Vaccino per allergie ed asma (graminacee, acari, …)

Ultimo Aggiornamento: 132 giorni

Introduzione

Il vaccino contro l’allergia è una forma di trattamento detta immunoterapia. Ogni iniezione, compressa sublinguale o goccia contiene una minuscola quantità della sostanza o delle sostanze specifiche in grado di scatenare le reazioni allergiche. Queste sostanze sono dette allergeni e le somministrazioni ne contengono la quantità necessaria a stimolare il sistema immunitario, senza causare una vera e proprie reazione allergica.

Con il passare del tempo il medico aumenta la dose di allergene presente in ciascuna somministrazione. in questo modo l’organismo si abitua agli allergeni, cioè si desensibilizza.

Trova particolare indicazione in caso di:

  • allergie gravi che mettono a rischio la vita del paziente (ad esempio punture di insetti),
  • allergie non adeguatamente gestibili con i farmaci tradizionali (ad esempio casi gravi di allergie stagionali),
  • allergie in cui non è possibile evitare o ridurre l’esposizione all’allergene (per esempio a polvere, peli del cane, …).

Il sistema immunitario sviluppa una tolleranza agli allergeni, quindi i sintomi allergici alla fine diminuiscono.

Per questi motivi il vaccino per l’allergia è considerato l’unico trattamento capace di agire sulle cause, e non solo sui sintomi, dell’allergia; ad oggi è stato ampiamente utilizzato per trattare la rinite allergica causata dai pollini e dagli acari della polvere ed in genere gli effetti benefici del trattamento durano per almeno 6 anni dalla sospensione della terapia.

Questo approccio è controindicato nei seguenti casi:

  1. Malattie immunologiche gravi, malattie epatiche croniche, tumori.
  2. Situazioni psicologiche e sociali nei quali non è possibile un appropriato monitoraggio.
  3. Asma non controllabile.

L’età minima in cui iniziare la vaccinazione per l’allergia non è al momento definita, anche se la maggior parte degli studi ha preso in considerazione bambini al di sopra dei 5-6 anni di età (più che altro per questioni di aderenza alla terapia e possibilità di gestione di eventuali effetti collaterali).

Una vaccinazione anti-allergica non verrà mai iniziata su una paziente in stato di gravidanza, ma può essere invece regolarmente continuata se la donna rimane incinta durante il percorso (ovviamente è consigliabile pianificare la decisione con lo specialista prima di iniziare la ricerca di un bimbo) e non manifesta effetti indesiderati degni di nota.

A cosa serve

L’immunoterapia può essere usata per tenere sotto controllo i sintomi provocati da:

  • Allergie stagionali. Se soffrite di asma stagionale allergica o dei sintomi della rinite allergica, potreste essere allergici ai pollini rilasciati dagli alberi o dalle erbe. Nel caso in cui i farmaci antiallergici tradizionalmente usati come
    • spray nasali cortisonici,
    • colliri con antileucotrieni,
    • antistaminici per bocca,
    • eventualmente spray orali cortisonici in caso di asma

    non siano sufficienti a gestire in modo adeguato i sintomi è possibile ricorrere all’immunoterapia con buon margini di successo.

  • Allergeni perenni. Se avvertite i sintomi tutto l’anno, potreste essere sensibili agli allergeni presenti negli ambienti chiusi, come gli acari della polvere, gli scarafaggi, la muffa.
  • Punture d’insetto. Le reazioni allergiche provocate dalle punture d’insetto possono essere causate dalle api, dalle vespe e dai calabroni; l’efficacia è in questo caso del 98% verso le reazioni alle punture delle vespe e circa del 90% verso le punture d’ape.
  • Allergie verso gli animali. In questi casi evitare l’esposizione è sicuramente la strategia preventiva più importante, ma se la forma è molto severa e non controllabile con i farmaci (per esempio in condizioni di esposizioni occasionali) sottoporsi al vaccino può essere una buona scelta.

Quando è inutile

  • Questa strategia si rivela non praticabile nel caso di poliallergie (ossia allergia a diversi fattori), in quanto è indicata solo se si può individuare un allergene (per esempio le graminacee) che più degli altri è responsabile dei tipici sintomi allergici (lacrimazione, starnuti, gocciolamento del naso, …).
  • Non esistono ad oggi strategie efficaci di desensibilizzazione verso allergeni alimentari, se non in casi particolari.
  • Non è infine possibile intervenire verso forme di rash cutanei (come l’eczema) e orticaria cronica.

Pericoli

La maggior parte delle persone non soffre di particolari disturbi dopo il vaccino contro l’allergia, però le somministrazioni contengono le stesse sostanze che normalmente provocano le allergie, quindi è possibile che si verifichino reazioni e queste possono essere principalmente di due tipi:

  • Reazioni locali: Sono reazioni comuni e in genere limitate a un lieve arrossamento e gonfiore nel sito di iniezione, che può manifestarsi immediatamente o diverse ore dopo. Di norma scompaiono in poche ore.
  • Reazioni sistemiche: Decisamente meno comune, interessa l’intero corpo o un particolare sistema/apparato. Sono comunque in genere lievi e rispondono in modo rapido ai farmaci Ricordiamo per esempio gli starnuti, naso chiuso o orticaria. Tra le reazioni più gravi possiamo avere gonfiore della gola, asma o costrizione delle vie respiratorie.

Molto raramente può verificarsi una grave reazione sistemica chiamata anafilassi (o shock anafilattico) i cui primi sintomi comprendono:

  • gonfiore alla gola,
  • respiro sibilante,
  • senso di oppressione al petto,
  • nausea,
  • vertigini.

La maggior parte delle reazioni gravi si sviluppa entro 30 minuti dalla somministrazione del vaccino e questo è il motivo per cui si consiglia vivamente di attendere in ufficio del medico per per mezz’ora. Nel caso di reazioni gravi che si manifestino dopo l’uscita dall’ambulatorio o dall’ospedale è necessario recarsi al più vicino Pronto Soccorso.

L’allergologo è infatti in grado di intervenire tempestivamente in caso di problemi, anche se gravi.

Se le iniezioni o le somministrazioni orali hanno cadenza settimanale o mensile e non saltate alcuna dose, i rischi di soffrire di reazioni gravi diminuiscono considerevolmente.

Nel caso di somministrazione sublinguale i rischi di reazioni gravi o pericolose per la vita del paziente sono sensibilmente inferiori, ed è per questo che spesso l’assunzione avviene nella propria abitazione anzichè nello studio medico.

Diagnosi e preparazione

Quando un paziente allergico viene ritenuto idoneo alla vaccinazione verranno probabilmente prescritti alcuni esami e altre indagini di laboratorio, in genere si tratta di

  • un test cutaneo per confermare la reazione allo specifico allergene che si andrà a somministrare,
  • e, talvolta, un esame del sangue per gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche.

Il test cutaneo prevede l’applicazione sulla cute di una piccola quantità dell’allergene sospetto, il medico gratterà leggermente la pelle e poi osserverà la zona per circa venti minuti. Il gonfiore e il rossore sono sintomi di un’allergia alla sostanza esaminata.

Sarà inoltre necessaria una valutazione fisica e un’attenta anamnesi (al paziente verranno rivolte domande sulla sua salute).

È importante che condizioni come pressione alta e asma siano perfettamente sotto controllo prima di iniziare il percorso di desensibilizzazione.

Iniezione, come viene eseguita

L’immunoterapia sottocutanea è sicuramente la forma più comune e prevede un’iniezione contenente l’allergene verso cui il paziente manifesta allergia; la sede di iniezione preferita è in genere la parte alta del braccio.

Nel caso delle iniezioni quando entrate nell’ambulatorio per il vaccino comunicate alle infermiere o ai medici se non vi sentite bene, soprattutto se soffrite di asma. Inoltre informate il medico se avete sofferto di particolari sintomi dopo la puntura precedente.

All’inizio del percorso (fase di induzione) le iniezioni vengono somministrate a intervalli ravvicinati, una settimana o meno, e la dose viene progressivamente aumentata. La durata è di circa 3-6 mesi.

Una volta raggiunta la dose obiettivo inizia la fase di mantenimento, in cui la frequenza sarà ridotta a una somministrazione ogni qualche settimana (da due a quattro, in genere) per almeno due anni (la durata del trattamento viene stabilita dall’allergologo).

È di fondamentale importanza che dopo ogni iniezione il paziente attenda all’interno dell’ambulatorio o della struttura ospedaliera per almeno 30 minuti, per dare la possibilità al medico di intervenire in caso di reazioni indesiderate più o meno gravi.

In alcuni casi si può decidere di provare ad accelerare i tempi con un percorso che prevede diverse iniezioni giornaliere; in genere il trattamento richiede ricovero ospedaliero perchè sono più probabili effetti collaterali gravi ed è adatto a pazienti con gravi allergie verso le punture di insetto e solo sporadicamente in altri casi.

In pazienti selezionati potrebbe essere necessaria la contemporanea somministrazione di cortisone durante i primi mesi di terapia, per tenere sotto controllo i sintomi.

Vaccino sublinguale

L’approccio con compresse, gocce o spray sublinguali prevede in genere una somministrazione quotidiana di dosi crescenti ed è più raramente associata a effetti collaterali importanti, permettendo quindi il ricorso a una somministrazione domestica (anche se probabilmente le prime dosi vengono somministrate presso l’allergologo per verificarne la tollerabilità).

Questo tipo di trattamento funziona bene e generalmente ha pochi effetti collaterali.

Durata

Per la vaccinazione attraverso iniezioni la maggior parte degli studi suggerisce un trattamento della durata di 3-5 anni o, in ogni caso, di almeno un anno dalla comparsa e stabilizzazione del miglioramento dei sintomi.

Per quanto riguarda la somministrazione sublinguale, molto più recente, la disponibilità di dati è sicuramente inferiore: la durata del trattamento varia in genere dai due mesi ai 5 anni, anche se si considera di norma come limite minimo 12 mesi, ma preferibilmente almeno 24 mesi.

Alcuni nuovi vaccini ad iniezione producono il loro effetto desensibilizzante molto più rapidamente e con un breve ciclo di quattro iniezioni circa 3-4 settimane prima della stagione dei pollini si ottengono pochi effetti collaterali e buoni risultati. La stessa tecnica può essere utilizzata in specifici casi anche per l’immunoterapia verso gli acari della polvere e gli animali.

Risultati

Anche con il vaccino i sintomi dell’allergia non scompaiono da un giorno all’altro.

La risposta al trattamento è molto variabile da un paziente all’altro, anche se dipende moltissimo dalla durata del percorso, che richiede quindi un’attenta pianificazione da parte dello specialista per trovare il miglior compromesso tra efficacia e compliance del paziente (aderenza alla terapia).

Possono essere utili periodici esami del sangue o test cutanei per farsi un’idea della risposta dell’organismo.

Di solito i sintomi migliorano durante il primo anno di terapia, ma il miglioramento più importante spesso avviene durante il secondo anno. Entro il terzo anno la maggior parte delle persone è desensibilizzata agli allergeni contenuti nelle iniezioni e non soffre più di reazioni allergiche significative a quelle sostanze.

Dopo alcuni anni di terapia alcune persone non hanno più alcun problema anche quando l’immunoterapia viene interrotta. Altre, invece, devono proseguire con la fase di mantenimento per tenere i sintomi sotto controllo.

L’assenza di risultati può essere dovuta a diversi fattori:

  • dose inadeguata di allergene nel vaccino,
  • allergeni non emersi durante la valutazione iniziale,
  • eccessivi livelli di allergeni nell’ambiente,
  • significativa esposizione ai trigger non allergici, come il fumo di tabacco.

Fonti principali:

Traduzioni a cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    mia figlia d 8 anni allergica alle gramiacee ha iniziato a cura con oralair un quarto di compressa le provoca mal di stomaco sarebbe opportuno cercare un altro farmaco e nell attesa consiglia di sospedere il trattamento

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il dolore va segnalato allo specialista per decidere se provare a resistere (il disturbo potrebbe passare) o se sospendere il farmaco.

  2. Anonimo

    Salve, ho 33 anni, da piccola soffrivo di allergia alimentare, abbiamo fatto tantissimi esami e cura, e per fortuna al eta di 15 anni non avevo più nulla, ma l’allergia è ritornata nella forma stagionale. Da dieci anni soffro ogni 365 giorni al anno, Dal gennaio 2015 la dottoressa ha deciso per vaccinoterapia, miglioramenti 0, ogni tanto ho bisogno di prendere il farmaco 2 volte al dì, se prima mi bastava prendere solo al mattino. E la mia domanda se immunoterapia agisce in qualche modo sulla sistema ormonale? Di questo 1 1/2 ho preso tanti chili, facendo una vita sana e sportiva, da parte i chili e proprio gonfiore.

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non influisce sull’equilibrio ormonale.
      La tiroide è stata verificata?

    2. Anonimo

      Ciao, in pratica ho il tuo stesso problema, associato al mal di pancia.. Posso chiederti come hai risolto?

  3. Anonimo

    Buonasera, da 4 anni ho da combattere con allergia di tutto, di freddo, di polvere dei vestiti stretti, dello stresso… Se non prendo antistaminici un giorno si e un giorno no mi viene orticaria e rimangono i graffi per qualche tempo, mi posso scrivere elenco della spesa sulla pelle, non c’è la faccio più, se non prendo antistaminici mi pizzica tutto, e insopportabile, vi chiedo aiuto, che devo fare? Grazie anticipatamente!

  4. Anonimo

    Salve. Io sto facendo il vaccino tramite iniezione da un medico ma per questioni lavorative, soprattutto legate agli orari, non riesco a continuare. Il medico l’unica soluzione che ha saputo darmi è di sospendere la terapia e ricominciare poi quando mi sarà possibile. Ma non è possibile usare il vaccino sublinguale (da casa) dopo aver iniziato questo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo sono valutazioni che spettano all’allergologo, può essere che per qualche motivo ritenga più adatta al suo caso la somministrazione in iniezione.

  5. Anonimo

    Salve! E’ da un paio di giorni che tengo dentro casa una mia gattina perchè sta male per via dei vermetti, e da un paio di giorni sto col mal di gola e gola arrossata più qualche linetta di febbre (non più di 37.2 linette!) il dottore ha detto ha una laringite. Ho gatto da quando sono piccola ma di solito hanno sempre dormito fuori, lei siccome molto cagionevole dorme dentro sul letto con me. Puo’ essere che sia allergia e non laringite? Sono un po’ preoccupata anche se mi pare strano perchè ho sempre avuto gatti !!

    1. Anonimo

      Grazie per la risposta, meno male ! Sa per caso dirmi se lo sciroppo Fluifort abbinato a Fluimocil aereosol antibiotico ha interezioni?

    2. Anonimo

      Io sono fabica il dottore ha detto che posso prenderlo ma su internet leggo di no che è pericoloso..Bho

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In effetti non ho trovato controindicazioni, mi linka la pagina in cui ha trovato il possibile rischio?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha ragione (il sito è assolutamente affidabile)!

      Probabilmente il suo medico ha considerato che l’assorbimento polmonare non comporti un rischio, ma lo sentirei comunque per conferma PRIMA di usarlo.

    5. Anonimo

      Io l’ho subito fatto presente il fatto di essere fabica, abito in sardegna quindi è una cosa molto comune e mi ha detto che posso prenderlo. Nel sito, nei commenti hanno risposto ad una ragazza dicendo questo: È vero: si suggeriva prudenza perché della stessa “famiglia” del cloramfenicolo. Dati più recenti ne consentono l’uso.
      Onestamente non so cosa fare essendo che comunque si trova in lista..

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non posso prendermi la responsabilità di darle il via libera, mi dispiace.

    7. Anonimo

      salve dottore, io soffro di asma causata dall allergia agli acari,graminacee,olivo,pino e cipresso…Mi hanno proposto il vaccino ma con il vaccino non e possibile miscelare tutti gli allergeni, e c e chi mi dice che dovro fare un vaccino alla volta e chi mi dice che si possono fare 2 vaccini sugli avambracci:
      1 con gli acari
      2 con la miscelazione dei pollini,cioe graminacee,olivo e cipresso
      A chi devo stare a sentire? e vero che il vaccino del pino non esiste?

  6. Anonimo

    Il mio dottore olandese mi ha sconsigliato di fare il vaccino per curare la mia forte e comprovata allergia agli acari, indirizzandomi piuttosto sull’uso degli antistaminici. Cambio dottore?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, la decisione è sua, non c’è un’univoca risposta, è anche soggettivo, su alcuni pazienti funzionano bene gli antistaminici, su altri meno, come anche il vaccino non è detto che sia risolutivo.

    2. Anonimo

      La ringrazio per la risposta. Un dubbio: la scelta di prendere gli antistaminici quotidianamente a tempo indeterminato mi sembra vada a curare solo i sintomi e non le cause; non si dovrebbe fare il contrario?
      Inoltre, quali effetti indesiderati possono creare gli antistaminici alla lunga? Ci sono ragioni per le quali optare per un vaccino è sconsigliato?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Gli antistaminici si possono prendere anche per periodi prolungati, ma solitamente si usano durante i momenti di maggiore riacutizzazione della malattia. Onestamente sui vaccini contro l’ allergia preferisco lasciare che sia l’allergologo a decidere se e quando è indicato farlo , in quanto è un argomento molto specialistico. saluti

  7. Anonimo

    salve,sto facendo il vaccino per la parietaria sublinguale…..mi provoca bruciori di stomaco….è normale? posso prendere il gastroprotettore?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non sono così convinto che la causa sia il vaccino.
      2. Se prescritto dal medico non vedo problemi ad assumere un gastroprotettore.

  8. Anonimo

    Buona sera, volevo sapere se questo tipo di vaccino è passato dalla ulss, visto che mio figlio ha l’asma causata da allergie varie quindi cronica, grazie.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Soltanto in alcuni casi, almeno fino a qualche tempo fa; dovrebbe informarsi direttamente.

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