Allergie alimentari: sintomi, cause, diagnosi, cura e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 61 giorni

Introduzione

Allergia alimentare

Allergia alimentare (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Hives_on_back.jpg)

Un’allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario verso uno specifico alimento; di norma i sintomi sono leggeri:

  • una sensazione di prurito in bocca, in gola e a livello delle orecchie,
  • orticaria (come in foto),
  • prurito,
  • gonfiore in viso (attorno a occhi, labbra, lingua e palato).

In alcuni casi la reazione può essere così violenta da mettere in pericolo la vita del paziente (shock anafilattico), caratterizzata da difficoltà respiratorie, vertigini e sensazione di svenimento.

Le cause vanno cercate in un errore del sistema immunitario, che scambia alcune proteine presenti nel cibo per minacce per la salute e reagisce rilasciando in circolo diverse sostanze che causano i sintomi descritti.

Fra gli alimenti più a rischio troviamo:

  • latte e uova (soprattutto nei bambini),
  • arachidi,
  • noci,
  • pesce,
  • molluschi.

Il trattamento prevede innanzi tutto la diagnosi esatta del tipo di allergia e l’evitare il contatto con l’allergene responsabile; in caso di reazioni inaspettate i farmaci di prima scelta sono gli antistaminici, il cortisone e l’adrenalina (in base alla gravità dei sintomi).

È facile confondere un’allergia alimentare con una reazione molto più frequente detta intolleranza alimentare. Pur essendo fastidiosa, l’intolleranza alimentare è un disturbo molto meno grave che non coinvolge il sistema immunitario; caratterizzate da diarrea, gonfiore e crampi addominali, sono in genere causate dall’incapacità di digerire determinati alimenti, come per esempio il lattosio contenuto nel latte.

Tra le differenze principali ricordiamo che:

  • i sintomi di un’intolleranza compaiono a distanza di ore dal consumo dell’alimento, mentre nel caso dell’allergia sono immediati,
  • per manifestare i sintomi dell’intolleranza sono in genere necessari abbondanti quantità del cibo interessato, a differenza dell’allergia dove è sufficiente il solo contatto,
  • un’intolleranza non metterà mai il paziente a rischio della vita.

Cause

Nelle allergie alimentari il sistema immunitario scambia un determinato alimento o sostanza alimentare presente in un cibo per qualcosa di dannoso. Il sistema immunitario fa sì che le cellule rilascino speciali anticorpi detti immunoglobuline E (IgE) in grado di combattere contro l’alimento o la sostanza dannosa (cioè contro l’allergene). La volta successiva che si assumerà quell’alimento, anche in dosi minime, gli anticorpi IgE se ne accorgeranno e segnaleranno al sistema immunitario di rilasciare nel sangue una sostanza chimica detta istamina e altre sostanze.

L’istamina è la principale responsabile dei sintomi delle reazioni allergiche, di qualsiasi natura; è per esempio in grado di:

  • aumentare rapidamente la dimensione dei vasi sanguigni, causando così l’aumento di afflusso del sangue (l’area diventa rossa e gonfia, ma la pressione può scendere improvvisamente se questo avviene in tutto l’organismo),
  • causa la sensazione di prurito per azione sui nervi,
  • aumenta la produzione di muco a livello del naso, causa prurito e sensazione di bruciore.

Nella maggior parte dei casi il rilascio di istamina avviene solo localmente, nella mucosa venuta a contatto con il cibo, e così i sintomi saranno limitati; in caso di anafilassi invece la reazione è così violenza da coinvolgere l’intero organismo.

Perchè si verifichino le manifestazioni da allergia alimentare è quindi necessaria una prima assunzione in cui non compariranno sintomi, mentre dalla seconda assunzione in poi il corpo reagirà scatenando la reazione allergica.

La maggior parte delle allergie alimentari è provocata da determinate proteine contenute in:

  • Crostacei, ad esempio gamberetti, aragosta e granchio,
  • Arachidi,
  • Frutta a guscio, come le noci e le noci americane,
  • Pesce,
  • Uova.

Nei bambini, le allergie alimentari spesso sono provocate dalle proteine contenute in:

  • Uova,
  • Latte,
  • Arachidi,
  • Frutta a guscio.

È tuttavia bene ricordare che QUALSIASI cibo potrebbe potenzialmente essere causa di reazione allergica.

Il cioccolato, a lungo ritenuto responsabile da alcuni genitori di provocare allergie alimentari nei bambini, solo in rari casi è responsabile delle allergie alimentari.

Allergie alimentari non IgE-mediate

C’è un secondo tipo di reazione allergica alimentare, gestita da cellule diverse del sistema immunitario; si tratta di reazioni più rare e difficili da diagnosticare, ma in genere con sintomi più circoscritti (bruciore di stomaco, indigestione, eczema).

Intolleranza alimentare e altre reazioni

Esistono diverse reazioni agli alimenti che provocano sintomi simili a quelli delle allergie alimentari. Se soffrite di sintomi a carico dell’apparato digerente è probabile che non si tratti di allergia alimentare, ma di un’intolleranza alimentare.

A seconda del tipo di intolleranza alimentare di cui soffrite potreste comunque essere in grado di assumere piccole quantità dell’alimento incriminato senza che si manifesti alcuna reazione. Al contrario, se soffrite di allergia alimentare, persino una minuscola quantità di alimento potrebbe scatenare una reazione allergica.

Fattori di rischio

Non è chiaro il motivo per cui alcuni soggetti sviluppino allergia, ma è possibile individuare alcuni fattori di rischio che possono aumentare il rischio di soffrirne. Si è tuttavia osservato che negli ultimi decenni i casi di allergia (di ogni tipo) sono aumentati significativamente, e si fanno a tal proposito diverse ipotesi, tra cui:

  • i drastici cambiamenti alimentari introdotti negli ultimi 30-40 anni,
  • l’aumento eccessivo delle condizioni di igiene in cui cresce il bambino in casa, che non gli permette di esporre in modo sufficiente il sistema immunitario a minacce reali e non.

Tra i fattori di rischio per le allergie alimentari ricordiamo:

  • Precedenti famigliari. Il rischio di soffrire di allergie alimentari aumenta se in famiglia sono presenti altri disturbi allergici (asma, eczema, l’orticaria, rinite allergica), ma non è detto che la forma sviluppata sarà la stessa.
  • Precedenti personali. I bambiniche soffrono di dermatite atopica sono associati a un rischio leggermente aumentato di sviluppare allergie alimentari.
  • Altre allergie. Se siete già allergici a un alimento, il rischio di diventare allergici a un altro alimento aumenta. Analogamente, se già soffrite di un altro tipo di allergia, come la rinite allergica, il rischio di soffrire di allergie alimentari è maggiore.
  • Età. Le allergie alimentari sono frequenti soprattutto tra i bambini, specie tra i neonati e i bambini piccoli. Crescendo, l’apparato digerente si sviluppa e diminuisce la capacità dell’organismo di assorbire alimenti o ingredienti che scatenano le allergie. Per fortuna i bambini guariscono spontaneamente dalle allergie al latte, alla soia, al grano e alle uova. Le allergie più gravi e quelle alla frutta a guscio e ai crostacei hanno maggiori probabilità di continuare per tutta la vita.

In alcune persone le reazioni allergiche a un alimento sono indotte dall’esercizio fisico; per cercare di prevenire questo problema è opportuno non mangiare nelle due ore precedenti lo sforzo ed evitare determinati alimenti, in quanto alcuni soggetti si troverebbero anche a rischio di shock anafilattico.

Allergie crociate

In molte persone affette da rinite allergica, la frutta e la verdura fresche, ma anche alcuni tipi di frutta a guscio e alcune spezie, sono in grado di provocare una reazione allergica, con i tipici sintomi del prurito e del formicolio alla bocca, a causa di reazioni crociate.

La cottura in genere è sufficiente a inattivare le proteine responsabili della reazione.

Se siete allergici al polline delle graminacee potreste esserlo anche a:

  • melone,
  • anguria,
  • arancia e agrumi,
  • kiwi,
  • pomodoro,
  • patata,
  • melanzana,
  • pesca,
  • albicocca,
  • ciliegia,
  • prugna,
  • mela,
  • arachidi,
  • mandorla,
  • molto raramente frumento e cereali e loro derivati (pane, pasta).

Se siete allergici al polline di betulla potreste esserlo anche a:

  • mela,
  • pesca,
  • albicocca,
  • nespola,
  • lampone,
  • fragola,
  • ciliegia,
  • banana,
  • noce,
  • nocciola,
  • mandorla,
  • arachidi,
  • pistacchio,
  • carota,
  • patata,
  • finocchio,
  • sedano.

Se siete allergici al polline di ambrosia potreste esserlo anche a:

  • banana,
  • anguria,
  • melone,
  • camomilla,
  • zucca
  • e sedano.

Se siete allergici al polline di artemisia potreste esserlo anche a:

  • banana,
  • anguria,
  • melone,
  • camomilla,
  • zucca
  • e sedano.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi i sintomi di una reazione allergica alimentare si sviluppano da pochi secondi a pochi minuti dal consumo (o anche solo dal contatto) con l’alimento.

Nella maggior parte dei casi i sintomi che possono comparire sono:

  • formicolio o bruciore alla bocca,
  • eruzioni cutanee (orticaria), prurito o eczema,
  • gonfiore delle labbra, del volto, della lingua e della gola, o di altre parti del corpo,
  • difficoltà a deglutire,
  • respiro affannato, sibilo,
  • dispnea, congestione nasale o problemi respiratori,
  • mal di pancia, diarrea, nausea o vomito,
  • vertigini, capogiro o svenimento,
  • starnuti, naso colante, occhi arrossati e abbondante lacrimazione.

Shock anafilattico

In alcune persone la reazione allergica a un determinato alimento potrebbe invece essere terrificante e potenzialmente letale; quando questo avviene si parla di shock anafilattico, condizione che può provocare sintomi potenzialmente letali, tra i quali ricordiamo:

  • costrizione e restringimento delle vie respiratorie,
  • gonfiore alla gola che provoca difficoltà a respirare,
  • tosse e respiro sibilante,
  • shock, e diminuzione considerevole e improvvisa della pressione sanguigna (ipotensione),
  • aumento della frequenza cardiaca,
  • vertigini, capogiro o perdita di conoscenza.

L’intervento medico tempestivo è fondamentale nel caso di shock anafilattico. Se non viene curato, lo shock anafilattico può causare il coma o la morte.

Reazioni allergiche non IgE mediate

Un altro tipo di reazione allergica è una allergia alimentare non IgE-mediata, i cui sintomi possono richiedere molto più tempo per svilupparsi, a volte anche diversi giorni.

Alcuni sintomi sono paragonabili a quanto vista prima, per esempio:

  • arrossamento e prurito della pelle (ma non in forma di orticaria),
  • eczema atopico (pelle screpolata, arrossata e pruriginosa).

Altri sintomi possono essere molto meno evidenti, ad esempio:

  • malattia da reflusso gastroesofageo,
  • feci malformate, maggior urgenza di evacuare (non necessariamente diarrea),
  • sangue e muco nelle feci,
  • nei bambini pianto eccessivo e inconsolabile,
  • stipsi,
  • rossore intorno all’ano,
  • pelle insolitamente pallida,
  • ritardo di crescita.

Quando chiamare il medico

Rivolgetevi sempre al medico in presenza di dubbi su una possibile allergia alimentare ed evitate qualsiasi test casalingo o erogato in strutture di dubbia affidabilità. Evitate i test per le intolleranze alimentari offerti in strutture che non siano ospedali o allergologi.

Andate immediatamente al pronto soccorso se si verificano i segni e sintomi dello shock anafilattico, come ad esempio:

  • Costrizione delle vie respiratorie che rende difficile la respirazione,
  • Shock e ipotensione improvvisa,
  • Aumento della frequenza cardiaca,
  • Vertigini o capogiro.

Pericoli

Il rischio maggiore legato alle reazioni allergiche dovute al cibo è sicuramente la possibilità di manifestare uno shock anafilattico, una reazione allergica potenzialmente fatale.

In alcuni soggetti il rilascio di istamina può essere causa di comparsa di emicrania.

Diagnosi

Se ritenete di soffrire di un’allergia alimentare, prima della visita evitate completamente l’esposizione all’alimento. Se lo assumete e avete una reazione di lieve intensità, gli antistaminici disponibili in farmacia potrebbero aiutarvi ad alleviare i sintomi. Se invece avete una reazione più grave e si manifestano i sintomi dello shock anafilattico, recatevi immediatamente al pronto soccorso.

Allergia alimentare: diagnosi con il Prick Test

Allergia alimentare: diagnosi con il Prick Test (http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Allergy_skin_testing.JPG)

Il primo passo per una corretta diagnosi è stilare un’accurata anamnesi, per fare questo il medico rivolgerà al paziente (o al genitore, nel caso di bambini) una serie di domande relative ai sintomi e alle condizioni in cui sono comparsi.

Seguirà poi un’accurata ricostruzione di eventuali fattori di rischio, andando ad analizzare famigliarità e storia clinica del paziente.

In base a quanto emerso in questa fase il medico potrà prescrivere ulteriori approfondimenti prima di formulare una diagnosi.

Test cutanei

Il prick test cutaneo è in grado di evidenziare reazioni allergiche a determinati alimenti. Durante questo test, piccole quantità degli alimenti sospetti sono collocate sulla pelle dell’avambraccio o della schiena. Poi si gratta la pelle con un ago, per far sì che una minuscola quantità della sostanza penetri sottopelle. Se siete allergici a una delle sostanze, si svilupperà una reazione cutanea o una reazione allergica caratterizzata da rossore, prurito e gonfiore.

Il test è in genere del tutto indolore; esiste un remoto rischio di anafilassi, ma i medici che lo conducono sono addestrati e attrezzati per intervenire tempestivamente.

Esami del sangue

Gli esami del sangue specifici sono in grado di misurare la risposta immunitaria nei confronti di determinati alimenti, controllando la quantità di anticorpi specifici dell’allergia (immunoglobuline E, o IgE) presenti nel sangue. Per effettuare questo esame, il medico eseguirà un prelievo e poi invierà il campione in un laboratorio specializzato, dove saranno esaminate le reazioni a diversi alimenti.

A differenza dei test cutanei questi risultati possono dare falsi positivi e falsi negativi, vanno quindi sempre contestualizzati con i sintomi e l’esperienza del paziente.

Dieta di eliminazione

Vi potrebbe essere richiesto di eliminare gli alimenti sospetti per un periodo che va da due a sei settimane, per poi di reintrodurli di nuovo nella dieta, uno alla volta. Questo processo può contribuire a collegare i sintomi agli alimenti specifici, tuttavia non è immune da errori, perché possono entrare in gioco sia fattori psicologici sia fattori fisici. Ad esempio, se si pensa di essere sensibili a un alimento, si potrebbe scatenare una risposta che però non ha nulla a che vedere con una reazione allergica. Se in passato avete già sofferto di reazioni gravi agli alimenti, questo metodo non deve essere usato, per evitare che si ripetano.

Altri test

In strutture di vario genere vengono spesso proposti diversi tipi di test che dovrebbero essere in teoria in grado di rilevare allergie e/o intolleranze, tra cui:

  • vega test, che dovrebbe rilevare le allergie misurando i cambiamenti nel vostro campo elettromagnetico
  • test kinesiologico, che dovrebbe rilevare le allergie alimentari studiando le risposte muscolari
  • analisi del capello, che dovrebbe rilevare le allergie alimentari in base a test eseguiti su un capello,
  • citotest, che dovrebbe rilevare le allergie alimentari controllando il livello di rigonfiamento dei granulociti.

In tutti questi casi e in molti altri manca qualsiasi fondamento o prova scientifica di affidabilità, si raccomanda quindi di evitarne l’utilizzo.

Cura e terapia

L’unico modo certo per evitare le reazioni allergiche è evitare gli alimenti che provocano i sintomi ma, nonostante tutte le precauzioni, potreste comunque entrare in contatto con l’alimento che provoca una reazione. In questi casi sono fondamentalmente due gli approcci necessari, a seconda della gravità dei sintomi.

Antistaminici e/o cortisone

Per le reazioni di lieve intensità gli antistaminici disponibili in farmacia con o senza ricetta possono aiutare ad alleviare i sintomi. Questi farmaci possono essere assunti dopo l’esposizione a un alimento che provoca l’allergia per alleviare il prurito o l’orticaria, però non sono in grado di curare le reazioni allergiche più gravi, per cui potrebbe essere necessario il cortisone e/o l’adrenalina.

Adrenalina

Per le reazioni allergiche gravi potreste aver bisogno di farvi o farvi fare un’iniezione di emergenza di epinefrina (adrenalina) e di andare immediatamente al pronto soccorso.

L’adrenalina è in grado di contrastare l’effetto dell’istamina sulla dilatazione dei vasi responsabile del calo di pressione e di altri sintomi, come ad esempio le difficoltà respiratorie.

Nel caso di reazione grave procedere immediatamente alla somministrazione del farmaco, ma portare comunque il paziente in Pronto Soccorso immediatamente perchè potrebbero essere necessarie ulteriori dosi e assistenza ospedaliera.

Molte persone che soffrono di allergie portano sempre con sé un autoiniettore: questo dispositivo è una specie di siringa con un ago a molla che inietta una dose singola di farmaco se premuto contro i fianchi. Se il vostro medico vi ha prescritto un autoiniettore di epinefrina:

  • Portatene sempre uno con voi. È consigliabile tenerne uno di riserva in macchina o nella propria scrivania sul posto di lavoro.
  • Ricordatevi sempre di sostituire l’epinefrina prima della data di scadenza, altrimenti l’autoiniettore potrebbe non funzionare correttamente.
  • Fatevi insegnare come usarlo e insegnate anche alle persone più vicine a voi come si fa a somministrare il farmaco: se saranno insieme a voi durante una reazione anafilattica, potrebbero salvarvi la vita.

Stile di vita e rimedi pratici

  1. Uno dei punti fondamentali per prevenire le reazioni allergiche è quello di evitare completamente l’alimento che provoca i sintomi.
  2. Non date nulla per scontato, leggete sempre le etichette degli alimenti, per accertarvi che non contengano un ingrediente a cui siete allergici o anche solo una possibile contaminazione. Anche se pensate di sapere di che cosa è fatto un determinato alimento, controllate sempre l’etichetta. In alcuni casi gli ingredienti possono variare. Le etichette dovrebbero indicare chiaramente se l’alimento contiene i più comuni allergeni alimentari.
  3. Quando uscite a cena, c’è sempre il rischio di poter mangiare qualcosa a cui siete allergici. Informate lo staff del ristorante delle vostre allergie, ma tenete conto che qualcuno potrebbe non comprendere pienamente la gravità delle reazioni allergiche e potrebbe non capire che anche una minuscola quantità di alimento è in grado di causare una reazione grave in alcune persone. Se sospettate anche solo lontanamente che un alimento potrebbe contenere una sostanza a cui siete allergici, evitatelo.
  4. Portate sempre con voi l’autoiniettore di adrenalina.

In passato le diete a rotazione, in cui si evitava un determinato alimento solo in certi periodi, sono state usate per curare le allergie alimentari. Non c’è alcuna prova scientifica che dimostri l’efficacia di queste o di altre diete simili contro le allergie alimentari. L’unica strategia dietetica che si è dimostrata efficace è quella di evitare completamente l’alimento che provoca l’allergia.

Prevenzione

Un tempo si pensava che evitando di consumare arachidi durante la gravidanza e durante l’allattamento si potesse ridurre il rischio che il neonato potesse manifestare allergie, ma questa teoria è stata ora messa in forte discussione.

Sono emerse alcune evidenze secondo cui l’introduzione di arachidi nei primi anni di vita possa al contrario ridurre il rischio di allergia, ma in attesa di ulteriori studi si raccomanda di fare sempre riferimento al pediatra.

Fonte principale: NHS, licensed under the OGL

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  1. Anonimo

    Io lo sempre mangiato da piccina… ma nn avevo fobie.. ora sie ho paura.. anche xke mi prudeva un po la gola ma considerando k ho del muco pure.. e anche oggi dopo aver mangiato la spigola ma a tratti e poco…. ormai sn passate due ore posso stare serena???? E una mia fobia…. poi mi pizzoca la lingua solo di un lato ma come se fosse graffiata

  2. Anonimo

    Buonasera io da tre giorni mi sono riempita di brufoli Rossi rosacee dietro la schiena non resisto a grattarmi mi irrita moltissimo proprio a destra in basso alle costole della schiena e così anche a sinistra brufoli dolorosi se li tocco adesso mi sento grattare pure alla pancia s la testa ,all inizio soffrivo di un dolore lancinante al lato destro della pancia sotto le costole ,poi sono stitica nemmebo con un lassativo riesco ad andare in bagno …mi sto preoccupando perché non passa il medico mi ha detto di mettere gentalyn beta ma niente passa anzi cosa può essere ?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se la cura non funziona senza vedere le lesioni cutanee è difficile fare ipotesi. Deve farsi visitare da un dermatologo per cercare di risolvere il problema più rapidamente.

  3. Anonimo

    salve.spero si ricorda di me?mio figlio con allergia al ciocolato..bene ho fatto i test e lui e apenna alergico alle erbace.ma ciocolato niente.ma e succeso una cosa..quando il test e stato fatto sul istamine il bambino si e sentito istantaneamente male..debole..come per svenire.e altretanto e stata la reazione sul braccino del bambino con esito positivo con gofiore del punto del ago.cosa significa??e pericoloso?devo eliminare alimenti?dove e quando preocuparmi?si e sentito strindere la gola e semso di soffocamento..grazie mille.saluti da francesca

  4. Anonimo

    come posso perdere i liquidi in modo naturale?? oppure esiste una compressa sensa controindicazione che posso assumere?mi sento molto gonfia e dolorosa alle gambe e so che e eccesso di liquidi.ma purtroppo sono un po vita serdentaria e ho deciso di caminare. ma vorrei un aiuto per sgonfiarmi e perdetre liquidi in eccesso..mi puoi aiutare??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Beva di più e riduca DRASTICAMENTE il sale e gli alimenti salati in genere.

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