Allattamento doloroso: male al seno ed al capezzolo?

Ultimo Aggiornamento: 241 giorni

È normale avere i crampi mentre si allatta?

Sì, è spesso sono chiamati morsi uterini. Nei primi giorni o settimane dopo il parto la neo-mamma può avvertire forti crampi all’utero, simili a quelli mestruali, nel momento in cui fuoriesce il latte.

Sono particolarmente intensi nei primi giorni dopo il parto, per poi diminuire gradualmente e andare a sparire entro 40 giorni circa.

Si tratta di un meccanismo utile e necessario: questa sensazione compare infatti fin dalla prima poppata in ospedale perchè l’allattamento al seno fa contrarre l’utero, con il fine di riportarlo alle dimensioni fisiologiche e ridurre contemporaneamente il sanguinamento post-parto.

È normale provare dolore durante o dopo l’allattamento?

Se il neonato si attacca correttamente si potrebbe sentire dolore e fastidio solo nei primi secondi della poppata, per poi sparire; se il fastidio persistesse probabilmente c’è qualche problema (spesso di attacco non corretto) che potrebbe essere causa per esempio di formazione di ragadi. Si raccomanda in questi casi di contattare un’ostetrica per valutare e correggere la situazione.

Ingorgo mammario

Si parla di ingorgo mammario quando le mammelle contengono troppo latte, a prescindere dal motivo. Le mammelle possono essere dure, tese e dolenti. Un tempo era ritenuto normale all’inizio dell’allattamento, mentre ora prevalgono altre interpretazioni.

Nei primi giorni, l’ingorgo può essere dovuto a una produzione di latte eccessiva rispetto a quanto riesce a poppare il neonato, che magari non riesce ad alimentarsi quanto dovrebbe; i neonati devono mangiare poco e spesso, possibilmente a richiesta, e può essere necessario qualche giorno perché la produzione di latte si adegui alle necessità del lattante. Se il neonato non si attacca bene al seno la suzione di latte in caso di ingorgo può diventare difficile, il capezzolo può essere troppo disteso e appiattito, eventualmente anche dolente.

In questi casi si raccomanda di contattare un’ostetrica per farsi assistere nella risoluzione del problema.

L’ingorgo può tuttavia verificarsi anche quando il lattante si attacca correttamente, soprattutto in caso di pause eccessive. Il neonato si regola autonomamente per la frequenza dei pasti e si gestisce naturalmente relativamente a tempi e alternanza tra i due seni.

Tra i segnali indicativi della necessità di essere attaccato troviamo:

  • movimento rapido degli occhi,
  • portare le dita alla bocca,
  • girarsi di lato con la bocca aperta, alla ricerca del seno,
  • agitazione.

Piangere è l’ultimo segnale con cui il lattante indica di voler mangiare. Allattare prima che stia piangendo spesso permette poppate molto più tranquille. È utile tenersi il neonato vicino in modo da poter osservare e riconoscere i segni di fame.

Rimedi

Per alleviare il fastidio, oltre ad allattare il neonato, si può provare a spremere un po’ di latte dalla mammella a mano; si raccomanda di limitarsi a spremere qualche goccia per allentare la pressione, non di più in quanto si stimolerebbe ulteriormente la pressione.

Si potrà trovare di un qualche beneficio anche:

  • Indossare un reggiseno da allattamento comodo, che non comprima le mammelle.
  • In caso di perdite, applicare delle salviette calde subito prima di spremere a mano.
  • Assumere paracetamolo o ibuprofene, se prescritti, per ridurre il dolore. Sono farmaci sicuri durante l’allattamento.

Eccesso di latte

Talvolta la puerpera produce latte in eccesso, che il neonato non riesce a smaltire. È bene fare osservare la poppata all’ostetrica o allo specialista di allattamento, per provare a capirne la ragione e suggerire espedienti per ridurre la produzione.

Di fatto è la suzione del poppante che determina la produzione di latte, in questo modo la Natura fa sì che la produzione sia sempre adeguata alle necessità del lattante, che ovviamente cambiano nel tempo.

Dotti galattofori occlusi

Le ghiandole mammarie sono divise in segmenti, come gli spicchi di un’arancia. Il latte di ciascun segmento arriva al capezzolo attraverso un sottile tubo, il dotto galattoforo.

Se un segmento non viene drenato correttamente durante una poppata (magari perché il lattante non è attaccato bene), il dotto può ostruirsi. L’ostruzione può essere percepibile sotto forma di piccola tumefazione dolente della mammella.

Questa condizione deve essere risolta il più rapidamente possibile e in questo può essere di aiuto anche il lattante. Se possibile, questi va tenuto con il mento diretto verso la tumefazione, in modo che si alimenti da quella parte della mammella.

Evitare inoltre indumenti o reggiseni stretti, in modo che il latte possa scorrere liberamente da ogni parte della mammella.

Altri possibili aiuti sono:

  • allattamento frequente dalla mammella colpita,
  • impacchi caldi per favorire il flusso,
  • delicati massaggi della tumefazione verso il capezzolo durante l’allattamento.

È importante risolvere un dotto ostruito quanto prima perché, se trascurato, può evolvere a mastite.

Mastite

La mastite (infiammazione della mammella) insorge quando non viene risolto il blocco di un dotto. La mammella colpita è dolente e infiammata e può dare sintomi generali anche intensi, come un’influenza.

La mastite all’inizio è “asettica”, cioè non è dovuta a un’infezione. Se trascurata può però complicarsi con un’infezione e richiedere quindi antibiotici.

In caso di mastite ci saranno verosimilmente almeno due di questi sintomi:

  • un seno caldo e dolente,
  • un’area di pelle arrossata, dolente al tocco,
  • un senso di malessere generale, come per l’influenza,
  • sensazioni di dolenzia, stanchezza e depressione,
  • febbre.

Può succedere all’improvviso, e peggiorare rapidamente, ma è importante continuare l’allattamento al seno, perché accelererà la guarigione.

In caso di sospetta ostruzione di un dotto o mastite contattare il ginecologo e valutare se tentare quanto segue:

  • Controllare posizione e attaccamento del lattante; richiedere assistenza all’ostetrica o allo specialista di allattamento.
  • Continuare ad allattare.
  • Allattare prima con la mammella sofferente.

Se rimane una sensazione di tensione dopo una poppata o se il neonato per qualche motivo non può alimentarsi, spremere il latte con la mano.

  • Il caldo può facilitare il flusso di latte, quindi possono risultare utili impacchi caldi.
  • Riposarsi il più possibile; stare a letto quando possibile.
  • Prendere paracetamolo o ibuprofene per alleviare il dolore.

In assenza di miglioramenti nell’arco di 12-24 ore, o in caso di peggioramento, contattare nuovamente il medico o il ginecologo, potrebbero essere necessari antibiotici, scelti ovviamente in modo da essere compatibili con l’allattamento.

Interrompere l’allattamento al seno farebbe solo peggiorare i sintomi potrebbe addirittura scatenare un ascesso mammario.

Ascesso mammario

Si tratta di una raccolta di pus che si forma in una mammella.

La maggior parte degli ascessi si sviluppa appena sotto la pelle ed è dovuta a infezioni batteriche; si presenta sotto forma di massa dolente e gonfia, che può anche:

  • essere arrossata,
  • essere calda,
  • provocare un gonfiore della pelle circostante,
  • causare febbre.

Cause

Gli ascessi mammari sono quasi sempre collegati a mastiti, condizioni che causano dolore e gonfiore (infiammazione) e colpiscono in genere donne che stanno allattando al seno.

Questi ascessi sono comunque più frequenti nelle donne tra 18 e 50 anni di età.

Durante l’allattamento le infezioni avvengono quando i batteri penetrano nel tessuto mammario o quando si ostruiscono i dotti galattofori. Ciò può provocare una mastite che, se non trattata, può evolvere in una formazione ascessuale.

Anche una donna che non sta allattando può contrarre una mastite, se i batteri penetrano nei dotti galattofori attraverso un’ulcera o una ragade del capezzolo, oppure a seguito di piercing. L’organismo reagisce inviando i leucociti (globuli bianchi del sangue) per combattere l’infezione, causando la morte del tessuto nel punto di infezione. Si genera così una piccola cavità che si riempie di pus (ascesso).

Quando chiamare il medico

Consultare il medico se una mammella diventa rossa e dolente. In caso di mastite, possono essere indicati gli antibiotici per trattare l’infezione.

Se i sintomi persistono nonostante gli antibiotici, il medico può richiedere un’ecografia della mammella, che può evidenziare un’eventuale formazione ascessuale. Questa metodica utilizza onde a ultrasuoni ad alta frequenza per generare un’immagine dei tessuti interni.

Cura

L’ascesso mammario dovrà essere drenato. Per ascessi piccoli possono essere sufficienti un ago e una siringa, mentre se l’ascesso è grosso può essere necessario praticare una piccola incisione della pelle per drenare il pus.

In ambedue i casi, viene in genere praticata un’anestesia locale per rendere insensibile la pelle intorno all’ascesso e non causare quindi né dolore né fastidio.

Candidosi

Il dolore di mammella e capezzolo durante l’allattamento è talvolta dovuto a infezione da candida della mammella. La candida può colpire anche la bocca del neonato allattato.

Talvolta, queste infezioni si sviluppano se i capezzoli hanno lesioni o ragadi. Significa che la candida (il fungo che causa la malattia) può penetrare nel capezzolo o nella mammella.
Queste infezioni possono anche svilupparsi dopo che puerpera o lattante sono stati sottoposti a un ciclo di antibiotici. Questi farmaci possono ridurre il numero di batteri utili presenti nell’organismo e consentire alla candida di proliferare.

Sintomi

La candida della mammella in genere si manifesta con:

  • dolore ad ambedue i capezzoli o le mammelle dopo l’allattamento in donne precedentemente asintomatiche,
  • dolore molto intenso e di durata protratta (anche un’ora) dopo ogni poppata.

Non è probabile che si tratti di candida se:

  • la donna ha sempre avvertito dolore con l’allattamento
  • il dolore interessa un solo capezzolo o mammella
  • compare febbre
  • la pelle di una mammella è calda e arrossata

Sintomi di candidosi orale (mughetto) del lattante

Bisogna controllare la presenza di:

  • macchie o punti bianchi cremosi su lingua, gengive, palato della bocca o interno delle guance; queste formazioni non vengono via scorrendovi sopra delicatamente con una garza
  • agitazione del bebè durante la poppata;
  • un velo bianco sulle labbra;
  • in alcuni neonati, dermatiti da pannolino che non scompaiono.

Quando contattare il medico

In caso di sospetta candida mammaria o del lattante, consultare il medico o il pediatra. È possibile eseguire un tampone dai capezzoli e dalla bocca del neonato per verificare la presenza di candida ed è altresì importante escludere altre cause di dolore mammario prima di iniziare il trattamento per la candida.

In assenza di candida il dolore può essere causato da altro, per esempio posizione e attacco del neonato sbagliati. È importante che l’ostetrica o altro specialista di allattamento assistano alla poppata per rilevare eventuali problemi.

Cura

Se madre o bebè hanno contratto la candida, sarà necessario trattare ambedue contemporaneamente, perché l’infezione può diffondersi facilmente. Può diffondersi anche ad altre persone di famiglia.

Misure come lavarsi le mani accuratamente dopo aver cambiato il neonato e usare asciugamani personali aiutano a impedire il contagio. Sarà necessario lavare e sterilizzare qualunque tettarella, ciuccio o gioco che il bebè si porti alla bocca.

Durante il trattamento i reggiseni da allattamento dovranno essere lavati ad alte temperature, mentre eventuali cuscinetti mammari richiederanno di essere cambiati spesso.
Se si ricorre al tira-latte quando affette da candida, il latte dovrà essere somministrato al bebè mentre si è ancora in trattamento. Congelarlo e usarlo successivamente può determinare una recidiva della candida.

L’allattamento al seno tuttavia può e deve proseguire durante il trattamento di madre e lattante.
Nel bebè l’infezione in genere viene risolta con un gel o un liquido anti-fungino. Si tratta di un farmaco sicuro per il neonato. È importante lavarsi le mani molto bene dopo il trattamento.

Nella donna in allattamento la candida viene in genere trattata con una crema che si può spalmare sopra e intorno ai capezzoli dopo le poppate. Dopo averla spalmata è necessario lavarsi le mani con cura. In alcuni casi, serve una terapia per bocca per debellare l’infezione.

Una volta avviata la terapia i sintomi dovrebbero migliorare nell’arco di due o tre giorni, ma ci vuole un po’ di più per guarire completamente.

Se non ci sono miglioramenti entro sette giorni, consultare nuovamente il medico.

Fonti:

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

  1. Anonimo

    Salve, allatto mio figlio di 3 settimane ma uso anche la formula perché ho avuto le ragadi al seno. Da 3 gg sento un dolore al seno vicino ai capezzoli, in corrispondenza di masse dure, cosa può essere? Sto usando il tiralatte ogni ora e la notte ogni 3 ore, ho paura che aumento la produzione e non risolvo l’ingorgo. Il dottore mi ha prescritto 7 gg di antibiotico, dp 3 gg ancora dolore, che fare? Nn ho febbre ma in passato honavuto candida vaginale e questo è la mia prima gravidanza. Grazie, mmp

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi farei seguire da un’ostetrica, in questi casi è davvero la figura più adatta a risolvere queste situazioni (per esempio la scelta di un’aggiunta potrebbe non essere stata l’ideale).

  2. Anonimo

    Salve.io sono alla 26 settimana di gravidanza e allatto ancora mia figlia di 2 anni.ho avuto latte fino a 15 giorni fa più o meno..ora sembra scomparso e negli ultimi giorni avverto un forte bruciore interno.ps: non ho candida ne ragadi.grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Verificherei con il medico, potrebbe essersi infiammato; con urgenza se dovesse comparire febbre.

  3. Anonimo

    Aiuto ho la candida al seno causato dal mughetto di mio figlio ho dolori lancinante fino alle scapole da una sett mi curo con il daktarin e faccio impacchi con la calendula cosa posso fare per farmelo passare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso prescrivere farmaci. Ne parli con fiducia al pediatra.

  4. Anonimo

    Salve allatto da due mesi senza problemi tre gg fa il piccolo ha avuto il mughetto curato tuttora con daktarin. ..ma da li il mio capezzolo si è infiammato con dolori incredibili quando si attacca. ..e subito dopo mi duole dal capezzolo verso la ascella ma il seno e morbido cosa potrebbe essere grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere candida, raccomando di verificare con il medico (o con il pediatra).

    2. Anonimo

      Grazie perciò io ho usato lo saprai all argento in caso ci fossero stati piccoli tagliEtti ovviamente lavando con molta cura prima della prossima poppata ma se è candida non serve a nulla

  5. Anonimo

    Dottore ormai all’atto da più di due settimane ma ho da circa una settimana un seno gonfio dolente con fitte.. Cosa può essere? Sto provando gli impacchi e il tirslstte ma la situazione non migliora ho solo il seno un po più sgonfio quando lo tiro

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Forse un piccolo ingorgo, si rivolga con fiducia a un’ostetrica.

      Attenzione a tirarlo, dopo un sollievo immediato il corpo lo interpreterà come richiesta di una maggior produzione.

  6. Anonimo

    Buonasera gentile dottore volevo porle una domanda.. il pediatra mi ha consigliato una crema a base di lanolina il puralan perché provo dolore al capezzolo solo che prima di allattare ho dimenticato di risciacquare.. Può essere pericoloso?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, stia tranquilla non è necessario rimuoverla prima dell’allattamento, per cui nessun problema.

  7. Anonimo

    Salve io allatto mia figlia di 5 mesi esclusivamente al seno ho curato una mastite una settimana fa con antibiotico ma ad oggi il seno lo sento ancora duro e dolorante soprattutto il capezzolo, quando ciuccia vedo le stelle,ultimamente x giunta la bambina fatica ad attaccarsi a quel seno. Cosa può essere? Grazie.

  8. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Salve, per avere un minimo di sollievo può provare a fare degli impacchi con pezze imbevute di acqua calda, tuttavia, se ha anche febbre e brividi ,non è da escludere che ci possa essere una infezione, per cui deve essere vista dal suo medico e valutare se prendere un antibiotico. Saluti

  9. Anonimo

    Buongiorno Dr ho avuto febbre e brividi e o una piccola massa dura nel seno io in questo momento sto allattando tutto questo malessere può essere perché o ingorgo e cosa posso fare

  10. Anonimo

    Ho un dolore atroce dentro il seno brucia pungie fa malissimo cosa può essere ?ho provato l’acqua calda fredda la tachipirina ma nulla fa mallissimo.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è probabile che sia una infezione, deve contattare il suo medico. Saluti

  11. Anonimo

    I dotti del latte sono solo nel seno o anche nella parte alta? Mi spiego…ho male e sento un bozzo nella parte alta del seno, zona torace

  12. Anonimo

    Soffro di ragadi che stanno piano piano guarendo ma ho notato che avverto un forte bruciore in tutto il seno dopo la poppata. Cosa potrebbe essere,?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è legato alla produzione di latte, ma lo verifichi comunque con un’ostetrica.

  13. Anonimo

    ciao ho un dolore lancinante al seno da cinque gioni , 2 gioni fa ho iniziato la cura con l antibiodico…ma il dolore e sempre uguale e il capezzolo c’è l ho rosso,e dolorante, ho dovuto anche smettere di allattare xke il dolore era troppo forte..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Peccato davvero per l’interruzione dell’allattamento, la diagnosi qual è stata?

La sezione commenti è attualmente chiusa.