con la differenza che si chiede al paziente di sperimentare davvero le situazioni che producono ansia e non di immaginarle soltanto.

Psicofarmaci

Per superare episodi occasionali di claustrofobia possono essere sufficienti degli ansiolitici da assumere solo quando si rende necessario. In questo modo è possibile riuscire ad affrontare la situazione temuta mantenendo la calma. Tuttavia è molto importante tenere presente che questo tipo di farmaci vanno assunti solo ed esclusivamente dopo un’accurata valutazione medica e/o psichiatrica e soprattutto non vanno considerati sostitutivi della psicoterapia.

A cura della Dott.ssa Sara Veneziani
PSICOLOGA
Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Liguria
Sito web

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  1. Anonimo

    Buongiorno Dottore,
    La mia claustrofobia è arrivata in seguito ad un incidente stradale molto grave quasi 9 anni fa ed, anche se non ero cosciente del tutto il tempo che fossi rimasta intrapolata in macchina, la sensazione di soffocamento causata da un emotorace e milza rotta, mi viene ogni qualvolta mi trovi in spazi chiusi. Per questo motivo faccio le risonanze solamente a machina aperta e non chiudo le porte delle camere, salgo in ascensore accompagnata e non per molti piani, le bluse non mi devono toccare il collo. Senza sapere il metodo indicato da Lei, ho provato immaginare una risonanza stando nel letto di casa sotto le coperte e mi sono sentita male da dover uscire subito allo scoperto. C’è la possibilita un giorno di guarire? Per lo stesso motivo ho rifiutato il contrasto per una TAC perchè mi avevano detto che si sente un fastidio alla gola. Grazie mille, Dadi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      C’è sicuramente la possibilità di venirne fuori, ma probabilmente l’aiuto di uno specialista è (quasi) essenziale.

  2. Anonimo

    Questo artiolo descrive perfettamente i miei sintomi! Spero di uscirne presto con l’aiutodi uno specialista. A volte mi sembra impossibile per me riuscire a riprendere una vita normale

  3. Anonimo

    salve, vorrei fare una domanda. Tempo fa ho rischiato di morire a causa di un infarto e da allora ho una terribile claustrofobia. Ma secondo voi cosa c’entra l’infarto con la paura degli spazi chiusi? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente ha legato per qualche motivo le sensazioni che ha provato durante l’attacco ad uno spazio chiuso, forse per mancanza d’aria o simile.

      Non sono tuttavia psicologo, quindi potrei anche aver dato un’interpretazione errata.

  4. Anonimo

    Anni fa sono rimasta chiusa on una cella frigorifera ed ho avuto un forte shock poi sembrava passato avevo ripreso la vita normalmentema dopo la separazione e la morte di mia madre ho iniziato ad avere attacchi di claustrofobia ed ora vivo a meta ho il terrore degli spazi chiusi o senza finestre devo sempre mentire a tutti trovare scuse ora sto peggiorando non posso neanche fare a piedi strade dove non vedo sbocchi x respirare mi prende subito un attacco che non riesco a controllare appena esco dalla situazione sto bene purtroppo questo mi porta ad avere problemi nel trovare lavoro perche devo subito valutare se posso starci se ci sono finestre se non e messo in piani troppo alti ecc non posso piu circolare x strada normalmente specie quelle del centro del paese perche sono lunghe e non hanno via di fuga sto in cura x la depressionea non riesco a risolvere questo prolema che peggiora sempre di piu puo aiutarmi lei ?cosa posso fare?non ce la faccio a vivere cosi mi risponda la prego

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Assume farmaci e fa psicoterapia? Sanno di questa paura, giusto?

  5. Anonimo

    Ogni tanto lo psichiatra mi cambia cura x la depressione ma non ambia niente

  6. Anonimo

    Giorni fa si e operata mia figlia e non sono potuta andare x paura di qualche attacco nell ospedale a mia figlia tengp nascosta questa cosa perche e un catattere fragile ha risentito molto deglo ultimi avvenimenti e volevo farlapii stare tranquilla piu possibile specialmente x l operazione

  7. Anonimo

    La terapia e xanax e cepralex a volte non posso andare a terapia perche anche x andare alla asl ho problemi e fevo cercare qualcuno che mo accompagnaa devo semprr guardare che strada prendonox andare fino a qualche mese fa riuscivo ancora ad andare da sola anche se era una impresa adesso non riesco piu ad andare da sola in certi punti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sarebbe davvero importante trovare il modo di continuare con regolarità la terapia, che è tanto importante quanto i farmaci; purtroppo non ci sono altre possibilità.

  8. Anonimo

    Salve <a tutti
    Mia mamma soffre molto con la claustrofobia tanto da farsi anke 10 piani a piedi e non puo stare in una stanza kiusa senza finestre..io da piccola ne soffrivo ma ho sempre preso l ascensore un po finke u giorno ero seduta in una macchina nei sedili passeggeri dietro in una auto a tre sportelli e ho dovuto far accostare e l autista e scendere di fratta in quanto ho avuto come il panico di non potermi liberare piu o di non poter scendere quando volevo..sedendomi davanti sono stata bene…..il problema è ke se non fossi potuta scendere sicuramente sarei impazzita..dovrei fare qualcosa^?

  9. Anonimo

    Devo fare radio terapia ma come metto la maschera tutto bene ma come blocca la maschera per non farmi muovere mi manca il fiato paura di morire (claustrofobia.) se gualcuno mi può aiutare grazie tante

  10. Anonimo

    Credo che mi sta aumentando la claustrofobia con reazioni di attacco di panico.prima bastava stare davanti in macchina lato passeggero ora negli ultimi mesi devo per forza guidare io che sto molto meglio.a volte riprovo a mettermi posto passeggiero, tutto dipende quanto fiducia tengo a chi guida e comunque capisco che i pensieri sono sempre negativi fino a farmi venire l attacco di panico.qualche anno fa potevo farmi settimane piene di viaggiare lato passeggero osservando tutto quello che mi cirvondava in maniera serena anzi mi soddisfavo molto. In questi giorni sono obbligato a prendere l aereo per fare compagnia al mio papà in ospedale fuori dalla mia terra, , e’ il caso di sforzare o è meglio evitare?nn so mi porto degli ansiolitici mai presi in caso si presenta l attacco di panico o conviene nn sforzare il tutto per peggiorare la situazione? io voglio sconfiggerla prima possibile, , voglio solo pensieri positivi e vorrei fare le stesse cose di qualche annetto fa!!! Datemi qualche consiglio il più presto possibile, grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sarebbe opportuno iniziare un percorso psicoterapico, ma mi rendo conto che data la situazione di salute del suo papà potrebbe non essere il momento adatto.

  11. Anonimo

    Caro Marco,
    di solito “sforzarsi” in questi casi serve a poco, nel senso che la fobia resta e le emozioni ad essa associate anche. Potrebbe valutare invece l’ipotesi di un sostegno psicologico che possa aiutarla a gestire la sua paura e ad affrontare situazioni come quella che ha descritto.

  12. Anonimo

    sono ragazza premetto che prendo sempre il bus da anni e oggi pero mi e successa una cosa che non dimentichero . oggi ero seduta nel bus e sono salite tantissime persone e ho avvertito soffocamento ansia e senso di svenimento. mi hanno fatto uscire. sono stata meglio…sono claustrofobica¿ non mi ero mai sentita cosi

  13. Anonimo

    Salve da qualke anno a questa parte( ne ho 36) è aumentata la paura che provo trovandomi al buio in luoghi non familiari: se dormo altrove devo farlo con una luce, piccolissima magari ma deve esserci.Mi sento soffocare vado in panico, ma non perché temo che ci siano cose pericolose nel buio , ma xke non vedo..riesco a stare in posti stretti, ascensori gallerie metropolitane non sono un problema..certo in estate in 2 in una tenda molto stretta non ho resistito e dovevo lasciare un po aperto x sentire l’aria almeno..anche in questo caso stando in un posto vasto e all’aperto soffrivo un po’ senza luce..mi basta anche un faro o un lampione in lontananza sullo sfondo di ciò che posso vedere…mia madre ha avuto gli stessi problemi sviluppando una malattia della tiroide..ho letto che ci sono fattori genetici.sono molto preoccupata e arrabbiata con me stessa x questa cosa..non è propriamente debilitante perkè non mi crea problemi insormontabili..ma vorrei tanto venirne a capo..ah ho notato anche che fatico ad andare sott’acqua o meglio non riesco a stare sotto x molto trattenendo l’ ariia, se espiro fino a finirla e poi risalgo più o meno subito ok, ma stare sotto e trattenere il respiro mi è diventato impossibile..prima detenevo tra l’altro un record tra i miei amici x il tempo che riuscivo a stare sotto in apnea…oppure a volte quando non riesco a togliere una felpa perché un po’ stretta al collo e vi rimango dentro anche x qualche secondo, perdo le staffe….
    Grazie x l’aiuto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non prendersela con sè stessi è il primo passo, già questo le permetterà di sfumare i sintomi, se lo desidera uno psicologo può aiutarla a superare del tutto o quasi la fobia.

  14. Anonimo

    devo affrontare un viaggio in aereo pisa parigi ed ho il terrore xè soffro di claustofobia….userò un ansiolitico ma ho paura lo stesso. la domanda riuscirò a stare in aereo senza dare di fuori…..

  15. Anonimo

    Buongiorno, io soffro di claustrofobia, ma oltre che ad ave paura di soffocare in ambienti chiusi, ho anche la paura di rimanere per sempre in un luogo e che nessuno possa più fare in modo di liberarmi per qualsiasi motivo (nessuno se ne accorge, qualcuno se ne accorge ma non trova il modo per aiutarmi, o magari finché riesce a liberarmi sono già morto..).
    Inoltre posso mettere solo un anello largo e non giusto giusto per il mio dito, per paura che mi rimarrà per sempre li e il dito si gonfierà ancora di più fino a bloccare la circolazione sanguigna.

    Addirittura non posso dormire in casa al buio, non perché ho paura del buio, ma perché se mi sveglio e sono così assonnato che non so dove mi trovo (cosa che è successa più volte), impazzisco perché penso di stare in una cantina o in un luogo che non conosco e non riuscendo a trovare la strada per uscire morirò li di fame e di sete o di tachicardia.
    Una notte infatti dormivo a casa di un mio amico, la notte quando mi sono svegliato sapevo di non essere a casa mia ma non sapevo dove mi trovavo, vedevo la lucetta rossa della tv e pensavo fosse il mio scooter con la luce accesa, ma era impossibile! E allora per la paura di non sapere dove mi trovavo mi è venuta la tachicardia e ho cominciato a correre sbattendo fra i mobili e agitando le mani sui muri per trovare un interruttore della luce… non so cosa mi sarebbe successo se non lo avessi trovato.

    A volte capita anche che ho paura
    di non riuscire ad ingoiare per sempre e che la saliva quindi mi affoghi, e infatti per l’ansia non riesco ad ingoiare per pochi ma terribili secondi.

    La notte quando a volte mi sveglio con un braccio totalmente addormentato comincio a inpazzire dalla paura di dover rimanere steso sul letto per sempre e quindi comincio a dimenarmi sul letto con l’altro braccio per cercare di alzarmi etrovare una via d’uscita…

    Io adesso mi chiedo….anche questa è claustrofobia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi mette in difficoltà, non è il mio campo, ma onestamente non credo che rientri nell’ambito della claustrofobia.

  16. Anonimo

    Salve. .. All età di 5 anni rimasi bloccata in ascensore per 45 minuti e da quel giorno fino a 13 anni non lo presi piu… Poi piano puano sono riuscita a prenderlo..ora ho 15 anni. E gliascensori(tranne quelli piccolissimi) li prendo senza problemi. Peroò ad esmpio ungiorno mi trovai inmacchina ed eravamo troppe persone quindiprovIa mettermi nel portabagagli ma appena lo chiusero iniziò a mancarmi l aria e ad avere la tachicardia.. Poi un altro giorno ho preso il pullman e mi sono seduta in fondo il pullman si é riempito davvero tanto e miè iniziat a mancare l. Aria. .. Secondo lei è claustrofobia ¿dovrei curarla ¿in che modo¿
    ahu un’altra cosa il senodella mancanza d aria puo portaredavvero a situazioni di pericolo per chi ne soffre o no?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, sembra una leggera claustrofobia.
      2. Psicoterapia, magari congnitivo-comportamentale, essendo leggera dovrebbe risolvere velocemente.
      3. Il pericolo c’è solo se l’aria manca davvero, a prescindere dalla paura.

  17. Anonimo

    Soffro da piu’ di un anno di claustofobia, la mia vita e’ un inferno, faccio fatica sd andare al lavoro.prima soffrivo di attacchi di panico molto frequenti ma lo psichiatra in cura diceva che erano tutti i sintomi di una schizofrenia, bipolarismo, psicosi e delirio.hanno sbagliato tutto e io che faccio?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso che consigliare di trovare un altro specialista se con il primo non si è trovata bene.

  18. Anonimo

    soffro di claustrofobia e aragofobia .
    devo fare un viaggio in aereo e camminare al centro di Roma e prendere metro e autobus.
    che fare?
    aiutatemi!!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Speravo ci fosse più margine ed avrei consigliato un percorso di supporto psicologico, ma in questo caso non vedo alternative all’uso di ansiolitici.

  19. Anonimo

    Soffro di claustrofobia tunnel e ascensore però, se guida un’altra persona non mi succede niente non prendo medicine

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha mai valutato un approccio terapeutico psicologico?

  20. Anonimo

    Dottore io sono davvero preoccupata, ho 44 anni e in questo ultimo periodo mi sono succese episodi strane quando guido on autostrada mi viene di improvviso panico, sento le mani fredde mi tremano, ho istinti di toccare i freni andando 100 l’ora che rischio un incidente, poi sento mancanza d’aria

    vertigini, sembra che mi sto x schiantare! Una sensazione

    bruttissima ho paura ogni volta che dovrei prendere

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, potrebbe trattarsi di ansia o attacchi di panico comunque, non vanno sottovalutati, cerchi di calmarsi e respirare profondamente quando le capita, ma bisogna che si faccia seguire da uno specialista per migliorare la situazione. Saluti.

  21. Anonimo

    Salve, io credo di averla, però in modo lieve… perché mi viene la paura di più quando sono nell’autobus, soprattutto se è affollato (ogni mattina quando vado a scuola se la finestra è chiusa mi sento male), oppure in macchina se il finestrino è chiuso, poche volte tipo a casa o in classe se dopo tanto tempo non apro un po la finestra.
    Io credo di esserlo un po per questi sintomi, non me l’ha detto nessuno, infatti ho preso considerazione da poco. Ma se io (per quello che gli ho detto) lo sono, potrebbe essere perché mio padre era violento? Cioè per motivi di violenza assistita e diretta? Che mi ha creato questo problema, oltre l’ansia che ho da quando sono piccola (anche se adesso ne ho di meno)
    Grazie se risponde.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Su questa domanda credo che potrebbe ricevere risposte anche molto diverse a seconda dello specialista consultato, ma è possibile che la risposta sia affermativa.

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